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  il Portale di Storia e Cronologia

 

. Adolf Hitler



~ la Seduzione del Male ~

"La cosa peggiore non è che Hitler fosse un Mostro, ma che fosse un Uomo.
Il Male fa parte dell'Uomo: non possiamo espellerlo parlando di Mostri".
Joachim fest

 

 

Le pagine di Portale Storia dedicate al Nazional Socialismo vogliono
ricordare alle generazioni cresciute dopo la seconda guerra mondiale che gli errori di un passato non molto lontano devono essere conosciuti
soprattutto divulgandoli sulla rete perchè l'oblio è la peggiore medicina del futuro. (Editore) 





Adolf Hitler  il Primo e l'Ultimo 
Drittes Buch  Il Terzo Libro del Mein Kampf

 
 

Una Nuova Storia.
Un Terzo Reich che non persegue la Soluzione Finale.
Un Adolf Hitler che riconosce gli eccessi e gli errori commessi,
sopravvivendo a una guerra nè persa nè vinta.
Un Uomo, un Caporale cresciuto nell’odio per il prossimo che, responsabilmente,
rispetta i diversamente tedeschi e non nazionalsocialisti.
Una via diversa e, possibilmente, positiva della Storia della Germania chiudendo, definitivamente, le porte del Tempio di Giano.








Il Mein Kampf di Adolf Hitler, una Storia reale

1.158 pagine complessive



Insegna di Adolf Hitler



bandiera del Tezo Reich
 

 

 


"Il mio motto è distruggere tutto. Il nazional socialismo distruggerà il mondo"



"Demoralizzare il nemico colpendo di sorpresa, spargendo terrore, sabotando e uccidendo. Così si vinceranno le guerre."

 


"L’acquisizione di nuovi territori si deve sviluppare solo verso est"



"La capacità delle masse di comprendere è  molto limitata, ma la loro capacità di dimenticare è infinita"


 

"La forza non sta nella difesa ma nell’attacco"




"Dobbiamo chiudere i cuori della pietà ed assumere un contegno brutale. I diritti di ottanta milioni di persone devono essere rispettati; la loro esistenza deve essere garantita. Il più forte ha ragione. Prontezza di decisione e ferma fiducia sono necessarie al soldato tedesco. Non vi sono crisi, se i nervi del fuhrer resistono."

Firma di Adolf Hitler

 

 

Archivio Fotografico
Biografia
Canti e Musiche

Citazioni

D.A.P.

Discorsi

Discorso del 10/2/1933 "Der Fuhrer Spricht Im Berliner Sportpalast"

Discorso alle SA e alle SS dopo la presa del potere (1933)

Educazione dei Giovani

Frasi Storiche

Horst Wessel Lied

Legge sulla Cittadinanza

Libreria

Mein Kampf (1925)

Nazional Socialismo

N.S.D.A.P.

Olocausto

Programma del N.S.D.A.P.

Rivoluzione Totale

Spazio Vitale

Svastika

Testamento di Hitler






Biografia

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Presidente Capo del Partito Nazista 1921 - 1945

Capo delle SA 1930 - 1945

Cancelliere del Reich 30 gennaio 1933 - 30 aprile 1945

Führer della Germania e Presidente del Reich 1935 - 1945

Comandante dell'Esercito 1941 - 1945

 

Adolf Hitler nasce il 20 aprile 1889 a Braunau sull’Inn

alla frontiera austro-bavarese, 

ultimo figlio di Alois Hitler (Schicklgruber) che lavorava nell’amministrazione reale e di Klara Pölzl, sua cugina.

 

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La sua famiglia era composta anche da: Gustav Hitler nato il 10/5/1885 e morto di difterite l'8/12/1887; Ida Hitler nata il 23/9/1886 e morta per difterite il 2/1/1888; Otto Hitler deceduto subito dopo la nascita nel 1887;
Edmund Hitler nato il 24/3/1894 e morto il 28/2/1900; Paula Hitler nata il 21/1/1896 e morta il 1/6/1960 con il nome di Paula Wolff.




Frequentò la Realschule a Linz, dove fu un allievo turbolento e mediocre. La morte del padre nel 1905 per tubercolosi, malattia che era stata il flagello di famiglia, lo immobilizzò a letto, lo scoraggiò scolasticamente, ma nonostante il disagio economico e il cancro di cui sua madre stava morendo, decise di partire per Vienna, per realizzare la sua vocazione artistica, iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti.
Venne respinto per due anni consecutivi all’esame di ammissione dell’Accademia e non poté iscriversi alla facoltà di Architettura, essendo sprovvisto di un certificato di licenza.
Iniziò così un periodo oscuro, 5 anni di vagabondaggio e di decadimento fisico e sociale, quasi totale, lontano dalla famiglia, essendo nel frattempo morta sua madre.

In quel periodo era proprio un fantasma del ghetto: girava con un soprabito nero troppo lungo e sformato, che gli era stato regalato da un suo amico occasionale ebreo, i capelli sporchi sotto il capello logoro, una barba che gli invadeva il volto affilato dalla febbre.



Nel 1909 egli dovette rassegnarsi a lavorare in una società mentre riusciva anche a piazzare i suoi quadri.

In quel periodo leggeva molto e discuteva di politica con i suoi amici, ma quasi sempre si trattava di monologhi, che stupivano l’uditorio per i loro temi, la loro perentorietà e la loro violenza.

Tra tutti gli amici che aveva, lui era l’unico, che nonostante la decadenza fisica, non si lasciò andare a quella morale.

Lui non abbandonò mai i propri valori: decoro e ordine.
Gli mancava solo la disciplina, e la lotta per salvare la sua dignità, lo convinse che, solo il più forte e il più astuto, avrebbe vinto tale lotta della vita.

Hitler fu sempre a contatto con le classi lavoratrici e quello che provocava la sua collera, erano le teorie dei marxisti, che rifiutavano i valori della patria borghese e del lavoro capitalista.

Scoprì che dietro queste teorie, c’era l’ebraismo.


L’antisemitismo si stava sviluppando in Europa centrale, e proprio a Vienna confluivano tutte le razze e gli scarti dei ghetti slavi.
E’ proprio in questa situazione che egli contrasse l’odio per gli ebrei: chi si nascondeva dietro al marxismo internazionalista e materialista, chi si arricchiva a spese del popolo e portava via donne e giovani, chi minava la supremazia della razza tedesca nell’Impero, se non l’ebreo?
Fu proprio Vienna per Hitler la "scuola" più dura e la più fruttuosa della sua vita.

Nel 1913 egli decise di partire per Monaco e nel 1914, dinanzi al Consiglio di revisione a Salisburgo, fu riformato per cattive condizioni di salute.

Quando il 1° agosto 1914 ci fu la dichiarazione di guerra, Hitler era felicissimo e volle partecipare a tale "grande fortuna".
Fece domanda per prestare servizio militare nell’esercito della Baviera, e fu arruolato in un battaglione di fanteria di riserva.

Senza famiglia, senza amici, senza un mestiere, Hitler fu per 4 anni un soldato modello, per il quale l’esercito rappresentava focolare, affetti e mezzo di sostentamento.

Per tutta la guerra ebbe ruolo di staffetta di compagnia.

Molto coraggiosamente traversò l’inferno del fronte occidentale, guadagnando così il grado di caporale.

Prese un unico congedo in seguito ad una ferita alla gamba.



Nel 1917 constatò, con grande sorpresa e collera, che nel Paese regnavano una crescente demoralizzazione, il dubbio e la carestia.

Gli ufficiali prussiani erano degli incapaci, lasciavano morire milioni di uomini, che si battevano, soffrivano e morivano ai loro ordini, invece di portare ordine, disciplina e coraggio.

Fu allora che Hitler pensò: "Se mi si affidasse il comando della guerra! Saprei come far regnare l’ordine all’interno e ricambiare agli Alleati la loro propaganda".
Nel 1918 la Germania venne sconfitta e per lui fu un colpo terribile. Naufragavano quell’Impero e quella vittoria, per i quali aveva appassionatamente combattuto per 4 anni.
Il 9 Novembre 1918 venne proclamata la Repubblica di Weimar, battezzata così dal nome della città in cui si tenne l’Assemblea Nazionale Costituente. Questa Repubblica regnò dal 1918 al 1933. Le masse popolari, l’accettarono apaticamente e i gruppi di pressione erano tali che ogni decisione importante del potere politico doveva essere negoziata con la potenze dell’economia privata e dell’esercito, inoltre la repubblica non seppe imporre la pace anche perché questa non si comanda a bacchetta.



tessera del D.A.P. di Adolf Hitler 1/1/1920

 

 

Nel 1919 Hitler entrò nel Partito tedesco dei lavoratori, che fu trasformato nel 1920 nel Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, del quale divenne il capo nel 1921.

L’inflazione gravissima e l’incertezza della Repubblica crearono il caos tanto che il presidente decretò lo stato d’assedio, affidando all’esercito il compito di difendere la Repubblica che esso disprezzava. Ma le autorità bavaresi volevano approfittare di questa situazione per esautorare la democrazia e installare un governo reazionario e militare.



Nel 1923 Hitler, stanco degli indugi delle autorità di Monaco, colpì per primo e attuò il suo colpo di Stato.

Ma questo colpo di mano fallì e Adolf Hitler venne arrestato e il partito nazista e quello comunista furono messi fuori legge.



Hitler fu condannato e 5 anni di reclusione nella fortezza di Landesberg, pena minima, che del resto, gli fu subito assicurato, sarebbe stata ridotta.



Nel carcere, Hitler, dettava il Mein Kampf a Rudolf Hess e intanto prendeva lezioni dal passato.

Aveva fallito per essersi messo nell’illegalità e, quel che più conta contro l’esercito.


 




Nel 1924 dopo appena nove mesi di reclusione, Hitler veniva rimesso in libertà.


Il suo partito era stato sciolto, ma egli non pensò nemmeno un momento di abbandonare la vita politica.

Riorganizzò il partito e le SA, che erano un’associazione paramilitare, dovevano diventare un esercito politico destinato a difendere il Führer.
Il partito fu articolato in gruppi locali riuniti in Gau, i cui capi, i Gauleiter, venivano eletti.

Hitler, sospettoso, moltiplicava gli incarichi e cambiava spesso il personale. Per affermare la propria autorità, Hitler decise di nominare personalmente i Gauleiter e creò un tribunale per giudicare le contese fra i membri del partito.


Negli anni successivi il numero degli adepti crebbe lentamente.

Alla fina del 1929 il partito aveva già triplicato i suoi effettivi e le SA contavano 100.000 uomini, un numero pari all’esercito regolare.

D’altra parte, il numero dei disoccupati cresceva con lo stesso ritmo.
Le SA, grazie alla propria cassa di soccorso e ai suoi refettori, offrirono un rifugio agli affamati.
In tal modo gli effettivi dell’esercito politico si accrebbero continuamente e nel 1933, si poterono contare 300.000 uomini.


Nel 1930 ci furono le elezioni e il partito di Adolf Hitler ottenne circa 6.500.000 voti, superando di poco i socialdemocratici, seguiti dai comunisti. Approfittando, in seguito, del favore del Presidente Hindenburg e degli elementi militari, ma soprattutto dello stato d’animo di depressione in cui si trovava gran parte della popolazione tedesca (sette milioni di disoccupati), il Führer venne nominato cancelliere il 30 gennaio 1933.




Nel 1934 il Presidente Hindenburg oramai vecchio e dalla salute declinante aveva perso il controllo della situazione.

Il 29 giugno 1934 Hitler diede alle SS e alla Gestapo l’ordine di colpire i vertici delle SA.

Ci fu una notte di sangue (notte dei lunghi coltelli) da un capo all’altro del Reich.

Per tutta la notte, in una prigione, i plotoni delle SS fucilarono uomini che morivano gridando con "Heil Hitler".

Morirono anche degli innocenti perchè furono liquidati anche vecchi rancori. Più di 1.000 morti e circa 1.200 arrestati dall’esercito che rimase fedele al Fuhrer.
Quando Hindenburg morì, Hitler gli successe in qualità di Führer e cancelliere del Reich, ormai la Germania era Hitler e Hitler era la Germania.

Il Führer si stancò assai presto degli affari interni e lasciò governare i suoi uomini di fiducia, riservandosi gelosamente la politica estera.
Sempre nello stesso anno, la Germania abbandona la conferenza per il disarmo e la Società delle Nazioni e Hitler iniziò a sbarazzarsi dei nemici interni: ebrei e repubblicani, in quanto questa sembrava essere la condizione per la rivincita.
Nel 1936 il Führer tentò il putsch austriaco, ma questo fallì a causa dell’intervento italiano.
Negli anni successivi la Germania si riarmò e rioccupò militarmente la Renania. Nel 1937 Hitler stipulò un accordo con Mussolini, l’asse Roma-Berlino, che si rafforzava di giorno in giorno.



Nel 1938 il Führer assunse personalmente il comando delle forze armate nell’ultimo consiglio di gabinetto del Terzo Reich. Si concluse l’Anschluss così come era stato previsto, e l’Austria fu incorporata nella Grande Germania. In questo anno, iniziò l’applicazione delle leggi razziali.




Dopo aver conquistato la Boemia e la Slovacchia, nel ‘39 Hitler invase la Polonia e la conquistò, causando la dichiarazione di guerra di Francia ed Inghilterra.

