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La Seduzione del Bene


Carlo Borromeo
I Dieci Comandamenti

Chiamami ancora Amore (Roberto Vecchioni 2011)

Dio e Berlusconi (Roberto Benigni 8/11/2010)

Himne a la Libertè
La Libertà (Giorgio Gaber 1973)
"Le ça ira"
La Marseillaise

Tandem Bona Causa Triumphat ~ La Giusta Causa alla Fine Trionfa

 

 

 

Carlo Borromeo

lo stemma di San Carlo Borromeo


da I Ricordi, 20/12/1577
Carlo Borromeo rammenta ai milanesi che Dio è Dio della Vita e cerca solo
"la conversione et la vita, non la nostra morte".

- Sii sempre Ottimista
- Non essere Presuntuoso

- Sii Paziente e Tollerante

- Nelle difficoltà mettiti nelle mani di Dio

- Non attaccarti alle tue proprietà

- Non giudicare il prossimo, ma te stesso

- Rifuggi sempre dall'Ozio

- Ricordati sempre di chi sta peggio di te

- Limitati in ogni cosa

 

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Tandem Bona Causa Triumphat ~ latino

The Good Cause Triumphs in the End ~ inglese 

La Giusta Causa alla Fine Trionfa ~ italiano
ينتصر السبب على النهاية الصحيح. ~ arabo

正确的原因最后胜利 ~ cinese

הסיבה הנכונה בניצחונות הסוף ~ ebraico

La Juste Cause à la Fin Triomphe ~ francese
Правильная Причина в Конце Ликует ~ russo

Die Richtige Ursache zum Ende triumphiert ~ tedesco

A Causa Correta aos Triunfos de Fim ~ portoghese

Doğru sondaki neden kazanar ~ turco

정확한 원인은 마지막에는 성공한다 ~ coreano

終わりにおける正しい原因は打ち勝ちます ~ giapponese

De Correct Cause tegen het Eind Zegepraalt ~ olandese

سبب در سرانجام درست پيروز مىشود. ~ persiano

Poprawny Powód na Końcu Triumfuje ~ polacco

Правильна Причина наприкінці Торжества ~ ucraino

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I Dieci Comandamenti

secondo la chiesa cattolica:
(dal Catechismo di S. Pio X, per la preparazione ai sacramenti)


Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.

 

Poche persone sanno che sebbene i comandamenti insegnati nella Sacra Bibbia sono dieci, quelli insegnati nel Catechismo della Chiesa Cattolica sono in realtà soltanto nove. Il secondo, infatti, è stato letteralmente cancellato, e dal decimo ne hanno ricavato due "pezzi", per coprire il vuoto del secondo. Così, ora il secondo è in realtà il terzo, il terzo è il quarto, e così via. Alcuni sacerdoti cattolici si giustificano dicendo che il secondo comandamento era solo per gli Ebrei (il che non è vero, poiché insieme agli altri nove comandamenti, dati anch'essi agli Ebrei, esso è Parola di Dio ed è un comando rivolto a tutti gli uomini senza distinzioni, e inoltre Dio condanna severamente qualunque aggiunta o cancellazione alla Sua Parola). In Deuteronomio 4:2, Dio avverte: "Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore Dio vostro che io vi prescrivo". Se non avesse tolto il secondo comandamento, la Chiesa Cattolica non avrebbe potuto più riempire le chiese e i santuari di statue ed immagini della "madonna" e dei cosiddetti santi, insegnando i fedeli a venerarle, il che è idolatria (Dio condanna sia l'adorazione - "non li servire" - che la venerazione - "non ti prostrerai davanti a loro" - di vivi, morti, oggetti e immagini. La Scrittura dice: "A Lui solo rendi il tuo culto").

 

secondo la Sacra Bibbia:

 

Esodo 20:2-17:

1) "Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.
2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
3) Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
4) Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa' tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo.
5) Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.
6) Non uccidere.
7) Non commettere adulterio.
8) Non rubare.
9) Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
10) Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo"


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Chiamami Ancora Amore (Roberto Vecchioni ~ 2011)

 

 

E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che non ha più il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendo il pensiero

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e di parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Perché le idee sono come farfalle
che non puoi togliergli le ali
perché le idee sono come le stelle
che non le spengono i temporali
perché le idee sono voci di madre
che credevano di avere perso
e sono come il sorriso di Dio
in questo sputo di universo

