Crociate
Nazismo e Fascismo
Rivoluzione Americana
Periodo Victoriano
Vietnam War
World War I
World War II
Zulu War
Le Crociate
Le cause
I
II
Regno di Gerusalemme
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
Le Cause
Nell’alto Medioevo, mentre l’impero costituito dagli Arabi nei secoli
precedenti si trova in crisi, in Europa si assiste ad una ripresa
demografica, istituzionale, religiosa ed economica. Soprattutto la nuova
posizione di rilievo della Chiesa, che ha assunto un’immensa autorità
morale su tutta l’Europa, spinge ad un intervento per la liberazione dei
Luoghi Santi. A ciò si aggiunge la situazione venutasi a creare in
Oriente, dove l’Impero Bizantino, dopo aver avuto un fiorente commercio
con gli imperatori Romano che conquista di Creta, valida base
commerciale nel 960, con Niceforo II Foca che s’impadronisce di Cipro e
d’Antiochia e con Basilio II che tra il 986 e il 1014 assoggetta i
Bulgari, si trova ora in pericolo. infatti, sotto la nuova dinastia dei
Comneni, i Turchi Segiulchidi conquistano il califfato abasside di
Baghdad e si espandono verso ovest. Con il Patriarca Michele Cerulano,
che rinnova lo scisma di Fazio, si ha la definitiva separazione della
chiesa latina da quella greca. Nel 1057 i Segiulchidi conquistano la
Palestina, la Siria e l’Anatolia orientale nel 1071, dopo aver
sbaragliato l’esercito bizantino di Romano IV Diogene a Manzicerta. Nel
1074 dopo la richiesta di aiuto da parte dell’imperatore Michele VII
Parapinace, Gregorio VII, occupato nella lotta per le investiture,
progetta di accorrere in aiuto dei cristiani d’oriente alla testa di un
esercito come Dux e Pontifex; oltre alla liberazione del
Santo Sepolcro e dei territori conquistati dai Segiulchidi, egli mira
alla riunione delle chiese greca e latina, progetto che viene, però,
riposto in seguito all’aggravarsi della lotta per le investiture. Nel
1081con l’imperatore Alessio I Comneno si ha una nuova ondata
espansionistica musulmana verso i territori dell’impero e nel 1095 i
Turchi arrivano quasi ad assediare Costantinopoli. A seguito di questi
gravi fatti l’Imperatore invia a Piacenza, dove si sta svolgendo il
Sinodo, una richiesta di aiuto all’Occidente che Papa Urbano II
raccoglie ed inizia a predicare, soprattutto nel successivo Concilio di
Clarmont, una guerra contro l’Islam, iniziativa alla quale aderiscono
molti re e nobili. Motivi spirituali e politici, soprattutto, spinsero
quest’iniziativa: innanzitutto i pellegrinaggi in Terra Santa, compiuti
fin dai primi secoli dell’esistenza della chiesa romana, s’intensificano
nell’XI secolo, in seguito al rifiorire della devozione religiosa; ma,
mentre sotto il regno Fatimida si aveva convivenza tra Arabi e
Cristiani, il nuovo regno dei Segiulchidi proibisce qualsiasi forma di
pellegrinaggio. Inoltre altri motivi spingono sempre più per una guerra
contro gli Arabi: in Spagna si ha la reconquista con la ripresa
del califfato di Cordoba e di gran parte della penisola ispanica
settentrionale. Tra l’XI e il XII secolo si ha la conquista da parte del
re di Castiglia Alfonso VI e del re di Navarra Sancio Ramirez e si
narrano le epiche gesta del Cid Campeador che infiammano il cuore
dei giovani, convinti che gli islamici debbano essere cacciati. Si
registra ,quindi ,la perdita ,da parte araba, della supremazia sul
Mediterraneo per merito della città marinara di Pisa che conquista la
Corsica e la Sardegna e tra il 1061 e il 1091 Ruggero di Altavilla
fratello di Roberto il Guiscardo duca di Puglia strappa agli infedeli la
Sicilia. In virtù di questi fatti ,l’iniziativa di una spedizione contro
gli Arabi raccoglie una vasta adesione e i Crociati, chiamati così
perché scelgono come stemma una croce rossa su di uno sfondo bianco,
decidono di riunirsi a Costantinopoli nell’agosto del 1096. Nel
frattempo Alessio I Comneno, spaventato dall’espansionismo in Epiro di
Roberto il Guiscardo, alleato del Papa, stringe però una tregua con i
Turchi.
