.
Antichi
Stati ~ Former Countries
. Siracusa
. Sarausa (siciliano)
. Сиракузы
. سيراقوسة
. סירקוזה
. シラクサ
. 锡拉库萨
. 시라쿠사
. Sirakusa
. Sirakuze
. Syracusae
. Syracuse
. Syrakus
. Syrakusa
. Syrakuzy
stemma del comune
Adozione 29/12/1989
Descrizione
lo scudo dello stemma è verde con un'aquila con l'ala destra abbassata e l'ala sinistra chiusa; l'aquila è cimata di una corona regia ed è caricata nel petto da un castello d'oro, torricellato, ed afferra con gli artigli d'oro i fulmini di Giove; sotto lo scudo sul cartiglio è riportata la dicitura "S.P.Q.S."

Ortigia
dal greco Ortix/Quaglia.
Asteria per sfuggire alle insidie di Zeus si trasformò in Quaglia/Ortix
e gettandosi nel mare si trasformò in un isola che prese poi il nome di
Delo (Siracusa).


l'anfiteatro romano

Parco Archeologico della Neapolis


teatro Greco

Anfiteatro Romano

Latomia del Paradiso

Grotta dei Cordari

Orecchio di Dionisio

Ara di Ierone II

Latomia dei Cappuccini

San Giovanni Evangelista
Catacomba di S. Giovanni




Museo Archeologico "Paolo Orsi

Isola di Ortigia

tempio di Apollo

Piazza Archimede - La Fontana di Diana

Piazza del Duomo

Fonte Aretusa
.jpg)
Galleria Regionale di Palazzo Bellomo

Castello Maniace, fatto erigere da Federico II (1239)

