Dedica

 

Papà Giggi
Santa Lucia
Siracusa

 

 

 

Santa Lucia







Santa Lucia, Siracusa 283 - 13/12/304

Protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini.

 - Patrona di:
  
       

Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.
Arcidiocesi di Siracusa.
Belpasso (CT).
Carlentini (SR).
Casola Valsenio (RA).
Castrocielo(FR).
Copparo (FE).
Cortenuova (BG).
Diemoz parrocchia di Verrayes nella regione autonoma Vallée d'Aoste.
Dolcè (VR)
Erchie (BR)
Fondo (TN).
Miglierina (CZ).
Mongrassano (CS)
Montefiore dell'Aso (AP).
Motta Santa Lucia (CZ)
Prezza (AQ)
Rocca di Cambio (AQ).
San Pietro (frazione di Rosà)
Santa Lucia del Mela (ME).
Santa Lucia di Piave (TV).
Santa Lucia di Uzzano (PT).
Santa Sofia (FC).
Savignano sul Rubicone (FC).
Savoca (ME).
Siracusa.
Venasca (CN).
Villa Santa Lucia, FR, Parrocchia Santa Lucia V.M.
Quargnenta di Brogliano, Vicenza, Parrocchia di SS. Lorenzo e Lucia.

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Venerata nel Mondo:

Argentina, Austria, Brasile (Quiririm), Danimarca, Finlandia, Repubblica Ceca, Saint Lucia, Spagna (Tolosa) e Svezia

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La Sua Vita:

Ricca, probabilmente bella e promessa sposa ad un giovane della sua città, Siracusa, Lucia sembrava destinata alla vita normale delle ragazze del III-IV secolo dopo Cristo: moglie e madre di famiglia. Il padre si chiamava forse Lucio poiché era allora vigente una norma romana che imponeva il nome del padre alle figlie. La madre si chiamava Eutychie o Eutichia.
A causa di una malattia che aveva colpito la madre Eutychie, una grave emorragia, Lucia decise d'andare a Catania per pregare sulla tomba della martire Agata. Qui Dio la scelse per un grande progetto: la martire infatti le apparve chiedendole di dedicare la propria vita ai più poveri, ai piccoli emarginati e sofferenti. Tornata a Siracusa mise in atto questo progetto; ruppe il fidanzamento e, con una lampada fissata al capo, iniziò a percorrere i lunghi e angusti cunicoli delle catacombe per distribuire i beni della sua cospicua dote ai più poveri. Il fidanzato abbandonato non accettò questa decisione, forse più attirato dalle ricchezze di famiglia che da un amore sincero. Non si spiegherebbe altrimenti la decisione del ragazzo di accusare Lucia, davanti al terribile prefetto Pascasio, di essere cristiana.
Erano questi gli anni di Diocleziano, anni bui per la storia dei cristianesimo, anni di persecuzioni, ma anche di grandi esempi di fede. Come quello che diede la stessa Lucia. Arrestata, minacciata e torturata, si proclamò comunque seguace di Cristo e non accettò di abiurare la propria fede.
Per Pascasio non ci furono dubbi, quella ragazza troppo forte per essere "piegata", doveva morire: la espose nel pubblico postribolo; Lucia disse allora che "il corpo viene contaminato solo se l'anima acconsente" e così nessuno, nemmeno sei uomini e sei i buoi, riuscì a smuovere il corpo esile divenuto miracolosamente pesantissimo. Prima dell'esecuzione capitale però Lucia riuscì a ricevere l'Eucaristia e preannunciò sia la morte di Diocleziano, avvenuta di lì a pochi anni, sia la fine delle persecuzioni, terminate nel 313 d.C. con l'editto di Costantino che sanciva la tolleranza religiosa e la libertà di culto.

 

