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Napoleonic Wars

 

 

Le Coalizioni contro Napoleone:
Prima
Seconda
Terza
Quarta
Quinta
Sesta
Settima

 
I Marescialli di Napoleone

 

 

 

 

 

I Marescialli di Napoleone

Victor

Augereau

Bernadotte


Berthier

Bessieres

Brune

Davout

De Gouvion Saint Cyr

Grouchy

Jourdan

Kellerman


Lannes

Lefebvre

Macdonald

Marmont

Massena

Moncey

Mortier

Murat

Ney

Oudinot

Perigno

Poniatowsky

Serurier

Soult

Suchet


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Prima Coalizione

VALMY 20 IX 1792 Francesi Prussiani

Il generale Charles François Dumouriez e François Christophe Kellerman dispongono di 36.000 uomini, schierati sulle alture presso il villaggio di Valmy.
All’ala destra, sullo sperone roccioso del monte Yvron (nord), è schierata l’avanguardia di Dumouriez guidata da Stengel.
Al centro, sopra e dietro l’altura del mulino di Valmy, è schierato il grosso di Kellerman.
All’ala sinistra, sull’altura dell’albergo de "La Lune" (sud), alla biforcazione delle strade per Châlon e Suippes, è schierata l’avanguardia di Kellerman guidata da Valence.
Di riserva, su un’altura centrale davanti Sainte Menehould, è schierato il grosso di Dumouriez.
Doumouriez (è già La fayette nel 1791) usa disporre due battaglioni di volontari o di guardia nazionale a fianco di ogni battaglione mobilitato.
Alla falsa notizia di una ritirata francese, Federico Gugliemo re di Prussia ordina l’attacco delle posizioni avversarie a Carlo Guglielmo duca di Brunswick, che dispone di 34.000 prussiani ed austriaci.
L’avanguardia prussiana, guidata da Hohenholhe-Ingelfingen, sfila da nord a sud davanti le posizioni francesi, colpita dall’artiglieria francese dell’Yvron che lo costringe ad allontanarsi e mette in fuga alcuni squadroni. Hohenholhe-Ingelfingen risponde piazzando 6 batterie e sloggia i francesi dall’Yvron, costringendo anche Kellerman ad assumere uno schieramento più arretrato tra il mulino di Valmy (sinistra) ed Orbeval (destra).
Dumouriez rinforza lo schieramento con 7.000 uomini guidati dal generale Duval a Les Islettes e 12 battaglioni guidati da Veneur a la Chalade ed a Vienne-le Chateau.
8:30 - I prussiani attaccano l’albergo de "La Lune" che resiste. Frattanto l’altra ala francese è rinforzata con 16 battaglioni guidati da Beurnoville. Solo 12 battaglioni sono rimasti di riserva dietro Kellerman.
11:00 - Kellerman fallisce un contrattacco, portato con forze insufficienti.
12:00 - L’armata austro-prussiana si schiera nella pianura.
13:00 - Le fanterie prussiane muovono all’attacco in perfetta formazione, appoggiati sulla sinistra da una batteria di 54 pezzi. I francesi rispondono al fuoco con l’artiglieria.
Tre colonne d’attacco prussiane muovono tra Valmy e Orbeval. I francesi cessano il fuoco di contro-batteria e concentrano il tiro sulle colonne, formano a loro volta tre colonne preparandosi al contrattacco al grido “Vive la Nation” ed intonando il “Ça Ira”.
Quando i prussiani sono a 600 metri dalle posizioni francesi il re di Prussia autorizza Brunswick ad interrompere l’attacco, decisione dovuta alle malattie che hanno colpito l’esercito ed alla determinazione dimostrata dai francesi nell’accettare pericolosamente battaglia a fronte invertito. Anche i francesi rinunciano all’attacco.
Lo scontro prosegue con lo scambio di cannonate.
16:00 - Brunswick ordina di rompere il contatto.
18:00 - Cessano le cannonate.
Le perdite ammontano a 2-300 uomini per parte. Nella notte i francesi ripiegano ed il giorno seguente i prussiani occupano il campo di battaglia e si proclamano vincitori.
Brunswick, che dispone di solo 17.000 uomini validi, ottiene un armistizio (22-29 IX) che gli consente di ritirarsi oltre confine nel Palatinato. La vittoria ha un grande effetto morale in Francia.

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JEMAPPES 6 XI 1792 Francesi vs Austriaci

Gli austriaci sono guidati da Francesco conte di Clerfayt (veterano della guerra dei Sette Anni), ammontano a 13.000 uomini con 50 cannoni, schierati in linee sottili su terreno favorevole rafforzato da opere campali.
Dumouriez dispone di 40.000 uomini e 100 cannoni. L’attacco è preceduto da tiragliatori avanzati disposti su linee rade ed è effettuato frontalmente in colonna, che si dimostra superiore alle linee sottili austriaci. Dopo dura lotta i francesi riportano la vittoria ma non inseguono. Nello scontro si distingue il generale Auguste Henry Marie marchese di Dampierre.
Entro la fine dell’anno il Belgio è interamente occupato dai francesi.

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NEERWINDEN 18 III 1793 Austriaci Francesi

WATTIGNIES 15-16 XI 1793 Francesi Austriaci
Jourdan e Carnot e 50.000 uomini da Guise attacca le forte posizioni del corpo di Clerfayt, che copre l’assedio di Mauberge da parte di Coburgo con 80.000 uomini.
I battaglioni francesi sono schierati in dense catene di tiratori seguiti da battaglioni in doppia colonna (le compagnie sono disposte su tre righe e formano due colonne di quattro compagnie, le due colonne sono affiancate in testa da mezza compagnia di granatieri su ogni lato).
Il primo giorno (14 X) l’attacco inizia alle ali e si estende anche al centro ma è respinto. Il giorno seguente (15 X) i francesi ammassano le forze sulla destra e vincono, riuscendo ad entrare a Mauberge liberata (16 X). Nella battaglia si distingue il generale Duquesnoy.
Coburgo raccoglie le proprie forze e rimane sulla difensiva ma poiché il Belgio non è stato liberato il Comitato di Salute Pubblica sostituisce Jourdan.

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TOURCOING 17-18 V 1794 Francesi Anglo-Austriaci

TOURNAI 22 V 1794 Austro-Olandesi Francesi

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FLEURUS 26 VI 1794 Francesi Anglo-Austriaci

Jourdan forza la Sambre (12 VI) ed investe Charleroi assumendo uno schieramento sottile ed uniforme su un arco di 24 chilometri. All’avvicinarsi degli avversari vuole attaccarli (16 VI) ma è prevenuto da Orange e respinto oltre la Sambre e per ripassarla sono necessari sei attacchi (18 VI).
Charleroi è nuovamente bloccata e sono erette fortificazioni campali.
L’ala sinistra è tra la Sambre, monte Charleroi e la chaussèe Charleroi-Bruxelles.
Al centro sono schierate 4 divisioni lungo i 12 chilometri tra la chaussèe e la Sambre a valle di Charleroi, con alle spalle la divisione di cavalleria come riserva.
All’ala destra, dietro il Pièton, sono schierate 2 divisioni ed una brigata tolta alle divisioni che sorvegliano Meuberge.
Di riserva in posizione centrale si trova la divisione Kléber.
La città si arrende (25 VI) ed il giorno seguente Coburgo con 100.000 uomini attacca le posizioni francesi, uniformemente su tutta la linea ed è respinto. I coalizzati sono sorpresi dall’accanita resistenza francese e dalla manovra delle riserve. Le divisioni vittoriose sono inquadrate nella gloriosa “Armata della Sambre e della Mosa”.
Coburgo è costretto effettuare una ritirata generale su Bruxelles e oltre la Mosa.