castello Eurialo

Santuario Madonna delle Lacrime
Tiranni
585 ac / 212
ac
I Sindaci dal 1860
La Storia
Cenni storici
sul Papiro e sulla Carta di Papiro
Siracusa nel Mondo
I Dati
Le Date
Eventi
Le Vie e i Luoghi
Monumenti, Palazzi, il Castello
I Musei
Personaggi illustri
Specialità Culinarie
I Nomi
Stemmi dei Comuni della
provincia
siracusa greco-corinzia: 753 ac --- 485 ac
tirannide di Gela: 485 ac
conquistata da roma: 212 ac --- 280 dc
conquistata dai franchi: 280 --- 493
conquistata dai goti: 493 --- 535
conquistata da bisanzio: 535 --- 878
conquistata dagli arabi: 878 --- 1038
conquistata da bisanzio: 1038 --- 1040
conquistata dagli arabi: 1040 --- 1085
conquistata dai normanni: 1085 --- 1204
dominazione pisano-genovese: 1204
conquistata dagli svevi: 1204 --- 1266
predominio aragonese: 1282 --- 1516
predominio spagnolo: 1515 --- 1735
predominio dei borbone: 1735 --- 1860
nel Regno d'Italia dei Savoia: 3/3/1860
|
Archia di Corinto |
734 ac |
aristocratici gamoroi: VI ac - 485
|
Cleandro di Gela |
585 |
498 |
|
|
Ippocrate di Gela |
498 |
491 |
|
|
Gelone signore di Gela |
491 |
485 |
|
|
dinastia dinomenidi |
|||
|
Gelone I |
485 |
478 |
figlio di dinomene e tiranno di gela |
|
Ierone I |
478 |
467 |
figlio di gelone e tiranno di gela |
|
Trasibulo |
467 |
466 |
tiranno di gela |
|
democrazia: 465 - 415 |
|||
|
Ermocrate |
415 |
410 |
|
|
Diocle |
410 |
407 |
|
|
Daphnaeus |
407 |
406 |
|
|
Dionigi I il vecchio |
406 |
367 |
|
|
Dionigi II il giovane |
367 |
357 |
figlio di dionigi I |
|
Dione |
356 |
354 |
zio di dionigi II |
|
Callippo II |
354 |
352 |
|
|
Ipparino |
353 |
350 |
|
|
Aretaeos |
352 |
350 |
|
|
Niseo |
350 |
346 |
|
|
Dionisio II il giovane |
346 |
345 |
|
|
Hicetas I |
345 |
343 |
|
|
Timoleonte |
343 |
337 |
. |
|
democrazia: 338 - 321 |
|||
|
Sosistrato |
337 |
322 |
|
|
Agatocle |
322 |
289 |
|
|
guerra civile e anarchia 289/270 |
|||
|
Iceta II |
289 |
280 |
|
|
Toinon |
280 |
279 |
|
|
Sosistrato II |
279 |
278 |
|
|
dominio dell' Epiro 278/275 |
|||
|
Pirro II |
278 |
276 |
|
|
Ierone II |
276 |
215 |
|
|
Ieronimo |
215 |
214 |
nipote di Gerone II |
| Adranodoros | 214 | . | . |
|
Deinomene |
214 |
213 |
. |
|
Hepicydes |
213 |
212 |
. |
|
conquista romana 212 ac - 476 dc |
|||
I Dati:
Latitudine: 37.0666667
Longitudine: 15.3
Popolazione: 127.615 ab.
17m.slm
Temperature medie
Max: 15 ºC
Min: 11 ºC
Umidità: 77%
Velocità dei venti: 4Km/h
-Splendido porto naturale
-Sede arcivescovile
-Città industriale, agricola e turistica
-Porto commerciale
-Come arrivare
a Siracusa :
In auto
Strada Statale SS 115 Trapani-Catania-Siracusa.
In treno
Agrigento
e Palermo.
In aereo
Aereoporto Filippo Eredia di Fontanarossa
di Catania, a 60 km da Siracusa
(informazioni: tel. 095/7306266;
095/252111)
In nave
Napoli
Numeri utili:
-Soccorso pubblico-113
-Carabinieri-112
-Vigili del fuoco-115
-Guardia di finanza-117
-Soccorso stradale-116
-Emergenza Sanitaria-118
-Ambulanza-0931/65266
-Ospedale 0931/724111
-Croce Rossa Ambulanze
tel.0931 65266
-Polizia Municioale tel. 0931462644
-Informazioni
turistiche: via S. Sebastiano,43 tel.0931/481200
Maggio:
Festa delle quaglie la prima domenica del mese: rituale stagionale in
cui vengono liberate un gran numero di quaglie in città.
Maggio e Giugno:
Ciclo biennale di spettacoli teatrali classici
al Teatro Greco di Siracusa, evento di rilievo promosso dall'Istituto
Nazionale del Dramma Antico.
Luglio e
Agosto:
Festival Internazionale della musica.
14 Luglio/20
agosto:
LatomiArte:percorsi d'arte alla Latomia dei Cappuccini.
Agosto:
il giorno 15 del mese Palio del mare: regata dei cinque quartieri
storici della città, con le barche tipiche dei pescatori.
Settembre:
Pellegrinaggio al Santuario della Madonna delle lacrime,
di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
29 ottobre:
Premio Ciane ideato dal Club delle donne, di cui è presidente
Marika Cirone Di Marco, è un premio dedicato alle figure femminili maggiormente
rappresentative della nostra città. .
Dicembre:
-il giorno
13 Festa di S.Lucia,
Musei
Museo Archeologico Regionale "Paolo
Orsi"
Sito in viale Teocrito,nel parco di Villa Landolina ,difronte
al Santuario della Madonna delle lacrime, è una moderna struttura inaugurata
nel 1988 ed intitolata all'archeologo Paolo Orsi (1859-1935).Per
i numerosi ed eccezionali reperti in esso contenuti, è uno dei più importanti
d'Europa e consente una visione completa di materiali riguardanti
il territorio di Siracusa, dalla preistoria al periodo della dominazione
greca.
L'edificio si sviluppa su tre livelli, attorno a un nucleo
centrale, per complessivi 12.000 mq . Si compone di tre settori attraverso
i quali viene riproposta la storia di Siracusa antica.
Settore A
È dedicato alla preistoria ed alla protostoria; alla fine della prima
sezione sono sistemati i plastici di due elefanti nani della specie
Falconieri ritrovati nella grotta Spinagallo di Siracusa; si passa,
poi, al Neolitico, con la cultura di Stentinello, la più antica cultura
agricola della Sicilia; quindi, reperti di Thapsos (Media Età del Bronzo)
e di Pantalica.
Settore B
I pezzi più interessanti sono una statua
marmorea di Kòuros acefala proveniente da leontinoi ( V Sec, a. C);
il Kòuros proveniente da Megara Hybléa (VI Sec. a.C.), la dea madre
che allatta due gemelli (Kourotrophos) del VI Sec. a.C.. Della parte
dedicata a Siracusa è rilevante la Venere uscita dalle acque,la "Venere
anadiomene", detta Venere Landolina, statua di fattura romano-ellenistica
,una serie di piatti di ceramica di Ortigia dall'antichità ai nostri
giorni, il Kòuros marmoreo di figura maschile acefala, cavalluccio bronzeo
del VIII Sec. a.C.
Settore C
Quanto viene mostrato in questo settore
è relativo alle cosiddette subcolonie di Siracusa e cioè: Akrai, Casmene,
Camarina ed Eloro, Grammichele con l'aggiunta di altri centri come
Gela ed Agrigento.
Le Monete
Moltissime sono le monete per le quali Siracusa fu celebre fra gli antichi
ed in particolare nel mondo greco, con l'effige di una testa femminile,
l'Artemide Aretusa. Il rovescio di queste monete, spesso mostra
un cocchio da corsa, la quadriga, emblema caratteristico di aristocrazia.
Un tempo si pensava che fossero state coniate per la prima volta al
tempo di Gelone, ma si sa adesso che monete furono coniate anche dai
Gamoroi,ovvero dall'aristocrazia terriera nel secolo VI a.C. A Siracusa
vi è un'interessante collezione di monete antiche fra le più belle
al mondo.Sita in Piazza Duomo, nei locali dell'ex Museo Nazionale,
si può vedere come nacque la moneta, la tecnica e la tipologia monetale,
ci sono monete delle prime colonie calcidesi di Sicilia, altre Sracusane,
coniate nel V sec. a..C dai migliori maestri incisori, come Eveneto,
Cimone, Eucleide.
Museo del Papiro
Viale Teocrito, 66 Istituito nel 1989, il museo raccoglie
papiri antichi che risalgono al XV secolo a.C., papiri prodotti a Siracusa
dall'800, barche e manufatti in papiro, un erbario. Interessante
una raccolta con tutto il materiale utilizzato dagli scribi egizi e
una collezione di torchi antichi.
Galleria Regionale Palazzo
Bellomo
via Capodieci, 14-16
Situato all'interno di Palazzo Bellomo (XIII-XV sec.), il museo
comprende: una sezione di scultura con materiale di età tardo antica,
alto medievale, medievale e rinascimentale; una pinacoteca con dipinti
dal '300 al '700; una sezione di arti minori. Di rilievo l'Annunciazione
di Antonello da Messina
Museo del
Cinema
Situato in via Alagona 41, a Siracusa Il museo ha sede
nei locali di Palazzo Corpaci, una residenza gentilizia risalenti ai
primi del’700, che ha sede in Ortigia, centro storico di Siracusa Nel
museo si possono ammirare venticinquemila film, centomila libri sul
cinema, riviste cinematografiche dall'inizio del secolo al 2001,
manifesti, locandine e moltissimi cimeli e apparecchi cinematografici.
Nella sala proiezioni si possono, inoltre, ammirare film rarissimi.
Il museo è fornito di una ricca biblioteca.
up
Monumenti,
Palazzi, il Castello
Castello Eurialo
Il castello Eurialo rappresenta la costruzione militare greca di
grandissima importanza strategica nella Siracusa del tiranno Dionisio.
Questa parte della città greca non era stata fortificata perchè ritenuta
inaccessibile per la balza rocciosa su cui si trovava, ma quando nel
413 a.C. gli ateniesi entrarono in città da quel lato e per un anno
Siracusa dovette sostenere l'assedio, conclusosi fortunatamente
con la sconfitta degli invasori, si capì che la città dal lato dell'Epipoli
poteva essere attaccata e che quindi bisognava rivedere tutto il sistema
difensivo. Dionigi, allora si mise immediatamente all'opera realizzando
un complesso fortificato a difesa della città che aveva nel Castello
Eurialo il punto nodale da dove si dipartiva a tenaglia una poderosa
cortina muraria che cingeva tutto il territorio urbano fino al mare
ed a Ortigia. A pianta irregolare posta sull'altura di un vasto
altipiano collinoso, la fortezza ha l'aspetto di un chiodo dalla
larga testa; da cui il nome Euryale. I lavori per la costruzione durarono
cinque anni dal 402 al 397 a.C, e vi parteciparono uomini,donne e ragazzi;
furono pure mobilitati tutti gli animali da traino per il trasporto
del materiale dalle latomie. Dionisio stesso dirigeva i lavori. Dalla
fortezza si domina la città, il mare e la campagna circostante;un eventuale