Chi invece non lo ostacolò in questa conquista fu l’URSS, con la quale Hitler aveva firmato un’alleanza, il patto Ribbentrop-Molotov.
Anche in Polonia furono applicate le leggi razziali e le persecuzioni e poco dopo prese il via anche la soluzione finale.

 

 

 

 


Nel 1941 Hitler decise di attaccare la sua alleata, la Russia, dando poca importanza alla guerra con l’Inghilterra.

Questo fu un errore fatale per Hitler, poiché questo aprì un secondo fronte, errore reso ben presto ancora più grave dall’entrata in guerra degli Stati Uniti. Da questo errore in poi la situazione della Germania si venne a modificare a suo sfavore.
Dal 1941 la salute del Führer, cominciò a risentire del lavoro frenetico e disordinato ch’egli s’imponeva.

Capelli grigi, vertigini, fobia per la neve, erano anche le conseguenze dei lunghi mesi passati senza sole né riposo, sotto i cupi abeti delle foreste della Prussia orientale o dell’Ucraina, che nascondevano il suo quartier generale.


Nel 1943 ci fu la disfatta tedesca a Stalingrado e il malcontento di buona parte dell’esercito si concretizzò, in tentativi falliti, di uccidere Adolf Hitler.

L’attentato del 20 luglio 1944 gli aveva leso i timpani e il braccio sinistro, da allora, fu agitato da un tremito continuo.

La Germania veniva attaccata ad Est dai Sovietici e a Ovest dagli Alleati, e nel 1945 il cerchio di fuoco si chiuse intorno a Berlino.

Nel bunker della Cancelleria, rifiutandosi di credere alla disfatta, tradito da tutti, Hitler continuò a manovrare con le mani madide e la testa in fiamme, armate inesistenti.



Ma quando i Russi furono a solo 100 metri dalla Cancelleria, il sogno di Hitler svanì.

Dopo aver sposato la sua amante, Eva Braun, e redatto le sue ultime volontà, Hitler si suicidò il 20 aprile 1945, all’età di 56 anni.

I loro cadaveri bruciati scomparvero forse nel caos del bombardamento sovietico.

Una settimana dopo, il Terzo Reich capitolava, più di 30 milioni di morti restavano a testimonianza della follia sanguinaria di Adolf Hitler.

 



 

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Programma del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi ~  N.S.D.A.P



 

1. Noi chiediamo la riunione di tutti i tedeschi in una Grande Germania, in base al diritto di autodecisione dei popoli.

2. Noi chiediamo la parità di diritto del popolo tedesco di fronte alle altre nazioni, nonché l'abolizione dei trattati di pace di Versailles e S. Germain.

3. Noi chiediamo terra e suolo (colonie) per nutrire il nostro popolo e per insidiarvi la nostra eccedenza di popolazione.

4. Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale (Volksgenosse). Può essere connazionale solo chi sia di sangue tedesco, senza riguardo alla sua religione. Nessun ebreo può quindi essere connazionale.

5. Chi non è cittadino dello Stato deve poter vivere in Germania solo in veste di ospite e deve sottostare alla legislazione che regola il soggiorno degli stranieri.

6. Il diritto di influire sulla condotta e sulle leggi dello Stato può spettare solo al cittadino dello Stato. Per questo noi chiediamo che tutte le cariche pubbliche di qualsiasi genere, cioè del Reich, dei Länder o dei comuni, possano venire occupate solo da cittadini dello Stato. Noi lottiamo contro il parlamentarismo corruttore, contro la attribuzione di cariche in base a considerazioni di partito, senza tenere conto del carattere e delle capacità.

7. Noi chiediamo che lo Stato si impegni ad avere cura m primo luogo di assicurare lavoro e possibilità di esistenza ai cittadini dello Stato. Qualora non sia possibile nutrire la popolazione dello Stato, gli appartenenti ad altre nazionalità (cioè coloro che non sono cittadini dello Stato) dovranno venire espulsi dal Reich.

8. Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-tedeschi. Noi chiediamo che tutti i non-tedeschi che sono immigrati in Germania dopo il 2 agosto 1914 vengano costretti a lasciare immediatamente il Reich.

9. Tutti i cittadini dello Stato devono possedere eguali diritti ed eguali doveri.

10. Primo dovere di ogni cittadino dello Stato deve essere quello di produrre, spiritualmente e materialmente. L'attività del singolo non deve urtare contro gli interessi della comunità, ma deve applicarsi nel quadro della collettività e per il bene di tutti.

Per questo noi chiediamo:

11. Abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica. Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse.

12. Considerando l'immane sacrificio di beni e di sangue che ogni guerra chiede al popolo, l'arricchimento personale per mezzo della guerra deve venire dichiarato delitto contro il popolo. Noi chiediamo quindi la confisca integrale di tutti i profitti di guerra.

13. Noi chiediamo la statizzazione di tutte le imprese associate (trusts) esistenti.

14. Noi chiediamo la partecipazione agli utili nelle grandi imprese.

15. Noi chiediamo una completa riforma delle previdenze per la vecchiaia.

16. Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato, ai Länder e ai comuni.

17. Noi chiediamo una riforma fondiaria adatta ai nostri bisogni nazionali, l'emanazione di una legge per l'espropriazione senza indennizzo del suolo per fini di pubblica utilità, l'abolizione dell'interesse fondiario e il divieto di ogni speculazione sui terreni.

18. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l'interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta.

19. Noi chiediamo che il diritto romano, che serve il mondo materialistico, venga sostituito da un diritto comune germanico.

20. Lo Stato deve provvedere a una radicale riforma di tutto il nostro sistema di istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni tedesco capace ed attivo di raggiungere un'istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. I programmi di studio di tutti gli istituti scolastici devono conformarsi ai bisogni della vita pratica. La comprensione del concetto di Stato deve venire diffusa dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l'intelligenza del fanciullo. Noi chiediamo che i figli di genitori poveri, dotati di particolare intelligenza, vengano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione sociale o alla professione dei genitori.

21. Lo Stato deve provvedere a migliorare la salute pubblica, proteggendo la madre e il fanciullo, vietando il lavoro giovanile, rafforzando la prestanza fisica mediante l'istituzione di ginnastica e sport obbligatori, dando il massimo appoggio a tutte le associazioni che si occupano della educazione fisica della gioventù.

22. Noi chiediamo che venga abolito l'esercito di mestiere e che venga formato un esercito di popolo.

23. Noi chiediamo la lotta legale contro le menzogne politiche consapevoli e contro la loro diffusione a mezzo della stampa. Per rendere possibile la creazione di una stampa tedesca, noi chiediamo:

a) che tutti i redattori e collaboratori di giornali pubblicati in lingua tedesca debbano essere connazionali (Volksgenossen);

b) che i giornali non tedeschi debbano ottenere, per esser pubblicati, una espressa autorizzazione dello Stato; e che non possano venire stampati in lingua tedesca;

c) che ogni partecipazione o influenza finanziaria su giornali tedeschi da parte di non tedeschi venga vietata legalmente, e che la violazione di questa norma venga punita con la chiusura del giornale e con l'immediata espulsione dal Reich delle persone non tedesche implicate. I giornali che contrastano con l'interesse della comunità devono essere vietati. Noi chiediamo la lotta legale contro una organizzazione artistica e letteraria che esercita un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale, e chiediamo la chiusura delle istituzioni che violano i principio sopra esposti.

24. Noi chiediamo la libertà di tutte le confessioni religiose entro lo Stato, in quanto esse non minaccino la sua esistenza o non urtino contro la coscienza morale della razza germanica. Il Partito, come tale, difende la concezione di un cristianesimo positivo, senza legarsi confessionalmente ad una determinata fede. Esso lotta contro lo spirito ebraico-materialista entro noi e fuori di noi, ed è convinto che un durevole risanamento del nostro popolo può avvenire soltanto dall'interno, sulla base del principio: l'interesse comune deve prevalere sull'interesse privato.

25. Per attuare tutto questo noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale del Reich. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto il Reich e sui suoi uffici in genere. Creazione di camere sindacali e professionali per l'esecuzione nei singoli Länder delle leggi generali emanate dal Reich.

I Capi del Partito promettono di lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l'attuazione di questi punti.


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L'Educazione dei Giovani


... La mia scienza pedagogica è dura. Il debole deve essere spazzato via. Nei centri del mio nuovo Ordine verrà allevata una gioventù che spaventerà il mondo. Io voglio una gioventù che compia grandi gesta, dominatrice, ardita, terribile. Gioventù deve essere tutto questo. Essa deve sopportare il dolore, non deve avere nulla di debole o di effeminato. L'animale rapace, libero e dominatore, deve brillare ancora dai suoi occhi. Forte e bella voglio la mia gioventù. La farò istruire in ogni esercizio fisico. Voglio una gioventù atletica. Questa è la prima cosa e la più importante. Così distruggerò i millenni di addomesticamento dell'umanità ed avrò di fronte a me il materiale nobile, puro della natura e potrò creare cose nuove.

Non voglio un'educazione intellettuale. Il sapere mi rovina la gioventù. Al più la lascio imparare quello per cui si sente portata seguendo il gioco dei suoi istinti. Ma i giovani debbono imparare il senso del dominio. Debbono imparare a vincere nelle prove più difficili la paura della morte. Questa è la fase della gioventù eroica che fa nascere l'uomo libero, misura e centro del mondo, dell'uomo creativo, dell'uomo divino. Nei centri del mio nuovo Ordine l'uomo divino, bello, spontaneo verrà posto come un'immagine del culto e preparerà la gioventù alla prossima fase della maturità virile...


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La Rivoluzione Totale


... La rivoluzione che noi abbiamo fatto è totale. Essa ha investito tutti i campi della vita pubblica e li ha trasformati dalle fondamenta. Essa ha mutato completamente e dato una nuova forma ai rapporti tra gli uomini ed ai rapporti degli uomini con lo stato ed i problemi dell'esistenza. In realtà si è trattato dell'irruzione di una giovane ideologia, che per 14 anni ha lottato all'opposizione per il potere, per dare tramite questo un nuovo senso dello stato al popolo tedesco. Tutto quanto è avvenuto dal 30 gennaio di quest'anno [1933] è soltanto l'espressione visibile di questo processo rivoluzionario. Col 30 gennaio la rivoluzione è giunta alla sua conclusione, ma la rivoluzione in quanto tale prende le sue mosse da tale data.

... Il sistema che noi abbiamo abbattuto aveva la sua caratterizzazione più precisa nel liberalismo. Mentre il liberalismo parte dall'individuo e pone l'individuo al centro di ogni cosa, noi abbiamo sostituito l'individuo con il popolo (Volk) e l'uomo singolo con la comunità (Gemeinschaft). Ovviamente la libertà dell'individuo doveva in tal caso venire limitata nella misura in cui si trovava in contrasto con la libertà della nazione. Ciò non è una riduzione del concetto di libertà in sé. Se questo però diventa un paradosso individualistico, finisce col mettere in gioco o addirittura in serio pericolo la libertà del popolo. Il concetto di libertà individuale trova il suo limite nel concetto di libertà popolare.

Nessun singolo individuo, si trovi in alto o in basso nella scala sociale, può avere il diritto di fare uso della sua libertà a spese del concetto di libertà nazionale. Perché soltanto la fiducia nel concetto di libertà nazionale gli garantisce durevolmente la libertà personale. Quanto maggiore libertà possiede un popolo, con tanto maggiore libertà possono muoversi i suoi singoli membri. Quanto più ristretta è la sua base d'esistenza nazionale, tanto più illusoria è la libertà di cui spera possano godere i suoi figli.

Questo vale anche per l'artista creatore. L'arte non è un concetto assoluto; essa acquista vigore nella vita del popolo. Questo fu forse l'errore più grave dei creatori d'arte dell'epoca passata, che non erano più in un rapporto organico col popolo e quindi avevano perduto le radici che giorno per giorno portavano loro nuovo nutrimento. L'artista si staccò dal popolo e nel far questo rinunciò alla fonte della sua fertilità. Da allora s'inizia in Germania la minacciosa crisi dell'uomo creatore di cultura. La cultura è la massima espressione delle energie creative di un popolo e l'artista è colui che ha la grazia di esprimerla. Sarebbe temerario credere che egli possa completare la sua divina missione al di fuori del popolo perché questa missione viene compiuta per il popolo e l'energia di cui egli si serve per assolverla proviene dal popolo. Se l'uomo creatore d'arte perde la salda base popolare, sulla quale egli deve tenacemente e vigorosamente poggiare per poter affrontare le avversità della vita, egli si espone allora alle insidie della civilizzazione, alle quali presto o tardi dovrà soggiacere.


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Lo Spazio Vitale

... La politica estera dello stato popolare deve salvaguardare l'esistenza su questo pianeta della razza raccolta nello stato, creando un sistema di rapporti sano, adatto alla vita, naturale nel promuovere la crescita numerica del popolo, la grandezza è fecondità del suolo e della terra.

Come sistema sano s'intende sempre quello stato di cose che assicura il nutrimento di un popolo dai prodotti della propria terra. Qualunque altro sistema, possa durare secoli ed anche millenni, è nondimeno insano e diventa presto o tardi una calamità, se non porta addirittura allo sterminio del popolo che ne viene toccato.

