Italia

 

.  Antichi Stati ~ Former Countries
 
          
. Siracusa
. Sarausa
(siciliano)
. Сиракузы
. سيراقوسة
. סירקוזה
. シラクサ
. 锡拉库萨
. 시라쿠사
. Sirakusa
. Sirakuze
. Syracusae
. Syracuse
. Syrakus
. Syrakusa
. Syrakuzy

stemma del comune

Adozione 29/12/1989

Descrizione

lo scudo dello stemma è verde con un'aquila con l'ala destra abbassata e l'ala sinistra chiusa; l'aquila è cimata di una corona regia ed è caricata nel petto da un castello d'oro, torricellato, ed afferra con gli artigli d'oro i fulmini di Giove; sotto lo scudo sul cartiglio è riportata la dicitura "S.P.Q.S."




stemma della Provincia
    
"Pruvincia di Sarausa"

 

Ortigia

dal greco Ortix/Quaglia. Asteria per sfuggire alle insidie di Zeus si trasformò in Quaglia/Ortix e gettandosi nel mare si trasformò in un isola che prese poi il nome di Delo (Siracusa).

 

 

Trinacria

 


l'anfiteatro romano

 

Parco Archeologico della Neapolis
Parco Archeologico della Neapolis


Teatro Greco


teatro Greco
 

Anfiteatro Romano
Anfiteatro Romano
 

Latomia del Paradiso
Latomia del Paradiso

 

Grotta dei Cordari      Grotta dei Cordari-interno
Grotta dei Cordari

 

Orecchio di Dionisio       Orecchio di Dionisio-interno
Orecchio di Dionisio

 

Ara di Ierone II
Ara di Ierone II


Latomia dei Cappuccini
Latomia dei Cappuccini

 

S. Giovanni Evangelista
San Giovanni Evangelista

 

S. Giovanni_Catacombe-Sarcofago di Adelfia  S. Giovanni_Catacombe 
Catacomba di S. Giovanni
 

Museo Archeologico

Museo Archeologico_Venere LandolinaMuseo Archeologico_KourosMuseo Archeologico_Venere Anadiomene
Museo Archeologico "Paolo Orsi

 


Ortigia
Isola di Ortigia

 

Tempio di Apollo
tempio di Apollo

 

Piazza Archimede_Fontana di Diana   Fontana di Diana-dett.

Piazza Archimede -  La Fontana di Diana


 

Piazza duomo e Duomo
Piazza del Duomo

 

Fonte Aretusa

Fonte Aretusa



Galleria Regionale_Annunciazione (Antonello da Messina)-dett
     Galleria Regionale_Seppellimento di S. Lucia (Caravaggio)-dett
Galleria Regionale di Palazzo Bellomo


 

Ortigiia: vista e Castello Maniace       Castello Maniace
Castello Maniace, fatto erigere da Federico II (1239)


 

Castello Eurialo
castello Eurialo

 

Santuario Madonna delle Lacrime
Santuario Madonna delle Lacrime

 


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Cronologia


Tiranni 585 ac / 212 ac
I Sindaci dal 1860


La Storia
Cenni storici sul Papiro e sulla Carta di Papiro
Siracusa nel Mondo

I Dati
Le Date
Eventi
Le Vie e i Luoghi
Monumenti, Palazzi, il Castello
I Musei
Personaggi illustri
Specialità Culinarie

 

I Nomi
Stemmi dei Comuni della provincia

Sources
 

up   

Cronologia


siracusa greco-corinzia: 753 ac --- 485 ac

tirannide di Gela: 485 ac 

conquistata da roma: 212 ac --- 280 dc

conquistata dai franchi: 280 --- 493

conquistata dai goti: 493 --- 535

conquistata da bisanzio: 535 --- 878

conquistata dagli arabi: 878 --- 1038

conquistata da bisanzio: 1038 --- 1040

conquistata dagli arabi: 1040 --- 1085

conquistata dai normanni: 1085 --- 1204

dominazione pisano-genovese: 1204

conquistata dagli svevi: 1204 --- 1266

predominio aragonese: 1282 --- 1516

predominio spagnolo: 1515 --- 1735

predominio dei borbone: 1735 --- 1860

nel Regno d'Italia dei Savoia: 3/3/1860

up


Fondatore della Città

Archia di Corinto

734 ac


up


Tiranni 585 ac / 212 ac

aristocratici gamoroi: VI ac - 485

Cleandro di Gela

585 

498

 

Ippocrate di Gela

498

491

 

Gelone signore di Gela

491

485

 

dinastia dinomenidi

Gelone I

485

478

figlio di dinomene e tiranno di gela

Ierone I

478

467

figlio di gelone e tiranno di gela

Trasibulo

467

466

tiranno di gela

democrazia: 465 - 415

Ermocrate

415

410

 

Diocle

410

407

 

Daphnaeus

407

406

 

Dionigi I il vecchio

406

367

 

Dionigi II il giovane

367

357

figlio di dionigi I

Dione

356

354

zio di dionigi II

Callippo II

354

352

 

Ipparino

353

350

 

Aretaeos

352

350

 

Niseo

350

346

 

Dionisio II il giovane

346

345

 

Hicetas I

345

343

 

Timoleonte

343

337

.

democrazia: 338 - 321
oligarchia di Sosistrato 321/316

Sosistrato

337

322

 

Agatocle

322

289

 

guerra civile e anarchia 289/270

Iceta II

289

280

 

Toinon

280

279

 

Sosistrato II

279

278

 

dominio dell' Epiro 278/275

Pirro II

278

276

 

Ierone II

276

215

 

Ieronimo

215

214

nipote di Gerone II

Adranodoros 214 . .

Deinomene

214

213

.

Hepicydes

213

212

.

conquista romana 212 ac -  476 dc


up


I Sindaci dal 1860

Francesco DE BENEDICTIS

1860

1861

Gaetano ADORNO ZAPPALA'

1862

1865

Gaetano MOSCUZZA

1866

1867

Giambattista RIZZA

1868

1869

Raffaele PRIA

1870

1871

Alessandro STATELLA

1872

1876

Giambattista RIZZA

1877

1878

Giuseppe REALE

1879

1884

Raffaele LANZA

1885

1889

Alessandro STATELLA

1890

1894

Mario LANDOLINA INTERLANDI

1895

1896

Michele BONANNO

1896

1897

Luigi VINCI

1898

1905

Giuseppe TOSCANO

1905

1911

Luigi VINCI

1911

1913

Giuseppe TOSCANO

1913

1914

Alessandro SPECCHI

1914

1920

Eduardo DI GIOVANNI

1920

1922

Commissari prefettizi e regi

1922

1926

Leone LEONE (Podestà)

1927

1928

Giovanni DI NATALE (Podestà)

1928

1929

Lorenzo TOSCANO (Podestà)

1930

1931

Paolo STRANO (Podestà)

1931

 

Giuseppe URSO (Podestà)

1934

1934

Vincenzo BORDONE (Podestà)

1934

1939

RIZZA ed INNORTA (Commissari prefettizi )

1939

 

Gaspare CONIGLIARO (Podestà)

1939

1943

Sebastiano CAMPISI (Sindaco)

1943

27.11.1943

Corrado MIRMINA

04.12.1943

08.06.1944

Giambattista BOZZANCA

1944

1946

 Mario Tommaso GARGALLO

16.05.1946

26.02.1948

 Salvatore MONTEFORTE

24.06.1948

22.12.1948

 Vincenzo GRECO

1948

22.11.1950

 Alessandro SPAGNA

10.08.1952

05.12.1952

 Marcellino ALAGONA

23.02.1953

20.03.1957

Raffaello CARACCIOLO

20.03.1957

06.02.1965

 Antonio GIULIANO

06.02.1965

10.05.1966

Vincenzino TEDESCHI

10.05.1966

01.02.1967

 Gaetano COSTA

01.02.1967

06.04.1968

Antonio GIULIANO

06.04.1968

18.12.1971

 Marcello SGARLATA

18.12.1971

22.03.1972

 Luigi FOTI

22.03.1972

28.12.1973

 Concetto RIZZA

27.02.1974

09.08.1978

Benedetto BRANCATI

09.08.1978

23.03.1981

Gaetano TIRANTELLO

23.03.1981

21.02.1983

 Aldo SALVO

23.05.1983

04.08.1984

Fausto SPAGNA

04.08.1984

06.05.1986

Concetto LO BELLO

19.06.1986

30.11.1986

Fausto SPAGNA

30.11.1986

07.03.1989

Salvatore BARBERI

07.03.1989

04.07.1990

Gaetano BANDIERA

04.07.1990

23.11.1991

Litterio GILISTRO

23.11.1991

11.07.1992

 Francesco CIRILLO

11.07.1992

13.03.1993

Vincenzo DI RAIMONDO

13.03.1993

26.06.1994

Marco FATUZZO

26.06.1994

12.06.1998

Vincenzo DELL'ARTE

12.06.1998

27.07.1999

Fulvio MANNO (Commissario Straordinario)

09.08.1999

21.12.1999

Giambattista BUFARDECI

22.12.1999

01.03.2008

MIRABELLA Domenico (Comm. Straord.) 01.03.2008 23.03.2008
Roberto Visentin
23.06.2008 .

 

up

 

I Dati:

Latitudine: 37.0666667
Longitudine: 15.3
Popolazione: 127.615  ab.