attacco e sbarco nemico poteva essere individuato immediatamente. Ma
l'interesse del castello sta soprattutto nella concezione strategica
della sua struttura. A difesa della sua fronte aveva tre fossati immensi
e profondi, le mura esterne avevano uno spessore di tre metri; Il mastio
al centro della fortezza, aveva cinque torri di osservazione sulle quali
erano poste le catapulte. Tre grandi cisterne assicuravano l'approvvigionamento
idrico della guarnigione, mentre una serie di gallerie sotterranee mettevano
in comunicazione i vari punti della fortezza. A tutto ciò si aggiunga
un numero infinito di accorgimenti propri delle fortezze antiche, come
scalette che dai sotterranei immettevano alla superficie, ponte levatoio,
botole, fossati e tunnels per poter facilmente bloccare eventuali infiltrazioni
nemiche. Quel che ci sorprende è come il castello Eurialo considerato
imprendibile, sia alla fine caduto nelle mani di Marcello, il quale
entrò facilmente nella fortezza.
Castello Maniace
Il castello Maniace
sorge sulla punta estrema meridionale dell'isola di Ortigia. Sembra
che durante la colonizzazione greca sia stato eretto in quel sito il
tempio di Giunone e che in seguito, sia stata costruita in epoca repubblicana,
la sontuosa e ricca villa del governatore Verre. Intorno alla metà dell'XI
secolo Siracusa venne liberata dal dominio arabo da Giorgio Maniace
che, preoccupato per le deboli fortificazioni della città ritenne indispensabile
affrontare le basi di un maniero circondato in gran parte dal mare.
La costruzione del castello Maniace risale alla dominazione sveva in
Sicilia di Federico II di Hohbeustafen intorno alla prima metà del XIII
secolo. Uomo molto intelligente Federico II fece della Sicilia uno stato
moderno spezzando la concezione feudale. Dal castello svevo rimane soltanto
il mastio, una grandiosa costruzione quadrata. Interessante è il porticato
a scacchiera sormontato da voltoni a croce. Attraverso una scala che
porta nella parte sottostante il castello, si raggiunge la sala denominata"il
bagno della regina"ricoperta un tempo di marmi pregiati. Il castello
fu assaltato dai Siracusani durante la rivoluzione dei "Vespri".
Sul pennone del castello venne issata l'aquila siracusana.
PALAZZO MONTALTO
Situato alle spalle di Piazza Archimede nel centro storico
di Siracusa,doveva a suo tempo esercitare una influenza politico-culturale
notevole se si considera la sfarzosità della bellissima la facciata
trecentesca. Reca iscrizione che ricorda la sua data di costruzione.
Finestre bifore e trifore decorano in stile gotico-Chiaramonte. Nel
cortile si vedono parti di un palazzo quattrocentesco.
PALAZZO BENEVENTANO
Questo è uno dei più nobili edifici di Siracusa., realizzato
dal giovane architetto Luciano Alì.Sito in piazza Duomo,ha molti graziosi
ed originali dettagli. Un particolare interessante del palazzo è rappresentato
dall'androne nel cui soffitto è facile individuare lo stesso Belisario.Bellissimi
pure gli stucchi e i sopraporta.
PALAZZO BELLOMO
Bellissima costruzione risalente alla dominazione sveva di
cui conserva la severità,l'essenzialità e l'eleganza,nelle sale
del piano terra dalle splendide volte a crociera e i costoloni terminano
con mensole a goccia. La facciata in pietra bianca a conci rinserrati,
presenta la grande apertura del portale ogivale ed una finestra quadrata,
aggiunta posteriormente.Sulla sinistra il contiguo palazzo Parisio.
Oltrepassata la sala d'ingresso un piccolo cortile con al centro
una fontana accoglie il visitatore e lo introduce in quello delle palme
dalle pareti interamente ricoperte di stemmi spagnoli, alcuni dei quali
provenienti dall'abbattuta porta di Ligny.Attraverso la bellissima
scala catalana, si accede al piano superiore dove ha sede la pinacoteca
della Galleria Regionale in cui spiccano l'Annunciazione di Antonello
da Messina e il martirio di S. Lucia del Caravaggio.ciation by Antonello
Da Messina and The Burial of St: Lucia by Caravaggio.
PALAZZO LANTIERI
Questa è una
leggiadra casa rinascimentale, con delicate decorazioni in pietra intagliata.L'angolo
è decorato da cima a fondo con puttini,fiori e colonnine intagliate
in pietra calcare.
PALAZZO IMPELLIZZERI
Ed ancora palazzo
IMPELLIZZERI con le straordinarie 32 maschere grottesche che dominano
la via, probabilmente caricature di personaggi dell'epoca, con rifiniture
ricche di raffigurazioni floreali. La costruzione presenta nei vari
piani la tipologia dei palazzi nobiliari; nel fregio del balcone centrale
reca la data di completamento della facciata 1894. All'interno un
ampio cortile che il recente restauro ha riportato all'antico splendore
come il loggiato del piano superiore. Elemento caratterizzante rimane
la già accennata rifinitura della facciata ricca di decorazioni. Il
portale ad arco a tutto sesto è arricchito dai capitelli con decorazioni
vegetali, le due lisce colonne che lo fiancheggiano, recano sui capitelli
due grifoni fitomorfi. Nella chiave dell'arco è inserito lo stemma
baronale della famiglia Impellizzeri: uno scudo in cui un grande pesce
poggia su un mare agitato. Un'aquila ad ali spiegate sovrasta il
tutto.
La Fontana di Artemide
in Piazza Archimede.
Creata in cemento dallo scultore Giullio Moschetti nel 1906 , narra
la leggenda di Aretusa.Diana è rappresentata con arco e frecce, con
ai piedi la ninfa Aretusa nell'atto di fuggire da Alfeo, che con
le braccia protese, cerca di afferrarla ,ed attorno i tritoni. L'opera
rappresenta la metamorfosi della ninfa Aretusa in sorgente.
Orecchio di Dionisio
L'orecchio
di Dionisio è una grotta scavata artificialmente nella roccia che man
mano si va restringendo dal basso verso l'alto, da questa forma
singolare che richiama quella del condotto auricolare, deriva il suo
nome. Ha un grande effetto acustico e per questo fu creata la leggenda
che Dionisio, tiranno di Siracusa, l'aveva fatta scavare apposta
per rinchiudervi i prigionieri ed ascoltarli senza essere visto.Il nome
Orecchio di Dionisio le fu dato da Michelangelo Merisi detto Caravaggio
che visitandola, in una delle sue soste a Siracusa, lo ideò convinto
che si trattasse del carcere di Dionigi, ricordato da Cicerone, costruito
in quella forma per poter ascoltare ciò che dicessero i prigionieri.Ma
un esperimento fatto dal De Salle, un viaggiatore straniero del XIX
secolo ha sfatato questa leggenda dimostrando che dall'incavo esistente
nell'alto della grotta, dove si pensava che sedesse Dionisio per
ascoltare i prigionieri, non si sente quasi nulla. La grotta è profonda
m.70 e alta 23, è larga da 5 a 10 metri, le sue pareti curvilinee, rivelano
le tracce dell'escavazione e delle successive destinazioni della
grotta che nei secoli XVI e XVII venne adoperata come ricovero di mandrie
e poi come taverna, uso attestato da un atto notarile del 1584. Questa
destinazione spiegherebbe l'esistenza di alcuni fori nelle pareti
della grotta. La particolare forma della grotta simile al padiglione
di un orrecchio, è la risultante della tecnica di scavo accennata.
TEATRO GRECO
Il teatro
greco di Siracusa è uno dei più grandi e dei più bei teatri del mondo
antico. Fu tutto scavato nella roccia. La cavea è divisa in nove settori.
Nel settore centrale si può leggere il nome di Zeus Olimpico, nel terzultimo
settore il nome della regina Filistide e nel penultimo settore vi è
inciso il nome della regina Nereide. I romani adattarono il teatro anche
a luogo per farvi le lotte tra gladiatori e leoni. Ancora oggi a Siracusa
continua la tradizione del genere drammatico, così che ogni due anni
si ripetono le opere dei grandi tragediografi greci. Le rappresentazioni
classiche curate e interpretate da registi e attori di grande fama,
durano da maggio a luglio e richiamano folle di turisti da ogni parte
del mondo.
GROTTA DEL NINFEO
La grotta del Ninfeo
è una grotticella artificiale All'interno di questa grotticella,
una vasca rettangolare riceve un ramo dell'antico acquedotto greco,
che alimenta la cascatella che vediamo al centro. L'apertura della
grotta è sormontata da una decorazione a fregio dorico, ottenuta a rilievo
nella roccia, della quale restano poche tracce.
Anfiteatro Romano
L'anfiteatro romano è
il più importante monumento di età romana esistente nella città, il
suo nome significa "doppio teatro" per la forma ad ellisse
ottenuta dall'unione di due semicirconferenze, forma usata dai Greci
per i loro teatri. Costruito tra il IV o III sec. d.C. con le sue dimensioni
di m.140X119 è il più grande fra gli anfiteatri di Sicilia e di poco
inferiore all'Arena di Verona. Dei due ingressi, quello meridionale
è il principale, l'altro è dotato di scale per il dislivello esistente.
Ciò che rimane è la parte inferiore nord-orientale perchè scavata nella
roccia, il resto della costruzione non esiste più e possiamo solo immaginare
la grandiosità del monumento che constava di tre ordini di posti: la
ima, la media e la summa cavea. La costruzione era recintata da un alto
podio dentro il quale si svolgeva un corridoio coperto a volta.La prima
serie di gradini era riservata ai personaggi di riguardo i cui nomi
erano incisi nei posti segnati. La parte superiore si concludeva con
un portico.Due grandi corridoi servivano di ingresso all'arena che
aveva al centro un ampio sotterraneo originariamente ricoperto da pavimentazione
