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Comunismo

Inno dell'Unione Sovietica

Vladimir Lenin
Iosif Stalin
Partito Comunista Cinese
Partito Comunista dell'Unione Sovietica

Partiti Comunisti al potere

 

 

 

 

 

 

Comunismo

 

Dall’aggettivo latino commūnis, (comune, pubblico, che appartiene a tutti, ma anche, neutrale, imparziale, equilibrato), anch’esso di molteplice significato, il termine comunismo Ŕ stato variamente interpretato nel corso della storia, spesso portando a situazioni politicamente conflittuali tra differenti visioni dello stesso. I regimi del socialismo reale che si sono affermati nel corso del XX secolo, hanno quasi sempre invariabilmente perseguitato tutti i comunisti non allineati all’assolutismo del regime. Le pratiche comuniste sono presenti nel corso degli eventi della storia umana, ben prima che l’uso del termine privilegiasse l’accezione marxista dello stesso.

ź Or tutti coloro che credevano stavano insieme ed avevano ogni cosa in comune. E vendevano i poderi e i beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E perseveravano con una sola mente tutti i giorni nel tempio e rompendo il pane di casa in casa, prendevano il cibo insieme con gioia e semplicitÓ di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. ╗
(Atti degli Apostoli, 2,44-47) 

 

Per consuetudine moderna Ŕ chiamato comunismo la pi¨ nota sfera d’influenza marxista, il movimento politico riferito prevalentemente a Karl Marx e Friedrich Engels, e anche a precedenti utopisti o rivoluzionari come ╔tienne Cabet, Franšois-NoŰl Babeuf, Henri de Saint-Simon, Charles Fourier, Auguste Blanqui.
Anche il movimento anarchico ha avuto ed ha come fine una societÓ dai caratteri comunisti, ed il comunismo libertario mette l’accento su tale componente.
A cavallo tra comunismo anarchico e comunismo primitivo del primo cristianesimo, si situano le forme collettiviste che prendono spunto dagli scritti di Lev Tolstoj, come il Tolstoismo.
Nel comunismo primitivo, in alcune tradizioni di comunitÓ, ad esempio ebraiche, nella prospettiva escatologica, si puntava ad una giustizia sociale in questo mondo.
Nel primo cristianesimo, un comunismo di amore venne in una certa misura praticato. Tali premesse vennero riportate in auge da diverse interpretazioni nella dottrina sociale della chiesa, ed in molti movimenti, tra cui la contemporanea teologia della liberazione.

 


Tra le pieghe dell’Illuminismo francese si erano avuti dei veri esempi di proto-comunismo inteso in senso marxista, ad esempio in Jean Meslier e in Morelly, nei quali si teorizzava l’abolizione della proprietÓ privata, il controllo dello stato sui mezzi di produzione dei beni di consumo, distribuiti al bisogno dallo stato stesso.
Nel Socialismo utopico i tentativi di fornire l’uguaglianza sociale, non solo politica e giuridico di tutte le persone per quanto concerne la proprietÓ, tradizionalmente considerati dal marxismo irrealizzabili senza l’apporto del Socialismo scientifico.
Nell’Euro-comunismo e nel comunismo riformista, dove i partiti politici europei del secondo novecento hanno interrotto la leadership sovietica, aprendo un percorso indipendente parlamentare al comunismo e forme economiche miste tra privati e proprietÓ statale dei mezzi di produzione.
Per estensione, Ŕ quindi chiamato comunismo il movimento, marxista, o al marxismo dichiaratamente ispirantesi, dai molteplici aspetti che ha difeso o, secondo alcuni, travisato, le sue premesse storiche. Le correnti di tale movimento hanno quasi sempre preso il nome da capi politici che si sono distinti nelle varie rivoluzioni moderne: in primis marxismo, poi leninismo, stalinismo, trotskismo, maoismo, ecc.

