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le foto delle targhe commemorative
ai Caduti Italiani del 10 luglio 1943.

Mussolini dopo un discorso a Siracusa nell'agosto 1937
(tutte le foto sono parte della collezione privata di Giovanni Fontana)
Le Foto
Operazione Husky
Le Forze Contrapposte
Primo Sole - Siracusa 10 luglio 1943 (di Giovanni Fontana)
Sul nuovo ponte costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale
è stato posto in direzione sud un nuovo cartello stradale che commemora la battaglia per la conquista del Ponte Grande di Siracusa il 10 luglio 1943
(foto 1)
(foto 2)
(foto 3)
Sul muro esterno del Ponte Grande ( abbattuto nella sua arcata centrale dopo la guerra), sulla riva sud del fiume Anapo, è stata posta una targa marmorea commemorativa dei caduti italiani del 10/7/1943
(Foto 4,5,6).
(foto 4)
(foto 5)
(foto 6)
Da questa posizione volgendo lo sguardo verso la riva nord del fiume Anapo si intravede la parte settentrionale del Ponte Grande (foto 7), il corso del fiume (foto 8) e la foce dell'Anapo (foto 9).
(foto 7)
(foto 8)
(foto 9)
Una volta riattraversato il nuovo ponte sull'Anapo all'altezza del cartello stradale sopra descritto, possiamo vedere sulla sinistra il manufatto del Ponte Grande nella parte rimasta intatta (foto 10) e la parete dove è stata affissa la targa commemorativa ai caduti italiani del 10/7/1943 (foto 11,12,13).
(foto 10)
(foto 11)
(foto 12)
(foto 13)
Le foto 14 e 15 sono state riprese dall'inizio del Ponte Grande da nord (foto 14) e da est (foto 15)
(foto 14)
(foto 15)
Siracusa ha così degnamente reso onore,
dopo 65 anni, ai caduti di una guerra senza fortuna.
10/7/1943 ~ 10/7/2008

up
+
Operazione Husky
10 luglio - 17 agosto 1943



Battaglia
Nel settore orientale dell’isola,
Mentre l’aliante affondava rapidamente, gli uomini tentarono di raggiungere a nuoto la riva.
feldmaresciallo Albert Kesserling
40.000 uomini
15ma divisione panzergrenadier(Eberhard Roth)
divisione corazzata Hermann Goering (gen. Conrath)
29ma divisione panzergrenadier
320 aerei
Italia
generale Alfredo Guzzoni
Armata n. 6
230.000 uomini
1500 cannoni
12° corpo d' armata:
gen. Arisio e dal 12/7 Francesco Zingales
(Marsala - Trapani e Palermo)
divisioni di fanteria Assietta e Aosta
3 divisioni costiere: 207( Licata) ,202 e 208
16° corpo d' armata:
gen Carlo Rossi
(Gela - Siracusa - Catania e Messina)
divisioni di fanteria Napoli
2 divisioni costiere (206 Cassibile - Punta Braccetto e 213)
2 brigate costiere 18 (Punta Braccetto - Licata e 19
Divisione di fanteria Livorno (riserva) a Mazzarino
200 aerei
Gran Bretagna
Gen. Bernard law Montgomery
115.000 anglo-canadesi
Armata n. 8 (Siracusa - Cassibile - Noto -Pachino )
30° Corpo d' Armata:
Gen. Olivier Leese
Brigata n. 231 (nord di Pachino)
Divisione di fanteria n. 51 Highlanders
Gen. Douglas Wimberley (Pachino)
Divisione di fanteria Canadese n. 1
(Capo Passero - Punta Braccetto)
Divisione di fanteria n.78 (dal 25/7 a Siracusa)
Commandos n. 40 a 41 (Gela)
13° corpo d' armata:
gen. Miles Dempsey
Brigata aerotrasportata n. 1 (Siracusa)
Divisione di fanteria n. 5 (Cassibile)
Divisione di fanteria n. 50 (Avola)
Corazzate:
Ancon
Nelson
Rodney
Portaerei: Indomitable
Incrociatori: 10
Cacciatorpediniere: 71
U.S.A.
Gen. George Patton
66.000 americani
Armata n. 7 (Gela -Licata..Scoglitti)
Divsione paracadutisti n. 82
Divsione di fanteria n. 45 (Punta Bracetto - Gela)
gen. Tony Middleton
Divisione di fanteria n. 1 (Gela) Gen. Terry Allen
Divisione di fanteria n. 9 (Palermo) dal 1/8/1943
Rangers (Gela)
Divisione di fanteria n. 3 (Licata) Gen. Lucien Truscott
48 cacciatorpediere
amm. Cunningham
2590 navi di ogni grandezza
di cui
6 corazzate
2 portaerei
3 monitori
15 incrociatori
128 cacciatorpediniere (6 greci, 3 polacchi)
26 sottomarini (1 olandese e 1 polacco)
211 cargo e navi da trasporto
1734 mezzi da sbarco
Aviazione alleata:
di cui 822 aerei da trasporto e
900 alianti
Alleati
15° Gruppo di Armate
8 U.K.
7 U.S.A.
467.000 uomini
Perdite dell'Asse
132.000 prigionieri
260 tanks catturati
520 cannoni catturati
4278 morti italiani
4325 morti tedeschi
Perdite degli Alleati
4299 morti
3242 dispersi
5 navi da carico
1 petroliera
1 cacciatorpediere (Maddox)
up
estratto dal libro di Giovanni Fontana
Primo Sole
Siracusa
10 Luglio 1943

