Siracusa 10 luglio 1943

 





 
Mussolini dopo un discorso a Siracusa il 13 agosto 1937
(tutte le foto sono parte della collezione privata di Giovanni Fontana)

Mussolini in Sicilia nel 1937
Il 10 agosto raggiunge la Sicilia
Il 12 è a Catania
Il 13 è a Siracusa
Il 15 è ad Enna
Il 17 è a Trapani e a Caltanissetta
Il 18 è a Marsala
Il 19 è a Palermo dove alle 17,45 di venerdì 20 agosto tiene un discorso radiotrasmesso dal Foro italico in tutta la nazione e anche all'estero



Lo Sbarco il 10 luglio 1943

 


l'Armistizio l'8/9/1943

Le foto delle targhe commemorative
Soli Sole
Operazione Husky
Le Forze Contrapposte
Biblioteca storica sullo Sbarco in Sicilia

Museo Storico dello Sbarco

 


Le foto delle targhe commemorative ai Caduti Italiani del 10 luglio 1943

Siracusa ha degnamente reso onore, dopo 65 anni, ai caduti di una guerra senza fortuna.

Sul nuovo ponte costruito dopo la guerra a Siracusa sul fiume Anapo è stato posto in direzione sud un cartello stradale che commemora  la battaglia per la conquista del Ponte Grande di Siracusa il 10 luglio 1943
(Foto 1,2,3)



(foto 1)



(foto 2)




(foto 3)


Sul muro esterno del Ponte Grande (abbattuto nella sua arcata centrale dopo la guerra), sulla riva sud del fiume Anapo, è stata posta una targa marmorea commemorativa dei caduti italiani del 10/7/1943
(Foto 4,5,6).


(foto 4)



(foto 5)



(foto 6)


Da questa posizione volgendo lo sguardo verso la riva nord del fiume Anapo si intravede la parte settentrionale del Ponte Grande (foto 7), il corso del fiume (foto 8) e la foce dell'Anapo (foto 9).


(foto 7)



(foto 8)



(foto 9)


Una volta riattraversato il nuovo ponte sull'Anapo all'altezza del cartello stradale sopra descritto, possiamo vedere sulla sinistra il manufatto del Ponte Grande nella parte rimasta intatta (foto 10) e la parete dove è stata affissa la targa commemorativa ai caduti italiani del 10/7/1943 (foto 11,12,13).



(foto 10)



(foto 11)



(foto 12)



(foto 13)



Le foto 14 e 15 sono state riprese dal Ponte Grande da nord (foto 14) e da est (foto 15)


(foto 14)



(foto 15)

 

 

Al Plemmirio a Capo Murro di Porco, uno dei primi punti dove presero terra le forze speciali britanniche, si trovava la batteria militare Lamba Doria che con il suo sistema di cannoni e di bunker costituiva uno dei punti nevralgici per la difesa della costa.

 

Altri bunker erano situati nella penisola della Maddalena, di Santa Panagia e della penisola Magnisi.


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Soli Sole


Soli Sole
Frammenti per Immagini
Siracusa 10 Luglio 1943

Storia, Storie, di una giornata particolare
 
A mio Padre che mi ha accompagnato in questo viaggio nella memoria tra i ricordi che la calura del luglio siracusano abbaglia, assistendo, attonito, all'ennesimo scontro tra umani e macchine, tra suggestioni e sensazioni, convinto della stupidità del bene e del male quando sono contrapposti nella propria ragione d'essere.


 

in vendita su   


 

 

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Operazione Husky  ~ 10 luglio - 17 agosto 1943
    

 


 

                                  
Battaglia
di Ponte Grande 9 e 10 luglio 1943
(breve estratto dal libro “Sicilia!” di Hugh Pond -  Longanesi Editore)