 


Per Marx ed Engels il comunismo non era un principio filosofico, una dottrina politica e tanto meno una utopia, ma un divenire della realtÓ nell’epoca del capitalismo sviluppato:
ź Il comunismo non Ŕ una dottrina ma un movimento; non muove da princýpi ma da fatti. I comunisti non hanno come presupposto questa o quella filosofia, ma tutta la Storia finora trascorsa e specialmente i suoi attuali risultati reali nei paesi civili. ╗
(Friedrich Engels, Deutsche- Brusseler- Zeitung n. 80 del 7 ottobre 1847)
ź Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. ╗
(Karl Marx e Friedrich Engels. L’Ideologia tedesca, 1846)
Dopo Marx ed Engels – e almeno fino ai primi tre congressi dell’Internazionale Comunista (1919, 1920, 1921) – le questioni riguardanti il divenire della societÓ comunista furono affrontate dal movimento socialista e comunista secondo criteri definiti scientifici (Karl Popper, in seguito criticherÓ sulla base della non falsificabilitÓ la scientificitÓ delle teorie marxiste); tali criteri furono descritti ad esempio da Engels in Il socialismo dall’utopia alla scienza, un capitolo del suo AntidŘhring elaborato per la pubblicazione in opuscolo. Da quegli anni in poi, le giÓ gravi divergenze all’interno del movimento si approfondirono e non sarÓ pi¨ possibile parlarne in modo unitario.
L’aspirazione a una societÓ egualitaria ha origini assai lontane e ha dato vita nel corso dei secoli a teorie che nel tempo hanno assunto connotazioni e realizzazioni differenti suscitando consensi e critiche di ogni genere.

 

 

Molti idealisti del XIX secolo, colpiti dalla miseria materiale e morale della rivoluzione industriale, fondano con poca fortuna comunitÓ utopistiche, soprattutto nel Nuovo Mondo. Il filosofo francese ╔tienne Cabet, nel suo libro Viaggi ed avventure di Lord William Carisdall in Icaria descrive una societÓ ideale in cui un governo eletto democraticamente controlla tutte le attivitÓ economiche e supervisiona le attivitÓ sociali, lasciando solo la famiglia come unica altra unitÓ sociale indipendente. Nel 1848 cerca senza successo di organizzare comunitÓ icariane negli Stati Uniti d’America, anche se alcune piccole comunitÓ icariane sopravvivono fino al 1898. 

Le condizioni di estremo sfruttamento degli operai nel corso della prima fase della rivoluzione industriale, sollecitano la nascita tra di essi di una nuova coscienza politica, che a volte sfocia nell’elaborazione di tesi comuniste. Il pi¨ importante filosofo a credere nel comunismo Ŕ Karl Marx che usa il termine tra l’altro nel Manifesto del Partito Comunista scritto con Friedrich Engels.
Con Marx ed Engels il comunismo diventa un movimento rivoluzionario. In contrasto con le idee utopistiche di Owen e Saint-Simon, Fourier, Marx ed Engels affermano che il comunismo non poteva emergere da piccole comunitÓ isolate ma solo globalmente, dal corpo dell’intera societÓ. Il Manifesto propone una lettura della storia sotto la lente del concetto di lotta di classe: il motore della storia Ŕ nel contrasto tra una piccola Úlite (la classe borghese), che possiede o controlla i mezzi di produzione e la grande maggioranza di persone, che non possiede nulla, oltre la propria forza lavoro.


Bakunin

 

Nella fase storica descritta dal Manifesto (cosý come in tutte le opere di Marx e Engels), il capitalismo Ŕ qualitativamente connotato, come in (quasi) tutti i modi di produzione precedenti dalla dominanza di una classe sociale su un’altra (almeno). Nello specifico, la borghesia (i capitalisti), ossia la classe che detiene i mezzi di produzione e cioŔ le condizioni oggettive della produzione, estrinseca la propria dominanza sulla classe subordinata, il proletariato, ossia coloro che devono vendere la propria abilitÓ al lavoro in cambio della sussistenza (salario), attraverso lo sfruttamento di questi ultimi che si concreta nel pagamento di una parte della giornata lavorativa, mentre la restante parte – il pluslavoro, poi plusvalore – Ŕ la radice sociale del profitto. Nell’opera Das Kapital (Il Capitale), Karl Marx analizza come i capitalisti comprassero forza lavoro dai lavoratori ottenendo il diritto di rivendere il risultato dell’attivitÓ produttiva ottenendo cosý un profitto (vedi teoria del valore e teoria marxiana del valore per i dettagli). Per Marx se le classi lavoratrici di tutti i paesi prendessero coscienza dei loro comuni obiettivi, si unirebbero per rovesciare il sistema capitalista. Lo considerava, se lo svolgimento della storia avesse seguito la logica di una razionalitÓ hegeliana, un risultato inevitabile di un processo storico in atto; potendosi comunque verificare, qualora il socialismo non fosse riuscito ad imporsi, l’imbarbarimento della societÓ attraverso la rovina di ambedue le classi in lotta e di tutte le classi.
Dalle rovine del capitalismo sarebbe sorta una societÓ in cui, dopo un periodo di transizione (dittatura del proletariato) in cui lo Stato avrebbe controllato i mezzi di produzione, la loro proprietÓ sarebbe passata alla societÓ stessa nel suo complesso (lo Stato era destinato a dissolversi).