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MONTENOTTE 12 IV 1796 Francesi (N) Austriaci

Argenteau avanza per Sassello, Giovo, Stella (11 IV) ed è fermato da una brigata provvisoria di Massena (2.000 uomini) mentre invia altre due colonne da Spigno verso Montenotte e per Valla verso Collina del Dego. Per tutta la giornata Rampon con una brigata resiste al monte Negino agli attacchi di 20-22.000 austriaci.
La notte ed il giorno seguente i francesi contrattaccano :
Massena attacca frontalmente da Negino a Montenotte, inviando una colonna avvolgente a sinistra per monte Barbacone, Altare ed a est di Carcare.
La brigata Dommartin da San Giacomo raggiunge la notte Montefreddo ed all’alba si unisce alla colonna di sinistra.
Augererau raggiunge Mallare (ore 23:00) e all’alba muove per Carcare e Cairo (contro gli austriaci sono quindi concentrati 22.000 uomini).
Sérurier da monte Sotta e monte Spinarda per Bardineto ed il Melogno impegna i piemontesi.
La divisione di cavalleria rimane a Savona, tranne alcuni squadroni distaccati con Argerau.
La riserva consiste in due brigate del Massena.
Argenteau nel pomeriggio è duramente battuto e fugge in disordine lungo val d’Erro.

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Millesimo, 13-14 IV 1796

Augereau più la brigata guidata da Barthelemy Joubert (divisione Meynier) e la brigata Menard (divisione Laharpe) marcia all’alba del 13 su Millesimo ma è fermato a ovest di Carcare dal Corpo Ausiliario (Provera) e da qualche reparto piemontese (meno di un migliaio di uomini) appoggiati ai ruderi del castello di Cosseria. Nella difesa si distingue un battaglione di granatieri piemontesi guidato dal marchese del Carretto (celebrati da Carducci nella “Bicocca di San Giacomo”).
Napoleone raggiunge Augereau ed ordina all’artiglieria di battere il castello, intima la resa a Provera e lancia due attacchi (ore 11:00 ed ore 16:00), sanguinosamente respinti (tra i caduti ci sono tre generali).
La brigata Menard effettua un largo giro ed occupa Millesimo mentre verso Roccavignale giungono alcuni battaglioni piemontesi.
Massena con la brigata Cervoni e 2.000 uomini racimolati della divisione Laharpe insegue gli austriaci lungo la Bormida ma trova 4 battaglioni piemontesi (distaccati con Beaulieu ad inizio dell’offensiva) ed i reparti austriaci sfuggiti da Montenotte, è quindi costretto a ripiegare su Cairo.

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DEGO 14 IV 1796 Francesi (N) Austro-Piemontesi

Il presidio di Cosseria è costretto ad arrendersi per mancanza di cartucce, viveri ed acqua (ore 8:00).
Ceva è debolmente impegnato da Augereau, da Sérurier (per Nucetto e Battifollo) e dalla brigata Rusca (dal colle di San Giovanni). Gli austro-sardi sono attaccati da 2 brigate inviate da Augereau per la destra, da Massena frontalmente e dalla divisione Laharpe per la sinistra. Le tre colonne convergono su Dego ed annientano quasi completamente gli avversari, poi a causa della mancanza di viveri da 2 giorni, saccheggiano Dego.
Ignari della sconfitta, 6 battaglioni austriaci giungono a Dego. Beaulieu prima dell’alba del 15 attacca di sorpresa la divisione Messena e la ricaccia su Cairo, dove si trova la divisione Laharpe. Solo nel tardo pomeriggio le due divisioni respingono gli austriaci verso Spigno.
La brigata Rusca avanza su Priero e la divisione Sérurier su Malpotremo, senza incontrare i piemontesi in ritirata.
I dispacci di Napoleone parlano di 2.000-2.500 caduti austriaci, 7-9.000 prigionieri (20-30 ufficiali) e segnalano la bravura di Joubert, Massena, Augereau, Menard, Laharpe e Lannes.

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CEVA 16-17 IV 1796 Francesi Austro-Piemontesi

La divisione Laharpe avanza per Mioglia e Sassello, lasciando una brigata di riserva a Montenotte mentre una brigata torna a Carcare per fronteggiare eventuali offensive di Sebottendorf.
Augereau attacca da oriente il campo trincerato di Ceva, sulla dorsale destra della val Bovina-Pedaggera e riesce ad avanzare sulla sinistra verso Mondoni.
A destra la brigata Joubert attacca Pedaggera ma è attaccata sul fianco da un reggimento piemontese da Mombarcaro ed è messa in rotta, costringendo Augereau a ripiegare.
Beaulieu tuttavia raduna gli austriaci ad Acqui, dove richiama anche Sebotendorf. Anche Ceva viene evacuata ed è occupata dai francesi il giorno seguente (17 IV).

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MONDOVÌ 21 IV 1796 Francesi (N) Austriaci

Dopo una giornata di riposo (18 IV) i francesi riprendono gli attacchi.
Colli con 9.000 uomini ha ripiegato in forte posizione tra i fiumi Tanaro (verso Cherasco) e Corsaglia (da Torre, per Ponte San Michele a Bicocca), ma la zona risulta troppo vasta.
Augereau muove da Castellino a Niella ma trova il Tanaro gonfio e non può varcarlo. Sérurier prende il villaggio ed il ponte di San Michele ma è messo in rotta da un contrattacco piemontese. Nonostante ciò Colli prosegue la ritirata e ripiega oltre l’Ellero.
Augereau effettua alcuni attacchi dimostrativi sul Tanaro mentre Massena e Meynier passano il Corsaglia a Lesegno ed a San Michele. Sérurier lo passa più a monte, a Torre, per avvolgere la destra avversaria.
Le retroguardia austriache sono raggiunte presso Mondovì, sulle alture di Bricchetto ed in disordine sull’Ellero.
Stengel attacca con la cavalleria ma subisce la carica di due squadroni del reggimento Dragoni del Re, sostenuti da due battaglioni di fanteria leggera sul fianco sinistro ed è travolto. Stengel è ferito gravemente e muore pochi giorni dopo.
I francesi si impossessano dei preziosi magazzini di Mondovì, nei giorni successivi inseguono i piemontesi e travolgono gli ultimi tentativi di resistenza.