Nel settore orientale dell’isola, la Brigata Alianti inglese raggiunse raggiunse l’obiettivo alle 21, come stabilito. Le forze aeree erano costituite da centonove Dakota, sette bombardieri Halifax e dodici Albemarle, che rimorchiavano complessivamente centoventi Waco americani e otto Horsa inglesi, questi ultimi carichi soprattutto di jeep e di cannoni. Gli aeroplani, appartenenti al 51° Comando Aerotrasporti Truppe americano, avevano ordine di mollare gli alianti, guidati per la maggior parte da piloti inglesi, a duemilacinquecento metri dalla costa, i Waco a seicento metri d’altezza, gli Horsa a milleduecento. La formazione aveva avuto ordine di volare ad alta quota, per sfuggire ai radar nemici. Obiettivo della Brigata Alianti era l’occupazione del Ponte Grande, vicino a Siracusa, che doveva essere tenuto fino all’arrivo delle truppe dell’Ottava Armata. Il primo scaglione doveva atterrare a ovest della penisola della Maddalena, mentre il secondo scendeva nei campi, oltre un canale che si trovava a mezza via dal porto. Le zone stabilite per l’atterraggio erano paurose, tutte coltivate, e disseminate di massi, di muriccioli e di frutteti. I tratti coltivati e i frutteti non costituivano il problema principale, anzi avrebbero potuto essere utili per frenare gli alianti, ma i muri erano un rischio difficile da superare. Il vento infuriava ancora, toccando a volte la velocità di cinquanta chilometri l’ora e trascinando fuori rotta aeroplani e alianti. La maggior parte dei soldati del 1° Borderers e del 1° Battaglione del Reggimento "South Staffordshire ", stipati dentro quell’angusta scatola di legno, dove era vietato fumare, erano sconvolti dal mal d’aria. Il colonnello Chatterton, comandante del Reggimento Piloti di Alianti, che pilotava un Horsa, dichiara che, quando la formazione sorvolò Malta, si trovava a una quota più bassa delle montagne: Chatterton dovette buttarsi sulle leve per mantenere l’aliante nella posizione voluta, dietro e un po’ più in alto dell’aereo che lo rimorchiava. Molti piloti perdettero l’orientamento, altri erano stanchi o timorosi, così che per la maggior parte gli alianti andavano a casaccio, ben dirado nella posizione corretta. Centinaia di uomini, rinchiusi in quelle macchme senza motore, si inabissarono nel Mediterraneo, sparirono nella liquida tomba senza avere sparato un solo colpo. "Pip" Hicks, comandante di brigata, che viaggiava a bordo dell’Hrsa del colonnello Chatterton, capì subito che il pilota dell’aereo che li rimorchiava li aveva mollati troppo lontano dalla costa. Chatterton, aggrappato ai suoi comandi, fece virare l’aliante verso una macchia nera appena visibile in mezzo all’acqua, sperando che si trattasse di un isolotto sul quale fosse possibile atterrare. Come la macchia divenne più grande e più nera, il colonnello si avvide che non si trattava affatto di un isolotto, ma delle scogliere siciliane, dalle quali un torrente di proiettili traccianti saliva ora verso di loro. Parecchi uomini furono feriti; schegge di metallo rovente minacciavano di dar fuoco al legno dell’aliante. Chatterton torse violentemente la leva di controllo, costringendo l’aliante a fare una brusca virata a dritta; metre i soldati si aggrappavano ai sedili, l’ala destra colpi l’acqua e l’apparecchio s’infilò in mare. Gli uomini si issarono fuori della carlinga che affondava, arrampicandosi sulle ali o aggrappandosi a qualche rottame, ma un raggio di luce li inquadrò a un tratto e subito, dalla costa, diverse mitragliatrici rovesciarono sui superstiti un torrente di proiettili. Grondando acqua e sputacchiando, il comandante Hicks si girò verso il suo compagno e fece una scoperta geniale. "Non va niente bene, Bill", disse.
Mentre l’aliante affondava rapidamente, gli uomini tentarono di raggiungere a nuoto la riva.
