Prima Coalizione
VALMY 20 IX 1792 Francesi Prussiani
Il generale Charles François Dumouriez e François Christophe Kellerman
dispongono di 36.000 uomini, schierati sulle alture presso il villaggio
di Valmy.
All’ala destra, sullo sperone roccioso del monte Yvron (nord), è
schierata l’avanguardia di Dumouriez guidata da Stengel.
Al centro, sopra e dietro l’altura del mulino di Valmy, è schierato il
grosso di Kellerman.
All’ala sinistra, sull’altura dell’albergo de "La Lune" (sud), alla
biforcazione delle strade per Châlon e Suippes, è schierata
l’avanguardia di Kellerman guidata da Valence.
Di riserva, su un’altura centrale davanti Sainte Menehould, è schierato
il grosso di Dumouriez.
Doumouriez (è già La fayette nel 1791) usa disporre due battaglioni di
volontari o di guardia nazionale a fianco di ogni battaglione
mobilitato.
Alla falsa notizia di una ritirata francese, Federico Gugliemo re di
Prussia ordina l’attacco delle posizioni avversarie a Carlo Guglielmo
duca di Brunswick, che dispone di 34.000 prussiani ed austriaci.
L’avanguardia prussiana, guidata da Hohenholhe-Ingelfingen, sfila da
nord a sud davanti le posizioni francesi, colpita dall’artiglieria
francese dell’Yvron che lo costringe ad allontanarsi e mette in fuga
alcuni squadroni. Hohenholhe-Ingelfingen risponde piazzando 6 batterie e
sloggia i francesi dall’Yvron, costringendo anche Kellerman ad assumere
uno schieramento più arretrato tra il mulino di Valmy (sinistra) ed
Orbeval (destra).
Dumouriez rinforza lo schieramento con 7.000 uomini guidati dal generale
Duval a Les Islettes e 12 battaglioni guidati da Veneur a la Chalade ed
a Vienne-le Chateau.
8:30 - I prussiani attaccano l’albergo de "La Lune" che resiste.
Frattanto l’altra ala francese è rinforzata con 16 battaglioni guidati
da Beurnoville. Solo 12 battaglioni sono rimasti di riserva dietro
Kellerman.
11:00 - Kellerman fallisce un contrattacco, portato con forze
insufficienti.
12:00 - L’armata austro-prussiana si schiera nella pianura.
13:00 - Le fanterie prussiane muovono all’attacco in perfetta
formazione, appoggiati sulla sinistra da una batteria di 54 pezzi. I
francesi rispondono al fuoco con l’artiglieria.
Tre colonne d’attacco prussiane muovono tra Valmy e Orbeval. I francesi
cessano il fuoco di contro-batteria e concentrano il tiro sulle colonne,
formano a loro volta tre colonne preparandosi al contrattacco al grido
“Vive la Nation” ed intonando il “Ça Ira”.
Quando i prussiani sono a 600 metri dalle posizioni francesi il re di
Prussia autorizza Brunswick ad interrompere l’attacco, decisione dovuta
alle malattie che hanno colpito l’esercito ed alla determinazione
dimostrata dai francesi nell’accettare pericolosamente battaglia a
fronte invertito. Anche i francesi rinunciano all’attacco.
Lo scontro prosegue con lo scambio di cannonate.
16:00 - Brunswick ordina di rompere il contatto.
18:00 - Cessano le cannonate.
Le perdite ammontano a 2-300 uomini per parte. Nella notte i francesi
ripiegano ed il giorno seguente i prussiani occupano il campo di
battaglia e si proclamano vincitori.
Brunswick, che dispone di solo 17.000 uomini validi, ottiene un
armistizio (22-29 IX) che gli consente di ritirarsi oltre confine nel
Palatinato. La vittoria ha un grande effetto morale in Francia.
JEMAPPES 6 XI 1792 Francesi vs Austriaci
Gli austriaci sono guidati da Francesco conte di Clerfayt (veterano
della guerra dei Sette Anni), ammontano a 13.000 uomini con 50 cannoni,
schierati in linee sottili su terreno favorevole rafforzato da opere
campali.
Dumouriez dispone di 40.000 uomini e 100 cannoni. L’attacco è preceduto
da tiragliatori avanzati disposti su linee rade ed è effettuato
frontalmente in colonna, che si dimostra superiore alle linee sottili
austriaci. Dopo dura lotta i francesi riportano la vittoria ma non
inseguono. Nello scontro si distingue il generale Auguste Henry Marie
marchese di Dampierre.
Entro la fine dell’anno il Belgio è interamente occupato dai francesi.
NEERWINDEN 18 III 1793 Austriaci Francesi
WATTIGNIES 15-16 XI 1793 Francesi Austriaci
Jourdan e Carnot e 50.000 uomini da Guise attacca le forte posizioni del
corpo di Clerfayt, che copre l’assedio di Mauberge da parte di Coburgo
con 80.000 uomini.
I battaglioni francesi sono schierati in dense catene di tiratori
seguiti da battaglioni in doppia colonna (le compagnie sono disposte su
tre righe e formano due colonne di quattro compagnie, le due colonne
sono affiancate in testa da mezza compagnia di granatieri su ogni lato).
Il primo giorno (14 X) l’attacco inizia alle ali e si estende anche al
centro ma è respinto. Il giorno seguente (15 X) i francesi ammassano le
forze sulla destra e vincono, riuscendo ad entrare a Mauberge liberata
(16 X). Nella battaglia si distingue il generale Duquesnoy.
Coburgo raccoglie le proprie forze e rimane sulla difensiva ma poiché il
Belgio non è stato liberato il Comitato di Salute Pubblica sostituisce
Jourdan.
TOURCOING 17-18 V 1794 Francesi Anglo-Austriaci
TOURNAI 22 V 1794 Austro-Olandesi Francesi
FLEURUS 26 VI 1794 Francesi Anglo-Austriaci
Jourdan forza la Sambre (12 VI) ed investe Charleroi assumendo uno
schieramento sottile ed uniforme su un arco di 24 chilometri.
All’avvicinarsi degli avversari vuole attaccarli (16 VI) ma è prevenuto
da Orange e respinto oltre la Sambre e per ripassarla sono necessari sei
attacchi (18 VI).
Charleroi è nuovamente bloccata e sono erette fortificazioni campali.
L’ala sinistra è tra la Sambre, monte Charleroi e la chaussèe
Charleroi-Bruxelles.
Al centro sono schierate 4 divisioni lungo i 12 chilometri tra la
chaussèe e la Sambre a valle di Charleroi, con alle spalle la divisione
di cavalleria come riserva.
All’ala destra, dietro il Pièton, sono schierate 2 divisioni ed una
brigata tolta alle divisioni che sorvegliano Meuberge.
Di riserva in posizione centrale si trova la divisione Kléber.
La città si arrende (25 VI) ed il giorno seguente Coburgo con 100.000
uomini attacca le posizioni francesi, uniformemente su tutta la linea ed
è respinto. I coalizzati sono sorpresi dall’accanita resistenza francese
e dalla manovra delle riserve. Le divisioni vittoriose sono inquadrate
nella gloriosa “Armata della Sambre e della Mosa”.
Coburgo è costretto effettuare una ritirata generale su Bruxelles e
oltre la Mosa.
MONTENOTTE 12 IV 1796 Francesi (N) Austriaci
Argenteau avanza per Sassello, Giovo, Stella (11 IV) ed è fermato da una
brigata provvisoria di Massena (2.000 uomini) mentre invia altre due
colonne da Spigno verso Montenotte e per Valla verso Collina del Dego.
Per tutta la giornata Rampon con una brigata resiste al monte Negino
agli attacchi di 20-22.000 austriaci.
La notte ed il giorno seguente i francesi contrattaccano :
Massena attacca frontalmente da Negino a Montenotte, inviando una
colonna avvolgente a sinistra per monte Barbacone, Altare ed a est di
Carcare.
La brigata Dommartin da San Giacomo raggiunge la notte Montefreddo ed
all’alba si unisce alla colonna di sinistra.
Augererau raggiunge Mallare (ore 23:00) e all’alba muove per Carcare e
Cairo (contro gli austriaci sono quindi concentrati 22.000 uomini).
Sérurier da monte Sotta e monte Spinarda per Bardineto ed il Melogno
impegna i piemontesi.
La divisione di cavalleria rimane a Savona, tranne alcuni squadroni
distaccati con Argerau.
La riserva consiste in due brigate del Massena.
Argenteau nel pomeriggio è duramente battuto e fugge in disordine lungo
val d’Erro.
Millesimo, 13-14 IV 1796
Augereau più la brigata guidata da Barthelemy Joubert (divisione
Meynier) e la brigata Menard (divisione Laharpe) marcia all’alba del 13
su Millesimo ma è fermato a ovest di Carcare dal Corpo Ausiliario
(Provera) e da qualche reparto piemontese (meno di un migliaio di
uomini) appoggiati ai ruderi del castello di Cosseria. Nella difesa si
distingue un battaglione di granatieri piemontesi guidato dal marchese
del Carretto (celebrati da Carducci nella “Bicocca di San Giacomo”).
Napoleone raggiunge Augereau ed ordina all’artiglieria di battere il
castello, intima la resa a Provera e lancia due attacchi (ore 11:00 ed
ore 16:00), sanguinosamente respinti (tra i caduti ci sono tre
generali).
La brigata Menard effettua un largo giro ed occupa Millesimo mentre
verso Roccavignale giungono alcuni battaglioni piemontesi.
Massena con la brigata Cervoni e 2.000 uomini racimolati della divisione
Laharpe insegue gli austriaci lungo la Bormida ma trova 4 battaglioni
piemontesi (distaccati con Beaulieu ad inizio dell’offensiva) ed i
reparti austriaci sfuggiti da Montenotte, è quindi costretto a ripiegare
su Cairo.
DEGO 14 IV 1796 Francesi (N) Austro-Piemontesi
Il presidio di Cosseria è costretto ad arrendersi per mancanza di
cartucce, viveri ed acqua (ore 8:00).
Ceva è debolmente impegnato da Augereau, da Sérurier (per Nucetto e
Battifollo) e dalla brigata Rusca (dal colle di San Giovanni). Gli
austro-sardi sono attaccati da 2 brigate inviate da Augereau per la
destra, da Massena frontalmente e dalla divisione Laharpe per la
sinistra. Le tre colonne convergono su Dego ed annientano quasi
completamente gli avversari, poi a causa della mancanza di viveri da 2
giorni, saccheggiano Dego.
Ignari della sconfitta, 6 battaglioni austriaci giungono a Dego.
Beaulieu prima dell’alba del 15 attacca di sorpresa la divisione Messena
e la ricaccia su Cairo, dove si trova la divisione Laharpe. Solo nel
tardo pomeriggio le due divisioni respingono gli austriaci verso Spigno.
La brigata Rusca avanza su Priero e la divisione Sérurier su Malpotremo,
senza incontrare i piemontesi in ritirata.
I dispacci di Napoleone parlano di 2.000-2.500 caduti austriaci, 7-9.000
prigionieri (20-30 ufficiali) e segnalano la bravura di Joubert,
Massena, Augereau, Menard, Laharpe e Lannes.
CEVA 16-17 IV 1796 Francesi Austro-Piemontesi
La divisione Laharpe avanza per Mioglia e Sassello, lasciando una
brigata di riserva a Montenotte mentre una brigata torna a Carcare per
fronteggiare eventuali offensive di Sebottendorf.
Augereau attacca da oriente il campo trincerato di Ceva, sulla dorsale
destra della val Bovina-Pedaggera e riesce ad avanzare sulla sinistra
verso Mondoni.
A destra la brigata Joubert attacca Pedaggera ma è attaccata sul fianco
da un reggimento piemontese da Mombarcaro ed è messa in rotta,
costringendo Augereau a ripiegare.
Beaulieu tuttavia raduna gli austriaci ad Acqui, dove richiama anche
Sebotendorf. Anche Ceva viene evacuata ed è occupata dai francesi il
giorno seguente (17 IV).
MONDOVÌ 21 IV 1796 Francesi (N) Austriaci
Dopo una giornata di riposo (18 IV) i francesi riprendono gli attacchi.
Colli con 9.000 uomini ha ripiegato in forte posizione tra i fiumi
Tanaro (verso Cherasco) e Corsaglia (da Torre, per Ponte San Michele a
Bicocca), ma la zona risulta troppo vasta.
Augereau muove da Castellino a Niella ma trova il Tanaro gonfio e non
può varcarlo. Sérurier prende il villaggio ed il ponte di San Michele ma
è messo in rotta da un contrattacco piemontese. Nonostante ciò Colli
prosegue la ritirata e ripiega oltre l’Ellero.
Augereau effettua alcuni attacchi dimostrativi sul Tanaro mentre Massena
e Meynier passano il Corsaglia a Lesegno ed a San Michele. Sérurier lo
passa più a monte, a Torre, per avvolgere la destra avversaria.
Le retroguardia austriache sono raggiunte presso Mondovì, sulle alture
di Bricchetto ed in disordine sull’Ellero.
Stengel attacca con la cavalleria ma subisce la carica di due squadroni
del reggimento Dragoni del Re, sostenuti da due battaglioni di fanteria
leggera sul fianco sinistro ed è travolto. Stengel è ferito gravemente e
muore pochi giorni dopo.
I francesi si impossessano dei preziosi magazzini di Mondovì, nei giorni
successivi inseguono i piemontesi e travolgono gli ultimi tentativi di
resistenza.
LODI 19 V 1796 Francesi (N) Austriaci
Gli austriaci guidati da Beaulieu ripiegano oltre l’Adda.
03:00 – Napoleone guida l’avanguardia francese verso Lodi ricacciando un
reparto austriaco da Zorlesco.
11:00 – L’avanguardia francese raggiunge e prende Lodi respingendo dal
villaggio qualche centinaio di austriaci.
La cittadina domina la riva sinistra, dove sono schierati 10-12.000
austriaci e napoletani :
3-4 battaglioni si trovano a 100-150 metri dalla riva con una batteria
di 14 pezzi che batte il ponte sull’Adda (lungo 200 metri e largo 5).
Numerosa altra fanteria si trova 500 metri indietro, seguita da tre
nuclei di cavalleria, compresi 13 squadroni napoletani guidati dal
principè di Cutò (2.400 uomini).
Napoleone mette in batteria 30 pezzi ed inizia un duello d’artiglierie.
La fanteria austriaca arretra e si appiattisce dietro una leggera
ondulazione, lasciano la fanteria leggera sparsa presso i pezzi.
18:00 – Una colonna di 3.000 granatieri in fila per 6 si lancia verso il
ponte. Il battaglione di testa, giunto a metà del ponte, salda oltre il
parapetto, percorre l’acqua bassa ed il greto giungendo sull’altra riva.
Il grosso procede protetto dal fuoco dei primi e cattura le artiglierie
austriache.
La prima linea austriaca ripiega rapidamente. Altre fanterie francesi
passano il ponte, si schierano e respingono il contrattacco degli
austriaci e dei napoletani.
La cavalleria francese, che ha frattanto guadato a nord di Lodi, scende
lungo la strada di Spino.
Gli austriaci ripiegano su Crema protetti dalla cavalleria napoletana,
poi si ritirano oltre il Mincio lasciano un piccolo presidio nel
castello Sforzesco di Milano.
Napoleone entra a Milano (15 V), impone un ingente contributo di guerra
e numerose requisizioni (anche di opere d’arte), e procede
nell’inseguimento (22 V).
BORGHETTO 30 V 1796 Francesi Austriaci
LONATO 3 VIII 1796 Francesi Austriaci
Al centro l’avanguardia di Massena entra a Lonato dove viene sorpresa e
distrutta dall’avanguardia di Quasdanovic, guidata dal generele Ocksay.
Gli austriaci catturano il generale Digeon e 3 pezzi leggeri.
Ocksay si schiera a sud-ovest dell’abitato su una sola linea. Massena
lancia le mezze-brigate 18a e 32a (una mezza brigata corrisponde ad un
reggimento) in linea di colonna (battaglioni affiancati, con le
compagnie in colonna, tutti i tiragliatori in testa ed i granatieri in
coda) che sfondano il cento austriaco. La cavalleria francese avvolge
gli avversari costretti a ripiegare incalzati verso Salò. Il 15°
reggimento dragoni carica gli ulani austriaci e recupera i pezzi. Jounot
con la compagnia guide della guardia (ussari e cavalleggeri) avvolge
alcuni squadroni del reggimento ulani del colonnello Bender rimasti in
retroguardia ma è ferito. Napoleone entra a Lonato con 1.200 uomini.
Frattanto all’ala sinistra Guieu e Despinoy attaccano Quasdanovic a
Gavardo ma sono respinti. Guieu viene incalzato fino a Salò ma a sera
gli austriaci ripiegano oltre Nozza.
All’ala destra Augereau prende Castiglione e lo difende dagli attacchi
delle forze superiori austriache guidate da Liptay che dopo duri
combattimenti è costretto a ripiegare.
Gli austriaci, secondo Napoleone, lasciano 2-3.000 tra caduti e feriti,
4.000 prigionieri (3 generali) e 20 cannoni.
La divisione austriaca respinta da Lonato trova in mano francese le vie
di ritirata per Salò e per Gavardo, raggiunge ponte San Marco (verso
Brescia) ma è costretta ad arrendersi (sono catturati 4.000 fanti, 50
cavalieri e 2 artiglierie).
Napoleone lascia una brigata della divisione Sauret a controllare
Quasdanovic (4 VIII) che si ritira per la Val Stabbia verso il Trentino.
Il grosso dell'Armata d'Italia, per un totale di 30-34.000 uomini,
converge contro Wurmser.
CASTIGLIONE 5 VIII 1796 Francesi (N) Austriaci
Wurmser ha lasciato forti distaccamenti a Verona, Mantova, presso
Pesciera e quindi dispone di 20-24-25.000 uomini.
Avuta notizia delle sconfitta di Quasdanovic, si limita a porsi in
difesa a Solferino per permettere a Mantova di ripristinare le difese.
Sérurier muove da Marcaria verso Cavriana e Guidizzolo (a sinistra di
Wurmser) e Napoleone con le altre divisioni è tra Lonato e Castiglione.
Gli Austriaci sono schierati fronte a Castiglione, con l’ala destra
davanti Solferino e quella sinistra appoggiata al Monte Medolano, dove
hanno costruito una ridotta. L’artiglieria è per lo più disposta nella
pianura lungo il fronte.
Napoleone, alla sua prima grande battaglia campale, fa eseguire una
manovra a tenaglia:
Massena avanza a destra delle strada Castiglione-Solferino, con Augereau
alla sua sinistra. Devono impegnare il centro.
Kilmaine (cavalleria) avanza in appoggio a destra di Augereau, in
posizione un po’ arretrata.
La divisione Sérurier (guidata dal generale Fiorella) è attesa contro la
sinistra e le spalle del Wurmser, su Guidizzolo e Cavriana.
Despinoy è atteso da Brescia contro la destra del Wurmser.
Massena ed Augereau impegnano debolmente gli austriaci che tentano un
aggiramento dell’ala sinistra francese, cercando il collegamento con la
colonna Quasdanovic (che invece è in piena ritirata).
All’arrivo della divisione Sérurier, gli Austriaci spostano parte della
loro secondo linea dell'ala sinistra tra Cassiano e Cavriana per
fronteggiare questa nuova minaccia. Napoleone sente il cannone in
direzione di Guidizzolo, capisce che è arrivata la divisione Sérurier,
ordina il contrattacco frontale, lancia contro una ridotta in pianura il
generale Verdière e contro il Medolano 3 battaglioni di granatieri
appoggiati da 3 battaglioni di cacciatori a cavallo guidati dal generale
Beaumont e da una batteria di 20 pezzi leggeri agli ordini del
comandante d’artiglieria Auguste Frédéric Louis de Marmont (poi
maresciallo), che colpisce d’infilata gli Austriaci.
Cade la posizione del Monte Medolano, Massena attacca l’ala destra
austriaca, Leclerc con la 5a mezza-brigata soccorre la 4a, ed Augereau
sfonda il centro austriaco, che si appoggia alla torre di Solferino,
guadagnandosi così il titolo di duca di Castiglione.
Wurmser è costretto a ripiegare la sua ala sinistra e contro la destra
giunge la divisione Despinoy.
Gli Austriaci ripiegano su Valeggio, Rovebella e Peschiera lasciando
2.000 tra caduti e feriti, un migliaio di prigionieri e 18-20 cannoni.
La vittoria è costata a Napoleone poco più di 1.000 uomini (ma dalla
fine di luglio ne ha persi 6.000, più tutto il parco d’assedio e
numeroso altro materiale).
Nei giorni seguenti Massena incalza d'appresso Wurmser fino Rivoli (17
VIII), costringendolo a tornare in Tirolo.
La manovra è chiamata “La Guerra dei Cinque Giorni” (perché decisa dai
combattimenti a Desenzano, due a Salò, Lonato e Castiglione).
Il cardinale Mattei arcivescovo di Ferrara, che ha esortato i suoi
fedeli ad unirsi agli austriaci contro o francesi, è rinchiuso per tre
mesi.
ROVEREDO 4 IX 1796 Francesi Austriaci
BASSANO 8 IX 1796 Francesi (N) Austriaci
CALDIERO (Ia) 12 XI 1796 Francesi (N) Austriaci
ARCOLE 15-17 XI 1796 Francesi (N) Austriaci
Augereau, seguito da Massena, passa il ponte gettato a Ronco (15 XI) e
marcia a nord verso Villanova per l’unica strada su una diga, che sbocca
su un ponticello sull’inguadabile Alpone presso Arcole. I francesi
giunti presso il ponte sono investiti dal fuoco degli austriaci che
coronano la riva sinistra dell’Alpone. Gli ufficiali ed i generali si
gettano in avanti verso il ponte ma non riescono a trascinare con sé le
truppe. Lo stesso Bonaparte afferra una bandiera e si lancia all’attacco
con i granatieri del generale Belliar ma è travolto da un contrattacco
nemico, cade nella palude ed è salvato dai soldati.
Il contrattacco austriaco è respinto ma i francesi non riescono ad
avanzare e si mantengono fuori tiro.
Alcuni battaglioni sono stati inviati a sud di Ronco per traghettare
l’Alpone ma sono richiamati perché la manovra richiederebbe troppo
tempo.
Massena frattanto avanza per Biape di Porcile ed occupa Belfiore
respingendo notevoli forze austriache.
Allo scontro partecipa anche la Legione Lombarda, al suo battesimo di
fuoco.
Nel pomeriggio Napoleone sale sul campanile di Ronco ed avvista forti
colonne austriache in marcia da Caldiero verso Belfiore, quindi ordina
di ripiegare sulla destra dell’Adige. Gli austriaci hanno 4.000 caduti e
5.000 feriti.
Il giorno seguente (16 XI) Augereau e Massena ripassano sulla sinistra
dell’Adige, premono contro Arcole e Caldiero.
Il presidio di Legnano risale l’Adige e l’Alpone lungo la sinistra verso
Arcole, gettando fascine alla foce dell’Alpone per stabilire un
collegamento con il grosso dei francesi, ma il tentativo fallisce.
La sera le truppe tornano nuovamente sulla destra dell’Adige con alcuni
prigionieri, bandiere e cannoni austriaci presi presso Belfiore. Lo
scontro ha indotto Alvinczy ad interrompere il movimento su Verona per
concentrare le forze a sud contro Napoleone.
Il terzo giorno (17 XI) Massena riprende gli attacchi a Caldiero ed
Arcole. Augereau passa l’Adige a Ronco dopo Massena ma invece che
seguirlo passa l’Alpone su un ponte di cavalletti protetto da un
distaccamento che ha traghettato ad Albaredo, quindi risale verso
Arcole.
Alvinczy lancia le sue truppe all’attacco: 3.000 austriaci da Arcole
avanzano verso Ronco ma presso Chiavica di Zerpa sono attaccati sul
fianco destro dai francesi e colpiti sull’altro fianco da un reparto
appostato in un boschetto presso il ponte di cavalletti. Augereau
minaccia San Bonifacio ed a sera gli austriaci, che hanno subito alcuni
smacchi locali, ripiegano decimati e demoralizzati lasciando 6.000 tra
caduti e feriti, 5.000 prigionieri e 30 cannoni. La notte la ritirata
prosegue su Vicenza, poi sul Brenta.
Nel frattempo Dawidowich ha respinto Vaubois dalla corona di Rivoli, poi
a Castelnuovo dietro il Mincio (oltre Peschiera), ma saputo della
sconfitta di Arcole ripiega a Rivoli (19 XI), poi ad Ala e Riva (20 XI).
Wurmser tenta una sortita da Mantova ma è respinto (23 XI).
RIVOLI 14 I 1797 Francesi (N) Austriaci
Sulla carta risultano 18.000 francesi contro 27.000 austriaci, questi
sono scarsi di cavalleria e di artiglieria.
Napoleone giunge la notte sul 14 e scopre che Joubert è stato ricacciato
tra il monte Tombasore ed il dosso San Marco, che sono in mano
austriaca.
Alvinczy, con la cavalleria e l’artiglieria, è in fondo a val d’Adige
sopra Dolcè (9.000 uomini con 22 cannoni) con alcune grosse colonne
scese dal monte Baldo nella valle del Tasso presso Caprino (12.000
uomini).
Un reggimento della divisione Joubert con forti trinceramenti blocca il
vallone di Canale, collegamento tra la val d’Adige e la valle del Tasso.
Il resto della divisione (10.000 uomini e 14 cannoni) sono inviati a
rioccupare monte San Marco ed il Trombasore (ore 4:00), garantendo le
ali della valle del Tasso e separando completamente i due tronconi
dell’esercito austriaco.
A giorno fatto gli austriaci attaccano i francesi su tutta la linea:
Joubert è respinto, una brigata all’ala sinistra è sbaragliata e messa
in fuga abbandonando il Trombasore.
All’altra ala gli austriaci prendono il colle San Marco.
La pressione austriaca nel Vallone, grazie all’appoggio
dell’artiglieria, costringe i francesi a ripiegare.
Solo il centro francese nella valle del Tasso resiste.
Sul campo giunge l’artiglieria della divisione Massena seguita dalla
fanteria (8.000 uomini) che Napoleone invia a riprendere il Trombasore.
Gli austriaci dal Vallone sboccano sul pianoro ma sono accolti dal tiro
concentrato di una quindicina di pezzi d’artiglieria, caricati da
Joubert, Berthler (al centro), dalla cavalleria di Leclerc e Lasalle, e
ributtati con l’artiglieria in fondo al canale.
I francesi riprendono il colle San Marco ed attaccano frontalmente e sul
fianco sinistro la colonna austriaca che scende per val Tasso con pochi
pezzi d’artiglieria da montagna. La colonna austriaca è respinta.
I francesi esultano per la vittoria (ore 14:00) ma sulle alture di Affi
alle loro spalle compare la colonna Lusignan (4.500 uomini), sorvegliata
da 2 battaglioni francesi (ha effettuato un largo ma lento giro per la
sinistra francese). Napoleone esclama “Soldati ! ecco là dei prigionieri
per voi”. Infatti mentre Massena attacca frontalmente gli austriaci,
alle loro spalle giunge Rey e dopo breve lotta si arrendono quasi tutti.
Il giorno seguente prima dell’alba Jounert e Rey (prima dell’alba del 15
I) avanzano contro i fianchi austriaci mentre Murat da Torri del Benaco
muove per San Zeno di Montagna, lungo le falde della Punta di Noale e li
precede a Ferrara di Monte Baldo. Alvinczy sfugge per un pelo alle
maglie francesi ma lascia altri 7.000 prigionieri ed è incalzato fino
oltre Trento.
Seconda Coalizione
PIRAMIDI 21 VII 1798 Francesi (N) Mamelucchi
La Spedizione in Egitto.
Il Direttorio, il ministro degli esteri Talleyrand ed il generale
Napoleone Bonaparte, reduce dalla gloriosa campagna d’Italia, concordano
riguardo l’opportunità di intraprendere una campagna in Egitto, per
colpire il commercio inglese (ed emulare Alessandro “Magno”).
La spedizione è accuratamente preparata:
è istituita l’Armata d’Inghilterra per far credere che la spedizione sia
rivolta contro gli inglesi, affinché sguarniscano il Mediterraneo (in
effetti all’ammiraglio Nelson rimangono 3 vascelli, 4 fregate ed 1
corvetta).
L’ammiraglio francese Brueys dispone di 280 bastimenti da trasporto (per
un totale di 48.000 tonnellate) scortate da 13 vascelli, 9 fregate ed 11
corvette.
In Provenza sono preparate 6 divisioni di fanteria (su 3 reggimenti)
pari a 40.000 uomini, in gran parte veterani della campagna d’Italia.
Alla spedizione sono aggregati un centinaio tra orientalisti,
archeologi, naturalisti, chimici, matematici, ingegneri, lettati e
musici, che ne sottolineano l’intento “coloniale”.
La flotta parte da Tolone (19 V 1798), tocca Ajaccio, Genova,
Civitavecchia, Malta (10 VI, la popolazione massacra i Cavalieri di
Malta), Candia (25 VI) e giunge ad Alessandria d’Egitto (1 VII 1798).
Nelson ha ricevuto altri 11 vascelli, ha preceduto di due giorni la
flotta francese ad Alessandria (a causa della deviazione per Candia) e
non trovandola è andato a cercarla ad Alessandretta (in Siria).
L’esercito mamelucco ammonta a 5-10.000 cavalieri al seguito di 25
grandi bey e numerosi bey minori discordi tra loro, ed a 20.000 fanti
costituiti da servi privi di valore militare. L’artiglieria è numerosa
ma manca la capacità di utilizzarla efficacemente.
I francesi risalgono il Nilo (7 VII) con una dura marcia per Damanhur ed
el-Ramanieh, mentre una divisione avanza su Rosetta.
Shubra Khit, 13 VII 1798
Presso Shubra Khit ha luogo il primo scontro importante.
Le divisioni francesi assumono schieramento a rettangolo:
un intero reggimento su 6 righe su ciascuno dei due lati lunghi,
il terzo reggimento chiude i due lati brevi, sempre su 6 righe,
i cannoni occupano gli angoli,
all’interno trovano posto la cavalleria, lo stato maggiore, ed i
carriaggi.
Contro i rettangoli, affiancati per fornirsi appoggio reciproco,
stormeggia la cavalleria mamelucca che prova poi ad infiltrarsi ma è
respinta dall’intenso fuoco francese.
Nel combattimento si distinguono il comandante di divisione Pérée, il
matematico Gaspard Monge e Berthelot.
Embabeh, 21 VII 1798
Sulla riva sinistra del Nilo, in faccia a Boulaq, ha luogo lo scontro
passato alla storia come “Battaglia delle Piramidi”.
All’alba i francesi assumono il collaudato schieramento a rettangoli,
però questa volta invece di restare fermi avanzano.
Dopo aver sgombrato le avanguardie nemiche da alcuni villaggi, i
francesi giungono davanti ai trinceramenti nemici (ore 12:00).
Le divisioni Desaix e Reyneier sono inviate ad avvolgere le posizioni
nemiche da destra, per tagliare la ritirata verso l’Alto Egitto. Murad
Bey invia a bloccarle un forte nucleo di cavalleria che giunto a 50
passi è accolto dall’intenso fuoco di moschetteria e d’artiglieria a
mitraglia, lasciando numerosi caduti. La cavalleria mamelucca penetra
nel corridoio tra le due divisioni in quadrato e subisce il tiro
incrociato francese.
Napoleone invia la divisione Bon all’attacco frontale contro le
posizioni avversarie e la divisione Menou (guidata dal generale Vial) a
tagliare la strada tra la cavalleria ed i trinceramenti, impegnando nel
contempo il lato sinistro del campo mamelucco.
Le divisioni Bon e Vial respingono i cavalieri nemici e, giunte presso i
trinceramenti, al momento opportuno riducono le file dei quadrati da 6 a
3 distaccando ciascuno due battaglioni per l’attacco.
Il generale Rampon guida i due battaglioni della divisione Bon sotto il
fuoco dell’artiglieria mamelucca e prima di raggiungere i trinceramenti
subisce una sortita della cavalleria avversaria, che accoglie
disponendosi in quadrato e respinge con il fuoco ravvicinato e le
baionette.
I francesi occupano il campo nemico e mettono in rotta i mamelucchi
verso la sinistra dello schieramento francese, dove si portato un
battaglione di carabinieri che ne fa strage. Alcune centinaia di
fuggitivi annegano nel Nilo.
La battaglia è durata 19 ore. I francesi catturano 400 cammelli, i
bagagli.
Gli sconfitti lasciano 2.000 caduti e numerosi feriti (tra i quali Murad
Bey) contro 20-30 caduti (i cui nomi sono scolpiti sulla colonna di
Pompeo) e 120 feriti francesi.
Nella battaglia si distinguono il generale di brigata (Dommartin), il
colonnello Destaing della 4a mezza-brigata (promosso generale di
brigata) ed il generale Zayonshek.
Napoleone entra al Cairo (24 VII) dove la popolazione saccheggia le case
dei bey.
L’Occupazione dell’Egitto.
La sconfitta mamelucca è aggravata dalle discordie tra i bey:
Ibrahim Bey ripiega verso Suez e dopo brevi scaramucce è cacciato oltre
l’istmo (Sulkowsky è ferito presso Salehey’h).
Murad Bey ripiega verso l’interno, inseguito da Desaix nel medio ed alto
Egitto (fino al giugno 1799). Desaix è chiamato dagli egiziani “Il
Sultano Giusto”.
La vittoria francese è invece funestata dalla distruzione della flotta
ad Abu-Qir da parte di Nelson (22 VII), dalle rivolte al Cairo (repressa
sanguinosamente per vendicare l’uccisione del generale Dupuis e di
Sulkowsky) ed in altre località, dall’assassinio del generale di brigata
Muireur, sorpreso solo presso il campo da tre beduini (come altri
soldati ed ufficiali francesi), e dalla dichiarazione di guerra
dell’impero Osmano (9 IX).