Soltanto il possesso di uno spazio sufficientemente vasto su questa terra assicura ad un popolo la libertà dell'esistenza.

In questo caso non si può giudicare la grandezza occorrente del territorio d'insediamento partendo esclusivamente dalle esigenze del presente, né la quantità del prodotto del suolo calcolata in base alla grandezza numerica del popolo. Infatti, come ho già esposto nel primo volume sotto il titolo "Politica delle alleanze tedesca prima della guerra", l'estensione territoriale di uno stato non ha soltanto importanza come fonte di nutrimento diretta di un popolo ma anche un'altra importanza, di tipo politico-militare...

... Quindi noi nazionalsocialisti rifiutiamo consapevolmente le direttive della politica tedesca dell'anteguerra, per stabilire il nostro punto di partenza là dove si era conclusa la nostra storia sei secoli fa. Noi arrestiamo l'eterna spinta dei Germani verso sud e verso ovest e rivolgiamo lo sguardo verso oriente. Noi facciamo definitivamente cessare la politica coloniale e commerciale dell'anteguerra e passiamo alla politica del suolo dell'avvenire.

Se noi parliamo oggi di nuovo suolo e nuova terra in Europa, possiamo pensare soprattutto e soltanto alla Russia ed agli stati ad essa sottoposti,

... Desidero ancora brevemente prendere posizione nei confronti di chi si chiede se l'esigenza di un acquisto di nuovi territori trovi una sua giustificazione etica e morale. Ciò si rende necessario dal momento che purtroppo persino nei circoli orientati in senso popolare esiste della gente la quale, con discorsi vani e melensi, si sforza in ogni modo di presentare al popolo tedesco, come fine della sua politica estera, la riparazione del torto fattogli nel 1918, ma oltre a questo ritiene necessario rassicurare tutto il mondo sulle sue buone intenzioni, ai fini di uno stabilirsi di rapporti fraterni e di simpatia tra i popoli.

Come premessa vorrei dire al proposito quanto segue: La richiesta di un ripristino dei confini del 1914 è, dal punto di vista politico, una tale assurdità e può avere delle conseguenze tali da farla sembrare un delitto. E questo senza considerare il fatto che i confini del Reich nell'anno 1914 erano dei confini tutt'altro che logici, poiché in realtà essi erano insufficienti per contenere tutti gli uomini di nazionalità tedesca ed erano irrazionali circa la loro funzione geografica militare. Essi non erano il risultato di una meditata azione politica, bensì dei confini momentanei determinati da una lotta politica per nulla conclusa e persino, in parte, conseguenza di un gioco del caso.


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Discorso alle SA e alle SS dopo la presa del potere (1933)


Il grande momento è appena cominciato. La Germania si è svegliata!
Siamo andati al potere in Germania e ora domineremo il popolo tedesco.
Lo so, camerati, a volte può essere difficile, quando si desidera un cambiamento che non giunge, e più e più volte occorre ripetere l'appello a continuare la lotta. Ma non dovete agire da soli, dovete obbedire, dovete cedere e sottomettervi alla schiacciante necessità dell'obbedienza.

"Annientare una vita senza valore non comporta alcuna colpa, il debole deve essere distrutto."
"Il vero responsabile di questo conflitto omicida: il giudaismo! Non ho nascosto a nessuno il fatto che questa volta non si sarebbe consentito che milioni di figli delle nazioni ariane d’Europa morissero di fame, che milioni di uomini adulti subissero la morte, che centinaia di migliaia di donne e bambini venissero arsi vivi nelle città o morissero sotto i bombardamenti, senza che il vero colpevole pagasse il fio del suo delitto, sia pure con metodi più umani. Prima di ogni altra cosa chiedo ai capi della nazione e ai loro seguaci di osservare scrupolosamente le leggi razziali e di opporsi implacabilmente al veleno universale di tutti i popoli, il giudaismo internazionale."
"Se l'ebreo trionfa sui popoli di questa terra, allora la sua corona diverrà la danza di morte per l'umanità, allora questo pianeta tornerà a muoversi nell'etere privo di abitanti, come migliaia di anni fa. Perciò io credo di agire oggi nel nome del Creatore onnipotente; combattendo contro l'ebreo, io mi batto per l'opera del Signore".


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Dal Mein Kampf (1925)


"Il mio movimento è basato su una concezione razzista del mondo. Lo Stato ha il fondamento nell'esistenza di una razza superiore. Nel caso che scomparisse la razza ariana portatrice di civiltà non sussisterebbe più alcune civiltà. È una stoltezza rappresentare come barbari i Germani dei tempi antichi: fu solo l'asprezza del clima nordico ad ostacolare lo sviluppo delle loro forze creative. Lo scopo dello Stato è quello di conservare i più primordiali elementi della razza ariana, che creano la bellezza e la dignità di una umanità superiore. Gli ebrei diventano fermenti di decomposizione di popoli e razze, distruttori della civiltà umana. Dichiaro guerra all'idea marxista dell'uguaglianza degli uomini. Chi crede che lo Stato nazista debba distinguersi dagli altri stati solo grazie ad un migliore equilibrio fra povertà e ricchezza e a una più giusta retribuzione dei lavoratori, non ha nessuna idea del nostro modo di concepire il mondo. Queste sono solo riforme esteriori. Il Reich non deve avere assemblee che decidono a maggioranza né capi elettivi. Bisogna attribuire la direzione suprema alle migliori teste della comunità nazionale. Non vi saranno maggioranze, ma individui che comandano e la decisione sarà affare di un solo uomo. Non si può giungere alla conquista dei territori perduti innalzando preghiere a Dio o sperando nella Società delle Nazioni, ma soltanto con la forza armata. La Germania deve conquistare di nuovo altri territori nell'Europa. Chiunque desidera la vittoria della pace in questo mondo, deve dedicarsi con tutti i mezzi alla causa della conquista del mondo da parte dei tedeschi. L'idea della pace troverà compimento solo il giorno in cui l'uomo superiore a tutti avrà conquistato e soggiogato il mondo, diventando il solo padrone della terra". 


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Frasi storiche di Adolf Hitler


1. Le grandi masse saranno più facilmente vittima di una grande bugia piuttosto che di una piccola.
2. sulla guerra: "D'altra parte i giovani servono a questo".
3. La propaganda non deve servire la verità, specialmente perché questa potrebbe favorire l'avversario.
4. Dobbiamo essere crudeli. Dobbiamo riabituarci ad essere crudeli con la coscienza pulita.
5. Alla fine ci si pente di essere stato troppo buono. (aprile 1945)
6. Un uomo altamente intelligente dovrebbe prendere con se' una donna primitiva. Immaginatevi se, arrivato cosi' in alto, io avessi una donna che interferisse con il mio lavoro.
7. La forza non sta nella difesa, ma nell'attacco.
8. Quaggiù, il successo è solo il metro di giudizio di ciò che è buono o cattivo.
9. La razza umana è diventata forte nella lotta perpetua, e non potrà che perire in una perpetua pace.
10. O si è cristiano o si è tedesco. Essere tutti e due contemporaneamente è impossibile.

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Legge per la Cittadinanza del Reich del 15/9/1935

Il Reichstag ha approvato all'unanimità la seguente legge che qui viene promulgata.

[par. 1]

1) 2 cittadino dello stato (Staatsangebbriger) colui che fa parte della comunità protettiva del Reich tedesco, con il quale ha dei legami che lo impegnano in maniera particolare.

2) L'appartenenza allo stato viene acquisita in base alle norme della legge che regola l'appartenenza al Reich ed allo stato.


[par. 21]

1) Cittadino del Reich (Reicbsbúrger) è soltanto l'appartenente allo stato di sangue tedesco o affine il quale con il suo comportamento dia prova di essere disposto ed adatto a servire fedelmente il popolo ed il Reich tedesco.

2) Il diritto alla cittadinanza del Reich viene ottenuto attraverso la concessione del titolo di cittadino del Reich.

3) Il cittadino del Reich è il solo depositario dei pieni diritti politici a norma di legge.


[par. 31]
Il ministro degli interni del Reich in accordo con il sostituto del Führer provvederà all'emanazione delle norme giuridiche ed amministrative necessarie per l'attuazione e l'integrazione della legge.


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Discorsi



Adolf Hitler incita al Sieg Heil

Adolf Hitler e il giuramento

Adolf Hitler inizia un discorso

Un passo del "Mein Kampf"  Il libro di Hitler, letto da Helmut Qualtinger

Discorso per le elezioni del 1930

Discorso di Hitler alle elezioni del 1932  

30 1 1933 Hitler cancelliere

 

Primo discorso di Hitler come cancelliere

Il giorno di Potsdam

Discorso di Hitler il 31/1/1933 alla Nazione tedesca

Discorso alle SA e alle SS  il 30/1/1933

Discorso di Hitler allo Sport Palace il 20/2/1933

Discorso: apertura Reichstag 1933

Discorso del 10/2/1933  
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Lloyd George visita Hitler

Discorso di Hitler nel 1934 al Congresso della NSDAP

 

Norimberga  1934  1  2  3 


Discorso di Hitler allo Stato tedesco

Hitler parla al popolo tedesco

Discorso di Hitler

Discorso Di Hitler alle SS e alle SA

Beschiessung der Danziger Westerplatte

Discorso di Hitler Das Deutsche Volk

 

Discorso di Hitler per le Olimpiadi del 1936  Jesse Owens

Hitler risponde al messaggio di Roosevelt nel 1936

 

Hitler ringrazia Chamberlain 26/9/1938

Annessione dell'Austria  1938, Hitler dà il "benvenuto" all'Austria


Discorso di Hitler alla Heldenplatz 2/4/1938


Occupazione dei Sudeti   video 1938, Hitler spiega l'occupazione alla folla

Hitler a Graz 4/1938


Cecoslovacchia 1938

Discorso a Monaco 9/1938

Discorso di Hitler al 6° Congresso della NSDAP

Discorso di Hitler sull' intolleranza   video 30 1 1939

Zur Vernichtung der jüdischen Rasse 30. 01. 1939

Aprile 1939, Norimberga Discorso di Hitler alla Gioventù tedesca  
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Danzica


Discorsi  1  2  3  4  5

 

Über den Reichstag


Radio: l'invasione della Polonia   1    2   3   4  Video
01/09/1939: Adolf Hitler si rivolge al Reichstag in merito all'invasione della Polonia

Discorso di Hitler dopo l' annessione della Polonia nel 1939

Discorso di Hitler il  22/9/1939

Hitler zur Vernichtung der jüdischen Rasse 30. 01. 1939

Discorso del 1939


Alla radio inglese

Discorso di Hitler il 24/12/1940


Hitler danza

Discorso al Reichstag

Discorso: Nuova Vita per la Germania

Discorso: 12/1942 Stalingrado

Slideswows di Hitler

 

Wir müssen einen neuen Menschen erziehen

 

Discorso agli intellettuali

 

Discorso sulle leggi di sicurezza

 

Discorso: La cosa più preziosa

Discorso: 21/7/1944

 

Discorso 31/12/1944

 

Consacrazione Bandiere


L'ultimo discorso di Hitler il 3/1/1945

L'annuncio della morte di Hitler 1945   
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Discorso di Hitler alle SA e alle SS dopo la presa del potere (1933)

Discorso di Hitler: "E' l'ora delle decisioni" (1939)

Discorso di Hitler al Reichstag dopo l'invasione della Polonia (1939)

Telegramma di Hitler a Mussolini il 10/6/1940

Discorso al Reichstag il 4/5/1941

La dichiarazione di guerra agli USA 11/12/1941

 




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Discorso di Hitler alle SA e alle SS dopo la presa del potere (1933)


Il grande momento è appena cominciato. La Germania si è svegliata! Siamo andati al potere in Germania e ora domineremo il popolo tedesco. Lo so, camerati, a volte può essere difficile, quando si desidera un cambiamento che non giunge, e più e più volte occorre ripetere l'appello a continuare la lotta. Ma non dovete agire da soli, dovete obbedire, dovete cedere e sottomettervi alla schiacciante necessità dell'obbedienza.


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Il discorso di Hitler al Reichstag dopo l'invasione della Polonia il 1/9/1939

Come sempre, tentai di mediare, col metodo pacato di fare proposte per una revisione, una modifica di questa posizione intollerabile. È una bugia quando il mondo esterno dice che noi tentammo solamente di sostenere le nostre revisioni con le pressioni. Quindici anni prima del Partito Nazional Socialista esisteva l'opportunità di eseguire queste revisioni con risoluzioni pacifiche e comprensive. Di mia iniziativa ho, non una volta ma molte volte, fatto proposte per la revisione di queste condizioni intollerabili. Tutti queste proposte, come Voi sapete, sono state respinte, proposte per la limitazione degli armamenti e pure, se necessario, per il disarmo, proposte per la limitazione delle cause di guerra, proposte per l'eliminazione di certi metodi di guerra moderna. Voi conoscete le proposte che ho fatto per soddisfare la necessità di ripristinare la sovranità tedesca sui territori tedeschi. Voi conoscete i tentativi senza fine che feci per una chiarificazione pacifica e comprensiva del problema dell'Austria e più tardi del problema dei Sudeti, della Boemia e della Moravia. Fu tutto vano.