lignea nel quale venivano posti i macchinari necessari agli spettacoli.
Nel corridoio attorno all'arena venivano rinchiuse le belve. La
vasca posta al centro permetteva l'allagamento dell'arena per
le battaglie navali, anche se le dimensioni dell'anfiteatro non
sembrerebbe avere consentito tali spettacoli che con ogni probabilità
si saranno svolti nel teatro. Un sistema idraulico collegato ad una
vasca di raccolta permetteva il lavaggio dell'arena dopo i combattimenti.
Questo serbatoio ancora esistente sotto la chiesetta di S:Nicolò si
trova all'ingresso del parco archeologico sul lato opposto dell'anfiteatro
La Piscina Romana
Originariamente prosecuzione
delle vicine latomie, trasformata in epoca romana in serbatoio d'acqua,
perchè collegata con l'antico acquedotto, per gli usi dell'anfiteatro,
divenne in epoca bizantina una piccola basilica di cui si possono ancora
vedere le tre navate delimitate da una doppia fila di pilastri su cui
poggiano gli architravi sormontati da volte a botte. Durante la dominazione
normanna verrà costruita la chiesetta di S.Nicolò che ora la sovrasta.
GINNASIO ROMANO
Lo
si chiama Ginnasio, ma si tratta di un vero teatro romano, molto piccolo,
ma uno dei più bei teatri dell'epoca romana, riservato a persone
di alto livello culturale. E'composto da una cavea, d'una platea
e di un palcoscenico dietro al quale era un altare che forse fungeva
da sfondo. Il monumento era circondato da un colonnato con portici.
LE LATOMIE
Le latomie sono profondi scavi nella roccia,testimonianza
dell'enorme attività edilizia della città antica. Originariamente,dunque
non erano altro che cave di pietra,cantieri per l'estrazione del
calcare,in seguito,però, vengono adoperate come prigioni, ma anche come
luogo di culto, come testimoniano i numerosi incavi (Heroa) nelle pareti
rocciose,contenenti un bassorilievoche riproduceva l'eroe o la divinità
da onorare.Col passare dei secoli le latomie diventano luoghi di culto
cristiano.come testimoniano le molte lucerne rinvenute negli ipogei.
le più note sono: dei Cappuccini,Broggi-Casale,Cozzo del romito,Navantieri,Carratore,Paradiso,Intagliatella,S.Venera,Buffalato.
IL DUOMO
Situato nella
parte più alta dell'isola, nell'antica "Agorà", oggi
Piazza Duomo,pare sia stato costruito dal tiranno Gelone, dopo la vittoriosa
battaglia di Imera. Dedicato ad Athena, fu costruito agli inizi del
V sec. a.C.La sua magnificenza e ricchezza stupì Cicerone che ne fece
una descrizione entusiastica delle sue porte d'avorio e oro e dei
dipinti alle pareti raffiguranti i re ed i tiranni di Sicilia e le vittorie
di Agatocle sui Cartaginesi.Il grande scudo dorato della dea, posto
sulla sommità del tempio, poteva scorgersi da molto lontano.Con la conquista
romana il tempio venne spogliato dalle sue ricchezze, in età bizantina
fu trasformato in basilica paleocristiana. nel 640 d.C.,S.Zosimo, vescovo
di Siracusa, vi trasferisce la Cattedrale dall'antica sede di S.Giovanni
alle catacombe. Nell'adattamento in chiesa cristiana si chiusero
gli intercolumni e si aprirono 8 archi nei muri della cella. Nell'878,
con la conquista araba, il tempio diviene Moschea, solo nel 1093, con
Ruggero il Normanno, viene ripristinato il culto cristiano. Si innalzzano
le mura della navata centrale, mentre la cattedrale e il coro vengono
abbelliti con mosaici. La facciata normanna con rosone, nella quale
spiccava la bella torre campanaria, venne distrutta dal terremoto del
1693, quella attuale in stile barocco è opera di A.Palma. Sui due pilastri
del sagrato si trovano le statue degli Apostoli S.Pietro e S. Paolo.
Dal sagrato si passa al vestibolo dove due belle colonne tortili, ornate
da motivi vegetali fiancheggiano il portale. L'interno è a tre navate,
ai lati dell'ingresso colonne doriche. In fondo alla navata principale
il bellissimo altare barocco sormontato da un dipinto che raffigura
la"Natività della Madonna" a cui la chiesa è dedicata.La navata
di destra contiene il fonte battesimale costituito da un antico cratere,
nelle pareti, avanzi delle coperture in mosaico di epoca bizantina.
Segue la cappella di S.Lucia. Nella volta affreschi di A.Scilla rappresentanti
il tema del pane e del vino riportato al miracolo eucaristico.Dal fondo
della navata si apre la cappella del Crocifisso. Sull'altare di
sinistra una tavola di Antonello da Messina raffigurante S. Zosimo.
Nella navata di sinistra si possono ammirare le antiche colonne doriche
del tempio greco e le finestrelle bizantine.Nella navata centrale vi
è un bellissimo soffitto ligneo del 1518 nel quale sono raffigurate
gli stemmi delle famiglie nobiliari della città.
TEMPIO DI APOLLO
E' il più antico
tempio dorico dell'occidente greco scoperto nel 1860 e definitivamente
portato alla luce tra il 1938 e il 1942. E' un periptero esastilo
di m.58x24x50, con 6 colonne nei lati brevi e 17 in quelli lunghi, La
parte superiore del tempio era rivestita da terracotte di vario colore,
alcuni frammenti dei quali sono visibili al Museo "P. Orsi".
Il tempio è dedicato ad Apollo come si può leggere nell'iscrizione
greca incisa nel gradino d'ingresso. Come la maggior parte dei templi
greci, fu successivamente trasformato in chiesa bizantina di cui rimane
la porta ad ogiva ricavata nel muro della cella e in Moschea araba,
come testimonia l'iscrizione esistente sul muro della cella ed infine
divenne chiesa del SS. Salvatore che poi demolita fu inglobata nella
caserma spagnola.
Santuario Madonna
Delle Lacrime
Il Santuario della Madonna delle lacrime fu
edificato in seguito ad un evento miracoloso, un quadro, raffigurante
la Madonna, pianse per diversi giorni, il liquido analizzato risultò
essere formato da lacrime umane.Questo edificio imponente ha la forma
di una lacrima, può contenere undicimila fedeli , è alto quasi cento
metri e pesa 22.000 tonnellate.E' meta di pellegrinaggi.
up
Le Vie e i Luoghi
LA MAESTRANZA
La Maestranza
fu la via più elegante di Ortigia, per i suoi edifici furono cercate
le pietre più pregiate e furono chiamati gli scalpellini più abili,
gli edifici accoglievano le rersidenze delle famiglie nobili dell'aristocrazia
aretusea. In questa via i palazzi più importanti sono :Palazzo Gargallo,
Palazzo Bufardeci, che ha all'interno un interessante portico ad
u, Palazzo Rizza, Palazzo Spagna, con una finestrella in stile Tudor,
Palazzo Reale, Palazzo Impellizzeri, Palazzo Riscica.
LA MASTRARUA
La Mastrarua era la via
maestra per eccellenza, dopo la via Maestranza è la via più bella ed
interessante del centro storico.Nei suoi palazzi accolse l'elite
della borghesia Siracusana. La strada era larga per consentire il trtaffico
delle carozze .Gli ingressi dei palazzi erano lussuosi, le scale elaborate
e i balconi scolpiti come altari.Vi sono nella Mastrtarua molti palazzi:
La casa Vitale (costruzione trecentesca riorganizzata dal Vermexio),
Palazzo Impellizzeri, Palazzo Blanco, la casa Russo, la casa Mezzio,
palazzo Interlandi (ora casa delle Orsoline) , Palazzo Monteforte. In
mezzo a questi capolavori si erge uno dei gioielli dell' architettura
di Giovanni Vermexio; La chiesa della Congrecazione di San. Filippo
Neri. Nella Mastrarua dietro le facciate ottocentesche, si aprono vicoli
strettissimi e bui. Al piano terra si aprono bottegucce che danno un
certo movimento umano e conferiscono alla strtada una certa aria Partenopea,
ricca di calore.
LA SPIRDUTA.
La Spirduta accolse in
passato alcune residenze gentilizie molto importanti, come il Palazzo
Mergulense (poi Montalto), in stile gotico chiaramontano, il Palazzo
Gargallo, in stile gotico catalano ,con imponente scala esterna e arioso
portico, sicura opera di Luciano Alì e ( l'ex oratorio di San Filippo
Neri, ora Liceo Ginnasio Gargallo) costruito prima dell'anno 1778
con elegante forma rococò ed arioso leggiadro cortile. La Sprirduta
ha avuto ed ha una destinazione commerciale e residenziale.
ARETUSA
Simbolo della libertà di scelta
Molti sono i miti e le leggende che trasfigurano in chiave narrativa
grandi realtà storiche., tra questi uno dei più importanti è il mito
di Aretusa, simbolo di Ortigia e della libertà di scelta. Sorgente d'acqua
dolce che si fonde col mare, ma non è toccata dalle acque salate, ricca
di piante di papiro e popolata di anatroccoli e grossi cefali che come
nei tempi antichi non sono toccati perchè sacri. Vuole la leggenda che
Aretusa un giorno si bagnasse nel fiume Alfeo, nel Peloponneso, d'improvviso
al centro del fiume si formò un gorgo minaccioso, per cui la ninfa presagendo
le intenzioni del Dio e volendo sfuggirgli, cominciò a correre, inseguita
da Alfeo mutatosi in agreste cacciatore. La fuga si protrasse attraverso
la Grecia fino alle sponde della Sicilia, e poi trasformatasi in fonte,
scorrendo sotterranea scaturì nell'isolotto di Ortigia. Secondo
la tradizione quest'acqua possiede virtù miracolose, come quella
di far sparire le efelidi, se bevuta a digiuno. Nell'antichità i
guerrieri greci si dissetavano alle sue acque per diventare ancora più
forti. Una credenza narra che un calice fu gettato nel fiume ad Olympia
e fu poi ritrovato nella fontana; e ancora che la fontana cambiò il
colore per effetto di sacrifici di buoi fatto ad Olympia. Tutte queste
leggende hanno reso celebre la fonte Aretusa. Un più recente riconoscimento
alla sua fama si deve a Nelson il quale attinse acqua per le sue navi