Napoleone dimostra il proprio genio anche in campo coloniale con
l’impianto di fonderie, polverifici, la confezione di abiti in cotone,
più adatti al clima, la creazione di una flottiglia fluviale sul Nilo
per i rifornimenti e l’istituzione di un istituto di studi. I mussulmani
lo chiamano Sultano “Kébir” (cioè “Padrone del Fuoco”).
L’esercito è rafforzato con truppe locali creando una Legione Copta, una
Legione Greca ed alcuni battaglioni egiziani. È anche istituito un
reggimento di meharisti (cammelli da corsa), con soldati ed ufficiali
francesi.
I turchi preparano a Rodi un esercito con aiuti inglesi e russi,
affidato a Mustafà Pascià, mentre Ibrahim Bey è raggiunto a Ghaza da
nuove forze guidate da Ahmed “el-Djezzar” (cioè “Il Bloccatore”).
La Spedizione in Siria.
Napoleone si mette in marcia con 4 divisioni di fanteria (12.000
uomini), una divisione di cavalleria (Murat, 800 cavalieri e 100
meharisti) e 52 cannoni e giunge alle rovine di Pelusium (XII).
Le divisioni Reyiner e Kléber sono lasciate ad assediare il villaggio
fortificato di El Arish preso con un ricco bottino in materiali grazie
ad un attacco notturno (16 II). Frattanto Napoleone entra a Ghaza (20
II) costringendo Djezzzar a ripiegare. A Ghaza sono catturati magazzini
ben forniti.
Un centinaio di prigionieri catturati a El Arish sono rilasciati sulla
parola e si danno alla guerriglia.
Napoleone prosegue con la presa ed il sacco di Yafa (3-7 III 1799), la
cui guarnigione è catturata quasi interamente (3.500-4.000 uomini) ed è
giustiziata insieme ai prigionieri di El Arish a causa della penuria di
viveri. Anche a Yafa è trovato un ricco magazzino, ma le truppe francesi
sono colpite da una violente peste.
L’avanzata prosegue con l’investimento di San Giovanni d’Acri (16 III,
odierna Akka), munita di artiglierie navali inglesi, difesa da Ahmed
“el-Djezzar” con una forte guaringione, l’appoggio della flotta inglese
guidata dall’ammiraglio Sidney Smith e con l’emigrato francese Antoine
de Phélippeaux (già rivale di Napoleone alla scuola militare di
Brienne).
La flottiglia francese che trasporta il parco d’assedio è catturata
dalla flotta inglese a Capo Carmelo (18 III).
I francesi procedono con i lavori d’approccio e lanciano alcuni assalti
per una ventina di giorni.
Monte Tabor, 16 IV 1799
La divisione Kléber e la cavalleria di Murat (3.000 uomini) sono inviati
ad affrontare l’arrivo di Abdallah Pascià dal lago di Tiberiade
ottenendo alcuni successi presso Nazaret.
Presso il monte Tabor sono attaccati da 12.000 cavalieri turchi e
mamelucchi, più altrettanta fanteria, e stanno per avere la peggio,
fortunatamente giunge Napoleone con la divisione Bon (3.000 uomini)
disposta in due quadrati, uno sul fianco ed uno alle spalle avversari. I
turchi fuggono oltre il Giordano lasciano numerosi caduti ed affogati.
La Ritirata dalla Siria.
Nonostante la vittoria e l’arrivo da Jafa di un convoglio con
l’artiglieria d’assedio, a causa della resistenza incontrata e della
peste il blocco deve essere tolto (20 V). Tra i caduti ci sono
l’aiutante generale Grésieux (di peste) ed il generale Maximilien
Cafarelli du Falga.
La ritirata avviene penosamente. A Jafa 25 appestati sono avvelenati con
l’oppio affinché non cadano prigionieri (24 V). Il medico Nicolas René
Desgenettes si inietta il virus della peste per dare coraggio ai soldati
(vive altri 38 anni).
Il rientro al Cairo avviene a metà aprile con 40 cannoni nemici
catturati, 50 bandiere e 6.000 prigionieri.
Abu-qir, 23 VIII 1799
Murad Bey torna nel Basso Egitto costringendo Napoleone a lasciare il
Cario per affrontarlo (14 VII) ma il giorno successivo è avvisato che il
corpo di spedizione preparato dai turchi (12-18.000 uomini e 20
cannoni), guidato da Mustafà pascià di Rumelia, è sbarcato ad Abu-Qir
(11 VII) e si è fortificato sulle colline sabbiose.
Napoleone riunisce 5.000 fanti e 1.000 cavalieri (altre fonti indicano
un esercito numericamente equivalente a quello turco), pone il campo ad
Birket ed attacca le posizioni avversarie (ore 7:00 del 23 VIII [o 25
VII]):
All’ala destra Lannes avanza lungo il lago Maadich.
All’ala sinistra attaccano i generali Destaings e Lanusse.
La cavalleria francese penetra per la pianura che separa le ali dello
schieramento turco e le avvolgono. I francesi ributtano gli avversari in
mare causando 3.000 caduti, poi si rivolgono contro la seconda linea,
protetta da trinceramenti dove l’istmo è più stretto, appoggiata al
villaggio fortificato di Abu-Qir e difesa sui lati da 30 scialuppe
cannoniere.
Murat espugna il villaggio di Abu-Qir, Lannes con la 22a mezza-brigata e
parte della 69a attacca l’ala sinistra avversaria, Fugières in dense
colonne attacca l’ala destra.
Nella dura mischia interviene la cavalleria di Murat che sfonda l’ala
sinistra turca ed avvolge la destra che è massacrata.
Il comandante di battaglione Bernard ed il capitano dei granatieri
Bayle, della 69a mezza-brigata, sono i primi ad entrare nei ridotti
turchi. Anche la seconda linea è buttata in mare.
La riserva turca (3.000 uomini) è assalita da Lanusse con 6 pezzi
d’artiglieria.
Pascià Mustafà è catturato con il suo tugra a tre code (insegna turca) e
numerosi ufficiali.
La vittoria di Abu-Qie è l’ultima impresa di Napoleone in Oriente. La
situazione politica europea (gli inglesi gli inviano la gazzetta
francese di Francoforte del 10 giugno) gli consiglia infatti di salpare
(23 VIII) con una piccola squadra navale (2 fregate e 2 piccole navi) e
rientrare in Provenza (9 X) sfuggendo alle navi inglesi dell’ammiraglio
Sydney-Smith. Con lui rientrano Berthier, Marmont, Murat, Lannes,
Andreossi, Monge e Berthellot.
La Fine della Spedizione in Egitto.
Il generale Jean Baptiste Klèber che dopo la partenza di Napoleone ha
assunto il comando e tiene testa abilmente alle armate nemiche ed agli
insorti, fino al suo assassinio da parte di un volontario mamelucco (14
VI 1800).
Gli succede il generale Jacques François de Menou ma 17.000 anglo-turchi
guidati da Keith e Abercromby sbarcano ad Abu-Qir (8 III 1801), entrano
al Cairo (23 VI), ad Alessandria (31 VIII) e lo costringono alla resa
(trattato di el-Arich, 2 IX 1801). Secondo il trattato i francesi, i cui
effettivi sono ridotti alla metà, rientrano in patria su navi inglesi.
I turchi hanno frattanto occupato le isole Ionie (1799).
Contro il blocco navale inglese si è formata la Lega dei Neutrali tra
Svezia, Danimarca, Prussia e Russia.
Dopo una crisi di governo, Pitt è sostituito dagli uomini del suo stesso
partito e l’Inghilterra raggiunge con la Francia il trattato di Amiens
(25 III 1802) che assegna l’Egitto agli Osmani, l’Inghilterra promette
la restituzione di Malta ai Cavalieri di San Giovanni e delle colonie
francesi, spagnole ed olandesi ai rispettivi paesi. La Francia abbandona
Napoli e Roma.
STOCKACH (Ia) 25 III 1799 Austriaci Francesi
MAGNANO 5 IV 1799 Austriaci Francesi
TABOR 16 IV 1799 Francesi (N) Turchi
CASSANO 27 IV 1799 Austro-Russi Francesi
ZURIGO (Ia) 4-7 VI 1799 Austriaci Francesi
TREBBIA 17-19 VI 1799 Austro-Russi Francesi
NOVI 15 VIII 1799 Austro-Russi Francesi
ZURIGO (IIa) 26 IX 1799 Francesi Austro-Russi
I francesi attaccano Korsàkov (25 IX) che è disteso a cordone lungo il
Limat con l’ala destra lungo il basso Aare fino al Reno, il grosso
raccolto a sinistra presso Zurigo tra il lago e le colline di Albis (in
mano ai francesi). Da questo lato si aspetta l’arrivo di Suvòrof:
all’ala destra la divisione Mortier, appoggiata alle solide
fortificazioni campali dell’Albis, deve trattenere la sinistra
avversaria;
due divisioni sono serrate oltre il Limmat per spezzare la linea
avversaria ed isolare Zurigo;
all’estrema sinistra la divisione Menard deve trattenere la destra
avversaria;
la divisione Soult e la brigata Molitor (inviate da Lecoubre) devono
impegnare Hotze sul Linth inferiore (25-26 IX).
Massena il 25 passa il Limmat all’ansa di Dietikon, spazzata dal tiro
convergente delle artiglierie francesi. Contemporaneamente Ménard
impegna la destra russa e Mortier attacca energicamente la sinistra sul
Sihl costringendo Korsàkov ad impegnare le riserve.
Al centro il grosso dei francesi avanza oltre Dietikon travolgendo
l’esile linea russa che deve ripiegare verso le colline tra Limmat e
Glatt lasciando l’ala sinistra isolata dentro ed oltre Zurigo. L’ala
destra ripiega verso il basso Aare.
Korsàkov ordina un contrattacco con numerosi battaglioni (4-5.000 russi)
che passano il Limmat sui ponti di Zurigo verso Hongg, ma la colonna è
arrestata e decimata dell’artiglieria francese e ributtata dalla
fanteria di Massena.
Il giorno successivo (26 IX) la vittoria è completata con la cattura di
un centinaio di cannoni, la cassa militare e tutti bagagli dell’armata
russa.
Sul Linth inferiore Hotze cade negli aspri combattimenti il 25 o il 26,
i russi sono sconfitti ed inseguiti fino Lichtensteig sul Rhur.
HELIOPOLIS 20 III 1800 Francesi Turchi
STOCKACH (IIa) 3 V 1800 Francesi Austriaci
MONTEBELLO 9 VI 1800 Francesi Austriaci
L'avanguardia guidata da Lannes, 5.000 fanti, 400 cavalieri e 4 cannoni,
si scontra presso Casteggio con 18.000 austriaci e 40 cannoni giunti da
Genova con il generale Ott.
I Francesi stanno per essere sopraffatti dai più numerosi avversari ma
l'arrivo di una divisione del grosso capovolge la situazione. Gli
Austriaci sono respinti oltre Montebello, lasciando 2.200 prigionieri e
5 cannoni.
Ott ripiega su Alessandria.
MARENGO 14 VI 1800 Francesi (N) Austriaci
I Francesi:
I Francesi (28.000 uomini e 25 pezzi d'artiglieria) bivaccano sulle
posizioni raggiunte il giorno precedente:
Divisione Gardanne (3.700 uomini): 6 battaglioni - A Pedrabona.
Divisione Chambarlhac (5.300 uomini): 9 battaglioni - A Marengo, dietro
la precedente.
Divisione Watrin (5.000 uomini): 12 battaglioni - In terza linea
all'altezza di casa Poggi.
Divisione Monnier (3.600 uomini): 8 battaglioni - Presso Torre Gandolfi.
Guardia Consolare (1.200 uomini): 1 battaglione e 2 squadroni - Presso
Torre Gandolfi.
Divisione Lapoype (3.500 uomini): 9 battaglioni - Indietro a
Pontecurone.
Cavalleria di Murat (3.200 uomini): 38 squadroni - Due brigate presso
Spinetta (al centro), una presso Castelceriolo (destra) ed una presso
Sale (in posizione arretrata).
Divisione Boudet (5.300 uomini): 9 battaglioni - Con Desaix a Carbonara
Scrivia (a sud), dove la Scrivia in piena gli ha impedito di proseguire.
Gli Austriaci:
Gli Austriaci (20.500 fanti, 8.000 cavalieri e 150-200 pezzi
d'artiglieria) passano la Bormida sui due ponti affiancati ed escono
lentamente per l'unica apertura delle fortificazioni in testa ai ponti:
La colonna di destra (esce per prima), guidata dal generale O'Reilly,
deve fiancheggiare il grosso verso Frugarolo e comprende:
Brigata Rousseau (3.000 uomini): 4 battaglioni e 7 squadroni.
Il centro, guidato da Melas, deve avvolgere i Francesi che sono creduti
a Sale e comprende:
Avanguardia (1.200 uomini): 2 battaglioni di fanteria leggera e 4
squadroni.
Divisione Haddick (5.000 uomini): 6 battaglioni e 9 squadroni.
Divisione Kaim (5.000 uomini): 7 battaglioni.
Divisione Morzin (5.000 uomini): 11 battaglioni di granatieri.
Divisione Elsnitz (4.000 uomini): 24 squadroni.
La colonna di sinistra (esce per ultima), guidata dal generale Ott, deve
ingaggiare frontalmente i Francesi a Sale e comprende:
Avanguardia (800 uomini): 1 battaglione e 2 squadroni.
Divisione Schllenberg (4.500 uomini): 10 battaglioni e 4 squadroni.
Divisione Vogelsang (2.200 uomini): 5 battaglioni.
La Battaglia.
8:00
GLI AUSTRIACI PASSANO LA BORMIDA.
La divisione Gardanne è violentemente attaccata a Pedrabona
dall'avanguardia della colonna centrale e dalla divisone Haddick.
Resiste tenacemente ma la superiorità numerica crescente la costringe a
ripiegare verso Marengo sotto il fuoco delle artiglierie.
Frattanto la colonna di destra austriaca sfila lungo la Bormida verso
sud per schierarsi.
Napoleone, a Torre Gandolfi, riceve le prime notizie dei combattimenti
ma non ci da' peso.
9:00
Privo di altre notizie, Napoleone ordina a Lapoype di passare sull'altra
sponda del Po ed a Desaix di spingersi da Rivalta a Pozzolo Formigaro.
Melas riceve notizia di uno squadrone respinto da Aqui e distacca la
brigata di cavalleria Nimptsch (2.300 uomini) verso Cantalupo temendo
l'arrivo del Massena. La colonna del generale Ott inizia il passaggio
della Bormina e le prime due colonne si schierano:
O'Reilly all'estrema destra, appoggiato alla Bormida.
L'avanguardia della colonna centrale a sinistra del precedente.
Haddick a sinistra dell'avanguardia, di fronte a Marengo.
Kaim in seconda linea.
Morzin (granatieri) ed Elsnitz (cavalleria) di riserva.
Queste manovre danno il tempo al generale Victor per disporre le sue
unità in difesa:
La divisione Chambarlhac è schierata a nord dell'abitato dietro al
Fontanone, fosso gonfio d'acqua largo 3-4 metri, profondo 2, contornato
di cespugli.
La divisione Gardanne è schierata attorno Marengo. Nell'abitato prende
posizione un battaglione della 43a mezza-brigata.
Un battaglione con un cannone si appoggia alla cascina Stortigliona, a
sud dell'abitato.
Le brigate di cavalleria Kellermann e Champeaux, appena giunte da San
Giuliano, sono tenute in seconda linea.
10:00
GLI AUSTRIACI ATTACCANO MARENGO.
La divisione Haddisch, ultimato lo schieramento, attacca Marengo a
bandiere spiegate ed al suono delle bande reggimentali, senza farsi
precedere da cacciatori in ordine sparco (come invece era uso). Una
sessantina di pezzi d'artiglieria appoggiano l'attacco.
Il violento fuoco di fucileria francese respinge gli attaccanti causando
loro numerose perdite, tra le quali anche il generale Haddisch,
sostituito dal Bellegarde.
Giunge la divisione Lannes che prolunga lo schieramento francese a nord
dell'abitato, schierando due mezze brigate in prima fila e due di
riserva.
Il ripiegamento disordinato della divisione Haddisch è coperto dalla
divisione Kaim che rinnova l'attacco contro Marengo, appoggiato dalla
brigata di cavalleria Pilati che cerca di aggirare l'ala sinistra
francese. Il reggimento dragoni dell'Imperatore riesce infatti a passare
il Fontanone (in fila per uno), ma appena esce dalla fascia alberata
viene caricato dalla brigata Kellermann e ributtato indietro. Solo pochi
riescono a riparare al di là del fosso, gli altri sono abbattuti o
catturati.
A sud Desaix, trovata un'imbarcazione e ultimato l'attraversamento della
Scrivia della divisione Boudet, riceve l'ordine di proseguire per
Palazzolo Formigaro.
Le notizie del grosso scontro giungono a Napoleone.
11:00
Napoleone, avanzato a San Giuliano Nuovo, si rende contro di persona
della grave situazione e richiama le divisioni Boudet e Lapoype.
12:00
Le posizioni francesi attorno Marengo sono rinforzate dal secondo
battaglione della 43a mezza-brigata, tenuto di riserva.
Desaix, oltre Rivalta con la divisione Boudet, riceve l'ordine di
riunirsi al grosso.
13:00
Il terzo attacco austriaco a Marengo è condotto dalla divisione Kaim, la
brigata granatieri Lattermann, numerosi zappatori che gettano dei ponti
volanti, ed è appoggiato dall'artiglieria. Gli attaccanti superano il
fossato e respingono lentamente le truppe di Chambarlhac mentre Victor
riesce a resistere e contrattacca impiegando le sue ultime riserve : il
terzo battaglione della 43a mezza-brigata ed uno della 96a.
A sud O'Reilly ha respinto il presidio della Stortigliona a Cascina
Grossa mentre a nord è entrato in azione Ott che attacca Castel Ceriolo,
difeso da due compagnie del Lannes, si rende conto della situazione e
non procede per Sale, minacciando invece la destra francese.
14:00
I FRANCESI SONO RESPINTI.
Il quarto attacco austriaco costringe Victor ad abbandonare Marengo e
ripiegare, lasciando scoperta la sinistra di Lannes che quindi lo imita,
avendo impegnato le sue due mezze-brigate di riserva una a nord verso
Castel Ceriolo contro Ott, l'altra sulla strada di Tortona contro le
infiltrazioni di cavalleria austriaca. Gran parte delle artiglierie sono
impantanate nel fango e vengono abbandonate.
Da Torre Garofoli giungono la divisione Monnier e la Guardia Consolare,
subito impiegate per arginare l'avvolgimento della sinistra austriaca.
La Guardia respinge tre cariche degli austriaci di Ott. La brigata
Schilt prolunga la destra di Lannes mentre la brigata Saint-Cyr
conquista alla baionetta Castel Ceriolo.
La superiorità numerica austriaca e le munizioni che cominciano a
scarseggiare costringono tuttavia i Francesi a ripiegare su tutta la
linea. Le divisioni del generale Victor sono tra le più provate.
17:00
I Francesi sono bersagliati da una sessantina di pezzi austriaci e sono
respinti su tutto il fronte ma riescono a ripiegare lentamente ed
ordinamente sulla linea Sale-San Giuliano, ridotti a circa due terzi
degli effettivi e privi di riserve.
Il generale Melas, leggermente ferito e dopo aver perso due cavalli
sotto di se', rientra ad Alessandria per compilare il bollettino della
vittoria delegando al generale Kaim l'inseguimento degli sconfitti.
L'avanguardia, guidata dal generale Zach e composta da 8 battaglioni
(4.000 uomini) e 6 squadroni. Il resto dell'armata avanza 300 metri
dietro in un'unica colonna lungo la strada, fiancheggiata dalla
cavalleria. La brigata di granatieri Weidenfeld chiude la colonna 400
metri dietro al grosso. Le bande reggimentali intonano musiche di
vittoria. I generali Ott (con 16 battaglioni a sud di Castel Ceriolo) e
O'Reille (a Frugarolo), privi di ordini, rimangono inattivi !
L'ARRIVO DI DESAIX.
Napoleone dal campanile di San Giuliano Nuovo avvista la divisione
Boudet, fa spargere la notizia, va incontro a Desaix che esclama
"Generale, arrivo adesso. Siamo tutti freschi e se occorre ci faremo
uccidere.".
I rinforzi sono rapidamente inseriti nella formazione francese:
La divisione Boudet viene schierata presso San Giuliano Vecchio, a
cavallo della strada per Tortona: a sud la 9a mezza-brigata leggera,
appoggiata ad una vigna, a nord la 30a e la 59a, ognuna con un
battaglione di riserva.
Il comandante d'artiglieria Marmont schiera davanti alla divisione
appena giunta una batteria con i 5 pezzi rimasti, 5 pezzi giunti da
Voghera (probabilmente sono quelli catturati a Montebello) e gli 8 pezzi
della divisione Boudet.
I resti di Lannes, Monnier e della Guardia Consolare prolungano la
destra della divisione Boudet.
I resti delle brigate di cavalleria Kellermann (400 cavalieri) e
Champeaux si schierano in seconda linea.
I resti delle divisioni Gardanne e Chambarlhac rimangono di riserva.
Il generale Zach presso Cascina Grossa dispone la testa della colonna in
ordine di combattimento:
In prima linea la brigata St. Joulien, tre battaglioni del reggimento
Wallis ed il reggimento dragoni del Lichtenstein.
In seconda linea i 5 battaglioni granatieri della brigata Lattermann.
Gli Austriaci sbucano a 70 metri e le parti si scambiano un fuoco
violentissimo che causa numerosi caduti. Desaix (in borghese) lancia
all'attacco la 9a mezza-brigata leggera seguita delle forze rimaste, e
cade all'inizio dell'azione.
Il reggimento Wallis viene respinto. La brigata Lattermann retrostante
si apre, lo lascia arretrare e contro carica la 9a e la 30a
mezza-brigata respingendole ma viene colpita da tre cannoni che sparano
a mitraglia a 200 metri.
Kellermann, che fiancheggia sulla sinistra con il 2º e 30º cavalieri e
due squadroni dell'8º dragoni (150 cavalieri in tutto), ordina la
carica, mette in fuga disordinata i dragoni di Lechtenstein, che non
attendono la carica della cavalleria francese, disperde i granatieri di
Lattermann e li spinge contro Boudet. L'intera avanguardia austriaca è
sbaragliata ed in parte si arrende. Il generale Zach è tra i
prigionieri.
Kellermann riceve in rinforzo un reggimento di Champeaux e, seguito dai
granatieri a cavallo e dai cacciatori a cavallo della Guardia Consolare,
insegue i dragoni di Lechtenstein che portano il disordine alla brigata
Pilati (che fiancheggia il grosso), alla colonna del generale Ott e
quindi all'intera colonna austriaca. Il generale Kaim tenta inutilmente
di schierare i battaglioni di testa che, travolti dalla cavalleria, sono
trascinati nella fuga ed inseguiti dalla cavalleria di Kellermann.
Gli Austriaci in fuga superano il Fontanone e proseguono in disordine
verso i ponti. La brigata granatieri di Weidenfeld resiste a Spinetta
consentendo il ripiegamento alla colonna di O'Reilly da Fugarolo e di
Ott, rimasto isolato, che si apre la strada a forza.
22:00
I Francesi raggiungono le posizioni del mattino guadagnando 3.000
prigionieri, 13 cannoni e 12 bandiere. Gli Austriaci lasciano inoltre
9.400 caduti e feriti contro 5.600 Francesi.
23:00
La divisione Lapoype giunge a Voghera (non ha preso parte alla
battaglia).
Il giorno seguente Melas chiede di trattare e Napoleone, a corto
di munizioni, accetta. A sera è firmato l'armistizio con il quale
Melas abbandona il terreno fino al Chiese e ripiega oltre il
Mincio cedendo 12 piazze e cittadelle in Piemonte, Liguria e Lombardia.
HOCHSTÄDT 19 VI 1800 Francesi Austriaci
HOHENLINDEN 3 XII 1800 Francesi Austriaci
Sulla strada Erding-Hohenlinden si radunano le divisioni
Legrand, Bastoul e Ney (dell’armata di Grenier), la divisione
Grouchy dell’armata di Moreau, con l’ala sinistra a Hörlkofen
e l’ala destra a sud di Hohenlinden.
Le divisioni Richepanse e Decaen (dell’armata di Moreau) sono
all’estrema destra dirette a Mattenboett.
All’estrema destra la divisione Richepanse oltrepassa San Cristoforo ed
è attaccata sul fianco destro da una colonna austriaca proveniente da
Albaching (ore 7:00) ma secondo gli ordini prosegue la marcia su
Mattenboett lasciando la divisione Dicaen che la segue a trattenere gli
austriaci da San Cristoforo.
Frattanto le altre divisioni sono attaccate frontalmente. Davanti la
divisione Grouchy una grossa colonna austriaca esce dalla foresta di
Hohenlinden, a cavallo della strada di Mattenboett (ore 8:00). Poco dopo
anche la divisione Ney è impegnata dagli austriaci provenienti da Isen
che cercano di sboccare dalla foresta a nord di Hohenlinden. Gli
austriaci sono ricacciati nel bosco e rimangono indecisi sul da farsi,
subendo il contrattacco francese.
Richepanse giunge a Mettenboett dove incontra un forte nucleo di
cavalleria austriaca, che trattiene lanciando la sua meno numerosa
cavalleria divisionale, mentre la fanteria è inviata alle calcagna delle
colonne austriache che avanzano nel bosco, cattura un convoglio di
artiglieria e carriaggi (87 pezzi e 300 veicoli) e raggiunge una colonna
austriaca in disordine, già impegnata frontalmente da Ney e Groucy. La
colonna austriaca è dispersa.
Altre due colonne austriache ripiegano verso l’Inn. Gli austriaci
credevano i francesi in ritirata ed avanzavano senza precauzioni.
L’arciduca Carlo ripiega oltre l’Inn, poi a Salzach inseguito dai
francesi che tra Salzach e Traun si fa più incalzante (dopo il 15 XI)
costringendolo ad accettare l’armistizio di Steyr (25 XII).
Terza Coalizione
ELCHINGEN 14 X 1805 Francesi Austriaci
CALDIERO (IIa) 30 X 1805 Francesi Austriaci
MARIA ZELL 8 XI 1805 Francesi Austriaci
HOLLABRUNN 16 XI 1805 Francesi Russi
AUSTERLITZ 2 XII 1805 Francesi (N) Austro-Russi
Francia
73.000 uomini
139 cannoni
Austria e Russia
85.400 uomini
278 cannoni
Perdite:
4.000 austriaci
11.000 russi
12.000 prigionieri
180 cannoni
50 bandiere
1.305 francesi morti
6.940 francesi feriti
573 prigionieri
Presso Olomouc si trovano l’Imperatore Francesco I d’Asburgo, lo czar
Alessandro I, 72.000 russi e 14.000 austriaci. Dalla Vistola è in arrivo
l’ultima colonna di 12.000 russi guidata dal generale Essen.
I francesi sono così disposti:
Murat con l’avanguardia si trova presso Viskov (Moravia),
Napoleone dietro di lui dispone dei C.A. IV° (Soult), V° (Lannes) e
della Guardia Imperiale () per un totale (compresa l’avanguardia) di
50-55.000 uomini.
Il I° C.A. (Bernadotte) si trova a Morayske Budejovice per parare la
minaccia dell’arciduca Ferdinando in Boemia,
Il II° C.A. (Marmont) si trova a Loeben per sbarrare la strada agli
80.000 austriaci guidati dagli arciduchi Carlo e Giovanni
Il III° C.A. (Davout) è tra Vienna e Presburgo per parare l’avanzata
dell’arciduca Carlo.
Altre fonti indicano 80.000 russi e 15-25.000 austriaci (o 85-86.000 in
tutto, con 280-300 pezzi d’artiglieria) contro 75-85.000 francesi con
139 pezzi d’artiglieria.
28 XI - Gli austro-russi, preceduti da nugoli di cosacchi, attaccano
l’avanguardia (Murat) che secondo gli ordini ripiega fino Posorice (a
est di Bruna) inducendo gli avversari ad una ritirata generale francese.
Presso Wiskov sono catturati 50 dragoni del 6° reggimento francese.
Napoleone propone una tregua.
29-30 XI - Gli austro-russi lasciano la strada di
Olomouc-Viskov-Posorice per dirigersi verso Austerlitz/Slavkov, tagliare
la ritirata dei francesi su Vienna e spingerli in Moravia. Napoleone
capisce le intenzioni dell’avversario che deve prima salire
sull’altopiano di Pratzen, largo e scoperto, poi scendere nella valle
del Goldbach e risalire sulle altrure alla destra del fiume, quindi
sceglie di fermarli nella valle appoggiandosi ai villaggi. All’ala
sinistra le truppe occupano la sinistra del Goldbach per impossessarsi
dell’altopiano di Pratzen.
Napoleone sgombra gli avamposti a nord della strada di Olomouc ed a est
della Littava, schiera il grosso lungo il Goldbach e richiama i C.A. I°
(Bernadotte) e III° (Davout).
2 XII - Napoleone è da un anno imperatore e visita le posizioni francesi
(1:00).
All’ala sinistra il V° C.A. (Lannes, divisione Suchet a sinistra e
Cafarelli, con i corazzieri italiani, a destra) si schiera a cavallo
della strada Bruna-Bosorice, sulla strada del Goldbach, appoggiato al
dosso isolato del Santon che viene fortificato, munito di 18 pezzi da
12" e presidiato dal 18° reggimento di fanteria leggera.
Al centro il IV° C.A. (Soult, divisioni Vandamme e Saint-Hilaire, 23.000
uomini e 35 cannoni) si schiera lungo il Goldbach tra Girzikovice a
Tellnice. Le divisioni di sinistra (Vandamme e Saint Hilare) sulla riva
sinistra del fiume, quelle di destra (divisione Legrand e cavalleggeri
di Morgaron) in difesa dietro il fiume. I russi già nella notte hanno
effettuato un tentativo di prendere Sokolnitz.
All’ala destra è previsto l’arrivo del III° C.A. (Davout, divisioni
Friant, Gudin e dragoni di Bourcier, 6.300 uomini), che deve prolungare
la destra fino ai laghi ghiacciati di Tellnice/Telnitz con compito
difensivo.
Il grosso della riserva è schierato dietro l’ala sinistra e dietro al
centro, comprende la cavalleria di Murat (nell’ordine, Kellerman con
ussari e cacciatori, Valther e Beaumont con dragoni, Namsouty e
d’Hautpoult con corazzieri, con 24 artiglierie a cavallo), la Guardia
Imperiale (10 battaglioni e 40 cannoni, compresi 6 pezzi della batteria
della Guardia Reale Italiana comandata dal tenente Fortis) e la
divisione di granatieri Oudinot (10 battaglioni, sottratta al V° C.A.).
Inoltre è atteso il I° C.A. (Bernadotte, divisioni Rivaud e Drouet) da
Bruna.
Al mattino il tempo è nebbioso ed i russi iniziano l’attacco (ore 6:00):
All’ala sinistra Buksgèvden con 50-59.000 uomini avanza in due colonne
(Doctorov, Langeron) dalle alture di Pratzen verso Tellnice e Sokolnice
per varcare il Goldbach e schierarsi.
All’ala destra il generale Bagration ed il principe Giovanni di
Liechtenstein con 17.000 uomini impegnano i francesi verso Posorice.
Un grosso corpo è lanciato sulla strada di Bruna oltre Posorice.
La riserva, dietro il fianco destro alleato, è costituita dalla Guardia
Imperiale russa guidata da Costantino Pavlovic granduca di Russia
(fratello dello czar).
Dopo un’ora di combattimenti i russi di Dictorv cacciano la divisione
Langrand da Telnitz e si fermano ad attendere la colonna guidata da
Langeron, impegnato contro l’abitato di Sokolnitz. L’altra divisione del
IV° C.A. (Soult) riprende entrambi i paesi.
La lotta nel basso Goldbach segue esito incerto, ma l’arrivo del III°
C.A. (Davout) rende sicure le posizioni francesi.
Buksgèvden fa affluire nuove truppe dall’altipiano del Pratzen,
movimento previsto da Napoleone che ne prende atto dal suo punto
d’osservazione; la collina di Zurlan (8:12).
Napoleone lancia il IV° C.A. (Soult, divisioni Vandamme e Saint Hilaire)
seguito dal I° C.A. (Bernadotte), dalla Guardia Imperiale e dalla
divisione granatieri di Oudinot contro le alture di Pratzen (8:45). La
nebbia si dirada e sul campo di battaglia inizia a splendere il sole
(9:00). Kutüsof tenta inutilmente di fermare l’attacco sulle alture con
le poche truppe rimaste. Le colonne richiamate indietro giungono in
disordine e sono facilmente respinte dai francesi.
Il I° C.A. (Bernadotte) prende Blasowitz, il villaggio è ripreso dalla
fanteria leggera russa (9:30) ed è riconquistato dopo mezz’ora di dura
lotta, garantendo il collegamento tra il centro (Pratzen) e l’ala
sinistra (Santon). Soult, padrone delle colline, piazza 24 pezzi in
batteria (11:00).
A nord il V° C.A. (Lannes) rinforzato da Murat trattiene e respinge le
forze avversarie (i cavalieri smontano per aprire il fuoco) separando
dal centro l’ala sinistra russa, che lascia 4.000 caduti e 2.500
prigionieri. I francesi giungono al bivio di Posorice (12:00), dove
ricevono l’ordine di fermarsi da Napoleone che poi raggiunge Soult.
La Guardia Imperiale russa carica i francesi sull’altopiano per riaprire
le comunicazioni con il grosso (13:00): 3.000 fanti e 1.000 cavalieri
con 6 cannoni. Il primo battaglione del 4° reggimento della 2a divisione
francese (Vandamme) respinge due battaglioni russi e cattura due
stendardi ma poi è messo in rotta perdendo l’aquila. I caduti francesi
sono 600, Vandamme è tra i feriti ed un secondo reggimento è messo in
fuga.