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Continua a scrivere la vita
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
che è così vera in ogni uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore

Che questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole

Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
In questo disperato sogno
tra il silenzio e il tuono
difendi questa umanità
anche restasse un solo uomo

Chiamami ancora amore
Chiamami ancora amore
Chiamami sempre amore
Perché noi siamo amore

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La Libertà
(testo di Giorgio Gaber, Far finta di essere sani -1973)

 

 

 

 


Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

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Roberto Benigni 8/11/2010 canta "Dio e Berlusconi" (2010)

 

 

Roberto Benigni 8/11/2010 canta "Dio e Berlusconi" (2010)


Io sono il boss, l'imprenditore,
il proprietario del partito dell'amore.
Io sono il Cesare, leader mondiale,
io sono il papi, l'utilizzator finale.

La Camera è mia, è mio il Senato;
sono io il padrone di Ibrahimovic e Pato.
Ci ho banche e banchieri, ci ho case editrici,
ci ho Confalonieri, la Rai, Mediaset, gli attori e le attrici.
E' mio Il Giornale e il Viminale
ed è naturale, fra tre anni, il Quirinale.
Finalmente saran mie, come fatto personale,
magistratura e Corte costituzionale.

E' tutto mio, faccio sul serio,
Palazzo Chigi, palazzo Grazioli,
palazzo Macherio, Palazzo Madama.
Ci ho Villa Certosa che ci ha mille stanze,
castelli, Antigua con tremila dependances.

E' tutto mio, cari italiani,
anche la casa a Montecarlo di Tulliani
è mia. Ci ho Denis Verdini, Maria Stella Gelmini,
Frattini, Ghedini e Roberto Formighini.

Augusto Minzolini, il Tg Un,
è mio, è mio il Tg Cinque di Mimun.
Le donne son mie; son potente e quindi
le voglie tutte, soprattutto Rosy Bindi.

La Lega è già mia, Maroni, Bossi e Cota:
ho comprato tutti e m'hanno regalato il Trota...
e la destra di Storace e la Dc di Rotondi.
E sono mie le poesie di Sandro Bondi!

Ah, Cicchitto, Dell'Utri, non so più chi c'è...
eh Scajola e la finissima Santanchè, oh yes!
Il partito si ingrossa, ormai c'è la ressa,
Brambilla la rossa, Ignazio La Russa...
Passare alla cassa.

Le barzellette che racconto io
le scrivo io e fanno ridere a tuo zio.
Di aziende e banche ho fatto il pieno;
basta così, domani compro il mar Tirreno.
Ma io compro tutto, dall'a alla zeta,
ma quanto costa questo cazzo di pianeta?!
Lo voglio io, lo compro adesso,
poi compro Dio: sarebbe a dir, compro me stesso.


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Questo il testo originale di 18 anni fa.

"Dio e Berlusconi" di Roberto Benigni (1998)

Io sono il boss della coalizione:
Casini, Fini e ultimamente Buttiglione.
Io sono il Leader, il Salvatore,
la Provvidenza, sono l'Unto dal Signore.

La Standa è mia, il Milan è mio
e la Marini, la Cuccarini le cucco io;
Mentana, Fede, Paolo Liguori,
la Fininvest, Publitalia, Mondadori,
Vittorio Feltri, i due Vianelli
e - se obbediva - forse Indro Montanelli.

Ci ho Panorama, Assicurazioni,
Milano Due, Milano Tre, Sorrisi e Canzoni,
ville in Sardegna, palazzi a Milano,
un conto a Hong Kong, due a Singapore e tre a Lugano,
aerei, navi, banche, libretti,
sei elicotteri, duecento doppiopetti.

Ci ho Tatarella e Fisichella,
Marco Pannella e Franco Zeffirella,
Clemente Mastellla, la su' sorella,
Gianfranco Funari e la su' mortadella.

Carlo Rossella del Tiggì Un
è mio, è mio il tigi due di Mimun.
Gianfranco Fini, oh yes, Paolo Maldini
Letta, Lentini, Alessandra Mussolini,
Pierferdinando Casini, Fiorello e fiorellini,
la Mondaini e Roberto Formighini.

Ci ho Via dell'Umiltà, c'ho la Segreteria
a via Dell'Anima de li mortacci mia.
Mi manca la Fiat, ma me la piglio,
come ho già preso a Miglio e Scognamiglio;
sarà ancora mia la Presidenza del Consiglio.