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LODI 19 V 1796 Francesi (N) Austriaci

Gli austriaci guidati da Beaulieu ripiegano oltre l’Adda.
03:00 - Napoleone guida l’avanguardia francese verso Lodi ricacciando un reparto austriaco da Zorlesco.
11:00 - L’avanguardia francese raggiunge e prende Lodi respingendo dal villaggio qualche centinaio di austriaci.
La cittadina domina la riva sinistra, dove sono schierati 10-12.000 austriaci e napoletani :
3-4 battaglioni si trovano a 100-150 metri dalla riva con una batteria di 14 pezzi che batte il ponte sull’Adda (lungo 200 metri e largo 5).
Numerosa altra fanteria si trova 500 metri indietro, seguita da tre nuclei di cavalleria, compresi 13 squadroni napoletani guidati dal principè di Cutò (2.400 uomini).
Napoleone mette in batteria 30 pezzi ed inizia un duello d’artiglierie. La fanteria austriaca arretra e si appiattisce dietro una leggera ondulazione, lasciano la fanteria leggera sparsa presso i pezzi.
18:00 - Una colonna di 3.000 granatieri in fila per 6 si lancia verso il ponte. Il battaglione di testa, giunto a metà del ponte, salda oltre il parapetto, percorre l’acqua bassa ed il greto giungendo sull’altra riva. Il grosso procede protetto dal fuoco dei primi e cattura le artiglierie austriache.
La prima linea austriaca ripiega rapidamente. Altre fanterie francesi passano il ponte, si schierano e respingono il contrattacco degli austriaci e dei napoletani.
La cavalleria francese, che ha frattanto guadato a nord di Lodi, scende lungo la strada di Spino.
Gli austriaci ripiegano su Crema protetti dalla cavalleria napoletana, poi si ritirano oltre il Mincio lasciano un piccolo presidio nel castello Sforzesco di Milano.
Napoleone entra a Milano (15 V), impone un ingente contributo di guerra e numerose requisizioni (anche di opere d’arte), e procede nell’inseguimento (22 V).

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BORGHETTO 30 V 1796 Francesi Austriaci

LONATO 3 VIII 1796 Francesi Austriaci
Al centro l’avanguardia di Massena entra a Lonato dove viene sorpresa e distrutta dall’avanguardia di Quasdanovic, guidata dal generele Ocksay. Gli austriaci catturano il generale Digeon e 3 pezzi leggeri.
Ocksay si schiera a sud-ovest dell’abitato su una sola linea. Massena lancia le mezze-brigate 18a e 32a (una mezza brigata corrisponde ad un reggimento) in linea di colonna (battaglioni affiancati, con le compagnie in colonna, tutti i tiragliatori in testa ed i granatieri in coda) che sfondano il cento austriaco. La cavalleria francese avvolge gli avversari costretti a ripiegare incalzati verso Salò. Il 15° reggimento dragoni carica gli ulani austriaci e recupera i pezzi. Jounot con la compagnia guide della guardia (ussari e cavalleggeri) avvolge alcuni squadroni del reggimento ulani del colonnello Bender rimasti in retroguardia ma è ferito. Napoleone entra a Lonato con 1.200 uomini.
Frattanto all’ala sinistra Guieu e Despinoy attaccano Quasdanovic a Gavardo ma sono respinti. Guieu viene incalzato fino a Salò ma a sera gli austriaci ripiegano oltre Nozza.
All’ala destra Augereau prende Castiglione e lo difende dagli attacchi delle forze superiori austriache guidate da Liptay che dopo duri combattimenti è costretto a ripiegare.
Gli austriaci, secondo Napoleone, lasciano 2-3.000 tra caduti e feriti, 4.000 prigionieri (3 generali) e 20 cannoni.
La divisione austriaca respinta da Lonato trova in mano francese le vie di ritirata per Salò e per Gavardo, raggiunge ponte San Marco (verso Brescia) ma è costretta ad arrendersi (sono catturati 4.000 fanti, 50 cavalieri e 2 artiglierie).
Napoleone lascia una brigata della divisione Sauret a controllare Quasdanovic (4 VIII) che si ritira per la Val Stabbia verso il Trentino. Il grosso dell'Armata d'Italia, per un totale di 30-34.000 uomini, converge contro Wurmser.

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CASTIGLIONE 5 VIII 1796 Francesi (N) Austriaci

Wurmser ha lasciato forti distaccamenti a Verona, Mantova, presso Pesciera e quindi dispone di 20-24-25.000 uomini.
Avuta notizia delle sconfitta di Quasdanovic, si limita a porsi in difesa a Solferino per permettere a Mantova di ripristinare le difese.
Sérurier muove da Marcaria verso Cavriana e Guidizzolo (a sinistra di Wurmser) e Napoleone con le altre divisioni è tra Lonato e Castiglione.
Gli Austriaci sono schierati fronte a Castiglione, con l’ala destra davanti Solferino e quella sinistra appoggiata al Monte Medolano, dove hanno costruito una ridotta. L’artiglieria è per lo più disposta nella pianura lungo il fronte.
Napoleone, alla sua prima grande battaglia campale, fa eseguire una manovra a tenaglia:
Massena avanza a destra delle strada Castiglione-Solferino, con Augereau alla sua sinistra. Devono impegnare il centro.
Kilmaine (cavalleria) avanza in appoggio a destra di Augereau, in posizione un po’ arretrata.
La divisione Sérurier (guidata dal generale Fiorella) è attesa contro la sinistra e le spalle del Wurmser, su Guidizzolo e Cavriana.
Despinoy è atteso da Brescia contro la destra del Wurmser.
Massena ed Augereau impegnano debolmente gli austriaci che tentano un aggiramento dell’ala sinistra francese, cercando il collegamento con la colonna Quasdanovic (che invece è in piena ritirata).
All’arrivo della divisione Sérurier, gli Austriaci spostano parte della loro secondo linea dell'ala sinistra tra Cassiano e Cavriana per fronteggiare questa nuova minaccia. Napoleone sente il cannone in direzione di Guidizzolo, capisce che è arrivata la divisione Sérurier, ordina il contrattacco frontale, lancia contro una ridotta in pianura il generale Verdière e contro il Medolano 3 battaglioni di granatieri appoggiati da 3 battaglioni di cacciatori a cavallo guidati dal generale Beaumont e da una batteria di 20 pezzi leggeri agli ordini del comandante d’artiglieria Auguste Frédéric Louis de Marmont (poi maresciallo), che colpisce d’infilata gli Austriaci.
Cade la posizione del Monte Medolano, Massena attacca l’ala destra austriaca, Leclerc con la 5a mezza-brigata soccorre la 4a, ed Augereau sfonda il centro austriaco, che si appoggia alla torre di Solferino, guadagnandosi così il titolo di duca di Castiglione.
Wurmser è costretto a ripiegare la sua ala sinistra e contro la destra giunge la divisione Despinoy.
Gli Austriaci ripiegano su Valeggio, Rovebella e Peschiera lasciando 2.000 tra caduti e feriti, un migliaio di prigionieri e 18-20 cannoni. La vittoria è costata a Napoleone poco più di 1.000 uomini (ma dalla fine di luglio ne ha persi 6.000, più tutto il parco d’assedio e numeroso altro materiale).
Nei giorni seguenti Massena incalza d'appresso Wurmser fino Rivoli (17 VIII), costringendolo a tornare in Tirolo.
La manovra è chiamata “La Guerra dei Cinque Giorni” (perché decisa dai combattimenti a Desenzano, due a Salò, Lonato e Castiglione).
Il cardinale Mattei arcivescovo di Ferrara, che ha esortato i suoi fedeli ad unirsi agli austriaci contro o francesi, è rinchiuso per tre mesi.