Il tiro a mitraglia dell’artiglieria seguito dall’intervento dei
granatieri di Bassières e della Guardia francese (compresi 250 cavalieri
mammelucchi) ferma il contrattacco russo. La guardia russa è messa in
rotta lasciando 700 caduti, le bandiere, l’artiglieria ed il principe
Repnin (comandante della cavalleria della guardia), catturato dal
generale Rapp. Costantino Pavlovic granduca di Russia si salva a stento
ed il suo reggimento è distrutto. Napoleone commenta dicendo "Molte
belle donne di San Pietroburgo piangeranno questo giorno".
Occupate le alture, i francesi serrano gli austro-russi nella vallata
(14:30).
Verso sera l’estrema sinistra austro-russa è avvolta da nord e da est ed
è costretta a ritirarsi tra i laghi di Satzchau e Monice, una stretta
striscia di terra battuta dalle artiglierie avversarie (compresa la
batteria della Guardia Reale Italiana, guidata dal tenente Fortis).
L’unico ponte sul Littawa è bloccato dall’esplosione di un carro di
munizioni, colpito dall’artiglieria francese. Numerosi uomini, cavalli e
cannoni finiscono nelle acque a causa della rottura dello strato di
ghiaccio. 8.000 russi depongono le armi e si arrendono. I combattimenti
cessano verso le 17:00 e la stanchezza impedisce l’inseguimento (che
inizia il giorno seguente).
Le perdite austro-russe ammontano a 27.000 uomini tra caduti e
prigionieri (rispettivamente 15.000 e 11-20.000 in altre fonti, compresi
12-15 generali), 40 bandiere (in aggiunta alle 14 già catturate nella
campagna). Gli austriaci perdono più di 5.000 uomini. I resti ripiegano
verso l’Ungheria.
I francesi denunciano 1.300 caduti (800 in altre fonti), 7.000 feriti
(2.000 in altre fonti), compresi i generali divisionali Saint Hillaire,
Kellermann, Walther, i generali di brigata Valhuber, Thiébaut,
Sebastiani, Compan e Rapp, e 573 prigionieri (7-8.000 tra caduti e
feriti in altre fonti).
La battaglia è chiamata "Dei Tre Imperatori". Il bollettino della
vittoria inizia con la frase "Soldats, je souis content de vous". Le
1.200 artiglierie catturate nella campagna militare sono fuse per
innalzare una colonna trionfale alta 44 metri dedicata alla Grande Armée
a Parigi (odierna piazza Vendôme).
Quarta Coalizione
MAIDA 6 VII 1806 Inglesi Francesi
SAALFELD 10 X 1806 Francesi Prussiani
All’ala destra il V° C.A. (Lannes) trova presso Saalfeld da 7.500 fanti,
2.500 cavalieri e 40 cannoni (solo 8.000 uomini secondo fonti tedesche)
guidati dal trentaquattrenne Friedrich Ludwig Christian principe di
Prussia (chiamato spesso Louis Ferdinand), schierati ai piedi delle
colline secondo la rigida tattica lineare prussiana, con alle spalle le
sponde paludose del fiume Saale. Il generale svizzero Muller osserva che
la ritirata è ostacolata ma il principe di Prussia risponde che per
sconfiggere i francesi è sufficiente attaccarli.
Le pendici rotte e coperte sono abbandonate ai francesi.
Suchet sbocca per primo ed aggira la destra prussiana coperto dai
boschi. Un battaglione e 2 cannoni leggeri avanzano per la strada verso
Saalfeld mentre 1.500 metri più a sinistra muove la cavalleria di
Treillard in due colonne (ore 9:45).
Il combattimento è iniziato da numerosi tirailleurs francesi che escono
dai boschi e sfruttano il terreno rotto (ore 11:00).
Il principe di Prussia, che cerca lo scontro contrariamente agli ordini
ricevuti, protegge il fianco destro attacca con il classico ordine
obliquo: 6 battaglioni prussiani e sassoni in linea, affiancati a
sinistra da 4 battaglioni in colonna.
Da parte francese giungono due battaglioni del 34° reggimento di linea
che sono subito lanciato contro il fianco destro avversario. L’attacco
prussiano è fermato ed i francesi continuano ad avanzare.
Frattanto 3 brigate di Suchet si schierano nel piano e Lannes ordina
l’attacco (ore 13:00). Il generale Reille guida il 34° reggimento
attraverso un bosco e cattura 15 cannoni avversari, il 40° avanza in
colonna, il 64° in parte sostituisce i tirailleurs che hanno finito le
cartucce ed in parte rinforza le due ali, l’88° con il generale Vedel
scende nel piano sostenuto dalla cavalleria e coperto dall’artiglieria,
il 9° e 10° ussari caricano i prussiani e ne fanno strage.
Luois Ferdinand principe di Prussia carica i francesi con 5 squadroni di
ussari ma è circondato dal 9° e dal 10°, riesce a fuggire ma è
raggiunto, rifiuta di arrendersi ed è ucciso con due aiutanti da campo.
I prussiani tentano una difficile ritirata attraverso le paludi. Victor
con un battaglione d’elite e numerose compagnie del 17° reggimento passa
la Saale e li insegue fino oltre Rudolfstadt, il generale Claparède
spinge gli avversari nella Schwarza, una compagnia del 40° snida i
fuggiaschi da un cimitero, 4 compagnie del 17° passano il fiume e
proseguono l’inseguimento fino a Blankenburg.
Gli sconfitti lasciano 1.000 prigionieri (1.500-1.800 secondo Souchet),
33 cannone e 4 stendardi.
JENA 14 X 1806 Francesi (N) Prussiani
I Prussiani.
Friedrich Ludwig principe di Hohenhole ritiene di dover proteggere il
fianco della ritirata e si limita a disporre le sue truppe senza fornire
ordini precisi per il reciproco appoggio, ritenendo che l’attacco si
svilupperà il giorno successivo:
la divisione Tauenzien (8.000 uomini) fronteggia Jena, sulla cresta tra
i villaggi di Closewitz e Lützenrode, con 4 battaglioni sassoni di
rincalzo. Una divisione sassone presidia Schnecke (sulla strada tra Jena
e Weimar) mentre 4 battaglioni sassoni e truppe leggere presidiano il
bosco di Isserstedt. Gli scontri precedenti hanno già ridotto a metà
effettivi i battaglioni leggeri;
il grosso (22.000 uomini), guidato da Hohenhole, è schierato presso
Weimar, tra Isserstedt e Capellendorf;
il corpo di Rüchel, di 28 squadroni e 26 battaglioni (15.000 uomini), è
atteso a Weimar;
un corpo d’osservazione di 3 battaglioni e qualche squadrone di
cavalleria (5.000 uomini) guidato da Holtzendorff è davanti Donnbourg (a
nordest).
I Francesi.
4:00 - Napoleone si sveglia e da ordine di schierarsi secondo le
indicazioni impartite la sera precedente:
sull’altipiano di Landgrafenberg al centro si trova la Guardia Imperiale
(Lefebvre, 5.000 uomini e 14 pezzi d’artiglieria), schierata su 5 linee;
la prima formata dai cacciatori;
davanti sono schierate le divisioni Gazan (a sinistra, su tre linee) e
Suchet (a destra) appartenenti al V° C.A. (Lannes, 20.000 uomini, 28
cannoni). A destra è inoltre previsto l’intervento del VI° C.A. (Ney)
mentre a sinistra quello del IV° C.A. (Soult);
all’ala sinistra sono schierate la prima divisione e la cavalleria del
VII° C.A. (Augereau, 8.000 uomini, 12 cannoni). La divisione è in
colonna sulla strada per Weimar, deve garantirsi gli sbocchi al piano
con i tirailleurs, dare il tempo al generale Gazan di disporre
l’artiglieria su un’altura, quindi sboccare in pianura con l’intero
corpo.
I cavalleggeri sono a disposizione dei generali mentre la cavalleria
pesante è di riserva dietro la Guardia.
A Jena sono giunte durante la notte la divisione Saint-Hilaire (9.000
uomini e 12 pezzi d’artiglieria) del IV° C.A. (Soult) e l’avanguardia
del VI° C.A. (Ney, 3-4.000 uomini, 4 pezzi d’artiglieria).
In tutto 84.000 fanti e 12.000 cavalieri.
La Sconfitta di Tauenzien.
Si trovano di fronte 46.000 francesi con 70 pezzi d’artiglieria contro
45.000 prussiani con 120 pezzi d’artiglieria, avvolti nella nebbia.
6:00 - L’ordine è di cacciare i prussiani dalle loro prime posizioni per
poter disporre di spazio sufficiente a schierare gli altri corpi
d’armata e dare battaglia il giorno successivo. Il primo colpo di
cannone prussiano passa sopra tutto lo schieramento francese uccidendo
un cuciniere. Napoleone incita le truppe che rispondono gridando
"Marchons!" (Marciamo!).
All’ala destra la divisione Suchet, parte in linea e parte in colonna,
si prepara ad attaccare il villaggio di Closewitz. La brigata Claparède
con il 17° reggimento leggero in testa, appoggiata da due cannoni,
seguita dalla brigata Reille con il 34° spiegato ed il 40° in colonna, e
dalla brigata Vedel in colonne serrate, tuttavia la nebbia consente solo
tiri di moschetteria alla cieca ed il 17° leggero avanza troppo a
destra, urtando i prussiani in un bosco.
La divisione prussiana Grawert giunge in sostegno verso il villaggio di
Vierzehn-Heiligen.
7:00 - Il 17°, con il quale si trova Suchet, continua il fuoco vivace
che causa la perdita di 2 ufficiali. Clapérade caccia a forza i
prussiani che tirano da un boschetto, passato il quale la divisione si
trova di fronte numerosa cavalleria avversaria. Suchet sostituisce il
17°, che ha finito le cartucce, con il 34°.
La nebbia si dirada e Suchet si vede attaccato su un fianco da 3
battaglioni di granatieri, verso i quali fa cambiare fronte a due
battaglioni del 34°. I granatieri sono respinti oltre Lützenrode
perdendo l’artiglieria. Tutto il piano davanti il Landgrafenberg è
abbandonato da Tauenzien ed occupato da Lannes.
La Sconfitta di Holtzendorff.
8:30 - I francesi dispongono quindi dello spazio per schierarsi e
combattere: A destra del V° C.A. (Lannes) interviene la divisione
Saint-Hilaire che grazie alla superiorità numerica ed all’artiglieria
prende facilmente il villaggio di Closewitz ed il bosco a sinistra del
villaggio.
Al rumore della battaglia accorre da nord-est il corpo di Holtzendorff
(5.000 uomini) che ingaggia la divisione Saint-Hilaire con i
tiragliatori e schiera la fanteria secondo il rigido ordine obliquo di
Federico, la cavalleria alle ali e 22 pezzi d’artiglieria con un
ristretto campo di tiro.
La divisione Saint-Hilaire si schiera con l’ala destra dietro il
villaggio di Rödigen, fuori tiro dall’artiglieria prussiana, ed effettua
una marcia al coperto dalla creste delle alture contro il fianco
sinistro degli attaccanti.
La minaccia è sufficiente ad indurre Holtzendorff ad ordinare la
ritirata dietro il ruscello di Lehesten, coperto efficacemente dai
cavalleggeri della Guardia Reale e dai dragoni sassoni che caricano la
divisione Saint-Hilarie ma subiscono gravi perdite dal tiro del 10°
leggeri e del 36° di linea, sono contrattaccati dai generali Margaron e
Guyot con la cavalleria del corpo e costretti a ripiegare.
La cavalleria disperde i cavalieri ed i tiragliatori prussiani e piomba
sulle colonne in ritirata catturando 400 uomini, un generale, 6 cannoni,
2 o 3 stendardi.
Il corpo di Holtzendorff si riordina dietro Nerkwitz ma anche qui è
minacciato d’aggiramento da sinistra e caricato dalla cavalleria
francese, e dopo breve combattimento è messo in rotta disordinata verso
Apolda perdendo quasi tutta l’artiglieria. La divisione Saint-Hileire
interrompe l’inseguimento per partecipare all’azione degli altri corpi
avvolgendo l’ala sinistra prussiana verso Vierzehn-Heiligen.
Holtzendorff raduna la fanteria ad Apolda dove si ferma, limitandosi ad
inviare la cavalleria ed una batteria a Hohenhole.
La Sconfitta di Hohenhole.
Friedrich Ludwig principe di Hohenhole che sta progressivamente facendo
intervenire le sue forze.
Una divisione sassone si porta a ovest di Mühlthal senza averne ricevuto
l’ordine, la cavalleria e le batterie a cavallo si schierano attorno
Vierzehn-Heiligen, seguite dalla divisione Grawert. Questo movimento
induce Tauenzien ad arretrare verso Weimar per Klein-Romstedt,
abbandonando il villaggio di Vierzehn-Heiligen.
Frattanto all’ala sinistra, presso Cospeda, entra nel combattimento la
divisione del VII° C.A. (Augereau). La prima brigata (16° leggero e 14°
di linea) attacca sostenuto da parte della seconda brigata, prende un
bosco e respinge i tiragliatori prussiani.
10:00 - I combattimenti si estendono su tutta la linea da Krippendorf
(nord), attorno Vierzehn-Heilgen (centro), al bosco di Isserstedt (a
sud), presidiato da tiragliatori prussiani.
Clepérade occupa Krippendorf ed inizia a salire sulle alture di fronte.
Napoleone fa avanzare l’artiglieria della Guardia che tira su quella
sassone piazzata presso Vierzehn-Heilgen, dietro la quale si schierano 4
battaglioni sassoni freschi e numerosa cavalleria (5.000 uomini in
tutto).
Il primo attacco francese è respinto da un vigoroso contrattacco dei
prussiani che avanzano fino quasi Krippendorf.
11:00 - 15 battaglioni prussiani in linea, con la divisione sassone
distante sulla destra, fronteggiano il V° C.A. (Lannes) al quale
Napoleone ordina di attendere da Lützenrode la divisione Desjardins del
VII° C.A. (Augereau), ma rimane sorpreso nel vedere la battaglia
ravvivarsi all’estrema sinistra.
Infatti Ney ha deciso di intervenire senza attendere il resto dei suo
corpo d’armata ed attacca con il 10° cacciatori in colonna di squadroni
fiancheggiato, cattura sette pezzi d’artiglieria, è fermato dai più
numerosi gendarmi ed i corazzieri di Heinkel. Ney è soccorso dal 3°
ussari, che lo fiancheggiano a sinistra, e ripara con i cacciatori in un
quadrato di due battaglioni di granatieri e voltiguers, che aprono il
fuoco a 20 passi. I cavalieri prussiani, minacciati anche dall’arrivo
dei cavalleggeri di Treillard, ripiegano rapidamente ma il fuoco
dell’artiglieria prussiana costringe Ney, che ha solo 3 o 4 pezzi, a
retrocedere.
11:30 - Napoleone, benché in inferiorità numerica, decide di sostenere
l’attacco di Ney e lancia in avanti il 21° cacciatori (della brigata
Treillard), il 9° e 10° ussari, il 21° leggeri (brigata Gazan) e la
divisione Desjardins del VII° C.A. (Augereau) che occupano facilmente
Vierzehn-Heilgen ed il bosco di Isserstedt, penetrando per primo tra la
destra prussiana ed il piccolo corpo sassone avanzato a Mühlthal.
Hohenhole schiera 38 squadroni di cavalleria in seconda linea e lancia
all’attacco in ordine obliquo contro il villaggio la brigata Grawert (28
battaglioni).
La moschetteria e l’artiglieria francese infligge agli attaccanti
ordinati pesante perdite ma non impedisce loro di riprendere Isserstedt
con i boschi vicini e di avvolgere da nord il villaggio di
Vierzehn-Heilgen.
Alcuni voltiguers della guardia gridano "En Avant!" impazienti di
combattere e sono rimproverati da Napoleone che dice loro di attendere
di aver guidato 30 battaglie prima di dargli consigli.
Hohenhole non sostiene l’attacco ed arretra le sue truppe che restano
sotto il fuoco dei tirailleurs francesi subendo pesanti perdite. Un
reggimento tedesco molto provato ripiega ed è riportato in linea a colpi
di sciabola. L’artiglieria sostiene entrambi gli schieramenti
infliggendo gravi perdite.
A destra di Vierzehn-Heilgen, dove il 21° leggeri ed il 40° lottano
duramente, prendono posto il 100° reggimento guidato dal generale
Graindorge e da Lannes, ed il 103° ma Hohenhole li fa caricare da 28
squadroni di cavalleria che li costringe a ripiegare.
13:00 - Grawert si complimenta con Hohenhole per la vittoria riportata e
lo trattiene dall’inseguimento dicendo di lasciarlo alle truppe fresche
di von Rükel in arrivo. Massenbach invece insiste per l’attacco a fondo
dicendo che "attendere, è la morte!", ma non è ascoltato.
A nord di Krippendorf, contro l’ala sinistra prussiana, giunge anche la
divisione Saint-Hilaire affrontata dalla cavalleria prussiana con alcune
batterie.
Il tiro dei francesi continua a dimostrarsi micidiale mentre quello a
raffiche dei plotoni e dei battaglioni prussiani produce scarsi
risultati. Vierzehn-Heilgen è bombardata ed incendiata dai prussiani.
Frattanto affluiscono i rinforzi francesi: le divisioni Marchand e
Gardanne del VI° C.A. (Ney), la divisione Heudelet del VII° C.A.
(Augereau), i dragoni di Klein ed i corazzieri di Hautpoul della Riserva
di Cavalleria (Murat)
13:30 - Napoleone fa intervenire con le truppe finora tenute di riserva
(secondo l’Imperatore sono in campo 250-300.000 uomini e 7-800 cannoni
delle due parti).
Le colonne francesi avanzano accompagnate dai musici e precedute da
nugoli di tiraillerus, appoggiati da una batteria di 25 pezzi ed i
prussiani cedono subito. Lannes oltrepassa Vierzehn-Heilgen in fiamme,
Soult avvolge Hohenolhe.
I battaglioni che tentano di resistere sono investiti a mitraglia
dall’artiglieria montata di Lannes, avanzata velocemente.
Nell’inseguimento si distingue la divisione dragoni di Klein che rompe
numerosi quadrati prussiani.
La ritirata prussiana, coperta dalla cavalleria, sotto la pressione
francese si spezza: una parte ripiega presso Weimar, il resto verso nord
raggiungendo in ordine i resti della divisione Tauenzien, tormentati
dalla cavalleria francese che cattura 2.500 prigionieri, 16 pezzi
d’artiglieria ed 8 bandiere.
13:30 - Murat interviene nell’inseguimento con i suoi dragoni e
corazzieri.
Verso Weimar la ritirata prussiana si tramuta in piena rotta. Solo il
battaglione di granatieri sassoni di Winkel rimane ordinato e respinge
tutti gli attacchi francesi.
Augereau frattanto fronteggia i sassoni presso Mühlthal, raggiunto dalla
sua seconda divisione (Heudelet). I sassoni si ritirano formano quadrati
di battaglione ma metà di questi sono rotti e dispersi. Gli altri
raggiungono la strada per Weimar.
La Sconfitta di von Rüchel.
Al suono del cannone il corpo di von Rüchel muove verso Jena e
Eckartsberg ma riceve l’ordine di dirigersi su Weimar da Hohenhole (ore
10:00). Durante la marcia raccoglie i resti della divisione Tauenzien
(alla sua sinistra) ed altri 1.500 fuggiaschi.
14:00 - Von Rüchel e Tauenzien si uniscono ai 22.000 uomini di Hohenhole
e si schierano in ordine obliquo con la fanteria al centro e la
cavalleria alle ali, ed avanzano a passo di parata. Tra Köttenschau e
Gross i prussiani sono attaccati dalla cavalleria francese impegnata
nell’inseguimento, che è respinta, poi sono fatti a segno a mitraglia da
numerosa artiglieria ippotrainata, approntata su una cresta da Lannes
(che è colpito ma rimane illeso) e Ségur. Sul fianco destro prussiano
intervengono i tirailleurs francesi, appoggiati a Gross Romsedt.
I prussiani muovono decisamente contro le artiglierie avversarie, che
dopo sette ore di combattimento hanno quasi esaurito le munizioni, e
nonostante le enormi perdite le costringono a ripiegare, ma giungono le
fanterie di Lannes e Ney occupano la cresta mentre la divisione
Saint-Hilaire arriva a ovest di Gross Romsedt, dietro i tirailleurs.
Dopo pochi attimi i prussiani iniziano la ritirata, eseguita in ordine
da una parte dei battaglioni mentre altri si danno alla fuga. Gli ussari
francesi sono respinti dalla cavalleria prussiana e sassone che è però
ricacciata dal fuoco della fanteria. I corazzieri di Murat spazzano il
campo di battaglia, rompono 5 quadrati di battaglioni prussiani,
catturano 4.000 uomini e 5 stendardi. Von Rüchel è tra i caduti.
Frattanto il corpo sassone da Mühlthal (6.000 uomini, 8.000 per
Napoleone) ripiega a Köttschau respingendo le cariche della cavalleria
di Augereau, ma qui è caricato dalla cavalleria di Ney e di Lannes ed è
sconfitto. Tutti gli uomini sono caduti o catturati.
L’Inseguimento.
15:00 - La battaglia ha termine. L’ultima resistenza prussiana ha luogo
dietro il ruscello di Capellendrof, allo scopo di proteggere la
ritirata. I prussiani in ritirata verso Apolda, minacciati sul fianco
sinistro dal corpo di Soult, deviano verso Weimar.
16:00 - Murat continua l’inseguimento con i suoi dragoni, una brigata di
corazzieri ed una batteria, catturando altri prigionieri, cannoni e
stendardi. I francesi vanno a cercare 6 squadroni lasciati a guardia
della Saale a sud di Iena che non si sono accorti della battaglia.
Letrot con i suoi dragoni forza l’ingresso a Weimar, difesa da un
battaglione.
17:00 - Murat, Rapp e Ségur entrano a Weimar disperdendo alcuni reparti
sassoni. In città scoppiano alcuni incedi. L’oscurità pone fine
all’inseguimento.
I prussiani lasciano 25.000 uomini tra caduti, feriti (tra i quali il
maresciallo Mollendorff) e prigionieri contro 1.200 caduti e 3.000
feriti francesi.
La vittoria è commemorata con la costruzione del ponte "Jena" presso il
campo di Marte a Parigi (1808-1810), che nel 1814 Blücher vuole
distruggere, ma trova l’opposizione di Luigi XVIII re di Francia.
AUERSTÄDT 14 X 1806 Francesi Prussiani
Federico Guglielmo III re di Prussia e Karl Wilhelm Ferdinand duca di
Brunswick guidano l’avanguardia delle 5 divisioni prussiane e la riserva
(50-60.000 prussiani) che si ritirano da Naumburg per Halle ed Erfurt
verso Kösen.
3:00 - Davout riceve l’ordine di avanzare per Kösen verso Apolda, mette
in moto i suoi 26-27.000 uomini e 44 cannoni e raggiunge a Naumburg
Bernadotte che gli assicura di portarsi a Camburg.
6:30 - La 3a divisione (Gudin), all’avanguardia francese, attraversa
nella nebbia la Saale sul ponte di Kösen ed avanza verso Hassenhausen.
7:00 - Davout, in avanscoperta con il colonnello Bruke ed alcuni
cavalieri del 1° cacciatori, si scontra con alcuni cavalieri prussiani
al villaggio di Poppel, sulla sinistra del ruscello Liss Bach, cattura
alcuni prigionieri e torna oltre Hassenhausen. La divisione Gudin si
schiera a cavallo della strada in colonna serrata, pronta a formare i
quadrati, e riprende l’avanzata mentre la nebbia si dirada.
Presso Hassenhausen è avvistata la cavalleria prussiana che investe il
25° reggimento di linea in quadrato. Davout invia in rinforzo i
reggimenti 12° e 85° con 10 pezzi d’artiglieria. Davout con i generali
Gaudin, Gauthier e Petit passano di quadrato in quadrato per animare la
resistenza.
Il reggimento di cavalleria prussiano (4 squadroni) è appoggiato da una
batteria ma appena questa è messa fuori combattimento i prussiani
ripiegano. Per affrontare la fanteria avversaria, la divisione Gudin
schiera i tiralleurs del reggimento di testa sul Liss Bach ed attende le
divisioni 2a (Friant) e 1a (Morand).
8:00 - La 2a divisione francese (Friant) esce da Kösen mentre la 1a
divisione (Morand) è più indietro.
La 3a divisione prussiana (Schmettau), che fiancheggia la ritirata
prussiana, si avvicina al Liss Bach mentre la 2a divisione
(Wartensleben) sta togliendo i bivacchi ed il resto dell’armata
prussiana è ancora ai bivacchi.
Il generale Blücher, convinto di avere di fronte solo un piccolo
distaccamento, cerca di raccogliere la cavalleria prussiana ma riesce a
radunare solo 13 squadroni delle varie divisioni, con i quali raggiunge
Spielberg per colpire sul fianco destro i francesi.
8:30 - I tiragliatori della 3a divisione (Schmettau) respingono quelli
francesi verso Hassenhausen.
Contro la 3a divisione francese (Gudin) sono lanciati frontalmente 9
battaglioni e 3 squadroni con 24 cannoni, e contro il fianco destro 13
squadroni. Tuttavia l’attacco sul fianco giunge prematuramente ed è
respinto dall’85° con 2 cannoni da 8 libbre, prima dell’arrivo delle
forze frontali.
Blücher esegue una serie di cariche che gli costano perdite enormi
(rimane ucciso anche il suo cavallo) poi deve ritirare gli squadroni
esausti in disordine fino ad Eckartsberg, dove rimangono essendo
inutilizzabili.
8:45 - Il battaglione di testa della 3a divisione prussiana (Schmettau)
passa il ponte sulla Liss Bach, seguito dagli altri battaglioni che
Federico Guglielmo III ed il duca di Brunswick fanno schierare sotto il
fuoco dell’artiglieria francese. Sono piazzate le artiglierie prussiane
ma per l’attacco si attende la 2a divisione (Wartensleben).
9:30 - Giunge la 2a divisione francese (Friant) che Davout schiera a
nord, a destra della 3a divisione (Gudin), verso Spielberg, coperta
dalla brigata di cavalleria leggera del C.A.. Una batteria di 12 pezzi è
schierata a nord del villaggio di Hassenhausen, che è evacuato.
9:45 - All’arrivo della 2a divisione prussiana (Wartensleben) i
prussiani iniziano l’attacco:
all’ala sinistra la 3a divisione (Schmettau), su un fronte ristretto, è
presa d’infilata dal fuoco delle divisioni Gudin e Friant;
all’ala destra la 2a divisione (Wartensleben) si trova di fronte un
unico reggimento della divisione Friant (a sud di Hassenhausen) che è
caricato frontalmente da un battaglione, preso sul fianco da numerosi
squadroni, fugge dentro Hassenhausen, dove si rianima, si schiera in
quadrato e respinge la cavalleria aprendo il fuoco a distanza
ravvicinato.
I prussiani non approfittano di questo vantaggio ma si fermano per
riordinarsi e sono fronteggiati dai due reggimenti della 3a divisione
(Gudin) rimasti in seconda linea. Il 111° reggimento della brigata
Grandeau (composto unicamente da ufficiali e truppe italiani) attacca
una batteria oltre Hassenhausen ma è accolto da 6 scariche a mitraglia
che abbattono 18 ufficiali e 250 uomini. La batteria è presa da un
battaglione del 108°. L’altro battaglione del 108° attacca a nord il
villaggio di Spielberg per prevenire la minaccia di aggiramento della
brigata del Principe di Prussia (divisione d’Orange). Il 33° ed il 48°
sono inviati a sloggiare i tiragliatori dal bosco all’ala destra
francese. La cavalleria francese lancia una serie di cariche. Davout è
privo di riserve.
10:00 - All’ala destra prussiana la 2a divisione (Wartensleben) e parte
della fanteria della divisione Schmettau, con un duro combattimento
frontale respingono lentamente l’ala sinistra francese. Contro
Hassenhausen, difeso dal 21° francese, sono lanciati 4 battaglioni che
lasciano perdite enormi e non conquistano che poche case (sarebbero
stati meglio utilizzati sull’altra ala, dove l’85° francese resiste
grazie al soccorso dal 12°).
Prosegue su tutto il fronte lo scambio di fuoco con gravi perdite per
entrambi, ma soprattutto tra le dense file prussiane: Il duca di
Brunswick, attaccando Hassenhausen, è ferito mortalmente lasciano i
prussiani privi di un abile comandante. Schmettau è gravemente ferito.
Il principe Guglielmo di Prussia raduna la cavalleria della 2a divisione
(Wartensleben) e tutta quella che riesce a trovare per un totale di 30
squadroni, ma il loro intervento contro la sinistra francese è ritardato
dalla mancanza di spazio di manovra.
11:00 - Giunge la 1a divisione prussiana (principe d’Orange) alla quale
Federico Guglielmo III ordina di sostenere le ali:
una brigata si dispone dietro l’ala destra, dove la 2a divisione
(Wartensleben) è in vantaggio;
l’altra brigata prende posto dietro l’ala sinistra dove la 3a divisione
(Schmettau) è minacciata sul fianco da Friant.
I reparti così distribuiti si rivelano di nessuna efficacia.
Poco dopo giunge da parte francese la 1a divisione (Morand). Il 13°
leggero, in testa alla divisione con 2 cannoni, riprende Hassenhausen ma
è respinto dall’enorme superiorità numerica prussiana e prende posizione
a fianco della 3a divisione (Gudin), prolungando l’ala sinistra fino
alla Saale. Le due ali francesi effettuano un tiro incrociato contro lo
schieramento prussiano.
La 1a divisione (Morand) è caricata dai 30 squadroni prussiani (ma privi
d’artiglieria), si schiera in quadrati di battaglione, attende la carica
per aprire il fuoco a distanza ravvicinata al grido "Vive l’Emepreur!".
Il quadrato del 17° leggero alza i cappelli sulle baionette e
l’ufficiale ordina "Mais tirez donc!" ("Ma tirate dunque"), sentendosi
rispondere da un soldato che ne hanno tutto il tempo. Davout,
all’interno di un quadrato, ha il cappello portato via da una
pallottola. La cavalleria prussiana è respinta in disordine ed è
impossibilitata a continuare i combattimenti. Il principe Guglielmo è
tra i feriti. Solo ora entra in azione l’artiglieria prussiana.
La 1a divisione (Morand) avvolge l’ala destra prussiana, respinge il
primo debole contrattacco della 2a divisione (Wartensleben) ed anche il
successivo più vigoroso, che le costa la perdita dell’allineamento con
la brigata della 1a divisione (d’Orange).
Da parte prussiana non c’è più manovra. I francesi sono privi di riserve
ma è loro sufficiente mantenere lo schieramento a semicerchio per fare
strage di avversari e respingerli verso Auerstädt. La resistenza
prussiana è tuttavia eroica e causa molte perdite ai francesi. La 1a
divisione (Morand) conquista alcune rovine presidiate dalla fanteria e
l’artiglieria prussiana al prezzo di gravi perdite.
11:30 - I francesi raggiungono la linea da Zachwar per Hassenhausen fino
allo sperone a est di Rehhausen.
12:00 - Giunge Kalckreuth con 2 divisioni della riserva prussiana (14
battaglioni, 5 squadroni e 3 batterie, pari a 17.000 uomini) che
Federico Guglielmo III, convinto di aver di fronte un’intera armata,
impiega a spizzico senza riuscire a fermare i francesi: a nord i
reggimenti Principe Augusto, Rheinbahden ed il battaglione granatieri
Knebe, a sud la cavalleria, 2 battaglioni sono schierati a Poppel (sulla
riva destra del Liss Bach) ed altri sulla cresta del Finne, per
proteggere la ritirata.
12:30 - A nord la 3a divisione prussiana (Schmettau), minacciata
d’aggiramento dalla 2a divisione (Friant), ripiega disordinatamente su
Poppel dove entrano anche i francesi. La brigata del principe Enrico di
Prussia, la sola capace di combattere, riprende il villaggio aprendo
così una via ai fuggitivi. Un migliaio di uomini e una bandiera restano
comunque nelle mani di Friant.
La 1a divisione (Morand) è fermata tra l’Inn ed il Liss Bach dalle
truppe leggere del corpo di Blücher e può solo disporre le sue
artiglierie sullo sperone sopra Sonnenkuppe, batte d’infilata la 2a
divisione (Wartensleben) e ne accelera la rotta.
14:00 - I prussiani combattendo ripiegano su tutta la linea verso
Auerstädt e Echartsberg abbandonando gran parte dei loro cannoni. Il re,
che ha un cavallo ucciso sotto di sé, ordina la ritirata verso Weimar,
affidando il compito di copertura ai 10.000 uomini non ancora impegnati
che ha evitato di gettare nella mischia. Blücher cerca di predisporre
una carica di cavalleria ma non trova neppure uno squadrone.
15:00 - Davout attacca la retroguardia prussiana con le divisioni
disposte a semicerchio:
all’ala destra la 2a divisione (Friant) appoggiata al bosco, avvolge e
conquista Eckartberg, presso la quale cade il generale Debilly, ucciso
da un colpo di mitraglia. Il soldato semplice Péré, che somiglia a
Napoleone, avanza gridando "Mes amis, suiviez l’Empereur!" (è poi
promosso caporale e decorato con la Legion d’Honneur. Petit cattura 20
pezzi d’artiglieria prussiana;
al centro avanza la 3a divisione (Gudin);
all’ala sinistra la 1a divisione (Morand) avanza verso Auerstäd
respingendo i deboli contrattacchi prussiani.
I prussiani perdono le alture di Gernstedt, rischiano l’aggiramento e
sono costretti a ripiegare.
16:30 - I prussiani sono in piena rotta inseguiti dal generale Viallanes
con 3 reggimenti di cavalleria francese e dal battaglione rimasto a
guardia del ponte di Kösen. Il grosso dei francesi è troppo stanco e
provato per inseguire gli sconfitti.