Quelli che riuscirono a raggiungere la spiaggia silenziosa, benche fossero per la maggior parte senz’armi e in qualche caso senza stivali, proseguirono barcollando, per cercare di ritrovare i compagni. Alcuni alianti furono sganciati a più di sessanta chilometri dalla rotta fissata; pochi, pochissimi atterrarono nelle zone prestabilite. Riuscito a fatica ad arrivare sopra la terraferma, il pilota di un aliante, capitano Ian McArthur, vide il terreno davanti a se tutto intersecato da muriccioli. Nel tentativo di atterrare in un campo di stoppie, fece impennare l’aliante, ma l’apparecchio urtò con la parte inferiore un muricciolo e s’infilò col muso nel terreno. Nell’incidente, il pilota ebbe fratturato un piede. I suoi passeggeri, intontiti, ce la fecero ad uscire dai rottami, sistemarono McArthur in modo che non avesse a soffrire e si incamminarono in direzione degli spari che echeggiavano non molto lontano. Un Horsa carico di micidiali spolette esplosive fu colpito da numerosi proiettili contraerei ed esplose prima di toccare terra, facendo volare tutt’intorno uomini e materiale. II sergente Galpin, pilota dell’aliante 133, che aveva a bordo un contingente del "South Staffordshire ", agli ordini del tenente L. Whiters, fu l’unico che atterrò nel punto designato, vicino al Ponte Grande. Whiters, rendendosi conto che l’intera operazione era stata un disastro, decise di attaccare il ponte con le sue modeste forze. Mandò una meta dei suoi uomini, a nuoto, dall’altra parte del fiume e poi, al segnale stabilito, fece attaccare il ponte contemporaneamente da nord a sud. Nel giro di mezz’ora, quell’eroico gruppetto di uomini aveva sgominato i difensori italiani e occupato i punti chiave intorno al ponte.
Alle prime luci dell’alba, arrivarono sette membri del quartier generate, di brigata, seguiti poco dopo dal tenente colonnello A. G. Walsh, che era riuscito a radunare un gruppo di sette ufficiali e ottanta tra sottufficiali e soldati, tutti decisi, nonostante le condizioni sfavorevoli, ad attaccare con violenza il nemico, che non aveva affatto rinunciato a combattere. Gli eroici superstiti dell’attacco con gli alianti al Ponte Grande erano rimasti tenacemente attaccati alla loro posizione, resistendo ai numerosi assalti sferrati in ogni direzione da unità del 385° Battaglione Costiero italiano e da element! della "Hermann Goering" e dalla Divisione Paracadutisti germanica. I fanti del "South Staffordshire " e i Borderers, senza armi pesanti e con poche munizioni, resistettero per sedici ore, esposti al fuoco ininterrotto dei mortai che li decimavano disperatamente. Le perdite aumentavano senza posa; alle 14.45 gli incolumi erano ridotti a quindici, anche se molti feriti, medicati alla meglio col materiale dei loro pacchetti di medicazione, continuavano a sparare dal fondo delle trincee contro le figure che apparivano e sparivano tra gli alberi e i vigneti circostanti, nel torrido calore dell’estate siciliana. Non c’era acqua, il cibo era scarso e le probabilità di soccorsi quasi nulle. Alle quattro del pomeriggio anche le munizioni erano finite e il nemico, rendendosi conto che era cessata ogni resistenza, raccoglieva le forze per l’assalto finale. Mezz’ora dopo gli italiani, tornati in possesso del ponte, lavoravano in gran fretta a risistemare sotto i piloni i detonatori e le cariche esplosive. Ma il loro trionfo ebbe breve durata: dopo tre quarti d’ora i prigionieri inglesi, esausti e feriti, distesi su brande o sulla nuda terra, udirono in distanza l’ululato di un corno da caccia; il rumore si avvicinò, si avvicinò, seguito finalmente da una micidiale scarica di fucileria, cui si frammischiavano le inconfondibili grida di guerra scozzesi; in men che non si dica i prigionieri davano il benvenuto ad alcuni chiassosi compagni del 2° Battaglione Reali Fucilieri Scozzesi. Così, dal caos uscì qualche elemento di vittoria, ad alleviare le ferite fisiche e morali sofferte dalla la Brigata Alianti. Cinquanta dei centoventotto alianti erano finiti in mare, di altri venticinque non si ebbe più notizia. L’antico porto fenicio di Siracusa, insieme con tutte le sue massicce opere difensive, cadde qualche ora dopo, quasi senza che si sparasse un colpo, e Montgomery mandò immediatamente un messaggio di rallegramenti a quella valorosa schiera: “Sono pieno di ammirazione. Altri, che di propria iniziativa hanno sostenuto azioni isolate in diversi punti del campo di battaglia, hanno avuto non piccola parte in questa più felice operazione di atterraggio. Non fosse stato per l’abilita e il valore della Brigata Alianti, il porto di Siracusa sarebbe caduto molto più tardi”.  

