La Guerra del Vietnam
La Guerra del Vietnam venne combattuta tra il 1964 e il
1975 sul territorio del Vietnam del Sud e delle aree
confinanti di Cambogia e Laos e in missioni di
bombardamento (Operazione Rolling Thunder) sul Vietnam
del Nord. Una parte delle forze in conflitto era la
coalizione di forze composta da Vietnam del Sud, Stati
Uniti, Corea del Sud, Tailandia, Australia, Nuova
Zelanda, e Filippine. Dall'altra parte c'era la
coalizione formata da Vietnam del Nord e Fronte di
Liberazione Nazionale del Vietnam (FLN) conosciuto anche
come Viet Cong, un movimento di guerriglia
Sudvietnamita. L'Unione Sovietica e la Repubblica
Popolare Cinese fornirono aiuti militari a Vietnam del
Nord e FLN, ma non presero parte alla guerra con le loro
truppe. La guerra fece parte di un più ampio conflitto
regionale che coinvolse le nazioni confinanti di
Cambogia e Laos, conosciuto come Seconda Guerra
Indocinese.
Cronologia:
1941 - I francesi lasciano l'Indocina per proteggere la
madre patria Francia. I giapponesi occupano il Vietnam.
Il comunista Ho Chi Minh emerge come capo della
resistenza anti-giapponese.
1945 - I francesi tentano di ritornare il Indocina. I
Viet Minh resistono. Inizia la Guerra d'Indocina.
1949 - Mao Tse Tung consolida il potere dei comunisti in
Cina.
1950 - La Guerra di Corea è indicativa di una grossa
minaccia in Asia. Gli stati Uniti iniziano a coprire il
75% delle spese militari francesi per la guerra
d'Indocina.
1954 - I francesi sono sconfitti a Dien Bien Phu, dopo
che gli Stati Uniti si rifiutano di fornire supporto
aereo. Gli Accordi di Ginevra vengono firmati da
francesi e Vietminh, stabilendo la Commissione
Internazionale di Controllo, decidendo che il 17°
parallelo sara la linea di demarcazione temporanea che
dividerà il Vietnam in due, e creando un piano per delle
elezioni libere in Vietnam, non più tardi del luglio
1956. Ngo Dinh Diem prende il potere nel Vietnam del
Sud. Gli Stati Uniti inviano supporto tecnico e
finanziario, aspettandosi in cambio riforme sociali e
agrarie.
1956 - Nessuna elezione si svolge in Vietnam del Nord e
Vietnam del Sud. Diem mette fuori legge l'opposizione e
le elezioni dei capi villaggio.
1960 - L'opposizione politica nel Vietnam del Sud
diventa sotterranea. Accadono sporadici atti di
terrorismo; I Vietcong chiedono, e ottengono, aiuto dal
Vietnam del Nord. I Vietcong conducono una campagna per
assassinare i capi villaggio nominati da Diem.
1961 - John F. Kennedy invia 1364 consiglieri americani
nel Vietnam del Sud. Ancora nessuna riforma agraria. Una
operazione militare aerea statunitense viene ordinata
per bombardare obbiettivi nel Vietnam del Sud.
L'operazione viene cancellata pochi attimi prima del
decollo.
1962 - Il numero di consiglieri statunitensi sale a
9865. I piloti dell'aeronautica statunitense bombardano
clandestinamente il Vietnam del Sud, in un tentativo di
destabilizzare il governo di Diem.
1963 - 15.500 americani Vietnam. Diem perde la presa sui
rivoluzionari Buddisti. Kennedy concorda con i generali
Sudvietnamiti per la rimozione di Diem. Con la CIA che
comunica l'approvazione di Kennedy, Diem viene
assassinato in un colpo di stato militare e viene
succeduto da una serie di comandanti militari. John F.
Kennedy viene assassinato a Dallas.