ROVEREDO 4 IX 1796 Francesi Austriaci

BASSANO 8 IX 1796 Francesi (N) Austriaci

CALDIERO (Ia) 12 XI 1796 Francesi (N) Austriaci

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ARCOLE 15-17 XI 1796 Francesi (N) Austriaci
Augereau, seguito da Massena, passa il ponte gettato a Ronco (15 XI) e marcia a nord verso Villanova per l’unica strada su una diga, che sbocca su un ponticello sull’inguadabile Alpone presso Arcole. I francesi giunti presso il ponte sono investiti dal fuoco degli austriaci che coronano la riva sinistra dell’Alpone. Gli ufficiali ed i generali si gettano in avanti verso il ponte ma non riescono a trascinare con sé le truppe. Lo stesso Bonaparte afferra una bandiera e si lancia all’attacco con i granatieri del generale Belliar ma è travolto da un contrattacco nemico, cade nella palude ed è salvato dai soldati.
Il contrattacco austriaco è respinto ma i francesi non riescono ad avanzare e si mantengono fuori tiro.
Alcuni battaglioni sono stati inviati a sud di Ronco per traghettare l’Alpone ma sono richiamati perché la manovra richiederebbe troppo tempo.
Massena frattanto avanza per Biape di Porcile ed occupa Belfiore respingendo notevoli forze austriache.
Allo scontro partecipa anche la Legione Lombarda, al suo battesimo di fuoco.
Nel pomeriggio Napoleone sale sul campanile di Ronco ed avvista forti colonne austriache in marcia da Caldiero verso Belfiore, quindi ordina di ripiegare sulla destra dell’Adige. Gli austriaci hanno 4.000 caduti e 5.000 feriti.
Il giorno seguente (16 XI) Augereau e Massena ripassano sulla sinistra dell’Adige, premono contro Arcole e Caldiero.
Il presidio di Legnano risale l’Adige e l’Alpone lungo la sinistra verso Arcole, gettando fascine alla foce dell’Alpone per stabilire un collegamento con il grosso dei francesi, ma il tentativo fallisce.
La sera le truppe tornano nuovamente sulla destra dell’Adige con alcuni prigionieri, bandiere e cannoni austriaci presi presso Belfiore. Lo scontro ha indotto Alvinczy ad interrompere il movimento su Verona per concentrare le forze a sud contro Napoleone.
Il terzo giorno (17 XI) Massena riprende gli attacchi a Caldiero ed Arcole. Augereau passa l’Adige a Ronco dopo Massena ma invece che seguirlo passa l’Alpone su un ponte di cavalletti protetto da un distaccamento che ha traghettato ad Albaredo, quindi risale verso Arcole.
Alvinczy lancia le sue truppe all’attacco: 3.000 austriaci da Arcole avanzano verso Ronco ma presso Chiavica di Zerpa sono attaccati sul fianco destro dai francesi e colpiti sull’altro fianco da un reparto appostato in un boschetto presso il ponte di cavalletti. Augereau minaccia San Bonifacio ed a sera gli austriaci, che hanno subito alcuni smacchi locali, ripiegano decimati e demoralizzati lasciando 6.000 tra caduti e feriti, 5.000 prigionieri e 30 cannoni. La notte la ritirata prosegue su Vicenza, poi sul Brenta.
Nel frattempo Dawidowich ha respinto Vaubois dalla corona di Rivoli, poi a Castelnuovo dietro il Mincio (oltre Peschiera), ma saputo della sconfitta di Arcole ripiega a Rivoli (19 XI), poi ad Ala e Riva (20 XI).
Wurmser tenta una sortita da Mantova ma è respinto (23 XI).

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RIVOLI 14 I 1797 Francesi (N) Austriaci
Sulla carta risultano 18.000 francesi contro 27.000 austriaci, questi sono scarsi di cavalleria e di artiglieria.
Napoleone giunge la notte sul 14 e scopre che Joubert è stato ricacciato tra il monte Tombasore ed il dosso San Marco, che sono in mano austriaca.
Alvinczy, con la cavalleria e l’artiglieria, è in fondo a val d’Adige sopra Dolcè (9.000 uomini con 22 cannoni) con alcune grosse colonne scese dal monte Baldo nella valle del Tasso presso Caprino (12.000 uomini).
Un reggimento della divisione Joubert con forti trinceramenti blocca il vallone di Canale, collegamento tra la val d’Adige e la valle del Tasso. Il resto della divisione (10.000 uomini e 14 cannoni) sono inviati a rioccupare monte San Marco ed il Trombasore (ore 4:00), garantendo le ali della valle del Tasso e separando completamente i due tronconi dell’esercito austriaco.
A giorno fatto gli austriaci attaccano i francesi su tutta la linea:
Joubert è respinto, una brigata all’ala sinistra è sbaragliata e messa in fuga abbandonando il Trombasore.
All’altra ala gli austriaci prendono il colle San Marco.
La pressione austriaca nel Vallone, grazie all’appoggio dell’artiglieria, costringe i francesi a ripiegare.
Solo il centro francese nella valle del Tasso resiste.
Sul campo giunge l’artiglieria della divisione Massena seguita dalla fanteria (8.000 uomini) che Napoleone invia a riprendere il Trombasore.
Gli austriaci dal Vallone sboccano sul pianoro ma sono accolti dal tiro concentrato di una quindicina di pezzi d’artiglieria, caricati da Joubert, Berthler (al centro), dalla cavalleria di Leclerc e Lasalle, e ributtati con l’artiglieria in fondo al canale.
I francesi riprendono il colle San Marco ed attaccano frontalmente e sul fianco sinistro la colonna austriaca che scende per val Tasso con pochi pezzi d’artiglieria da montagna. La colonna austriaca è respinta.
I francesi esultano per la vittoria (ore 14:00) ma sulle alture di Affi alle loro spalle compare la colonna Lusignan (4.500 uomini), sorvegliata da 2 battaglioni francesi (ha effettuato un largo ma lento giro per la sinistra francese). Napoleone esclama “Soldati ! ecco là dei prigionieri per voi”. Infatti mentre Massena attacca frontalmente gli austriaci, alle loro spalle giunge Rey e dopo breve lotta si arrendono quasi tutti.
Il giorno seguente prima dell’alba Jounert e Rey (prima dell’alba del 15 I) avanzano contro i fianchi austriaci mentre Murat da Torri del Benaco muove per San Zeno di Montagna, lungo le falde della Punta di Noale e li precede a Ferrara di Monte Baldo. Alvinczy sfugge per un pelo alle maglie francesi ma lascia altri 7.000 prigionieri ed è incalzato fino oltre Trento.