È impossibile richiedere che una posizione 'impossibile' sia chiarita con una revisione pacifica e allo stesso tempo si rifiuti continuamente tale revisione pacifica. È anche impossibile dire che colui che intraprende l'esecuzione di queste revisioni da solo trasgredisca una legge, poiché il Diktat di Versailles non è legge per noi. Una firma ci fu estorta con pistole puntate alla nostra testa e con la minaccia della fame per milioni di persone. E poi questo documento, con la nostra firma ottenuta con la forza, fu dichiarato legge solenne.

Nello stesso modo, ho tentato anche di risolvere il problema di Danzica, del Corridoio etc etc, proponendo una discussione pacifica. Che i problemi dovessero essere risolti era chiaro. È abbastanza comprensibile per noi che il tempo in cui il problema sarebbe stato risolto aveva poco interesse per le Potenze Occidentali. Ma quel tempo non è una questione indifferente per noi. Inoltre, non era e non poteva essere una questione indifferente per coloro che soffrono di più.

Nei miei colloqui con gli statisti polacchi trattai le idee che Voi conoscete dal mio ultimo discorso al Reichstag. Nessuno potrebbe dire che questa fosse in qualsiasi modo una procedura inammissibile o una pressione indebita. Poi, alla fine, formulai naturalmente le proposte tedesche e ancora una volta devo ripetere che non c'è nulla di più modesto o leale di queste proposte. Mi piacerebbe dire questo al mondo. Io solo ero nella posizione per fare tali proposte, perciò so molto bene che nel farle mi misi contro milioni di tedeschi. Queste proposte sono state rifiutate. Non solo essi risposero prima con la mobilitazione, ma pure con aumentato terrore e pressione contro i nostri compatrioti tedeschi e con uno strangolamento lento della Libera Città di Danzica, economicamente, politicamente, e nelle recenti settimane con mezzi militari e di trasporto.

La Polonia ha diretto i suoi attacchi contro la Libera Città di Danzica. Inoltre, la Polonia non era pronta a risolvere la questione del Corridoio in un modo ragionevole che sarebbe equo a entrambe le fazioni ed Essa non pensò di mantenere i suoi obblighi verso le minoranze.

Devo qui affermare definitivamente una cosa; la Germania ha mantenuto questi obblighi; le minoranze che vivono in Germania non sono perseguitate. Nessun francese può alzarsi in piedi e dire che un qualunque francese che vive nel territorio della Saar è oppresso, è torturato o è privato dei suoi diritti. Nessuno può dire questo.

Per quattro mesi ho guardato con calma gli sviluppi, sebbene non cessassi mai di dare avvertimenti. Negli ultimi giorni ho aumentato questi avvertimenti. Informai tre settimane fa l'Ambasciatore polacco che se Polonia avesse continuato a spedire a Danzica delle note in forma di ultimata, se la Polonia avesse continuato con i suoi metodi di oppressione contro i tedeschi e se sul versante polacco non si fosse posto fine alle misure doganali destinate a rovinare il commercio di Danzica, allora il Reich non sarebbe potuto rimanere inattivo. Non ebbi dubbi che le persone che volevano comparare la Germania di oggi con la vecchia Germania si stessero ingannando.

Un tentativo fu fatto per giustificare l'oppressione dei tedeschi affermando che essi avevano commesso atti di provocazione. Non so in cosa potessero consistere queste provocazioni da parte di donne e bambini, se loro stessi sono maltrattati, in alcuni casi uccisi. Una cosa faccio sapere: che nessuna Grande Potenza può con onore sopportare passivamente e guardare tali eventi.

Feci un ulteriore sforzo finale per accettare una proposta di mediazione da parte del Governo britannico. Loro proposero non che essi stessi conducessero le negoziazioni, ma piuttosto che la Polonia e la Germania entrassero in contatto diretto e ancora una volta proseguissero le negoziazioni.

Devo dichiarare che accettai questa proposta e preparai una base per queste negoziazioni che vi sono note. Per due giorni interi sedetti col mio Governo e aspettai per vedere se era conveniente per il Governo polacco spedire un plenipotenziario oppure no. La notte scorsa loro non ci spedirono un plenipotenziario, ma invece ci informarono attraverso il loro Ambasciatore che stavano ancora considerando se e in che misura erano in nella posizione di andare incontro alle proposte britanniche. Il Governo polacco disse anche che avrebbe informato la Gran Bretagna della propria decisione.

Deputati, se pazientemente il Governo tedesco e il suo Leader sopportassero tale trattamento, la Germania meriterebbe solamente di scomparire dal palcoscenico politico. Ma mi si giudica erroneamente se il mio amore per la pace e la mia pazienza sono confusi con la debolezza o la codardia. Io, perciò, la scorsa notte ho deciso e ho informato il Governo britannico che in queste circostanze non posso trovare più alcuna buona volontà da parte del Governo polacco per condurre negoziazioni serie con noi.

Queste proposte di mediazione sono fallite perché nel frattempo, prima di tutto, venne come risposta l'improvvisa mobilitazione generale polacca, seguito da diverse atrocità polacche. Queste furono ripetute di nuovo la notte scorsa. Recentemente, in una sola notte ci furono ventuno incidenti di frontiera; la notte scorsa quattordici dei quale tre furono piuttosto seri. Io, perciò, mi sono risolto a parlare alla Polonia nella stessa lingua che la Polonia nei mesi passati ha usato con noi. Questo atteggiamento da parte del Reich non cambierà.

Gli altri Stati europei capiscono in parte il nostro atteggiamento. Mi piacerebbe soprattutto qui ringraziare l'Italia che ci ha sostenuti in tutto, ma Voi comprenderete che per continuare questa lotta noi non intendiamo fare appello a un aiuto straniero. Noi eseguiremo questo compito da soli. Gli Stati neutrali ci hanno assicurato il mantenimento della loro neutralità, così come noi l'abbiamo garantita loro.

Quando gli uomini di governo dell'Occidente dichiarano che questo concerne i loro interessi, posso solo rammaricarmi di quella dichiarazione. Non può per un momento farmi esitare nell'adempiere il mio dovere. Cosa si vuole in più? Li ho assicurati solennemente e lo ripeto, che noi non chiediamo nulla a questi Stati Occidentali e mai chiederemo qualcosa.

Ho dichiarato che la frontiera tra Francia e Germania è definitiva. Ho offerto ripetutamente amicizia e, se necessario, la cooperazione più stretta alla Gran Bretagna, ma questo non può essere offerto da una sola parte. Deve trovare risposta dall'altro lato. La Germania non ha interessi in Occidente e il nostro muro occidentale sarà per tutti i tempi la frontiera del Reich a ovest. Inoltre, Noi non abbiamo nessuna mira di nessun genere laggiù per il futuro. Con questa assicurazione noi siamo in solenne onestà e finché altri non violeranno la loro neutralità noi avremo ogni cura di rispettarli.

Sono particolarmente felice di potervi raccontare un evento. Voi sapete che la Russia e la Germania sono governate da due dottrine diverse. C'era solamente una questione che doveva essere chiarita. La Germania non ha alcuna intenzione di esportare la propria dottrina. Dato il fatto che la Russia sovietica non ha alcuna intenzione di esportare la sua dottrina in Germania, non vedo più ragione perché ci dovremmo ancora opporre l'un l'altro. Su entrambi i lati, noi siamo stati chiari su questo. Qualsiasi lotta tra i nostri popoli sarebbe solamente di vantaggio per altri. Noi, perciò, abbiamo deciso di concludere un patto che ripudia per sempre qualsiasi uso di violenza tra noi. Esso ci impone l'obbligo di consultarci su certe questioni Europee. Rende possibile per noi una cooperazione economica e soprattutto assicura che le potenze di entrambi questi Stati non siano sprecate l'una contro l'altra. Ogni tentativo dell'Occidente di provocare qualsiasi mutamento in questo, fallirà.

Allo stesso tempo, mi piacerebbe qui dichiarare che questa decisione politica significa uno straordinario orientamento per il futuro che è definitivo. La Russia e la Germania lottarono l'una contro l'altra nella Guerra Mondiale. Ciò che poteva essere non accadrà una seconda volta. Anche a Mosca, questo patto fu salutato precisamente come Voi lo salutate. Posso solo confermare parola per parola il discorso del Commissario per gli Esteri russo, Molotov.

Sono determinato a risolvere (1) la questione di Danzica; (2) la questione del Corridoio; e (3) far vedere che un cambiamento è stato fatto nelle relazioni tra Germania e Polonia che assicurerà una coesistenza pacifica. In questo, sono risoluto a continuare a lottare fino a che o l'attuale Governo polacco sarà disposto ad eseguire questo cambiamento o finché un altro Governo polacco sarà pronto a farlo. Sono determinato a rimuovere dalle frontiere tedesche l'elemento di incertezza, l'atmosfera eterna di condizioni che assomigliano a una guerra civile. Mostrerò loro che a Oriente, sulla frontiera, esiste una pace precisamente simile a quella presente sulle altre nostre frontiere.

In questo, prenderò le misure necessarie per far sì che essi non contraddicono le proposte già rese note nel Reichstag stesso al resto del mondo cioè che non guerreggerò contro donne e bambini. Ho ordinato alla mia aeronautica militare di limitarsi a attacchi su obiettivi militari. Se, comunque, il nemico pensa che potrà avere carta bianca da parte sua per combattere con altri metodi, riceverà una risposta che lo ammutolirà.

Questa notte per la prima volta, dei soldati regolari polacchi spararono sul nostro territorio. Dalle 5:45 noi stiamo rispondendo al fuoco e da ora in poi alle bombe risponderemo con le bombe. Chiunque combatterà con gas velenosi sarà combattuto con gas velenosi. Chiunque violerà le regole di guerra può aspettarsi solamente che noi faremo lo stesso. Continuerò questa lotta, non importa contro chi, fino a che l'incolumità del Reich e i suoi diritti saranno assicurati.

Da sei anni ormai, sto lavorando all'edificazione delle difese tedesche. Oltre 90 miliardi sono stati spesi in questo periodo per costruire queste forze di difesa. Esse ora sono le meglio equipaggiate soprattutto a paragone con quello che erano nel 1914. La mia fiducia in loro è incrollabile. Quando richiamai queste forze e quando, ora, chiedo il sacrificio del popolo tedesco e se necessario ogni sacrificio, avevo diritto di farlo, perché sono oggi assolutamente pronto, come lo ero in precedenza, a fare ogni sacrificio personale.

Non sto chiedendo a alcun uomo tedesco più di ciò che ero personalmente pronto a fare in qualsiasi momento durante questi quattro anni. Non ci saranno fatiche per tedeschi alle quali io non mi sottoporrò. La mia vita intera appartiene d'ora innanzi più che mai al mio popolo. Sono da ora in poi il primo soldato del Reich tedesco. Ancora una volta indosso l'abito che è a me più sacro e caro. Non lo toglierò fino a che la vittoria sarà assicurata o non sopravvivrò alle conseguenze.

Qualunque cosa dovesse accadermi nella lotta, il mio primo successore è il Camerata di Partito Göring; qualunque cosa dovesse accadere al Camerata di Partito Göring, il successore sarà il camerata di Partito Hess.

Voi avrete l'obbligo di dare loro come Führer la stessa lealtà e obbedienza cieca che date a me. Se qualsiasi cosa accadesse al Camerata di Partito Hess, allora per legge il Senato sarà convocato e sceglierà dal suo interno il più degno - vale a dire il più coraggioso - successore.

Come Socialista Nazionale e come soldato tedesco entro in questa lotta con cuore indomito. La mia intera vita non è stata se non una lunga lotta per il mio popolo, per la sua restaurazione e per la Germania. C'era solamente una parola d'ordine per quella lotta: fede in questo popolo. Solo una parola che non ho imparato mai: ovvero, resa.

Se, comunque, qualcuno pensa che noi fronteggeremo dei tempi duri, gli direi di ricordare che una volta un Re di Prussia, con uno Stato ridicolmente piccolo, si oppose a una coalizione e in tre guerre finalmente uscì vincitore perché quello Stato aveva quel cuore indomito di cui noi abbiamo bisogno in questi tempi. Mi piacerebbe assicurare, perciò, al mondo intero che un altro Novembre 1918 non si ripeterà nella storia tedesca. Così come io sono pronto in qualunque momento a mettere in gioco la mia stessa vita - così che chiunque possa prenderla per il mio popolo e per la Germania - così chiedo lo stesso a tutti gli altri.

Chiunque, comunque, pensi di potersi opporre a questo comando nazionale, non importa se direttamente o indirettamente, cadrà. Abbiamo nulla a che fare con i traditori. Noi siamo del tutto fedeli al nostro vecchio principio. È senza importanza se noi stessi viviamo, ma è essenziale che il nostro popolo viva, che la Germania viva. Il sacrificio che ci è richiesto non è più grande del sacrificio che molte generazioni hanno fatto. Se noi formiamo una comunità strettamente legata da voti, pronta a qualunque cosa, determinata a non arrendersi mai, allora la nostra volontà dominerà ogni fatica e difficoltà. E mi piacerebbe chiudere con la dichiarazione che feci una volta quando cominciai la lotta per il potere nel Reich. Dissi allora: "Se la nostra volontà è così forte che nessuna fatica e sofferenza può soggiogarla, allora la nostra volontà e la nostra potenza tedesca potranno prevalere".