1964 - La situazione nel Vietnam del Sud si deteriora
rapidamente. In agosto avviene l'incidente del Golfo del
Tonchino. La Risoluzione del Golfo del Tonchino, passata
dal Congresso statunitense, da a Lyndon B. Johnson mano
libera per proteggere le forze americane in Vietnam.
Johnson prende una posizione moderata sul Vietnam,
durante la sua campagna elettorale, ma in privato
concorda nel non interrompere la poltica di Kennedy sul
Vietnam, ora apparentemente radicata.
1965 - In febbraio, gli USA iniziano a bombardare il
Vietnam del Nord su base regolare, dopo gli attacchi di
Pleiku. In marzo, i Marines sbarcano a Da Nang per dare
il via a un'azione militare statunitense su vasta scala.
In maggio, si ha una pausa di 6 giorni nei
bombardamenti. In agosto, 125.000 soldati americani sono
in Vietnam. In dicembre, i bombardamenti americani si
fermano nuovamente, senza reazioni apparenti da parte
dei Vietnamiti. Giorgio La Pira si incontra con Ho Chi
Minh per abbozzare un trattato di pace. Ho Chi Minh si
dice disposto a trattare anche senza un ritiro delle
truppe USA, ma chiede riservatezza per non innervosire
gli alleati russi.
1966 - 400.000 soldati americani sono ora in Vietnam. In
settembre, il Vietnam del Sud elegge Thieu e Ky in base
alla nuova costituzione. Uno dei primi atti di Thieu,
dopo essere stato eletto, e quello di far arrestare i
capi dell'opposizione. Il Presidente Johnson riceve un
messaggio segreto di Ho Chi Minh tramite La Pira e
Fanfani, allora Presidente delle Nazioni Unite.
1967 - 500.000 soldati americani in Vietnam.
1968 - Offensiva del Tet. L'ambasciata statunitense
viene occupata per breve tempo. Il 12 marzo, lo stato
del New Hampshire da un forte supporto a Eugene
McCarthy, che sta conducendo una campagna per porre fine
alla guerra. Il 19 marzo 1968, truppe dell'esercito
americano uccidono 347 civili a My Lai. La notizia del
massacro non raggiunge l'opinione pubblica statunitense
fina al novembre 1969. Il 31 marzo, Lyndon Johnson
chiede una parziale interruzione dei bombardamenti, e
annunica che "non cercherà la rielezione". In aprile,
gli Stati Uniti e il Vietnam del Nord iniziano dei
colloqui a Parigi. In ottobre, Johnson ferma tutti i
bombardamenti a nord del 17° parallelo. Iniziano dei
colloqui a quattro.
1969 - In marzo, Richard Nixon annuncia che si stanno
svolgendo dei colloqui riservati. Alla data di aprile,
33.000 soldati americani sono stati uccisi in Vietnam.
Il 15 novembre, si svolge una gigantesca manifestazione
per la pace a Washington. Seymour Hirsh svela la storia
del Massacro di My Lai. Il movimento pacifista guadagna
supporto grazie alle prove delle atrocità commesse dalle
truppe statunitensi.
1971 - A febbraio, rimangono in Vietnam
approssimativamente 325.000 soldati americani. Il
Vietnam del Sud invade il Laos con l'appoggio degli USA.
Fino a questo punto, circa 45.000 soldati americani sono
morti in Vietnam.
1972 - In ottobre, Nixon e Henry Kissinger annunciano
che "la pace è a portata di mano", con un accordo per
finire la guerra. In dicembre, gli USA iniziano a
bombardare nuovamente il Vietnam del Nord, con i famosi
Raid di Natale. Negli USA riprendono le manifestazioni.
1973 - Termina il coinvolgimento statunitense in
Vietnam. Kissinger vince il Premio Nobel per la pace.
Gli USA hanno perso circa 50.000 soldati in Vietnam, e
sofferto più di 300.000 feriti. Le ultime cifre fissano
le perdite Vietnamite da almeno mezzo milione a fino a 4
milioni. La guerra è costata quasi 150 miliardi di
dollari. I termini del trattato sono gli stessi
abbozzati da La Pira e Ho Chi Minh già otto anni prima.