Stabilito per l’agosto del 1096 la riunione dei crociati
bisogna in ogni caso annotare lo svolgersi di un’altra crociata nel
febbraio dello stesso anno, la cosiddetta crociata degli straccioni alla
quale parteciparono servi della gleba, nobili decaduti e delinquenti,
tutti riuniti dal predicatore Pietro d’Amiens detto l’Eremita e guidati
in Terra Santa dallo stesso Eremita, dal cavaliere Gualtieri Senza Averi
e dal sacerdote Gottschalk.Il primo obiettivo della spedizione è
l’eliminazione degli infedeli presenti sul suolo europeo: gli Ebrei.Le
stragi cominciarono a Colonia, nella Lorena e a Magonza, espugnata dal
conte di Leningen che massacrati gli assediati depreda i loro tesori. La
spedizione continua attraverso la Baviera e i Balcani dove i cristiani
furono combattuti e affamati nonché si sparsero nell’esercito numerose
malattieGiunti a Costantinopoli stremati attraversano il Bosforo e
affrontano l’esercito dei Turchi a Nicea dove la battaglia si conclude
con la loro strage. Pietro l’Eremita riesce a salvarsi e si rifugia a
Costantinopoli nella attesa di unirsi alla crociata “ufficiale”
denominata in contrapposizione a quella degli straccioni crociata dei
re. Questa è composta di diversi eserciti ognuno dei quali fa capo ed
obbedisce esclusivamente al proprio Signore, tra i più importanti vi
sono Roberto duca di Normandia, Ugo di Vermandois figlio di Enrico I,
Stefano di Blois nobile francese, Raimondo di Saint-Gilles conte di
Tolosa, Goffredo di Buglione duca della bassa Lorena con il fratello
Eustachio, Roberto II conte di Fiandria, Boemondo duca di Taranto
con il nipote Tancredi, Adhemar di Monteil vescovo di Le Puy e
delegato del Papa. Per via della lotta delle investiture non partecipano
alla crociata gli scomunicati sovrani di Germania (Enrico IV) e Francia
(Filippo I). L’esercito crociato è imponente 100.000 uomini e quattro
spedizioni di cavalleria. Nell’agosto del 1096 i Crociati si radunano a
Costantinopoli male accolti dall’Imperatore Alessio I che stipulato il
trattato con i Turchi aborrisce la ripresa delle ostilità.Temeva pure
tutti quei “Franchi” (così erano chiamati in modo dispregiativo gli
europei) che avrebbero potuto provocare disordini nel suo regno e
concede loro il suo appoggio solo in cambio della consegna di tutti i
territori precedentemente strappati all’Impero Bizantino dai
Segiulchidi. Il 19 giugno del 1097 dopo un lungo assedio è conquistata
Nicea e il primo luglio anche Dorilea cade sotto il dominio crociato in
seguito alla vittoria sul Sultano di Iconio. Varcata l’imponente catena
del Tauro, con numerose perdite, l’esercito giunge in Siria e sconfigge
l’Emiro di Mosul Kharbuque e pone sotto assedio Antiochia che per mezzo
di un tradimento cade in mano crociata il 3 giugno 1098, dopo sei mesi
di logorante assedio. Quindi Baldovino si stacca dal resto dell’esercito
dirigendosi ad est, supera l’Eufrate assedia e conquista Edessa e forma
una contea. Intanto l’esercito crociato ridotto a soli 20.000 uomini e
comandato da Goffredo di Buglione e Raimondo di Tolosa, essendo morto il
delegato del Papa Adhemar nel 1098, si dirige a Gerusalemme
riconquistata dai Fatimidi ai danni dei Segiulchidi. La città è posta
sotto assedio nel giugno del 1099 e termina con la resa della città dopo
cinque settimane il 15 luglio 1099. La successiva vittoria sui Fatimidi
e sui Sagiulchidi che avevano stretto alleanza, nella battaglia di
Ascalona (12 agosto 1099) assicura ai crociati l’indiscusso dominio
sulla Palestina. I territori dell’Anatolia sono restituiti a Bisanzio
secondo gi accordi mentre la Palestina e la Fenicia sono affidate a
Goffredo di Buglione che rifiuta il titolo di re e assume quello di
Difensore del Santo Sepolcro.Come Patriarca della città è nominato
Daimberto arcivescovo di Pisa che nelle ultime fasi della guerra aveva
guidato la flotta pisana. Nel 1100 con la morte di Goffredo gli succede
il fratello Baldovino che accetta il titolo di re e promulga un codice
feudale nell’Assise di Gerusalemme. Si formano quindi il Regno di
Gerusalemme, il Principato di Antiochia, le Contee di Edessa e di
Tripoli; come sedei di patriarcati latini divengono le città di
Gerusalemme ed Antiochia. In cambio della partecipazione alla guerra le
città vi Venezia, Pisa e Genova ottengono quartieri e privilegi
commerciali nelle principali città del regno. Finita la spedizione
militare molti crociati tornano in patria abbandonando i territori
appena conquistati senza alcuna protezione costringendo i Feudatari a
chiedere aiuto in Europa. E’ inviato un corpo di spedizione costituito
da feudatari francesi e italiani comandati dall’arcivescovo di Milano
Anselmo di Bovisio e dal duca di Aquitania Guglielmo IX. Giunti in
Palestina non prendono però parte a scontri militari.