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Le Forze contrapposte



Germania

 

Feldmaresciallo Albert Kesserling

40.000 uomini
15ma  divisione panzergrenadier(Eberhard Roth)
divisione corazzata Hermann Goering (gen. Conrath)
29ma  divisione panzergrenadier
320 aerei

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Italia


Gen. Alfredo Guzzoni



Armata n. 6
230.000 uomini
1500 cannoni

12°  corpo d' armata: 
 gen. Arisio e dal 12/7 Francesco Zingales
(Marsala - Trapani e Palermo)
divisioni di fanteria Assietta e Aosta
3 divisioni costiere: 207( Licata) ,202 e 208

16° corpo d' armata:
gen Carlo Rossi
(Gela - Siracusa - Catania e Messina)
divisioni di fanteria Napoli
2 divisioni costiere (206 Cassibile - Punta Braccetto e 213)
2 brigate costiere 18 (Punta Braccetto - Licata e 19

Divisione di fanteria Livorno (riserva) a Mazzarino

200 aerei


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Gran Bretagna

Gen. Bernard Law Montgomery

115.000 anglo-canadesi

Armata n. 8   (Siracusa - Cassibile - Noto -Pachino )


30° Corpo d' Armata:
Gen. Olivier Leese


Brigata n. 231 (nord di Pachino)
Divisione di fanteria n. 51 Highlanders 
Gen. Douglas Wimberley  (Pachino)

Divisione di fanteria Canadese n. 1
(Capo Passero - Punta Braccetto)

Divisione di fanteria n.78 (dal 25/7 a Siracusa)
Commandos n. 40 a 41 (Gela)



13° corpo d' armata:

 gen. Miles Dempsey

Brigata aerotrasportata n. 1 (Siracusa)
Divisione di fanteria n. 5 (Cassibile)
Divisione di fanteria n. 50 (Avola)

Corazzate:
Ancon
Nelson
Rodney

Portaerei: Indomitable

Incrociatori: 10
Cacciatorpediniere: 71

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U.S.A.

Gen. George Patton

66.000 americani

Armata n. 7  (Gela -Licata..Scoglitti)  
Divsione paracadutisti n. 82
Divsione di fanteria n. 45 (Punta Bracetto - Gela) 
gen. Tony Middleton
 

Divisione di fanteria n. 1 (Gela) Gen. Terry Allen
Divisione di fanteria n. 9 (Palermo) dal 1/8/1943
Rangers (Gela)
Divisione di fanteria n. 3 (Licata) Gen. Lucien Truscott

48 cacciatorpediere

Marina alleata:
amm. Cunningham
2590 navi di ogni grandezza  
di cui
6 corazzate
2 portaerei
3 monitori
15 incrociatori
128 cacciatorpediniere (6 greci, 3 polacchi)
26 sottomarini (1 olandese e 1 polacco)
211 cargo e navi da trasporto
1734 mezzi da sbarco

Aviazione alleata:

5.000 aerei
di cui 822 aerei da trasporto e
900 alianti

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Alleati

15
° Gruppo di Armate

8 U.K.
7 U.S.A.

467.000 uomini

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Perdite dell'Asse

132.000 prigionieri
260 tanks catturati
520 cannoni catturati
4278 morti italiani
4325 morti tedeschi

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Perdite degli Alleati

4299 morti
3242 dispersi
5 navi da carico
1 petroliera
1 cacciatorpediere (Maddox)



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Biblioteca storica sullo Sbarco in Sicilia

 

 


   


  Generale Emilio Faldella
Lo sbarco e la difesa della Sicilia 1943
Roma, L'Aniene 1956
8°, cm17x24, pp XII, 440 (12 tavole allegate)
I^ edizione
Prefazione del Gen. Ottavio Zoppi. Con dodici carte allegate in busta a fine volume, stampate in parte in nero e in parte in tricromia.

 

 

    

 

 

   

 

 

  HUGH POND. SICILIA !
LONGANESI MILANO. Prima edizione italiana: aprile 1964. Traduzione dall’originale inglese Sicily! di Elsa Pelitti. 356 pp (+ 12 nn. di catalogo). Collana “Il cammeo” n° 187. 18,5 x 12 cm. Con 18 illustrazioni fuori testo, 7 cartine.
Molti libri sono stati scritti sull'invasione della Sicilia da parte degli alleati, ma questo rivela per la prima volta (...) i retroscena e i contrasti degli stati maggiori, l'incompetenza di Montgomery, l'incoscienza del generale Eisenhwer, i litigi tra Monty, Eisenhower e Alexander, i sospetti tra Italiani e Tedeschi, le dispute strategiche tra il generale Guzzoni che quasi era riuscito a rigettare in mare gli Americani e il feldmaresciallo Kesserling che nel tentativo di ricostituire tutte le difese dell'isola venne sorpreso con le sue forze sparse il giorno dell'invasione. Il maggiore Pond, con la sua solita imparzialità, mostra gli errori e le confusioni in cui caddero la marina e l'aviazione oltreché le forze da sbarco alleate, e che consentirono ai tedeschi,, numericamente inferiori (...), quasi una vittoria"

 

   

 

 

   

 

 

   

 
L' isola di Mussolini. Lo sbarco in Sicilia raccontato da otto testimoni inglesi, americani, italiani e tedeschi
di Follain John
2007, 319 p., ill., rilegato
Editore Mondadori
Nell'estate del 1943 gli Alleati lanciarono il primo assalto alla "Fortezza Europa" di Hitler invadendo la Sicilia, occupata dalle forze dell'Asse. Alle 2.45 del 10 luglio i primi mezzi da sbarco americani approdavano a Gela, mentre la flotta britannica si avvicinava a Siracusa. L'operazione "Husky" colse di sorpresa italiani e tedeschi, in breve costretti a una precipitosa ritirata verso lo Stretto di Messina e la Calabria. Il 17 agosto, quando le truppe alleate entrarono a Messina dopo aver conquistato le principali città dell'isola, la campagna di Sicilia poteva dirsi conclusa, con un tragico bilancio di vittime, militari e civili. "L'isola di Mussolini" è la cronaca puntuale dell'offensiva militare alleata più imponente, dopo l'invasione della Normandia, della seconda guerra mondiale, ricostruita per la prima volta attraverso le testimonianze di alcuni superstiti.