nel 1798 prima di vincere la battaglia del Nilo. In una lettera egli
scriveva:Essendoci noi riforniti di acqua attinta alla fonte Aretusa
la vittoria non ci può mancare.
Fonte CIANE
Ciane simbolo del RIFIUTO
DELLA SOPRAFFAZIONE
Questa è una sorgente di acque chiare che tranquillamente
scendono verso il porto grande. Le sue rive sono bordate di piante di
papiro, uno dei tanti tesori che la natura ha donato a Siracusa, singolare
pianta che pur non avendo radici riesce nonostante l'incuria dell'uomo,
a proliferare con una certa facilità. Alla fonte Ciane troviamo un ambiente
di incomparabile bellezza naturale. La calma vi regna ed è il motivo
per cui questo piccolo corso d'acqua rappresenta la meta di escursioni
turistiche. La leggenda dice che Ciane pianse tanto che le sue lacrime
si tramutarono in sorgente.
up
PERSONAGGI ILLUSTRI DI SIRACUSA
ARCHIMEDE
Il nome di Siracusa
è legato ad Archimede, il più grande matematico e fisico di tutti i
tempi. Nato a Siracusa nel 287 a.C. Archimede divenne famoso grazie
al suo trattato sui corpi galleggianti. Egli, facendo il bagno, fu colpito
dalla diminuzione di peso che subivano le sue membra immerse nell'acqua.
Nell'entusiasmo della scoperta, Archimede si lanciò nudo nella strada
gridando "EUREKA! EUREKA!" Ma ciò che maggiormente lega la
figura del grande scienziato alla fantasia popolare è la difesa di Siracusa
dall'attacco dei Romani. Per tre anni Archimede tenne in scacco
l'armata di Marcello; fece costruire delle macchine per lanciare
a grandi distanze pietre e dardi e per mezzo di specchi ustori, fu in
condizioni a più riprese di incendiare le navi romane utilizzando il
calore dei raggi solari. Ciò nonostante i Romani, essendo entrati in
Siracusa di sorpresa, furono indotti da Marcello a risparmiare il grande
uomo, ma costui, assorbito dalla ricerca di un problema, fu ucciso da
un soldato che, non conoscendolo, s'irritò di non poter ottenere
da lui nessuna risposta. Era l'anno212 a.C. Con Archimede, Siracusa
perdette uno dei più grandi ingegni dell'antichità, colui che sarà
sempre ricordato dalla storia come il figlio più degno della città aretusea.
TOMMASO GARGALLO
Tommaso
Gargallo di Castel Lentini nacque in Siracusa, il 25 settembre 1760,
nel palazzo dell'attuale piazza Archimede. Nelle sue memorie autobiografiche,
pubblicate nel 1923 dal nipote Marchese Filippo Francesco, si legge:Aveva
una fantasia fervida e un cuore sensibile, che gli procuravano la benevolenza
e la lode,amava studiare. I suoi genitori, mentre sceglievano per istruirlo
i migliori, che la città loro offriva, stretti poi da troppa tenerezza,
avvertivano i precettori di non stancarlo e anzichè spronarlo, cercavano
di distoglierlo dal troppo studio. I libri l'allettavano in modo
particolarre, ed a nove anni sapeva a memoria il Metastasio e la Gerusalemme
del Tasso. A dieci anni scriveva versi latini ed italiani. In giovane
età conobbe Ippolito Pindemonte, col quale fece il suo primo viaggio
in Italia e con lui rimase amico per tutta la vita.In un suo viaggio
a Napoli , potè esporre al Re le misere condizioni di Siracusa.Il sovrano
lo indusse a mettere per iscritto le sue considerazioni. Il Gargallo,
scrisse allora le "Memorie patrie per il ristoro di Siracusa".in
due volumi che furono pubblicate nel 1791 nella stamperia reale. Viaggiò
molto, conoscendo e stringendo amicizie con uomini insigni, letterati
ed artisti, visitando bibblioteche, monumenti e istituzioni di cultura.,
divenendo familiare ai personaggi della casa imperiale. Fu ricevuto
più volte dal re Luigi Filippo che gli regalò una tabacchiera in oro
con cifre e corona in brillanti e lo invitò come un caro amico diverse
volte a pranzo. Grande alla fine fu la sua perdita ,furono sospesi gli
spettacoli e chiuso il teatro, accompagnato dal popolo con fiaccole,
omaggio della città a chi l'aveva tanto amata.
ELIO VITTORINI
Scrittore. Vittorini
nasce il 23 luglio 1908 a Siracusa da Lucia Sgandurra e Sebastiano Vittorini.
Inquieto e ribelle, durante l'adolescenza fugge diverse volte da
casa «per vedere il mondo», Il 10 settembre 1927, viene celebrato il
matrimonio con Rosa Quasimodo, la sorella del celebre poeta Salvatore
Quasimodo. Nell'agosto del '28 nascerà il loro primo figlio,
chiamato, in omaggio a Curzio Malaparte, Giusto Curzio. Partecipò alla
Resistenza e ciò avrà un notevole peso in tutta la sua attività. La
sua prima grande opera è Converssazione in Sicilia, dove rappresenta
questa terra divisa tra mondo di offensori e mondo offeso. Nel 1945
esce il romanzo della Resistenza,Uomini e no, ambientato a Milano nel
periodo più funesto (1943 )della dominazione nazista. altre sue opere
sono:Antologia americana-Piccola borghesia-Il Menabò SALVATORE QUASIMODO
In tempi più recenti, Siracusa ha dato i natali a Salvatore Quasimodo
(1901 - 1968), poeta di versi ermetici e incisivi che gli valsero, nel
1959, il Premio Nobel.
BARTOLOMEO CANNIZZO
Personaggio di
grande cultura ed intelligenza, non di Siracusa, ma considerato tale
dai siracusani, frequentò il liceo"Tommaso Gargallo", mettendo
così le radici a Siracusa, proseguì gli studi universitari a Roma e
si laureò in Giurisprudenza a soli vent'anni, con il massimo dei
voti e lode alla "Sapienza" di Roma. Bartolomeo Cannizzo arrivò
a parlare ben sette lingue: inglese, francese, tedesco, spagnuolo, russo,
arabo, e libico. . La carriera politica di Cannizzo inizia con la elezione
a consigliere comunale di Siracusa .Ma era già stato eletto quale membro
dei "settantacinque"Padri Costituenti, mentre nel 1953, da
Deputato ricoprì la carica di Assessore alla Pubblica Istruzione all'Assemblea
Regionale Siciliana, dove tornò nel 1955. Da Parlamentare alla Camera
dei Deputati, fu presidente della Commissione Giustizia dal 1963 fino
alla morte. Da deputato Cannizzo si fece notare per diversi suoi interventi:quelli
sulla preparazione della legge sul divorzio con Fortuna e Baslini;quelli
sull'impedimento del Presidente della Repubblica Antonio Segni.
Cannizzo lavorò moltissimo per la Pubblica Istruzione in Sicilia,si
battè per combattere l'analfabetismo, per la istituzione delle Scuole
Popolari e Sussidiarie, le Professionali,le Colonie Scolastiche,per
accrescere le attrezzature degli Istituti superiori e dare un migliore
assetto alle Scuole Magistrali. Nel 1963 fu eletto alla camera dei Deputati
e fece parte della Commissione Giustizia, della Giunta delle Elezioni,e
della Commissione Affari Costituzionali e in questi organismi lavorò
tanto e bene,ma non dimenticò mai, malgrado i numerosi impegni ,di consolidare
la sua cultura e di intensificare l'attività di conferenziere.Amava
anche lo sport: fu presidente dell'Associazione sportiva Siracusa
e del Circolo Canottieri Ortigia. Noto e stimato, Cannizzo lascia come
eredità politica la sua fermezza di idee,in difesa delle libertà democratiche,
nell'unità europea,dell'economia di mercato, della libera iniziativa
e delle leggi protettive dell'interesse pubblico e dei lavoratori
dipendenti e autonomi. I Cannizzo continuano ad operare a Siracusa:
l'ing:Giuseppe è stato assessorre al Comune di Siracusa,l'avv.Sebastiano
è stato eletto consigliere provinciale di Siracusa per due legislature,l'avv,Massimo
segue la sua attività professionale così come il fratello avv.Roberto,che
ha un avviatissimo studio legale a Città del Messico,Giovanna(la mia
cara madrina) sposò il direttore generale del Gruppo Montedison,Lionello
Amato.
STEFANIA PRESTIGIACOMO
Nata a Siracusa il 16 dicembre 1966 a 23 anni diviene presidente
dei giovani imprenditori di Siracusa e a 27 anni viene eletta alla camera
ed è uno dei più giovani ministri dal giugno 2001 al 2006 con l'incarico
di ministro per le pari opportunità. Molto impegnata nelle politiche
del lavoro, ha determinato l'approvazione di leggi importanti come
la violenza sessuale ed è stata firmataria di molte leggi riguardanti
tematiche sociali.
ENZO MAIORCA
Enzo Maiorca ed è ormai
una leggenda vivente è nato il 21 giugno del 1931 a Siracusa; ha imparato
a nuotare a quattro anni e presto ha cominciato ad andare sott'acqua,
detiene lo scettro di Re dell'apnea profonda, colui che è riuscito
ad ottenere lo straordinario primato di aver sondato gli abissi grazie
alla sua sola forza di volontà e contro i pareri dei soloni della scienza
ufficiale del tempo, i quali sentenziavano che oltre certi limiti lo
scoppio della gabbia toracica era assicurato; Per la sua esaltante attività
sportiva Maiorca ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: nel 1964 la
Medaglia d'Oro al valore atletico del Presidente della Repubblica,
e poi il Tridente d'Oro di Ustica; il Premio letterario del C.O.N.I.
e la Stella d'Oro al merito sportivo sempre del C.O.N.I. è stato
deputato per il partito di Alleanza Nazionale con cui ha cercato di
difendere con costante impegno le ragioni per una salvaguardia profonda
ed efficace del patrimonio marino e naturalistico. Ha scritto tre libri: "A
capofitto nel Turchino", "Sotto il segno di Tanit" e "Scuola
di apnea".
SALSE
Ragu' alla Siracusana
Tritare la carne di maiale o salsiccia spellata,
e farla rosolare in olio d'oliva.Unire l'estratto di pomodoro, allungare
con acqua e mescolare per far sciogliere l'estratto. Lasciare cuocere
a fuoco basso per tre ore.
Ragù di Tonno
Fate appassire
nell'olio caldo la cipolla affettata finemente con sale e pepe; aggiungere