La 3a divisione (Schmettau) fugge verso Eckartsberg, la 2a divisione
(Wartensleben) verso Reisdorf e la 1a divisione prussiana (d’Orange)
oltre Auerstädt, dove incontra i prussiani che ripiegano rapidamente da
Jena creando un ingorgo di carriaggi che ostacola la fuga.
L’inseguimento prosegue fino a tarda sera verso Erfurt.
I francesi catturano 115 pezzi d’artiglieria e 3.000 uomini. I prussiani
lasciano 15.000 caduti e feriti contro 6.000 francesi (circa 1/4 degli
effettivi e 1/2 dei generali di brigata e dei colonnelli). Tra i caduti
c’è il generale Billy, tra i feriti i generali Morand, Gudin.
Davout paragona il III° C.A. di Napoleone alla gloriosa X Legio di
Giulio Cesare ed è premiato per la vittoria con la nomina a duca di
Auerstädt.
PULTUSK 26 XII 1806 Francesi Russi
GOLYMIN 26 XII 1806 Francesi Russi
EYLAU 7-8 II 1807 Francesi (N) Russo-Prussiani
Il terreno è ondulato ed il tempo è nevoso.
I russi sono schierati tra Serpallen e Schmoditten: 50.000 uomini
ammassati su un fronte di 2 Km, altri 24.000 uomini estesi all’ala
destra, oltre l’ala francese. Da questo lato è atteso l’arrivo di
8-9.000 prussiani di Anton Wilhelm von Lestocq (a 15 km). L’artiglieria
ammonta a 4-500 pezzi, in gran parte riunita in tre grosse batterie di
40-60 pezzi.
8:00 - I francesi, 63-65.000 uomini e 200 pezzi d’artiglieria (450 in
altre fonti) più 10.000 uomini di Ney attesi nel tardo pomeriggio, si
schierano su un fronte di 3 Km tra Eylau (odierna Bagrationovsk) e
Rothenen:
Il IV° C.A. (Soult) deve logorare l’ala destra ed il centro russi con
l’artiglieria ed una sottile linea di fanteria.
Lo stato maggiore e la Guardia Imperiale (Bassieres) si trovano al
centro, presso il cimitero di Eylau.
Il VII° C.A. (Augereau) e la divisione di cavalleria di riserva (Murat)
sono schierati verso Rothenen ed hanno l’ordine di attaccare l’ala
sinistra russa, contro la quale è previsto anche l’intervento del III°
C.A. (Davout), a 16 km.
Il VI° C.A. (Ney), all’estrema sinistra, ha l’ordine di raggiungere
Eylau impedendo ai prussiani di arrivarci.
Altre fonti riportano 70-80.000 francesi contro 58-70.000 russi e 5.500
prussiani.
La battaglia inizia con una lunga azione di fuoco a scapito soprattutto
del IV° C.A. francese, a causa della numerosa artiglieria russa.
10:00 - Arriva il III° C.A. (Davout) verso Serpallen ed è lanciato
all’attacco il VII° C.A. (Augereau) ma un’improvvisa bufera di neve e
vento riducono drasticamente la visibilità. Il VII° C.A. piega a
sinistra e si trova di fronte il munito centro russo, è bersagliato a
mitraglia da 70 pezzi d’artiglieria, caricato dalla riserva di
cavalleria russa (principe di Galizia) ed in meno di un quarto d’ora
subisce la perdita di ben 5.200 uomini.
La cavalleria russa giunge fino al cimitero di Eylau.
12:00 - L’avanzata russa è fermata dall’intervento di Murat con quattro
intere divisioni di cavalleria (80 squadroni), permettendo ad Augereau
di disimpegnarsi. È una delle più grosse cariche di cavalleria delle
guerre moderne.
Una colonna di 4.000 russi lanciata contro il cimitero è fermata da
alcuni battaglioni della guardia appoggiati da alcuni squadroni dello
stato maggiore, presa sul fianco da una brigata di cacciatori a cavallo
di Murat ed è sbaragliata lasciando numerosi prigionieri.
Ad est il III° C.A. (Davout) è avanzato fino Klein-Sausgarten e
Kuschitten i russi, alleggeriti al centro, riescono a respingerlo fino
ad Auklappen, grazie anche all’arrivo dei prussiani di Lestocq, che
hanno eluso Ney e sono giunti ad Eylau dove Bènnigsen li ha fatti
sfilare alle spalle dello schieramento russo.
21:30 - Dopo tre ore di combattimenti, nei quali i russi dimostrano la
loro tenacia ed il loro sprezzo per la morte, presso Althoff contro
l’ala destra russa giunge Ney ed occupa Schmoditten, che i russi tentano
inutilmente di riprendere. Bènnigsen, temendo l’arrivo del I° C.A.
francese (Bernadotte), approfitta del calare dell’oscurità ed ordina la
ritirata su Königsberg, che è eseguita ordinatamente lasciando in mano
francese 16 cannoni e tutti i feriti.
La sanguinosa battaglia, alla quale è presente lo scrittore Stendhall, è
definita da Ney un “massacro senza risultato ”.
I dispacci ufficiali riportano 1.900 caduti e 5.700 feriti francesi
contro 7.000 caduti russi. Altre fonti e stime riportano 3.000 caduti e
15.000 feriti francesi contro 6.000 caduti e 20.000 feriti russi oppure
18-20-25.000 tra caduti e feriti per parte.
Tra i generali francesi si contano 6 caduti, tra i quali il generale dei
corazzieri d’Hautpoul (Napoleone ordina di fondergli una statua con i
cannoni russi catturati) e 15 feriti, tra i quali Augereau.
Napoleone non insegue i russi in ritirata, rimane ad Eylau fino al 17,
poi ritira la Grand Armée dietro il Passarge lasciando alcuni avamposti
del VI° C.A. sulla Alle.
HEILSBERG 10 VI 1807 Russi Francesi
FRIEDLAND 14 VI 1807 Francesi (N) Russi
2:00 - Presso Friedland giunge Lannes con la divisione granatieri
(Oudinot, 10.000 uomini) ed una brigata di cavalleria (Nansouty, 3.500
corazzieri e carabinieri a cavallo).
Il 9° reggimento ussari in avanscoperta è attaccato da 30 squadroni
russi appoggiati da artiglieria ippotrainata. Al levare del sole il 9°
vede l’armata russa sui piani alla destra dell’Alle, impegnata al
passaggio del fiume sul ponte di Friedland, ed altri due ponti in
costruzione (poi è gettato anche il terzo). Sulla riva destra si trovano
anche due grosse batterie d’artiglieria che dominano la città e parte
del piano sulla riva sinistra, tra Posthenen ed Heinrichsdorf.
Sono già schierati 30.000 russi con la destra di fronte al villaggio di
Heinrichsdorf, il centro al Mülhenfluss (ruscello del Mulino),
profondamente incassato, e la sinistra al villaggio di Sortlack.
Lannes occupa con alcune truppe il villaggio di Posthenen ed il bosco di
Sortlack mentre due divisioni devono rallentare l’avanzata russa verso
Heinrichsdorf, sulla strada tra Friedland e Könnigsberg.
All’inizio dello scontro a fuoco arrivano anche la divisione Dupas
(6.000 uomini) dell’VIII° C.A. (Mortier) e la divisione Verdier (7.000
uomini) del V° C.A. che occupano il villaggio di Heinrichsdorf e lo
spazio tra questo ed il villaggio di Posthenen. I francesi ammontano ora
a 26.000 uomini.
Benngsen crede di avere di fronte un solo C.A. ed intende aprirsi la
strada verso Könnigsberg a forza:
l’ala destra comprende le divisioni 3a, 6a, 7a ed 8a guidate dal
luogotenente colonnello Gortchakov coperte da nugoli di cosacchi,
appoggiate dalla cavalleria guidata dal generale Uvarow ed avanza contro
Heinrichsdorf;
l’ala sinistra comprende le divisioni 1a e 2a (18.000 uomini) guidate
dal principe Bagration ed alcuni distaccamenti di cacciatori, appoggiati
dalla cavalleria della guardia del generale Kollogribov, ed avanza tra
l’Alle ed il Mülhenfluss.
Le due ali, per un totale di 60-75.000 uomini, sono appoggiate da 200
cannoni oltre l’Alle e collegate (insufficientemente) da 4 ponti gettati
sul Mülhenfluss presso Friedland.
6:00 - L’avanzata dei russi su Heinrichsdorf è fermata dall’intervento
di Groucy con una brigata granatieri (Albert) ed i dragoni di Milet,
mentre la brigata Carriè aggira il villaggio. I dragoni francesi sono
caricati dalla cavalleria russa e sono sostenuti dai corazzieri di
Nansouty.
Sul campo giunge Mortier alla testa della divisione Dupas che prende
posto tra Heinrichsdorf e Posthenen. Mortier perde il cavallo sotto di
sé ma piazza abilmente la sua artiglieria e causa gravi perdite ai
russi.
Nel settore sud i granatieri di Oudinot approfittano di tutte le
asperità del terreno pur di fermare l’avanzata russa. In loro appoggio
Lannes schiera la divisione Verdier nel bosco di Sortlack in due
colonne, e le impiega alternativamente. I russi credono questo settore
ben presidiato e lo evitano, cercando piuttosto di aprirsi la strada per
Könnigsberg.
9:00 - I 6.000 cavalieri di Groucy sono attaccati da 12.000 cavalieri
russi. Groucy schiera i corazzieri distesi su tutta la linea, seguiti
dai dragoni, dai carabinieri a cavallo e dall’artiglieria, finge di
contro caricare ed invece ripiega rapidamente attirano in avanti i
russi, che sono presi sul fianco dalle truppe dietro Heinrichsdorf.
Groucy fa dietro-front con i corazzieri e li respinge. La stessa manovra
è ripetuta una seconda volta dopo di che la piana di Heinrichsdorf,
coperta di caduti, rimane in mano francese.
Frattanto all’altra ala, presso Posthenen, i dragoni ed i corazzieri
francesi e sassoni effettuano alcune cariche e si impossessano di 4
cannoni.
11:00 - Arriva Napoleone e si accerta che i russi stiano procedendo il
passaggio dell’Alle (sta passando la Guardia Imperiale Russa) e prepara
dietro il bosco tre grosse colonne con i reparti francesi che arrivano:
all’ala destra è disposto il IV° C.A. (Ney, 14.000 uomini), oltre
Posthenen verso Sortlack, in sostegno dei granatieri di Oudinot, che
hanno l’ordine di poggiare a sinistra per attirare il nemico;
il centro, tra Posthenen e Heinichsdorf, è lasciato al V° C.A. (Lannes);
all’ala sinistra l’VIII° C.A. (Mortier, 10.000 uomini) presidia
Heinrichsdorf a cavallo della strada per Könnigsberg, con i corazzieri
del generale Espange ed i dragoni di Groucy esternamente a sinistra.
16:00 - Con l’arrivo della Guardia (Bessières, 7.500 uomini), del I°
C.A. (Victor, 22.000 uomini) di una divisioni di corazzieri (La
Hussaye), una di dragoni (Latour-Maubourg) e 2 di cavalleggeri (Beaumon
e Colbert) per un totale di 11.500 cavalieri, Napoleone dispone di
81.000 uomini dei quali 20.000 cavalieri, contro 70.000 russi (un’altra
fonte indica 70.000 francesi contro 55.000 russi). Bennigsen vede
l’arrivo dei rinforzi francesi ed è indeciso sul da farsi.
L’Imperatore ordina a Ney di raggiungere i ponti di Friedland e dice a
Mortier "Cet Homme Est Un Lion".
17:30 - Una salva di 20 cannoni dà a Ney il segnale d’attacco. Coperta
da un vivace fuoco d’artiglieria, la colonna di Ney attacca gridando
"Vive l’Empereur! En Avant! A Friedland!". L’artiglieria russa risponde
al fuoco e colpisce alcuni cassoni francesi. Il fumo nasconde Ney ma la
divisione Bisson obliqua troppo a destra e lascia un varco, nel quale si
lancia la cavalleria russa guidata dal granduca Costantin che semina il
disordine. Anche altri reggimenti francesi obliquano troppo a destra, ma
il fuoco di moschetteria francese abbatte quasi tutti i cannonieri
russi. Il corpo di Ney è respinto dai cosacchi seguiti dalla cavalleria
ma è soccorso dalla divisione Dupont del I° C.A. (Victor) che carica gli
inseguitori. Ney riforma velocemente le sue truppe e riprende l’avanzata
ma è fatto a segno dall’artiglieria russa sulla destra dell’Alle.
A sostenere l’avanzata di Ney, Napoleone fa avanzare il generale
Sérnarmont con due batterie (del I° C.A.), ciascuna di 15 cannoni, che
poco a poco sono spostate in avanti (questa manovra non sarebbe
possibile con personale civile addetto al traino). In tre ore tirano
2.600 colpi e 400 scatole a mitraglia. La sinistra russa arretra,
Bennigsen si rende conto del pericolo che corre l’armata se perde i
ponti ed inizia la ritirata che però porta i russi ad ammassarsi davanti
a Friedland dove l’artiglieria francese demolisce i quadrati russi.
18:00 - La fanteria francese attacca i russi disordinati, che iniziano a
fuggire sotto il fuoco dei cannoni di Sérnarmont, giunto a portata dei
ponti che vengono distrutti. Ney entra combattendo a Friedland per la
strada di Eylau mentre Dupont entra da quella per Könnigsberg. Al centro
avanzano le divisioni Oudinot e Verdier, inutilmente contro caricati
dalla fanteria e dalla cavalleria russe.
A nord l’ala destra russa guidata da Gortchakoif carica la divisione
Mortier, sostenuta dalla brigata della guardia Savary e dall’artiglieria
del colonnello Balbois, che causa pesanti perdite ai russi, questi
allora caricano i francesi già a Friedland in fiamme ignorando la
distruzione dei ponti, ed urtano le truppe di Ney. Numerosi russi
rifiutano di arrendersi e combattono fino alla morte, altri cercano di
fuggire a nuoto ed annegano nell’Alle. Parte dell’ala destra russa si
salva grazie ad un guado, dove tuttavia la fuga avviene in disordine.
Ventidue squadroni russi proteggono la ritirata dell’ala destra, ma sono
sconfitti dalla cavalleria di Groucy, dietro di lui 40 squadroni
francesi rimangono privi di ordini e non montano a cavallo. Anche la
Guardia Imperiale francese e due divisioni del I° C.A. (Victor) non
prendono parte ai combattimenti.
20:00 - L’oscurità interrompe l’inseguimento ed i francesi bivaccano sul
campo di battaglia.
I russi lasciano 25.000 tra caduti e feriti (30.000 secondo Napoleone,
16.000 in altre fonti), 80 cannoni, numerosi cassoni e bandiere, contro
7.000 tra caduti e feriti francesi (7 generali); 25 generali russi sono
caduti, feriti o catturati. La Guardia Imperiale russa è massacrata.
Bennigsen annuncia allo czar di aver perduto 10.000 uomini e di essersi
ritirato in ordine, non inseguito dai francesi a causa delle gravi
perdite da loro subite.
Guerra di
Spagna
L'invasione e la 1a Spedizione Inglese
MEDINA DE RIO SECO 14 VII 1808 Francesi Spagnoli
BAYLÈN 20 VII 1808 Spagnoli Francesi
VIMIERO 21 VIII 1808 Inglesi Francesi
DURANGO X 1808 Francesi Spagnoli
PAN CORBO 31 X 1808 Francesi Spagnoli
VALMACEDA 5 XI 1808 Spagnoli Francesi
ESPINOSA 10 XI 1808 Francesi Spagnoli
TULEDA 23 XI 1808 Francesi Spagnoli
SOMOSIERRA 30 XI 1808 Francesi (N) Spagnoli
BONAVENTE 29 XII 1808
LA CORUÑA 16 I 1809 Inglesi Francesi
Quinta Coalizione
SACILE 16 IV 1809 Austriaci Francesi
TEUGEN 19 IV 1809 Francesi Austriaci
ABENSBERG 20 IV 1809 Francesi Austriaci
LANDSHUT 21 IV 1809 Francesi (N) Austriaci
EGGMÜHL 22 IV 1809 Francesi Austriaci
EBELSBERG 3 V 1809 Francesi Austriaci
ASPERN-ESSLING 22-23 V 1809 Francesi (N) Austriaci
Durante la mattinata passano sulla riva sinistra del Danubio la
divisione di fanteria Legrand, i corazzieri di Espagne, i cavalleggeri
di Marulaz e parte dell’artiglieria. I francesi, 25.000 uomini in tutto,
assumono schieramento difensivo:
· All’ala sinistra, affidata a Massena, la divisione Molitor presidia il
villaggio di Aspern.
· Al centro sono schierati i cavalleggeri di Lasalle ed i corazzieri di
Espagne.
· All’ala destra, affidata a Lannes, la divisione Boudet difende
Essling.
· La riserva è formata dalla divisione Lagrand ed i cavalleggeri di
Marulaz.
13:00 - Con, dall’altipiano di Wagram, interviene l’arciduca Karl con
103 battaglioni (85.000 fanti), 148 squadroni (15.000 cavalieri) e 270
pezzi d’artiglieria, in 5 colonne:
· Hiller assalta Aspern ed il bosco tra questo villaggio ed il fiume.
· Hohenzoller, a sinistra del precedente, assale Aspern, seguito da
numerosi reparti di granatieri.
· Davdovitch, seguito dalla cavalleria di Liechtenstein, garantisce il
collegamento tra le due ali.
· Klenau assale Essling.
· Rosenberg, all’ala sinistra, punta su Enzersdorf avvolgendo Essling.
14:00 - Gli attacchi austriaci si intensificano alle ali. Hiller entra a
Aspern e nel vicino bosco, ma la divisione Molitor, sorretta dalla
divisione Lafrand, disputa con accanita lotta il villaggio che per 6
volte è perso e ripreso dai francesi.
All’altra ala la divisione Boudet è attaccata da Klenau ed aggirata da
Rosenberg che ha occupato Enzersdorf.
Al centro la cavalleria francese effettua delle decise cariche
respingendo gli austriaci che rinforzano inutilmente questo settore.
Durante questi combattimenti il generale Espagne, alla testa della sua
divisione, è colpito da un colpo di sciabola ed è ucciso.
19:00 - Dall’isola di Lobau giunge la brigata Saint Germain, guidata dal
generale Nansoutym, che Bessières utilizza al centro per continuare le
efficaci cariche. I francesi ammontano a circa 22.000 fanti, 8.000
cavalieri e 90 cannoni.
Con l’oscurità gli austriaci si ritirano fuori dalla portata del
cannone, ma mantengono l’occupazione di Aspern.
I francesi pernottano sulle loro posizioni, raggiunti dal corpo di
Oudinot, la divisione Saint Hilaire, due brigate di cavalleggeri ed
altra artiglieria.
4:00 - I combattimenti riprendono con maggior accanimento. Gli austriaci
attaccano Aspern appoggiati da numerosa artiglieria, prendono il
villaggio ma sono ricacciati alla baionetta dal 24° reggimento. Gli
austriaci, grazie all’arrivo di rinforzi, tornano all’attacco e prendono
la chiesa, ma anche questa è ripresa dal 4°, dal 46° e da alcuni
reggimenti del Baden. Dopo quattro assalti gli austriaci devono
rinunciare al villaggio.
Napoleone ordina a Lannes un deciso attacco contro il vasto e sguarnito
centro austriaco per spezzare in due l’esercito avversario: a sinistra
Oudinot, al centro la divisione Saint Hilaire ed a destra la divisione
Boudet, seguite dalla Guardia, la cavalleria di Marulaz, di Lasalle,
d’Espagne (morto il giorno precedente) e la divisione Saint Souplice (in
tutto 20 reggimenti di cavalleria).
Sulla riva destra del Danubio è arrivato Davout con le divisioni Friant,
Morand, e Goudin, Vandamme con i Wurttemberghesi, la divisione Nansouty
ed il resto della guardia a cavallo.
7:00 - Gli austriaci hanno portato avanti l’artiglieria e bersagliano le
fitte colonne di truppe causando numerosi caduti. La fanteria austriaca
forma i quadrati ed apre il fuoco sulle truppe francesi è più volte
caricata dai corazzieri guidati d Bessières che la respinge fino al
villaggio di Breitenlee.
L’arciduca Karl alla testa di 17 battaglioni di granatieri contrattacca
e con un violento fuoco disordina i francesi costringendoli a fermare la
loro avanzata.
9:00 - Napoleone (50.000 francesi) sta per lanciare i battaglioni della
Guardia Imperiale, potendo disporre come riserva del corpo di Davout in
arrivo, ma è informato che gli austriaci hanno lanciato dei barconi
lungo la corrente del Danubio abbattendo due ponti alle sue spalle. Sono
persi 14-15 barconi.
Il grande ponte è rotto mentre transita la brigata Colbert a piedi
tenendo i cavalli per le briglie. Uno squadrone del 9° ussari si trova
sulla riva sinistra mentre gli altri squadroni del 9° ussari, il 7° e
22° cacciatori restano sulla riva destra. Le munizioni, traghettate
dalle barche in numero insufficiente, cominciano a scarseggiare tra le
truppe.
Napoleone ordina a Lannes di ripiegare lentamente sulla linea
Aspern-Essling.
La ritirata avviene sotto il fuoco dell’artiglieria austriaca. Quella
francese è impossibilita a rispondere. All’ala sinistra ed al centro i
francesi arretrano combattendo. Gli austriaci lanciano un attacco contro
l’ala destra e cacciano la divisione Boudet da Essling, minacciando di
arrivare ai ponti prima di Massena e di Lannes.
Napoleone lancia all’attacco il generale Mouton con i fusiliers della
Guardia, che riprende Essling in fiamme e lo difende dai più numerosi
austriaci, finché riceve l’ordine di evacuarlo. Georges Mouton è ferito
ed è più tardi nominato conte di Lobau.
Napoleone piazza l’artiglieria sull’isola di Lobau per proteggere la
ritirata delle truppe sull’isola di Lobau. Coperti da Massena,
appoggiato ad Aspern, si ritirano la Guardia, la cavalleria pesante, la
divisione Saint Hilaire, le truppe di Oudinot, le divisioni di Legrand,
Carra Saint-Cyr, Boudet e Molitor. I ponti dall’isola alla sponda
sinistra sono smontati per riparare quelli verso la sponda destra.
Gli austriaci non intervengono, secondo l’arciduca Karl per la
stanchezza e la mancanza di munizioni. Hanno perso 22.518 tra caduti e
feriti, compresi 762 ufficiali, ed in due giorni hanno sparato 51.000
colpi di cannone.
I francesi hanno 5.130 tra caduti e dispersi e 10.387 feriti (1/6 dei
quali non sopravvive). Il generale Pouzet, il generale Jean Louis
Brigitte d’Espagne ed il generale Saint Hilaire sono tra i caduti.
Sull’isola di Lobau il maresciallo Jean Lannes duca di Montebello (che
ha iniziato la carriera militare come volontario nel 1792) è gravemente
ferito alla gamba da un colpo di cannone da 3 libbre sparato da
Enzersdorf (muore a Vienna il 31 V). I francesi hanno sparato 24.000
colpi di cannone e 1.600.000 cartucce.
19:00 - L’imperatore convoca un consiglio di guerra (per la prima volta
dalla vigilia della battaglia di Castiglione) nel quale Massena e Davout
sono d’accordo con lui per rimanere sull’isola.
RAAB 14 VI 1809 Francesi Austriaci
WAGRAM 5-6 VII 1809 Francesi (N) Austriaci
Francia
170.000 uomini
500 cannoni
Austria
155.000 uomini
Perdite:
32.500 francesi morti o feriti
7.000 francesi prigionieri
37.146 austriaci morti,feriti e prigionieri
Mentre Napoleone con il grosso procede lungo la destra del Danubio verso
Vienna, Davout insegue l’arciduca Karl (con 90.000 uomini) verso la
Boemia, dove da Dresda convergono anche le divisioni sassoni
(Bernadotte).
L’arciduca Karl raduna uomini e materiale tra Cham e Bruck e si ritira
lentamente, ma potrebbe anche scendere lungo la sinistra del Danubio e
da Passau raggiungere il corpo di Hiller, che mantiene un atteggiamento
aggressivo. Infatti frontalmente gli austriaci passano l’Inn e
costringono la cavalleria francese a ritirarsi a Neumarkt (23 IV).
Il giorno seguente una divisione bavarese è respinta da Neumarkt su
Vilsbiburg lasciando gravi perdite (24 IV) ed anche la divisione
Jellachich da Monaco mostra segni aggressivi contro i francesi in marcia
verso l’Inn. Queste notizie si aggiungono a quelle preoccupanti del
Tirolo, della Westfalia, della sconfitta di Sacile, ed inducono
Napoleone ad avanzare con maggior cautela (26 IV):
· Davout deve interrompere l’avanzata verso la Boemia e raggiungere
invece Passau per riunirsi con il grosso.
· Bernadotte interrompe egualmente l’avanzata verso la Boemia e rimane a
coprire Ratisbona.
· Il grosso passa l’Isar ed avanza verso l’Inn, con il IV° C.A.
(Massena) all’ala sinistra che deve occupare Passau e Linz per separare
l’arciduca Karl dal corpo di Hiller. Bessières e Lannes giungono a
Mühldorf. Napoleone commenta "Nous Voilà en Autriche!" (Eccoci in
Austria).
· Il VII° C.A. "Bavarese" (Lefebvre) è distaccato in Tirolo.
· È creato il Corpo d’Osservazione dell’Elba (Kellerman conte di Valmy)
con 4 quarti battaglioni di fanteria (a Parigi), 3 mezze brigate di
riserva (a Mayence, Metz e Sedan), 3 reggimenti di dragoni in formazione
e 12 cannoni per un totale di 14.000 uomini. Il suo compito è di
sorvegliare i tedeschi dalla contea di Hanau, dando notizia di essere
50.000, e presidiare le coste contro il pericolo di sbarchi inglesi.
· Altri quarti e quinti battaglioni sono impiegati per presidiare
fortemente Augusta e Ratisbona, allo scopo di garantire le retrovie e
prevenire rivolte.
· Federico re del Württemberg presidia le frontiere con il Voralberg.
Hiller con il corpo dell’arciduca Johan (40.000 uomini) ripiega verso
Vienna rallentando l’avanzata francese dietro l’Inn, il Traun e l’Ems,
mentre Kellachich deve ripiegare in Tirolo.
Nella presa di Passau da parte del IV° C.A. (Massena) si distinguono i
Cacciatori del Po (parmigiani e piemontesi) che si lanciano sul ponte
parzialmente interrotto ed occupano la città facendo 300 prigionieri (26
IV). La città è organizzata come piazza di deposito e munita con le
artiglierie catturate agli austriaci a Ratisbona.
Il IV° C.A. (Massena) occupa Linz, evacuata dagli austriaci affinché non
subisca danni, e attacca sul Traun 30.000 austriaci, forzando il
passaggio presso Ebersberg (3 V) con un sanguinoso combattimento che si
rivela inutile poiché il Corpo "Provvisorio" (Lannes) ha già occupato
Wels e minaccia Ebersberg scendendo lungo la destra del fiume.
L’arciduca Karl da Budweis può raggiungere Hiller per la valle del Traun
o attaccare i francesi alle spalle per Passau o Linz, che Napoleone fa
quindi presidiare dalle divisioni Rouyer e Dupas, del Corpo
"Württemberghese" (Vandamme).
Dopo aver riparato i ponti sull’Ems (4-6 V), l’Armeé d’Allemagne è
costretta dalla mancanza di strade ad assumere uno schieramento in
profondità. L’avanzata prosegue con l’occupazione di Melk (7 V), per
tenere separato l’arciduca Karl da Hiller, ma quest’ultimo riesce a
passare sulla sinistra del Danubio a Krems (8 V).
I francesi investono Vienna (11 V) ed effettuano un breve bombardamento
(1.600 proiettili). Il ventitreenne arciduca Maximilian (fratello
dell’imperatore) si ritira sulla sinistra del Danubio e distrugge i
ponti, lasciando che la città si arrenda (12 V). A meno di un mese
dall’inizio delle ostilità Napoleone entra nella capitale nemica, ma il
grosso dell’esercito austriaco (100.000 uomini) è ancora in campo.
I Tentativi di Forzare il Danubio.
Saint Hilaire effettua il primo tentativo di passare il Danubio,
attraverso l’isola di Shwarze-Laken di fronte al sobborgo di Nussdorf (a
nord di Vienna), ma i 500 francesi sono attaccati da forze superiori
austriache e devono ritirarsi (13 V).
Il grosso dell’esercito austriaco, guidato dall’arciduca Karl, si
avvicina giungendo a Stockerau (15 V).
Vadamme è attaccato presso Linz (19 V), sul fianco francese, da numerose
forze austriache che Napoleone crede siano quelle dell’arciduca. Il
Corpo "Württemberghese" (Vandamme, 9.000 uomini), sostenuto dalle
divisioni sassoni (Bernadotte, 22.000 uomini), respinge gli attaccanti e
scopre dai prigionieri che si trattava del III° corpo austriaco
(generale Kollowrath, 22.259 uomini).
Napoleone si appresta a forzare il Danubio da Ebersdorf, all’estesa
isola di Lobau per poi sfociare nella piana di Marchfeld. Il Corpo
"Württemberghese" (Vandamme) e Davout, con le divisioni Friant, Morand e
Gudin, devono sorvegliare il Danubio a nord di Vienna mentre più a monte
Berandotte deve passare il Danubio per coprire Linz, allontanare gli
austriaci dal fiume e scoprire le loro posizioni (19 V).
Molitor con numerosi voltiguers del 2° di linea in 5 grandi barche
caccia un centinaio di austriaci dall’isola di Lobau (19 V). Per la
costruzione dei ponti sono necessari da 60 a 80 battelli per una
lunghezza complessiva di 920 metri.
Ad Ebesdorf sono raccolti il il IV° C.A. (Massena), la divisione di
corazzieri Espagne, la divisione Saint Souplice, la divisione Nansouty,
le brigate di cavalleggeri Piré e Bruvères (affidate a Lannes) e la
divisione di cavalleggeri Marulaz.
Alcuni dei ponti gettati verso l’isola di Lobau sono distrutti da una
piena (20 V) ma alla sera il IV° C.A. (Massena) riesce a prendere
posizione sull’altra riva tra i villaggi di Aspern ed Essling con 2
divisioni di fanteria ed una di cavalleria, più 2 divisioni della
Riserva di Cavalleria (Bessières). A nord numerosi fuochi segnalano la
presenza dell’armata austriaca.
Il giorno seguente (21 V) la cavalleria smentisce la presenza degli
austriaci, che si limitano a sorvegliare i francesi dalle alture del
Bisamberg. Napoleone si convince che l’arciduca Karl sia ancora lontano
ed ordina a Massena di far posto agli altri corpi, ma così è trascurato
il lavoro alle fortificazioni campali.
Gli austriaci attaccano in forze i francesi lungo tutta la linea
ASPERN-ESSLING (22-23 V) e sono respinti ma inducono Napoleone ad
abbandonale la riva sinistra e ripiegare sull’isola di Lobau.
L’imperatore chiama a sé anche le Eugene Beauharnais vicerè d’Italia con
le sue truppe, Marmont dalla Dalmazia, il VII° C.A. "Bavarese"
(Lefebvre) dal Tirolo ancora ribelle e sollecita l’arrivo di 24.000
uomini in arrivo dalla Francia.
I ponti sono riattati (25 V) e Napoleone torna sulla riva sinistra del
Danubio lasciano il IV° C.A. (Massena) sull’isola di Lobau.
La Ritirata Austriaca dall’Italia.
Eugene de Beauharnais viceré d’Italia riceve rinforzi da Murat re di
Napoli ed insegue l’arciduca Johann in ritirata, riportando alcuni
successi sul Piave (7 V), dove gli causa 2.500 tra caduti e feriti ed
altrettanti prigionieri, a Conegliano (9 V) e sul Tagliamento (10 V),
causandogli altri 1.500 tra caduti e prigionieri.
· Giulay con 10.000 uomini ripiega verso Laybach (Lubiana), poi verso
Grätz, inseguito da Marmont con 16.000 uomini.
· L’arciduca Johann con 20.000 uomini si ritira per Vipacco, il Predil e
per la val Fella, inseguito da Eugene con 30.000 uomini. L’inseguimento
è ritardato al forte di Malborghetto che è infine preso d’assalto dai
francesi (17 V) con la perdita da parte austriaca di altri 3.000 uomini
e 15 bandiere.
L’arciduca Johann e Giulay si riuniscono a Grätz (metà V). La campagna
d’Italia si conclude per gli austriaci con un bilancio passivo di 25.000
prigionieri, 60 cannoni e 15 bandiere.
Napoleone invia ad Eugene Colbert ed il generale Montbrun con le brigate
Jaquinot e Pirè a Bruck portando gli effettivi di cavalleria a 11
reggimenti di cavalleria e 3 reggimenti di dragoni. L’armata ammonta a
36.000 uomini, ai quali si unisce poi anche la divisione Marulaz.
L’arciduca Johann, tallonato da Eugene de Beauharnais per Leoben, Wiener
Neustadt e Spron, è costretto a scendere lungo la Raab verso l’Ungheria,
è raggiunto presso Györ sulla RAAB (14 VI) ed è sconfitto ma riesce a
sottrarsi dall’inseguimento, passa sulla riva sinistra del Danubio a
Komaron ed arriva con i resti della sua armata Presburgo (la cui testa
di ponte sulla riva destra è stata inutilmente attaccata da Davout).
La divisione italiana Saveroli è lasciata a fronteggiare l’arciduca
Johann mentre il grosso dell’Armée d’Italie raggiunge Napoleone.
Gli Altri Fronti.
· In Galizia l’armata dell’arciduca Ferdinand è (tardivamente)
minacciata dall’armata russa del principe Sergio Galitsyne: 4 divisioni
di fanteria, 4 divisioni della riserva di fanteria ed 1 divisione della
riserva di cavalleria, per un totale di 30-45-60.000 uomini, che varca
la frontiera (3 VI 1809) ed avanza lentamente.