Regno di Gerusalemme
Succeduto al
fratello nel 1100 Baldovino sottrae il regno alla sovranità della Chiesa
e sostituisce allo stato ecclesiastico uno feudale e laico.Sul trono
gerosolimitano si succedono Baldovino II di Bourg (1128-1131) Folco
d’Angiò, suo genero (1131-1142) sotto i cui regni i latini conquistano
le città costiere che permettono loro di comunicare direttamente con
l’Europa. Il regno fu organizzato su basi feudali francesi, la
legislazione ispirata al diritto francese e sono istituiti due
celebri ordini religiosi e militari: i
Templari
nel 1119 per difendere i pellegrini e per combattere incessantemente gli
infedeli e i
Cavalieri di San Giovanni
più antichi ma ricostituiti nel 1130 per combattere gli infedeli.
Verso la fine del XII secolo è fondato l’Ordine
Teutonico
la cui azione si trasferirà dalla Palestina in Europa.
Sotto il successore di Folco Baldovino III la precarietà de regno si
accentua sotto i colpi delle lotte interne tra i crociati e di queste
debolezze approfitta l’atabeck di Mosul l’Emiro Imadeddin Zenkis che
conquista Edessa nel 1144. Visti in pericolo i possedimenti in Terra
Santa Papa Eugenio III indice un nuova crociata rivolgendosi solamente
al re di Francia Luigi VII e affidando la predicazione a San Bernardo di
Chiaravalle. La diversità con la prima crociata consiste con il fatto
che ormai era il lato politico a prevalere su quello religioso, non
erano ascoltati gli inviti papali alla pace tra crociati in Terra Santa
e d’altra parte lo stesso pontefice voleva la partecipazione
dell’Imperatore Corrado III che lo difendeva da Ruggero II re normanno.
Nel 1147 l’Imperatore Corrado III si unisce in ogni modo
alla crociata in virtù della nuova alleanza stipulata con Bisanzio, che
in questo periodo è l’unico vero impero cui tutti guardano come ad un
modello da imitare piuttosto che ad una preda da spartirsi. Subito dopo
parte anche Luigi VII che si congiunge all’esercito crociato a Metz da
dove per timore dei Normanni si prosegue per la Terra Santa via terra
attraverso i Balcani. Ruggero II escluso dalla crociata reagisce
conquistando Corfù ed inoltrandosi alla testa del suo esercito
nell’Ellade e nel Peloponneso quindi giunge a Tebe, forza gli stretti e
ordina di scagliare a scopo intimidatorio frecce nei giardini imperiali
di Costantinopoli. Luigi VII di Francia si allea con i Normanni contro
L’impero Bizantino che è ostile alla partecipazione francese alla
crociata e Corrado III di Svevia si allea con Manuele Comneno. Si
determina quindi la separazione degli eserciti crociati che subiscono
numerose perdite nell’attraversamento dell’Anatolia. Giunti in Terra
Santa sono sconfitti a Dorilea e a Laodicea determinando la
decisione dei due sovrani di ricongiungere le loro forze militari,
abbandonando la loro stato di conflitto. L’Impero Bizantino, però,
timoroso della politica espansionistica di Ruggero II, si allea con
Venezia che riconquistano Corfù ma non la restituiscono all’Imperatore
di Bisanzio e ne fanno parte dei propri possedimenti. Inoltre catturano
la nave ammiraglia imperiale e rivestono delle insegne imperiali uno
schiavo negro e fingono di adorarlo oltraggiando così la persona,
ritenuta sacra dell’Imperatore, e rompendo l’alleanza. In Terra Santa
l’esercito crociato giunge fino ad Acri e si unisce all’esercito di
Baldovino III; i due eserciti, aiutati in modo precario dalla flotta
bizantina, individuano una mossa strategica per tagliare in due i domini
arabi: la presa di Damasco fortificata in modo mediocre. La spedizione
si risolve però in una disfatta come il successivo attacco alla città di
Ascalona. Le truppe crociate si ritirano dalla Terra Santa e tornano in
patria segnando la fine del mito dell’invincibilità dei cavalieri
d’occidente ed incrinando i rapporti tra Bisanzio ed Europa. Ruggero II
ritenendo i Bizantini colpevoli del fallimento della crociata, ne indice
una per conto proprio contro l’Impero Bizantino coadiuvato da re Luigi
VII che teme un trattato tra gli imperi bizantino e tedesco, ma le forze
crociate demoralizzate e stanche frenano l’iniziativa.