 

OPERAZIONE BRACCIO DESTRO. SICILIA, 1943.

Jack Higgins. Vallardi. 1982.

Un romanzo storico imperniato sull’aiuto fornito da Lucky Luciano per lo sbarco degli alleati in Sicilia. Brossura. Buono stato. pp. 270.

 

 

   

     

 

 

  CODICE HUSKY

LA CAMPAGNA D' ITALIA A COLORI
SBARCO IN SICILIA del 1943
Regia di Leonardo Tiberi
DOCUMENTARIO STORICO Istituto LUCE  

 

 

 

La Campagna d'Italia di Andrea Saccoman
Hobby & Work Publishing (1 gennaio 2007)
223 pagine octavo edition (da 20 a 28 cm)

Con la vittoria in Tunisia si aprì per gli Alleati la strada all'invasione del "ventre molle" dell'Europa: l'Italia. Lo sbarco in Sicilia avrebbe portato l'Italia alla resa e creato una base di partenza per le operazioni, che proseguirono nel settembre 1943 con lo sbarco a Salerno e quindi con l'inizio dell'avanzata alleata lungo lo "stivale". Ma i successi degli Alleati si scontrarono con le difese tedesche, che si rafforzarono sempre di più mano a mano che il fronte procedeva verso Nord. Nel gennaio 1944 ebbe inizio la battaglia di Cassino, che si protrasse tra violenti combattimenti fino al maggio seguente. L'avanzata alleata si arrestò e la strategia tedesca sembrò vincente. Anche se la campagna in Italia era ormai passata in secondo piano, si decise di tentare un'ultima carta per sbloccare la situazione; alla fine del gennaio 1944 fu lanciata l'operazione "Shingle", lo sbarco ad Anzio che, invece di portare allo sfondamento del fronte, si trasformò in un'altra ...

 

 

   

     


  Prima edizione. Pagine 196. Cm 15 X 21.
Sicilia 1943-1944. Per la prima volta sono descritte in maniera completa le numerose stragi commesse dagli Alleati ai danni di civili e prigionieri di guerra italiani e tedeschi, duarante la Seconda guerra mondiale. Si parla anche delle prime due stragi compiute dai tedeschi in Italia, quelle di Canicatti e di Castiglione di Sicilia. Dopo 62 anni si solleva un vergognoso velo di silenzio sui crimini alleati, le stragi dimenticate di Piano Stella di Caltagirone, Biscari, Comiso, Vittoria, Canicattì, Paceco, Butera, Santo Stefano di Camastra... Nel libro si accenna agli stupri, ai campi di concentramento e alle razzie compiute dagli Alleati nell'Isola.
I morti dimenticati dopo 60 anni chiedono giustizia. E' ora di raccontare i fatti per come sono avvenuti. Ognuno si deve assumere la propria responsabilità: quelli che hanno commesso le stragi e quelli che le hanno taciute o vilmente dimenticate. E' ora di recuperare completamente la nostra memoria storica, senza censure o silenzi. Il tempo dei servilismi deve finire.


    

 

Ezio Costanzo
La guerra in Sicilia. 1943 Storia fotografica
pp. 400, formato 24x28 cm, cartonato con sovraccoperta, 1.200 fotografie, documenti, testimonianze.
Dall'introduzione al libro di LUCIO VILLARI
Il sole accecante dei trentasette giorni della Campagna di Sicilia, il solleone di luglio e agosto 1943, sembra abbacinare ancora chi sfoglia le bellissime fotografie di questo volume che provengono da archivi ufficiali o da privati. Guardandole, la guerra ci appare ancora vicina come una indiscutibile verità della nostra storia.
I corpi abbandonati di tanti soldati italiani, tedeschi, alleati, tombe vicine con elmetti diversi riempiono gli occhi e la memoria di questa microstoria, rimandano in controluce a una storia più grande della Sicilia e dell’Italia; la storia del conflitto decisivo, tra il 1939 e il 1945, tra due assolutamente opposte concezioni del mondo.
Ezio Costanzo, che ha curato questo volume, scandisce con precisione storica e commenta in modo essenziale le 1200 fotografie che lo compongono.