Checché si dica, è mio anche mio figlio
il Padre Nostro... è solo mio
e cosa nostra non è vostra, è cosa mia.
Di aziende e banche ho fatto il pieno
basta così, domani compro il mar Tirreno.
Ma io compro tutto, dall'a alla zeta...
ma quanto costa questo cazzo di pianeta?!
Lo compro io, lo voglio adesso
poi compro Dio: sarebbe a dire compro me stesso.


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"Le ça ira"

Il brano risale al 1790 e viene ufficialmente catalogata d'autore anonimo
anche se le cronache dell'epoca narrano fosse stato composto da tale
non meglio precisato Ladré sull'aria del "Carillon National de Bécourt"
Dopo la Marsigliese la più celebre canzone della Rivoluzione Francese
soggetta ad un'infinità di varianti e, nonostante il fiero cipiglio bellicoso,
la prediletta dalle donne parigine che solevano intonarla in coro
nelle piazze della rivolta.


Versione della Fête de la Fédération (14 luglio 1790) - Edith Piaf

" Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus,
On leur fichera la pelle au cul!

V'la trois cents ans qu'ils nous promettent
Qu'on va nous accorder du pain
V'la trois cents ans qu'ils donnent des fêtes
Et qu'ils entretiennent des catins
V'la trois cents ans qu'on nous écrase
Assez de mensonges et de phrases
On ne veut plus mourir de faim

Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus,
On leur fichera la pelle au cul

V'la trois cents ans qu'ils font la guerre
Au son des fifres et des tambours
En nous laissant crever d'misère
Ça n'pouvait pas durer toujours
V'la trois cents ans qu'ils prennent nos hommes
Qu'ils nous traitent comme des bêtes de somme
Ça n'pouvait pas durer toujours

Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus
On leur fichera la pelle au cul

Le châtiment pour vous s'apprête
Car le peuple reprend ses droits
Vous vous êtes bien payé nos têtes
C'en est fini Messieurs les rois
Il n' faut plus compter sur les nôtres
On va s'offrir maint'nant les vôtres
Car c'est nous qui faisons la loi

Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah ça ira ça ira ça ira
Les aristocrates on les pendra
Et quand on les aura tous pendus
On leur fichera la pelle au cul "

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La Marseillaise



Allons enfants de la Patrie

Avanti, figli della Patria

Le jour de gloire est arrivé!

Il giorno della gloria è arrivato!

Contre nous de la tyrannie,

Contro di noi della tirannia

L'étendard sanglant est levé (bis)

La bandiera insanguinata si è innalzata (bis)

Entendez-vous dans les campagnes

Sentite nelle campagne

Mugir ces feroces soldats?

Muggire questi feroci soldati?

Ils viennent jusque dans vos bras

Essi arrivano fino alle vostre braccia

Égorger nos fils, nos compagnes!

Per sgozzare i nostri figli, le nostre compagne!

.

.

.

.

Aux armes, citoyens,

Alle armi, cittadini

Formez vos bataillons,

Formate i vostri battaglioni

Marchons, marchons! (Marchez, marchez !)

Marciamo, marciamo! (Marciate, marciate!)

Qu'un sang impur

Che un sangue impuro

Abreuve nos silons!

Bagni i nostri solchi!

Que veut cette horde d'esclaves,

Che vuole quest'orda di schiavi,

De traîtres, de rois conjurés?

Di traditori, di re congiurati?

Pour qui ces ignobles entraves,

Per chi questi ignobili ostacoli,

Ces fers dès longtemps préparés? (bis)

Questi ferri da tanto tempo preparati? (bis)

Français, pour nous, ah! Quel outrage

francesi, per noi, ah! Che oltraggio

Quels transports il doit exciter!

Che fervori deve suscitare!

C'est nous qu'on ose méditer

È noi che si osa pensare

De rendre à l'antique esclavage!

Di restituire all'antica schiavitù!

.

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.

Aux armes, citoyens,...

Alle armi, cittadini,...

.

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.

Quoi! Des cohortes étrangères

Cosa! Delle coorti straniere

Feraient la loi dans nos foyers!

Porterebbero la legge nei nostri focolari!

Quoi! Ces phalanges mercenaires

Cosa! Queste falangi mercenarie

Terrasseraient nos fiers guerriers! (bis)

Atterrirebbero i nostri fieri guerrieri! (bis)

Grand Dieu! Par des mains enchaînées

Gran Dio! Con le mani incatenate

Nos fronts sous le joug se ploieraient

Le nostre fronti sotto il giogo si piegherebbero

De vils despotes deviendraient

Dei vili despoti diventerebbero

Les maîtres de nos destinées!