Con la morte di Baldovino III (1163) gli succede il
figlio Almarico I che tento di porre la dominazione latina
nell’Oltregiordano e sul Negev ma è ostacolato dalla formazione di un
unico impero arabo in Africa e in Asia per opera di Nur al-Din figlio di
Zenghis, ma soprattutto con il di lui figlio Salah al-Din Yusuf
(Saladino) fondatore della dinastia Ayyubide. Questi congiunge Egitto e
Siria bloccando definitivamente l’espansione latina. L’indisciplina di
un signore dell’Oltregiodano Rinaldo di Chatillon, che nonostante un
accordo, molestava il passaggio delle carovane musulmane sulle piste
giordane, spinge alla guerra il Saladino favorito dalle discordie tra il
re di Tripoli e un pretendente Raimondo. A Hittin, presso il lago di
Tiberiade, l’esercito cristiano guidato dal re Guido di Lusignano è
completamente distrutto (4 luglio 1187) causando la caduta di tutte le
città costiere tranne Tiro difesa da Corrado di Monferrato. Ai primi di
ottobre anche Gerusalemme è assediata e il 21 ottobre cade in mano al
Saladino ed in seguito a questi fatti dall’Europa il pontefice Gregorio
VIII promuove una nuova crociata.
Con l’elezione di Clemente III si hanno i primi
preparativi della crociata, cui partecipano Filippo Augusto e Enrico II,
indotti dai baroni e dai vescovi durante l’assemblea di Gigoros (27
gennaio 1188) Federico Barbarossa (27 marzo 1188 dopo la riunione di
Magonza).Per la prima volta la crociata si estende a tutta Europa fin
nei paesi scandinavi ed in Inghilterra.Il più convinto è Federico
Barbarossa preso dalla grandezza della sua missione come capo della
cristianità-l’11 maggio 1189 lascia Ratisbona e si dirige via terra a
Costantinopoli alla guida di un’armata potente e disciplinata. La
crociata intralcia però i piani dell’Imperatore Isacco II d’Angelo che
ha cooperato con il Saladino contro i suoi nemici Salgiuchidi dell’Asia
Minore. Timoroso inoltre di essere spodestato da Barbarossa informa il
Saladino delle sue mosse ma nonostante questo Federico riesce a
sconfiggere gli Arabi a Iconio. Passato in Asia non trova difficoltà
grazie all’appoggio dell’Emiro Kilig Arslan II, ed anche in Cilicia gli
Armeni accolgono favorevolmente il Barbarossa Sembra che il trionfo dei
cristiani sia imminente quando improvvisamente il Barbarossa annega
cadendo armato nel fiume Salef il 10 giugno 1190. L’armata tedesca si
disperde, una buona parte torna in patria mentre i rimanenti crociati si
affidano al comando di Federico di Svevia, figlio del Barbarossa, che li
conduce fino a San Giovanni d’Acri nell’ottobre dello stesso anno. Al
momento della morte del Barbarossa i re francese ed inglese non erano
ancora partiti a causa della lotta che li opponeva.Alla morte di Enrico
II succede Riccardo III detto Cuor di Leone alleato di Filippo Augusto
di Francia ed è possibile far partire la crociata. Il 4 luglio 1190
l’armata franco-angioina si unisce a Vèzelay e scende verso il
mediterraneo.In dicembre i due re si fermano a Messina e questo scalo
dura per sei mesi durante i quali si inaspriscono i rapporti tra i due
re.Infine le flotta francese lascia la Sicilia il 30 marzo 1191 e la
flotta inglese forte di nuovi contingenti militari leva le ancore il 16
aprile 1191. Giunto il 20 aprile in Terra Santa Filippo II Augusto si
trova di fronte ad una situazione paradossale: i latini che assediano
San Giovanni d’Acri sono a loro volta circondati dagli eserciti del
Saladino, fin dal 1189.Ormai solo Filippo Augusto può rompere
l’equilibrio e fare da arbitro tra gli antagonisti del partito del re di
Gerusalemme Guido di Lusignano e del liberatore di Tiro Corrado di
Monferrato.Per l’assenza di Riccardo Cuor di Leone è Filippo II a
prendere in mano le redini della crociata, mentre il re inglese è nel
frattempo sbarcato a Cipro (6 maggio) conquistandola dopo alcune
settimane. L’isola era di fatto indipendente dopo l’avvento della
dinastia degli Angeli nel 1185. Questo risultato è il più durevole della
crociata.Infatti, Cipro sarà una base per operazioni
d’approviggionamento per i Latini di Siria e anche un’eventuale
posizione di ripiegamento per questi e per i futuri crociati. Riccarco
III sbarca in Terra Santa il 9 giugno e porta un notevole contributo
militare agli assediati di San Giovanni d’Acri ma aggrava le divisioni
tra se stesso sostenitore di Lusignano e Filippo Augusto favorevole a
Corrado di Monferrato. L’assedio si conclude con la resa della città
dopo un accordo con Saladino (12 e 13 luglio) Viene quindi regolata a
posizione politica, con la riunione di un parlamento il 27 e 28 luglio
che decreta re Guido di Lusignano e suo successore Corrado di
Monferrato. Filippo Augusto lascia la sua armata e rientra in patria per
approfittare dell’assenza di Riccardo III. La direzione bellica delle
operazioni passa a questo “capo naturale di una crociata d’entusiasmo”.