il tonno fresco tagliato a dadini e far rosolare bagnando col vino.
Quindi aggiungere i piselli e i pomodori a pezzetti e portare a cottura.
PRIMI
PASTA FRITTA ALLA SIRACUSANA
Mettete
a bollire nell'acqua salata, matassine di capelli d'angelo, appena al
dente, spegnete il fuoco e con un lungo forchettone prendete le matassine
di pasta, rigiratele nell'uovo sbattuto e nel pangrattato e quindi depositatele
nell'olio caldo , così che la parte esterna diventa croccante e la parte
interna resta morbida.Intiepidite 3 cucchiai circa di miele di zagara,
diluendolo con un pò di acqua d'arance, o con succo d'arancia precedentemente
filtrato, versatelo sulle matassine di pasta fritta e srvitelo decorando
con fette d'arancia.
PASTA CON LE ACCIUGHE E LA MOLLICA
Fare rosolare in mezzo bicchiere d'olio d'oliva 4 spichi d'aglio
tritato. Unire il prezzemolo tritato e mezzo bicchiere scarso di vino
rosso. Lasciare evaporare. Unire la salsa di pomodoro.Pepare e salare.
A parte fare sciogliere le acciughe dissalate e diliscate con un poco
d'olio e unirle alla salsa.Portare ad ebollizione abbondante acqua salata
e versarvi la pasta. Mettere in un padellino 80 grammi di pan grattato,
e a fuoco lento,rimestando sempre farlo abbrustolire. Scolare la pasta
al dente e mescolarvi la salsa e il pangrattato abbrustolito.
PASTA CON LE UOVA DI RICCI
Pescate o acquistate i ricci
di mare grossi, apriteli in due con un paio di forbici e raccogliete
con delicatezza le loro uova in una terrina.Soffriggete in olio abbondante
l'aglio a pezzetti e appena dorato, togliete il padellino dal fuoco,lasciando
raffreddare l'olio. Lessate gli spaghetti, scolateli e conditeli nella
zuppiera con l'olio soffritto,pepe, le uova dei ricci e una manciata
di prezzemolo tritato.servitele caldi.
PASTA COL NERO
DELLE SEPPIE
Pulire le seppie, mettendo da parte le vescichette
con il nero senza romperle, e tagliarle a strsciolie sottilissime.Soffriggere
l'aglio in olio d'oliva e unire i pomodori pelati e passati al setaccio
eliminando i semi.Lasciare restringre la salsa. Aprire con cura le vescichette
del nero sul tegame in modo da versarne il contenuto sulla salsa.Unire
le seppie, mescolare e bagnare con un bicchiere scarso di vino bianco
secco.Lasciare evaporare.Unirre un bicchiere d'acqua e lasciare restrtingere
a fuoco lento. Portare nel frattempo ad ebollizione abbondante acqua
leggermente salata per gli spaghetti.Scolare gli spaghetti,condirli
con la salsa e con pepe nero macinato.
SPAGHETTI ALL'ARAGOSTA
Bollite un'aragosta media, levate la polpa e tagliatela a pezzetti,
conditela con il succo di un limone. A parte pestate uno spicchio d'aglio,
unite 10 pomodori spellati e tagliati a pezzetti,3 cucchiai di aceto,
un trito di prezzemolo, olio, sale, pepe. Continuate a pestare fino
ad ottenere un composto omogeneo, aggiungete l'aragosta a pezzetti ed
i capperi, amalgamate il tutto e condite gli spaghetti scolati al dente.
PENNETTE AL PESCE
SPADA
Far imbiondire l'aglio nell'olio caldo. Aggiungere il pesce
spada a pezzetti e bagnare col vino. Fare evaporare tutto il vino ed
aggiungere i pomodori pelati, le foglioline di menta, il peperoncino
ed il sale, lasciar cuocere per circa un quarto d'ora. Nel frattempo
cuocere le pennette e condirle con questo sugo.
SECONDI
PESCE SPADA ALLA STEMPERATA
Infarinate le fette di pesce
spada e friggetele con poco olio. A parte, soffriggete in un tegame
una cipolla affettata, unite 300 grammi di pomodori spellati e a pezzetti,
30 gr. di capperi, e 50 gr di olive verdi, un cuore di sedano a pezzetti.
Lasciate insaporire per un paio di minuti, aggiungete mezzo bicchiere
di aceto bianco, regolate sale e pepe e mettete le fette di pesce spada.
Allungate con un pò di acqua e a tegame coperto lasciate addensare per
circa 10 minuti.
Aragosta alla griglia.
Tagliate a metà le aragoste, salarle,peparle e spennellarle con
olio d'oliva. Farle cuocere sulla graticola e servirle ben calde.
Anguilla al forno.
Pulire,spellare, lavare le anguille
e tagliarle a pezzi. Mettere un pò di olio in una teglia; deporre uno
strato di foglie di lauro e di salvia; quindi i pezzi di anguilla. Spolverare
di sale e aggiungere un altrto strato di foglie di lauro e di salvia.Cuocere
in forno caldo per circa 30 minuti.
Tonno e peperoni
Soffriggere abbondante cipolla affettata in olio d'oliva, aggiungere
peperoni a pezzi e pomodori, fate cuocere inserendo il sale necessario.
Fate intanto rosolare le fette di tonno in olio da entrambi i lati,
salare e coprire ogni fetta con i peperoni.
Polpettine di
nunnata
(pesciolini piccolissimi-neonata)
Battere le uova con
un pizzico di sale ed il prezzemolo.Unirvi il pesce. Scaldare l'olio
d'oliva abbondante e versarvi il composto a cucchiaiate.
Capretto al forno
Tagliate a pezzi grossi il capretto, mettetelo in una teglia con
fiocchi di burro, unite le patate sbucciate e tagliate a pezzi, la cipolla
affettata, rosmarino, pepe,sale ed altri pezzetti di burro. Mettete
in forno caldo per un'ora circa.
CONTORNI
Parmigiana Siciliana
Tagliate a fette spesse delle melanzane, mettetele in acqua e sale
per un'ora. Scolatele e friggetele in abbondante olio bollente. Preparate
una salsa di pomodoro e basilico. Mettete sul fondo di una pirofila
un pò di salsa e alternate strati di melanzane condite con salsa, parmigiano
grattugiato, basilico, uova sode,e formaggio affettato. Cospargete l'ultimo
strato di melanzana con salsa e parmigiano e infornate per 20 minuti.
Servite caldo,tiepido o freddo.
CAPONATA
Tagliare
6 melanzane a dadini e metterle in acqua e sale per almeno un'ora. Scolarle
e friggerle in olio d'oliva. Fare soffriggere una cipolla affettata
in un pò d'olio e unire 300 g. di pomodori pelati e tagliuzzati eliminando
i semi. A parte fare rosolare con poco olio 100 g. di olive verdi snocciolate,
3 gambi di sedano e 25 g. di capperi . Unire la salsa di pomodoro, 3
cucchiai di aceto, e 1 cucchiaino di zucchero. Unire le melanzane e
lasciare insaporire a fuoco molto basso mescolando delicatamente. Ritirare
dal fuoco e versare la caponata in un piatto da portata. Lasciare raffreddare
del tutto.( si prepara anche il giorno prima):Alle melanzane si possono
aggiungere peperoni tagliati a pezzetti e soffritti nell'olio ed anche
patate tagliati a dadini e cotte nell'olio a fuoco lentissimo senza
farle dorare.. Prima di servire , si può cospargere la caponata con
pistacchi sgusciati come usavano fare in una ricca famiglia .
Insalata di arance
Sbucciate le arance e tagliatele a pezzetti.Tagliare delle aringhe
affumicate a pezzetti, tagliate 2 cipolle a striscioline. Mettete in
un' insalatiera, arance, aringhe e cipolle.Condire con olio d'oliva,pepe,
sale.
DOLCI
Cassata Siciliana
Mescolate
400 gr. di ricotta passata al setaccio con 200gr. di zucchero, 200 gr.
di frutta candita, 100 di cioccolato e un pizzico di vaniglia. Foderate
una tortiera a bordi alti con il pan di Spagna, tagliato a fette spesse
e riempite lo spazio centrale con il composto di ricotta. Coprite con
un disco di pan di Spagna e mettetelo in frigorifero per qualche ora.
Con lo zucchero semolato preparate la glassa, facendolo sciogliere con
poca acqua in un pentolino tenuto a fiamma bassa, unite un pizzico di
vaniglia e, mescolando sempre, togliete dal fuoco appena risulterà una
pasta molle.
Cannoli
Lavorate su di un piano 200g. di farina
con 30 g.di zucchero,20 g. di strutto, un pizzico di sale e due cucchiai
di marsala. Otterrete una pasta abbastanza compatta. Tirate una sfoglia
sottile e ritagliate delle forme circolari grandi quanto i piattini
da caffè; avvolgetele delicatamente attorno a dei cilindri di alluminio
di circa quattro centimetri di diametro, saldate i lembi della pasta
con una goccia d'acqua. In una padella sciogliete abbondante strutto
e appena caldo friggete i cilindri con la pasta: appena avranno assunto
un colore dorato, lasciateli sgocciolare. Appena freddi, togliete delicatamente
i cilindri di alluminio, ed ecco che le scorze dei cannoli sono pronte
per essere riempite con la crema di ricotta. Lavorate 800 di ricotta
di pecora con 600g. di zucchero fino ad ottenere una crema omogenea,
aggiungete una bustina di vaniglia, 200g. di zucca candita a dadini,
200 g. di cioccolato fondente a scagliette e riempite i cannoli, decorate
con le bucce d'arancia candite tagliate a striscioline, spolverate con
zucchero a velo e mettete in frigorifero per mezz'ora prima di servire.
BIANCOMANGIARE
Per questo dolce sarà necessario
preparare un'ottima crema di latte; si consiglia di ricavare il latte
direttamente dalle mandorle fresche. Per questa operazione dovrete pestare
3 Kg di mandorle in un mortaio, dopo averle private della pellicola
esterna, fino ad ottenere una vera e propria crema. Per sfruttare tutto
il succo delle mandorle si raccoglie la crema dentro un tovagliolo e
lo si lega a mò di sacchetto; si immerge questo sacchetto diverse volte
dentro una tazza di acqua fredda e alla fine lo si spreme dentro il
tegame predisposto per la cottura. Se vi sembra che l'operazione sia
troppo elaborata, potete acquistare i litro di latte di mandorla già
pronto. Sciogliete, dunque 200g di amido per dolci nel latte di mandorla,
unite 100 g di zucchero, cannella quanto basta e cucinate il tutto fino
a che la crema non si sarà addensata. Disponete il biancomangiare sul