 

17m.slm

 

Temperature medie

Max: 15 ºC
Min: 11 ºC
Umidità: 77%

Velocità dei venti: 4Km/h

-Splendido porto naturale

-Sede arcivescovile

-Città industriale, agricola e turistica

-Porto commerciale

 

 

-Come arrivare a Siracusa :

In auto
Strada Statale SS 115 Trapani-Catania-Siracusa.
In treno
Agrigento e Palermo.
In aereo
Aereoporto Filippo Eredia di Fontanarossa di Catania, a 60 km da Siracusa
(informazioni: tel. 095/7306266; 095/252111)
In nave
Napoli

Numeri utili:

-Soccorso pubblico-113
-Carabinieri-112
-Vigili del fuoco-115
-Guardia di finanza-117
-Soccorso stradale-116
-Emergenza Sanitaria-118
-Ambulanza-0931/65266
-Ospedale 0931/724111
-Croce Rossa Ambulanze tel.0931 65266
-Polizia Municioale tel. 0931462644
-Informazioni turistiche: via S. Sebastiano,43 tel.0931/481200

 

Eventi

 

Maggio:
Festa delle quaglie la prima domenica del mese: rituale stagionale in cui vengono liberate un gran numero di quaglie in città.


Maggio e Giugno:
Ciclo biennale di spettacoli teatrali classici al Teatro Greco di Siracusa, evento di rilievo promosso dall'Istituto Nazionale del Dramma Antico.
 

Luglio e Agosto:
Festival Internazionale della musica.

14 Luglio/20 agosto:
LatomiArte:percorsi d'arte alla Latomia dei Cappuccini.

Agosto:
il giorno 15 del mese Palio del mare: regata dei cinque quartieri storici della città, con le barche tipiche dei pescatori.


Settembre:
Pellegrinaggio al Santuario della Madonna delle lacrime, di pellegrini provenienti da tutto il mondo.


29 ottobre:
Premio Ciane ideato dal Club delle donne, di cui è presidente Marika Cirone Di Marco, è un premio dedicato alle figure femminili maggiormente rappresentative della nostra città. .

Dicembre:

-il giorno 13 Festa di S.Lucia,



up


Musei

Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi"

Sito in viale Teocrito,nel parco di Villa Landolina ,difronte al Santuario della Madonna delle lacrime, è una moderna struttura inaugurata nel 1988 ed intitolata all'archeologo Paolo Orsi (1859-1935).Per i numerosi ed eccezionali reperti in esso contenuti, è uno dei più importanti d'Europa e consente una visione completa di materiali riguardanti il territorio di Siracusa, dalla preistoria al periodo della dominazione greca.
L'edificio si sviluppa su tre livelli, attorno a un nucleo centrale, per complessivi 12.000 mq . Si compone di tre settori attraverso i quali viene riproposta la storia di Siracusa antica.
Settore A
È dedicato alla preistoria ed alla protostoria; alla fine della prima sezione sono sistemati i plastici di due elefanti nani della specie Falconieri ritrovati nella grotta Spinagallo di Siracusa; si passa, poi, al Neolitico, con la cultura di Stentinello, la più antica cultura agricola della Sicilia; quindi, reperti di Thapsos (Media Età del Bronzo) e di Pantalica.
Settore B
I pezzi più interessanti sono una statua marmorea di Kòuros acefala proveniente da leontinoi ( V Sec, a. C); il Kòuros proveniente da Megara Hybléa (VI Sec. a.C.), la dea madre che allatta due gemelli (Kourotrophos) del VI Sec. a.C.. Della parte dedicata a Siracusa è rilevante la Venere uscita dalle acque,la "Venere anadiomene", detta Venere Landolina, statua di fattura romano-ellenistica ,una serie di piatti di ceramica di Ortigia dall'antichità ai nostri giorni, il Kòuros marmoreo di figura maschile acefala, cavalluccio bronzeo del VIII Sec. a.C.
Settore C
Quanto viene mostrato in questo settore è relativo alle cosiddette subcolonie di Siracusa e cioè: Akrai, Casmene, Camarina ed Eloro, Grammichele con l'aggiunta di altri centri come Gela ed Agrigento.



Le Monete

Moltissime sono le monete per le quali Siracusa fu celebre fra gli antichi ed in particolare nel mondo greco, con l'effige di una testa femminile, l'Artemide Aretusa. Il rovescio di queste monete, spesso mostra un cocchio da corsa, la quadriga, emblema caratteristico di aristocrazia. Un tempo si pensava che fossero state coniate per la prima volta al tempo di Gelone, ma si sa adesso che monete furono coniate anche dai Gamoroi,ovvero dall'aristocrazia terriera nel secolo VI a.C. A Siracusa vi è un'interessante collezione di monete antiche fra le più belle al mondo.Sita in Piazza Duomo, nei locali dell'ex Museo Nazionale, si può vedere come nacque la moneta, la tecnica e la tipologia monetale, ci sono monete delle prime colonie calcidesi di Sicilia, altre Sracusane, coniate nel V sec. a..C dai migliori maestri incisori, come Eveneto, Cimone, Eucleide.


Museo del Papiro
Viale Teocrito, 66 Istituito nel 1989, il museo raccoglie papiri antichi che risalgono al XV secolo a.C., papiri prodotti a Siracusa dall'800, barche e manufatti in papiro, un erbario. Interessante una raccolta con tutto il materiale utilizzato dagli scribi egizi e una collezione di torchi antichi.

 

Galleria Regionale Palazzo Bellomo
via Capodieci, 14-16 Situato all'interno di Palazzo Bellomo (XIII-XV sec.), il museo comprende: una sezione di scultura con materiale di età tardo antica, alto medievale, medievale e rinascimentale; una pinacoteca con dipinti dal '300 al '700; una sezione di arti minori. Di rilievo l'Annunciazione di Antonello da Messina


Museo del Cinema
Situato in via Alagona 41, a Siracusa Il museo ha sede nei locali di Palazzo Corpaci, una residenza gentilizia risalenti ai primi del’700, che ha sede in Ortigia, centro storico di Siracusa Nel museo si possono ammirare venticinquemila film, centomila libri sul cinema, riviste cinematografiche dall'inizio del secolo al 2001, manifesti, locandine e moltissimi cimeli e apparecchi cinematografici. Nella sala proiezioni si possono, inoltre, ammirare film rarissimi. Il museo è fornito di una ricca biblioteca.

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Monumenti, Palazzi, il Castello

Castello Eurialo
 

Il castello Eurialo rappresenta la costruzione militare greca di grandissima importanza strategica nella Siracusa del tiranno Dionisio. Questa parte della città greca non era stata fortificata perchè ritenuta inaccessibile per la balza rocciosa su cui si trovava, ma quando nel 413 a.C. gli ateniesi entrarono in città da quel lato e per un anno Siracusa dovette sostenere l'assedio, conclusosi fortunatamente con la sconfitta degli invasori, si capì che la città dal lato dell'Epipoli poteva essere attaccata e che quindi bisognava rivedere tutto il sistema difensivo. Dionigi, allora si mise immediatamente all'opera realizzando un complesso fortificato a difesa della città che aveva nel Castello Eurialo il punto nodale da dove si dipartiva a tenaglia una poderosa cortina muraria che cingeva tutto il territorio urbano fino al mare ed a Ortigia. A pianta irregolare posta sull'altura di un vasto altipiano collinoso, la fortezza ha l'aspetto di un chiodo dalla larga testa; da cui il nome Euryale. I lavori per la costruzione durarono cinque anni dal 402 al 397 a.C, e vi parteciparono uomini,donne e ragazzi; furono pure mobilitati tutti gli animali da traino per il trasporto del materiale dalle latomie. Dionisio stesso dirigeva i lavori. Dalla fortezza si domina la città, il mare e la campagna circostante;un eventuale attacco e sbarco nemico poteva essere individuato immediatamente. Ma l'interesse del castello sta soprattutto nella concezione strategica della sua struttura. A difesa della sua fronte aveva tre fossati immensi e profondi, le mura esterne avevano uno spessore di tre metri; Il mastio al centro della fortezza, aveva cinque torri di osservazione sulle quali erano poste le catapulte. Tre grandi cisterne assicuravano l'approvvigionamento idrico della guarnigione, mentre una serie di gallerie sotterranee mettevano in comunicazione i vari punti della fortezza. A tutto ciò si aggiunga un numero infinito di accorgimenti propri delle fortezze antiche, come scalette che dai sotterranei immettevano alla superficie, ponte levatoio, botole, fossati e tunnels per poter facilmente bloccare eventuali infiltrazioni nemiche. Quel che ci sorprende è come il castello Eurialo considerato imprendibile, sia alla fine caduto nelle mani di Marcello, il quale entrò facilmente nella fortezza.



Castello Maniace
Il castello Maniace sorge sulla punta estrema meridionale dell'isola di Ortigia. Sembra che durante la colonizzazione greca sia stato eretto in quel sito il tempio di Giunone e che in seguito, sia stata costruita in epoca repubblicana, la sontuosa e ricca villa del governatore Verre. Intorno alla metà dell'XI secolo Siracusa venne liberata dal dominio arabo da Giorgio Maniace che, preoccupato per le deboli fortificazioni della città ritenne indispensabile affrontare le basi di un maniero circondato in gran parte dal mare. La costruzione del castello Maniace risale alla dominazione sveva in Sicilia di Federico II di Hohbeustafen intorno alla prima metà del XIII secolo. Uomo molto intelligente Federico II fece della Sicilia uno stato moderno spezzando la concezione feudale. Dal castello svevo rimane soltanto il mastio, una grandiosa costruzione quadrata. Interessante è il porticato a scacchiera sormontato da voltoni a croce. Attraverso una scala che porta nella parte sottostante il castello, si raggiunge la sala denominata"il bagno della regina"ricoperta un tempo di marmi pregiati. Il castello fu assaltato dai Siracusani durante la rivoluzione dei "Vespri". Sul pennone del castello venne issata l'aquila siracusana.