La padronanza del mare consente ai crociati di occupare il litorale
sebbene Saladino abbia lasciato dietro di se solo terra desolata a causa
dell’incendio sistematico durante la ritirata. Questa tattica è molto
più efficace all’interno dove le esitazioni dei capi, la rivalità tra
Inghilterra e Francia e fra crociati e baroni di Siria e fra Lusignano e
Monferrato impediscono si effettuare con la necessaria energia
l’offensiva verso Gerusalemme. A due riprese nel dicembre 1191 e nel
giugno 1192 l’armata giunge a 20 chilometri dalla Città Santa.Qui a
causa della fretta di Riccardo di tornare in patria si ricorre a
trattative e si conclude una tregua di tre anni (2-3 luglio 1192) con
cui Saladino riconosce ai Latini il possesso di una fascia costiera che
va da Tiro a Giaffa con una parte dell’entroterra e consente ai
pellegrini il libero accesso ai Luoghi Santi. Il 9 ottobre 1192 i
crociati lasciano la Siria.Nonostante la crociata abbia salvato
l’oriente latino l’Europa è delusa dal fatto che l’accesso ai Luoghi
Santi sia dipendente dalla buona volontà musulmana e dal loro rispetto
alle convenzioni stipulate ed in ciò vi è la violazione del vero spirito
delle crociate il cui fine era sterminare gi infedeli e non creare una
coesistenza.Inoltre i regni in Terra Santa sono precari: l’antico regno
di Gerusalemme troppo continentale per essere difeso è diventato una
sorta di regno d’Acri, appoggiato e difeso dalla potenza militare ed
economica delle flotte occidentali soprattutto delle città marinare
italiane. Dopo il precipitoso ritorno dei crociati papa Celestino III
favorisce una nuova crociata progetto ripreso anche dal successore
Innocenzo III (8 gennaio 1198) con l’enciclica Post Miserabile
(15 agosto 1198).Egli estende la sua protezione sull’Oriente Latino ed
esercita sull’Impero Bizantino molto indebolito energiche pressioni per
ottenere la riunione della chiesa e si adopera per ristabilire in
occidente la pace turbata dalla lotta tra Filippo di Svevia e Ottone di
Brunswich e Riccardo a Filippo Augusto. Incarica molti predicatori di
cui il più famoso è il curato Foulque di Neuilly di ottenere adesioni e
arruolamenti per la nuova crociata. Ma ben presto l’organizzazione
sfugge ad Innocenzo III: il suo legato in Francia è tenuto all’oscuro di
un’importantissima decisione riguardo all’affidarsi a Venezia, l’unica
potenza marinara in grado di fornire un numero sufficiente di vascelli.
L’accordo concluso tra marzo ed aprile 1201 prevede la partenza per il
giugno 1202 e come ricompensa la Repubblica di Venezia avrebbe ottenuto
la metà dei territori conquistati più 8500 marchi d’argento. L’obiettivo
doveva essere l’Egitto centro della potenza musulmana e vulnerabile dal
mare ma Venezia si oppone perché ha notevoli scambi con l’antica terra
dei faraoni e si rivolge allora l’attenzione all’Impero Bizantino che
invece danneggiava i suoi commerci. Nel giugno 1202 nell’assemblea di
Saissons i crociati eleggono come loro generale Bonifacio di Monferrato
fratello di Corrado e cugino di Filippo di Svevia. Ai crociati si
aggiunge Alessio figlio dell’Imperatore detronizzato che promette in
cambio del trono l’unione delle chiese greca e latina.