       


 
Mafia & Alleati rivela i retroscena di uno dei più controversi e romanzeschi capitoli del secondo conflitto mondiale, un enigma fitto di interrogativi che vanno dall’accordo tra intelligence americana e il boss mafioso Lucky Luciano per liberare il porto di New York dalle spie naziste e fornire notizie sulla Sicilia, al Piano Corvo, la pianificazione “politica” dello sbarco; dagli inquietanti ritratti dei mafiosi americani e siciliani che popolavano la scena del crimine durante la seconda guerra mondiale, agli uomini del Naval intelligence e dell’OSS e le loro operazioni segrete nell’isola; dall’insediamento del governo militare alleato alla riorganizzazione della mafia, alla delega dei poteri ai boss locali.


 

 

 

       

 

LEONARD C. REYNOLDS
SBARCO IN SICILIA

Lo sbarco in Sicilia Operazione Husky descritto da un marinaio di Sua Maesta' a bordo della cannoniera 658

pag 285. 19x13 cm. LONGANESI 1° Ed 1957 - Collana Il Cammeo Vol 103. con 84. Copertina rigida con sovraccoperta illustrata.

 

 

      

 

 

   

 

 

    

 


    

 

     



Il 10 luglio del 1943 gli anglo-americani sbarcano sulle coste siciliane. È il primo passo per la conquista della "Fortezza Europa" e l'inizio del definitivo tracollo delle dittature nazista e fascista. In quell'estate del '43, gli occhi del mondo sono puntati sulla Sicilia, dove la guerra arriva con tutti i drammi e le tragiche conseguenze. Al piano d'invasione, deciso a Casablanca da Roosevelt e Churchill nel gennaio dello stesso anno, viene dato il nome in codice di Operazione Husky. Il libro narra, con un linguaggio semplice e di facile approccio, le vicende di quel periodo e ne analizza i fatti più importanti, come ad esempio le cruente battaglie di Gela, Primosole, Sferro, Agira e Troina, la conquista di Catania e Palermo, l'avanzata verso Messina e la sua caduta, l'armistizio del 3 settembre, l'insediamento del governo alleato. La ricca documentazione fotografica che correda il volume, formata da oltre 170 immagini dell'epoca ritrovate negli archivi di tutto il mondo, rende quest'opera non solo originale ma anche preziosa.
Brossura: 304 pagine
Editore: Le Nove Muse


 

     

 

   

   


   



Questo libro mostra senza alcun velo protettivo gli orrori cui sono stati da sempre sottoposti i bambini durante i conflitti bellici, dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Nel volume sono raccolte 140 immagini: metà provenienti dai National Archives di Washington, scattate dai fotografi militari sui diversi fronti del conflitto (Europa e Asia in particolare); l'altra metà dai reporter di guerra collegati con l'agenzia ANSA nei tanti conflitti di oggi (Cecenia, Iraq, Libano, Albania, Cisgiordania, ecc.). Un libro che affronta il tema dei bambini e la guerra con la potenza evocativa delle immagini, che arrivano nella nostra coscienza senza la censura delle opinioni.
Rilegato: 224 pagine
Editore: RAI-ERI (5 luglio 2005)

 


Lo sbarco in Sicilia di Franco Bandini
Pagine 128, Casa editrice Mursia (Gruppo Editoriale)
Anno 2011
Descrizione:
Sono ancora molti i punti in sospeso che circondano l'invasione alleata della Sicilia, a cominciare dal ruolo di Cosa Nostra e del suo super mammasantissima, Lucky Luciano. Quasi mezzo secolo fa, in un pregevole reportage, Franco Bandini ne racconta alcuni, allora in gran parte inediti. Lo sbarco in Sicilia resta, in questo senso, un documento prezioso che si legge con profitto e piacere.

 

 

   



    Presentazione del volume  OPERAZIONE HUSKY. Sintesi storica dello sbarco in Siciliadi Giambattista Condorelli

 

 

   

 

 

 

 

   

 

 

 