· In Tirolo Lefebvre con 2 divisioni attacca il generale Chasteler che
ha occupato una buona posizione difensiva presso Worgell (13 V), lo
mette in piena rotta catturando 3.000 uomini, ed occupa Innsbruk. Liofer
ed il maggiore Teiner riparano sulle Alpi del Brennero mentre Chasteler
e Jellachich ripiegano verso l’Ungheria. La divisione Jelacich tuttavia
ha la strada tagliata dall’Armée d’Italie e si arrende a Saint-Michel.
La rivolta si riaccende alla notizia dello scacco subito da Napoleone ad
Aspern-Essling.
· La Sassonia, la Franconia ed il Palatinato sono invase da colonne
austriache che sperano di provocare insurrezioni contro i governi
filo-francesi, a Dresda, Bayreut e Norimberga, ma i tedeschi rimangono
tranquilli ed in Franconia intervengono anche Jerome Bonaparte re di
Westfalia e Kellerman
· In Spagna Ney è costretto ad evacuare la Galizia (VI 1809).
· In Calabria ed a Villa San Giovanni (presso Sapri) sbarcano 3.000
uomini guidati da Leopoldo di Borbone principe di Salerno (figlio del re
nominale di Napoli) e dal generale inglese Stuard che dispone di 60
vascelli di linea e 206 bastimenti da trasporto (11 VI). La spedizione
occupa poi Ischia e Procida (24 VI).
I Preparativi Francesi ed Austriaci.
In sei settimane 35.000 uomini colmano i vuoti dell’Armeé d’Allemagne
attorno Vienna. Giungono munizioni, materiali ed equipaggiamenti. Dalla
Francia sono chiamati 40.000 coscritti e 13.000 cavalli, a fianco di
contingenti tedeschi, toscani e napoletani. Giungono anche l’Armée
d’Italie e (lentamente) l’Armèe de Dalmatie. L’artiglieria campale è
accresciuta e sono assegnati i pezzi ai battaglioni.
Le truppe ricevono doppia razione giornaliera di vino, grazie alla
requisizione delle scorte dei principi e dei grandi signori dalle
cantine di Vienna.
I ponti all’isola di Lobau sono rinforzati, sono erette palafitte
frangiflutti, un ponte galleggiate è largo 3 corsie ed è illuminato. È
utilizzata anche la "Catena dei Turchi" conservata nell’arsenale di
Vienna dal tempo dell’assedio degli osmani (1684). Sono approntati altri
7 ponti da gettare dall’isola di Lobau alla sponda sinistra del Danubio
(ma più a valle, dietro un’ansa). Il Danubio è sorvegliato da una
flottiglia di cannoniere. L’isola si riempie di strade, baracche,
fortificazioni e sono messi in batteria 113 pezzi d’artiglieria
mascherati da finta vegetazione.
Frattanto l’arciduca Karl riceve altri 50.000 uomini della riserva,
delle guarnigioni e le leve di Moravia ed Ungheria, delle landwerher
provinciali. Sono requisiti il maggior numero di cavalli. Tra Aspers ed
Enzersdorf sono erette fortificazioni, ridotte, palizzate, abbattute. La
linea è presidiata da 150 pezzi d’artiglieria asportati dalle fortezze
di Boemia e Moravia. Alla "Casa Bianca", presso Enzersforf, è costruita
una ridotta con 6 cannoni.
Il Forzamento del Danubio.
31 V - Gli austriaci effettuano un tentativo di passare il Danubio tra
Krems e Hollenburg ma i 1.200 uomini sono respinti dal corpo di Vandamme
appoggiato dalla cavalleria di Pajol.
30 VI - Il IV° C.A. (Massena) getta un ponte di barche in fondo all’ansa
del Mulino e passa il fiume con una divisione, protetto da un poderoso
fuoco d’artiglieria, creando un diversivo. La notte gli austriaci si
schierano tra Aspern ed Essling.
1 VII - Le truppe francesi iniziano il passaggio sull’isola di Lobau.
Gli austriaci lanciano inutilmente alcuni burlotti contro i ponti.
4 VII - L’artiglieria francese induce l’arciduca Karl a ritirarsi oltre
la Russ, garantendosi la via di ritirata per la Boemia o la Moravia. Il
cavallo di Massena cade con il suo cavaliere che è leggermente ferito.
Durante tutta la notte l’artiglieria continua il fuoco sulle posizioni
austriache, le cannoniere effettuano attacchi di disturbo, il Danubio è
attraversato dalle vetture che trasportano viveri e munizioni e sono
gettati 4 ponti dall’isola alla riva sinistra, a sud di Enzerdorf (ore
23:30). La testa di ponte è subito rinforzata da 4-5 ridotte munite da
pezzi d’assedio e mortai.
5 VII - Napoleone, ignaro dell’arretramento austriaco, inizia il
passaggio del grosso sulla riva sinistra (ore 4:00) sotto la protezione
del continuo fuoco d’artiglieria e della cannoniere. Sono necessari solo
brevi combattimenti a Enzersdorf (Saint-Croix con 2.500 granatieri), al
castello di Sachsengang, ed a Mühlletten. La manovra sorprende
l’arciduca Karl che ha presidiato questo settore solo con il corpo di
Nordmann.
I francesi passano con 70.000 uomini (ore 9:00) ed iniziano a
schierarsi:
· I corpi di Massena (ala sinistra, presso Enzerdorf,), Oudinot (centro)
e Davout (ala destra, presso Ratzendorf,) si schierano ed avanzano
lentamente per far posto agli altri corpi.
· In seconda fila si dispongono il corpo di Bernadotte (ala sinistra),
Marmont e Wrède (centro), e L’Armée d’Italie (ala destra).
· In terza fila si dispongono la Guardia Imperiale i corazzieri di
Bessières.
Ultimato il passaggio e lo schieramento, i francesi proseguono
decisamente l’avanzata contro gli austriaci allargando il loro
schieramento:
· Bernadotte ed Eugene affiancano il centro della prima linea
permettendo alle ali di allargarsi.
· Massena occupa Essling e Breitenlee, con le orami inutili
fortificazioni erette dagli austriaci.
· Oudinot si sposta all’ala destra ed avanza contro il villaggio di
Rutzendorf, fatto occupare dall’arciduca Karl.
· Davout prende il posto di Oudinot al centro, raggiunge ed occupa
Glinzerdorf, ostacolato dai campi incendiati dagli obici austriaci (i
cassoni rischiano di saltare).
A sera Bernadotte, Eugene e Oudinot passano il profondo ruscello
paludoso di Russbach sotto il fuoco austriaco.
Davout ha l’ordine di prendere Wagram ma l’oscurità disordina due
divisioni sassoni e due francesi che si scambiano alcune fucilate,
scambiano la brigata di cavalleria Salme per austriaca e ripiegano prese
dal panico (il giorno seguente non possono essere impiegate). Al centro
l’attacco confuso contro Baumersdorf è respinto e solo Neusiedel,
all’ala destra, è occupato perché poco presidiato, ma Napoleone ordina
di ripassare il Russbach e la ritirata avviene in disordine, senza che
gli austriaci intervengono.
Alla fine degli scontri (ore 23:00) i francesi hanno scoperto che gli
austriaci sono in forze sulla linea Stadelau-Gerarsdorf-Wagram-Neusiedel
e non sono intenzionati a disimpegnarsi. Oudinot lascia 5.000 caduti.
L’arciduca Johann da Presburgo ha raggiunto Marchfeld per unirsi al
grosso.
Napoleone rafforza il centro ed emana le disposizioni per la battaglia,
mentre l’arciduca Karl estende e rafforza le ali del proprio
schieramento. La notte è fredda ed all’armata francese manca legna per i
bivacchi.
6 VII - Battaglia di WAGRAM: I francesi, guidati da Napoleone,
sconfiggono gli austriaci.
L’Inseguimento.
7 VII - Bellegarde, Klenau e Kolowrarh con 60.000 austriaci ripiegano
per Karl, Znaym ed Iglau verso Praga, protetti da principe di Reuss alla
retroguardia, mentre Rosenberg e Hohenzollern con altri 20.000 uomini si
ritirano verso Nikolsburg. I francesi devono scoprire la direzione della
ritirata avversaria:
All’estrema sinistra Massena avanza verso Kornneuburg; Davout avanza
verso Wolkersdorf, Napoleone verso Stammersdorf, Montbrun verso Brünn (e
la Moravia) con tre brigate leggere (500 cavalieri), Eugenio e Nansouty
verso Stocherau e Marmont verso Nikolsburg.
8 VII - Napoleone con la cavalleria pesante della guardia raggiunge
Wolkersdort dove a causa della stanchezza sta male e deve fermarsi.
Bassières, Oudinot e la Guardia Imperiale procedono per Nikolsburg e
Znaïm.
Jerôme con 20-25.000 avanza verso Dresda, Massena con una divisione di
cavalleria pesante e tre divisioni di fanteria (Legrand, Carra Saint-Cyr
e Molitor) avanza oltre Stocherau e scopre la retroguardia austriaca
(principe di Reuss). Marmont, con il corpo giunto dalla Dalmazia ridotto
ad 1/4 degli uomini, giunge a Laa.
9 VII - Massena raggiunge il principe di Reuss. Napoleone fa convergere
a Nikolsburg Marmont, Davout, la cavalleria e l’artiglieria della
Guardia, seguiti da Oudinot con la fanteria della Guardia.
10 VII - Massena con 8.000 uomini ingaggia presso Hollabrunn la
retroguardia il principe di Reuss e la respinge in disordine.
16 VII - Combattimento di Znaïm: Marmont supera la Thaya a valle di
Znaïm. La divisione Glauser caccia 5-6.000 austriaci dal bacino di Znaïm
e cattura due bandiere del reggimento Arciduca Karl. Oltre la Thaya i
francesi scoprono il grosso degli austriaci in marcia sulla strada di
Hollabrunn.
Montbrun accerchia il villaggio di Znaïm, cattura 300 austriaci e se ne
trova davanti 40.000, quindi assume posizione difensiva su una scarpata
appoggiandosi al villaggio di Tesswitz. Massena accorre al tuono del
cannone.
Gli austriaci attaccano e prendono e perdono più volte il villaggio che
a sera è ancora in mano ai francesi.
17 VII - Napoleone rimuove Marmont, colpevole di non aver dato sue
notizie, e raggiunge Massena con i cavalleggeri polacchi. Massena invia
verso Schallersdorf la divisione Lagrand, questa attacca il ponte sulla
Thaya, barricato dagli austriaci, e se ne impossessa. Nel pomeriggio un
temporale obbliga la temporanea sospensione dei combattimenti, poi gli
austriaci riprendono il ponte ma arriva la divisione Carra Saint-Cyr che
riconquista i ponte e cattura 800 uomini.
Arrivano poi Marmont, che avvolge Tesswitz, e la cavalleria della
Guardia (Montbrun ed i corazzieri di Saint-Suplice). Napoleone propone
un armistizio (ore 21:00) che gli austriaci accettano.
Massena lascia 2.000 tra caduti e feriti contro 5.000 prigionieri, 3.000
caduti e feriti austriaci ed i combattimenti terminano alle grida di
"Vive L’Empereur!" e "La Paix!".
La Spedizione Inglese in Olanda.
Gli inglesi approntano una spedizione contro Anversa stimando che
l’Olanda sia difesa da 8.000 uomini, mentre sono presenti solo qualche
brigata provvisoria e le guardie nazionali, senza artiglieria né
cavalleria.
25 VII - La spedizione esce dai porti inglesi. L’ammiraglio John
Stracham guida 40 vascelli, 30 fregate, 82 corvette e brigantini, 500
trasporti e numerose scialuppe (ma il tonnellaggio è 1/4 di quello
previsto). Lord Chatham dispone di 30.000 fanti, 2.500 cavalieri e 3.000
artiglieri con 150 cannoni.
29 VII - La flotta inglese è in vista delle coste della Fiandra, presso
l’isola di Walcheren, ma un forte vento impedisce lo sbarco. I trasporti
restano all’imboccatura del canale di Walcheren (entro il quale si è
rifugiato l’ammiraglio Missiessy con la flotta francese) mentre le navi
penetrano nel canale di Weeregat, sbarcano 15.000 uomini, sconfiggono il
generale Osten con 1.500 uomini, catturando 2 cannoni e prendono
Middlebourg.
2 VIII - La divisione inglese Hope, sbarcata sull’isola di Sud-Bevelard,
ottiene la resa del forte di Batz dal generale olandese Bruce che
nonostante abbia 30 cannoni non offre resistenza. Napoleone chiede il
suo arresto e la sua esecuzione. Fouchè ed il ministro della guerra
Clarke dirigono su Anversa 20.000 uomini tra truppe francesi, polacche,
gendarmi, guardie nazionali e 10.000 olandesi. Louis Bonaparte re
d’Olanda propone di allagare vaste zone e di bloccare tutti i canali
affondano alcune navi, ma Decaux lo calma. Napoleone crea l’"Armeé du
Nord" affidata a Bernadotte.
11 VIII - Gli inglesi bombardano Flessinga con 1.000 cannoni della
flotta e 60 sbarcati.
15 VIII - L’"Armeé du Nord" (Bernadotte, 20.000 uomini e 24 cannoni)
entra ad Anversa.
16 VIII - Il generale Monnet, difensore di Flessinga, si arrende.
25 VIII - I primi vascelli inglesi, risalendo il canale di Walcheren
verso Anversa, giungono davanti Batz ma la febbre decima le truppe. I
malati sono 7.000.
2 IX - La spedizione è sospesa. I malati (25.000 su 44.000) sono
evacuati. A Walcheren restano 12.000 inglesi.
Gli Altri Fronti.
· In Galizia il principe Sergio Galitsyne con due divisioni russe
(24.000 uomini) giunge sulla Saar ma non sostiene il generale polacco
Sokolncki che è costretto ad evaquare Sandomir. Alla notizia della
battaglia di Wagram, Poniatowski riprende l’avanzata e costringe gli
austriaci ad evacuare Cracovia (14 VIII), ma dopo l’armistizio gli
austriaci consegnano la città ai russi. Poniatowski entra a Cracovia e
dopo uno scontro con gli ussari russi sulla piazza d’armi raggiunge un
accordo per l’occupazione in comune.
· In Calabria il generale Partouneaux ributta in mare i 3.000 siciliani
che bloccano il forte di Scilla e lo fa saltare. Gli Inglesi sgombrano
la Calabria.
· Le ribellioni in Germania si dissolvono. Il maggiore Ferdinand von
Schill è catturato e fucilato.
· In Tirolo le truppe bavaresi di Lefebvre sono raggiunte da Baraguay
d’Hilliers con 6.000 italiani e da truppe würtemberghesi. La regione, a
prezzo di gravi sforzi, è apparentemente sottomessa.
La Pace di Schönbrunn.
L’armistizio di Znaïm è trasformato nella pace di Schönbrunn, detta
anche Pace di Vienna (14 X 1809). L’Austria accetta le seguenti
imposizioni:
· sciogliere la Landwehr, ridurre l’armata di linea della metà e
distruggere le fortificazioni di Vienna, Brünn, Grätz, Klagenfurt, Raab
e Spitz,
· riconoscere le conquiste francesi, l’annessione di Roma, i diritti
francesi sul Portogallo, quelli di Murat sulla Sicilia,
· impegnarsi a partecipare al Blocco Continentale,
· espellere i francesi ed i belgi al suo
servizio,
· cedere parte della Galizia al granducato di Varsavia e parte alla
Russia, il Salisburghese al regno di Baviera, la Carniola, parte della
Carinzia ed il Friuli al regno d’Italia, ed infine l’Istria, Fiume, la
Dalmazia e la Croazia alla Francia, che istituisce le Provincie
Illiriche (29 XI).
A Parigi 100 cannoni salutano la pace. L’Impero è al suo apogeo.
Guerra di Spagna
La 2a Spedizione Inglese
MEDELLIN 25 III 1809 Francesi Spagnoli
OPORTO 12 V 1809 Inglesi Francesi
TALAVERA 27 VII 1809 Anglo-Spagnoli Francesi
OCANA 19 XI 1809 Francesi Spagnoli
BUSACO 27 IX 1810 Anglo-Portoghesi Francesi
BARROSA 5 IV 1811 Inglesi Francesi
FUENTES DE ONORO 3-5 V 1811 Inglesi Francesi
LA ALBUERA 16 V 1811 Anglo-Portoghesi Francesi
ARROYO DOS MOLINOS 11 X 1811
SALAMANCA 22 VII 1812 Anglo-Spagnoli Francesi
VITORIA 21 VI 1813 Anglo-Spagnoli Francesi
RONCESVALLES 25 VII 1813
MAYA 25 VII 1813 Francesi Inglesi
SORAUREN 28-30 VII 1813 Anglo-Spagnoli Francesi
up
Sesta Coalizione
Campagna di Russia
INKOVO 8 VIII 1812 Russi Francesi
SMOLENSK 17 VIII 1812 Russi Francesi
POLOTSK (Ia) 17-18 VIII 1812 Francesi Russi
BORODINO 7 IX 1812 Francesi (N) Russi
Il feld-maresciallo Mikhail Ilarionovic Golenitchev Kutùsof dispone di
72.000 fanti, 10.000 miliziani, 17.000 cavalieri, 7.000 cosacchi, 14.500
artiglieri con 640 pezzi d’artiglieria per un totale di 120-140.000
uomini ben motivati.
I russi sono schierati su un fronte di 7 chilometri:
L’ala destra, guidata da Miloradovitch, è schierata dalla Moskowa alla
grande strada per Mosca.
Il centro, guidato da Barclay, è schierato dalla strada per Mosca a
Semenofskoie, appoggiato alla "Grande Ridotta", munita di 21 pezzi
d’artiglieria.
L’ala sinistra, guidata da Bagration (2a Armata Occidentale), è
schierata da Semenofskoie alla foresta di Ulitza, appoggiato alle tre
ridotte chiamate "Frecce Bagration".
Nella foresta di Ulitza è schierato un corpo incaricato di attaccare il
fianco avversario e spingerlo verso il profondo letto della incassato
Kolocza.
Il giorno prima della battaglia, Kutùsof fa sfilare davanti alle truppe
l’icona della Madonna di Smolensk.
2:00 - Napolone si alza.
3:30 - I Francesi, 56.000 fanti, 28.000 cavalieri e 587 pezzi
d’artiglieria, iniziano a schierarsi (altre fonti indicano 130.000
uomini, non tutti motivati):
All’ala sinistra il IV° C.A. (italo-francesi di Eugene) rinforzato con
due divisioni del I° C.A. (Davout), seguito dal 3° Corpo di Cavalleria,
con l’incarico di prendere Borodino, passare sulla destra della Kolocza
ed attaccare la "Grande Ridotta".
Al centro il III° C.A. (Ney), seguito dal 2° e dal 4° Corpo di
Cavalleria, deve attaccare Semenofskoie e le "Tre Frecce" (tre ridotte a
punta in terra battuta).
All’ala destra il resto del I° C.A. (Davout) ed VIII° C.A. (westfaliani
di Junot), seguiti dal 1° Corpo di Cavalleria, devono impegnare l’ala
sinistra russa mentre il V° C.A. (Poniatowski, 10.000 polacchi) deve
avvolgerla da sud attraverso i boschi di Ulitza.
La riserva, schierata dietro centralmente presso il villaggio di
Schwaradin, comprende la Guardia Imperiale (18.000 uomini), la divisione
Friant del I° C.A. e due batterie da 60 pezzi.
5:30 - Sorge il sole, che Napoleone paragona al "Sole di Austerlitz".
6:00 - L’artiglieria della guardia francese, schierata presso la
ridotta di Schwaradino, apre il fuoco, segnalando l’inizio della
battaglia.
6:30 - La divisione Companas, del I° C.A., appoggiata da 30 pezzi
d’artiglieria e seguita dalla divisione Dessè, inizia l’assalto contro
le "Frecce". Companas rimane tra i feriti. A nord La divisione Delzons,
dopo un breve combattimento, respinge i cacciatori russi da Borodino. I
francesi prendono il ponte sulla Kolocza ma i russi lo riconquistano e
lo incendiano.
7:00 - Il III° C.A. (Ney), appoggiato da 60 pezzi d’artiglieria
capitanati da Foucher, impegna il centro russo ma il pesante fuoco lo fa
deviare a destra, verso le "Frecce". Violenti e ripetuti assalti
frontali sono lanciati contro le postazioni russe. Le dense formazioni
russe sono fatte a segno da 110 cannoni e 16 obici francesi, piazzati
contro Semenofskoie.
Davout, ferito davanti le "Frecce", è sostituito da Kupp. I russi
impiegano subito le loro riserve.
All’altra ala invece il VIII° C.A. (westfaliani di Junot) è lasciato a
Mojaik.
8:00 - Le "Frecce" sono prese dai francesi, che vi issano 300 cannoni.
I russi iniziano una serie di vani e sanguinosi contrattacchi sotto il
fuoco dell’artiglieria francese. La cautela con cui Napoleone invia i
rincalzi permette a Kutùsof di spostare forze dall’ala destra al centro.
9:00 - All’ala sinistra il 30° reggimento della divisione Morand è
respinto dalla Grande Ridotta. La Guardia Imperiale russa contrattacca
al centro, soccorso dalla divisione Friant con 80 cannoni.
9:30 - Murat carica al centro, tra le "Frecce" e la "Grande Ridotta",
con il 4° Corpo di Cavalleria, la divisione Caulaincourt, il 5°
reggimento corazzieri. Eugène da nord e Latour-Maubourg dal centro
attaccano la Grande Ridotta. Murat chiede l’intervento della Guardia per
sfondare il centro russo, ma Napoleone rifiuta.
10:00 - I francesi, appoggiati da 400 cannoni, proseguono i sanguinosi
attacchi contro la Grande Ridotta, difesa da Bagration. Al centro Murat,
appoggiato da Junot, guida un’altra grossa carica di cavalleria ma è
respinta. Bagration rimane tra i caduti.
12:30 - La divisione Friant, coadiuvata dai corazzieri, occupa
definitivamente il villaggio di Semenofskoie.
14:00 - L’attacco generale alla Grande Ridotta deve essere rimandato
perché i russi contrattaccano a nord. La fanteria russa è agevolmente
respinta. La cavalleria russa ed i cosacchi di Platov tentano di
avvolgere la sinistra francese ma sono contenuti. Un reggimento ussari
della guardia russa carica tre volte un quadrato di italiani che lo
respingono aprendo il fuoco a 30 passi.
14:30 - Riprendono gli attacchi contro la "Grande Ridotta", ridotta ad
un cumulo di terra dall’artiglieria. Cinque reggimenti di cavalleria
francese lanciano un attacco avvolgente contro la Grande Ridotta,
lasciano gravi perdite ma tenengono impegnati gli artiglieri russi
mentre la fanteria avanza.
15:00 - I francesi riconquistano la "Grande Ridotta" (17°, 21° e 35°
reggimento), catturano venti cannoni e li girano verso i russi. All’ala
destra il V° C.A. (Poniatowski) occupa le alture di Ulitza. I russi,
respinti ai villaggi di Kniaskowo e di Psarewo, iniziano a ripiegare in
ordine, lentamente, portando via tutto il materiale e senza lasciare
prigionieri, disturbati solo dall’artiglieria francese. Napoleone evita
di lanciare la Guardia Imperiale.
20:00 - La battaglia è finita.
I russi lasciano 12-13-30-40-44-45-50-60.000 tra caduti e feriti,
compresi Bagration, 40 generali ed 8-9.000 cavalieri (il 60%), oltre a
5.000 prigionieri.
I francesi hanno 9.000 caduti e 15.000 feriti o 28-30.000 perdite in
tutto. Tra i caduti ci sono 110 colonnelli e 43 generali: Montrun, a
causa di un colpo d’artiglieria, Caulaincourt, Tharreau, i generali di
brigata Compère, Plouzonne, Marion, Huard. Il bollettino della Grande
Armée dichiara 2.500 caduti e 7.500 feriti. L’artiglieria francese ha
tirato 70-91.000 colpi, la fanteria un milione e mezzo di cartucce.
Ney è nominato principe della Moskowa (25 III 1813). Napoleone la chiama
"Battaglia de La Moskowa", il nome del fiume, per sottolineare che è
avvenuta presso Mosca, e la definisce la sua "Battaglia dei Giganti"
(paragonandola alla battaglia di Marignano, 1515).
Kutùsof, per tenere alto il morale della nazione, emana un bollettino di
vittoria in cui dichiara di aver fatto a pezzi i francesi, distrutto la
Guardia Imperiale di Napoleone, catturato 100 cannoni e 16.000 uomini,
tra i quali Eugene, Ney e Davout.
MALOYAROSLAVETZ 24-25 X 1812 Russi Francesi
FIORDOROIVSKOY 3 XI 1812 Russi Francesi
POLOTSK (IIa) 14 XI 1812 Francesi Russi
KRASNOE 17 XI 1812 Francesi Russi
BEREZINA 27-28 XII 1812 Francesi (N) Russi
Sesta
Coalizione
Campagna di Germania
LÜTZEN 2 V 1813 Francesi (N) Russo-Prussiani
Napoleone ordina di sorvegliare Pegau ed avanza sulla sinistra della
Saale, verso Jena e Naumburg:
Il IV° C.A. (francesi, italiani e tedeschi di Bertrand) avanza da sud su
Kaja venendo a porsi sull’ala destra dello schieramento.
Il VI° C.A. (Marmont) avanza a centro verso il Grünabach.
Il III° C.A. (franco-tedeschi di Ney), costituisce l’avanguardia ed
avanza verso Zwenkau.
A nord l’XI° C.A. (Macdonald), costituisce l’ala sinistra, avanza verso
Markranstädt per procedere poi su Lipsia o Zwenkau.
Il V° C.A. (Lauriston) avanza da Merseburg verso Lipsia (dietro al
precedente).
In mattinata (tra le 8:00 e le 9:00) i francesi scoprono che il nemico
risale la Pleisse verso Zwenkau e Borna, quindi il IV° C.A. (Bertrand)
riceve l’ordine di fermarsi a Stossen, per coprire Naumburg, minacciare
Zeitz e Pegau, mentre il III° C.A. (Ney) è fermato a Kaja.
A nord le due divisioni del V° C.A. (Lauriston) trovano forte resistenza
al passaggio del Elster verso Lipsia (ore 9:00) e sono raggiunte da
Napoleone, poi anche da Ney.
Al centro il III° C.A., privo del maresciallo Ney, è attaccato
violentemente da reparti di cavalleria nemica presso Kaja. I francesi si
dispongono in quadrato e Napoleone commenterà con la frase "È una
battaglia d’Egitto".
Su Kaja Napoleone fa convergere da nord l’XI° C.A. (Macdonald), che
scende da Markranstädt, da sud il VI° C.A. (Marmont) mentre il IV° C.A.
(Bertrand) da Stossen deve raggiungere Pegau per avvolgere il nemico da
sud. La Guardia deve disporsi dietro il III° C.A. e fare da riserva.
Alle 5 divisioni del III° C.A. è dato l’ordine di resistere sul posto.
Kaja e gli altri villaggi sono più volte persi e riconquistati. Alcuni
battaglioni francesi finiscono in rotta. Gerard è ferito ma rimane
infine padrone di Kaja. A sera Drouot, i generali Dulavloy e Devaux
schierano una grande batteria di 80 pezzi dietro il III° C.A. e la
Giovane Guardia (Mortier) interviene su Kaja. Intervengono all’ala
destra Eugenio ed a quella sinistra l’XI° C.A. (Macdonald).
Wittingenstein, che ha impiegato 70.000 uomini sui 150.000 ai suoi
ordini, lascia 15.000 tra caduti e feriti (tra questi il generale
prussiano Scharnhorst), 2.000 prigionieri e ripiega oltre l’Elster
protetto dalle cariche della cavalleria. Non può essere inseguito a
causa della stanchezza e della poca cavalleria disponibile.
Napoleone stima le forze russo-prussiane sui 160-200.000 uomini, i
caduti coalizzati 20-30.000 contro 3.000 caduti, 10.000 feriti e 2.000
prigionieri francesi.
Alla battaglia hanno preso parte 85.000 francesi. Non hanno partecipato
i C.A. II°, V°, VII°, XII°, alcune divisioni del IV° C.A. e della
Guardia.
BAUTZEN 20-21 V 1813 Francesi (N) Russo-Prussiani
Dopo la sconfitta di Lützen, lo czar Alessandro e Federico Guglielmo III
re di Prussia lasciano rapidamente Dresda e Wittingenstein si ritira
dietro l’Elba per coprire Berlino e Breslavia.
Il grosso dei francesi raggiunge Dresda (10 V), Ney con i C.A. III°, II°
(Victor) e VII° (franco-sassoni di Reynier) avanza a nord su Wittenberg
e Torgau, il V° C.A. (Lauriston) garantisce il collegamento tra le due
masse. Frattanto a nord Davout avanza su Amburgo. La linea dell’Elba
superiore è occupata (10 V). Napoleone e Federico Augusto re di Sassonia
si trattengono a Dresda (11-18 V).
I Russi ripiegano verso Breslavia (Slesia) mentre Blücher retrocede ad
Haynau ma Napoleone non ha notizie dei prussiani e ritiene che siano
usciti dalla battaglia di Lützen troppo malconci per rappresentare un
pericolo immediato. A Stransuld sbarcano le truppe svedesi (18 V)
guidate dal francese Bernadotte, principe ereditario di Svezia.
Eugenio è inviato in Italia. Ney con i C.A. II° (Victor), III°
(franco-tedeschi), V° (Lauriston) e VII° (franco-sassoni di Reynier)
raggiunge Luckau (13 V), a metà strada tra Berlino e Dresda, mentre il
grosso avanza verso Breslavia.
Davanti Berlino si trovano solo alcuni corpi di cavalleria guidati da
Bülow, i russo-prussiani sono sull’Alta Sprea presso Bautzen (Sassonia),
famosa per la vittoria Federico II "Il Grande" re di Prussia nel 1758.
Su Bautzen avanzano frontalmente i C.A. IV° (francesi, italiani e
tedeschi di Bertrand), VI° (Marmont), XI° (Macdonald), XII°
(franco-bavaresi di Oudinot), la Guardia ed il 1° Corpo di Cavalleria
(Latour-Maubourg) appena giunto al fronte.
Sul fianco deve intervenire Ney con i C.A. III° (franco-tedeschi), V°
(Lauriston) e VII° (franco-sassoni di Reynier), da Spremberg,
Hoyerswerda e Drehsa, tagliando la ritirata in Slesia.
Il piccolo II° C.A. (Victor, 2 divisioni) è lasciato a fronteggiare
Bülow.
I francesi giungono in vista della forte posizione di Bautzen (18 V),
posta sulle pendici frastagliate dietro al profondo fossato della Sprea,
rinforzato da ridotte e trinceramenti. Napoleone prepara l’assalto.
Bertrand invia alcuni battaglioni italiani della 15a divisione (Peyri) a
cercare il collegamento con Ney ma nei boschi presso Königswartha sono
sorpresi e sbaragliati da preponderanti forze nemiche che sono poi
respinte dall’arrivo del V° C.A. (Lauriston).
Alcuni reparti francesi passano la Sprea a monte ed a valle di Bautzen
ed occupano la città ma non si impegnano a fondo attendendo l’arrivo di
Ney. I russo-prussiani credono che le forze in arrivo da nord siano poco
numerose e rimangano nella forte posizione di Bautzen.
I francesi attaccano le posizioni principali nemiche al centro e a
destra (25 V).
Ney passa la Sprea a Klix ed arriva a Preititz, ma invece di procedere
per Drehsa ed Hochkirch secondo gli ordini piega a destra direttamente
verso Bautzen ed urta le riserve nemiche, che lo respingono rioccupando
Preititz.
Premuti frontalmente e da Klix, i russo-prussiani ripiegano verso
sud-est, a Hochkirch ed a Löbau. Ney sbocca a Wurschen e si congiunge a
Marmont ma oramai è troppo tardi.
Alla battaglia hanno preso parte 150.000 francesi e 90.000
russo-prussiani. Napoleone cattura alcuni cannoni e poche centinaia di
prigionieri.
La vittoria, benché non sia decisiva, permette ai francesi di continuare
l’avanzata:
Reynier procede con combattimenti contro le retroguardie avversarie a
Reickenbach, dove una cannonata uccide il maresciallo di palazzo Gerard
Christophe Michel Duroc ed è ucciso il generale Kirgener, con
l’occupazione di Görlitz (23 V).
Ney passa la Neiss (24 V), entra a Buntzlau ed affronta i
russo-prussiani di Blücher ad Haynau, costringendoli ad assestarsi a
Schweidnitz (Swidnica), addossati alla Boemia austriaca.
Il V° C.A. (Lauriston) occupa Breslavia (1 VI).
Il XII° C.A. (franco-bavaresi di Oudinot) sconfigge Bülow che è sceso
dietro Ney fino ad Hoyerswerda (26 V) ed insieme al II° C.A. (Victor)
avanza verso Berlino fino a Luckau (4 VI).
Più a nord il I° C.A. (Davout) raggiunge Amburgo (31 V) ed avanza verso
la Pomerania.
GROSS-BEEREN 23 VIII 1813 Francesi Austriaci
PIRNA 26 VIII 1813 Francesi Prussiani
KATZBACH 26 VIII 1813 Francesi Prussiani
DRESDEN 26-27 VIII 1813 Francesi (N) Austro-Russo-Prussiani
L’Armata di Boemia (Schwarzenberg) frattanto avanza per Peterswald e
Königstein verso Dresda (21 VIII). Napoleone sposta le truppe per
assalirla e raggiunge Görlitz (sera del 23 VIII):
In Slesia, dietro il Bober, rimane Macdonald con i C.A. XI°, V°
(Lauriston), III° (Scrhamm), il 2° corpo di cavalleria (Sebastiani), per
un totale di 80-100.000 uomini, con il compito di fronteggiare l’Armata
di Slesia (Blücher, 98.000 uomini).