Gli eventi:
La dominazione francese (1945-1955)
Vent’anni prima dell’inizio dei bombardamenti americani
i vietnamiti respinsero vittoriosamente l’esercito
giapponese, che durante la seconda guerra mondiale aveva
occupato il Paese nell’ambito della campagna d’Indocina,
agevolato dal patto di neutralità con l’Unione Sovietica
che fino al ’45 ne prevenì l’intervento. Sottratto
all’occupazione giapponese, il Vietminh (Fronte di
Indipendenza del Vietnam) capeggiato dal comunista Ho
Chi-Minh si rifiutò di riconoscere la sovranità francese
ed il 2 settembre 1945 proclamò l’indipendenza,
inducendo i francesi a rafforzare la propria presenza
militare. Un accordo fra le parti portò al
riconoscimento dell’indipendenza della Repubblica
Democratica del Vietnam, unito alla Francia, che restava
però vincolato alla politica estera ed economica
francese. A dispetto degli accordi, la realtà del
Vietnam mostrava un paese diviso fra Hanoi, capitale del
Nord comunista di Ho Chi-Minh e Saigon, il caposaldo
delle forze francesi. Nel sud l’ex imperatore Bao Dai
riassunse la carica perduta in seguito all’appoggio
fornito agli invasori giapponesi mentre l’esercito
francese, appoggiato dagli USA, incrementò le attività
militari fino all’attacco francese al porto di Haiphong,
il 19 dicembre 1946, che diede il via alle ostilità. Il
13 marzo 1954 il generale nordvietnamita Giap costrinse
alla resa le truppe francesi asserragliate presso Dien
Bien Phu, in una posizione fortificata reputata fino
allora inespugnabile, assediandole per diversi giorni.Il
7 maggio 1954 a Ginevra venne firmato l’armistizio, che
ripristinava la precedente divisione del Vietnam lungo
il 17° parallelo ed introduceva successivamente una zona
smilitarizzata sul confine provvisorio. A sud, intanto,
il dittatore Ngo Dinh Diem, appoggiato dagli Stati
Uniti, spodestò definitivamente l’imperatore Bao Dai. I
francesi uscirono di scena nel 1955, lasciando il sud
sostanzialmente sotto controllo americano, che manteneva
sul territorio alcune truppe per controllare le
eventuali minacce da nord.
Kennedy aumenta gli aiuti al Sud (1961)
Nonostante le misure rigorosissime prese dal governo di
Saigon per debellare il pericolo comunista, nel 1960
nacque il Fronte di Liberazione del Sud Vietnam, che
riuniva le opposizioni. L’esercito del Sud intanto
riceveva sempre più aiuti dagli americani riuscendo in
poco tempo ad organizzare un esercito ben addestrato con
equipaggiamenti moderni. In seguito alla missione in
Vietnam del consigliere militare americano Taylor, il
presidente Kennedy decise di incrementare la presenza
militare americana nel sud, aumentando gli aiuti a
Saigon.I berretti verdi iniziarono così la costruzione
di villaggi fortificati lungo il confine cambogiano,
allo scopo di bloccare le infiltrazioni dei guerriglieri
vietcong dal sentiero che prendeva il nome dal loro
capo, Ho Chi-Minh, la principale via di rifornimento
delle forze nordvietnamite.Il 2 novembre 1963 il regime
sudvietnamita viene rovesciato da un colpo di Stato e
Diem ucciso mentre venti giorni più tardi Kennedy trova
la morte a Dallas per mano di uno sconosciuto assassino:
il vicepresidente L. B. Johnson assumerà la presidenza
statunitense fino alla fine del mandato.