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Siracusa

Siracusa era la più grande città della Sicilia di quegli anni: si chiamò dapprima Ortigia dal nome dell'isolotto su cui sorse e poi Siraka, dal nome di una vicina palude (nome fenicio che pare significasse "luogo orientale"). Era una colonia di Corinto e fu probabilmente fondata intorno all'VIII secolo a. C.; a testimonianza di ciò, si possono ammirare ancora oggi: un grande ampio anfiteatro, un'ara dedicata alla dea Minerva, un teatro greco circondato da sontuosi monumenti sepolcrali, le latomie (cave di pietra), una antica fortezza grandiosa, i resti di altri templi e le catacombe. Divenne ben presto potente e famoso centro di raffinata civiltà dove fiorivano le lettere e le arti, dove sostavano volentieri poeti e filosofi, come Eschilo e Pindaro. Atene guardò con gelosia alla splendida città, le mosse guerra, ma ne fu sconfitta. Siracusa dominò il Mediterraneo, raggiungendo il massimo splendore con Dionigi il Vecchio, che le donò un meraviglioso periodo di pace. Più tardi condusse una vittoriosa lotta contro Cartagine. Ma Cartagine era troppo potente e Siracusa, sola, non poteva resisterle. Così si alleò con Roma. La Prima Guerra Punica portò alla sconfitta di Cartagine. Nel 214 a.C. Il console romano Marcello assediò la bella città siciliana, nel 212 la conquistò. Durante il dominio di Roma, benché restasse capitale dell'isola e culla d'arte e di bellezza, Siracusa decadde a poco a poco. A Siracusa, nella primavera del 61 aveva sostato l'apostolo Paolo in viaggio verso Roma come possiamo leggere nel capitolo 28 degli Atti degli Apostoli: " 11 Dopo tre mesi salpammo su una nave di Alessandria che aveva svernato nell’isola, recante l’insegna dei Diòscuri. 12 Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni 13 e di qui, costeggiando, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. 14 Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Partimmo quindi alla volta di Roma. 15 I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio. 16 Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per suo conto con un soldato di guardia". Il primo vescovo fu S. Marciano (o Marziano): fu mandato a Siracusa, secondo la tradizione, direttamente dall'apostolo Pietro, primo Pontefice della Chiesa.
Nel 1894 venne scoperta a Siracusa un'iscrizione sepolcrale nelle catacombe di San Giovanni che conferma il culto antico e quindi l'esistenza di questa Santa venerata sia in occidente che in oriente: in questa lapide del V secolo, scritta in greco, si fa l'elogio di Euschia e si afferma che morì nel giorno della festa di Santa Lucia.
    


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Papà Giggi

Attraverserò i Tuoi confini
sulle sfumature molteplici e variegate dei tuoi colori.

Agli estremi delle Tue immagini,
curverò sulle linee delle Tue Donne,
disegnando sinuosi cerchi,
colorati di luce, abbagliati di calore.

Ti stringerò le Mani
per sentire la forza della Tua creatività.    

Seguendo le Tue vie scorgerò una luce splendente, 
intravedendo finalmente la fonte della Tua anima.

Sfiorerò  allora il  Tuo  Cuore,
il motore della Tua   vita,
quel  sole  che  irradia  sensazioni.

Raggiungerò  la  Tua  Mente,
percorrendo, senza sosta, le Tue forme libere,
per vedere l' universo che è in Te.

Assorto e beato socchiuderò le palpebre
e, come in un sogno,
ripercorrerò i felici momenti della Nostra Unione,
stretto dalle Tue forti braccia,
come quando da bambino facevi
per indicarmi la linea dell' orizzonte,
oltre la quale c' è tutta la nostra storia, la Tua  Storia.

Navigando sulle onde spumeggianti
Ti vedrò ancora una volta guidare
la Tua Famiglia verso la Felicità.

Come un arcobaleno si formeranno nel cielo
miliardi di goccioline colorate
tante quante sono gli elementi della Tua Intelligenza e,
come un incantesimo,
Ti rivedrò accanto a me
ad ascoltarmi mentre Ti racconto la nostra Storia.

Ripercorrendo i Tuoi settanta anni
ritornerai Bimbo con i Tuoi occhi pieni di sole e di mare,
curioso della natura in tutte le sue forme e angolature, desideroso di raccontare con i Tuoi dipinti
una nuova gioia, la Tua gioia,
un messaggio al mondo, dal Tuo mondo,
un annuncio di novità.

Ma giunti alla meta del cammino
vedrò  la  Tua  nuova Luce,
risalendo lentamente quel sentiero fiorito e luminoso,
l' Eternità,
illuminato  da quel  Sole, 
che è la Terra di Sicilia.

All' oscurità del divenire
di ogni nuova aurora
dal monte di roccia bianca e porosa,
planerà un' aquila sulla Tua nuova dimora
attraversando la Tua anima, ora sveglia,
ricordando, ogni volta,
l' immagine di una nuova opera,
nell' istante in cui la luce dei tuoi occhi
si specchierà sulla tela come a ricevere linfa,
vita e calore.

E sui cespugli scoloriti dal sole e dalla calura
troverò ancora i colori e i sentieri che
lentamente risalgono sulla tua rupe ove,
fisso sull' orizzonte,
cerchi con occhi paralleli e creativi
le sfumature della Tua nuova opera  che stai creando.

Nel silenzio della Tua presenza
sentirò il battito del Tuo Cuore
rinfrancarsi in un incantesimo di colori,
luci e lampi come a rigenerarsi nell' olio della pittura
e a esprimersi in curve, angoli, simmetrie, nuove figure,
nel continuo e immutabile rinascere della vita
nella memoria fantastica del Tuo prossimo.


Giovanni Fontana  
2.7.2001,  21,00

 


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Update 17-10-11


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