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Telegramma di Hitler a Mussolini, 10 giugno 1940


Duce, la decisione storica che Voi avete oggi proclamato mi ha commosso profondamente. Tutto il popolo tedesco pensa in questo momento a Voi e al vostro Paese.Le forze armate germaniche gioiscono di poter essere in lotta al lato dei camerati italiani. Nel settembre dell’anno scorso i dirigenti britannici dichiararono al reich la guerra, senza un motivo. Essi respinsero ogni offerta di un regolamento pacifico. Anche la Vostra proposta di mediazione si ebbe una risposta negativa. Il crescente sprezzo dei diritti nazionali dell'ITALIA da parte dei dirigenti di Londra e di Parigi ha condotto noi,che siamo stati sempre legati nel modo più stretto attraverso le nostre Rivoluzioni e politicamente per mezzo dei trattati, a questa grande lotta per la libertà e per l'avvenire dei nostri popoli.


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Citazioni



- 1914: Partendo per la guerra (dal 'Mein Kampf')
"In quel momento una sola preoccupazione tormentava me come molti altri: giungere troppo tardi al fronte. Soltanto questo non mi faceva trovar pace."


- FEBBRAIO 1915 - Da una lettera dal Fronte Occidentale ad un conoscente di Monaco
"Che i sacrifici e le sofferenze che quotidianamente centinaia di migliaia di noi sopportano, che il fiume di sangue che qui scorre ogni giorno per contrastare una coalizione cosmopolita di nemici, servano soltanto a schiacciare gli avversari esterni della Germania, ma anche a spazzar via il nostro internazionalismo interno. Questo varrebbe assai di più di tutte le conquiste territoriali."


- DICEMBRE 1919: da un abbozzo di statuto per il DAP
"Gli scopi del partito sono posti così in alto da poter essere raggiunti solo da un'organizzazione tanto rigida quanto opportunamente adattabile. [...] La rigida obbedienza [al programma] deve fornire ad ogni membro del comitato la consapevolezza del suo valore e del suo essere necessario per il movimento."

 


tessera del DAP 1/1/1920


- 25 GENNAIO 1923: dal discorso al primo raduno nazista a Monaco
"Prima di tutto bisogna eliminare i peggiori nemici della libertà della Germania, cioé i traditori della patria tedesca... Abbasso i colpevoli del crimine di novembre. Qui comincia il grande messaggio del nostro movimento... Noi non dobbiamo dimenticare che fra di noi e questi traditori del popolo ci sono due milioni di morti."


- 29 GENNAIO 1923: Monaco. Da un discorso
"Ci sono tre cose centrali nella futura Germania: 1) L'idea sociale. Essa presuppone la consapevolezza del dovere. La burocrazia tedesca e l'esercito tedesco erano modelli di organizzazione sociale, e anche se entrambe le istituzioni non potevano più offrire generose retribuzioni in denaro o in proprietà, producevano individui pronti ad offrire la vita per il popolo e lo Stato. [...] 2) L'idea nazionale, per noi tedeschi identica alla consapevolezza sociale. Più siamo fanaticamente nazionalisti, più dobbiamo preoccuparci del benessere della nostra società. [...] 3) L'idea antisemita. Conferma il rifiuto razziale dell'elemento che è essenzialmente ostile a tutto ciò che è tedesco. Il nazionalismo è prima di tutto una vaccinazione contro un bacillo, e l'idea antisemita è la difesa necessaria, l'anticorpo, se si preferisce, contro una pestilenza che oggi stringe nella sua morsa il mondo intero. [...] Se ci si spinge oltre, allora si vedrà che due forze fondamentalmente opposte sono impegnate in una battaglia all'ultimo sangue. Una forza difende il valore della personalità creativa, l'altra il potere del denaro. [...] Adesso una è silenziosa, l'altra è dominata e guidata dai dividendi azionari [...] e la sua vittoria significherebbe la distruzione della nostra cultura e del [nostro] popolo. Viviamo in un'epoca in cui il nemico esterno e interno è pronto a infliggere il colpo finale, allo scopo di distruggere il popolo tedesco.
Ciò che sta accadendo adesso è conseguenza del trattato di Versailles, firmato da quelle stesse persone che adesso gridano le loro menzognere proteste. [...] Ogni possibilità di un'efficace politica estera tedesca presuppone un radicale cambiamento nella politica interna. Nessuno stato può stringere accordi con governi che [...] devono solo essere disprezzati. [...] Noi diciamo che non faremo più concessioni. Vogliamo che siano gli altri ad adattarsi alle nostre pretese e ai nostri bisogni oppure che siano spazzati via. [...] C'è un solo discrimine: o si è tedeschi o si è anti-tedeschi. I nazionalsocialisti sono l'avanguardia della marcia della Germania, e dichiariamo che non ci siederemo a un tavolo con criminali che già una volta ci hanno pugnalato alle spalle. [...]"


- 8 NOVEMBRE 1923: Monaco di Baviera. Putsch della birreria. Discorso alla Bürgerbräukeller
"La rivoluzione nazionale è cominciata. Questo palazzo è ora occupato da seicento uomini in perfetto assetto di guerra. Nessuno può uscire dalla sala. Se non si ristabilisce immediatamente la calma ordinerò che una mitragliatrice venga piazzata sulla galleria. Il governo bavarese e quello del Reich sono stati rovesciati ed è stato costituito un nuovo governo provvisorio. Le caserme della Reichswehr e della polizia sono state occupate. L'esercito e la polizia marciano ora sulla città sotto la bandiera della svastica. "


- Successivamente al 20 DICEMBRE 1924 (termine della detenzione nel carcere di Landsberg a seguito del fallito Putsch della birreria).
"Dobbiamo turarci il naso e conquistare il nostro spazio nel Reichstag battendo sul terreno elettorale i deputati cattolici e marxisti. Ci vorrà più tempo che con le fucilate, ma prima o poi otterremo la maggioranza, e l'intera Germania sarà nostra. "


- 1930: ad un incontro riservato ai soli membri del NSDAP, presso la Casa Bruna
"Pretendo, per me stesso e per i miei successori alla guida del Partito la rivendicazione dell'infallibilità politica. Spero che il mondo impari a rispettare questa rivendicazione come fa con le rivendicazioni del Santo Padre."


- 1932
"Mi sono voltato a guardare all'epoca in cui con sei altri sconosciuti fondai [il partito nazista], quando parlavo davanti a undici, dodici, tredici, quattordici, venti, trenta, cinquanta persone. Quando ricordo che dopo un anno ero riuscito a convincere sessantaquattro persone ad aderire al movimento, devo confessare che quello che oggi è stato creato, mentre milioni di persone affluiscono nel nostro partito, rappresenta qualcosa di unico nella storia della Germania."


- 1932
"Avete preso partito per questa nuova Germania quando eravate ancora ragazzini e ragazzine. Poi siete rimasti fedeli alla vostra Germania, e il ricordo di questo periodo della vostra vita racchiuderà la ricompensa che oggi nessuno potrebbe darvi."


- 30 GENNAIO 1933: nella Cancelleria
"Nessuna forza al mondo potrà farmi uscire vivo da questo palazzo!"


- 1933
"Datemi tempo quattro anni e non riconoscerete più la Germania."


- 1933
"Tuo figlio ci appartiene già. Chi sei tu? Sei acqua passata, ma i tuoi discendenti sono già schierati nel nuovo campo. E in breve tempo non sapranno altro che questo."


- 1933: in compagnia di GOEBBELS, STREICHER e HESS
"Però, a lungo termine, questo [la necessità di stringere dei patti con la Chiesa] non mi impedirà di tagliare definitivamente con le radici e i rami del Cristianesimo."


- 1934: raduno del RAD (Reichs Arbeits Dienst, corporazioni del lavoro) a Norimberga
"Nessuno andrà al potere o diverrà influente in Germania se non avrà servito nei vostri ranghi"


- 1934: raduno del partito
"Davanti a noi si stende la Germania, dietro a noi c'è la Germania, la Germania marcia con noi."


- 13 LUGLIO 1934: da un discorso al Reichstag dopo gli eventi della 'Notte dei lunghi coltelli'
"Ognuno deve tenere bene a mente per il futuro che se alza la mano per colpire lo stato il suo destino sarà sicuramente la morte."


- 20 LUGLIO 1934: in ricompensa alle SS dopo gli eventi della 'Notte dei lunghi coltelli'
"In considerazione dei grandi servigi resi dalle SS, particolarmente in occasione degli eventi verificatisi il 20 giugno 1934, riconosco le SS come organizzazione indipendente."


- 11 SETTEMBRE 1935
"Ciò che è stato negato a milioni di persone ci è stato dato dalla Provvidenza, e il nostro lavoro verrà ricordato dai nostri ultimi posteri."


- 14 MARZO 1936: da un discorso a Monaco
"Prendo la strada che la Provvidenza mi detta con tutta la fiducia di un sonnambulo."


- 1936
"Una generazione dopo l'altra si daranno il cambio nello svolgimento dei compiti, e ci sarà sempre una nuova gioventù ad affacciarsi alla ribalta di questa città e di questo paese. E sarà una gioventù sempre più forte, più robusta e più sana, capace di dare a quelle che l'hanno preceduta e che sono ancora in vita speranze sempre maggiori."


- 1936: da una memoria segreta sul piano quadriennale
"Stabilisco i seguenti obiettivi:

1. L'esercito tedesco deve essere pronto a entrare in azione nel periodo di quattro anni.

2. In quattro anni, l'economia tedesca deve essere in grado di affrontare la guerra."


- 31 LUGLIO 1937: da un discorso a Breslau
"Dio ha creato questa gente ed è cresciuta secondo la sua volontà, rimarrà e non morirà."


- 1937: a HERMANN GOERING
"Spero solo che Hess non mi debba mai subentrare. No saprei dire chi mi farebbe più pena, se Hess o il partito."


- Fine GENNAIO 1938: parlando ad ALBERT SPEER della nuova Cancelleria del Reich
"Fra poco avrò incontri importantissimi, perciò mi occorrono grandi ambienti e saloni con i quali mettere in soggezione i minuscoli potenti. Allo scopo lei può contare sull'intera Voss-Strasse. Non bado a spese."


- 12 MARZO 1938: da un discorso a Linz
"Quando una volta partivo da questa città, portavo con me la stessa confessione di fiducia che mi riempie oggi [...] Se la Provvidenza mi aveva chiamato per uscire da questa città [...] allora la Provvidenza mi deve aver dato una missione."


- 9 APRILE 1938: da un discorso a Vienna
"Io credo che sia stata la volontà di Dio a mandare un ragazzo nel Reich, che è cresciuto per diventare il Führer della Nazione."


- 1938: ai suoi aiutanti
"La Dea Fortuna vi passa accanto solo per un istante e se non siete pronti ad afferrarla per la veste, non avrete più una seconda possibilità!"


- 1938: a BENITO MUSSOLINI
"La Germania marcerà lungo l'antico sentiero teutonico, verso est."


- 1938
"Questa gioventù non ha altra possibilità che imparare a pensare in tedesco e ad agire in tedesco."

- 1939
"Se dovesse accadermi qualcosa, il primo a succedermi sarà il camerata Goering. Se dovesse accadere qualcosa al camerata Goering, allora gli succederà il camerata Hess."


- 23 MAGGIO 1939: da un discorso ai generali
"Signori, non aspettatevi una ripetizione dell'affare cecoslovacco. Questa volta avrete la guerra. [...] Se il generale di corpo d'armata von Brauchitsch mi avesse detto che prevedeva una guerra di lunga durata, non mi sarei di certo messo in marcia, ma egli mi ha promesso di conquistare la Polonia in qualche settimana. [...] Ho giudicato i loro capi [di Francia ed Inghilterra] a Monaco: Daladier, Chamberlain, dei vermiciattoli! [...] D'altro canto è anche possibile che la Russia sia propensa a non interessarsi alla liquidazione dello stato polacco..."


- 1939: Primavera. Da un discorso segreto
"Non può valere il principio di sottrarsi a una soluzione dei problemi mediante adeguamento alle circostanze; bisogna al contrario adeguare le circostanze alle esigenze."


- 22 AGOSTO 1939: discorso ai più alti capi militari
"E' necessario fare affidamento su tutto. Atteggiamento virile. A lottare non sono macchine ma uomini. Gli uomini qualitativamente migliori si trovano dalla nostra parte. Decisivi sono i fattori spirituali. Dalla parte avversa uomini più deboli. Nel 1918 la nazione è crollata perché i presupposti spirituali erano insufficienti. Federico il Grande dovette il suo successo finale soltanto alla sua forza d'animo. In primo piano sta l'annientamento della Polonia. Obiettivo è l'eliminazione delle forze vitali, non il raggiungimento di una determinata linea. Anche se dovesse scoppiare la guerra ad occidente, l'annientamento della Polonia rimane al primo posto. Data la stagione, decisione rapida.
Darò il pretesto propagandistico per lo scatenamento della guerra, non importa se credibile o meno. Al vincitore non si chiederà più tardi se ha detto o no la verità. Nel dare inizio e nel condurre la guerra ciò che importa non è il diritto, ma la vittoria.
Chiudere i cuori alla compassione. Procedere in modo brutale. Bisogna dare giustizia a ottanta milioni di uomini. Bisogna garantire la loro esistenza. Sarà il più forte ad avere ragione. La massima durezza."