Alla crociata si uniscono Baldovino IX di Fiandre e
Teobaldo di Champagne che promettono di aiutare il giovane Alessio
Angelo a riprendere il trono di suo padre Isacco, deposto ed accecato e
ora richiuso nelle segrete bizantine. Prima di partire però non si sono
racimolati tutti i denari per pagare Venezia nonostante i numerosi
capitali raccolti con le elemosine “in remissione peccatorum”. I
veneziani allora si accordano con i crociati per fermarsi durante il
tragitto ad occupare Zara conquistata dal re d’Ungheria. A capo della
spedizione si pose il vecchi Doge di Venezia Enrico Dandolo.Il Papa,
appresa la notizia che i crociati volevano combattere un re cristiano,
lancia la scomunica contro i Veneziani, che non se ne curano minimamente
e occupata Zara (1202) si dirigono Costantinopoli, in balia delle
opposte fazioni, governata dall’usurpatore Alessio III. Partiti da Corfù
il 24 maggio i crociati giungono velocemente a Costantinopoli,
tacitamente approvati dal papa Innocenzo III. Il 24 giugno i crociati
sono dinnanzi a Costantinopoli e il 4 luglio forzano il Corno d’Oro e
sbarcano nel porto. Un attacco vittorioso il 17 luglio provoca la
rivoluzione che ristabilisce sul trono Isacco II Angelo, che insicuro
del proprio potere ed impossibilitato nel pagare ai crociati i 200000
marchi d’argento promessi viene destituito in favore di Alessio V Dukas
(gennaio 1204). Il 12 aprile i crociati prendono d’assalto la città e la
espugnano il 9 maggio eleggendo imperatore Baldovino IX di Fiandra.Per
tre giorni la città è incendiata e saccheggiata e molti tesori e
reliquie sono portati in occidente (Cavalli di San Marco). In Oriente si
afferma il potere di Teodoro Lascaris, mentre in Occidente vengono
donati molti territori ai veneziani Enrico Dandolo doge di Venezia e
Marco Sanudo duca dell’arcipelago, compreso il regno di Tessalonica. A
Venezia viene pure affidato il patriarcato di Costantinopoli rendendo
così i Veneziani padroni della chiesa di Romania, inoltre la città
lagunare acquista il monopolio del commercio e nel territorio
conquistato si ritaglia uno straordinario impero marittimo costituito da
isole, porti, approdi scelti con molta sagacia, portando la potenza di
Venezia ad un livello sempre più alto, tanto da assicurarle il quasi
indiscusso dominio sul Mediterraneo Orientale. Con il fallimento della
IV crociata si dissipano le illusioni relative ad un dominio cristiano
sulla terra Santa.La creazione del regno latino di Costantinopoli
(1204-1261) non fa altro che disperdere le forze della cristianità, tese
a molteplici interessi e trascuranti la lotta agli infedeli. A ciò si
aggiungono le bramosie dei Baroni.L’unione della Chiesa d’Occidente con
quella d’Oriente non è altro che una facciata dietro la quale clero e
popolo orientali continuano ad opporsi all’autorità di Roma e gli stati
latini abbandonati a se stessi sono preda di interminabili lotte
intestine.In occidente l’ideale delle crociate, dopo tante illusioni, è
compromesso.Sopravvive però e può essere richiamato da un’autorità
superiore, il papa o l’imperatore. Nel 1213 Innocenzo III vista la
situazione in Oriente fa indire la predicazione di una nuova crociata
varata nelle sue linee essenziali nel concilio Laterano (1213).
Deliberata da papa Innocenzo III nel 1215 per riparare la
IV crociata, conclusasi con un nulla di fatto riguardo ai territori in
Terra Santa, nei due anni successivi è sollecitata da Onorio III, ma
trova scarsa eco in un’Europa squassata da rivolgimenti politici di
maggiore spessore. La realizzazione della crociata viene inizialmente
presa in consegna da Federico II, scomunicato successivamente dal Papa
per aver abbandonato il progetto, pertanto il Pontefice si rivolge ad
altri nobili che se ne facciano carico ma solamente Leopoldo VI duca
d’Austria e Andrea II re d’Ungheria assumono la responsabilità sulle
proprie spalle. I due condottieri in breve tempo radunano un esercito
pronto a seguirli in Terra Santa scelgono la via del mare dove sono
vittime di contrattempi che li costringono a due soste a Spalato per
riparare le navi danneggiatasi in una tempesta e a Durazzo per
rifornirsi di viveri. Finalmente pronti i crociati si dirigono verso la
Palestina e dopo mesi di infausta navigazione si fermano a Cipro per
organizzare l’esercito ed elaborare un piano contro i Musulmani. La
situazione non si presentava semplice: i pochi castelli rimasti in mano
ai crociati erano distanziati tra loro e non rendeva facile condurre
azioni belliche senza aver un luogo in cui rifugiarsi. Inoltre i regni
cristiani sono in perenne lotta tra loro invece dell’impero arabo che
appare solido e compatto e soprattutto pronto a rispondere alle
offensive crociate. I cristiani sbarcano in Siria e tra questa e la
Palestina si limitano ad azioni dimostrative con brevi attacchi agli
eserciti musulmani ma senza ingaggiare un vero e proprio combattimento.