Seconda Coalizione

PIRAMIDI 21 VII 1798 Francesi (N) Mamelucchi

La Spedizione in Egitto.
Il Direttorio, il ministro degli esteri Talleyrand ed il generale Napoleone Bonaparte, reduce dalla gloriosa campagna d’Italia, concordano riguardo l’opportunità di intraprendere una campagna in Egitto, per colpire il commercio inglese (ed emulare Alessandro “Magno”).
La spedizione è accuratamente preparata:
è istituita l’Armata d’Inghilterra per far credere che la spedizione sia rivolta contro gli inglesi, affinché sguarniscano il Mediterraneo (in effetti all’ammiraglio Nelson rimangono 3 vascelli, 4 fregate ed 1 corvetta).
L’ammiraglio francese Brueys dispone di 280 bastimenti da trasporto (per un totale di 48.000 tonnellate) scortate da 13 vascelli, 9 fregate ed 11 corvette.
In Provenza sono preparate 6 divisioni di fanteria (su 3 reggimenti) pari a 40.000 uomini, in gran parte veterani della campagna d’Italia.
Alla spedizione sono aggregati un centinaio tra orientalisti, archeologi, naturalisti, chimici, matematici, ingegneri, lettati e musici, che ne sottolineano l’intento “coloniale”.
La flotta parte da Tolone (19 V 1798), tocca Ajaccio, Genova, Civitavecchia, Malta (10 VI, la popolazione massacra i Cavalieri di Malta), Candia (25 VI) e giunge ad Alessandria d’Egitto (1 VII 1798).
Nelson ha ricevuto altri 11 vascelli, ha preceduto di due giorni la flotta francese ad Alessandria (a causa della deviazione per Candia) e non trovandola è andato a cercarla ad Alessandretta (in Siria).
L’esercito mamelucco ammonta a 5-10.000 cavalieri al seguito di 25 grandi bey e numerosi bey minori discordi tra loro, ed a 20.000 fanti costituiti da servi privi di valore militare. L’artiglieria è numerosa ma manca la capacità di utilizzarla efficacemente.
I francesi risalgono il Nilo (7 VII) con una dura marcia per Damanhur ed el-Ramanieh, mentre una divisione avanza su Rosetta.
Shubra Khit, 13 VII 1798
Presso Shubra Khit ha luogo il primo scontro importante.
Le divisioni francesi assumono schieramento a rettangolo:
un intero reggimento su 6 righe su ciascuno dei due lati lunghi,
il terzo reggimento chiude i due lati brevi, sempre su 6 righe,
i cannoni occupano gli angoli,
all’interno trovano posto la cavalleria, lo stato maggiore, ed i carriaggi.
Contro i rettangoli, affiancati per fornirsi appoggio reciproco, stormeggia la cavalleria mamelucca che prova poi ad infiltrarsi ma è respinta dall’intenso fuoco francese.
Nel combattimento si distinguono il comandante di divisione Pérée, il matematico Gaspard Monge e Berthelot.
Embabeh, 21 VII 1798
Sulla riva sinistra del Nilo, in faccia a Boulaq, ha luogo lo scontro passato alla storia come “Battaglia delle Piramidi”.
All’alba i francesi assumono il collaudato schieramento a rettangoli, però questa volta invece di restare fermi avanzano.
Dopo aver sgombrato le avanguardie nemiche da alcuni villaggi, i francesi giungono davanti ai trinceramenti nemici (ore 12:00).
Le divisioni Desaix e Reyneier sono inviate ad avvolgere le posizioni nemiche da destra, per tagliare la ritirata verso l’Alto Egitto. Murad Bey invia a bloccarle un forte nucleo di cavalleria che giunto a 50 passi è accolto dall’intenso fuoco di moschetteria e d’artiglieria a mitraglia, lasciando numerosi caduti. La cavalleria mamelucca penetra nel corridoio tra le due divisioni in quadrato e subisce il tiro incrociato francese.
Napoleone invia la divisione Bon all’attacco frontale contro le posizioni avversarie e la divisione Menou (guidata dal generale Vial) a tagliare la strada tra la cavalleria ed i trinceramenti, impegnando nel contempo il lato sinistro del campo mamelucco.
Le divisioni Bon e Vial respingono i cavalieri nemici e, giunte presso i trinceramenti, al momento opportuno riducono le file dei quadrati da 6 a 3 distaccando ciascuno due battaglioni per l’attacco.
Il generale Rampon guida i due battaglioni della divisione Bon sotto il fuoco dell’artiglieria mamelucca e prima di raggiungere i trinceramenti subisce una sortita della cavalleria avversaria, che accoglie disponendosi in quadrato e respinge con il fuoco ravvicinato e le baionette.
I francesi occupano il campo nemico e mettono in rotta i mamelucchi verso la sinistra dello schieramento francese, dove si portato un battaglione di carabinieri che ne fa strage. Alcune centinaia di fuggitivi annegano nel Nilo.
La battaglia è durata 19 ore. I francesi catturano 400 cammelli, i bagagli.
Gli sconfitti lasciano 2.000 caduti e numerosi feriti (tra i quali Murad Bey) contro 20-30 caduti (i cui nomi sono scolpiti sulla colonna di Pompeo) e 120 feriti francesi.
Nella battaglia si distinguono il generale di brigata (Dommartin), il colonnello Destaing della 4a mezza-brigata (promosso generale di brigata) ed il generale Zayonshek.
Napoleone entra al Cairo (24 VII) dove la popolazione saccheggia le case dei bey.
L’Occupazione dell’Egitto.
La sconfitta mamelucca è aggravata dalle discordie tra i bey:
Ibrahim Bey ripiega verso Suez e dopo brevi scaramucce è cacciato oltre l’istmo (Sulkowsky è ferito presso Salehey’h).
Murad Bey ripiega verso l’interno, inseguito da Desaix nel medio ed alto Egitto (fino al giugno 1799). Desaix è chiamato dagli egiziani “Il Sultano Giusto”.
La vittoria francese è invece funestata dalla distruzione della flotta ad Abu-Qir da parte di Nelson (22 VII), dalle rivolte al Cairo (repressa sanguinosamente per vendicare l’uccisione del generale Dupuis e di Sulkowsky) ed in altre località, dall’assassinio del generale di brigata Muireur, sorpreso solo presso il campo da tre beduini (come altri soldati ed ufficiali francesi), e dalla dichiarazione di guerra dell’impero Osmano (9 IX).
Napoleone dimostra il proprio genio anche in campo coloniale con l’impianto di fonderie, polverifici, la confezione di abiti in cotone, più adatti al clima, la creazione di una flottiglia fluviale sul Nilo per i rifornimenti e l’istituzione di un istituto di studi. I mussulmani lo chiamano Sultano “Kébir” (cioè “Padrone del Fuoco”).
L’esercito è rafforzato con truppe locali creando una Legione Copta, una Legione Greca ed alcuni battaglioni egiziani. È anche istituito un reggimento di meharisti (cammelli da corsa), con soldati ed ufficiali francesi.