PALAZZO MONTALTO
Situato alle spalle di Piazza Archimede nel centro storico di Siracusa,doveva a suo tempo esercitare una influenza politico-culturale notevole se si considera la sfarzosità della bellissima la facciata trecentesca. Reca iscrizione che ricorda la sua data di costruzione. Finestre bifore e trifore decorano in stile gotico-Chiaramonte. Nel cortile si vedono parti di un palazzo quattrocentesco.



PALAZZO BENEVENTANO
Questo è uno dei più nobili edifici di Siracusa., realizzato dal giovane architetto Luciano Alì.Sito in piazza Duomo,ha molti graziosi ed originali dettagli. Un particolare interessante del palazzo è rappresentato dall'androne nel cui soffitto è facile individuare lo stesso Belisario.Bellissimi pure gli stucchi e i sopraporta.




PALAZZO BELLOMO
Bellissima costruzione risalente alla dominazione sveva di cui conserva la severità,l'essenzialità e l'eleganza,nelle sale del piano terra dalle splendide volte a crociera e i costoloni terminano con mensole a goccia. La facciata in pietra bianca a conci rinserrati, presenta la grande apertura del portale ogivale ed una finestra quadrata, aggiunta posteriormente.Sulla sinistra il contiguo palazzo Parisio. Oltrepassata la sala d'ingresso un piccolo cortile con al centro una fontana accoglie il visitatore e lo introduce in quello delle palme dalle pareti interamente ricoperte di stemmi spagnoli, alcuni dei quali provenienti dall'abbattuta porta di Ligny.Attraverso la bellissima scala catalana, si accede al piano superiore dove ha sede la pinacoteca della Galleria Regionale in cui spiccano l'Annunciazione di Antonello da Messina e il martirio di S. Lucia del Caravaggio.ciation by Antonello Da Messina and The Burial of St: Lucia by Caravaggio.



PALAZZO LANTIERI

Questa è una leggiadra casa rinascimentale, con delicate decorazioni in pietra intagliata.L'angolo è decorato da cima a fondo con puttini,fiori e colonnine intagliate in pietra calcare.
 


PALAZZO IMPELLIZZERI
Ed ancora palazzo IMPELLIZZERI con le straordinarie 32 maschere grottesche che dominano la via, probabilmente caricature di personaggi dell'epoca, con rifiniture ricche di raffigurazioni floreali. La costruzione presenta nei vari piani la tipologia dei palazzi nobiliari; nel fregio del balcone centrale reca la data di completamento della facciata 1894. All'interno un ampio cortile che il recente restauro ha riportato all'antico splendore come il loggiato del piano superiore. Elemento caratterizzante rimane la già accennata rifinitura della facciata ricca di decorazioni. Il portale ad arco a tutto sesto è arricchito dai capitelli con decorazioni vegetali, le due lisce colonne che lo fiancheggiano, recano sui capitelli due grifoni fitomorfi. Nella chiave dell'arco è inserito lo stemma baronale della famiglia Impellizzeri: uno scudo in cui un grande pesce poggia su un mare agitato. Un'aquila ad ali spiegate sovrasta il tutto.

 

 

La Fontana di Artemide in Piazza Archimede.
Creata in cemento dallo scultore Giullio Moschetti nel 1906 , narra la leggenda di Aretusa.Diana è rappresentata con arco e frecce, con ai piedi la ninfa Aretusa nell'atto di fuggire da Alfeo, che con le braccia protese, cerca di afferrarla ,ed attorno i tritoni. L'opera rappresenta la metamorfosi della ninfa Aretusa in sorgente.



Orecchio di Dionisio
L'orecchio di Dionisio è una grotta scavata artificialmente nella roccia che man mano si va restringendo dal basso verso l'alto, da questa forma singolare che richiama quella del condotto auricolare, deriva il suo nome. Ha un grande effetto acustico e per questo fu creata la leggenda che Dionisio, tiranno di Siracusa, l'aveva fatta scavare apposta per rinchiudervi i prigionieri ed ascoltarli senza essere visto.Il nome Orecchio di Dionisio le fu dato da Michelangelo Merisi detto Caravaggio che visitandola, in una delle sue soste a Siracusa, lo ideò convinto che si trattasse del carcere di Dionigi, ricordato da Cicerone, costruito in quella forma per poter ascoltare ciò che dicessero i prigionieri.Ma un esperimento fatto dal De Salle, un viaggiatore straniero del XIX secolo ha sfatato questa leggenda dimostrando che dall'incavo esistente nell'alto della grotta, dove si pensava che sedesse Dionisio per ascoltare i prigionieri, non si sente quasi nulla. La grotta è profonda m.70 e alta 23, è larga da 5 a 10 metri, le sue pareti curvilinee, rivelano le tracce dell'escavazione e delle successive destinazioni della grotta che nei secoli XVI e XVII venne adoperata come ricovero di mandrie e poi come taverna, uso attestato da un atto notarile del 1584. Questa destinazione spiegherebbe l'esistenza di alcuni fori nelle pareti della grotta. La particolare forma della grotta simile al padiglione di un orrecchio, è la risultante della tecnica di scavo accennata.


TEATRO GRECO
Il teatro greco di Siracusa è uno dei più grandi e dei più bei teatri del mondo antico. Fu tutto scavato nella roccia. La cavea è divisa in nove settori. Nel settore centrale si può leggere il nome di Zeus Olimpico, nel terzultimo settore il nome della regina Filistide e nel penultimo settore vi è inciso il nome della regina Nereide. I romani adattarono il teatro anche a luogo per farvi le lotte tra gladiatori e leoni. Ancora oggi a Siracusa continua la tradizione del genere drammatico, così che ogni due anni si ripetono le opere dei grandi tragediografi greci. Le rappresentazioni classiche curate e interpretate da registi e attori di grande fama, durano da maggio a luglio e richiamano folle di turisti da ogni parte del mondo.



GROTTA DEL NINFEO
La grotta del Ninfeo è una grotticella artificiale All'interno di questa grotticella, una vasca rettangolare riceve un ramo dell'antico acquedotto greco, che alimenta la cascatella che vediamo al centro. L'apertura della grotta è sormontata da una decorazione a fregio dorico, ottenuta a rilievo nella roccia, della quale restano poche tracce.

 

Anfiteatro Romano
L'anfiteatro romano è il più importante monumento di età romana esistente nella città, il suo nome significa "doppio teatro" per la forma ad ellisse ottenuta dall'unione di due semicirconferenze, forma usata dai Greci per i loro teatri. Costruito tra il IV o III sec. d.C. con le sue dimensioni di m.140X119 è il più grande fra gli anfiteatri di Sicilia e di poco inferiore all'Arena di Verona. Dei due ingressi, quello meridionale è il principale, l'altro è dotato di scale per il dislivello esistente. Ciò che rimane è la parte inferiore nord-orientale perchè scavata nella roccia, il resto della costruzione non esiste più e possiamo solo immaginare la grandiosità del monumento che constava di tre ordini di posti: la ima, la media e la summa cavea. La costruzione era recintata da un alto podio dentro il quale si svolgeva un corridoio coperto a volta.La prima serie di gradini era riservata ai personaggi di riguardo i cui nomi erano incisi nei posti segnati. La parte superiore si concludeva con un portico.Due grandi corridoi servivano di ingresso all'arena che aveva al centro un ampio sotterraneo originariamente ricoperto da pavimentazione lignea nel quale venivano posti i macchinari necessari agli spettacoli. Nel corridoio attorno all'arena venivano rinchiuse le belve. La vasca posta al centro permetteva l'allagamento dell'arena per le battaglie navali, anche se le dimensioni dell'anfiteatro non sembrerebbe avere consentito tali spettacoli che con ogni probabilità si saranno svolti nel teatro. Un sistema idraulico collegato ad una vasca di raccolta permetteva il lavaggio dell'arena dopo i combattimenti. Questo serbatoio ancora esistente sotto la chiesetta di S:Nicolò si trova all'ingresso del parco archeologico sul lato opposto dell'anfiteatro 

 

La Piscina Romana
Originariamente prosecuzione delle vicine latomie, trasformata in epoca romana in serbatoio d'acqua, perchè collegata con l'antico acquedotto, per gli usi dell'anfiteatro, divenne in epoca bizantina una piccola basilica di cui si possono ancora vedere le tre navate delimitate da una doppia fila di pilastri su cui poggiano gli architravi sormontati da volte a botte. Durante la dominazione normanna verrà costruita la chiesetta di S.Nicolò che ora la sovrasta.



GINNASIO ROMANO
Lo si chiama Ginnasio, ma si tratta di un vero teatro romano, molto piccolo, ma uno dei più bei teatri dell'epoca romana, riservato a persone di alto livello culturale. E'composto da una cavea, d'una platea e di un palcoscenico dietro al quale era un altare che forse fungeva da sfondo. Il monumento era circondato da un colonnato con portici.


LE LATOMIE
Le latomie sono profondi scavi nella roccia,testimonianza dell'enorme attività edilizia della città antica. Originariamente,dunque non erano altro che cave di pietra,cantieri per l'estrazione del calcare,in seguito,però, vengono adoperate come prigioni, ma anche come luogo di culto, come testimoniano i numerosi incavi (Heroa) nelle pareti rocciose,contenenti un bassorilievoche riproduceva l'eroe o la divinità da onorare.Col passare dei secoli le latomie diventano luoghi di culto cristiano.come testimoniano le molte lucerne rinvenute negli ipogei. le più note sono: dei Cappuccini,Broggi-Casale,Cozzo del romito,Navantieri,Carratore,Paradiso,Intagliatella,S.Venera,Buffalato.