L’escalation
Il 2 agosto 1964 motosiluranti della marina
nordvietnamita attaccano il cacciatorpediniere Maddox,
che uscirà incolume dall’unico scontro navale della
guerra. Cinque giorni più tardi il Congresso americano
approva la "Risoluzione per il Golfo del Tonchino",
lasciando al presidente carta bianca riguardo ai metodi
per respingere gli attacchi sempre più frequenti alle
installazioni americane. In risposta all’escalation
nordvietnamita, il 24 febbraio 1965 parte l’operazione
"Rolling Thunder", una massiccia campagna di
bombardamento contro porti, aeroporti, basi militari e
l’unica acciaieria del Nord Vietnam, situata a Thai
Nguyen. Gli aerei decollano dal sud del Paese, dalla
Thailandia, dall’isola di Guam (Oceano Pacifico) e dalle
portaerei della 7ª flotta USA, dislocate nel golfo del
Tonchino: gli obiettivi degli aerei sono raggruppati in
sei diverse aree operative dal comando strategico. Due
battaglioni di marines americani sbarcano l’8 marzo ’65
a Da Nang, nel Vietnam del Sud, a protezione della base
aerea mentre a fine anno le forze USA conteranno in
Vietnam 200.000 uomini. Intanto al governo di Saigon
s’insedia il generale Nguyen Van Thieu (giugno ‘65),
fedelissimo agli USA, che instaurerà un regime
dittatoriale sanguinario.
La guerriglia
Nonostante la netta superiorità tecnica statunitense, la
guerriglia nordvietnamita consegue alcuni importanti
successi sul campo: il 6 marzo 1966 nella valle di
A-Shau i vietcong ottengono il controllo d’una
importante via di accesso al Vietnam del Sud. L’appoggio
della popolazione rurale, la conoscenza del territorio e
l’incredibile mobilità dei vietcong si rivelarono
decisivi nelle sorti del conflitto mentre operazioni
americane come "Sea Dragon" cercavano di tagliare i
rifornimenti, trasportati anche via mare, verso il Nord:
durante quest’operazione due cacciatorpedinieri della 7ª
flotta attaccarono il 25 ottobre 1966 alcuni trasporti
nemici. La presenza americana continua intanto a
lievitare (400.000 uomini nel dicembre ‘66), anche se
solo un decimo dell’organico è impiegato direttamente
nei combattimenti a terra (vedi grafico).
Le operazioni americane
L’8 gennaio 1967 americani e sudvietnamiti iniziano
l’operazione "Cedar falls", una grande offensiva di
forze combinate (aerei, elicotteri, mezzi corazzati) a
nord di Saigon. L’obiettivo: togliere dal controllo
nordvietnamita la zona del "triangolo di ferro", un
caposaldo di fondamentale importanza. Nel febbraio dello
stesso anno nella provincia di Tay Ninh parte "Junction
City", la più vasta operazione dall’inizio del
conflitto, che intende distruggere il sistema di tunnel
sotterranei che costituisce lo scheletro delle basi
vietcong sul confine cambogiano. Sul delta del Mekong il
28 febbraio 1967 viene istituita una "forza mobile
fluviale" per bloccare le infiltrazioni dei guerriglieri
nel fiume, su cui dodici anni più tardi Francis Ford
Coppola ambienterà il capolavoro Apocalypse Now, film di
condanna sulla guerra americana che dipinge un esercito
in preda alla follia collettiva, che non manca di
compiere le più orrende barbarie. Dal 22 gennaio al 7
aprile 1968 la base di combattimento di Khe Sanh, 5.000
uomini, resiste per 77 giorni all’assedio di 15.000
nordvietnamiti, grazie anche ad un ponte aereo che ne
garantisce il rifornimento. Nel giugno dello stesso anno
gli americani furono però costretti ad evacuare la
postazione, posizionata in prossimità del 17° parallelo.
L’offensiva del Tet e l’attacco alla Cambogia
Il 31 gennaio 1968 inizia l’offensiva del Tet, il giorno
del capodanno lunare vietnamita. L’operazione interessa
tutto il fronte, includendo alcune importanti postazioni
americane e prolungandosi fino alla fine di febbraio.