piatto da portata e servitelo freddo.
GIUGGIOLENA
Versate 500 gr. di miele, 100 di zucchero e 400 gr.di semi di sesamo
in un tegame. Mettetelo sul fuoco a fiamma bassa e mescolate con un
cucchiaio di legno fino a quando il composto sarà compatto. Versate
su di un piatto unto d'olio, spianate con un coltello, lasciate raffreddare
e tagliate a pezzi.
COTOGNATA
Sbucciate
un kg. di mele cotogne, privatele del torso e buttatele in acqua bollente,dove
avrrete spremuto un limone,e messo un altro tagliato a spicchi.Quando
le mele saranno cotte,scolatele,togliete il limone,passatele al setaccio,pelatele
e rimettetele sul fuoco con uguale quantità di zucchero.Rimescolate
continuamente la cotognata sino a quando sarà densa e si staccherà dal
tegame.versate in piccole formette di coccio,inumidite, e lasciate riposare
per diversi giorni.
Granita di mandorle.
Per questa ricetta,
dovrete pestare le mandorle in un mortaio, dopo averle private della
pellicola esterna, fino ad ottenere una vera e propria crema. Per sfruttare
tutto il succo delle mandorle si raccoglie la crema dentro un tovagliolo
e lo si lega a mò di sacchetto; si immerge questo sacchetto diverse
volte dentro una tazza di acqua fredda e alla fine lo si spreme dentro
Se vi sembra che l'operazione sia troppo elaborata, potete acquistare
un litro di latte di mandorla già pronto. Sciogliete, in mezzo litro
di latte di mandorle 200 gr. di zucchero sciolto in 300 gr. di acqua.
Mettete in freezer mescolando ogni tanto.
I Nomi:
Sarausa, Siracusa, Sirakusa, Sirakuze, Syracusae,
Syracuse, Syrakus, Syrakusa, Syrakuzy, Сиракузы, סירקוזה, سيراقوسة, シラクサ, 锡拉库萨, 시라쿠사
up
|
Oligarchia |
743-491 |
|
periodo dei tiranni |
491-465 |
|
Repubblica Democratica |
465-405 |
|
periodo dei tiranni |
405-337 |
|
Repubblica oligarchica |
347-317 |
|
periodo dei tiranni |
317-289 |
|
Guerra civile e anarchia |
289-270 |
|
dominio dell' Epiro |
277-275 |
|
periodo dei tiranni |
275-212 |
|
dominio Romano |
211-476 |
|
dominio degli Eruli |
476-493 |
|
dominio degli Ostrogoti |
493-535 |
|
dominio Bizantino |
535-878 |
|
dinastia araba degli Aghlabiti di Tunisi |
878-910 |
|
dinastia dei Fatimidi |
910-968 |
|
dinastia dei Kalbiti |
968-1062 |
|
nella Contea e poi dal 1130 nel Regno di Sicilia |
1062-1816 |
|
nel Regno delle Due Sicilie |
1816-1860 |
|
nel Regno d' Italia |
1860 |
La Storia di Siracusa
A chi venga a Siracusa per via terra, i suoi dintorni appaiono belli da
ogni parte, sebbene arrivando da Catania in treno, questo passi attraverso
profonde trincee tagliate nel calcare, che nascondono alla vista parte dei
panorama. La via ideale per accostarsi a Siracusa è il mare, per la bellezza
del suo grande, e quasi circotare, porto naturale: questo contribuì molto
a farle sostenere tate parte importante nella storia:
una triste parte, motti potranno pensare, poiché fu qui che l'espansione
naturale e culturale dei Greci d'occidente fu finalmente arrestata per sempre.
Ai cultori dei classici la sua topografia si rivelerà familiare prima di arrivare. La stretta isola di Ortigia, lunga quasi un chilometro e mezzo, si protende verso sud dalla costa, simile ad un promontorio, ed è anche adesso, come nei tempi remoti, coperta di edifici, e famosa per la sua fontana di acqua dolce che prende il nome da Aretusa.
Ad occidente d'Ortigia il vasto porto s'inarca per quasi dieci chilometri in un cerchio spezzato in un punto (Plemmyrion) fromeggiante l'estrema punta sud d'Ortigia ad una distanza di meno di due chilometri. Non lontano, a nord d'Ortigia, il lungo altopiano di roccia calcarea che va sono il nome di Epipoli si estende in direzione ovest-est, ed è oggi cosparso di mandorli, olivi e carrubi: il possesso di questo punto fu sempre di superiore importanza per la sicurezza di Siracusa. Ancora più a nord, nelle terse giornate invernali, la cima nevosa dell'Etna appare simile ad una nuvola bianca nella lontananza.
Intorno al porto stesso la più parte della campagna è pianeggiante ed alberata, rigata dai lenti e cheti fiumi Anapo e Ciane che scorrono verso la loro foce nel porto, attraversando quella che un tempo era una palude pestilente che causò la rovina di più di un esercito ivi accampato.
Ortigia, in origine, era un'isola staccata dalla terraferma. Subito dopo l'arrivo dei greci nell'ottavo secolo a.C., essa venne unita alla terraferma prima con una colmata e poi con dei ponti. II porticciolo ad oriente della colmata fu importante nell'epoca greca poiché grande abbastanza per ospitare alcuni dei cantieri e delle darsene di quel periodo, mentre Io stesso Porto Grande, quasi interamente chiuso com'è, forniva alle navi un sicuro rifugio dalle intemperie.
L'insediamento pre-greco
Alcuni importanti resti del nativo sito siculo sull'Ortigia furono scoperti sotto l'area della Cattedrale e nel suo ambito. Si trattava probabilmente di uno stabilimento commerciale fondato non molto prima della colonizzazione greca dai popoli nativi che è probabile abbiano barattato il loro grano con oggetti importati dalla Grecia. La ceramica qui trovata includeva imitazioni locali della ceramica geometrica greca, che dovrebbe essere di poco anteriore alla data del 733 a.C. citata da Tucidide come quella della fondazione della colonia; data che archeologicamente non offre ragione di controversia.
I colonizzaiori furono corinzi giunti dalla madre patria con altri popoli di lingua dorica nel quadro di una deliberata politica, comune in quell'epoca, volta allo sfruttamento delle regioni occidentali relativamente arretrate ed all'impianto di città di cultura greca. Questi rapporti fra la Sicilia ed il mediterraneo orientale non erano cosa nuova: nei precedenti mille e più anni i popoli nativi avevano ricevuto influenze culturali dall'oriente mediterraneo per mezzo del commercio o della colonizzazione, come e stato chiaramente dimostrato dagli scavi nelle contrade siracusane effettuati da Paolo Orsi, le cui scoperta hanno costituito nel museo di Siracusa una delle più ricche collezioni di Europa.
Commercianti micenei avevano pure stabilito posti commerciali lungo la costa, e non deve stupire che la Sicilia sia così strettamente legata a Creta ed alla Grecia nella leggenda come nella storia.
La colonia greca
Si ha motivo di supporre che subito dopo l'insediamento siculo i greci occupassero non soltanto l'isola di Ortigia ma anche la parte della terraferma sita ad un capo del rinterro con cui il braccio di mare che separa quest'ultima da Ortigia venne colmato. Questa parte di terraferma, a differenza del tratto paludoso più a sud lungo la costa del porto, consiste di terreno roccioso ed il quartiere urbano che qui si sviluppò fu chiamato Acradina. I suoi edifici vennero probabilmente costruiti in gran pane con calcare tratto dalle famose latomie (cave di pietra). L'estensione della città greca può valutarsi dalla posizione degli antichi cimiteri del settimo e sesto secolo a.C. Il più famoso di questi è anche il più amico, noto sotto il nome di cimitero del Fusco, non lontano da quello moderno, mentre quello poco meno antico (Giardino Spagna) era sito vicino all'attuale Ospedale.
Nel periodo ellenistico la zona cimiteriale era sita ad una distanza maggiore dalla città. Nel sesto secolo l'Agorà (mercato) era probabilmente nell'isola, e qui pure sorgeva il più antico dei templi, dedicato ad Apollo, ancora visibile, sebbene molto rovinato. Un altro importante tempio, l'Olympieion, fu costruito all'incirca nello stesso periodo, su un'altura che sovrasta l'Anapo e vicina al porto.
Gelone, il primo dei grandi tiranni di Siracusa, fra il 485 e il 478 a. C. fece molto per elevarne lo stato a quello di una delle più importanti città greche di quel tempo. Gelone stesso sembra essere stato un capace reggitore e condottiero, ed egli aveva già recitato una parte importante nella storia detta sua propria città, Gela, allora anche più forte di Siracusa. Egli valutò prontamente i maggiori vantaggi naturati di Siracusa ed ingrandì ta città con molte costruzioni e con l'immigrazione di motti abitanti degli altri suoi domini, che fece stabilire nei nuovi quartieri di Neapoi e Tyche. Gelone costruì arsenali che fecero di Siracusa una potenza navale, e rafforzò la sua posizione stabilendo vincoli di parentela con il tiranno d'Agrigento (Terone) & cosicché insieme essi po-terono sconfiggere i Cartaginesi nella battaglia di Imera nel 480 a.C.
Nel breve periodo detta sua dominazione a Siracusa, Gelone effettuò notevoli opere. Ma motto di quello che egli aveva iniziato rimase incompiuto al tempo detta sua morte e la sua attività venne continuata da suo fratello lerone I.
Ierone I (478-466)
Secondo Diodoro Siculo, lerone I era "avaro e violento e, generalmente parlando, comptetamente negato alla sincerità e alla nobiltà del carattere", ma ad onta di questa opinione si deve riconoscere che egli promosse la cultura alla sua corte, accogliendo a Siracusa poeti e filosofi. Pindaro vi soggiornò più di un anno e cantò nelle sue odi del valore di lerone come auriga e cavaliere nette corse di Delfi ed OIympia. Si-monide e Bacchilide pure poetarono qui, ed è probabile che Eschilo abbia prodotto il "Prometeo incatenato" ed il perduto "Prometeo liberato" nella sua ultima visita a Siracusa.
lerone riportò pure successi militari. Nella grande battaglia di Cuma egli sconfisse gli etruschi che minacciavano i Sicelioti.