Ney raggiunge il XII° C.A. (franco-bavaresi di Oudinot) per riprendere
l’avanzata su Berlino.
La Guardia, giunta da Förlitz raggiunge Stolpen (25 VIII).
Dalla Slesia il VI° C.A. (Marmont) ed il 1° corpo di cavalleria
(Latour-Maubourg) convergono a Stolpen (25 VIII).
Dai Sudeti i C.A. I° (Vandamme), II° (Victor) ed il 4° corpo di
cavalleria (Kellermann), convergono anch’essi a Stolpen, dove si trova
quindi il grosso dei francesi.
L’VIII° C.A. (polacchi di Poniatowski) è Zittau, di collegamento tra il
grosso e Macdonald.
Il grosso procede quindi per Dresda (24 VIII), difficilmente difendibile
da sola contro le preponderanti forze dei coalizzati, mentre il I° C.A.
(Vandamme) è inviato a passare l’Elba a Pirna per colpire alle spalle
Schwarzenberg.
L’Armata di Boemia (Schwarzenberg) avanza lentamente su quattro colonne
e sbocca sui colli tra Dohna e Mariensberg (22 VIII). In quattro giorni
compie poco più di 50 Km ed attacca Dresda il pomeriggio del 26. Nel
frattempo Napoleone ha fatto percorrere alle sue truppe 150 Km in 3
giorni ed è a Dresda alle 10:00 del 26 agosto.
Alle 15:00 i Coalizzati dalle colline attaccano i ridotti e le opere
campali difese da due divisioni XIV° C.A. (S. Cyr) e dalla guarnigione.
Dopo tre ore gli attaccanti appaiono stanchi e non hanno conseguito
alcun risultato. La terza divisione di S. Cyr, rimasta di riserva, e
20.000 cavalieri guidati da Murat, Pajol e Latou-Maubourg
contrattaccano.
Il reggimento dragoni del Regno d’Italia effettua 7 cariche e cattura
3.000 prigionieri. I Coalizzati sono respinti sulla linea
Plauen-Racknitz. Solo all’ala sinistra una divisione della Giovane
Guardia (Mortier) ed il 1° corpo di cavalleria (Latour-Maubourg) non
riescono a cacciare dalla riva sinistra del Weisseritz gli austriaci,
che restano quindi a contatto delle fortificazioni. Sono catturati 3
generali, 15 bandiere e 26 cannoni.
Alle 21:00 gli scontri hanno termine e durante la notte giungono i C.A.
II° (Victor) e VI° (Marmont) che portano i francesi a 170.000, contro
200.000 coalizzati.
Frattanto il I° C.A. (Vandamme) sconfigge una divisione russa a Pirna
forzando il passaggio dell’Elba ed il giorno seguente questa notizia
induce Schwarzenberg ad ordinare una ritirata generale per rompere il
contatto, approfittando della pioggia torrenziale.
Napoleone infatti sta preparando un attacco generale (h 6:00) alla quale
partecipano la Giovane Guardia (Mortier, all’ala destra), due
battaglioni della Vecchia Guardia, Saint-Cyr, Nansouty, Victor, Murat
(che con i corazzieri ed i carabinieri sconfigge gli austriaci presso
Plauen). Un colpo di cannone uccide Moreau.
I francesi catturano 25-30.000 prigionieri, 40 bandiere e 60 cannoni, ma
questa è l’ultima vittoria di Napoleone in Germania.
KULM 30 VIII 1813 Russo-Prussiani Francesi
DENNEWITZ 6 IX 1813 Prussiani Francesi
LINDENAU 16 X 1813 Francesi Austriaci
LEIPZIG - LIPSIA 16-19 X 1813 Austro-Russo-Prussiani
Francesi (N)
Francia
195.000 uomini
700 cannoni
Austria:
203.000
Prussia:
54.000 uomini
Perdite:
54.000 morti, feriti austro-russo-prussiani
38.000 morti, feriti francesi
325 cannoni francesi catturati
La terza riga è soppressa per estendere il fronte ed ingannare il nemico
sul numero. È creato il 5° corpo di cavalleria con la divisione di
Milhaud ed un’altra divisione, affidato a Pajol.
Sono in arrivo da est l’XI° C.A. (Macdonald) ed il 2° corpo di
cavalleria (Sebastiani) mentre una divisione del III° C.A. ed il VII°
C.A. (franco-sassoni di Reyiner) sono in avvicinamento da Delizsch e
Düben (da nord).
Sabato, 16 X.
Napoleone vuole contenere Blücher a nord per attaccare gli avversari a
sud di Lipsia dove schiera il grosso delle sue forze:
A destra l’VIII° C.A. (polacchi Poniatowski), poggiato alla Pleisse ed
al villaggio di Markkleeberg, supportato dal 4° corpo di cavalleria
(Kellerman), presso il villaggio di Dösen.
Al centro il II° C.A. (Victor), appoggiato ai villaggi di Wachau e
Liebertwolkwitz (incassato in una valle e punto d’incrocio).
A sinistra il V° (Lauriston) è appoggiato al colle di Kolm.
Di riserva la Giovane Guardia (Marmont) ed una divisione della Vecchia
Guardia.
Più indietro, presso il villaggio di Propstheida, la cavalleria della
Guardia, l’altra divisione della Vecchia Guardia ed il 5° corpo di
cavalleria (Pajol).
Da sud l’Armata di Boemia, detta "Vecchia Armata", (Schwarzenberg,
134.000 uomini) inizia gli attacchi (9:00) che diventano generali. I
Coalizzati piazzano 200 cannoni (48 russi contro Wachau). L’ala destra
francese è respinta minacciando i villaggi di Markkleeberg e Dölitz,
presso la Pleisse. L’avanzata è fermata da un contrattacco di reparti di
fanteria polacca del VIII° C.A. (Poniatowski) assieme ai francesi del
IX° C.A. (Augereau) e della divisione di cavalleria di Milhaud.
Da parte francese giunge l’XI° C.A. (Macdonald) ed il 2° corpo di
cavalleria (Sebastiani) da est e prende posizione presso il villaggio di
Holzausen, pronto ad intervenire (ore 11:00).
Le forze del principe del Württemberg, dei generali Gorzakoff e Klenau
attaccano i villaggi di Wachau e Liebertwolkwitz, difesi dal II° C.A.
(Victor), ed il colle di Kolm, tenuto dal V° C.A. (Lauriston).
Napoleone ordina un massiccio contrattacco con l’appoggio di una
batteria di 150 pezzi della Guardia disposta da Drout: All’ala sinistra
le unità appena arrivate, cioè il XI° C.A. (Macdonald) ed il 2° corpo di
cavalleria (Sebastiani), attaccano gli austriaci di Klenau mentre
Mortier con 2 divisioni della Guardia rafforza Lauriston; al centro
Oudinot rinforza Victor; all’ala destra il generale Curial rinforza
Poniatowski a Dölitz. Murat è alla testa di 8.000 cavalieri.
Il principe del Württemberg è sconfitto ed inseguito da Victor ed
Oudinot fino al villaggio di Güldengossa. Klenau è respinto da Mortier e
Lauriston. Macdonald e Sebastiani guadagnano terreno.
Presso il villaggio di Wachau i Coalizzati lasciano 20.000 tra caduti e
feriti mentre la cavalleria francese cattura 26 cannoni nemici ma è
caricata dai cosacchi della guardia che la sconfiggono e riprendono 24
pezzi. Le riserve austriache intervengono per fermare il contrattacco
francese. Il villaggio di Güldengossa e preso e perso per 10 volte. Qui
la divisione Maison perde i 5/6 dei suoi effettivi. Soprattutto la
cavalleria austriaca si dimostra più manovriera di quella avversaria ed
i francesi sono fermati. Il poderoso schieramento di artiglieria
francese non è riuscito a bilanciare la scarsa aggressività dimostrata
dalle altre due armi.
Frattanto si è combattuto anche negli altri settori:
A nord di Lipsia Ney con il VI° C.A. (Marmont) a destra presso il
villaggio di Breitenfeld (famosa per la battaglia del 1642), due
divisioni del III° C.A. (Scrhamm) a sinistra, presso quello di Möckern,
appoggiati dal 3° corpo di Cavalleria (Arrighi) per un totale di 28.000
uomini, non è riuscito a fermare i 60.000 uomini (90.000 in altre fonti)
dell’Armata di Slesia (Blücher). L’attacco prussiano è iniziato verso le
12:00.
A ovest, oltre la Pleisse, Bertrand con il suo IV° C.A. (francesi,
italiani e württemberghesi), attaccato del 3° corpo prussiano (Giulay),
rimane saldamente in possesso di Lindenau garantendo le comunicazioni
con la Saale e la Francia.
Alla fine della giornata Napoleone dichiara di aver perso 2.500 uomini
tra caduti e feriti, tra questi c’è generale di cavalleria
Latour-Maubourg, che perde una gamba per un colpo d’artiglieria. Il
reggimento dragoni Napoleone ha 200 tra caduti e feriti, 60 dei quali da
artiglieria (compreso l’ufficiale e storico Antonio Lissoni).
Il capitano Pleineselve della divisione Curial ha catturato il generale
austriaco Marfeld. Poniatowski è promosso maresciallo.
Domenica, 17 X.
L’intensa pioggia provoca una quasi completa inattività. Gli eserciti si
assestano sulle loro posizioni.
Nuovi rinforzi portano i Coalizzati a 300.000 uomini. L’Armata di
Riserva (Bènnigsen) giunge da sud-est (dopo aver sfilato davanti Dresda)
e l’Armata del Nord (Bernadotte, 50.000 uomini) da est.
Da parte francese giungoe il VII° C.A. (1 divisione francese e 2
divisioni sassoni) da Düben, e si schierano presso Paunsdorf fronte a
est.
Lunedì, 18 X.
Si affrontano 160.000 Francesi contro 255.000 Coalizzati. I Francesi
sono ovunque in inferiorità numerica 1:2 ed hanno dovuto ridurre il
fronte. La battaglia diviene intensa in tutti i settori (ore 10:00).
Schwarzenberg attacca da sud in tre colonne: a destra Bénnigsen contro
il colle di Kolm, che resiste fino alle 14:00; al centro Barclay de
Tolly prende Warchau e respinge i francesi fino a Probstheida, attaccata
con l’aiuto della terza colonna guidata dal principe ereditario
d’Assia-Homburg. I franco-polacchi respingono poi quattro assalti dei
Coalizzati contro i villaggi di Connewitz (sulla Pleisse) e di
Probstheida.
A nord il corpo prussiano di York attacca Gohlis, poi l’Armata di Slesia
(Blücher) attacca il sobborgo di Halle che resiste fino a sera causando
4.000 caduti agli attaccanti.
Ad est il corpo russo di Langeron attacca il villaggio di Schönenfeld
dove Ney resiste fino al pomeriggio, quando i Sassoni e la cavalleria
Würtemberghese del VII° C.A. passano quasi interamente dalla parte dei
Coalizzati (ore 15:00). Con i francesi rimane il generale Zeshau con 500
uomini. 40 cannoni Sassoni e Würtemberghesi sono voltati contro la
divisione Durutte. L’Armata del Nord (Benadotte) varca la Parthe ed
occupa il sobborgo di Reudnitz.
I generali Sorbier e Dulauloy comunicano a Napoleone che rimangono
munizioni d’artiglieria e dei moschetti per due sole ore di fuoco (ore
19:00). In cinque giorni sono stati sparati 220.000 colpi d’artiglieria.
Napoleone ordina di ritirarsi verso Lindenau e la Saale (ore 20:00).
Sono levate le tende.
I resti dei C.A. II° (Victor) e IX° (Augereau) costituiscono
l’avanguardia mentre Marmont difende il sobborgo di Halle, Renyer quello
di Rosenthal (a nord) e Ney tiene il fronte sud. I C.A. VIII°
(Poniatowski), XI° (Macdonald) e V° (Lauriston) costituiscono la
retroguardia.
Martedì, 19 X.
Durante la ritirata il bilancio della sconfitta francese si aggrava
notevolmente.
I reparti affluiscono confusamente su Lipsia. Dalle mura di Lipsia anche
i sassoni sparano sui francesi in ritirata. I prussiani del battaglione
landwher di Königsberg sono i primi ad entrare a Lipsia (ore 11:00) ed
iniziano un sanguinoso combattimento per la città.
Oltre la città la Pleisse e l’Elster, ingrossati dalle recenti piogge,
sono attraversati dai ponti di un’unica strada. Il colonnello Monfort
abbandona la propria posizione presso il ponte dell’Elster ad un
sergente dei zappatori lo fa saltare prima del passaggio degli ultimi 4
corpi d’armata (40.000 uomini e 200 cannoni): Pochi si salvano
attraversando il fiume a nuoto, tra questi Macdonald. Poniatowski annega
nel tentativo, Reynier e Lauriston sono tra gli uccisi o gli annegati.
il re di Sassonia è catturato dai Coalizzati. Il colonnello Monfort ed
il sergente sono processati da Napoleone.
Bilancio della Battaglia.
Alla battaglia hanno partecipato 500.000 uomini con 2.000 cannoni.
Napoleone disponeva di 180.000 uomini e 700 cannoni; i Coalizzati
200.000 nel primo giorno, saliti a 300.000 dopo l’arrivo di Bénnigsen,
Colloredo e l’Armata del Nord.
I francesi lasciano 15.000 caduti, 15.000 feriti (tra i quali Marmont),
23.000 infermi e 25-30.000 prigionieri (22 generali), per un totale di
78.000 uomini perduti (12.000 secondo Napoleone), oltre alla cattura di
250-300 cannoni e 600-1.000 carri.
I Coalizzati hanno, tra caduti e feriti, 21.000 russi (600 ufficiali),
14.000 austriaci, 16.000 prussiani (600 ufficiali) e 300 svedesi per un
totale di circa 51.000 uomini.
La battaglia è la più grande combattuta fino allora sul suolo europeo ed
è chiamata "Wölkerschlacht bei den Franzosen" (Battaglia dei Popoli
contro i Francesi) o "Battaille des Géants".
HANAU 30 X 1813 Francesi (N) Austro-Bavaresi
Sesta Coalizione
Campagna di Francia
BRIENNE 29 I 1814 Francesi (N) Russo-Prussiani
LA ROTHIERE 1 II 1814 Francesi (N) Prussiani
CHAMPAUBERT 10 II 1814 Francesi (N) Russi
MONTMIRAIL 11 II 1814 Francesi Russo-Prussiani
VAUCHAMPS 14 II 1814 Francesi (N) Russo-Prussiani
VALJOUAN 17 II 1814 Francesi Austriaci
MONTEREAU 18 II 1814 Francesi Austriaci
CRAONNE 7 III 1814 Francesi (N) Prussiani
LAON 9-10 III 1814 Francesi (N) Russo-Prussiani
REIMS 13 III 1814 Francesi (N) Russi
ARCIS-SUR-AUBE 20-21 III 1814 Austro-Russi Francesi (N)
CLICHY 30 III 1814 Austro-Russo-Prussiani Francesi
Settima Coalizione
QUATRE BRAS 16 VI 1815 Inglesi Francesi
La Mattina del 16 VI.
Mentre Ney attende ordini a Gosselies, dove ha posto il quartier
generale, l'armata di Wellington prosegue il raggruppamento iniziato il
giorno precedente.
02:30
Giunge a Quatre Bras la 1a brigata belgo-olandese (Bylandt), che ha
lasciato un battaglione a Nivelles.
04:00
La 5a divisione britannica (Picton) esce da Bruxelles.
Poiché non gli sono arrivati i bagagli, il generale Picton è in abiti
civili e cilindro.
05:00
Wellington si alza a Charleroi. Ordina la concentrazione delle truppe a
Mont-Saint-Jean.
A Quatre Bras Perponcer ordina un attacco dimostrativo che sloggia gli
avamposti francesi dal bosco di La Hutte. Ney crede di aver di fronte
maggiori forze.
06:00
Il Principe d'Orange giunge a Quatre Bras.
La cittadina è presidiata dalla 2a divisione belgo-olandese (Perponcer)
che comprende la 1a brigata Bylandt (2 battaglioni, pari a 3.000
uomini), la 2a brigata Sassonia-Weimer (5 battaglioni del Nassau, pari a
4.500 uomini) e due batterie pari 16 pezzi d'artiglieria.
Sono inoltre presenti una cinquantina di ussari prussiani sbandati.
Ney invia un messaggio a Napoleone segnalando la presenza di poche
truppe Inglesi a Quatre Bras.
06:30
Ney riceve la richiesta dello Stato Maggiore di comunicare le posizioni
del I° e del II° C.A.
07:00
Ney risponde alla richiesta dello Stato Maggiore.
09:00
Giungono a Quatre Bras due battaglioni del Nassau dalla strada per
Woluwe (s'ignora dove sia il terzo battaglione). E' in marcia anche il
corpo del Brunswick che comprende un battaglione Guardie, 6 battaglioni
di fanteria leggera, un battaglione d'Avente Garde (circa 4.000 uomini),
una brigata di cavalleggeri (900 uomini) e due batterie (giungeranno
scaglionati a Quatre Bras).
10:00
Wellington giunge a Quatre Bras ed invia a Picton ed a Brunswick
l'ordine di raggiungerlo.
Il generale Flahaut raggiunge Reille con l'ordine di Napoleone di
raggiungerlo, questo attende la conferma da parte di Ney.
11:00
Napoleone raggiunge Vandamme oltre Fleurs e prende atto della
concentrazione dei Prussiani.
Ney riceve le istruzioni di Napoleone delle 8:00 di tenere Quatre Bras
con 6 divisioni (sparse nei 28 Km tra Gosselies e la Sambre) mentre il
resto dell'esercito si concentra contro gli Inglesi.
11:30
Flahaut raggiunge Ney che mette in moto il II° C.A (Reille), dalla zona
attorno Grosselies, Mellet, Frasnes, e le altre divisioni. Solo 3
battaglioni e due reggimenti di lancieri sono con Ney.
La 5a divisione (Bachelu) muove verso le alture di Genappe.
La 9a divisione (Foy) muove per schierarsi in seconda linea attorno
Banteriez.
La 6a divisione (Guilleminot) muove su Quatre Bras.
La 7a divisione (Girard), ala destra del II° C.A., muove da Wangenies su
Quatre Bras.
La 1a divisione di cavalleria (Jaquinot) copre il fronte ed i fianchi
dello schieramento.
Tre divisioni del I° C.A. (d'Erlon), ala sinistra dell'armata, muovono
da Marchienne-Gosselies verso Frasnes.
Il II° Corpo di Cavalleria (Exelmans) con una divisione di cavalleria
muove su Marbais.
La divisione di cavalleria leggera della Guardia (Lefebvre) rimane a
Frasnes.
Il III° corpo di Cavalleria (Kellerman) muove con una divisione su
Frasnes e l'altra su Liberchies.
Lo Schieramento Belgo-Olandese.
Il principe d'Orange ed il generale Perponcer schierano le truppe
belgo-olandesi in difesa di Quatre Bras:
Due battaglioni del Nassau sono schierati a ovest del bosco di Bossu (a
ovest della strada).
Altri due battaglioni del Nassau sono schierati nel bosco, con due
cannoni ed elementi avanzati nella fattoria Grand-Pierre-Pont (alla fine
del bosco di Bossu).
Un battaglione di Nassau con 11 cannoni sono schierati sulla strada.
Due battaglioni olandesi occupano la fattoria di Gemioncourt (100 m più
avanti).
Un battaglione olandese è alla fattoria di Lairalle (nel bosco di Hutte,
a est di Quatre Bras).
Di riserva restano due battaglioni olandesi con tre pezzi d'artiglieria,
schierati presso la strada 500 metri dietro l'incrocio di Quatre Bras
(il paesino comprende un albergo, una fattoria e due o tre case).
12:00
Napoleone scrive a Ney avvisandolo dell'attacco contro i Prussiani.
Il II° C.A. (Reille) è in marcia.
La 5a divisione britannica (Picton) riparte da Mont-Saint-Jean verso
Quatre Bras.
13:00
Wellington ha raggiunto Blücker sulle alture di Brye.
13:30
La prima brigata della 5a divisione (Bachelu), avanguardia del II° C.A.
(Reille) è a Les Bous, il resto del corpo d'armata ha oltrepassato
Frasnes.
14:00
I Francesi si Schierano.
La seconda brigata della 5a divisione (Bachelu) e la 9a divisione (Foy)
passano Les Bous e si schierano in colonne di battaglione.
La 9a divisione (Foy) sulla strada e a sinistra.
La 5a divisione (Bachelu) a destra, l'artiglieria è piazzata sul fronte.
I due reggimenti di cacciatori della 2a divisione di cavalleria (Pirè)
coprono le ali mentre i due reggimenti di lancieri della stressa
divisione rimangono di riserva.
A destra di Les Bous rimangono la divisione di cavalleria leggera della
Guardia (Lefebvre) e la 1a brigata di Corazzieri del III° corpo di
Cavalleria (Kellerman) che ha le altre 3 brigate tra Liberchies e la
strada di Brunehaut (3 Km indietro).
La 6a divisione (Guilleminot) marcia da Gosselies a Frasnes (4 Km
indietro).
Le divisioni del I° C.A. (d'Erlon) si trovano in marcia a Gosselies (10
Km indietro).
Wellington lascia i Prussiani promettendo di aiutarli secondo le
circostanze.
Napoleone scrive a Ney l'ordine di respingere gli Inglesi e prendere i
Prussiani sul fianco destro.
I Francesi iniziano l'attacco.
I tiragliatori della 5a divisione (Bachelu) avanzano contro i
tiragliatori della Guardia olandese.
Il battaglione olandese che difende la fattoria di Lairalle è caricato
dai Cacciatori a cavallo e viene respinto in disordine verso la fattoria
di Gemioncourt.
Bachelu poi obliqua a destra, secondo gli ordini di Ney, per impedire
eventuali comunicazioni con i Prussiani, e punta su Pireaumont, per
interdire la strada Nivelles-Namur.
L'artiglieria di Foy e Pirè sgombrano la strada dalle batterie nemiche,
respingendo sulla sinistra l'attacco del secondo battaglione olandese e
di uno del Nassau nel vallone di Gemioncourt.
Il principe d'Orange lancia un battaglione contro le artiglierie di Foy
e Pirè ma questo subisce la carica dei cacciatori a cavallo ed è
ributtato su Gemioncourt lasciando numerose perdite, tra cui l'aiutante
di campo del principe. L'Orange riordina le unità a Gemioncourt
rinforzandole con i due battaglioni lasciati di riserva.
La prima brigata della 9a divisione (Foy) impegna duramente gli Olandesi
nel vallone mentre l'altra brigata li assale a ovest nel bosco di Bossu.
14:30
A Quatre Bras giunge da Nivelles l'ultimo battaglione della brigata
Bylandt che rinforza i battaglioni del Nassau nel bosco di Bossu.
Dalla parte francese interviene la 6a divisione (Guilleminot) che assale
la fattoria Grand-Pierre-Point respingendo dal bosco verso la strada per
Nivelles i due battaglioni del Nassau della brigata Sassonia-Weimer.
15:00
L'arrivo di Wellington e di Picton.
Il principe d'Orange ridispone i cannoni davanti a Quatre Bras per
coprire la ritirata dei suoi, quando arrivano Wellington, da Brye, ed i
seguenti corpi:
Da Mont-Saint-Jean (NW): La 5a divisione britannica (Picton), che
comprende gli Inglesi e gli Highlanders dell'8a brigata (Kempt) e della
9a Royals (Pack), i 4 battaglioni di Landwehr della 5a brigata
Hannoveriana (von Wincke) e due batterie (7.000 uomini e 12 pezzi).
Sulla strada per Nivelles (W), dopo 50 Km di marcia: La 2a brigata di
cavalleria leggera belgo-olandese (van Merlen) comprendente il 5°
reggimento Dragoni Leggeri Belgi, l'8° reggimento Ussari Olandesi (1.100
cavalieri) ed una sezione d'artiglieria (Van Merlen ha combattuto per
Napoleone fino l'anno precedente mentre suo fratello è nello stato
maggiore di Reille).
Van Merlen dispone i suoi cavalleggeri tra il bosco di Bossu e Quatre
Bras, per proteggere la divisione Picton in fase di schieramento, ma il
principe d'Orange ordina la carica degli ussari sui cacciatori in
appoggio della fanteria. Il generale Pirè guida la carica del 6°
Cacciatori seguito dal 5° Lancieri, disperde gli Ussari Olandesi,
respinge la fanteria di sostegno e abbatte alcuni artiglieri mettendo
fuori uso una batteria.
Anche i Dragoni Leggeri Belgi sono caricati dai lancieri e dai
cacciatori, sono respinti in disordine e vanno a ricomporsi dietro
Quatre Bras, dove sono accolti dalle fucilate del 1/92° Gordon
Highlanders di Picton che li ha scambiati per Cacciatori francesi. La
brigata lascia un centinaio di caduti e il reggimento di Dragoni Leggeri
Belgi non torna più in linea.
16:00
A Quatre Bras giunge la prima colonna del Brunswick da Mont-Saint-Jean
(NW).
La 5a divisione britannica (Picton) si è schierata tra Quatre Bras e
Pireaumont. Wellington sposta un battaglione del Brunswick sul fianco di
Pireaumont ed uno squadrone sull'altra ala, sulla strada di Nivelles,
dove Nassau affronta sui bordi del bosco la 6a divisione francese
(Guilleminot).
I battaglioni olandesi provati sono passati alla riserva.
I Progressi dei Francesi.
Reille raggruppa le artiglierie sul piano di Gemioncourt.
Bachelu lascia un battaglione a Pireaumont e marcia contro Picton
scendendo dal piano di Gemioncout protetto dalle artiglierie,
bersagliato dai tiragliatori inglesi nei valloni. Oltrepassato il pendio
della strada per Namur trovano 6 battaglioni di Picton accucciati che si
alzano e aprono il fuoco di sorpresa. I Francesi sono colpiti da
raffiche micidiali e caricati alla baionetta dagli Highlanders ma questi
sono a loro volta presi sul fianco da un battaglione del 108°
reggimento, rimasto indietro, caricati dai lancieri guidati da Pirè con
il suo stato maggiore e respinti in disordine.
Frattanto Foy lascia il vallone di Gemioncourt e lancia una colonna
sulla strada per Bruxelles verso Quatre Bras, fiancheggiata da un'altra
colonna a sinistra lungo il bosco di Bossu. Le due colonne sono
precedute da tiragliatori e protette dal fuoco dell'artiglieria, che
mette fuori uso due pezzi piazzati da Wellington davanti l'incroci per
sostenere Brunswick.
I tiragliatori e le avanguardie della Legione Nera del Brunswick sono
respinti dai tiragliatori francesi mentre l'artiglieria a mitraglia
falcia la fanteria del Brunswick. Il duca di Brunswick allora guida gli
Ulani contro le colonne francesi ma queste si dispongono in quadrato e
li falciano, li obbligano a ripiegare e riprendono l'avanzata in
colonna. La fanteria del Brunswick ripiega per metà verso il bosco di
Bossu e per metà verso la strada di Namur mentre il duca di Brunswick è
ferito mortalmente (muore la sera stessa).
Intervengono nuovamente il 6° Cacciatori ed il 5° Lancieri di Pirè che
dalle ali di Foy si gettano sui fuggitivi.
Nello slancio i Lancieri urtano l'ala destra di Picton che stava
riformandosi. Gli uomini del 1/42° (Royal Highlanders), 2/44° (East
Essex) formano velocemente il quadrato ma questo viene rotto e subiscono
un massacro. Cadono il tenente-colonello ed il maggiore. I Lancieri
caricano il quadrato vicino ma non riescono a disperderlo e si ritirano
sotto il fuoco.
I Cacciatori inseguendo la fanteria e la cavalleria del Brunswick urtano
il 1/92° (Gordon Highlanders), inviato di rinforzo al duca di
Sassonia-Weimer, ma sono respinti, altri piombano su Wellington e lo
stato maggiore che fuggono sulla strada per Nivelles.
16:30
La 5a divisione francese (Bachelu) respinge la 5a divisione britannica
(Picton) verso Quatre Bras, minacciata anche da una colonna della 9a
divisione francese (Foy). L'altra colonna della divisione Foy attacca il
bosco di Bossu, dove si sono ritirati i resti delle brigate
Sassonia-Weimar, Perponcer e Bylandt, assaliti frontalmente sulla strada
da Nivelles a Houtain-Le-Val dalla 6a divisione francese
(Jerome-Guilleminot).
Ney riceve il dispaccio di Soult delle 14:00 e scopre che gli hanno
tolto le riserve. Gli resta solo la divisione di Cavalleria Leggera
della Guardia (Lefebvre) che Napoleone gli ha affidato ordinandogli di
non impiegarla.
L'Arrivo di Von Alten.
Giungono a Quatre Bras, da Sognies via Nivelles, l'hannoveriano tenente
generale von Alten, comandante della 3a divisione britannica (veterano
della Spagna) con due delle sue brigate: la 5a brigata inglese
(Halkett) e la 1a brigata Hannoveriana (Kielsmansegge) per un totale di
6.000 uomini e 16 pezzi d'artiglieria.
A questo punto gli Inglesi sono in superiorità numerica.
La Carica dei Corazzieri.
Ney disobbedisce agli ordini di Napoleone ed invia il generale Delcambre
a richiamare il I° C.A. (d'Erlon) e fa radunare il III° Corpo di
Cavalleria (Kellerman).
Giunge Kellerman con una brigata e per ordine di Ney guida la carica
degli 800 corazzieri contro la 5a brigata inglese (Halkett) appena
giunta. Il 69° reggimento (chiamato dall'ammiraglio Nelson "The Old
Agamemnons", perché imbarcati sull'Agamemnon) effettua una scarica a 30
passi ma non rallenta l'impeto dei corazzieri che ne massacrano la metà,
compreso il colonnello, e ne catturano la bandiera.
I Corazzieri aggirano il solido quadrato formato dal 2/30°, travolgono
il 33°, falciando 3/4 degli uomini, travolgono due battaglioni del
Brunswick, giungono a Quatre Bras dove catturano una batteria e
costringono Wellington ed il suo stato maggiore ad un altro rapido
ripiegamento.
A questo punto i Corazzieri sono investiti da tiro di fucileria e
mitraglia che abbatte un centinaio di cavalli, compreso quello di
Kellerman, e li mette in fuga. Frattanto Piré ha guidato la carica dei
suoi Lancieri e Cacciatori, ma invece di penetrare nel varco aperto dai
corazzieri carica più a destra la 5a divisione britannica (Picton), i
cui quadrati lo respingono agevolmente.
Kellerman è portato in salvo da due Corazzieri, disarmato e senza
cappello. La rotta dei corazzieri è fermata dai Lancieri della Guardia
schierati.
18:00
L'Arrivo di Von Kruse e delle brigate Guardie.
Prima che le disordinate fanterie di Foy possano approfittare del varco
questo è chiuso da Wellington con gli Olandesi che erano passati in
riserva.
Ney dirige la battaglia a piedi, avendo già perduto due cavalli sotto di
se'.
Gli uomini della 9a divisione francese (Foy) riprendono gli attacchi
coperti dai cavalleggeri di Piré ma giunge sul campo il generale von
Kruse con il 1° reggimento di Nassau (2.800 uomini), la seconda colonna
del Brunswick, ed i 4.000 uomini della 1a e della 2a brigata Guardie
(Maitland e Byng).
Gli Inglesi ora sono doppi di numero rispetto ai Francesi ed hanno una
notevole superiorità d'artiglieria.
Piré è accolto dal fuoco dei tre battaglioni del Brunswick con i cannoni
davanti Quatre Bras. I resti della 9a divisione inglese (Picton), e
delle brigate Sassonia-Weimar, Perponcer e Bylandt respingono l'attacco
della 9a divisione francese (Foy). La Guardia inglese respinge dal bosco
di Bossu la 6a divisione francese (Jerome-Guilleminot). Solo la 5a
divisione francese (Bachelu) mantiene la propria posizione sulla destra.
Torna Delcambre e comunica a Ney che il I° C.A. (d'Erlon) è ancora molto
indietro.
19:00
I Francesi sono respinti su tutta la linea.
La 6a divisione francese (Jerome-Guilleminot) è respinta dalla fattoria
di Grand-Pierre-Pont.
I battaglioni del Nassau e le brigate del Brunswick, sostenuti dalla 5a
brigata inglese (C. Halkett) e dalla 9a brigata Royals (Pack),
respingono la 9a divisione francese (Foy) che si arrocca alla fattoria
di Gemioncout.
Gli Inglesi e gli Highlanders dell'8a brigata (Kempt), la 1a brigata
Hannoveriana (Kielsmansegge) ed i resti della 9a divisione inglese
(Picton) cacciano la 5a divisione francese (Bachelu) da Pireaumont.
20:00
Piove.
La 1a brigata Guardie (Maitland) attacca la fattoria di
Grand-Pierre-Pont tenuta da truppe della 6a divisione
(Jerome-Guilleminot) che resistono e sono appoggiate da una carica dei
Lancieri di Piré che costringe le Guardie a rifugiarsi nel bosco.
I Corazzieri di Kellerman disperdono il 7° battaglione di linea belga
della brigata Bylandt.
21:00
I Combattimenti Cessano.
Guilleminot conserva la fattoria di Grand-Pierre-Pont mentre tutti gli
altri reparti francesi sono sulle posizioni del mattino. Il I° C.A.
(d'Erlon) è a Frasnes.
A Quatre Bras giunge la cavalleria di Uxbridge (12.000 uomini e 5
batterie ippotrainate), una batteria da campo, la 2a brigata KGL (von
Ompteda) della divisione Alten da Arquennes.
Vengono raccolti i caduti ed i feriti che ammontano complessivamente a
4.125-4.300 per i Francesi e 4.659-4.700-4.800 per i Coalizzati.