Separatismo, ruolo politico della mafia, protagonismo del movimento contadino sono i tre temi che hanno dominato fino ad oggi la storiografia dedicata alla storia della Sicilia tra il 1943 e il 1948. Meno attenzione ha ricevuto invece la dimensione urbana, che pure rappresenta un terreno assai propizio di verifica della continuità o del rinnovamento di istituzioni e società, soprattutto nell'analisi dei rapporti tra partiti politici e “Regno del Sud” prima e Italia repubblicana poi. Questo volume ricostruisce le vicende politiche e le lotte sociali di un capoluogo meridionale in una stagione breve ma intensa, che vede il passaggio dall'emergenza postbellica all'assestamento delle condizioni strutturali del sistema politico, sanzionate dalle elezioni del 1948. Occupazione alleata, drammatica situazione alimentare, inflazione, crisi del porto, disoccupazione, protesta dei profughi dalla Libia, agitazioni contadine segnano questa fase di transizione, che l'autore inserisce comunque nel più ampio contesto regionale e nazionale. Si colgono in tal modo, oltre alle peculiarità locali, gli aspetti che fanno anche di Siracusa, capoluogo alle prese con un difficile rapporto con la provincia, un esempio e un banco di prova per le trasformazioni indotte dal ritorno alla democrazia e dall'affermazione dei partiti di massa.
Autore: Giovanni Schininà
Editore: Bonanno
Data di Pubblicazione: 2004
Pagine: 252



1969 editrice Palazzi pagg. 599+(5)
Formato 15X22 cm. circa

  • Problemi di guerra e di pace nel Mediterraneo
  • Il colpo di Stato
  • Gli strumenti della resa
  • Il Governo del 25 Luglio
  • L'inganno di Cassibile
  • La divisione aviotrasportata, stratagemma di diplomazia militare
  • La proclamazione
  • La Conferenza di Malta e la Cobelligeranza
  • Gli organi dell'occupazione: AMG, ACC, AAC
  • Il primo Governo di Brindisi
  • L'impasse istituzionale e il Congresso di Bari
  • Il Governo di Salerno e la politica internazionale
  • Il Governo di concentrazione democratica
  • La liberazione di Roma e il tramonto dell'Alleanza




 

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Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943




Il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 è il più importante museo della storia della Sicilia in età contemporanea e racconta i fatti storici accaduti dal 10 luglio all’8 settembre del 1943.
 

Il Museo si sviluppa su tre elevazioni fuori terra ed occupa una superficie di circa 3.000 metri quadri; di questi, una parte rimane riservata ad esposizioni tematiche e temporanee. Nel suo continuo svolgersi, il museo propone attraverso ambienti ricostruiti, le condizioni che caratterizzavano la vita prima, durante e dopo l’evento bellico con simulazioni, proiezioni ed esposizione di reperti sempre rigorosamente originali. L’area d’ingresso consente un primo approccio al tema con la presentazione, su pannelli, dei principali avvenimenti storici che hanno caratterizzato gli anni a seguire la prima guerra mondiale. Entro una "saletta cinematografica", il visitatore può seguire un filmato introduttivo sulla seconda guerra mondiale e sugli eventi immediatamente precedenti lo sbarco degli Alleati. Varcato l’arco d’accesso all’area museale si perviene entro una luminosa piazzetta siciliana. Vi prospettano le case con i loro interni carichi di vita privata. L’ambiente successivo presenta un cortile buio dove si affacciano le case dalle porte sbarrate. La direzione verso cui proseguire la segnala un’unica lampadina che invita ad entrare entro un rifugio antiaereo. Il dramma di chi era stato fortunato a trovare posto entro il rifugio, si perpetra ora sotto le sembianze del ricostruito scenico. Gli effetti dei bombardamenti caratterizzano l’uscita dal rifugio. Il selciato prende in salita e dopo una prima svolta ci porta davanti alla finestra di una casa diroccata entro la quale si continuano a vedere filmati dei bombardamenti aerei su Palermo, Catania e Messina. La strada si fa erta, stretta tra le facciate di case sempre chiuse, indifese; fioche lampade illuminano manifesti murali che comunicano agli abitanti fatti che stanno avvenendo oltre l’Italia, in nord Africa. La popolazione, ignara di tutto, suo malgrado aspetta attonita gli eventi che da un momento all’altro potrebbero interessare l’Isola.