- 3 SETTEMBRE 1939: proclama al alle Armate dell'Ovest
"Ai soldati delle Armate occidentali.
Come prima della guerra, anche dopo la guerra l'Inghilterra ha continuato la politica di accerchiamento della Germania. Ad onta che la Germania non abbia rivendicazioni da porre a nessuno Stato ad occidente del Reich, ad onta che la Germania abbia fatto per l'appunto all'Inghilterra, come anche alla Francia, ripetute offerte di cordiale intesa ed anzi di amicizia, il Governo britannico, aizzato dai bellicisti che ben conosciamo fin dalla guerra mondiale, siè deciso a lasciar cadere la maschera e a proclamare, con un fallace pretesto, lo stato di guerra.
Da mesi il Governo di Londra appoggia le aggressioni polacche contro la vita e la sicurezza delle popolazioni tedesche e le sopraffazioni alla città libera di Danzica, con promessa di prestare immediatamente assistenza alla Polonia nel caso dovesse difendersi.
Da che la Polonia, in vista di questa promessa assistenza, ha intrapreso atti di aggressione anche contro il territorio del Reich, mi sono deciso a sfondare questo accerchiamento. Il patto di non aggressione e di consultazione con la Russia sovietica ci dà la sicurezza di una politica di pacifica intesa con questo grande paese dell'Europa orientale.
Da due giorni le Armate tedesche, rispondendo alle aggressioni polacche, combattono per ristabilire una pace che deve assicurare al popolo tedesco l'esistenza e la libertà.
Già nelle prime 48 ore la loro azione è accompagnata ovunque dal successo
Ad onta che sul fronte orientale sia stata impiegata solo una piccola parte dell'Armata aerea, essa domina incontrastata i cieli della Polonia. Il popolo tedesco e i vostri camerati delle Armate orientali attendono da voi, soldati del fronte occidentale, che difendiate come una incrollabile muraglia di ferro e di acciaio i confini del Reich contro ogni assalto, in quella cintura fortificata che è cento volte più forte del mai piegato fronte occidentale dell'ultima guerra.
Se farete il vostro dovere, la lotta ad oriente sarà vittoriosamente conclusa in poche settimane e dopo avrete dietro di voi la possanza di tutto un Paese di 90 milioni di abitanti.
Nella mia qualità di soldato della guerra mondiale e di vostro Supremo Comandante, mi reco oggi, sicuro di voi, al fronte delle Armate orientali. Le plutocrazie avversarie si accorgeranno di avere di fronte oggi una Germania ben diversa da quella del 1914. "


- OTTOBRE 1939: da un'ordinanza segreta
"[Viene autorizzato] l'ampliamento dei poteri di alcuni medici - da specificare nominativamente - ai quali bisogna accordare la facoltà di praticare l'eutanasia a malati considerati ragionevolmente inguaribili, sulla base di una valutazione critica del loro stato patologico."


- 23 NOVEMBRE 1939: da un discorso ai comandanti generali delle forze armate
"Quando cominciai il mio lavoro politico nel 1919 lo concepii come una lotta eterna fra contrapposti principi. Dopo diventai un politico e cominciai la lotta contro il mio nemico."


- 16 LUGLIO 1940: dalle direttive per l'operazione 'Leone Marino'
"Dato che l'Inghilterra, nonostante le sue disperate condizioni, non è ancora disposta a venire ad alcun compromesso, ho deciso di preparare e, se necessario, compiere uno sbarco in quel paese. Lo scopo è d'impedire che l'Inghilterra venga impiegata come base per continuare la guerra contro la Germania. I preparativi per tale impresa saranno completati alla metà d'agosto..."


- 4 SETTEMBRE 1940: da un discorso
"Se il popolo inglese è perplesso e si domanda: 'Perchè non vengono?' posso toglierlo dall'incertezza: verranno.
[...]
Se [gli inglesi] annunciano che intendono sferrare pesanti attacchi contro le nostre città, allora rispondiamo che cancelleremo le loro dalla faccia della terra."


- 9 OTTOBRE 1940: direttiva ai capi dell'esercito recante le ragioni dell'offensiva sul fronte occidentale
"Oggi i nostri carri armati e i nostri aerei hanno raggiunto una perfezione tecnica (come armi non solo di attacco ma anche di difesa) che non ha uguali in alcuna delle altre potenze. Il loro potenziale strategico sul piano operativo è assicurato dalla perfetta organizzazione e dalle doti di competenza e di esperienza dei loro capi; anche sotto questo aspetto la Germania non è seconda ad alcun altro paese. [...] Lo sviluppo della potenza bellica inglese costituirebbe per la Francia un preziosissimo aiuto, sia sul piano psicologico che su quello materiale. [...] Ciò che soprattutto dobbiamo impedire è che il nemico faccia a tempo a porre rimedio alla sua attuale debolezza nel campo degli armamenti, in particolare per quanto riguarda le armi anticarro e contraeree, ristabilendo così un certo equilibrio di forze. Sotto questo aspetto, ogni mese che passa rappresenta una perdita di tempo che esercita gravi ripercussioni sulla capacità di attacco della Germania. [...] Per ora il rispetto che il soldato tedesco ha di se stesso è tanto grande quanto il rispetto che suscita negli altri. Ma sei mesi di guerra inconcludente e di efficace propaganda da parte del nemico potrebbero indebolire ancora una volta queste importanti doti. [...] Nell'attuale situazione il tempo deve essere considerato un alleato delle potenze occidentali e non della Germania. [...] Se appena le condizioni lo consentiranno, l'attacco dovrà essere sferrato questo autunno."


- 3 FEBBRAIO 1941: da una conferenza con lo Stato Maggiore
"La perdita dell'Africa settentrionale potrebbe essere sopportata dal punto di vista militare, ma avrebbe inevitabilmente gravi conseguenze psicologiche sull'Italia. La Gran Bretagna terrebbe una pistola puntata contro l'Italia... Le forze inglesi del Mediterraneo non sarebbero più immobilizzate. Gl'inglesi, disponendo liberamente di una dozzina di divisioni, potrebbero impiegarle con effetti perniciosi in Siria. Dobbiamo fare ogni sforzo per evitare tutto questo... Dobbiamo portare un efficace contributo alla difesa dell'Africa settentrionale."


- 28 FEBBRAIO 1941: da una lettera inviata a MUSSOLINI
"Se abbiamo pazienza per altri cinque giorni sono certo che ogni nuovo tentativo britannico di puntare su Tripoli sarà condannato al fallimento. Vi sono profondamente grato per aver messo le vostre unità motorizzate a disposizione del generale Rommel. Egli non vi deluderà, e sono convinto che nel prossimo futuro si conquisterà la fedeltà e, spero, l'affetto delle vostre truppe. Ritengo che l'arrivo del primo Panzerregiment basterà da solo a rafforzare enormemente la vostra posizione."


- 2 GIUGNO 1941
"Per me personalmente non mentirei mai, ma non ci sono falsità che non commetterei per il bene della Germania!"


- GIUGNO 1941: Annunciando l'inizio dell''Operazione Barbarossa'
"Il mondo trattiene il fiato; il grande assalto ha inizio."


- 12 NOVEMBRE 1941: Führerweisung n°18
"L'impiego delle forze tedesche in Africa dipende, in ogni caso, dalla eventualità che gli Italiani raggiungano Marsa Matruh. Ma anche in tal caso l'impiego delle forze aeree tedesche sarà accordato a condizione che gli Italiani mettano a disposizione le basi aeree necessarie. [...] Esercito: approntamento di una divisione corazzata da destinare in Africa. Marina da guerra: recupero di tutte le navi da guerra tedesche, adatte al trasporto di uomini, alla fonda nei porti italiani, da adibire al trasferimento del più forte contingente possibile di truppe in Libia, ovvero nell'Africa nord-occidentale. Luftwaffe: approntamento di una unità ai fini dell'impiego contro Alessandria ed il Canale di Suez, per sottrarre quest'ultimo alle operazioni di guerra britanniche."


- 13 DICEMBRE 1941
"Chiesa o non Chiesa?.
[...] Marcerei sul Vaticano e butterei fuori tutti quanti! Quindi direi: 'Scusate, mi sono sbagliato!', ma a questo punto sarebbero comunque fuori gioco!"


- 1942: alla vedova dell'editore HUGO BRUCKMANN
"Tutti noi abbiamo le nostre tombe e diventiamo sempre più soli, mia cara e gentile signora, però dobbiamo farci forza e continuare a vivere! Anche a me mancano, di quanti mi erano vicini, i due ai quali ero più profondamente legato: il dottor Todt è morto e Hess mi è volato via."


- 5 APRILE 1942: Commentando la prima offensiva invernale sovietica, appena conclusa
"Il nemico nel suo tentativo di sfruttare apparenti successi iniziali, ha sprecato la sua massa di riserva."


- INIZI SETTEMBRE 1942: in riunione. Rifornimenti per l'Africa
"Nel prossimo futuro vi manderò in Africa una brigata di mortai pesanti, cinquecento lanciabombe e quaranta nuovissimi carri armati Tigre, a cui seguiranno varie unità di artiglieria d'assalto."


- 24 OTTOBRE 1942: Alamein. Telefonata a Rommel, ricoverato alla clinica di Semmering
"Rommel, le notizie dall'Africa sembrano cattive e la situazione piuttosto confusa. Pare che nessuno sappia cos'è successo al generale Stumme. Ve la sentite di tornare in Africa e riprendere il comando dell'armata?"


- PRIMI DI NOVEMBRE 1942: Alamein. Radiomessaggio a Rommel
"Al Feldmaresciallo Rommel.
Io e il popolo tedesco stiamo seguendo l'eroica battaglia difensiva ingaggiata in Egitto, con sicura fede nelle vostre possibilità di capo e nel valore delle truppe italo-tedesche al vostro comando. Nella situazione in cui vi trovate, non può esistere altra alternativa che tener duro, non arretrare di un passo, gettare ogni cannone e ogni uomo nella battaglia. Nei prossimi giorni verranno inviati al comando in capo del Sud importanti rinforzi. Anche il Duce al comando supremo compirà ogni sforzo perché siate rifornito dei mezzi necessari per continuare la battaglia. Nonostante la superiorità numerica, anche il nemico esaurirà le proprie risorse. Non sarà la prima volta nella storia che una volontà tenace avrà prevalso sui più forti battaglioni del nemico. Non potete indicare alle vostre truppe altra via che quella che conduce alla vittoria o alla morte."


- PRIMI DI NOVEMBRE 1942: da un discorso
"Volevo raggiunger il Volga in un certo punto, vicino a una determinata città. Per caso questa città porta il nome dello stesso Stalin... Volevo conquistarla: noi non facciamo promesse avventate e adesso posso dirvi che l'abbiamo occupata, tranne alcune piccole zone ancora in mano del nemico. A questo punto qualcuno potrebbe chiedere: 'Perché le nostre truppe non avanzano più rapidamente?' Ma io non desidero una seconda Verdun, preferisco raggiungere i miei obiettivi con attacchi a raggio limitato. il tempo non conta."

- DICEMBRE 1943
"Se attaccano in Occidente, quell'attacco deciderà della guerra."


- 20 MARZO 1944: rapporto sulla situazione ai Comandi Supremi delle tre Armi in Francia, ai Comandanti delle Armate e delle fortificazioni
"E' naturale che ci sarà e che deve esserci uno sbarco degli Anglo-Americani ad Occidente...
Uno sbarco non è impossibile in alcun punto del nostro lunghissimo fronte, con eccezione delle zone costiere cosparse di scogli. I punti più adatti, e perciò più minacciati, sono le due penisole occidentali in prossimità di Cherbourg e di Brest, dove è più facile costituire delle teste di ponte che saranno poi regolarmente allargate sotto la copertura di fuoco pesante e con l'impiego in massa delle forze aeree.
Per il nemico la cosa più importante è di raggiungere un porto dove sbarcare il grosso delle forze. La durata dello sbarco non deve, per lui, superare in alcun caso qualche ora, o al massimo qualche giorno; come è stato chiaramente dimostrato dal tentativo di sbarco a Dieppe..."


- Successivamente all'attentato del 20 LUGLIO 1944
"Ora l'Onnipotente ha fermato le loro mani un'altra volta. Non pensi anche tu che lo devo considerare come un segno del destino che intende preservare un compito per me? [...] Questa è una nuova prova che sono stato selezionato tra gli altri uomini dalla Provvidenza per guidare la Germania verso la vittoria. Ebbene sono stato salvato, mentre altri avrebbero dovuto morire: è più chiaro che mai che il destino della Germania è nelle mie mani."


- 16 SETTEMBRE 1944: riunione riservata alla Wolfsschanze con i generali KEITEL, JODL, GUDERIAN, KREIPE
"Alt! Ho preso un'importante decisione. Attaccheremo. Qui. Nelle Ardenne! Attraverso la Mosa e su fino ad Anversa!"