"Quella spiaggia dorata"
Il soldato Burt non aveva mai visto un mare di colore verde smeraldo.
La Sicilia l’aveva studiata vagamente a scuola, un triangolo in fondo all’Italia, un aquilone tra mare, cielo e sole.
Ma adesso era proprio lì, davanti a quella strana isola, in un rapporto a due senza compromessi.
Non doveva sbarcare da un traghetto per una visita di piacere, bensì da una chiatta circondata da alte pareti in ferro, tra spruzzi d'acqua e roventi raggi di sole.
Sudato, fradicio entro la divisa salata, non poteva fare altro che sperare di sbarcare il più presto possibile per respirare sicuramente un’aria più fresca di quel forno dove, in piedi, si trovava da molte ore.
L’elmetto gli causava forti colpi di calore e la canna del fucile era calda come un fornello.
Quando gli ordinarono di prepararsi allo sbarco non ne ebbe proprio il tempo, perché la rampa gli si aprì sotto i piedi trascinandolo sul fondale sabbioso.
Fu la sua fortuna perché, cadendo, sebbene una gran botta subita sulla lastra bloccatasi a mezzo mare, scampò al massacro dei suoi sventurati compagni.
Rotolando in fondo al mare raggiunse a nuoto la costa seguito da altri soldati più spaventati che determinati.
Quando toccò la riva la risalì strisciando sulla sabbia. Istintivamente provò piacere ad accarezzarla, sottile e soffice com’era.
Aveva sempre visto coste pietrose e la vista di quel capolavoro di sabbia dorata lo lasciò profondamente soddisfatto.
Pensò come sarebbe stato diverso trovarsi in quel luogo e tuffarsi in quel mare caldo, calpestando senza timore quella sabbia morbida e piacevole.
Lasciò scorrere tra le dita quei piccoli granelli di sabbia. Li osservò ad uno ad uno, erano però troppi, incredibile, erano davvero migliaia ed erano ovunque si guardasse intorno, in quella larga ma breve spiaggia, dove non c’erano ripari fino a quel dannato bunker che, posto non molto lontano e nascosto in un campo d'ulivi che terminava proprio sulla spiaggia, propagava il fuoco della morte.
Era tutto così magnifico: il chiarore della spiaggia, l’azzurro del cielo impossibile da vedere da supino per quel sole accecante.
E poi l’argento di quelle foglie d'ulivo luccicanti al sole che somigliavano alle fiamme dei colpi sparati da quel grigio bunker, fino a sembrare fuochi d'artificio di giorno.
Tutto era quasi sublime di fronte alla tragedia che si stava consumando.
Non c’erano proprio motivi per muoversi da quel luogo e, quando arrivò l’ordine di farlo, poté soltanto lasciare cadere ancora altri cristalli di sabbia da tutto il suo corpo di cui si era ricoperto in quei pochi metri percorsi.
Insensibile al fragore delle mitragliatrici e ai boati dei mortai, continuò ad osservare la stratificazione causata dai suoi stivali su quella sabbia che gli rallentava la corsa.
Era come camminare sul burro e sentirne di riflesso il profumo, una passeggiata insolita nel momento del colpo che, attraversandolo, lo fece ricadere sulla stessa sabbia che, aprendosi, lo volle avvolgere in un forte abbraccio, accogliendolo nel proprio seno nell’istante in cui, come un flash, per un’ultima volta le sue dita giocarono un’altra volta con quei cristalli di sabbia dorata.
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Titolo e Testo sono di esclusiva proprietà di Giovanni Fontana.
Ogni uso non è consentito senza un'autorizzazione scritta dell'autore.
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Lo Sbarco in Sicilia nei libri