IL DUOMO
Situato nella parte più alta dell'isola, nell'antica "Agorà", oggi Piazza Duomo,pare sia stato costruito dal tiranno Gelone, dopo la vittoriosa battaglia di Imera. Dedicato ad Athena, fu costruito agli inizi del V sec. a.C.La sua magnificenza e ricchezza stupì Cicerone che ne fece una descrizione entusiastica delle sue porte d'avorio e oro e dei dipinti alle pareti raffiguranti i re ed i tiranni di Sicilia e le vittorie di Agatocle sui Cartaginesi.Il grande scudo dorato della dea, posto sulla sommità del tempio, poteva scorgersi da molto lontano.Con la conquista romana il tempio venne spogliato dalle sue ricchezze, in età bizantina fu trasformato in basilica paleocristiana. nel 640 d.C.,S.Zosimo, vescovo di Siracusa, vi trasferisce la Cattedrale dall'antica sede di S.Giovanni alle catacombe. Nell'adattamento in chiesa cristiana si chiusero gli intercolumni e si aprirono 8 archi nei muri della cella. Nell'878, con la conquista araba, il tempio diviene Moschea, solo nel 1093, con Ruggero il Normanno, viene ripristinato il culto cristiano. Si innalzzano le mura della navata centrale, mentre la cattedrale e il coro vengono abbelliti con mosaici. La facciata normanna con rosone, nella quale spiccava la bella torre campanaria, venne distrutta dal terremoto del 1693, quella attuale in stile barocco è opera di A.Palma. Sui due pilastri del sagrato si trovano le statue degli Apostoli S.Pietro e S. Paolo. Dal sagrato si passa al vestibolo dove due belle colonne tortili, ornate da motivi vegetali fiancheggiano il portale. L'interno è a tre navate, ai lati dell'ingresso colonne doriche. In fondo alla navata principale il bellissimo altare barocco sormontato da un dipinto che raffigura la"Natività della Madonna" a cui la chiesa è dedicata.La navata di destra contiene il fonte battesimale costituito da un antico cratere, nelle pareti, avanzi delle coperture in mosaico di epoca bizantina. Segue la cappella di S.Lucia. Nella volta affreschi di A.Scilla rappresentanti il tema del pane e del vino riportato al miracolo eucaristico.Dal fondo della navata si apre la cappella del Crocifisso. Sull'altare di sinistra una tavola di Antonello da Messina raffigurante S. Zosimo. Nella navata di sinistra si possono ammirare le antiche colonne doriche del tempio greco e le finestrelle bizantine.Nella navata centrale vi è un bellissimo soffitto ligneo del 1518 nel quale sono raffigurate gli stemmi delle famiglie nobiliari della città.



TEMPIO DI APOLLO
E' il più antico tempio dorico dell'occidente greco scoperto nel 1860 e definitivamente portato alla luce tra il 1938 e il 1942. E' un periptero esastilo di m.58x24x50, con 6 colonne nei lati brevi e 17 in quelli lunghi, La parte superiore del tempio era rivestita da terracotte di vario colore, alcuni frammenti dei quali sono visibili al Museo "P. Orsi". Il tempio è dedicato ad Apollo come si può leggere nell'iscrizione greca incisa nel gradino d'ingresso. Come la maggior parte dei templi greci, fu successivamente trasformato in chiesa bizantina di cui rimane la porta ad ogiva ricavata nel muro della cella e in Moschea araba, come testimonia l'iscrizione esistente sul muro della cella ed infine divenne chiesa del SS. Salvatore che poi demolita fu inglobata nella caserma spagnola.

 


Santuario Madonna Delle Lacrime
Il Santuario della Madonna delle lacrime fu edificato in seguito ad un evento miracoloso, un quadro, raffigurante la Madonna, pianse per diversi giorni, il liquido analizzato risultò essere formato da lacrime umane.Questo edificio imponente ha la forma di una lacrima, può contenere undicimila fedeli , è alto quasi cento metri e pesa 22.000 tonnellate.E' meta di pellegrinaggi.


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Le Vie e i Luoghi


LA MAESTRANZA
La Maestranza fu la via più elegante di Ortigia, per i suoi edifici furono cercate le pietre più pregiate e furono chiamati gli scalpellini più abili, gli edifici accoglievano le rersidenze delle famiglie nobili dell'aristocrazia aretusea. In questa via i palazzi più importanti sono :Palazzo Gargallo, Palazzo Bufardeci, che ha all'interno un interessante portico ad u, Palazzo Rizza, Palazzo Spagna, con una finestrella in stile Tudor, Palazzo Reale, Palazzo Impellizzeri, Palazzo Riscica.



LA MASTRARUA
La Mastrarua era la via maestra per eccellenza, dopo la via Maestranza è la via più bella ed interessante del centro storico.Nei suoi palazzi accolse l'elite della borghesia Siracusana. La strada era larga per consentire il trtaffico delle carozze .Gli ingressi dei palazzi erano lussuosi, le scale elaborate e i balconi scolpiti come altari.Vi sono nella Mastrtarua molti palazzi: La casa Vitale (costruzione trecentesca riorganizzata dal Vermexio), Palazzo Impellizzeri, Palazzo Blanco, la casa Russo, la casa Mezzio, palazzo Interlandi (ora casa delle Orsoline) , Palazzo Monteforte. In mezzo a questi capolavori si erge uno dei gioielli dell' architettura di Giovanni Vermexio; La chiesa della Congrecazione di San. Filippo Neri. Nella Mastrarua dietro le facciate ottocentesche, si aprono vicoli strettissimi e bui. Al piano terra si aprono bottegucce che danno un certo movimento umano e conferiscono alla strtada una certa aria Partenopea, ricca di calore.



LA SPIRDUTA.
La Spirduta accolse in passato alcune residenze gentilizie molto importanti, come il Palazzo Mergulense (poi Montalto), in stile gotico chiaramontano, il Palazzo Gargallo, in stile gotico catalano ,con imponente scala esterna e arioso portico, sicura opera di Luciano Alì e ( l'ex oratorio di San Filippo Neri, ora Liceo Ginnasio Gargallo) costruito prima dell'anno 1778 con elegante forma rococò ed arioso leggiadro cortile. La Sprirduta ha avuto ed ha una destinazione commerciale e residenziale.



ARETUSA
Simbolo della libertà di scelta
Molti sono i miti e le leggende che trasfigurano in chiave narrativa grandi realtà storiche., tra questi uno dei più importanti è il mito di Aretusa, simbolo di Ortigia e della libertà di scelta. Sorgente d'acqua dolce che si fonde col mare, ma non è toccata dalle acque salate, ricca di piante di papiro e popolata di anatroccoli e grossi cefali che come nei tempi antichi non sono toccati perchè sacri. Vuole la leggenda che Aretusa un giorno si bagnasse nel fiume Alfeo, nel Peloponneso, d'improvviso al centro del fiume si formò un gorgo minaccioso, per cui la ninfa presagendo le intenzioni del Dio e volendo sfuggirgli, cominciò a correre, inseguita da Alfeo mutatosi in agreste cacciatore. La fuga si protrasse attraverso la Grecia fino alle sponde della Sicilia, e poi trasformatasi in fonte, scorrendo sotterranea scaturì nell'isolotto di Ortigia. Secondo la tradizione quest'acqua possiede virtù miracolose, come quella di far sparire le efelidi, se bevuta a digiuno. Nell'antichità i guerrieri greci si dissetavano alle sue acque per diventare ancora più forti. Una credenza narra che un calice fu gettato nel fiume ad Olympia e fu poi ritrovato nella fontana; e ancora che la fontana cambiò il colore per effetto di sacrifici di buoi fatto ad Olympia. Tutte queste leggende hanno reso celebre la fonte Aretusa. Un più recente riconoscimento alla sua fama si deve a Nelson il quale attinse acqua per le sue navi nel 1798 prima di vincere la battaglia del Nilo. In una lettera egli scriveva:Essendoci noi riforniti di acqua attinta alla fonte Aretusa la vittoria non ci può mancare.



Fonte CIANE
Ciane simbolo del RIFIUTO DELLA SOPRAFFAZIONE
Questa è una sorgente di acque chiare che tranquillamente scendono verso il porto grande. Le sue rive sono bordate di piante di papiro, uno dei tanti tesori che la natura ha donato a Siracusa, singolare pianta che pur non avendo radici riesce nonostante l'incuria dell'uomo, a proliferare con una certa facilità. Alla fonte Ciane troviamo un ambiente di incomparabile bellezza naturale. La calma vi regna ed è il motivo per cui questo piccolo corso d'acqua rappresenta la meta di escursioni turistiche. La leggenda dice che Ciane pianse tanto che le sue lacrime si tramutarono in sorgente.



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PERSONAGGI ILLUSTRI DI SIRACUSA

 

ARCHIMEDE
Il nome di Siracusa è legato ad Archimede, il più grande matematico e fisico di tutti i tempi. Nato a Siracusa nel 287 a.C. Archimede divenne famoso grazie al suo trattato sui corpi galleggianti. Egli, facendo il bagno, fu colpito dalla diminuzione di peso che subivano le sue membra immerse nell'acqua. Nell'entusiasmo della scoperta, Archimede si lanciò nudo nella strada gridando "EUREKA! EUREKA!" Ma ciò che maggiormente lega la figura del grande scienziato alla fantasia popolare è la difesa di Siracusa dall'attacco dei Romani. Per tre anni Archimede tenne in scacco l'armata di Marcello; fece costruire delle macchine per lanciare a grandi distanze pietre e dardi e per mezzo di specchi ustori, fu in condizioni a più riprese di incendiare le navi romane utilizzando il calore dei raggi solari. Ciò nonostante i Romani, essendo entrati in Siracusa di sorpresa, furono indotti da Marcello a risparmiare il grande uomo, ma costui, assorbito dalla ricerca di un problema, fu ucciso da un soldato che, non conoscendolo, s'irritò di non poter ottenere da lui nessuna risposta. Era l'anno212 a.C. Con Archimede, Siracusa perdette uno dei più grandi ingegni dell'antichità, colui che sarà sempre ricordato dalla storia come il figlio più degno della città aretusea.