L’ambiente che dà inizio al percorso del primo piano presenta la simulazione formale di un mezzo da sbarco ed è come se il visitatore facesse parte del gruppo dei giovani anglo-amercani che stanno per sbarcare sulle coste sud orientali della Sicilia. Sullo schermo frontale scorrono le immagini storiche di quei momenti. I pannelli fotografici che seguono mostrano azioni militari successive allo sbarco; queste proseguono ancora in un grande schermo che propone momenti della prima avanzata e la controffensiva dei soldati dell’Asse. La forma ottagonale che in vari momenti torna a proporsi lungo il percorso museale, caratterizza la successiva sala; al centro, il piano di un tavolo ottagonale su cui si eleva la sagoma della Sicilia, si anima di forme e colori con scene che vengono proiettate dall’alto mentre una voce fuori campo narra, per sintesi, gli eventi. Quattro distinti monitor, alle pareti, presentano gli avvenimenti ripresi dai cineoperatori di guerra che momento per momento seguirono il conflitto.
Le sale successive contengono principalmente vetrine entro cui sono esposti reperti appartenenti ai distinti eserciti: italiano, tedesco, americano e inglese. Il visitatore può, in questo tratto, avere un momento di sosta entro una apposito ambiente. La successiva sala ha una presenza ingombrante: un bunker, reso al vero, espande la sua mole su tutto lo spazio. Il visitatore che entra nel fortilizio subisce l’urto della sorpresa di due militari italiani intenti "veramente" ad usare la mitragliatrice contro fantomatici nemici che vengono loro incontro attraverso simulazioni filmate. Lungo le pareti della sala vengono mostrate altre tipologie costruttive di bunker edificati lungo le coste e le principali vie di penetrazione dell’Isola. Le opere di difesa costiera sono accompagnate dagli armamenti che dalle postazioni ostacolarono l’avanzata degli Alleati.Salendo da una scala circolare, ricavata entro l’anima di una vecchia ciminiera, il visitatore si trova nell’area che rievoca le battaglie combattute tra gli Alleati ed i soldati dell’Asse, a cominciare da quella della piana di Gela nei pressi di Castelluccio. Le principali battaglie di Gela, di Ponte Primosole e di Troina sono state riproposte su plastici tridimensionali accompagnati da una serie di pannelli fotografici che mostrano momenti bellici i cui scenari sono fin troppo noti. Una delle sale accoglie un monitor che mostra momenti dell’avanzata angloamericana; nell’ultima di questa zona un’altro monitor illustra i momenti del passaggio delle truppe tedesche da Messina alla costa calabra. Lo spazio si amplia per mostrare al centro alcune mitragliatrici. Ma l’attenzione principale il visitatore la dedicherà alla prima delle vetrine dove campeggia, su fondo nero la figura isolata del capo di stato della Germania, Adolf Hitler, reso nelle proprie sembianze dagli artisti cerai di Londra. Sul grande pannello di fondo si possono distinguere le diverse composizioni degli eserciti degli Alleati e dell’Asse. La successiva vetrina ospita Winston Chuchill a colloquio con il presidente Roosevelt. Il successivo segmento museale è dedicato agli avvenimenti politici nazionali successivi agli avvenimenti siciliani. La presenza della Croce Rossa è sottolineata da una vera sala operatoria da campo utilizzata proprio neI 1943; vi si trovano tutti gli strumenti chirurgici ed il lettino operatorio. La terza vetrina sorprende per la resa dei personaggi. Benito Mussolini a colloquio con il re Vittorio Emanuele 111. Davanti a loro, su un tavolo, una mappa della Sicilia su cui sono segnati i punti dello sbarco degli Alleati e le linee di avanzamento. In prossimità alla vetrina, sono esposti soldati italiani in distinti momenti. Lo spazio si amplia per accogliere davanti ad un ampio scenario dei monti Iblei, tra secolari ulivi, una tenda entro cui un gruppo di persone, attorno ad un tavolo, sta fissando uno di loro intento a firmare un importante documento: è il 3 settembre 1943 e si tratta della firma, a Cassibile, dell’armistizio che mette fine alle ostilità tra l’Italia e gli angio-americani. Il successivo corridoio mostra gli aspetti sociali sotto il governo militare, AMGOT. Vi si espongono documenti proclami manifesti, lasciapassare. La sala successiva è dedicata ai Caduti. In una lapide elettronica scorrono, lentamente, più di mille nomi tratti a campione tra le migliaia di giovani che in questa terra di Sicilia hanno perso la vita e che oggi si trovano riuniti in distinti cimiteri di guerra. Il museo li accomuna tutti. Una voce chiama i loro nomi. Sulle pareti il resoconto delle vittime ed una frase che segna la fine del percorso con un inno alla pace.
(Fonte / Autore: turismo.provincia.ct.it)


Indirizzo
Viale Africa - Centro Culturale "Le Ciminiere"
95100 Catania

Contatti
Telefono: +39 095 4012621
Fax: +39 095 4011929

 

Orari visite:
da Martedì a Sabato ore 9.00 -12.30
Martedì e Giovedì aperti anche dalle ore 15.00 alle 17.00
Lunedi chiuso

Aperto anche nei seguenti giorni festivi : 6 gennaio (Epifania); 25 aprile (festa della Liberazione); 2 giugno (festa della Repubblica); 8 dicembre (Immacolata concezione); 26 dicembre (Santo Stefano)
Ingresso a pagamento.


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Update 14-01-12


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