Catturato nel bottino, e spedito ad OIympia come offerta di grazie, era l'elmetto, che oggi trovasi nel British Museum, recante l'iscrizione: lerone, della famiglia dei Dinomenidi ed i Siracusani (dedicarono) a Zeus spoglie etrusche vinte a Cuma.
lerone fondò anche la città di Atena sul posto dove sorgeva Catana, da lui distrutta. Ad onta tuttavia di tutta questa fioritura cutturale, poco rimpianto suscita la sua morte nel 466, sebbene gli succedesse un fratello di assai minore distinzione. Trasibulo, descritto da Diodoro come "uomo violento e facinoroso per natura". II rovesciamento di questo tiranno fu in seguito celebrato nelle feste di Zeus Eleutherios che si tenevano tutti gli anni nell'ara costruita da lerone II.
Siracusa, con lerone I, fratello e successore di Gelone, acquistava maggiore potenza e ricchezza, mentre le arti e le lettere, protette e favorite, raggiunsero grande splendore: Eschilo, Simonide, Bacchilide, Pindaro, furono a Siracusa. Nel 474 lerone I otteneva una grande vittoria a Cuma contro gli Etruschi.
Nel 446 Siracusa espellendo Trasibulo, fratello di lerone I, si dava un governo democratico. Intanto, dopo ta vittoria sui Siculi di Ducezio, estese maggiormente il suo dominio sulla Sicilia, cosa che la portò inevitabilmente alla guerra con Atene, che dopo alterne vicende si concluse con la vittoria siracusana sul fiume Assinaros nel 413.
Dopo Atene, Siracusa dovette preoccuparsi di far fronte ai mmacciosi Cartaginesi che avevano già distrutto Selinunte, Imera, Agrigento. Fu Dionigi I che riuscì a concludere prima una pace con i Cartaginesi e poi a organizzare e a fortificare magnificamente la città in modo che nel 397 resistette vittoriosamente ai nemici. Dopo la cacciata di Dionigi II e l'uccisione di Dione, col pericolo rappresentato ancora dai Cartaginesi, Timoleonte (343), che era giunto da Corinto in aiuto di Siracusa, li sconfisse sul fiume Krimisos a est di Gela, e concluse con essi un trattato.
Ai tiranno Agatocle si deve l'iniziativa di portare la guerra in Africa contro Cartagine che assediò e indusse alla pace. La secolare nemica restava minacciosa all'orizzonte di Siracusa finché questa non affidò nel 278 a.C. le sue sorti a Pirro che liberò la città dall'assedio dei Cartaginesi e le riconquistò i suoi domini. Nel 276 il potere fu di lerone II che regnò 54 anni, egli strinse alleanza con Roma, abbandonata dal successore leronimo (215 a.C.), il quale passò ai Cartaginesi: di qui la guerra con Roma, l'assedio di Marcelle (214) e la sua vittoria nel 212, anno della morte di Archime-de. Iniziò allora il decadimento della città che venne sottoposta a gravi spoliazioni delle quali resta famosa quella di Verre che ebbe in Cicerone il tremendo accusatore. Nel 21 a.C. Augusto vi inviò una colonia per ripopolare la città.
I romani modificarono il sistema agricolo della Sicilia, sostituendo alte enormi fattorie agricole enormi pascoli, ciò condusse ad una decadenza economica tanto grave che gli agricoltori si ribellarono due volte nelle cosiddette guerre degli schiavi del secondo secolo. La venuta dei romani segnò la fine delta vera prosperità in Sicilia. La pace vera e propria fu disturbata alla fine del terzo secolo, quando cioè la Sicilia inclusa Siracusa, fu improvvisamente e violentemente saccheggiata da una masnada di franchi che massacrarono la maggior parte degli abitanti. È probabile che molti in questo periodo trovarono un temporaneo rifugio nelle catacombe che rimontano al secondo secolo.
Nel quinto secolo Siracusa cadde nell'orbita dei razziatori teutonici, e fu prima minacciata dai Visigoti sotto Alarico e poi dai Vandali sotto Genserico che fece di Cartagine la sua capitate. Questi Vandali erano cristiani, ma professando la loro fede nella sua forma erano giudicati eretici. Goti e Vandali, a vicenda fecero scorrerie e saccheggi in tutta la Sicilia, finché, nel periodo di Giustiniano, Belisario la riacquistò all'impero romano, durante la sua guerra dell'Africa Settentrionale, e nel 551 essa fu definitivamente liberata dalia dominazione dei Goti.
Dopo la sua annessione all'impero bizantino ad opera di Belisario nei 535, la Grecia attraversò un periodo di pace fino alle prime incursioni degli Arabi (Saraceni) nei VII secolo.
Nel frattempo
la prosperità crebbe finché, si disse, che rivaleggiava anche con quella
di Roma. Alla metà del VII secolo, di fronte alla minaccia araba, il vescovo
Zosimo trasferì la cattedrale dalla sua sede primitiva a S. Giovanni in
quella presente. Alcuni anni dopo circa nel 660, l'imperatore Costantino
II passò alcuni anni a Siracusa, con un seguito di cortigiani e sacerdoti
e da quest'epoca sembra che il rito greco sia prevalso su quello latino,
e nel 735 il patriarca di Bisanzio divenne capo supremo dea Chiesa Siciliana.
Al principio del IX secolo gli Arabi continuavano ad intensificare le
loro incursioni in Sicilia e, nell'878 essi sferrarono
un attacco in forza contro Siracusa. La città resistette eroicamente in
un assedio durato molti mesi. Un tentativo di riacquistare la Sicilia all'impero
di Oriente fu fatto nell'XI secolo quando Maniace fu mandato
a capo di una spedizione, composta di elementi misti, fra i quali molti
Normanni. Questi ultimi gradualmente si resero conto di acquistare domini
feudali nell'isola e nel 1177 Ruggero II regnò su una unificata Sicilia
normanna, con principi, conti etc., che ricevettero dal re in possesso terre
con l'obbligo di fornire milizie. Un gran numero di castelli, fra i quali
il Castello Maniace a Siracusa, furono costruiti da Federico II, il quale,
sebbene ufficialmente fosse svevo, discendeva in parte dai Normanni, ed
aveva interessi interamente rivolti alla Sicilia.
Dopo la sua morte nel 1250 gli angioini si impadronirono con la forza del trono siciliano, ma esso venne liberato e trasferito, dopo la guerra, dai Vespri Siciliani alla Casa D'Aragona, la quale continuò a regnare fino al XVIII secolo. Nel XIV secolo la Camera Reginale fu instaurata, ed essa durò fino al 1536, quando cioè Carlo V la soppresse. La Camera Reginale era virtualmente uno Stato nello Stato e veniva data in dote alla Regina di Spagna e retta da un Governatore. Di questo periodo è la costituzione dei bastioni spagnoli che cingono l'isola e così pure di molti palazzi. Il 1400 e il '900 a Siracusa furono pervasi da un gusto gotico con forti impulsi spagnoli nella decorazione. Ad eccezione dei bombardamenti e degli sbarchi delle truppe aUeate nella seconda guerra mondiale, la storia di Siracusa dopo la dominazione spagnola, è relativamente povera di eventi.
Un violento terremoto nel 1693 la ridusse in rovina, e come conseguenza molti palazzi e chiese in stile barocco furono costruiti: la facciata della Cattedrale, il Palazzo Beneventano, del Bosco e molti altri.
NeII'800 Siracusa prese parte ai moti contro i Borboni
durante il Risorgimento. In quel periodo e nei primi anni di questo secolo
si costruirono molti insigni edifici e tratti dei bastioni spagnoli vennero
demoliti. Ma ad onta di tutti i saccheggi, gli assedi ed i terremoti, nella
sua lunga storia, Siracusa rimane una città che esercita un fascino duraturo
su quelli che vengono per conoscerla.
up
Cenni storici sul papiro e sulla carta papiro
La pianta
del papiro appartiene al genere cyperus, presenta fusti di altezza variabile
da 2 a 4 mt. L'unica accreditata fonte di notizie pervenutaci sulla lavorazione
del papiro, per ottenere la carta nel mondo antico, è quella descritta da
Plinio nel XIII libro di Naturalis Historia, capp. IX - XIII.
La fabbricazione della carta-papiro in Egitto, come materiale scrittorio,
risale a circa 3000 anni a.C. Sembra che il papiro che si conserva a Torino
risalga al regno di Sn-Frun, faraone della III dinastia vissuto nel 2700
a.C. In Grecia il papiro Egiziano fu conosciuto verso il VI secolo a.C.
e la conquista, dì Alessandro il Macedone ne allargò lì diffusione. L'importazione
della carta-papiro a Roma coincide con le prime manifestazioni letterarie,
tuttavia, fu importata direttamente dall'Egitto sotto il regno di Tolomeo
Filometore, 181 -146 a.C. L'affermazione che il papiro in Sicilia e in particolare
a SIRACUSA sia stato importato dagli Arabi sembra infondata, in quanto,
si hanno testimonianze della sua esistenza e utilizzazione, per farne carta
papiracea, anteriori alla invasione araba. Sembra, invece, più probabile
(P. Midolo, vol "Archimede e il suo tempo" 1912) che la pianta
fluviale sia stata importata in Sicilia da profughi egiziani, anche se i
botanici non la considerano uguale a quella dell'Egitto, ma specie distinta.
Questa antica pianta fluviale, ancora oggi, vegeta rigogliosa a SIRACUSA,
nel Ciane (unico fiume in Europa), dove alligna spontaneamente. Pochissimi
artigiani (da tré a cinque) hanno il privilegio di sapere ricavare, da questa
pianta, della carta pregiata molto somigliante a quella prodotta dagli antichi
egiziani. La carta-papiro è poi utilizzata, abilmente, per la realizzazione
di souvenir, per la riproduzione di pitture egiziane, vascolari, ceramiche
antiche, per decorazioni etc. a da Siracusa (e soltanto da Siracusa, in
tutta Europa) la pregiata carta-papiro dipinta o decorata parte... PER TUTTI
GLI ANGOLI DELLA TERRA.
Stemmi dei Comuni della Provincia

Cassaro
R
G
P
E