Tra i più provati ci sono il contingente del Brunswick (circa 800 caduti
compreso il duca), la 1a brigata Hannoveriana di Kielsmansegge (700
caduti), la 2a divisione Belga-Olandese del ten.gen. Perponcher (lascia
anche 6 pezzi d'artiglieria), i Gordon Highlanders del 1/92° (300 caduti
e la bandiera) con la 9a brigata Royals (Pack) e l'8a brigata (Kempt),
entrambe della 5a divisione (Picton), la 2a brigata di cavalleria
leggera belgo-olandese di van Merlen (un centinaio di caduti).
Per i francesi le perdite più gravi le hanno subite la 5a divisione
(Bachelu) e la 9a divisione (Foy) ridotte a 3.000 uomini.
LIGNY 16 VI 1815 Francesi (N) Prussiani
02:00
Le Manovre dei Due Eserciti.
A Charleroi Napoleone si sveglia, sbriga le pratiche inviate da Parigi
ed esamina i rapporti di Ney e di Grouchy della sera precedente.
04:00
Napoleone invia l'aiutante da campo Bussy a Frasnes.
05:00
Napoleone tramite Soult si informa delle posizioni esatte del I° e del
II° C.A. (d'Erlon e Reille).
06:00
Napoleone comunica a Soult gli ordini per concentrare le truppe contro
gli Inglesi.
06:30
Napoleone riceve un messaggio di Grouchy (spedito alle 5:00 da Fleurs)
che segnala forti colonne prussiane su Brye e Saint Amand.
08:00
Il maresciallo Soult e lo Stato Maggiore Francese, molto disorganizzati,
hanno completato la stesura in dettaglio degli ordini:
Il III° C.A. (Vandamme), il IV° C.A. (Gerard) e la Cavalleria di Riserva
(Grouchy) devono dirigersi verso Sombreffe, con avanguardie a Gembloux,
ricognitori in avanti e sulla strada per Namur.
La Guardia Imperiale (Drouot) deve dirigersi a Fleurs.
Il VI° C.A. (Lobau) deve avanzare tra Charleroi e Fleurs.
Il III° corpo di cavalleria (Kellerman) deve raggiungere a Grosselies il
maresciallo Ney, incaricato di tenere "Trois Bras" (sbagliando questo
nome, Grouchy dimostra di non aver compreso l'importanza strategica del
quadrivio).
La IIa divisione di cavalleria (Piré) deve raggiungere Genappe.
La Ia divisione di cavalleria (Jaquinot) e la divisione di cavalleria
leggera della Guardia (Lefebvre) devono prendere posizione tra Sombreffe
e "Trois Bras", effettuando ricognizioni sulle strade per Nivelles e
Bruxelles.
Napoleone, dopo aver ricevuto la segnalazione di reparti Prussiani a
Wangenies, scrive a Ney di non curarsene e di riunire a Qutre Bras il I°
C.A. (d'Erlon), il II° C.A. (Reille), il III° corpo di cavalleria
(Kellerman), e di tenere a Charleroi il VI° C.A. (Lobau). Dopo di ciò
parte il carrozza per Fleurs.
09:00
Napoleone invia a Ney ed a Grouchy la conferma degli ordini emanati.
Il III° C.A. (Vandamme) ed il IV° C.A. (Gerard) ricevono gli ordini e
muovono per Fleurs.
10:00
Il generale Flahaut raggiunge Reille con l'ordine di Napoleone di
raggiungerlo, questo attende la conferma da parte di Ney.
10:30
Il III° C.A. (Vandamme) è a Fleurs. Grouchy è poco oltre.
Poco dopo a Fleurs giungono la Guardia Imperiale (Drouot) ed il IV°
corpo di cavalleria (corazzieri di Milhaud), seguiti poi dalla IIa
divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di Piré) ed il II° corpo
di cavalleria (dragoni di Exelmans).
11:00
Il III° C.A. (Vandamme) ha superato Fleurs e schiera le sue divisioni.
Il IV° C.A. (Gerard) ultima l'attraversamento della Sambre.
Napoleone raggiunge Vandamme oltre Fleurs e prende atto, sorpreso, della
concentrazione dei Prussiani. Gli viene approntato un osservatorio sopra
il mulino Nauveau.
Di fronte ai Francesi si trova il I° C.A. prussiano (von Ziethen) forte
di circa 28.000 uomini (a causa delle perdite del giorno precedente),
che Napoleone stima siano 24.000.
I Prussiani sono spiegati lungo la riva sinistra del fiume Ligne, ampio
circa 5 metri, tra il bosco di Loup e Wagnelée, con presìdi sulla riva
destra nei villaggi di Balâtre, Boignée, Tongrinelle, Rongrine (tutti
verso est), Ligny e Sombreffe (a nord-est) e sulle colline di Brye e
Wagnelée (ancora più a est).
11:30
Ney riceve gli ordini delle 9:00 ed inizia a muovere i suoi reparti per
attaccare Quatre Bras.
12:00
Napoleone comunica a Ney che Grouchy è in procinto di attaccare un corpo
d'armato prussiano ma dietro ai villaggi di Sombreffe e Tongrine
giungono il II° ed il III° C.A. prussiani (Pirch I e Thielmann).
Giunge oltre Fleurs il generale Gerard con una scorta di cavalleria.
13:00
Giungono altre Fleurs le avanguardie del IV° C.A. francese (Gerard).
Wellington raggiunge Blücher e Gneisenau sulle altura di Brye.
L'osservatorio prussiano è posto al mulino di Bussy che dista 4 Km dal
mulino Nauveau.
Cominciano alcune scaramucce tra tiragliatori e sono sparate delle
cannonate sporadiche.
14:00
Wellington lascia i Prussiani promettendo di aiutarli secondo le
circostanze.
I Francesi iniziano a schierarsi per l'attacco. I IV° C.A. francese
(Gerard) è giunto al completo.
Napoleone comunica a Ney l'attacco di Grouchy previsto per le 14:30 e
gli ordina di respingere gli Inglesi e poi colpire i Prussiani sul
fianco destro.
Il II° C.A. prussiano (Pirch I) giunge a Sombreffe seguito dal III° C.A.
(Thielmann).
Gli Schieramenti.
14:30
Al centro, un chilometro a sud-est del borgo di Ligny, il IV° C.A.
(Gerard) si schiera i battaglioni in linea mentre la 14a divisione
(Hulot) blocca la strada proveniente da Point-du-Jour (NW).
L'ala sinistra francese (NW) è coperta dal I° corpo di cavalleria
(ussari, lancieri e cacciatori di Pajol) e dal II° (dragoni di
Exelmans), guidati da Grouchy, che fiancheggiano la divisione Hulot.
All'ala destra (E) il III° C.A. (Vandamme) attacca Saint-Amaud, con l'8a
divisione (Lefol) presso il ruscello omonimo, le altre con fronte fino
La Haye e la 3a divisione di cavalleria (cacciatori di Domon)
all'estremità sinistra, all'altezza di Hameau.
La 7a divisione (Girard), l'unica presente del II° C.A. (Reille) prende
posizione dietro il III° C.A. centralmente.
A ovest di Fleurs, tra il cimitero ed il ruscello di Berlaimont, dietro
il III° C.A. è schierata la Guardia Imperiale (esclusa la divisione di
Cavalleria Leggera che è con Ney).
A est di Fleurs, tra il ponte d'Amour ed il ruscello Plomcot, è
schierato il IV° corpo di cavalleria (corazzieri di Milhaud).
Nel frattempo gli altri due corpi d'armata prussiani hanno proseguito
l'avanzata:
Il I° C.A. (Zieten), giunto per primo, è sparso su tutto il fronte ed
occupa i villaggi di Ligny, Saint-Amand, La Haye, Le Hameau e Brye. Una
divisione di cavalleria con l'artiglieria blocca la strada, l'altra
divisione di cavalleria è di riserva presso il mulino di Bussy. Il resto
della cavalleria è al bosco di Loup (1 Km da Sombreffe).
Il II° C.A. (Pirch I) è schierato in seconda linea tra Bry e Ligny con
le riserve a Trois-Butrettes (a 8 Km da Wellington) e sulla strada
Nivelles-Namur fino a Sombreffe.
Il III° C.A. (Thirlmann) prolunga l'ala sinistra a sud-est di Sombreffe,
occupando il mulino di Potriaux ed i villaggi di Boignée, Balâtre e
Tongrinelle, tutti sulla riva sinistra della Ligne.
15:00
L'attacco Francese.
L'artiglieria della Guardia spara i tre colpi di cannone che segnano
l'inizio dell'attacco.
Soult prepara la conferma a Ney di marciare su Saint-Amand e Brye ma
giunge la segnalazione del VI° C.A. che a Quatre Bras si trovano 20.000
Inglesi ed Alleati. La conferma non viene spedita e viene chiamato solo
il I° C.A. (d'Erlon) che si trova dietro Gosselies, mentre al VI° C.A.
(Lobau) è inviato l'ordine di spostarsi a Fleurs.
Vandamme lancia su Saint Amand l'8a divisione (Lefol) in tre colonne
intonando il "Chant du Depart" e alle grida "Vive L'Empereur" sotto il
fuoco dei tiratori prussiani piazzati negli edifici. I tre battaglioni
della 1a brigata (von Steinmetz) che difendono il villaggio sono
respinti verso il fiume ma 8 pezzi prussiani aprono il fuoco a mitraglia
contro i Francesi costringendoli a ripiegare nell'abitato.
Von Steinmetz chiama le riserve, guida il contrattacco e rientra in
paese. Parte delle forze prussiane aggirano la sinistra della divisione
francese verso un castello ed una fattoria ma sono affrontati da una
brigata guidata dal generale di divisione Berthézène, inviato da
Vandamme, che occupa il castello e la fattoria.
La 7a divisione (Girard), schierata dietro Vandamme, gli si affianca a
destra ed attacca La Haye e Hameau, su un fronte di 2 Km, ributtando i
Prussiani oltre la Ligne ma i tentativi Francesi di passare il fiume
sono bloccati dal fuoco di fucileria, dei cannoni a mitraglia e degli
obici.
15:15
Frattanto è cominciato l'attacco a Ligny dove gli 8-9.000 uomini della
3a e 4a brigata (von Jagov e von Henkel) del 1° C.A. (Ziethen) sono
trinceate, appoggiate al castello di Looz (100 metri a destra) e
sostenute da 2 batterie su ogni lato (32 pezzi in tutto).
Il generale Gerard piazza 24 cannoni e obici , affiancati poi da altri
pezzi della 14a divisione (Hulot), e fa avanzare la 12a divisione
(Pecheux) seguita dalla 13a divisione (Vichery) per un totale di 10.000
uomini che cantano accompagnati da trombe e tamburi.
La 12a divisione (Pecheux) attacca in tre colonne, una sul castello, una
sul borgo ed una sulla destra ma sono respinti per tre volte dai
Prussiani che effettuano dei contrattacchi con le riserve. I
combattimenti si fanno accaniti con gravi perdite per entrambi.
L'artiglieria francese, rinforzata dai cannoni da 12" della Guardia,
incendia il castello ed altri edifici.
Il generale Gerard fa intervenire la 1a brigata (Le Capitaine) della
divisione Vichery che penetra a Ligny di slancio abbattendo le barricate
e passa la Ligne, che scorre in mezzo al villaggio. Von Jagov lancia al
contrattacco un battaglione della 6a brigata (von Kraft), sua ultima
riserva, ributtando Pecheux e Vichery oltre la Ligne. I combattimenti
continuano accaniti e confusi nella cittadina e lungo il fiume.
Anche Vandamme, che ha ricevuto altra artiglieria, sta cercando di
forzare l'attraversamento della Ligne.
Per bloccarlo Von Ziethen fa intervenire la 2a brigata (Pirch II) da
Brye alla quale Blücher unisce anche 2 brigate di cavalleria del II°
C.A. guidate dal generale von Wahlen-Jürgas.
Pirch II avanza a destra, schiera su due linee i suoi nove battaglioni
(quattro di linea, due di fucilieri, tre di Landwehr di Westfalia ed uno
di Jäger) e guida personalmente la prima linea contro La Haye ma viene
respinto. Attacca nuovamente impiegando anche la seconda linea ma dopo
un duro combattimento è respinto oltre la Ligne. Lo stesso Blücher
arringa le truppe e le spinge ancora all'attacco.
I Francesi sono respinti da Ligny.
A Ligny il generale Girard è gravemente ferito (morirà il 27 a Parigi
dopo aver ricevuto la nomina a duca di Ligny). La sua divisione, che ha
perduto un quarto degli effettivi e due generali di brigata, arretra
ordinatamente su Hameau tenendo a distanza i Prussiani con il fuoco di
fucileria.
Vandamme invia una brigata di cacciatori della 3a divisione di
cavalleria (Domon) verso Wegnelée. I cacciatori sono attaccati dalla
cavalleria di von Wahlen-Jürgas, la accolgono a fucilete e la mettono in
fuga ma l'inseguimento è interrotto dal fuoco di copertura delle
artiglierie prussiane ed i cavalieri francesi ripiegano.
17:00
All'ala destra francese la cavalleria di Grouchy e la 14a divisione
(Hulot) si limitano a contenere il III° C.A. prussiano (Thirlmann) sulla
Ligne, nei villaggi di Boignée e Balâtre, effettuando solo delle puntate
contro i villaggi di Tongrinelle e Potriaux.
La battaglia, che va invece intensificandosi sull'altra ala, tra Saint
Amaud e Hameau.
17:30
Napoleone muove la Guardia.
Napoleone ordina alla 5a divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri
di Subervie) di unirsi al III° C.A. (Vandamme) e muove contro La Haye i
4.280 uomini della divisione della Giovane Guardia (Voltigeurs e
Tirailleurs di Duhesme) rinforzata dalla 2a brigata cacciatori a piedi
della "Guardia Media". L'altra metà della Guardia Imperiale (1a brigata
Granatieri e 1a brigata Cacciatori della Vecchia Guardia, 2a brigata
Granatieri della Guardia Media) sono guidate da Fleurs verso Ligny dallo
stesso Napoleone, in groppa alla bianca giumenta Desirée.
Il VI° C.A. (Lobau), il cui è arrivo è previsto da Charleroi, formerebbe
la riserva.
18:00
Il movimento d'avvicinamento della Guardia Imperiale a Ligny è
interrotto a metà strada per l'arrivo di un messaggio di Vandamme che
segnala una colonna nemica verso Fleurs, alle spalle del III° C.A.
francese. Napoleone invia in esplorazione un aiutante di campo. Solo tre
battaglioni proseguono per sostenere il IV° C.A. (Gerard) a Ligny e le
brigate Guardie guidate da Duhesme raggiungono Vandamme.
A Ligny la 13a divisione (Vichery) continua gli attacchi senza riuscire
ad avanzare. Lo stesso accade a Saint- Amand all'8a ed all'11a divisione
(Lefol e Berthézène).
Solo Vandamme, unendo ai resti della malridotta 7a divisione (Girard) la
10a divisione (Habert) ed i 1.000 cacciatori a cavallo della 3a
divisione di cavalleria (Domon) riesce a riconquistare La Haye ma
l'artiglieria prussiana inizia un intenso fuoco che precede un attacco
combinato di fanteria e cavalleria guidato dallo stesso Blücher contro
il fianco sinistro francese.
Il Contrattacco di Blücher.
La 2a brigata (Pirch II) unita alle forze fresca della 7a brigata (von
Brause) e di un battaglione della 6a brigata (von Krafft) caccia l'8a e
l'11a divisione (Lefol e Berthézène).dal centro di Sait-Amaud.
La 5a brigata (von Tippelskirch) con 60 squadroni delle 3 brigate di von
Wahlen-Jürgas (del II° C.A.) e della 2a brigata von der Marwitz (del
III° C.A.), guidati da Blücher al grido "Worwärts Kamaraden !",
respingono la 7a e la 10a divisione (Girard e Habert). A causa dalla
violenza dell'attacco il 1° reggimento Pomerania (della 5a brigata) in
pochi minuti vuota le giberne e ottiene nuove cartucce dagli ussari che
lo fiancheggiano.
La 10a divisione (Habert) si ritrova sulle posizioni inziali, la 7a
divisione (Girard) e la 3a divisione di cavalleria (Domon) sono
costretti ad abbandonare Hemeau.
18:30
Torna l'aiutante di campo e avvisa Napoleone che la colonna avvistata è
il I° C.A. (d'Erlon), che era invece atteso sul fianco destro prussiano.
L'ordine diceva "all'altura di Saint-Amaud" e non "sull'altura di
Saint-Amaud" e d'Erlon si è invece portato per Willers-Pervin al
villaggio di Saint-Amaud, dove serve ormai a poco. Inoltre è privo dei
6.000 uomini della 4a divisione (Durutte) e della 1a divisione di
cavalleria (Jaquinot) che sono distaccati verso Marbais agli ordini di
Ney.
A Marbais, nonstante le proteste dei suoi uomini e ufficiali subalterni,
Durutte si limita a cannoneggiare i Prussiani poiché è privo di ordini e
nessuno sa che è lì.
Saputo che la colonna non è Prussiana né Inglese, Napoleone riprende il
movimento della Guardia verso Ligny mentre Vandamme contrattacca l'ala
destra prussiana.
Gli otto battaglioni freschi della Guardia portati da Duhesme sono
lanciati su La Haye con la 7a e la 10a divisione (Girard e Habert)
mentre la 5a divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di
Subervie), giunta stanca dopo aver percorso 7 Km per la campagna, è
tenuta di riserva a nord-est di Saint-Amand a sostegno dell'8a e
dell'11a divisione (Lefol e Berthézène).
I Francesi cacciano la 2a brigata (Pirch II) da Saint-Amand, la 5a
brigata (von Tippelskirch) da La Haye e da Hameau, mentre la 3a
divisione di cavalleria (Domon) e parte della 5a (Subervie) ributtano le
3 brigate di cavalleria di von Wahlen-Jürgas su Wagnelée, dove
intervengono anche 2 compagnie della dimenticata 4a divisione di Durutte
(ma solo dopo che i Prussiani l'hanno evacuata). Durutte ha inoltre
lanciato la cavalleria di Jaquinot contro la brigata di cavalleria di
von der Marwitz.
Vandamme ha quindi recuperato tutto il terreno perduto.
Blücher raduna 6.000 uomini dai reparti già impiegati e riprende subito
Hamenau mentre la 2a brigata (Pirch II) contrattacca a Saint-Amand ma è
respinto dalla 2a brigata cacciatori a piedi della "Guardia Media". In
questo attacco, e parte in rinforzo a Ligny, sono impiegate le ultime
riserve fresche prussiane.
19:00
La Guardia Imperiale attacca Ligny.
Il cielo coperto minaccia pioggia mentre 10.000 uomini della Guardia
avanzano in colonne di battaglioni, affiancati a destra da 36 tra
cannoni ed obici in fila per otto ed a sinistra dai 2.000 uomini della
1a brigata cacciatori della Vecchia Guardia (Cabronne) e da 600
corazzieri della 14a divisione (Delort). Seguono 112 zappatori e le
1.700 sciabole della divisione di cavalleria pesante della Guardia
(Guyot).
19:20
Mentre i reparti della Guardia si schierano, i 36 pezzi sono piazzati
presso i 24 pezzi già in posizione ed aprono un intenso fuoco sulle case
di Ligny oltre la Ligne, sul castello e sulle batterie prussiane. Gli
zappatori aprono dei varchi nei muri e nei recinti.
Mentre inizia a piovere il generale Roguet dice agli ufficiali ed ai
sottoufficiali "Messiers, prevenez les Granatier que le premier d'entre
eux qui m'amenerà un prisionier serà fusillé" (Signori, fate sapere ai
Granatieri che il primo tra loro che mi porta un prigioniero sarà
fucilato).
19:40
I tamburini della Guardia suonano la carica.
Al grido "Vive L'Empereur" e "Point de Quartier!" la fanteria avanza
dritta al ponte del Mulino affiancata ad est dalla cavalleria che muove
verso il ponte principale chiamato Bon-Pont. Anche le truppe provate del
IV° C.A. (Gerard) attaccano e raggiungono l'altra riva aprendo la strada
alle truppe fresche.
I difensori del castello sono massacrati. I resti delle brigate 3a (von
Jagov), 4a (von Henkel) e 6a (von Kraft), malgrado il rinforzo della
cavalleria di Zieten, abbandonano Ligny in rotta verso Brye. Napoleone
grida ai corazzieri di Delort "Ménagez vos Chevaux".
Frattanto all'ala desta francese Grouchy con il I° corpo di cavalleria
(ussari, lancieri e cacciatori di Pajol), il II° (dragoni di Exelmans) e
la 14a divisione (Hulot) ha tolto Balâtre, Boignée e Tongrine al III°
C.A. prussiano (Thirlmann), ha superato la Ligne e lo attacca
violentemente a Potriaux.
20:30
Il III° C.A. prussiano (Thirlmann) è costretto a ritirarsi verso
Sombreffe e Point-du-Jour inseguito dai dragoni di Exelmans e dagli
ussari di Pajol.
Blücher, ignaro della caduta di Lingy e dalla ritirata della propria ala
sinistra, unisce le sue ultime riserve, 2.000 uomini di tre battaglioni
del II° C.A. (Pirch I), ai reparti già provati ed attacca Saint-Amand,
La Haye e Hameau ma riceve un messaggio di Gneisenau che lo avvisa della
situazione al centro della battaglia, quindi corre sulle alture di Bussy
e rianima le truppe in ritirata, fa piazzare le artiglierie e gridando
"March, march !" rilancia la fanteria all'attacco preceduta dalle due
brigate di cavalleria di von Röder (del I° C.A.).
Il ten.col. von Lützow guida 4 squadroni di ulani contro il fianco
destro della Guardia ma questa li accoglie in quadrato ed apre il fuoco
a 20 passi. Lützow è abbattuto (poi catturato) con 13 ufficiali e 70
cavalieri.
Gli 8 squadroni di Landwehr che seguono sono caricati dai corazzieri
della 14a divisione (Delort).che li sbaragliano e proseguono fino alle
artiglierie, mettendole fuori combattimento.
Blücher galoppa verso al bosco De Loup per raccogliere altre truppe ma
gli uccidono il cavallo rimanendovi sotto. I corazzieri gli passano
oltre senza riconoscerlo. Il suo aiutante da campo Nostiz resta presso
di lui e con l'aiuto di alcuni dragoni lo porta il salvo verso Genrinnes
(a 8 Km).
La linea prussiana tra Brye e Ligny è ceduta completamente. I Prussiani
abbandonano i cannoni e sono in rotta inseguiti. Al mulino di Bussy un
quadrato di Landwehr, dopo breve resistenza, è travolto e massacrato dai
corazzieri.
I combattimenti cessanto. La banda del 1° reggimento Granatieri della
Guardia suona "La Victorie est a Nous", ripresa dai resti delle altre
bande reggimentali.
21:30
La Ritirata Prussiana.
I 10.000 uomini e 32 cannoni del I° C.A. francese (Lobau), che non hanno
sparato un colpo, giungono al mulino di Potriaux.
Sulle ali i Prussiani si ritirano in ordine con le artiglierie ed i
bagagli.
Gneisenau riunisce tre battaglioni (2.000 uomini) guidati dal gen.
Grölmann, sottocapo di stato maggiore, dietro Brye (a un Km dai Francesi
che ne ignorano la presenza).
I provati I° e II° C.A. (von Zieten e von Pirch I) si ritirano verso
Tilly, Mellery e Gentisse (rispettivamente a 4, 6 ed 8 Km a nord, verso
Wavre).
Il III° C.A. (Thielmann), numerose divisioni del quale non hanno preso
parte alla battaglia, rimane indisturbato tra Sombreffe e Pont-du-Jour.
Il IV° C.A. (Bülow), che non è giunto in tempo per la battaglia, si
trova a Dion-le-Mont (4 Km a est di Wavre).
Circa 8-10.000 Prussiani disertano e si dirigono a est verso Namur.
I Prussiani lasciano 12-13.000 tra caduti, feriti, 4.000 prigionieri,
8-10.000 dispersi e disertori e 21-30 cannoni catturati da sommare alle
perdite del giorno precedente : 3-4 battaglioni, 2-3 squadroni (1.500
prigionieri e 6 pezzi d'artiglieria). Rimangono 90.000 uomini e 280
pezzi d'artiglieria.
Napoleone rientra a Fleurs stimando 30.000 Prussiani fuori combattimento
e 20.000 tra dispersi e disertori.
I Francesi, che hanno 8.500 tra caduti e feriti (10.000-11.000-12.500 in
altre fonti), bivaccano nei luoghi dove hanno combattuto. Il 22°
reggimento di linea è tra le unità più provate, con 220 caduti. La 7a
divisione (Girard), decimata davanti La Haye, si occupa dei feriti.
Poiché alcune guardie del I° C.A. (Lobau) e della 14a divisione (Hulot)
sentono rumori e voci prussiane sulla strada di Namur e gridano "Aux
Armes !", il 75° reggimento francese (del I° C.A.) apre erroneamente il
fuoco sui connazionali dell'11° reggimento.
23:00
Ha luogo un ultimo scontro tra i dragoni di Exelmans ed i Prussiani di
Thielmann.
Grouchy raggiunge Napoleone a Fleurs e riceve l'ordine di inseguire i
Prussiani all'alba con la cavalleria leggera.
23:00
Blücher scrive a Wellington della sconfitta ma di essere pronto a
combattere ancora.
WAVRE 18 VI 1815 Francesi Prussiani
04:10
Grouchy Cerca i Prussiani.
Sorge il sole.
Il IV° C.A. prussiano (Bülow) inizia a muoversi da Dion-Le-Mont verso
Wavre (2-4 Km ad ovest) per portarsi a Mont Saint Jean.
Il maresciallo Grouchy (incaricato di controllare i Prussiani) invia
Pajol con la 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult) da Gembloux
verso Wavre a cercare il contatto con i Prussiani.Grouchy dispone di
33.000 uomini e 96 pezzi d'artiglieria dei seguenti reparti:
Il III° C.A. (Vandamme), senza la 3a divisione di cavalleria (Domon).
Il IV° C.A. (Gérard) con la 7a divisione di cavalleria (ussari,
cacciatori e dragoni di Maurin).
Il II° corpo di cavalleria (dragoni di Exelmans).
La 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult, fratello del
maresciallo) del I° corpo di cavalleria (Pajol).
La 21a divisione (Teste), unica presente del VI° C.A. (Lobau).
06:00
Grouchy scrive a Napoleone che tre corpi d'armata prussiani sono nei
pressi di Wavre. [Napoleone riceve questo messaggio tra le 10 e le 11].
07:00
A Wavre scoppia un incendio che fa perdere tempo al IV° C.A. prussiano
(Bülow).
10:00
Grouchy inizia a muoversi con il IV° C.A. (Gérard).
11:00
Blücher lascia Wavre verso Mont St. Jean.
11:30
Grouchy, al villaggio di Walhain (a 15-20 Km da Mont Saint Jean, 4 Km da
Wavre) sente i colpi di cannone e vede il fumo alzarsi da Mont Saint
Jean. Dopo una discussione con Gerard e Valazè, che vorrebbero dirigersi
verso la battaglia, decide di attenersi agli ordini di inseguire i
Prussiani ed invia un messaggio a Napoleone segnalando che i Prussiani
sono in ritirata verso est (si tratta invece di circa 6.000 disertori).
[Napoleone lo riceve alle 15:30].
13:00
Grouchy si sposta a Nil-Saint-Vincent dove invia Vandamme a nord-est
verso i villaggi di La Baraque e Neuf-Sart e l'ordine a Exelmans di
avanzare verso Wavre.
Il II° C.A. (Pirch I) sta passando la Dylle seguito dal III° C.A.
(Thielmann), coperti da due battaglioni, un reggimento ussari e due
cannoni guidati dal ten. col. Ledebur schierati nel bosco di Huzelle,
presso La Barauque, sulla strada tra Gembloux e Wavre.
14:00
Grouchy aggancia i Prussiani.
Due squadroni dell'avanguardia di Exelmans urtano gli ussari prussiani a
La Baraque, sono soccorsi da altri squadroni ma la presenza dei
battaglioni prussiani li costringe ad arretrare ed aspettare la
fanteria.
Giunge l'11a divisione (Berthézène) che si schiera ed attacca. I
Prussiani sono rinforzati da due battaglioni del II° C.A. (Pirch I).
15:00
Il II° C.A. (Pirch I) ha oltrepassato Wavre. Il III° C.A. (Thielmann) ha
passato la Dyle. Il ten. col. Ledebur è richiamato e ripiega su Wavre,
incalzato da Vandamme.
Grouchy giunge a Limelette e comprende l'intensità dello scontro che si
sta svolgendo a Mont-Saint-Jean (a 12 Km) ma si attiene agli ordini.
15:30
Le Posizioni.
Grouchy è sulla strada per Wavre e riceve l'ordine di portarsi in questa
località [inviato da Soult alle 10].
La 14a divisione (Hulot), avanguardia del IV° C.A. (Gérard), è a La
Baraque.
Il fianco sinistro del corpo d'armata è coperto dagli ussari e
cacciatori della brigata di cavalleria Vallin, a 4 Km dalla Dyle.
La 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult) guidata da Pajol è a
Tourinnes-Les-Ourdons (3 Km più a est) e sulle alture di
Nil-Saint-Vincent (12 Km dalla Dyle), diretto a Limale.
Il II° C.A. prussiano (Pirch I) marcia su Chapelle-Saint-Lambert.
Il III° C.A. (Thielmann) ha lasciato a Wavre solo due battaglioni ma
visto l'arrivo dei Francesi interrompe la marcia dietro al II° C.A. e si
dispone in difesa lungo un fronte di 6 Km:
A Wavre ed a Basse-Wavre (NE): 3 battaglioni e 2 squadroni.
Tra Wavre w Bierges (SW): 2 brigate.
A Bierges ed al mulino di Bierges: 9 battaglioni.
Tre Ohain e Limelette (S): 3 battaglioni e 2 squadroni lasciati dal II°
C.A. (Pirch I).
I ponti di Ottingnes, di Mousty e la strada per Fichermont sono lasciati
sgombri ma vengono ignorati da Grouchy.
16:00
L'attacco Francese.
Grouchy ordina a Pajol di dirigersi a Limal con la sua cavalleria e la
21a divisione (Teste) quindi si porta a Wavre dove iniziano le
cannonate. Infatti, senza aver atteso ordini, Vandamme attacca
impetuosamente.
La 10a divisione (Habert) avanza in colonne, prende i sobborghi di Wavre
ma è fermata sul ponte dal fuoco di un migliaio di tiragliatori
appostati nelle case sull'altra riva e dei cannoni posti sulle alture
dominanti. Cadono il generale Habert, il colonnello Dubalen e 600
uomini. Gli altri si appostano negli edifici sulla riva destra.
Thielemann invia la notizia dei combattimenti a Blücher [gli arriva alle
16:30 quando è in vista di Mont-Saint-Jean].
17:00
Grouchy ordina due attacchi diversivi.
Il II° corpo di cavalleria (dragoni di Exelmans) con le artiglierie
ippotrainate attaccano Basse-Wavre.
Un battaglione dell'8a divisione (Lefol) attacca il mulino di Bierges.
Dopo aver emanato questi ordini, Grouchy riceve l'ordine di Soult di
raggiungere Napoleone [inviato dalle 13], quindi arretra fino a La
Baraque, devia verso Limale la 12a e 13a divisione (Pécheux e Vichery)
del IV° C.A. (Gérard), ed invia a Pajol l'ordine di sospendere il
movimento verso Limal.
Tornato a Wavre prende atto che gli attacchi francesi sono proseguiti
senza esito.
Un battaglione della 14a divisione (Hulot) è inviato a sostenere l'8a
divisione (Lefol) al mulino di Bierges ma attraversando la prateria
paludosa davanti al ponte di Bierges è decimato senza essere di alcun
aiuto.
Grouchy e Gérard guidano in avanti altri battaglioni ma Gérard viene
gravemente ferito ed il generale Baltus rifiuta di prenderne il posto.
Lo stesso Grouchy scende allora da cavallo e guida l'attacco esclamando
"Si l'on ne peut sa faire obeir, il faut savoir se fair tuer" (Se non ci
si può far obbedire, bisogna sapere farsi uccidere).
19:00
L'attacco al ponte di Limale.
Pajol, a metà strada tra La Baraque e Limal, riceve l'ordine di
sospendere il movimento, torna a La Baraque e trova il generale Vallin
che lo aspetta privo di ordini. Pajol osserva la battaglia ed invia
l'aiutante di campo Biot con uno squadrone di ussari a riconoscere il
ponte di Limale, verso il quale si dirige con gli ussari ed i cacciatori
a cavallo freschi della brigata Vallin, seguiti dalla 21a divisione
(Teste) e dalla 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult), esausta
perché in marcia dalle 4:10.
A Limale Biot è accolto da fucilate e da tiri a mitraglia ma scopre che
il ponte, largo 4 metri, non è barricato.
Pajol dispone la brigata Vallin in colonna per quattro e si lancia al
galoppo oltre al ponte sotto il fuoco prussiano. Dietro di lui giungono
la 21a divisione (Teste) e la 4a divisione di cavalleria (Soult).
20:00
I Prussiani, pressati dalle forze guidate da Pajol, devono ritirarsi
combattendo da Limale e Limelette sulle alture della Dyle.
Frattanto gli attacchi di Grouchy al ponte di Wavre sono respinti.
21:00
Grouchy lascia l'8a e la 14a divisione (Lefol e Hulot) a Wavre, prende
con sé la 12a e 13a divisione (Pécheux e Vichery) e muove su Limale dove
ingaggia un combattimento con 12 battaglioni prussiani raccolti da
Bierges e da Wavre appoggiati dalla cavalleria di riserva del III° C.A.
(Thielmann).
22:00
Blücher, dopo l'incontro con Wellington a La Belle Alliance, raggiunge
Genappe ed invia l'esausto e decimato II° C.A. (Pirch I) verso Wavre.