Alle 2.47 del 31 gennaio un commando vietcong approfitta
della confusione a Saigon seguente all’offensiva ed
irrompe nell’ambasciata statunitense, dal quale cortile
colpiscono ripetutamente l’edificio con razzi
controcarro. Solo l’intervento di elicotteri e blindati
ne consentirà l’eliminazione. Il 16 marzo 1968 alcune
truppe statunitensi uccidono un centinaio di contadini
vietnamiti, inclusi donne e bambini, in quello che
passerà alla storia come il massacro di My Lai, rivelato
dalle autorità solamente un anno più tardi. Sotto la
pressione di un’opinione pubblica sempre più
intollerante rispetto alla guerra, Johnson avvia nel
maggio del ’68 i negoziati di pace a Parigi, arenatisi
però tra l’intransigenza sudvietnamita e la rigidità dei
comunisti di Ho Chi-Minh.
Il graduale ritiro americano e la protesta pacifista
Nel novembre dello stesso anno Nixon vince le elezioni,
impegnandosi in un graduale ritito delle truppe, che
toccheranno la punta massima di 540.000 unità alla fine
dell’anno. Nel febbraio ’69 le forze di Minh attaccano
115 obiettivi strategici mentre Nixon, allo scopo di
tagliare i rifornimenti ai guerriglieri, inizia in
segreto i bombardamenti in Cambogia. L’8 giugno ’69
Nixon annuncia al presidente Thieu il ritiro di 25.000
soldati americani mentre l’ostilità verso la guerra
dilaga negli USA, provocando le imponenti manifestazioni
che il 15 novembre 1969 coinvolsero tutto il Paese,
Washington in particolare. Tenendo anche conto di
questo, la presenza militare si ridurrà di 60.000 unità.
La guerra continua
Il 27 marzo 1970 le forze sudvietnamite, appoggiate da
elicotteri americani, attaccano le basi vietcong entro
il confine cambogiano. Il 29 aprile Nixon rende nota
l’operazione ed in seguito alle proteste dell’opinione
pubblica, ritira le truppe dal confine con la Cambogia
entro il 30 giugno. Le operazioni aeree, invece,
proseguono. Dal 26 al 30 dicembre 1971 riprendono i
bombardamenti americani nel Vietnam del Nord, in seguito
al rafforzamento del militare nordvietnamita. Oltre al
napalm ed agli agenti chimici defolianti di cui si era
già fatto largo uso, gli americani impiegarono per la
prima volta le bombe a guida laser e sperimentarono
nuovi sistemi di disturbo contro i missili antiaerei. Il
30 marzo 1972 l’esercito regolare del Vietnam del Nord
lancia un’offensiva verso sud, mentre salgono a sei le
portaerei che dal Golfo del Tonchino lanciano i propri
aerei per bombardare Hanoi e Haipong.
Il ritiro
Le ultime forze da combattimento terrestri americane
lasciano il Vietnam del Sud il 12 agosto 1972, lasciando
solamente 43.500 nel paese. Il 30 dicembre 1972, dopo
undici giorni bombardamenti sul Nord, gli USA interrom
pono completamente gli interventi aerei, decisione in
seguito della quale i nordvietnamiti riprendono i
colloqui di Parigi. A seguito di questi il 15 gennaio
1973 ottengono la sospensione delle operazioni militari
contro ilo Vietnam del Nord grazie ai negoziati fra H.
Kissinger, consigliere per la sicurezza nazionale
americano e Le Duc Tho, che il 27 gennaio siglano a
Parigi il cessate il fuoco, non condiviso dai
sudvietnamiti che violeranno ripetutamente. Il 29 marzo
’73 le ultime truppe USA lasciano il Vietnam mentre il
1° aprile i nordvietnamiti rilasciano da Hanoi gli
ultimi prigionieri di guerra statunitensi. Sono gli
ultimi atti di una guerra decennale.