I turchi preparano a Rodi un esercito con aiuti inglesi e russi, affidato a Mustafà Pascià, mentre Ibrahim Bey è raggiunto a Ghaza da nuove forze guidate da Ahmed “el-Djezzar” (cioè “Il Bloccatore”).
La Spedizione in Siria.
Napoleone si mette in marcia con 4 divisioni di fanteria (12.000 uomini), una divisione di cavalleria (Murat, 800 cavalieri e 100 meharisti) e 52 cannoni e giunge alle rovine di Pelusium (XII).
Le divisioni Reyiner e Kléber sono lasciate ad assediare il villaggio fortificato di El Arish preso con un ricco bottino in materiali grazie ad un attacco notturno (16 II). Frattanto Napoleone entra a Ghaza (20 II) costringendo Djezzzar a ripiegare. A Ghaza sono catturati magazzini ben forniti.
Un centinaio di prigionieri catturati a El Arish sono rilasciati sulla parola e si danno alla guerriglia.
Napoleone prosegue con la presa ed il sacco di Yafa (3-7 III 1799), la cui guarnigione è catturata quasi interamente (3.500-4.000 uomini) ed è giustiziata insieme ai prigionieri di El Arish a causa della penuria di viveri. Anche a Yafa è trovato un ricco magazzino, ma le truppe francesi sono colpite da una violente peste.
L’avanzata prosegue con l’investimento di San Giovanni d’Acri (16 III, odierna Akka), munita di artiglierie navali inglesi, difesa da Ahmed “el-Djezzar” con una forte guaringione, l’appoggio della flotta inglese guidata dall’ammiraglio Sidney Smith e con l’emigrato francese Antoine de Phélippeaux (già rivale di Napoleone alla scuola militare di Brienne).
La flottiglia francese che trasporta il parco d’assedio è catturata dalla flotta inglese a Capo Carmelo (18 III).
I francesi procedono con i lavori d’approccio e lanciano alcuni assalti per una ventina di giorni.
Monte Tabor, 16 IV 1799
La divisione Kléber e la cavalleria di Murat (3.000 uomini) sono inviati ad affrontare l’arrivo di Abdallah Pascià dal lago di Tiberiade ottenendo alcuni successi presso Nazaret.
Presso il monte Tabor sono attaccati da 12.000 cavalieri turchi e mamelucchi, più altrettanta fanteria, e stanno per avere la peggio, fortunatamente giunge Napoleone con la divisione Bon (3.000 uomini) disposta in due quadrati, uno sul fianco ed uno alle spalle avversari. I turchi fuggono oltre il Giordano lasciano numerosi caduti ed affogati.
La Ritirata dalla Siria.
Nonostante la vittoria e l’arrivo da Jafa di un convoglio con l’artiglieria d’assedio, a causa della resistenza incontrata e della peste il blocco deve essere tolto (20 V). Tra i caduti ci sono l’aiutante generale Grésieux (di peste) ed il generale Maximilien Cafarelli du Falga.
La ritirata avviene penosamente. A Jafa 25 appestati sono avvelenati con l’oppio affinché non cadano prigionieri (24 V). Il medico Nicolas René Desgenettes si inietta il virus della peste per dare coraggio ai soldati (vive altri 38 anni).
Il rientro al Cairo avviene a metà aprile con 40 cannoni nemici catturati, 50 bandiere e 6.000 prigionieri.
Abu-qir, 23 VIII 1799
Murad Bey torna nel Basso Egitto costringendo Napoleone a lasciare il Cario per affrontarlo (14 VII) ma il giorno successivo è avvisato che il corpo di spedizione preparato dai turchi (12-18.000 uomini e 20 cannoni), guidato da Mustafà pascià di Rumelia, è sbarcato ad Abu-Qir (11 VII) e si è fortificato sulle colline sabbiose.
Napoleone riunisce 5.000 fanti e 1.000 cavalieri (altre fonti indicano un esercito numericamente equivalente a quello turco), pone il campo ad Birket ed attacca le posizioni avversarie (ore 7:00 del 23 VIII [o 25 VII]):
All’ala destra Lannes avanza lungo il lago Maadich.
All’ala sinistra attaccano i generali Destaings e Lanusse.
La cavalleria francese penetra per la pianura che separa le ali dello schieramento turco e le avvolgono. I francesi ributtano gli avversari in mare causando 3.000 caduti, poi si rivolgono contro la seconda linea, protetta da trinceramenti dove l’istmo è più stretto, appoggiata al villaggio fortificato di Abu-Qir e difesa sui lati da 30 scialuppe cannoniere.
Murat espugna il villaggio di Abu-Qir, Lannes con la 22a mezza-brigata e parte della 69a attacca l’ala sinistra avversaria, Fugières in dense colonne attacca l’ala destra.
Nella dura mischia interviene la cavalleria di Murat che sfonda l’ala sinistra turca ed avvolge la destra che è massacrata.
Il comandante di battaglione Bernard ed il capitano dei granatieri Bayle, della 69a mezza-brigata, sono i primi ad entrare nei ridotti turchi. Anche la seconda linea è buttata in mare.
La riserva turca (3.000 uomini) è assalita da Lanusse con 6 pezzi d’artiglieria.
Pascià Mustafà è catturato con il suo tugra a tre code (insegna turca) e numerosi ufficiali.
La vittoria di Abu-Qie è l’ultima impresa di Napoleone in Oriente. La situazione politica europea (gli inglesi gli inviano la gazzetta francese di Francoforte del 10 giugno) gli consiglia infatti di salpare (23 VIII) con una piccola squadra navale (2 fregate e 2 piccole navi) e rientrare in Provenza (9 X) sfuggendo alle navi inglesi dell’ammiraglio Sydney-Smith. Con lui rientrano Berthier, Marmont, Murat, Lannes, Andreossi, Monge e Berthellot.
La Fine della Spedizione in Egitto.
Il generale Jean Baptiste Klèber che dopo la partenza di Napoleone ha assunto il comando e tiene testa abilmente alle armate nemiche ed agli insorti, fino al suo assassinio da parte di un volontario mamelucco (14 VI 1800).
Gli succede il generale Jacques François de Menou ma 17.000 anglo-turchi guidati da Keith e Abercromby sbarcano ad Abu-Qir (8 III 1801), entrano al Cairo (23 VI), ad Alessandria (31 VIII) e lo costringono alla resa (trattato di el-Arich, 2 IX 1801). Secondo il trattato i francesi, i cui effettivi sono ridotti alla metà, rientrano in patria su navi inglesi.
I turchi hanno frattanto occupato le isole Ionie (1799).
Contro il blocco navale inglese si è formata la Lega dei Neutrali tra Svezia, Danimarca, Prussia e Russia.
Dopo una crisi di governo, Pitt è sostituito dagli uomini del suo stesso partito e l’Inghilterra raggiunge con la Francia il trattato di Amiens (25 III 1802) che assegna l’Egitto agli Osmani, l’Inghilterra promette la restituzione di Malta ai Cavalieri di San Giovanni e delle colonie francesi, spagnole ed olandesi ai rispettivi paesi. La Francia abbandona Napoli e Roma.