TOMMASO GARGALLO
Tommaso Gargallo di Castel Lentini nacque in Siracusa, il 25 settembre 1760, nel palazzo dell'attuale piazza Archimede. Nelle sue memorie autobiografiche, pubblicate nel 1923 dal nipote Marchese Filippo Francesco, si legge:Aveva una fantasia fervida e un cuore sensibile, che gli procuravano la benevolenza e la lode,amava studiare. I suoi genitori, mentre sceglievano per istruirlo i migliori, che la città loro offriva, stretti poi da troppa tenerezza, avvertivano i precettori di non stancarlo e anzichè spronarlo, cercavano di distoglierlo dal troppo studio. I libri l'allettavano in modo particolarre, ed a nove anni sapeva a memoria il Metastasio e la Gerusalemme del Tasso. A dieci anni scriveva versi latini ed italiani. In giovane età conobbe Ippolito Pindemonte, col quale fece il suo primo viaggio in Italia e con lui rimase amico per tutta la vita.In un suo viaggio a Napoli , potè esporre al Re le misere condizioni di Siracusa.Il sovrano lo indusse a mettere per iscritto le sue considerazioni. Il Gargallo, scrisse allora le "Memorie patrie per il ristoro di Siracusa".in due volumi che furono pubblicate nel 1791 nella stamperia reale. Viaggiò molto, conoscendo e stringendo amicizie con uomini insigni, letterati ed artisti, visitando bibblioteche, monumenti e istituzioni di cultura., divenendo familiare ai personaggi della casa imperiale. Fu ricevuto più volte dal re Luigi Filippo che gli regalò una tabacchiera in oro con cifre e corona in brillanti e lo invitò come un caro amico diverse volte a pranzo. Grande alla fine fu la sua perdita ,furono sospesi gli spettacoli e chiuso il teatro, accompagnato dal popolo con fiaccole, omaggio della città a chi l'aveva tanto amata.



ELIO VITTORINI
Scrittore. Vittorini nasce il 23 luglio 1908 a Siracusa da Lucia Sgandurra e Sebastiano Vittorini. Inquieto e ribelle, durante l'adolescenza fugge diverse volte da casa «per vedere il mondo», Il 10 settembre 1927, viene celebrato il matrimonio con Rosa Quasimodo, la sorella del celebre poeta Salvatore Quasimodo. Nell'agosto del '28 nascerà il loro primo figlio, chiamato, in omaggio a Curzio Malaparte, Giusto Curzio. Partecipò alla Resistenza e ciò avrà un notevole peso in tutta la sua attività. La sua prima grande opera è Converssazione in Sicilia, dove rappresenta questa terra divisa tra mondo di offensori e mondo offeso. Nel 1945 esce il romanzo della Resistenza,Uomini e no, ambientato a Milano nel periodo più funesto (1943 )della dominazione nazista. altre sue opere sono:Antologia americana-Piccola borghesia-Il Menabò SALVATORE QUASIMODO
In tempi più recenti, Siracusa ha dato i natali a Salvatore Quasimodo (1901 - 1968), poeta di versi ermetici e incisivi che gli valsero, nel 1959, il Premio Nobel.
 



BARTOLOMEO CANNIZZO
Personaggio di grande cultura ed intelligenza, non di Siracusa, ma considerato tale dai siracusani, frequentò il liceo"Tommaso Gargallo", mettendo così le radici a Siracusa, proseguì gli studi universitari a Roma e si laureò in Giurisprudenza a soli vent'anni, con il massimo dei voti e lode alla "Sapienza" di Roma. Bartolomeo Cannizzo arrivò a parlare ben sette lingue: inglese, francese, tedesco, spagnuolo, russo, arabo, e libico. . La carriera politica di Cannizzo inizia con la elezione a consigliere comunale di Siracusa .Ma era già stato eletto quale membro dei "settantacinque"Padri Costituenti, mentre nel 1953, da Deputato ricoprì la carica di Assessore alla Pubblica Istruzione all'Assemblea Regionale Siciliana, dove tornò nel 1955. Da Parlamentare alla Camera dei Deputati, fu presidente della Commissione Giustizia dal 1963 fino alla morte. Da deputato Cannizzo si fece notare per diversi suoi interventi:quelli sulla preparazione della legge sul divorzio con Fortuna e Baslini;quelli sull'impedimento del Presidente della Repubblica Antonio Segni. Cannizzo lavorò moltissimo per la Pubblica Istruzione in Sicilia,si battè per combattere l'analfabetismo, per la istituzione delle Scuole Popolari e Sussidiarie, le Professionali,le Colonie Scolastiche,per accrescere le attrezzature degli Istituti superiori e dare un migliore assetto alle Scuole Magistrali. Nel 1963 fu eletto alla camera dei Deputati e fece parte della Commissione Giustizia, della Giunta delle Elezioni,e della Commissione Affari Costituzionali e in questi organismi lavorò tanto e bene,ma non dimenticò mai, malgrado i numerosi impegni ,di consolidare la sua cultura e di intensificare l'attività di conferenziere.Amava anche lo sport: fu presidente dell'Associazione sportiva Siracusa e del Circolo Canottieri Ortigia. Noto e stimato, Cannizzo lascia come eredità politica la sua fermezza di idee,in difesa delle libertà democratiche, nell'unità europea,dell'economia di mercato, della libera iniziativa e delle leggi protettive dell'interesse pubblico e dei lavoratori dipendenti e autonomi. I Cannizzo continuano ad operare a Siracusa: l'ing:Giuseppe è stato assessorre al Comune di Siracusa,l'avv.Sebastiano è stato eletto consigliere provinciale di Siracusa per due legislature,l'avv,Massimo segue la sua attività professionale così come il fratello avv.Roberto,che ha un avviatissimo studio legale a Città del Messico,Giovanna(la mia cara madrina) sposò il direttore generale del Gruppo Montedison,Lionello Amato.





STEFANIA PRESTIGIACOMO
Nata a Siracusa il 16 dicembre 1966 a 23 anni diviene presidente dei giovani imprenditori di Siracusa e a 27 anni viene eletta alla camera ed è uno dei più giovani ministri dal giugno 2001 al 2006 con l'incarico di ministro per le pari opportunità. Molto impegnata nelle politiche del lavoro, ha determinato l'approvazione di leggi importanti come la violenza sessuale ed è stata firmataria di molte leggi riguardanti tematiche sociali.




ENZO MAIORCA
Enzo Maiorca ed è ormai una leggenda vivente è nato il 21 giugno del 1931 a Siracusa; ha imparato a nuotare a quattro anni e presto ha cominciato ad andare sott'acqua, detiene lo scettro di Re dell'apnea profonda, colui che è riuscito ad ottenere lo straordinario primato di aver sondato gli abissi grazie alla sua sola forza di volontà e contro i pareri dei soloni della scienza ufficiale del tempo, i quali sentenziavano che oltre certi limiti lo scoppio della gabbia toracica era assicurato; Per la sua esaltante attività sportiva Maiorca ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: nel 1964 la Medaglia d'Oro al valore atletico del Presidente della Repubblica, e poi il Tridente d'Oro di Ustica; il Premio letterario del C.O.N.I. e la Stella d'Oro al merito sportivo sempre del C.O.N.I. è stato deputato per il partito di Alleanza Nazionale con cui ha cercato di difendere con costante impegno le ragioni per una salvaguardia profonda ed efficace del patrimonio marino e naturalistico. Ha scritto tre libri: "A capofitto nel Turchino", "Sotto il segno di Tanit" e "Scuola di apnea".

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Specialità Culinarie


SALSE

Ragu' alla Siracusana
Tritare la carne di maiale o salsiccia spellata, e farla rosolare in olio d'oliva.Unire l'estratto di pomodoro, allungare con acqua e mescolare per far sciogliere l'estratto. Lasciare cuocere a fuoco basso per tre ore.


Ragù di Tonno
Fate appassire nell'olio caldo la cipolla affettata finemente con sale e pepe; aggiungere il tonno fresco tagliato a dadini e far rosolare bagnando col vino. Quindi aggiungere i piselli e i pomodori a pezzetti e portare a cottura.



PRIMI

PASTA FRITTA ALLA SIRACUSANA
Mettete a bollire nell'acqua salata, matassine di capelli d'angelo, appena al dente, spegnete il fuoco e con un lungo forchettone prendete le matassine di pasta, rigiratele nell'uovo sbattuto e nel pangrattato e quindi depositatele nell'olio caldo , così che la parte esterna diventa croccante e la parte interna resta morbida.Intiepidite 3 cucchiai circa di miele di zagara, diluendolo con un pò di acqua d'arance, o con succo d'arancia precedentemente filtrato, versatelo sulle matassine di pasta fritta e srvitelo decorando con fette d'arancia.



PASTA CON LE ACCIUGHE E LA MOLLICA

Fare rosolare in mezzo bicchiere d'olio d'oliva 4 spichi d'aglio tritato. Unire il prezzemolo tritato e mezzo bicchiere scarso di vino rosso. Lasciare evaporare. Unire la salsa di pomodoro.Pepare e salare. A parte fare sciogliere le acciughe dissalate e diliscate con un poco d'olio e unirle alla salsa.Portare ad ebollizione abbondante acqua salata e versarvi la pasta. Mettere in un padellino 80 grammi di pan grattato, e a fuoco lento,rimestando sempre farlo abbrustolire. Scolare la pasta al dente e mescolarvi la salsa e il pangrattato abbrustolito.