La "vietnamizzazione"
Il 4 gennaio 1974 il Sud di Thieu dichiara nuovamente
guerra al regime di Ho Chi-Minh: dopo un’iniziale
equilibrio il conflitto volge in favore dei
nordvietnamiti che il 30 aprile 1975 entrano trionfanti
a Saigon. Thieu, l’organico dell’ambasciata e i più
stretti alleati sudvietnamiti evacuano la città prima
dell’invasione, nell’operazione denominata "Opzione 4".
Intanto a Saigon il generale in sostituzione a Thieu
annuncia alle truppe comuniste la resa incondizionata
del Sud. Ho Chi-Minh realizza finalmente il suo sogno di
un Vietnam unito e libero dalla presenza straniera,
unito sotto il regime comunista ferreo visto da paesi
come la Cina un valido banco di riprova dell’efficienza
della guerriglia comunista contro le potenze
occidentali.
Ieri e Oggi
La guerra del Vietnam in poche cifre:
13 milioni di tonnellate di bombe (cioè 500 volte
l'energia della bomba di Hiroshima e 250 Kg di esplosivo
per ogni abitante dell'intera Indocina).
75 milioni di litri di sostanze chimiche (esfolianti,
erbicidi, diossina etc.) riversati su villaggi, foreste,
risaie,uomini, donne, bambini, animali....
6 milioni di morti (soprattutto civili).
diritti umani calpestati: bambini massacrati e
violentati; prigionieri torturati, interrogati sugli
elicotteri e poi buttati giù; armi chimiche; napalm...e
si potrebbe continuare.
A più di 30 anni dalla fine della guerra:
la popolazione si è ridotta del 10%.
le aree ricoperte da foreste si sono ridotte del 25%.
si è quadruplicata l'incidenza di cancro e malformazioni
congenite, per l'uso di agenti chimici.
il numero degli invalidi è incalcolabile.
Da parte degli americani, 58.226 vennero uccisi in
azione o classificati come dispersi in azione. Altri
153.303 americani vennero feriti, dando un totale di
211.529.
Stimare il numero di vittime del conflitto è
estremamente difficile. Le registrazioni ufficiali sono
difficili da reperire o inesistenti, e molti degli
uccisi vennero letteralmente fatti a pezzi dai
bombardamenti. La gente muore ancora oggi a causa degli
ordigni inesplosi, in particolare dalle bombe a
grappolo. Gli effetti sull'ambiente prodotti dagli
agenti chimici e i colossali problemi sociali causati da
una nazione devastata, con così tanti morti, hanno
sicuramente prodotto la perdita di ulteriori vite.
Proprio quest'anno si festeggia il 30° anniversario
della fine della guerra in Vietnam, il conflitto più
filmato e fotografato della storia, anche in quella
celebre giornata dell'aprile '75 in cui le truppe
nordvietnamite entrarono a Saigon e l'ultimo elicottero
americano si alzò in fuga dall'ambasciata Usa. Per
molti, tuttavia, la guerra non è mai terminata e
continua a manifestarsi in modo crudele. Sono necessari
dai 10 ai 17 anni perché la diossina disciolta
nell'acqua e nei terreni perda metà del potenziale
distruttivo. E nelle aree paludose, il tempo per
neutralizzare il veleno può anche raddoppiare. Il
prossimo anno, il paese asiatico entrerà nel Wto,
l'Organizzazione mondiale del commercio. Il Vietnam sta
potenziando la sua economia: tra Hanoi e Haiphong, sul
golfo del Tonchino, si sta sviluppando rapidamente un
enorme distretto industriale. Alcune località quali Nha
Trang, sulla costa centrale, e in tono minore Mui Ne,
più a sud, vedono spuntare come funghi locali alla moda,
alberghi e resort di lusso per i turisti che arrivano
dall'Europa o dall'America. È probabile che il governo
vietnamita non abbia dunque intenzione di alzare troppo
la voce nei confronti degli Usa sulle problematiche
legate agli strascichi del conflitto.
R
G
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