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STOCKACH (Ia) 25 III 1799 Austriaci Francesi
MAGNANO 5 IV 1799 Austriaci Francesi
TABOR 16 IV 1799 Francesi (N) Turchi
CASSANO 27 IV 1799 Austro-Russi Francesi
ZURIGO (Ia) 4-7 VI 1799 Austriaci Francesi
TREBBIA 17-19 VI 1799 Austro-Russi Francesi
NOVI 15 VIII 1799 Austro-Russi Francesi

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ZURIGO (IIa) 26 IX 1799 Francesi Austro-Russi
I francesi attaccano Korsàkov (25 IX) che è disteso a cordone lungo il Limat con l’ala destra lungo il basso Aare fino al Reno, il grosso raccolto a sinistra presso Zurigo tra il lago e le colline di Albis (in mano ai francesi). Da questo lato si aspetta l’arrivo di Suvòrof:
all’ala destra la divisione Mortier, appoggiata alle solide fortificazioni campali dell’Albis, deve trattenere la sinistra avversaria;
due divisioni sono serrate oltre il Limmat per spezzare la linea avversaria ed isolare Zurigo;
all’estrema sinistra la divisione Menard deve trattenere la destra avversaria;
la divisione Soult e la brigata Molitor (inviate da Lecoubre) devono impegnare Hotze sul Linth inferiore (25-26 IX).
Massena il 25 passa il Limmat all’ansa di Dietikon, spazzata dal tiro convergente delle artiglierie francesi. Contemporaneamente Ménard impegna la destra russa e Mortier attacca energicamente la sinistra sul Sihl costringendo Korsàkov ad impegnare le riserve.
Al centro il grosso dei francesi avanza oltre Dietikon travolgendo l’esile linea russa che deve ripiegare verso le colline tra Limmat e Glatt lasciando l’ala sinistra isolata dentro ed oltre Zurigo. L’ala destra ripiega verso il basso Aare.
Korsàkov ordina un contrattacco con numerosi battaglioni (4-5.000 russi) che passano il Limmat sui ponti di Zurigo verso Hongg, ma la colonna è arrestata e decimata dell’artiglieria francese e ributtata dalla fanteria di Massena.
Il giorno successivo (26 IX) la vittoria è completata con la cattura di un centinaio di cannoni, la cassa militare e tutti bagagli dell’armata russa.
Sul Linth inferiore Hotze cade negli aspri combattimenti il 25 o il 26, i russi sono sconfitti ed inseguiti fino Lichtensteig sul Rhur.

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HELIOPOLIS 20 III 1800 Francesi Turchi

STOCKACH (IIa) 3 V 1800 Francesi Austriaci


MONTEBELLO 9 VI 1800 Francesi Austriaci
L'avanguardia guidata da Lannes, 5.000 fanti, 400 cavalieri e 4 cannoni, si scontra presso Casteggio con 18.000 austriaci e 40 cannoni giunti da Genova con il generale Ott.
I Francesi stanno per essere sopraffatti dai più numerosi avversari ma l'arrivo di una divisione del grosso capovolge la situazione. Gli Austriaci sono respinti oltre Montebello, lasciando 2.200 prigionieri e 5 cannoni.
Ott ripiega su Alessandria.

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MARENGO 14 VI 1800 Francesi (N) Austriaci

I Francesi:
I Francesi (28.000 uomini e 25 pezzi d'artiglieria) bivaccano sulle posizioni raggiunte il giorno precedente:
Divisione Gardanne (3.700 uomini): 6 battaglioni - A Pedrabona.
Divisione Chambarlhac (5.300 uomini): 9 battaglioni - A Marengo, dietro la precedente.
Divisione Watrin (5.000 uomini): 12 battaglioni - In terza linea all'altezza di casa Poggi.
Divisione Monnier (3.600 uomini): 8 battaglioni - Presso Torre Gandolfi.
Guardia Consolare (1.200 uomini): 1 battaglione e 2 squadroni - Presso Torre Gandolfi.
Divisione Lapoype (3.500 uomini): 9 battaglioni - Indietro a Pontecurone.
Cavalleria di Murat (3.200 uomini): 38 squadroni - Due brigate presso Spinetta (al centro), una presso Castelceriolo (destra) ed una presso Sale (in posizione arretrata).
Divisione Boudet (5.300 uomini): 9 battaglioni - Con Desaix a Carbonara Scrivia (a sud), dove la Scrivia in piena gli ha impedito di proseguire.
Gli Austriaci:
Gli Austriaci (20.500 fanti, 8.000 cavalieri e 150-200 pezzi d'artiglieria) passano la Bormida sui due ponti affiancati ed escono lentamente per l'unica apertura delle fortificazioni in testa ai ponti:
La colonna di destra (esce per prima), guidata dal generale O'Reilly, deve fiancheggiare il grosso verso Frugarolo e comprende:
Brigata Rousseau (3.000 uomini): 4 battaglioni e 7 squadroni.

Il centro, guidato da Melas, deve avvolgere i Francesi che sono creduti a Sale e comprende:
Avanguardia (1.200 uomini): 2 battaglioni di fanteria leggera e 4 squadroni.
Divisione Haddick (5.000 uomini): 6 battaglioni e 9 squadroni.
Divisione Kaim (5.000 uomini): 7 battaglioni.
Divisione Morzin (5.000 uomini): 11 battaglioni di granatieri.
Divisione Elsnitz (4.000 uomini): 24 squadroni.

La colonna di sinistra (esce per ultima), guidata dal generale Ott, deve ingaggiare frontalmente i Francesi a Sale e comprende:
Avanguardia (800 uomini): 1 battaglione e 2 squadroni.
Divisione Schllenberg (4.500 uomini): 10 battaglioni e 4 squadroni.
Divisione Vogelsang (2.200 uomini): 5 battaglioni.

La Battaglia.
8:00
GLI AUSTRIACI PASSANO LA BORMIDA.
La divisione Gardanne è violentemente attaccata a Pedrabona dall'avanguardia della colonna centrale e dalla divisone Haddick. Resiste tenacemente ma la superiorità numerica crescente la costringe a ripiegare verso Marengo sotto il fuoco delle artiglierie.
Frattanto la colonna di destra austriaca sfila lungo la Bormida verso sud per schierarsi.
Napoleone, a Torre Gandolfi, riceve le prime notizie dei combattimenti ma non ci da' peso.
9:00
Privo di altre notizie, Napoleone ordina a Lapoype di passare sull'altra sponda del Po ed a Desaix di spingersi da Rivalta a Pozzolo Formigaro.
Melas riceve notizia di uno squadrone respinto da Aqui e distacca la brigata di cavalleria Nimptsch (2.300 uomini) verso Cantalupo temendo l'arrivo del Massena. La colonna del generale Ott inizia il passaggio della Bormina e le prime due colonne si schierano:
O'Reilly all'estrema destra, appoggiato alla Bormida.
L'avanguardia della colonna centrale a sinistra del precedente.
Haddick a sinistra dell'avanguardia, di fronte a Marengo.
Kaim in seconda linea.
Morzin (granatieri) ed Elsnitz (cavalleria) di riserva.
Queste manovre danno il tempo al generale Victor per disporre le sue unità in difesa:
La divisione Chambarlhac è schierata a nord dell'abitato dietro al Fontanone, fosso gonfio d'acqua largo 3-4 metri, profondo 2, contornato di cespugli.
La divisione Gardanne è schierata attorno Marengo. Nell'abitato prende posizione un battaglione della 43a mezza-brigata.
Un battaglione con un cannone si appoggia alla cascina Stortigliona, a sud dell'abitato.
Le brigate di cavalleria Kellermann e Champeaux, appena giunte da San Giuliano, sono tenute in seconda linea.