- 16 APRILE 1945:, mentre le truppe sovietiche attaccano sull'Oder. Dall'ultimo ordine del giorno
"Il mortale nemico giudaico-bolscevico è passato all'ultimo attacco con le sue masse. [...] Noi l'abbiamo previsto e fin dal gennaio di quest'anno è stato compiuto tutto quanto occorre a costruire un fronte robusto. Una possente artiglieria attende di accogliere il nemico. Le perdite della fanteria sono state colmate con innumerevoli nuove unità. [...] Questa volta il bolscevico subirà l'antico destino dell'Asia, ossia deve morire dissanguato davanti alla capitale del Reich tedesco - è così sarà."


- 23 APRILE 1945: ordine del giorno alla 12ma Armata (WENCK)
"Soldati dell'armata Wenck! Un ordine di portata capitale vi ha ritirato dalla zona di combattimento contro i nostri nemici dell'Ovest, e vi ha chiamato a marciare verso Est. Il vostro compito è semplice: Berlino deve rimanere tedesca. Dovete raggiungere ad ogni costo gli obbiettivi designati, perché sono in corso altre operazioni che hanno lo scopo di infliggere, nella lotta per la capitolazione del Reich, un colpo decisivo ai bolscevichi."


- 23 APRILE 1945: dal telegramma, dettato a MARTIN BORMANN, indirizzato all'Obersturmbannführer SS BERNHARD FRANK, comandante del distaccamento delle SS nell'Obersalzberg
"Circondi immediatamente villa Göring e arresti l'ex Reichsmarschall Hermann Göring. Schiacci ogni eventuale resistenza."


- APRILE 1945: alle segretarie Gerda Christian e Traudl Junge
"Se i miei generali avessero mostrato solo una minima parte del vostro coraggio, le sorti della guerra sarebbero state ben diverse..."


- APRILE 1945
"Se il destino decidesse altrimenti, io sparirei dal palcoscenico della storia mondiale quale vile disertore. Io però riterrei mille volte più vile suicidarmi all'Obersalzberg anziché restare qui, e cadere. Inutile che mi vengano a dire: lei, in quanto Führer... Io sono il Führer soltanto nella misura in cui posso effettivamente esplicare la mia autorità, e non posso certo farlo standomene chissà dove su una montagna. Non sono venuto al mondo semplicemente per difendere il mio Berghof."


- APRILE 1945: note dal testamento
"[Eva Braun] che dopo molti anni di sincera amicizia è venuta di sua spontanea volontà in questa città già quasi assediata per condividere la mia sorte. Ella morirà con me, per suo desiderio, come mia sposa. Ciò la ripagherà di quanto abbiamo perduto a causa della mia attività al servizio del mio popolo. Io stesso e mia moglie, per sottrarci all'onta della destituzione e della capitolazione, scegliamo la morte. E' nostra volontà di essere immediatamente cremati nel luogo in cui ho compiuto gran parte del mio lavoro giornaliero durante dodici anni..."



- Al generale WERNER VON FRITSCH
"Create un esercito che sia il più forte possibile, intimamente risoluto e unito, e che poggi su una base di addestramento della massima efficienza."


- Dal 'Mein Kampf'
"Far capire al marxismo che il Nazionalsocialismo era il futuro padrone della strada e che sarebbe un giorno diventato padrone dello Stato."


- "Le SA non sono un'istituzione per giovinette di buona famiglia."


- "Un uomo di intelligenza superiore dovrebbe prendersi una donna primitiva e stupida. Immaginate se, oltre a tutto il resto, io avessi una donna che interferisce nel mio lavoro. Nel mio tempo libero voglio avere tranquillità... Non potrei mai sposarmi. Pensate che problema se avessi dei figli! E alla fine cercherebbero di fare di mio figlio il mio successore. Inoltre, per uno come me ci sono poche probababilità di avere un figlio in gamba. In questi casi va quasi sempre così. Pensate al figlio di Goethe: un'assoluta nullità."


- Riferendosi ai martiri nazionalsocialisti del putsch di Monaco
"[La loro morte avrebbe portato a] una vera fede nella resurrezione del loro popolo. [...] Il sangue che hanno versato diventa l'acqua del battesimo del Terzo Reich."


- Riferendosi a coloro che lo avevano tradito
"Quelle persone hanno commesso un peccato, un peccato contro tutta la vita. [...] E' un miracolo di fede che la Germania sia stata salvata. Oggi più che mai è compito del Partito ricordare questa confessione nazionalsocialista di fede e portarla come il segno sacro della nostra lotta e della nostra vittoria."


- Sulle SS
"Un'élite che porta il simbolo sacro ed è vestita di nero, allo stesso modo dell'Ordine ignaziano."


- Dai 'Diari'
"Diventare una figura religiosa. Presto sarò il grande capo dei Tartari. Già gli arabi e i marocchini includono il mio nome nelle loro preghiere."


- "Non siamo un movimento, siamo piuttosto una religione."


- Dal 'Mein Kampf'
"Considero quelli che fondano e distruggono una religione molto più grandi di quelli che fondano uno Stato, per non parlare di un partito."


- "Spesso mi sembra come se fossimo tutti messi alla prova da Satana: dobbiamo attraversare l'Inferno insieme per poi raggiungere finalmente la vittoria definitiva."


- "Il miscuglio delle razze è il peccato originale di questo mondo [...]. I peccati contro il sangue e la razza sono i peccati originali di questo mondo."


- "Il giudeo è la personificazione del Diavolo e di tutto il male."


- "Scacciare i giudei mi fa pensare a Gesù nel tempio."


- "Così come fu per Cristo, anch'io ho un dovere verso il mio popolo."


- Dal 'Mein Kampf'
"Se l'Ebreo, con l'aiuto della sua dottrina marxista conquista i popoli della terra, il suo trionfo sarà la danza macabra dell'umanità e questo pianeta sarà nuovamente privo di tutti gli esseri umani, per tutto il tempo che navigherà nell'etere, come avvenne milioni di anni fa... Perciò sono convinto che agisco oggi secondo la volontà del Creatore onnipossente. Opponendomi all'Ebreo, conduco la battaglia di Dio!"


- A proposito di feldmaresciallo KEITEL
"Un uomo che ha il cervello di un portiere di cinematografo."


- Dal 'Mein Kampf'
"Se qualcuno in Europa ha bisogno di terre e spazio, se lo può procurare solo a spese della Russia."


- "[...] La coscienza mi obbliga a chiedere agli Inglesi di prestare ascolto alla ragione. Penso di poterlo fare perché non parlo da sconfitto, ma come un vincitore che spera che la ragione prevalga. Non capisco [...] perché questa guerra dovrebbe continuare [...]"


- Durante un colloquio con MATHILDE VON KEMNITZ, futura sposa di LUDENDORFF
"Non è mio scopo fondare una nuova filosofia. Io mi situo su un piano essenzialmente pratico..."


- Durante una cena, riferendosi a RUDOLF HESS, ancora imprigionato a Landsberg
"Ach mein Rudi, mein Hesserl! - non è spaventoso pensare che è sempre laggiù?"


- Rispondendo agli industriali che gli chiedevano se intendesse nazionalizzare l'industria
"Perché nazionalizzare l'industria quando si può nazionalizzare il popolo?."


- "La Leibstandarte deve essere libera di adempiere ai suoi compiti speciali come meglio crede."


- Al Generale ALFRED JODL (Capo di Stato Maggiore OKW), parlando dell'attacco alla Russia
"Ci basta sfondare con un calcio la porta e l'intera decrepita costruzione crollerà in pezzi."


- Parlando di 'SEPP' DIETRICH, comandante della SS Leibstandarte ADOLF HITLER
"Gli ho sempre dato l'opportunità di intervenire nei punti caldi perché è un uomo astuto e al tempo stesso energico e brutale."


- "Tutti coloro che assomigliano anche solo vagamente a un polacco d'alto ceto verranno eliminati."


- Commentando gli eventi della 'Notte dei lunghi coltelli'
"In quell'ora, ero responsabile del destino del popolo tedesco, e perciò mi eressi suo giudice supremo."


- "Del resto, è dovere dello Stato nazionale il provvedere perché venga finalmente scritta una storia del mondo dove il problema delle razze occupi una posizione dominante."


- "Ogni propaganda deve essere popolare e il suo livello intellettuale deve adattarsi al livello più basso di colui verso il quale viene indirizzata. Il livello intellettuale sarà tanto più basso quanto più grande sarà la massa di persone da raggiungere."


- Un giudizio sui comunisti
"Il patto con la Russia non mi ha mai indotto a cambiare atteggiamento nei confronti del pericolo interno. Ma in sé i nostri comunisti mi sono mille volte più simpatici, per esempio, di uno Stahremberg [un partecipante al putsch di Hitler del 1923, poi emigrato]. Erano persone piene di buon senso, che, se fossero vissute più a lungo in Russia, ne sarebbero ritornate del tutto guarite."


- Alcune citazioni
. I grandi bugiardi sono anche grandi incantatori;
. L'intelletto non ha importanza per la donna;
. La folla è femmina e così me la rendo docile;
. La grande massa è cieca e stupida;
. Solo una massa resa fanatica può essere guidata;
. Ho ottenuto tutto attraverso la persuasione;
. Gli accordi contrattuali valgono solo fin quando mi servono;
. Ogni generazione deve una volta aver vissuto una guerra;
. L'opera che iniziò Cristo, la porterò a termine io.


- Dal "Mein Kampf": riferito al DAP del 1919
"Questa ridicola piccola associazione con i suoi due iscritti mi sembrava possedere quell'unico vantaggio di non essersi ancora irrigidita in un''organizzazione', ma di offrire al singolo la possibilità di una vera attività personale. Qui si poteva ancora lavorare, e più era piccolo il movimento più era facile dargli la giusta forma."


- Dal 'Mein Kampf'
"L'intero lavoro di formazione e di educazione di uno Stato basato sulla sostanza etnica di un popolo deve trovare il suo coronamento nell'imprimere nel cuore e nel cervello della gioventù che gli è affidata, il senso e la percezione istintivi e razionali della razza. "


- GLI ANNI DI VIENNA
"Tutto il tempo che mi rimaneva libero dal lavoro, lo dedicavo incessantemente allo studio. In pochi anni creai così le basi del mio sapere delle quali mi servo ancora oggi. "


- "In terra sono un eroe ma in mare sono un codardo."


- "Dicevano sempre che ero matto. [...] Chi dunque ha avuto ragione? Il visionario o gli altri? Io, io ho avuto ragione! "


- "Il miracolo è che io vi abbia trovato e che voi mi abbiate trovato"


- "Con la lettura, io posso capire qualcosa di completamente diverso dalla media della nostra cosiddetta intellighenzia! Conosco persone che leggono incessantemente un gran numero di opere, libro dopo libro, lettera per lettera, eppure non potrei definirle 'buone letture'... Essi sono privi dell'abilità di distinguere, in un libro, ciò che ha valore per loro da ciò che non lo ha; di memorizzare il primo per sempre e di trascurare, se possibile, l'altro; invece di portarselo dietro come una zavorra così inutile. La lettura, inoltre, non è fine a se stessa, ma è un mezzo per un fine. Dovrebbe servire, prima di tutto, a completare l'intelaiatura, che è costituita dal talento e dalle capacità dell'individuo;... secondariamente, la lettura deve fornire un quadro generale del mondo"


- "Ho bisogno di uomini completamente privi di religione capaci di andare incontro alla morte con animo sereno"


- "Elevare il matrimonio dal livello d'una costante infamia razziale, e dargli la consacrazione d'un istituto chiamato a generare creature fatte ad immagine del Signore e non aborti fra l'uomo e la scimmia"


- "La storia di tutti i tempi - impero romano, impero britannico - ha dimostrato che un'espansione territoriale può essere realizzata soltanto piegando la resistenza di altri e correndo dei rischi... Né in passato né ai giorni nostri è mai accaduto che qualcuno abbia trovato uno spazio che non avesse un proprietario."


- "Nessuna nazione si brucerà le dita due volte. Il trucco del pifferaio di Hamelin funziona una volta sola."


- Gli anni di Vienna
"Il solo nome di questa città felice mi rievoca cinque anni di miseria e di desolazione. Cinque anni durante i quali fui costretto a guadagnarmi il pane come operaio avventizio e poi come misero pittore; un pane scarso che non bastava a sfamarmi. La fame fu in quel tempo la mia fedele compagna, che non mi abbandonò quasi mai. [...] In quel tempo si formò in me una visione del mondo e della vita, che è diventata il fondamento granitico della mia attività odierna. Non ebbi poi da aggiungere un gran che a quello che avevo assimilato allora, né ebbi mai bisogno di mutare qualcosa. Anzi, fu proprio il contrario."


- "La psicologia delle masse non è suscettibile a nulla che si dimostri esitante e debole... i loro sentimenti non sono esaltati dai ragionamenti astratti, ma da un desiderio di forza... e quindi preferiscono essere dominati piuttosto che supplicati. Le masse, di fatto, sentono di essere state abbandonate da un governo debole, e ne preferiscono uno che non tollera rivali a uno che concede loro un'equa possibilità."


- "Se uno vuole vivere, ebbene, combatta. E se a qualcuno, in questo mondo di perpetua lotta, ripugna combattere, non merita di vivere."