La dittatura del proletariato, come fase transitoria, veniva cosý a contrapporsi alla dittatura della borghesia, come imposizione alla minoranza dei capitalisti della volontÓ della stragrande maggioranza della popolazione (il proletariato). La proprietÓ privata sarebbe stata limitata agli effetti personali (proprietÓ individuale). La conseguenza della proprietÓ collettiva dei mezzi di produzione sarebbe stata, nell’ottica di Marx, la fine della divisione della societÓ in classi sociali e, di conseguenza, la fine dello sfruttamento e la piena realizzazione dell’individuo[3]. Una tale societÓ sarebbe stata costruita attorno all’economia del dono “da ciascuno secondo le sue capacitÓ, a ciascuno secondo le sue necessitÓ.”
Le idee di Marx sono state sviluppate in molte direzioni diverse: alcuni pensatori prendono da Marx solo il metodo di analisi della societÓ, mentre il nascente movimento socialista ne abbraccia con entusiasmo la parte rivoluzionaria, mettendo in secondo piano il pensiero dei socialisti non marxisti (Pierre-Joseph Proudhon, l’anarchico Bakunin, i giÓ citati utopisti e molti altri). Fu nel segno di Marx che fu creata la Seconda Internazionale Socialista. Nel periodo successivo alla morte di Marx al termine comunismo venne di solito preferito quello, allora equivalente, di socialismo. La grande divisione tra i seguaci delle idee di trasformazione sociale di Marx passava tra i cosiddetti socialisti riformisti o gradualisti come Eduard Bernstein (e per certi versi anche il suo oppositore Karl Kautsky) in Germania, Filippo Turati in Italia o i marxisti austriaci e, sul versante opposto, i socialisti rivoluzionari come Rosa Luxemburg in Germania o Giacinto Menotti Serrati in Italia. Entrambi i gruppi pensavano che il comunismo fosse la naturale evoluzione della societÓ occidentale, che come era evoluta dal feudalesimo al capitalismo borghese per la crisi del feudalesimo stesso, sarebbe dovuta evolvere naturalmente da capitalista in comunista per via delle contraddizioni interne del capitalismo. La differenza stava nel metodo che ritenevano necessario per questa transizione: mentre i socialisti riformisti ritenevano che il passaggio si sarebbe verificato gradualmente, attraverso una serie di riforme sociali, i socialisti rivoluzionari pensavano, in accordo con Marx, che invece questo cambiamento non sarebbe mai avvenuto spontaneamente ma avrebbe richiesto una rivoluzione.
Karl Marx e Friedrich Engels studiano anche altre forme di comunismo. Partendo dalle ricerche di Lewis Morgan e di altri antropologi loro contemporanei, affermano che i primi ominidi vivevano in una sorta di societÓ comunista, chiamata comunismo primitivo: il poco che possedevano veniva condiviso fra tutti, come anche i prodotti dell’attivitÓ dei singoli (in massima parte cibo). Alcuni gruppi isolati di persone vivevano fino a pochi anni fa in questo modo. In tutte le societÓ moderne tuttavia la proprietÓ privata gioca un ruolo fondamentale, facendo sorgere il concetto di societÓ classista.



Questa tesi venne criticata da alcuni indiani americani, come Russell Means, che vedevano il concetto di comunismo primitivo come una distorsione della realtÓ dovuta all’imposizione di uno schema teorico occidentale precostituito su una situazione che invece non coincideva affatto con questa visione semplicistica delle cose; peggio ancora, Means e gli altri denunciavano come questa distorsione fosse strumentale, dovuta al desiderio di ricavarne prove da portare a sostegno nel dibattito ideologico in Europa. In particolare, l’antropologia del XIX secolo, i cui risultati Marx e gli altri citavano come prova a favore delle loro tesi, era basata su ricerche pesantemente influenzate da pregiudizi razziali, prive di una vera comprensione delle culture in esame e di loro osservazioni dirette.