PASTA CON LE UOVA DI RICCI
Pescate o acquistate i ricci di mare grossi, apriteli in due con un paio di forbici e raccogliete con delicatezza le loro uova in una terrina.Soffriggete in olio abbondante l'aglio a pezzetti e appena dorato, togliete il padellino dal fuoco,lasciando raffreddare l'olio. Lessate gli spaghetti, scolateli e conditeli nella zuppiera con l'olio soffritto,pepe, le uova dei ricci e una manciata di prezzemolo tritato.servitele caldi.



PASTA COL NERO DELLE SEPPIE
Pulire le seppie, mettendo da parte le vescichette con il nero senza romperle, e tagliarle a strsciolie sottilissime.Soffriggere l'aglio in olio d'oliva e unire i pomodori pelati e passati al setaccio eliminando i semi.Lasciare restringre la salsa. Aprire con cura le vescichette del nero sul tegame in modo da versarne il contenuto sulla salsa.Unire le seppie, mescolare e bagnare con un bicchiere scarso di vino bianco secco.Lasciare evaporare.Unirre un bicchiere d'acqua e lasciare restrtingere a fuoco lento. Portare nel frattempo ad ebollizione abbondante acqua leggermente salata per gli spaghetti.Scolare gli spaghetti,condirli con la salsa e con pepe nero macinato.



SPAGHETTI ALL'ARAGOSTA
Bollite un'aragosta media, levate la polpa e tagliatela a pezzetti, conditela con il succo di un limone. A parte pestate uno spicchio d'aglio, unite 10 pomodori spellati e tagliati a pezzetti,3 cucchiai di aceto, un trito di prezzemolo, olio, sale, pepe. Continuate a pestare fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungete l'aragosta a pezzetti ed i capperi, amalgamate il tutto e condite gli spaghetti scolati al dente.

 

PENNETTE AL PESCE SPADA
Far imbiondire l'aglio nell'olio caldo. Aggiungere il pesce spada a pezzetti e bagnare col vino. Fare evaporare tutto il vino ed aggiungere i pomodori pelati, le foglioline di menta, il peperoncino ed il sale, lasciar cuocere per circa un quarto d'ora. Nel frattempo cuocere le pennette e condirle con questo sugo.

 



SECONDI


PESCE SPADA ALLA STEMPERATA
Infarinate le fette di pesce spada e friggetele con poco olio. A parte, soffriggete in un tegame una cipolla affettata, unite 300 grammi di pomodori spellati e a pezzetti, 30 gr. di capperi, e 50 gr di olive verdi, un cuore di sedano a pezzetti. Lasciate insaporire per un paio di minuti, aggiungete mezzo bicchiere di aceto bianco, regolate sale e pepe e mettete le fette di pesce spada. Allungate con un pò di acqua e a tegame coperto lasciate addensare per circa 10 minuti.

 

Aragosta alla griglia.
Tagliate a metà le aragoste, salarle,peparle e spennellarle con olio d'oliva. Farle cuocere sulla graticola e servirle ben calde.



Anguilla al forno.
Pulire,spellare, lavare le anguille e tagliarle a pezzi. Mettere un pò di olio in una teglia; deporre uno strato di foglie di lauro e di salvia; quindi i pezzi di anguilla. Spolverare di sale e aggiungere un altrto strato di foglie di lauro e di salvia.Cuocere in forno caldo per circa 30 minuti.



Tonno e peperoni
Soffriggere abbondante cipolla affettata in olio d'oliva, aggiungere peperoni a pezzi e pomodori, fate cuocere inserendo il sale necessario. Fate intanto rosolare le fette di tonno in olio da entrambi i lati, salare e coprire ogni fetta con i peperoni.


Polpettine di nunnata
(pesciolini piccolissimi-neonata)
Battere le uova con un pizzico di sale ed il prezzemolo.Unirvi il pesce. Scaldare l'olio d'oliva abbondante e versarvi il composto a cucchiaiate.

 

Capretto al forno
Tagliate a pezzi grossi il capretto, mettetelo in una teglia con fiocchi di burro, unite le patate sbucciate e tagliate a pezzi, la cipolla affettata, rosmarino, pepe,sale ed altri pezzetti di burro. Mettete in forno caldo per un'ora circa.


CONTORNI
 

Parmigiana Siciliana
Tagliate a fette spesse delle melanzane, mettetele in acqua e sale per un'ora. Scolatele e friggetele in abbondante olio bollente. Preparate una salsa di pomodoro e basilico. Mettete sul fondo di una pirofila un pò di salsa e alternate strati di melanzane condite con salsa, parmigiano grattugiato, basilico, uova sode,e formaggio affettato. Cospargete l'ultimo strato di melanzana con salsa e parmigiano e infornate per 20 minuti. Servite caldo,tiepido o freddo.



CAPONATA
Tagliare 6 melanzane a dadini e metterle in acqua e sale per almeno un'ora. Scolarle e friggerle in olio d'oliva. Fare soffriggere una cipolla affettata in un pò d'olio e unire 300 g. di pomodori pelati e tagliuzzati eliminando i semi. A parte fare rosolare con poco olio 100 g. di olive verdi snocciolate, 3 gambi di sedano e 25 g. di capperi . Unire la salsa di pomodoro, 3 cucchiai di aceto, e 1 cucchiaino di zucchero. Unire le melanzane e lasciare insaporire a fuoco molto basso mescolando delicatamente. Ritirare dal fuoco e versare la caponata in un piatto da portata. Lasciare raffreddare del tutto.( si prepara anche il giorno prima):Alle melanzane si possono aggiungere peperoni tagliati a pezzetti e soffritti nell'olio ed anche patate tagliati a dadini e cotte nell'olio a fuoco lentissimo senza farle dorare.. Prima di servire , si può cospargere la caponata con pistacchi sgusciati come usavano fare in una ricca famiglia .

 

Insalata di arance
Sbucciate le arance e tagliatele a pezzetti.Tagliare delle aringhe affumicate a pezzetti, tagliate 2 cipolle a striscioline. Mettete in un' insalatiera, arance, aringhe e cipolle.Condire con olio d'oliva,pepe, sale.



DOLCI

Cassata Siciliana
Mescolate 400 gr. di ricotta passata al setaccio con 200gr. di zucchero, 200 gr. di frutta candita, 100 di cioccolato e un pizzico di vaniglia. Foderate una tortiera a bordi alti con il pan di Spagna, tagliato a fette spesse e riempite lo spazio centrale con il composto di ricotta. Coprite con un disco di pan di Spagna e mettetelo in frigorifero per qualche ora. Con lo zucchero semolato preparate la glassa, facendolo sciogliere con poca acqua in un pentolino tenuto a fiamma bassa, unite un pizzico di vaniglia e, mescolando sempre, togliete dal fuoco appena risulterà una pasta molle.

Cannoli
Lavorate su di un piano 200g. di farina con 30 g.di zucchero,20 g. di strutto, un pizzico di sale e due cucchiai di marsala. Otterrete una pasta abbastanza compatta. Tirate una sfoglia sottile e ritagliate delle forme circolari grandi quanto i piattini da caffè; avvolgetele delicatamente attorno a dei cilindri di alluminio di circa quattro centimetri di diametro, saldate i lembi della pasta con una goccia d'acqua. In una padella sciogliete abbondante strutto e appena caldo friggete i cilindri con la pasta: appena avranno assunto un colore dorato, lasciateli sgocciolare. Appena freddi, togliete delicatamente i cilindri di alluminio, ed ecco che le scorze dei cannoli sono pronte per essere riempite con la crema di ricotta. Lavorate 800 di ricotta di pecora con 600g. di zucchero fino ad ottenere una crema omogenea, aggiungete una bustina di vaniglia, 200g. di zucca candita a dadini, 200 g. di cioccolato fondente a scagliette e riempite i cannoli, decorate con le bucce d'arancia candite tagliate a striscioline, spolverate con zucchero a velo e mettete in frigorifero per mezz'ora prima di servire.



BIANCOMANGIARE
Per questo dolce sarà necessario preparare un'ottima crema di latte; si consiglia di ricavare il latte direttamente dalle mandorle fresche. Per questa operazione dovrete pestare 3 Kg di mandorle in un mortaio, dopo averle private della pellicola esterna, fino ad ottenere una vera e propria crema. Per sfruttare tutto il succo delle mandorle si raccoglie la crema dentro un tovagliolo e lo si lega a mò di sacchetto; si immerge questo sacchetto diverse volte dentro una tazza di acqua fredda e alla fine lo si spreme dentro il tegame predisposto per la cottura. Se vi sembra che l'operazione sia troppo elaborata, potete acquistare i litro di latte di mandorla già pronto. Sciogliete, dunque 200g di amido per dolci nel latte di mandorla, unite 100 g di zucchero, cannella quanto basta e cucinate il tutto fino a che la crema non si sarà addensata. Disponete il biancomangiare sul piatto da portata e servitelo freddo.

 

GIUGGIOLENA
Versate 500 gr. di miele, 100 di zucchero e 400 gr.di semi di sesamo in un tegame. Mettetelo sul fuoco a fiamma bassa e mescolate con un cucchiaio di legno fino a quando il composto sarà compatto. Versate su di un piatto unto d'olio, spianate con un coltello, lasciate raffreddare e tagliate a pezzi.