23:00
L'oscurità pone fine ai combattimenti.
Grouchy ha preso la cresta dell'altipiano si Limale mentre i Prussiani
tengono Wavre ed il bosco di Rixensart, a nord di Bierges.
03:00
Riprendono i Combattimenti.
Il III° C.A. (Thielmann), saputo della sconfitta di Napoleone a
Mont-Saint-Jean, attacca i Francesi di Grouchy.
07:00
Tutta la linea prussiana tra Rixensart e Bierges è compromessa.
08:00
I Prussiani sono costretti ad abbandonare il bosco di Rixensart.
Thielmann riceve un messaggio che gli annuncia l'arrivo del II° C.A.
(Pirch I) quindi si arrocca sulle sue posizioni, riprende il bosco di
Rixensart ma lo perde nuovamente.
La 21a divisione (Teste) prende Bierges. Vandamme invia l'11a divisione
(Berthézène) oltre la Dyle ed il mulino contro la sinistra prussiana
mentre con il resto delle forze attacca Wavre. Thielmann è costretto ad
ordinare la ritirata generale verso Lovanio.
10:30
Il Disimpegno.
Grouchy pressa la retroguardia prussiana raggiungendo le alture tra
Rosieren e Bawette.
Giunge il capitano Domonceau dopo 10 ore di marcia ed in stato di
agitazione. Dopo un cordiale, annuncia la disfatta subita da Napoleone.
Grouchy raduna il consiglio di guerra al castello di Bawette e decide di
effettuare una rapida ritirata per Fleurs, Charleori, Namur, Dinant e
Givet, dove si trova la frontiera (70 Km).
Parte il II° corpo di cavalleria (dragoni di Exelmans), seguito dal IV°
C.A. (Gérard) coperto a destra dalla brigata di cavalleria Vallin.
Pajol con la 21a divisione (Teste) e la 4a divisione di cavalleria
(ussari di Soult) tallona i Prussiani in ritirata.
16:00
Il III° C.A. (Vandamme) lascia Wavre. La brigata (Bonnemains) è a Namur.
19:00
Il grosso del III° C.A. (Vandamme) è a Namur. Dopo un breve riposo
riparte per Dinant.
Grouchy è a Point-Du-Jaor.
23:00
Il II° C.A. (Pirch I) è a Mellery, ignorando di essere a 8 Km da
Grouchy.
Thielmann, che solo il 18 ha perso 2.476 uomini tra morti e feriti, si è
ritirato a Lovanio ed a Rhode-Saint-Agate, ignorando che i francesi si
sono ritirati e sono ormai 30 Km più a sud.
Vandamme bivacca oltre Grand-Leez. Pajol bivacca a Gembloux (8 Km a
ovest di Grand-Leez). Grouchy bivacca a Temploux (a 8 Km da Namur).
Vallin è di retrogardia a Mazy.
WATERLOO 18 VI 1815 Anglo-Prussiani Francesi (N)
01:00
I Preparativi.
Napoleone a Caillou non riesce a prendere sonno e si alza per
ispezionare le linee francesi.
02:00
Wellington riceve da Blücher la notizia che il IV° C.A. prussiano
(l'unico assente a Ligny) marcerà al mattino da Wavre a Mont St Jean
(distanti 4 Km) seguito da altri due corpi.
03:00
Napoleone riceve il rapporto degli ufficiali inviati in perlustrazione e
degli agenti segreti infiltrati nelle linee nemiche che gli confermano
l'intenzione di Wellington di dare battaglia.
04:10
Sorge il sole.
Il IV° C.A. prussiano (Bülow) inizia a muoversi da Dion-Le-Mont verso
Wavre (2-4 Km ad ovest).
Grouchy (incaricato di controllare i Prussiani con 33.000 uomini) invia
Pajol con la 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult) da Gembloux
verso Wavre a cercare il contatto con i Prussiani.
Napoleone interroga un contadino e due disertori belgi che gli
confermano l'intenzione di Wellington di dare battaglia.
05:00
Lo Schieramento Francese.
Dopo aver consultato lo Stato Maggiore, Napoleone fa inviare gli ordini
alle unità fissando l'attacco alle 9:00 per permettere al terreno
bagnato di asciugarsi (era previsto per le 6:00). Lo schieramento è
quello comunicato la sera precedente:
A destra il I° C.A. (d'Erlon), la 7a divisione (Girard), con
esternamente la 1a divisione di cavalleria (ussari, cacciatori e
lancieri di Jaquinot), seguiti dal III° corpo di cavalleria (dragoni,
carabinieri e corazzieri di Kellerman).
A sinistra il II° C.A. (Reille, senza la 7a divisione), con esternamente
la 2a divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di Piré), seguito
dal VI° C.A. (Lobau) e dal IV° corpo di cavalleria (corazzieri di
Milhaud)
Al centro della seconda linea due divisioni di cavalleria.
In Terza linea la Guardia Imperiale
L'esercito ammonta a 49.000 baionette, 16.000 sciabole e 7.000
artiglieri con 246 pezzi d'artiglieria.
06:00
Lo Schieramento dei Coalizzati.
Gli Inglesi e gli alleati prendono posizione sulle alture di Mont St
Jean (su un fronte di 4-5 Km) sotto il controllo di Wellington che monta
il cavallo Copenhagen.
Il fianco sinistro è tenuto dal Corpo di Riserva guidato dal ten.gen.
Picton (in abiti civili e cilindro) preceduto dalla 2a divisione
belgo-olandese (Perponcher), già provata a Quatre Bras. L'ala poggia
alla foresta di Soignes ed alle fattorie fortificate di Papelotte, La
Haye e Château de Flochermont.
Il centro è tenuto dal I° C.A. (Principe d'Orange) seguito dalla riserva
di cavalleria (Uxbridge). Davanti le linee viene fortificata la fattoria
La Haye Sainte, difesa dal giovane maggiore von Baring con il 2°
battaglione leggero della KGL (la King's German Legion, corpo che
arruola mercenari di tutte le nazionalità, principalmente Tedeschi,
esclusi Spagnoli ed Italiani). La strada per Bruxelles viene bloccata
con un'abbattuta di alberi presidiata dalla sezione di Congreave
Rockets.
Il fianco destro è tenuto dal II° C.A. (Hill). Circa mezzo chilometro
avanti viene fortificata la villa signorile di Hougoumont, presidiata da
1.500 Tedeschi, Hannoveriani e del Nassau più 1.000 uomini delle 4
compagnie di Coldstream Guard. Ad Hougoumont il giorno precedente una
gatta ha partorito ed ha poi sorprendentemente trasportato i gattini al
sicuro a Braune L'Alleud.
Per prevenire il pericolo d'aggiramento del fianco destro sono schierate
ad Halle (3 Km a ovest) la 6a brigata inglese (Johnstone), la 6a Brigata
Hannoveriana (Lyon), entrambe della 4a divisione inglese (Colville), e
tre brigate dei Paesi Bassi (15-17.000 uomini con 30 pezzi
d'artiglieria).
L'esercito ammonta a 49.608 baionette (20.000 Inglesi), 12.408 sciabole
(meglio montate dei francesi) e 5.500 artiglieri con 156 pezzi
d'artiglieria.
Secondo la nazionalità (ad inizio campagna): 25.000 dall'Inghilterra,
Scozia ed Irlanda, 6.000 dall'Hannover (sudditi del re d'Inghilterra),
30.000 dai Paesi Bassi, 7.000 dal Brunwick, 3.000 dal Nassau.
Caso ironico, l'unica lingua in comune tra i coalizzati è il francese.
07:00
A Wavre scoppia un incendio che fa perdere tempo al IV° C.A. prussiano
(Bülow).
08:00
Dopo essersi rasato Napoleone fa colazione a Caillou con alcuni
ufficiali superiori (Soult, Drouot, Ney, Reille, Bertrand, Bassano e
D'Erlon) dimostrandosi fiducioso della vittoria. Durante la colazione
giunge suo fratello Jérôme portando notizie di reparti prussiani a Wavre
che Napoleone giudica non importanti.
09:00
Smette di Piovere. Gli Inglesi e gli alleati hanno completato lo
schieramento.
Dei Francesi sono in posizione solo il I° C.A. (d'Erlon), la 1a, 3a e 5a
divisione di cavalleria (Jaquinot, Domon e Subervie), il IV° corpo di
cavalleria (Milhaud) e la divisione di cavalleria pesante della Guardia.
La fanteria della Guardia è ancora ferma ai bivacchi presso
Maison-du-Roi mentre il II° C.A. (Reille) è in marcia presso Caillou.
10:00
Napoleone, dopo aver ispezionato il campo di battaglia acclamato dalle
truppe, giunge a Rossomme ed invia un messaggio al generale Grouchy
ordinandogli di raggiungere Wavre. Il 7° Ussari ed un battaglione di
fanteria sono dislocati a Couture-St-Germain (6 Km a nord-est di
Placenoit) per schermare il fianco destro francese.
Il VI° C.A. (Lobau) ed il III° C.A. di cavalleria (Kellerman) sono in
marcia verso Maison-du-Roi, dov'è ancora la Guardia.
10:30
Le avanguardie del IV° C.A. prussiano (Bülow) giungono in vista del
campo di battaglia.
11:00
Blücher lascia Wavre verso Mont St. Jean.
Napoleone termina l'ispezione delle truppe e poiché il terreno si è in
po' asciugato ordina l'inizio delle operazioni.
11:30
L'attacco diversivo a Hougoumont (Jérôme).
L'artiglieria della Guardia Imperiale spara le tre salve che segnano
l'inizio della battaglia.
Il VI° C.A. (Lobau) è ancora in marcia dietro La Belle Alliance per
prendere posizione dietro la brigata Bachelu. Domon e Subervie stanno
posizionandosi dietro la 1a divisione (Quiot) mentre la Guardia, con 56
cannoni, è a Rossomme.
Inizia l'attacco diversivo contro Hougoumont guidato da Jérôme Bonaparte
con la 5a divisione (Bachelu), la 9a (Foy), ridotte a 3.000 dopo Quatre
Bras, e la 6a (Guilleminot). I sette battaglioni leggeri, della brigata
Baudouin (della 6a divisione) avanzano verso i boschi davanti Hougomont
e si dispiegano per l'attacco appoggiati da tiragliatori ed artiglieria.
La 2a divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di Piré) controlla
sulla destra la strada da Nivelle, mentre il III° C.A. di cavalleria
(Kellerman) la divisione di Cavalleria Pesante della Guardia (Guyot)
rimangono di riserva.
L'artiglieria britannica apre il fuoco sui reparti che avanzano. I
Francesi respingono la compagnia carabinieri Hannoveriani ed il
battaglione del Nassau nei boschi e proseguono l'attacco alla baionetta.
Baudouin rimane tra i caduti.
Le avanguardie del IV° C.A. prussiano (Bülow) giungono a Chapelle
St-Lambert (8 Km da Placenoit) mentre il II° C.A. (Pirch I) è 10 Km
indietro.
I colpi dei cannoni si sentono fino al villaggio di Walhain (a 15-20 Km,
4 Km da Wavre) dove Grouchy, pur vedendo il fumo alzarsi da Mont St.
Jean, decide di attenersi agli ordini di inseguire i Prussiani,
sconsigliato dai sottoposti Gerard e Valazè che vorrebbero dirigersi
verso la battaglia. Grouchy invia un messaggio a Napoleone segnalando
che i Prussiani sono in ritirata verso est (si tratta invece di circa
6.000 disertori).
12:00
Napoleone fissa l'attacco principale alle 13:00.
Anche la brigata Durette raggiunge la posizione assegnatale all'estrema
destra davanti Papelotte.
12:30
Dopo una lotta con gravi perdite per entrambi, i Francesi restano
padroni dei boschi intorno Hougomont.
Il primo attacco contro le mura del castello è respinto a 300 metri
dall'intensa fucileria. Wellington non vede muovere le riserve francesi,
capisce che si tratta di una diversione e non invia rinforzi, ma ordina
agli obici di tirare oltre al castello sulle truppe francesi. L'unico
rinforzo francese è infatti costituito dalle due batterie ippotrainate
di Kellerman, inviate per ordine di Napoleone.
I Francesi lanciano il secondo assalto contro la porta sud
(fortificata), mentre la brigata Soye (della 6a divisione) aggira la
posizione da ovest sotto il fuoco dei mortai ed attacca la porta nord,
ma viene respinta e contrattaccata dalle Guardie inglesi della brigata
Byng. Una dozzina di francesi del 1° reggimento leggeri ed alcuni
zappatori guidati dal luogotenente Liagros, armato d'ascia, penetrano
nel cortile ma il colonnello Macdonnell chiude loro la porta alle spalle
e vengono tutti uccisi (eccetto un tamburino). Con una sortita gli
Inglesi respingono i Francesi che lasciano sul terreno il colonnello
Cubieres.
Wellington invia in rinforzo un battaglione di Brunswich ed altre 4
compagnie di Coldstream Guard.
La 9a divisione (Foy) si unisce all'attacco ad Hougoumont e la sua prima
brigata (Gautier) aggira il castello da est ma viene sbaragliata dalle
Guardie inglesi della brigata Maitland.
13:00
La Grande Batteria.
I Francesi piazzano davanti al I° C.A. (d'Erlon) una grande batteria
composta da 24 pezzi da 12 libbre (i più grossi a disposizione) del I°,
II° e VI° C.A., dai pezzi da 8 libbre del I° C.A. e 3 batterie della
Guardia Imperiale (altri 60 pezzi secondo Napoleone).
Napoleone da Rossome avvista a nord-est una nuvola che gli rivela
movimenti di truppe quindi invia alcuni reparti di cavalleria in
esplorazione. Gli viene condotto un sottufficiale degli Ussari Slesiani
catturato con una lettera di Gneisenau che gli conferma l'arrivo dei
Prussiani da Wavre. A fronteggiarli sono inviati la 3a divisione di
cavalleria (cacciatori di Domon) e la 5a (lancieri e cacciatori di
Subervie), seguiti dal VI° C.A. (Lobau), ridotto da 10.000 a 7.500
uomini e con solo 3 batterie. La 21a divisione (Teste) si trova infatti
con Grouchy.
13:30
La grande batteria francese inizia il violento fuoco di sbarramento a
700 metri. Tra le più colpite c'è la brigata Belga-Olandese di Bylandt e
la 5a divisione (Picton).
Gli Inglesi rispondono con palle e canister (shrapnel) contro il corpo
d'armata d'Erlon. Anche i Congreave Rockets apre fuoco ma dopo aver
tirato 52 razzi sono ritirati da Wellington perché spaventano i cavalli
inglesi.
14:00
L'attacco del I° C.A. Francese (d'Erlon).
Al grido "Vive l'Empererur ! " i 16-17.000 uomini del I° C.A. (d'Erlon)
attaccano il fronte di 1.800 metri tra le fattorie La Haye Sainte e
Papelotte.
Avanzano, da sinistra a destra leggermente a scalare, la 1a divisione
(Quiot) sulla strada verso La Haie Sainte, guidata da Ney, la 2a
divisione (Donzelot), la 3a (Marcognet) e la brigata Brue della 4a
(Durette) su Papelotte, guidate da d'Erlon. Temendo il fuoco di
fucileria delle linee inglesi, d'Erlon (già in Spagna) schiera le
divisioni sono schierate in colonne di divisione, cioè con i battaglioni
in linea uno dietro l'altro precedute dai tiragliatori del solo
battaglione frontale, impossibilitate a disporsi in quadrato e fornendo
un ottimo bersaglio all'artiglieria nemica.
Solo l'85° reggimento (della divisione Durette) rimane presso la grande
batteria.
In fondo al vallone i cannoni della 1a divisione (Quiot) rimangono
impantanati. La divisione giunge per prima a contatto con le linee
inglesi ed i tiragliatori della 2a brigata (Bourgeois) subiscono il tiro
preciso delle carabine del 95° rifles (3 compagnie), appostato in una
cava di sabbia a est di La Haie Sainte. La 2a brigata avvolge lentamente
La Haie Sainte, dove si ripiegano anche i rifles dalla cava.
La brigata belga-olandese Bylandt (3.000 uomini), schierata con tre
battaglioni in linea e uno di riserva, subisce il tiro dei tiragliatori
francesi. Lo stesso comandante della divisione Perponcher ha due cavalli
uccisi sotto di sé. I Belgo-olandesi subiscono l'attacco della 2a e 3a
divisione (Donzelot e Marcognet) dalle quali sono respinti in disordine
sulla 9a brigata (Pack). All'estrema destra la 4a divisione (Durette),
appoggiata da 3 batterie ippotrainate, affronta la 4 a e la 5a brigata
Hannoveriana (Best e von Wincke), subendo da Papelotte il fuoco dalla
brigata di Sassonia-Weimar (che ha subito numerose perdite a Quatre
Bras).
Prevedendo uno sfondamento Napoleone sposta su questo fronte il III°
corpo di cavalleria (dragoni e corazzieri di Milhaud) da Houguomont ed
il IV° corpo di cavalleria (corazzieri di Kellerman).
Mentre la 2a divisione francese si ferma per spiegarsi, la 3a giunge
alla sommità. La grande batteria cessa il fuoco ma la divisione viene
accolta dai 3.000 uomini dell'8a e 9a brigata (Kempt e Pack) della 5a
divisione britannica (Picton) che attendevano accucciati, si alzano in
piedi ed aprono il fuoco da 40 metri causando numerosi caduti. Picton
ordina il contrattacco e viene ucciso da una fucilata.
La 8a brigata (Kempt) carica alla baionetta i Francesi sul fianco
sinistro, dove hanno perso il contatto con la 2a divisione (Donzelot).
La 9a brigata (Pack) invece contrattacca con un solo battaglione per
fronteggiare a sinistra la brigata Brue della 4a divisione (Durette) ed
evitare di essere aggirata.
Frattanto alla sinistra francese la 1a divisione (Quiot) respinge il
contrattacco del battaglione Landwehr del Luneburg (Hannoveriano) che
viene sbaragliato dai corazzieri del 7° e 12° reggimento (brigata
Travers). I corazzieri disperdono i tiragliatori della 1a brigata
Hannoveriana (Kielsmansegge) che si dispone in quadrato entro il quale
trova velocemente riparo anche Wellington. Pozzo di Borgo, ambasciatore
dello Zar, fugge nella boscaglia mentre il gen.mag. Vincent, delegato
dello stato maggiore austriaco, viene ferito.
La Carica della Cavalleria Pesante Inglese (Uxbridge).
I due reggimenti di corazzieri francesi sono caricati dai quattro
reggimenti di cavalleria pesante della Brigata Guardie (Somerset)
guidati dal comandante della divisione di cavalleria ten.gen. Uxbridge.
Alla carica si affiancano anche i 2.000 dragoni della Union Brigate
(Ponsonby), chiamata così perché comprende i Royal Dragons, i Royal
Scots Grey e gli Inniskillings irlandesi.
Al grido "Scotland Forever" e "No Quarter" gli Scots Grey con il resto
della brigata caricano la 2a divisione (Donzelot) e la 3a (Marcognet),
che stava riordinandosi, impossibilitate ad aprire un fuoco efficace.
Gli Scots catturano la bandiere del 45° reggimento, sono inoltre prese
la batteria della 3a divisione e la bandiera del 105° reggimento (le
uniche perse in tutta la campagna). La brigata Pégot della 4a divisione
(Durette), in seconda fila a destra, riesce a disporsi in quadrato e
respinge gli Scots Grey ma viene sorpresa sul fianco dai Royal Dragons e
messa in rotta.
Con l'eccezione della brigata Quiot che ha assalito La Haye Sainte, e la
brigata Brue che arretra in ordine, tutta la fanteria del I° C.A. è
respinta lasciando numerosi caduti. Le brigate di sinistra sono in rotta
e solo piccoli gruppi riescono a formare alcuni quadrati di fortuna.
L'artiglieria francese apre il fuoco colpendo sia gli Inglesi che i
Francesi.
Gli squadroni della Guardia raggiungono la batteria impantanata,
uccidono il col. Chaudon, gli inservienti ed i cavalli (i cannoni sono
poi recuperati dai Francesi) e continuano caricando in salita la 5a
divisione (Bachelu) mentre Uxbridge e Ponsonby tentano inutilmente di
fermare i propri uomini.
Contro le due esauste brigate di cavalleria inglese intervengono i
corazzieri della 2a brigata di Milhaud (frontalmente) ed i lancieri di
Jaquinot (sul fianco). Cadono 800 dragoni e lo stesso Ponsonby è
catturato da un ufficiale dei lancieri che lo trafigge appena vede
l'arrivo del 12° ed il 16° reggimento dragoni leggeri in soccorso delle
due brigate pesanti (viene salvato il giorno seguente).
I dragoni leggeri mettono in rotta un reggimento di lancieri e sono
affiancati a sinistra dalla 1a brigata leggera belgo-olandese (dragoni
leggeri ed ussari di Ghigny) chiamata da Mont-Saint-Jean. Insieme
caricano la brigata Quiot, l'unica ancora in ordine, che li respinge con
gravi perdite per entrambi e rimane con 5-600 uomini, soccorsi dal 3°
lancieri e dal 3° cacciatori di Jaquinot.
L'intervento dei dragoni leggeri ha permesso a molti dragoni inglesi di
ripiegare ma le perdite ammontano a un migliaio tra caduti, feriti e
catturati (su 2.300-2.500). Rimane sul terreno anche Dash, il cane del
capitano Hay (del 12° Dragoni).
Anche la fanteria è stata duramente provata. L'8a e la 9a brigata (Kempt
e Pack), già ridotte dalle perdite a Quatre Bras, sono a un terzo degli
effettivi mentre i 1.500 superstiti della brigata belgo-olandese Bylandt
sono inviati alla riserva, oramai inutilizzabili in combattimento.
Il corpo d'armata d'Erlon, l'unico a non aver combattuto due giorni
prima, lascia 3.000 prigionieri, 2.000 tra caduti e feriti e 16 cannoni.
I Combattimenti a Hougomont ed a La Haye Sainte.
Nonostante gli ordini, l'offensiva del I° C.A. non è stato sostenuto a
sinistra dal II° C.A. (Reille) perché è duramente impegnato all'attacco
ad Hougoumont. Solo la 9 a divisione (Foy) e la 5a (Bachelu), già
provate a Quatre Bras, non partecipano all'assalto.
Lo stesso Jérôme Bonaparte è ferito da una pallottola ed è richiamato da
Napoleone che invia 8 obici da 8" ed ordina di bersagliare il castello
con proiettili incendiari. Numerosi edifici sono colpiti ed incendiati
(compresa la cappella, dove la croce di legno rimarrà miracolosamente
intatta) ma gli obici non hanno la potenza di abbattere le mura ed il
fuoco ostacola sia i difensori che gli attaccanti.
Wellington rinforza Hougoumont facendo avanzare la 3a brigata
(Mitchell), composta da leggeri, highlanders leggeri e rifles, e la 4a
(Adam), mentre a La Haie Sainte invia 2 compagnie.
15:00
Wellington rinforza anche il resto dello schieramento utilizzando le
riserve ed invia un ufficiale dello stato maggiore incontro a Bülow.
L'ufficiale torna annunciano che l'arrivo dei Prussiani e previsto per
le 16:00.
La divisione del Brunswick è inviata nel settore destro del centro,
dietro le brigate 1a Guardie (Maitland), 5a (C. Halket) e 1a
Hannoveriana (Kielmansegge).
Sul fianco sinistro la 9a brigata (Pack) e la 4a Hannoveriana (von Best)
serrano tra loro mentre l'8a brigata (Kempt) è rinforzata dalla 10a
(Lambert).
La 1a brigata KGL (Du Platt) è inviata in supporto ad Hougoumont.
Gli ultimi reparti del IV° C.A. prussiano (Bülow) giungono a Chapelle
St-Lambert, in vista del campo di battaglia.
Napoleone ordina a Ney di prendere La Haye Sainte con le forze
riordinate di d'Erlon ed alcune distaccate da Reille. Le batterie da 12
libbre della Guardia vengono piazzate a sostegno dell'ala destra. I
cacciatori a cavallo della 1a brigata (Hubert) ed i lancieri della 2a
brigata (Wathiez) aggirano Hougoumont ed effettuano una finta contro la
destra inglese, dove Uxbridge invia tre reggimenti di cavalleria.
La Haye Sainte è attaccata dalla 2a brigata (Bourgeois), con l'appoggio,
in formazione sparsa, di un reggimento della 5a divisione (Bachelu) e
tre battaglioni della 2a divisione (Donzelot), ma a causa delle
precedenti perdite gli effettivi risultano troppo scarsi.
Visto l'intenso fuoco dell'artiglieria francese, Wellington ordina alla
fanteria di ripiegare dietro la cresta.
15:30
I difensori di La Haye Sainte, supportati dall'artiglieria inglese,
dalle brigate 8a (Kempt) e 10a (Lambert) fresca, respingono i Francesi
causando loro gravi perdite.
Napoleone riceve il messaggio di Grouchy delle 11:30 e capisce che non
può raggiungerlo, quindi invia la cavalleria di riserva a sostenere gli
attacchi di Ney, ma la 14a divisione di cavalleria (corazzieri di
Delort) rimane priva di ordini.
Grouchy aggancia presso Wavre la retroguardia prussiana del III° C.A.
(Thielemann).
Grouchy riceve l'ordine di Napoleone di raggiungere Wavre.
PARIGI 2 VII 1815 Francesi Prussiani
I prussiani continuano l’avanzata su Parigi:
Il I° C.A. (von Zieten) da Saint German su Châtillon,
Il III° C.A. (Thielmann) da Marly su Les Mulineaux,
Il III° C.A. francese (Vandamme) presidia le cittadine di Montrouge,
Vaugirard, Vanves, Issy e Les Moulineaux, con avamposti a Gentilly ed
Arcueil. Un battaglione si trova a Sèevres, uno a Châtillon ed il resto
della 14a divisione (Hulot) a Bellevue.
In sostegno del III° C.A. francese sono giunti la Guardia (Drouot) e la
cavalleria pesante di Kellerman, che sono passati sulla riva sinistra
della Senna.
Il I° C.A. (d’Erlon) ed il II° C.A. (Reille) sono rimasti nella piana di
Saint Denis, a prevenire l’avanzata inglese, mentre Exelmans è a Parigi.
12:00
La 1a brigata prussiana (von Steinmetz, 6.000 uomini, del I° C.A.)
attacca Sèvres, costringe alla ritirata il battaglione che la occupa e
lo segue verso Bellevue.
La 14a divisione (Hulot) raggiunge Vaugirard e difende il paese passo a
passo.
Il I° C.A. prussiano (guidato però da Von Jagow) tenta di forzare il
ponte di Sèvers e quello di Saint-Cloud ma dopo due ore di
combattimenti, ai quali hanno partecipato anche gli abitanti dei due
villaggi, deve ritirarsi.
15:00
Von Jagow, abbandonati i caduti e raccolti i feriti, raggiunge von
Zieten che è arrivato davanti Les Moulineaux.
Le brigate 1a (von Steinmetz) e 2a (von Prich II) attaccano il villaggio
dove la 13a divisione francese (Vichery) tiene loro testa per due ore.
17:00
La 13a divisione francese (Vichery) si ritira dentro Issy, si riforma,
contrattacca ma è respinta dalla superiorità numerica dei prussiani,
riesce tuttavia a tenere Issy fino al tramonto.
Von Zieten avanza da Marly ed invia una colonna verso Les Moulineaux ed
una per Clamart.
Vichery e gli avamposti di Vannes sono rigettati su Vaugirard.
Il III° C.A. prussiano (Thielmann) si ferma davanti Châtillon, solo alla
sera la occupa per non ingaggiare prematuramente un combattimento
generale. Il battaglione francese minacciato sulla destra si è ritirato.
I prussiani restano a 3 Km da Parigi. I francesi assestano la linea
difensiva tra Vaugirard e Mont-Rouge, mantenendo i ponti sulla Senna a
Nevilly, Saint-Cloud e Sèvers.
Il giorno successivo i prussiani non osano attaccare e si limitano a
rafforzare le proprie posizioni:
Il I° C.A. (von Zieten) a Meudon e Issy,
Il III° C.A. (Thielmann) a Bagneux ed a Châtillon,
Il IV° C.A. (Bülow) attorno Versailles.
3:00
Vandamme ordina a Vichery di riprendere Issy.
Il generale Valée inizia una forte preparazione d’artiglieria. Il I°
C.A. (d’Erlon) difende il fronte nord con tiragliatori federati ed altri
ausiliari mentre il grosso delle forze è concentrato a sud-ovest:
Il parco e l’artiglieria di riserva alla spianata Des Invalides,
Il II° C.A. (Reille) al campo di Marte,
La fanteria della Guardia (Drouot) rimane di riserva nella scuola
militare di Le Petit-Mont-Rouge,
La cavalleria pesante di Kellerman e Milhaud sul piano di Grenelle,
Il III° (Vandamme) ed il IV° C.A. (Groucy) in prima linea, guidati da
Vandamme:
l’8a divisione (Lefol) sbarra la strada per Orleans,
la divisione di Teste tiene Grand-Montrouge con la 9a divisione di
cavalleria (dragoni di Exelmans) e la cavalleria della guardia,
l’11a divisione (Berthézène) e la divisione (Habert) sono a Vaugirard,
la 14a divisione (Hulot) è all’estrema destra, tra Vaugirard e la Senna.
6:00
I combattimenti si intensificano.
la 14a divisione (Hulot) rinforza al 13a divisione francese (Vichery) ed
i francesi attaccano per la terza volta Issy, dove è arroccato il I°
C.A. prussiano (von Zieten). Vichery rimane tra i feriti.
7:15
Giunge l’ordine di cessare il fuoco per l’apertura delle trattative di
resa a Saint Cloud.
Waterloo 18/6/1815
fattoria di Hougmount
fattoria di Haie Sainte
la collina del Leone
il monumento di Gordon
il monumento di Hannover
Monumento ai soldati francesi
Francia
69.000 uomini: 48.000 fanti
14.000 cavalieri
7.000 artiglieri
250 cannoni
I corpo d'armata di D'Erlon con 16.000 uomini, 46 cannoni, 1.500
cavalieri
II corpo d'armata di Reille con 13.000 uomini, 36 cannoni
VI corpo d'armata di Mouton con 6.000 uomini e 30 cannoni
Guardia imperiale con 13.000 uomini e 72 cannoni
IV corpo di Milhaud con 2.700 corazzieri, 2.000 lancieri e cacciatori
III corpo di Kellermann con 3.000 corazzieri, carabinieri e dragoni e
1.600 granatieri e dragoni della Guardia; 60 cannoni
Forze alleate:
68.000 uomini: 51.000 fanti
11.000 cavalieri
6.000 artiglieri
150 cannoni
di cui 24.000 inglesi
4.000 belgi
9.000 olandesi
30.000 tedeschi
British Regiments present at the battle:
1st Life Guards now the Life Guards
2nd Life Guards now the Life Guards
Royal Horse Guards now the Blues and Royals
King’s Dragoon Guards now the Queen’s Dragoon Guards
Royal Dragoons now the Blues and Royals
Royal Scots Greys now the Royal Scots Dragoon Guards
6th Inniskilling Dragoons later the 5th Inniskilling Dragoon Guards and
now the Royal Dragoon Guards
7th Hussars later the Queen’s Own Hussars and now the Queen’s Royal
Hussars
10th Hussars later the Royal Hussars and now the King’s Royal Hussars
11th Hussars later the Royal Hussars and now the King’s Royal Hussars
12th Light Dragoons now the 9th/12th Lancers
13th Light Dragoons later the 13th/18th King’s Royal Hussars and now the
Light Dragoons
15th Light Dragoons later the 15th/19th Hussars and now the Light
Dragoons
16th Light Dragoons later the 16th/5th Lancers and now the Queen’s Royal
Lancers
18th Light Dragoons later the 13th/18th King’s Royal Hussars and now the
Light Dragoons
Royal Artillery
Royal Engineers
1st Foot Guards now the Grenadier Guards
2nd Coldstream Guards
3rd Foot Guards now the Scots Guards
1st Foot now the Royal Scots
4th King’s Own Regiment of Foot now the King’s Own Royal Border Regiment
14th Foot later the West Yorkshire Regiment and now the Prince of
Wales’s Own Regiment of Yorkshire
23rd Royal Welch Fusiliers
27th Foot, the Inniskilling Fusiliers and now the Royal Irish Regiment
28th Foot later the Gloucestershire Regiment and now the Royal
Gloucestershire, Berkshire and Wiltshire Regiment
30th Foot later the East Lancashire Regiment and now the Queen’s
Lancashire Regiment
32nd Foot later the Duke of Cornwall’s Light Infantry and now the Light
Infantry
33rd Foot the Duke of Wellington’s Regiment
40th Foot later the South Lancashire Regiment and now the Queen’s
Lancashire Regiment
42nd Highlanders now the Black Watch (the Royal Highland Regiment)
44th Foot later the Essex Regiment and now the Royal Anglian Regiment
51st Light Infantry later the King’s Own Yorkshire Light Infantry and
now the Light Infantry
52nd Light Infantry later the Oxfordshire and Buckinghamshire Light
Infantry and now the Royal Green Jackets
69th Foot later the Welsh Regiment and now the Prince of Wales’s
Regiment
71st Highland Light Infantry now the Royal Highland Fusiliers
73rd Highlanders the Black Watch
79th Highlanders later the Queen’s Own Cameron Highlanders, then the
Queen’s Own Highlanders and now the Highlanders
92nd Highlanders the Gordon Highlanders and now the Highlanders
95th Rifles later the Rifle Brigade and now the Royal Green Jackets
IV corpo d'armata prussiano di Von Bulow:
25.000 uomini
3.000 cavalli
2.000 artiglieri
88 cannoni
Perdite:
francesi: 40.000 complessivamente
inglesi: 3.500 morti, 3.300 dispersi, 10.200 feriti
prussiani: 1.200 morti, 1.400 dispersi, 440 feriti
E
R
G
P