(da Wikipedia)



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Inno dell'Unione Sovietica 



composto da:
Sergei Vladimirovich Mikhalkov and Garold Gabrielevich El-Reghistan

 



Gimn Sovetskogo Soyuza


 
 

 


in russo

Soyuz nyerushimiy ryespublik svobodnykh
Splotila navyeki vyelikaya Rus';
Da zdravstvuyet sozdannyy voley narodov
Yediniy, moguchiy Sovyetskiy Soyuz!
Chorus:
Slav'sya, otyechyestvo
Nashye svobodnoye,
Druzhby narodov nadyozhnyy oplot!
Znamya sovyetskoye,
Znamya narodnoye,
Pust' ot pobyedy k pobyedye vyedyot!
In 1977 the last three lines of the chorus were slightly changed:
Chorus:
Slav'sya, otyechyestvo
Nashye svobodnoye,
Druzhby narodov nadyozhnyy oplot!
Partia Lenina,
Sila narodnyaya,
Nas k torzhestvu Kommunizma vidyot!
Skvoz' grozi siyalo nam solntse svobodi,
I Lenin veliki nam put' ozaril:
Na pravoye delo on podnyal narodi,
Na trud i na podvigi nas vdokhnovil!
Chorus:
V pobyedye bessmyer tnykh idey Kommunizma
Mi vidim gryadushchie nashey strani,
I krasnomu znamyeni slavnoi Otchizni
Mi budyem vsegda bezzavyetno verni!
Chorus:


On vabade riikide murdmatu Liidu
Loond rahvaste tahtel suur Venemaa h§im.
NŘŘd jńńdavalt §itsegu v§idule viidud
N§ukogude Liit, tema Řhtsus ja v§im!
Au Sulle, Isamaa, vaba ja v§itmatu,
Rahvaste vennalik s§prus seob meid!
Meid kommunismi viib rahvaj§ud m§§tmatu
Lenini rajatud v§imas partei!
Meil tormidest helendas vabaduspńike,
Suur Lenin me rahvale valgustas teed.
Ta §iglasse v§itlusse tiivustas k§iki,
T÷÷ks, kangelastegudeks Řhendas meid.
Au Sulle, Isamaa, . . . .
Me kodumaa tulevik kuulutab v§itu,
Mis ootamas ees kommunismi ideid.
Me jńńgitust truudusest kantud ja hoitud
NŘŘd Isamaa punane lipp kutsub meid!
Au Sulle, Isamaa, .

 

in inglese 

 

Chorus
Translation by Herbert Marshall and Sophie V. Satin
Unbreakable Union of free-born Republics
Great Russia has welded for ever to stand,
Thy might was created by will of our peoples,
Now flourish in unity, great Soviet Land!
Chorus:
Sing to our Motherland, home of the free,
Bulwark of peoples in brotherhood strong!
The Party of Lenin, the strength of our peoples,
To Communism's triumph lead us on!
Through tempests the sunrays of freedom have cheered us
Along the new path where great Lenin did lead.
To a righteous cause he raised up the peoples,
Inspired them to labor and heroic deeds.
Chorus:
In the victory of Communism's deathless ideals
We see the future of our dear Land,
And to her fluttering scarlet banner
Selflessly true we always shall stand!

 

in italiano

Indistruttibile Unione di Repubbliche nate libere,
La Grande Russia fu saldata per rimanere in piedi per sempre.
Creata nella fatica per volontÓ del popolo,
Unita e forte,la nostra terra Sovietica! 

Canta per la Madrepatria, casa dell'uomo libero,
Baluardo delle genti forti nella fratellanza.
O Partito di Lenin, forza delle genti,
Conducici al trionfo del Comunismo! 

Attraverso le tempeste i raggi della libertÓ ci hanno
confortato,
Lungo il nuovo sentiero dove il grande Lenin ci ha condotto.
Per una giusta causa egli fece sollevare le genti,
Guidandole verso il lavoro e le gesta coraggiose.

(testo periodo staliniano)
    
Sii leale verso il popolo,cosý Stalin ci ha educato,
Guidandoci verso il lavoro e le gesta coraggiose).

Canta per la Madrepatria, casa dell'uomo libero,
Baluardo delle genti forti nella fratellanza.
O Partito di Lenin, forza delle genti,
Conducici al trionfo del Comunismo!

Nella vittoria dell'immortale ideale del comunismo,
Vediamo il futuro della nostra cara patria.
Ed alla sua sventolante rossa bandiera,
Altruisticamente leali noi sempre ci alzeremo in piedi!

 

 

                    

 

 

 

 

 

 

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Update 08-06-16

 

 


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