 

COTOGNATA
Sbucciate un kg. di mele cotogne, privatele del torso e buttatele in acqua bollente,dove avrrete spremuto un limone,e messo un altro tagliato a spicchi.Quando le mele saranno cotte,scolatele,togliete il limone,passatele al setaccio,pelatele e rimettetele sul fuoco con uguale quantità di zucchero.Rimescolate continuamente la cotognata sino a quando sarà densa e si staccherà dal tegame.versate in piccole formette di coccio,inumidite, e lasciate riposare per diversi giorni.

 

Granita di mandorle.
Per questa ricetta, dovrete pestare le mandorle in un mortaio, dopo averle private della pellicola esterna, fino ad ottenere una vera e propria crema. Per sfruttare tutto il succo delle mandorle si raccoglie la crema dentro un tovagliolo e lo si lega a mò di sacchetto; si immerge questo sacchetto diverse volte dentro una tazza di acqua fredda e alla fine lo si spreme dentro Se vi sembra che l'operazione sia troppo elaborata, potete acquistare un litro di latte di mandorla già pronto. Sciogliete, in mezzo litro di latte di mandorle 200 gr. di zucchero sciolto in 300 gr. di acqua. Mettete in freezer mescolando ogni tanto.

 

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I Nomi:

Sarausa, Siracusa, Sirakusa, Sirakuze, Syracusae, Syracuse, Syrakus, Syrakusa, Syrakuzy, Сиракузы, סירקוזה, سيراقوسة, シラクサ, 锡拉库萨, 시라쿠사

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Le Date:

Oligarchia

743-491

periodo dei tiranni

491-465

Repubblica Democratica

465-405

periodo dei tiranni

405-337

Repubblica oligarchica

347-317

periodo dei tiranni

317-289

Guerra civile e anarchia

289-270

dominio dell' Epiro

277-275

periodo dei tiranni

275-212

dominio Romano

211-476

dominio degli Eruli

476-493

dominio degli Ostrogoti

493-535

dominio Bizantino

535-878

dinastia araba degli Aghlabiti di Tunisi

878-910

dinastia dei Fatimidi

910-968

dinastia dei Kalbiti

968-1062

nella Contea e poi dal 1130 nel Regno di Sicilia

1062-1816

nel Regno delle Due Sicilie

1816-1860

nel Regno d' Italia

1860 

 

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La Storia di Siracusa

A chi venga a Siracusa per via terra, i suoi dintorni appaiono belli da ogni parte, sebbene arrivando da Catania in treno, questo passi attraverso profonde trincee tagliate nel calcare, che nascondono alla vista parte dei panorama. La via ideale per accostarsi a Siracusa è il mare, per la bellezza del suo grande, e quasi circotare, porto naturale: questo contribuì molto a farle sostenere tate parte importante nella storia:
una triste parte, motti potranno pensare, poiché fu qui che l'espansione naturale e culturale dei Greci d'occidente fu finalmente arrestata per sempre.

Ai cultori dei classici la sua topografia si rivelerà familiare prima di arrivare. La stretta isola di Ortigia, lunga quasi un chilometro e mezzo, si protende verso sud dalla costa, simile ad un promontorio, ed è anche adesso, come nei tempi remoti, coperta di edifici, e famosa per la sua fontana di acqua dolce che prende il nome da Aretusa.

Ad occidente d'Ortigia il vasto porto s'inarca per quasi dieci chilometri in un cerchio spezzato in un punto (Plemmyrion) fromeggiante l'estrema punta sud d'Ortigia ad una distanza di meno di due chilometri. Non lontano, a nord d'Ortigia, il lungo altopiano di roccia calcarea che va sono il nome di Epipoli si estende in direzione ovest-est, ed è oggi cosparso di mandorli, olivi e carrubi: il possesso di questo punto fu sempre di superiore importanza per la sicurezza di Siracusa. Ancora più a nord, nelle terse giornate invernali, la cima nevosa dell'Etna appare simile ad una nuvola bianca nella lontananza.

Intorno al porto stesso la più parte della campagna è pianeggiante ed alberata, rigata dai lenti e cheti fiumi Anapo e Ciane che scorrono verso la loro foce nel porto, attraversando quella che un tempo era una palude pestilente che causò la rovina di più di un esercito ivi accampato.

Ortigia, in origine, era un'isola staccata dalla terraferma. Subito dopo l'arrivo dei greci nell'ottavo secolo a.C., essa venne unita alla terraferma prima con una colmata e poi con dei ponti. II porticciolo ad oriente della colmata fu importante nell'epoca greca poiché grande abbastanza per ospitare alcuni dei cantieri e delle darsene di quel periodo, mentre Io stesso Porto Grande, quasi interamente chiuso com'è, forniva alle navi un sicuro rifugio dalle intemperie.

 

L'insediamento pre-greco

 

Alcuni importanti resti del nativo sito siculo sull'Ortigia furono scoperti sotto l'area della Cattedrale e nel suo ambito. Si trattava probabilmente  di  uno  stabilimento commerciale fondato non molto prima della colonizzazione greca dai popoli nativi che è probabile abbiano barattato il loro grano con oggetti importati dalla Grecia. La ceramica qui trovata includeva imitazioni locali della ceramica geometrica greca, che dovrebbe essere di poco anteriore alla data del 733 a.C. citata da Tucidide come quella della fondazione della colonia; data che archeologicamente non offre ragione di controversia.

I colonizzaiori furono corinzi giunti dalla madre patria con altri popoli di lingua dorica nel quadro di una deliberata politica, comune in quell'epoca, volta allo sfruttamento delle regioni occidentali relativamente arretrate ed all'impianto di città di cultura greca. Questi rapporti fra la Sicilia ed il mediterraneo orientale non erano cosa nuova: nei precedenti mille e più anni i popoli nativi avevano ricevuto influenze culturali dall'oriente mediterraneo per mezzo del commercio o della colonizzazione, come e stato chiaramente dimostrato dagli scavi nelle contrade siracusane effettuati da Paolo Orsi, le cui scoperta hanno costituito nel museo di Siracusa una delle più ricche collezioni di Europa.

Commercianti micenei avevano pure stabilito posti commerciali lungo la costa, e non deve stupire che la Sicilia sia così strettamente legata a Creta ed alla Grecia nella leggenda come nella storia.

 

La colonia greca

 

Si ha motivo di supporre che subito dopo l'insediamento siculo i greci  occupassero  non  soltanto l'isola di Ortigia ma anche la parte della terraferma sita ad un capo del rinterro con cui il braccio di mare che separa quest'ultima da Ortigia venne colmato. Questa parte di terraferma, a differenza del tratto paludoso più a sud lungo la costa del porto, consiste di terreno roccioso ed il quartiere urbano che qui si sviluppò fu chiamato Acradina. I suoi edifici vennero probabilmente costruiti in gran pane con calcare tratto dalle famose latomie (cave di pietra). L'estensione della città greca può valutarsi dalla posizione degli antichi cimiteri del settimo e sesto secolo a.C. Il più famoso di questi è anche il più amico, noto sotto il nome di cimitero del Fusco, non lontano da quello moderno, mentre quello poco meno antico (Giardino Spagna) era sito vicino all'attuale Ospedale.

Nel periodo ellenistico la zona cimiteriale era sita ad una distanza maggiore dalla città. Nel sesto secolo l'Agorà (mercato) era probabilmente nell'isola, e qui pure sorgeva il più antico dei templi, dedicato ad Apollo, ancora visibile, sebbene molto rovinato. Un altro importante tempio, l'Olympieion, fu costruito all'incirca nello stesso periodo, su un'altura che sovrasta l'Anapo e vicina al porto.

Gelone, il primo dei grandi tiranni di Siracusa, fra il 485 e il 478 a. C. fece molto per elevarne lo stato a quello di una delle più importanti città greche di quel tempo. Gelone stesso sembra essere stato un capace reggitore e condottiero, ed egli aveva già recitato una parte importante nella storia detta sua propria città, Gela, allora anche più forte di Siracusa. Egli valutò prontamente i maggiori vantaggi naturati di Siracusa ed ingrandì ta città con molte costruzioni e con l'immigrazione di motti abitanti degli altri suoi domini, che fece stabilire nei nuovi quartieri di Neapoi e Tyche. Gelone costruì arsenali che fecero di Siracusa una potenza navale, e rafforzò la sua posizione stabilendo vincoli di parentela con il tiranno d'Agrigento (Terone) & cosicché insieme essi po-terono sconfiggere  i Cartaginesi nella battaglia di Imera nel 480 a.C.

Nel breve periodo detta sua dominazione a Siracusa, Gelone effettuò notevoli opere. Ma motto di quello che egli aveva iniziato rimase incompiuto al tempo detta sua morte e la sua attività venne continuata da suo fratello lerone I.

Ierone I (478-466)

Secondo Diodoro Siculo, lerone I era "avaro e violento e, generalmente parlando, comptetamente negato alla sincerità e alla nobiltà del carattere", ma ad onta di questa opinione si deve riconoscere che egli promosse la cultura alla sua corte, accogliendo a Siracusa poeti e filosofi. Pindaro vi soggiornò più di un anno e cantò nelle sue odi del valore di lerone come auriga e cavaliere nette corse di Delfi ed OIympia. Si-monide e Bacchilide pure poetarono qui, ed è probabile che Eschilo abbia prodotto il "Prometeo incatenato" ed il perduto "Prometeo liberato" nella sua ultima visita a Siracusa.

lerone riportò pure successi militari. Nella grande battaglia di Cuma egli sconfisse gli etruschi che minacciavano i Sicelioti.