- Dal "Mein Kampf"
"La facilità di assimilazione della massa è assai ristretta ed il suo intendimento è piccolo: per contro, la sua smemoratezza è grande. Dunque tutta la propaganda efficace deve limitarsi a dei punti essenziali, poco numerosi, e farli valere a forza di formule stereotipate per tutto il tempo che sarà necessario a far sì che anche l'ultimo degli ascoltatori arrivi ad afferrare l'idea... La grande massa di un popolo non è composta né da professori né da diplomatici. Essa è poco accessibile alle idee astratte. Per contro, la si terrà in pugno pià facilmente nel regno dei sentimenti, ed è là che si trovano i moventi segreti delle sue reazioni, sia positive che negative... In ogni periodo, la forza, che ha messo in movimento le rivoluzioni più violente su questa terra, è stata molto meno la proclamazione di una idea scientifica che si è impadronita delle folle, che non un fanatismo animatore e un vero e proprio isterismo che le eccita alla follia."


- Dal "Mein Kampf"
"Eliminare al momento giusto dodicimila farabutti [ebrei] avrebbe salvato forse la vita a un milione di tedeschi perbene, preziosi per il futuro."


- Ad EVA BRAUN
"Quando ti ho conosciuta, eri bella rotondetta e adesso sei quasi magra. Le donne dicono sempre che vogliono essere belle per il loro uomo, e poi fanno di tutto per non soddisfare i suoi gusti. Sostengono di fare ogni sacrificio per piacergli e invece si sottomettono soltanto e unicamente allamoda. E' l'unico e autentico potere. E le altre donne sono l'unico pubblico autorevole. Non vogliono altro che suscitare tutte l'invidia delle loro amiche."

 

 

-Altre citazioni:

Il forte è più potente quando è solo.

La forza non sta nella difesa ma nell'attacco.

Gli ebrei non furono mai nomadi, ma sempre e soltanto parassiti.

La povertà e la spietata realtà mi forzarono a decidere prontamente.

I partiti politici sono aperti al compromesso, le concezioni del mondo no.

Un peccato di gioventù è quando si è giovani e non lo si commette.

La nazione, o meglio, la razza non consiste nella lingua, ma solo nel sangue.

Fedeltà, dedizione e silenzio devono essere alla base di una grande nazione.


In creature fornite di un forte istinto di razza, la parte rimasta pura tenderà sempre all'accoppiamento fra eguali, impedendo un'ulteriore mescolanza. E con ciò gli elementi imbastarditi passano in secondo piano, a meno che essi non si siano così tanto moltiplicati da impedire la riaffermazione della razza pura.

Il segno più caratteristico del rapporto tra gli ebrei e la cultura umana sta nel fatto che una "cultura ebraica" non è mai esistita e che le due regine dell'arte, architettura e musica, non devono niente di originale all'ebraismo. Ciò che l'ebreo produce in campo artistico è o furto o paradosso. Gli mancano le qualità geniali delle razze dotate di valori.

La Francia, in misura sempre maggiore, integra il suo esercito con gli elementi di colore del suo gigantesco impero e, dal punto di vista della razza, si va così rapidamente "negrizzando", che in verità si può parlare della nascita di uno stato africano sul suolo europeo. Se questa mescolanza continuasse per altri trecento anni, sparirebbero gli ultimi resti di sangue franco e si formerebbe un compatto stato africano-europeo che va dal Reno al Congo, popolato da una razza inferiore, figlia di un costante imbastardimento.


"Adempimento del dovere" significa: non agire per sé, ma servire alla comunità.

In un mondo imbastardito e "negrizzato" sarebbero persi i concetti dell'umanamente bello e sublime.

La propaganda non deve servire la verità, specialmente perché questa potrebbe favorire l'avversario.

Io non sono uno di quegli uomini che oggi cominciano una cosa per finirla domani, e passare poi ad un'altra.

Cogli ebrei non c'è modo alcuno di patteggiare, ma solo un durissimo si o no. Così decisi di diventare "homo politicus".

La degradazione della razza e del sangue è il peccato mortale di questo mondo e la fine dell'umanità che vi si abbandoni.

Gli stati attuali, che pensano solo ad un onere finanziario, concedono la cittadinanza senza tenere in considerazione la razza. Essere cittadino tedesco è diverso dall'avere in sangue la razza tedesca.

Già negli anni 1913-1914 io cominciai ad esprimere in diversi circoli, oggi fedeli alla causa nazionalsocialista, il pensiero che la questione del futuro tedesco ruotava attorno alla distruzione del marxismo.

Coll'inchiodare Ludendorff alla gogna, rendendolo responsabile della sconfitta in guerra, si volle eliminare il più pericoloso accusatore, l'unico che avrebbe saputo ergersi a difesa della Patria coll'arma del diritto e della morale.

Karl Marx in realtà fu solo uno tra milioni che, nel pantano di un mondo in putrefazione, riconobbe i veleni essenziali e li concentrò, come un negromante, in una soluzione destinata ad annientare l'esistenza di libere nazioni sulla terra.

 


- Prima di morire
"Ciò che possiedo spetta al Partito, e se in futuro il Partito Nazionalsocialista non dovesse più esistere lo lascio allo Stato tedesco."


- "Non ci arrenderemo mai. Forse noi cadremo, ma trascineremo con noi un mondo"

 

 



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Testamento politico di Adolf Hitler


Più di trent'anni sono passati da quando ho dato nel 1914 il mio modesto contributo come volontario nella prima guerra mondiale che aveva coinvolto il Reich .


In questi tre decenni sono stato spinto soltanto dall'amore e dalla fedeltà al mio popolo in tutti i miei pensieri, azioni e nella mia vitalità. Mi hanno dato la forza di prendere le decisioni più difficili che abbia mai affrontato l'uomo mortale.

 In questi tre decenni ho speso il mio tempo, le mie energie la mia salute.

 

Non è vero che io od altri nel 1939 in Germania si volesse la guerra .

 

E 'stata voluta e promossa esclusivamente da statisti internazionali che erano o di discendenza ebraica o lavoravano per interessi ebraici.

 

Ho fatto molte offerte per il controllo e la limitazione degli armamenti, i posteri non potranno mai darmi la responsabilità dello scoppio di questa guerra.

 

Non ho mai voluto che dopo la prima fatale guerra mondiale dovesse scoppiare un secondo scontro con l'Inghilterra, o con l'America ,.

 

I Secoli passeranno, ma dalle rovine delle nostre città e monumenti l'odio nei confronti di coloro che sono i responsabili di tutto questo, il giudaismo internazionale e i suoi aiutanti, crescerà.

 

Tre giorni prima dello scoppio della guerra polacco-tedesca ancora una volta ho proposto all’ ambasciatore britannico a Berlino una soluzione al problema tedesco-polacco simile a quella adottata nel caso del distretto della Saar, sotto il controllo internazionale. Questa offerta non poteva essere rifiutata .

 

E' invece stata respinta perché i leader della politica inglese hanno voluto la guerra, in parte nella speranza di arricchimento in parte per l'influenza della propaganda organizzata dalla comunità ebraica internazionale.

 

Mi sono fatto l’idea che se le nazioni d'Europa si paragonano a semplici azioni che possono essere comprate e vendute in denaro da questi cospiratori internazionali e dalla finanza, allora questa razza, gli ebrei, che sono i veri criminali di questa lotta omicida, verranno inchiodati alle loro responsabilità.

 

Inoltre non ho dubbi che in questi tempi milioni di bambini ariani d'Europa sono morti di fame, non solo milioni di uomini adulti sono stati uccisi, e non solo centinaia di migliaia di donne e bambini sono morte bruciate e bombardate nelle città, ma i reali criminali non pagheranno, neanche con pene più umane le loro colpe.

 

Dopo sei anni di guerra, che a dispetto di tutte le battute d'arresto un giorno passerà alla storia come la dimostrazione dei più gloriosi e valorosi motivi d’esistenza di una nazione, non posso abbandonare la città che è la capitale di questo impero. Poiché le forze sono troppo esigue per scatenare ulteriori attacchi contro il nemico e la nostra resistenza è gradualmente indebolita da uomini disillusi e privi d’iniziativa, vorrei, rimanere in questa città, per condividere il mio destino con i milioni di abitanti, che hanno già deciso di rimanere. Inoltre non voglio cadere nelle mani di un nemico che ha bisogno di un ulteriore spettacolo organizzato da ebrei per il divertimento delle loro masse isteriche.

 

Ho deciso quindi di rimanere in Berlino e mi darò la morte quando riterrò che la posizione di Führer e cancelliere non possano più essere tenute.

 

Morirò con il cuore pieno di felicità, consapevole delle gesta incommensurabili e dei risultati dei nostri soldati al fronte, le nostre donne a casa, i risultati dei nostri agricoltori e dei lavoratori e dei lavori compiuti, unici nella storia, dei nostri giovani che portano il mio nome.

 

Dal profondo del mio cuore esprimo il mio ringraziamento a tutti, è altrettanto evidente che il mio desiderio è che voi dovreste, proprio per questo, in nessun caso abbandonare la lotta, ma piuttosto continuare contro i nemici della Patria, non importa dove, fedeli al credo del grande Clausewitz .

 

Dal sacrificio dei nostri soldati e dalla mia persona uniti fino alla morte, nascerà di nuovo nella storia della Germania, il seme di una radiosa rinascita del movimento nazionalsocialista e quindi la realizzazione di una vera comunità di nazioni.

 

Molti degli uomini e donne più coraggiosi hanno deciso di unire le loro vite con la mia fino alla morte, ho pregato e, infine, ho ordinato loro di non farlo, ma anzi ho esortato loro di prendere parte ad un ulteriore battaglia per la Nazione. Prego i capi degli eserciti, la Marina e l'Aeronautica a rafforzare con ogni mezzo possibile lo spirito di resistenza dei nostri soldati in senso nazionalsocialista, con particolare riferimento al fatto che anche io, come fondatore e creatore di questo movimento, ho preferito la morte anziché alla codarda abdicazione o addirittura la capitolazione.

 

Possa, in futuro, far parte del codice d'onore dell'ufficiale tedesco - come già lo è nella nostra Marina Militare - l’impossibilità di resa da parte di un distretto o di una città, e che soprattutto i leader debbano marciare in avanti come fulgidi esempi, adempiendo fedelmente il loro dovere fino alla morte.

-Seconda parte del testamento politico.

 

Prima della mia morte espellerò l'ex maresciallo del Reich Hermann Göring dal partito e lo priverò di tutti i diritti di cui godeva in virtù del decreto del 29 Giugno , 1941, e anche in virtù della mia dichiarazione nel Reichstag il 1 Settembre , 1939 , ho nominato al suo posto Grossadmiral Dönitz , presidente del Reich e Comandante Supremo delle Forze Armate.

 

Prima della mia morte espellerò l'ex Reichsführer-SS e ministro degli Interni, Heinrich Himmler, dal partito e da tutte le cariche dello Stato. Al suo posto nominerò il Gauleiter Karl Hanke come Reichsführer-SS e capo della Polizia tedesca, e il Gauleiter Paul Giesler Reich come ministro degli Interni.

 

Göring e Himmler, a prescindere dalla loro infedeltà alla mia persona, hanno fatto un danno incommensurabile per il paese e a tutta la nazione con segrete trattative col nemico, che hanno condotto a mia insaputa e contro la mia volontà, tentando illegalmente d’impadronirsi del potere nello Stato.

 

Al fine di dare al popolo tedesco un governo composto da uomini d'onore - un governo che intende continuare la guerra con ogni mezzo -, ho nominato i seguenti membri del nuovo Gabinetto come leader della nazione:

Presidente del Reich: Dönitz

Cancelliere del Reich: Dr. Goebbels

Ministro del Partito: Bormann

Ministro degli Esteri: Seyss-Inquart

.........

 

Sebbene un certo numero di questi uomini, come Martin Bormann, il dottor Goebbels, ecc, insieme con le loro mogli, si sono uniti a me di loro spontanea volontà non volendo lasciare la capitale del Reich per nessun motivo, ma erano disposti per perire con me qui, debbo tuttavia chiedere loro di obbedire alla mia richiesta, e in questo caso mettere gli interessi della nazione al di sopra i propri sentimenti. Con il loro lavoro e la fedeltà come compagni mi saranno più vicino dopo il mio trapasso, come spero che il mio spirito aleggerà tra loro.

 

 Lasciarli sarà duro ma non ingiusto, ma soprattutto non lascerò permettere alla paura di influenzare le loro azioni, e mettere l'onore della nazione al di sopra di qualunque cosa almondo. Infine, far loro prendere coscienza del fatto che il nostro compito, quello di continuare la costruzione di uno stato nazionalsocialista, rappresenta il lavoro dei secoli a venire, che pone ogni singola persona sempre nell'obbligo di servire l'interesse comune e di subordinare il suo vantaggio personale a tal fine.

 

Chiedo a tutti i tedeschi, tutti i nazionalsocialisti, uomini, donne e tutti gli uomini delle Forze Armate, di essere fedeli e obbedienti fino alla morte al nuovo governo e al suo Presidente.

 

Soprattutto incarico i leader della nazione e quelli al loro comando di rispettare scrupolosamente le leggi sulla razza e di opporsi spietatamente agli avvelenatori di tutti i popoli, il giudaismo internazionale.

 

Scritto a Berlino, il giorno 29 aprile 1945 04:00

ADOLF HITLER

                    

 

 

 

 

 


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Update 04-01-17

 

 


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