Intanto vengono spediti in Europa ambasciatori per chiedere al Papa ed
ai nobili contingenti militari per ingaggiare una guerra. Dall’Europa
partono i rinforzi comandati dal legato pontificio Pelagio, vescovo di
Albano e da Giovanni di Brienne.Dopo una lunga navigazione raggiungono i
crociati a Tiro, ove questi ultimi si erano ritirati. Nel 1218
l’esercito crociato si dirige via mare alla volta dell’Egitto per
espugnare la città di Damietta. Raggiunta la costa la città è posta
sotto assedio dopo estenuanti sforzi è espugnata nel 1219. Il sultano
d’Egitto intimorito dall’impresa crociata cerca un accordo e convocati i
capi della spedizione propone loro di restituire l’antico regno di
Gerusalemme esclusa la zona della Transgiordania.Però i crociati in
disaccordo tra loro finiscono per rifiutare questa proposta causando
l’alleanza del sultano con gli emiri siriani realizzando una
controffensiva contro i crociati che vengono respinti prima nella città
di Damietta e poi per via degli scontri interni che non favoriscono
un’adeguata difesa della città e a causa di un’inondazione del Nilo sono
costretti a ritirarsi in Palestina e a rifugiarsi a San Giovanni d’Acri
nel 1221.
Federico II dopo non aver portato a termine
l’organizzazione delle crociate precedentemente promesse nel 1227
assicura al Pontefice si allestirne una nuova in breve tempo. Ma giunto
a metà dei preparativi inspiegabilmente lascia perdere nuovamente il
progetto e si rifiuta di partire per la Terra Santa e viene scomunicato
dal Papa. Quindi il sovrano tenta di far ritirare la scomunica
riprendendo la preparazione della spedizione in Palestina ma i messi di
Gregorio IX lo informano della volontà del Pontefice di non tornare sui
propri passi. Federico II continua invero l’allestimento della crociata
che da religiosa assume i connotati laici e politici e Federico II sogna
di realizzare la dominazione imperiale sull’Oriente ed espandere il
proprio dominio su queste zone ricche di vie commerciali, ed acquistare
quindi maggior potenza tornano in patria carico di onori e trionfi.
Pochi sono quello che lo seguono nel suo progetto, viene organizzato un
debole esercito male organizzato e composto di elementi scadenti.
Partito da Brindisi si ferma in Turchia a rifornirsi di viveri e naviga
quindi verso Cipro dove si trattiene due settimane per organizzare
l’esercito ma si rende ben presto conto dell’inevitabilità di una
sconfitta in uno scontro col nemico. Dopo aver ricevuto l’omaggio del re
di Cipro si dirige alla volta di San Giovanni d’Acri e intraprende
trattative col sultano Al-Kamil (11 febbraio 1229) dalle quali ottiene
la cessione della strada e delle vie che congiungono Betlemme, Nazareth,
Giaffa, Cesarea e Sidone.In cambio lascia ai musulmani la Moschea di
Gerusalemme e stipula una tregua di 10 anni. Dopo il matrimonio con
Jolanda di Brienne è proclamato re di Gerusalemme il 17 marzo 1229 e
torna in patria. Benché importanti i risultati ottenuti sono frutto di
uno spirito che non è quello ispiratore delle crociate, il realismo
politico ha preso il sopravvento sull’idealismo religioso. Gregorio IX
assolutamente insoddisfatto bandisce quindi una nuova crociata.