Catturato nel bottino, e spedito ad OIympia come offerta di grazie, era l'elmetto, che oggi trovasi nel British Museum, recante l'iscrizione: lerone, della famiglia dei Dinomenidi ed i Siracusani (dedicarono) a Zeus spoglie etrusche vinte a Cuma.

lerone fondò anche la città di Atena sul posto dove sorgeva Catana, da lui distrutta. Ad onta tuttavia di tutta questa fioritura cutturale, poco rimpianto suscita la sua morte nel 466, sebbene gli succedesse un fratello di assai minore distinzione. Trasibulo, descritto da Diodoro come "uomo violento e facinoroso per natura". II rovesciamento di questo tiranno fu in seguito celebrato nelle feste di Zeus Eleutherios che si tenevano tutti gli anni nell'ara costruita da lerone II.

Siracusa, con lerone I, fratello e successore di Gelone, acquistava maggiore potenza e ricchezza, mentre le arti e le lettere, protette e favorite, raggiunsero grande splendore: Eschilo, Simonide, Bacchilide, Pindaro, furono a Siracusa. Nel 474 lerone I otteneva una grande vittoria a Cuma contro gli Etruschi.

Nel 446 Siracusa espellendo Trasibulo, fratello di lerone I, si dava un governo democratico. Intanto, dopo ta vittoria sui Siculi di Ducezio, estese maggiormente il suo dominio sulla Sicilia, cosa che la portò inevitabilmente alla guerra con Atene, che dopo alterne vicende si concluse con la vittoria siracusana sul fiume Assinaros nel 413.

Dopo Atene, Siracusa dovette preoccuparsi di far fronte ai mmacciosi Cartaginesi che avevano già distrutto Selinunte, Imera, Agrigento. Fu Dionigi I che riuscì a concludere prima una pace con i Cartaginesi e poi a organizzare e a fortificare magnificamente la città in modo che nel 397 resistette vittoriosamente ai nemici. Dopo la cacciata di Dionigi II e l'uccisione di Dione, col pericolo rappresentato ancora dai Cartaginesi, Timoleonte (343), che era  giunto da Corinto in aiuto di Siracusa, li sconfisse sul fiume Krimisos a est di Gela, e concluse con essi un trattato.

Ai tiranno Agatocle si deve l'iniziativa di portare la guerra in Africa contro Cartagine che assediò e indusse alla pace. La secolare nemica restava minacciosa all'orizzonte di Siracusa finché questa non affidò nel 278 a.C. le sue sorti a Pirro che liberò la città dall'assedio dei Cartaginesi e le riconquistò i suoi domini. Nel 276 il potere fu di lerone II che regnò 54 anni, egli strinse alleanza con Roma, abbandonata dal successore leronimo (215 a.C.), il quale passò ai Cartaginesi: di qui la guerra con Roma, l'assedio di Marcelle (214) e la sua vittoria nel 212, anno della morte di Archime-de. Iniziò allora il decadimento della città che venne sottoposta a gravi spoliazioni delle quali resta famosa quella di Verre che ebbe in Cicerone il tremendo accusatore. Nel 21 a.C. Augusto vi inviò una colonia per ripopolare la città.

I romani modificarono il sistema agricolo della Sicilia, sostituendo alte enormi fattorie agricole enormi pascoli, ciò condusse ad una decadenza economica tanto grave che gli agricoltori si ribellarono due volte nelle cosiddette guerre degli schiavi del secondo secolo. La venuta dei romani segnò la fine delta vera prosperità in Sicilia. La pace vera e propria fu disturbata alla fine del terzo secolo, quando cioè la Sicilia inclusa Siracusa,  fu improvvisamente e violentemente saccheggiata da una masnada di franchi che massacrarono la maggior parte degli abitanti. È probabile che molti in questo periodo trovarono un temporaneo rifugio nelle catacombe che rimontano al secondo secolo.

Nel quinto secolo Siracusa cadde nell'orbita dei razziatori teutonici, e fu prima minacciata dai Visigoti sotto Alarico e poi dai Vandali sotto Genserico che fece di Cartagine la sua capitate. Questi Vandali erano cristiani, ma professando la loro fede nella sua forma erano giudicati eretici. Goti e Vandali, a vicenda fecero scorrerie e saccheggi in tutta la Sicilia, finché, nel periodo di Giustiniano, Belisario la riacquistò all'impero romano, durante la sua guerra dell'Africa Settentrionale, e nel 551 essa fu definitivamente liberata dalia dominazione dei Goti.

Dopo la sua annessione all'impero bizantino ad opera di Belisario nei 535, la Grecia attraversò un periodo di pace fino alle prime incursioni degli Arabi (Saraceni) nei VII secolo.

Nel frattempo la prosperità crebbe finché, si disse, che rivaleggiava anche con quella di Roma. Alla metà del VII secolo, di fronte alla minaccia araba, il vescovo Zosimo trasferì la cattedrale dalla sua sede primitiva a S. Giovanni in quella presente. Alcuni anni dopo circa nel 660, l'imperatore Costantino II passò alcuni anni a Siracusa, con un seguito di cortigiani e sacerdoti e da quest'epoca sembra che il rito greco sia prevalso su quello latino, e nel 735 il patriarca di Bisanzio divenne capo supremo dea Chiesa Siciliana.
Al principio del IX secolo gli Arabi continuavano ad intensificare le  loro  incursioni  in  Sicilia e, nell'878 essi sferrarono un attacco in forza contro Siracusa. La città resistette eroicamente in un assedio durato molti mesi. Un tentativo di riacquistare la Sicilia all'impero di Oriente  fu  fatto nell'XI  secolo quando Maniace fu mandato a capo di una spedizione, composta di elementi misti, fra i quali molti Normanni. Questi ultimi gradualmente si resero conto di acquistare domini feudali nell'isola e nel 1177 Ruggero II regnò su una unificata Sicilia normanna, con principi, conti etc., che ricevettero dal re in possesso terre con l'obbligo di fornire milizie. Un gran numero di castelli, fra i quali il Castello Maniace a Siracusa, furono costruiti da Federico II, il quale, sebbene ufficialmente fosse svevo, discendeva in parte dai Normanni, ed aveva interessi interamente rivolti alla Sicilia.

Dopo la sua morte nel 1250 gli angioini si impadronirono con la forza del trono siciliano, ma esso venne liberato e trasferito, dopo la guerra, dai Vespri Siciliani alla Casa D'Aragona, la quale continuò a regnare fino al XVIII secolo. Nel XIV secolo la Camera Reginale fu instaurata, ed essa durò fino al 1536, quando cioè Carlo V la soppresse. La Camera Reginale era virtualmente uno Stato nello Stato e veniva data in dote alla Regina di Spagna e retta da un Governatore. Di questo periodo è la costituzione dei bastioni spagnoli che cingono l'isola e così pure di molti palazzi. Il 1400 e il '900 a Siracusa furono pervasi da un gusto gotico con forti impulsi spagnoli nella decorazione. Ad eccezione dei bombardamenti e degli sbarchi delle truppe aUeate nella seconda guerra mondiale, la storia di Siracusa dopo la dominazione spagnola, è relativamente povera di eventi.

Un violento terremoto nel 1693 la ridusse in rovina, e come conseguenza molti palazzi e chiese in stile barocco furono costruiti: la facciata della Cattedrale, il Palazzo Beneventano, del Bosco e molti altri.

NeII'800 Siracusa prese parte ai moti contro i Borboni durante il Risorgimento. In quel periodo e nei primi anni di questo secolo si costruirono molti insigni edifici e tratti dei bastioni spagnoli vennero demoliti. Ma ad onta di tutti i saccheggi, gli assedi ed i terremoti, nella sua lunga storia, Siracusa rimane una città che esercita un fascino duraturo su quelli che vengono per conoscerla.

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Cenni storici sul papiro e sulla carta papiro

 

La pianta del papiro appartiene al genere cyperus, presenta fusti di altezza variabile da 2 a 4 mt. L'unica accreditata fonte di notizie pervenutaci sulla lavorazione del papiro, per ottenere la carta nel mondo antico, è quella descritta da Plinio nel XIII libro di Naturalis Historia, capp. IX - XIII.
La fabbricazione della carta-papiro in Egitto, come materiale scrittorio, risale a circa 3000 anni a.C. Sembra che il papiro che si conserva a Torino risalga al regno di Sn-Frun, faraone della III dinastia vissuto nel 2700 a.C. In Grecia il papiro Egiziano fu conosciuto verso il VI secolo a.C. e la conquista, dì Alessandro il Macedone ne allargò lì diffusione. L'importazione della carta-papiro a Roma coincide con le prime manifestazioni letterarie, tuttavia, fu importata direttamente dall'Egitto sotto il regno di Tolomeo Filometore, 181 -146 a.C. L'affermazione che il papiro in Sicilia e in particolare a SIRACUSA sia stato importato dagli Arabi sembra infondata, in quanto, si hanno testimonianze della sua esistenza e utilizzazione, per farne carta papiracea, anteriori alla invasione araba. Sembra, invece, più probabile (P. Midolo, vol "Archimede e il suo tempo" 1912) che la pianta fluviale sia stata importata in Sicilia da profughi egiziani, anche se i botanici non la considerano uguale a quella dell'Egitto, ma specie distinta. Questa antica pianta fluviale, ancora oggi, vegeta rigogliosa a SIRACUSA, nel Ciane (unico fiume in Europa), dove alligna spontaneamente. Pochissimi artigiani (da tré a cinque) hanno il privilegio di sapere ricavare, da questa pianta, della carta pregiata molto somigliante a quella prodotta dagli antichi egiziani. La carta-papiro è poi utilizzata, abilmente, per la realizzazione di souvenir, per la riproduzione di pitture egiziane, vascolari, ceramiche antiche, per decorazioni etc. a da Siracusa (e soltanto da Siracusa, in tutta Europa) la pregiata carta-papiro dipinta o decorata parte... PER TUTTI GLI ANGOLI DELLA TERRA.


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