I padroni dei nostri destini!

.

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.

.

Aux armes, citoyens...

Alle armi, cittadini...

.

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Tremblez, tyrans et vous perfides

Tremate, tiranni e voi perfidi

L'opprobre de tous les partis,

L'obrobrio di tutti,

Tremblez! Vos projets parricides

Tremate! I vostri progetti parricidi

Vont enfin recevoir leurs prix! (bis)

Stanno andando a ricevere i loro premi! (bis)

Tout est soldat pour vous combattre,

Ognuno è soldato per combattervi,

S'ils tombent, nos jeunes héros,

Se muoiono, i nostri giovani eroi,

La terre en produit de nouveaux,

La terra ne produrrà dei nuovi,

Contre vous tout prêts à se battre!

Contro di voi tutti pronti a battersi!

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.

Aux armes, citoyens...,

Alle armi, cittadini...,

.

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Français, en guerriers magnanimes,

francesi, da guerrieri magnanimi,

Portez ou retenez vos coups!

Vibrate o trattenete i vostri colpi!

Épargnez ces tristes victimes,

Risparmiate quelle tristi vittime,

À regret s'armant contre nous. (bis)

Che controvoglia si armano contro di noi (bis)

Mais ces despotes sanguinaires,

Ma quei despoti sanguinari,

Mais ces complices de Bouillé,

Ma quei complici di Bouillé

Tous ces tigres qui, sans pitié,

Tutte quelle tigri che, senza pietà,

Déchirent le sein de leur mère!

Lacerano il seno della loro madre!

.

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.

Aux armes, citoyens,...

Alle armi, cittadini,...

.

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Amour sacré de la Patrie,

Amore sacro della Patria,

Conduis, soutiens nos bras vengeurs

Conduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici

Liberté, Liberté chérie,

Libertà, Libertà cara,

Combats avec tes défenseurs! (bis)

Combatti con i tuoi difensori! (bis)

Sous nos drapeaux que la victoire

Sotto le nostre bandiere che la vittoria

Accoure à tes mâles accents,

Accorra ai tuoi maschili richiami,

Que tes ennemis expirants

Che i tuoi nemici spiranti

Voient ton triomphe et notre gloire!

Vedano il tuo trionfo e la nostra gloria!

.

.

.

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Aux armes, citoyens,...

Alle armi, cittadini,...

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(Couplet des enfants)

(Versi dei bambini)

Nous entrerons dans la carrière

Noi entreremo nella carriera

Quand nos aînés n'y seront plus,

Quando i nostri antenati non ci saranno più,

Nous y trouverons leur poussière

Noi ritroveremo le loro ceneri

Et la trace de leurs vertus (bis)

E la traccia delle loro virtù (bis)

Bien moins jaloux de leur survivre

Molto meno gelosi di loro sopravvivere

Que de partager leur cercueil,

Che di dividere la loro bara,

Nous aurons le sublime orgueil

Noi avremo il sublime orgoglio

De les venger ou de les suivre.

Di vendicarli o di seguirli.

.

.

.

.

Aux armes, citoyens...

Alle armi, cittadini...



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Hymne à la liberté



Extrait de la bande originale “LA REVOLUTION FRANCAISE les années lumières” 1989

Composé par Georges Delerue et interprété par Jessye Norman


Toi liberté, liberté que nous aimons

Toi liberté, liberté que nous voulons

Sois notre espoir et notre force

Sois notre joie, notre bonheur

Nous pourrons

Chanter chaque jour plus haut

Chanter chaque jour plus loin

Chanter joyeusement cet hymne de foi

Liberté, Liberté, je crois en Toi

Liberté, Liberté, sois notre loi

Ô Toi qui peux donner l’espoir

Ô Toi qui peux sonner la joie

Ô Liberté, Liberté que nous aimons

Sois toujours plus près de nous

Sois toujours plus près de nos cœur

Loin de nous l’esclavage

Loin de nous les prisons

Plus jamais de privilèges

Loin de nous famines et massacres

Loin de nous le temps des tyrannies

Nous chanterons toujours ton nom, “Liberté”

Nous croyons en Toi.
 

 

 

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Update 20-11-16

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