All’appello del Pontefice risponde solo Teobaldo di
Champagne che inizia ad organizzare il suo esercito nel 1238. La
preparazione è in sordina rispetto a tutti gli eventi che percorrono
l’Europa. Finita nel 1239 la tregua decennale stipulata da Federico II
Teobaldo si imbarca con l’esercito composto per lo più da vassalli del
territorio di Champagne a differenza degli eserciti precedenti
costituiti da soldati accorsi da tutta Europa. Giunge in Terra Santa nel
settembre del 1239 sbarcando a San Giovanni d’Acri e subito si appresta
ad organizzare le truppe per sferrare un attacco all’Egitto ma con
scarsi tentativi ed emblematico è che la VII crociata sia conosciuta
come “la crociata del disordine e della sventatezza” per via delle
improvvise e per nulla ponderate decisioni che caratterizzano la
strategia di guerra. La causa principale va ricercata nelle continue
discordie fra crociata e loro capi.Si decide infine di assalire la città
di Ascalona ma l’attacco non fu preparato in tutti i suoi minuziosi
particolari e l’esercito egiziano riesce a fermare i crociati
intervenendo a Gaza luogo di una terribile battaglia vinta dagli
Egiziani (1239). Teobaldo giunge quindi ad un accordo col sultano
Al-Salih Ismail che garantisce ai crociati il controllo della Galilea.
(1240) I continui dissidi interni contribuiscono al ritorno in patria di
quasi tutti i crociati lasciando i territori indifesi in balia dei
Turchi. Nel 1244 Gerusalemme è occupata dai Turcomanni Kharizmiani
mentre i crociati sono nuovamente sconfitti a Gaza cedendo il controllo
dei territori latini al sultano d’Egitto. In Europa i gravissimi
avvenimenti accaduti in Terra Santa non trovano eco a causa della lotta
per le investiture che vedeva frapposti l’imperatore Federico II e papa
Innocenzo IV che non indisse una nuova crociata.
Un solo uomo rispose all’appello del Papa il re francese
Luigi IX che riunisce il suo esercito a Nantes e si dirige alla volta
del porto di Aigues Mortes con i suoi baroni e soldati provenenti tutti
dalle vicinanze di Parigi perché la notizia della crociata non era ben
accolta nel territori più periferici dove tutti erano più propensi a
badare ai propri territori che non imbarcarsi per luoghi lontani senza
una prospettiva tangibile. L‘esercito composto di 20000 uomini si dirige
inizialmente verso la Palestina ma successivamente la rotta viene
modificata verso l’Egitto per sconfiggere il sultano
Al-Salih-Ayub.Sbarcati a Damietta presso le foci del Nilo i crociati
riconquistano la città e elaborano piani per sconfiggere l’Egitto centro
dell’impero arabo. In seguito ai dissapori tra nobili ed ai contrastanti
consigli forniti il re prende una decisione avventata: fa marciare
l’esercito verso Il Cairo.Scoperti dagli Egiziani si perviene ad un
violento combattimento a Mansurah (1250). L’esercito crociato è
sconfitto e lo stesso re con i sopravvissuti è catturato in una
successiva imboscata. Il re e i baroni riacquistano la libertà solo in
seguito al pagamento di un riscatto di un milione di bisanti d’oro e con
la restituzione di Damietta (1250). Luigi IX si trasferisce in Siria
fermandosi quattro anni per ristabilire un’adeguata difesa delle città
crociate e dopo la fortificazione di San Giovanni d’Acri torna in patria
(1254). Ma la situazione in Terra santa non è per nulla migliorata e
permangono gli scontri tra i regni latini avvantaggiando il sultano
d’Egitto Baibars che conquista facilmente gli ultimi possedimenti
costieri.Solo poche città costiere riescono mantenere la propria
indipendenza, abbandonate al proprio destino dall’Europa.
Dopo la conquista dei regni latini da parte del
sultano Baibars anche Antiochia presa d’assedio cade nelle mani arabe.
Luigi IX raduna nuovamente l’esercito e si dirige una seconda volta ad
Aigues Mortes dove si imbarca (luglio 1270) per l’Egitto. Nel corso
della navigazione probabilmente su consiglio del fratello Carlo D’Angiò,
cambia rotta e si dirige verso la Tunisia, Sbarcato a Tunisi spera di
convertirne la popolazione ed avere così un base contro l’Egitto. Sbarca
quindi a Cartagine ma muore poco dopo a causa della peste che infuria
nell’esercito (agosto 1270). I superstiti imbarcatisi per la Francia
fanno ritorno in patria. Lasciati in balia di se stessi tutti i
territori crociati cadono conquistati dal sultano Baibars e dal suo
successore Kelaun. L’estrema resistenza si ha a San Giovanni d’Acri ma
il 18 maggio 1291 la città capitola e le città crociate in Siria sono
abbandonate.Nel 1303 è conquistato anche l’ultimo territorio crociato
difeso dai Templari, l’isolotto di Ruad presso Tortosa.
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