10:00
GLI AUSTRIACI ATTACCANO MARENGO.
La divisione Haddisch, ultimato lo schieramento, attacca Marengo a bandiere spiegate ed al suono delle bande reggimentali, senza farsi precedere da cacciatori in ordine sparco (come invece era uso). Una sessantina di pezzi d'artiglieria appoggiano l'attacco.
Il violento fuoco di fucileria francese respinge gli attaccanti causando loro numerose perdite, tra le quali anche il generale Haddisch, sostituito dal Bellegarde.
Giunge la divisione Lannes che prolunga lo schieramento francese a nord dell'abitato, schierando due mezze brigate in prima fila e due di riserva.
Il ripiegamento disordinato della divisione Haddisch è coperto dalla divisione Kaim che rinnova l'attacco contro Marengo, appoggiato dalla brigata di cavalleria Pilati che cerca di aggirare l'ala sinistra francese. Il reggimento dragoni dell'Imperatore riesce infatti a passare il Fontanone (in fila per uno), ma appena esce dalla fascia alberata viene caricato dalla brigata Kellermann e ributtato indietro. Solo pochi riescono a riparare al di là del fosso, gli altri sono abbattuti o catturati.
A sud Desaix, trovata un'imbarcazione e ultimato l'attraversamento della Scrivia della divisione Boudet, riceve l'ordine di proseguire per Palazzolo Formigaro.
Le notizie del grosso scontro giungono a Napoleone.
11:00
Napoleone, avanzato a San Giuliano Nuovo, si rende contro di persona della grave situazione e richiama le divisioni Boudet e Lapoype.
12:00
Le posizioni francesi attorno Marengo sono rinforzate dal secondo battaglione della 43a mezza-brigata, tenuto di riserva.
Desaix, oltre Rivalta con la divisione Boudet, riceve l'ordine di riunirsi al grosso.
13:00
Il terzo attacco austriaco a Marengo è condotto dalla divisione Kaim, la brigata granatieri Lattermann, numerosi zappatori che gettano dei ponti volanti, ed è appoggiato dall'artiglieria. Gli attaccanti superano il fossato e respingono lentamente le truppe di Chambarlhac mentre Victor riesce a resistere e contrattacca impiegando le sue ultime riserve : il terzo battaglione della 43a mezza-brigata ed uno della 96a.
A sud O'Reilly ha respinto il presidio della Stortigliona a Cascina Grossa mentre a nord è entrato in azione Ott che attacca Castel Ceriolo, difeso da due compagnie del Lannes, si rende conto della situazione e non procede per Sale, minacciando invece la destra francese.
14:00
I FRANCESI SONO RESPINTI.
Il quarto attacco austriaco costringe Victor ad abbandonare Marengo e ripiegare, lasciando scoperta la sinistra di Lannes che quindi lo imita, avendo impegnato le sue due mezze-brigate di riserva una a nord verso Castel Ceriolo contro Ott, l'altra sulla strada di Tortona contro le infiltrazioni di cavalleria austriaca. Gran parte delle artiglierie sono impantanate nel fango e vengono abbandonate.
Da Torre Garofoli giungono la divisione Monnier e la Guardia Consolare, subito impiegate per arginare l'avvolgimento della sinistra austriaca. La Guardia respinge tre cariche degli austriaci di Ott. La brigata Schilt prolunga la destra di Lannes mentre la brigata Saint-Cyr conquista alla baionetta Castel Ceriolo.
La superiorità numerica austriaca e le munizioni che cominciano a scarseggiare costringono tuttavia i Francesi a ripiegare su tutta la linea. Le divisioni del generale Victor sono tra le più provate.
17:00
I Francesi sono bersagliati da una sessantina di pezzi austriaci e sono respinti su tutto il fronte ma riescono a ripiegare lentamente ed ordinamente sulla linea Sale-San Giuliano, ridotti a circa due terzi degli effettivi e privi di riserve.
Il generale Melas, leggermente ferito e dopo aver perso due cavalli sotto di se', rientra ad Alessandria per compilare il bollettino della vittoria delegando al generale Kaim l'inseguimento degli sconfitti.
L'avanguardia, guidata dal generale Zach e composta da 8 battaglioni (4.000 uomini) e 6 squadroni. Il resto dell'armata avanza 300 metri dietro in un'unica colonna lungo la strada, fiancheggiata dalla cavalleria. La brigata di granatieri Weidenfeld chiude la colonna 400 metri dietro al grosso. Le bande reggimentali intonano musiche di vittoria. I generali Ott (con 16 battaglioni a sud di Castel Ceriolo) e O'Reille (a Frugarolo), privi di ordini, rimangono inattivi !
L'ARRIVO DI DESAIX.
Napoleone dal campanile di San Giuliano Nuovo avvista la divisione Boudet, fa spargere la notizia, va incontro a Desaix che esclama "Generale, arrivo adesso. Siamo tutti freschi e se occorre ci faremo uccidere.".
I rinforzi sono rapidamente inseriti nella formazione francese:
La divisione Boudet viene schierata presso San Giuliano Vecchio, a cavallo della strada per Tortona: a sud la 9a mezza-brigata leggera, appoggiata ad una vigna, a nord la 30a e la 59a, ognuna con un battaglione di riserva.
Il comandante d'artiglieria Marmont schiera davanti alla divisione appena giunta una batteria con i 5 pezzi rimasti, 5 pezzi giunti da Voghera (probabilmente sono quelli catturati a Montebello) e gli 8 pezzi della divisione Boudet.
I resti di Lannes, Monnier e della Guardia Consolare prolungano la destra della divisione Boudet.
I resti delle brigate di cavalleria Kellermann (400 cavalieri) e Champeaux si schierano in seconda linea.
I resti delle divisioni Gardanne e Chambarlhac rimangono di riserva.
Il generale Zach presso Cascina Grossa dispone la testa della colonna in ordine di combattimento:
In prima linea la brigata St. Joulien, tre battaglioni del reggimento Wallis ed il reggimento dragoni del Lichtenstein.
In seconda linea i 5 battaglioni granatieri della brigata Lattermann.
Gli Austriaci sbucano a 70 metri e le parti si scambiano un fuoco violentissimo che causa numerosi caduti. Desaix (in borghese) lancia all'attacco la 9a mezza-brigata leggera seguita delle forze rimaste, e cade all'inizio dell'azione.
Il reggimento Wallis viene respinto. La brigata Lattermann retrostante si apre, lo lascia arretrare e contro carica la 9a e la 30a mezza-brigata respingendole ma viene colpita da tre cannoni che sparano a mitraglia a 200 metri.
Kellermann, che fiancheggia sulla sinistra con il 2º e 30º cavalieri e due squadroni dell'8º dragoni (150 cavalieri in tutto), ordina la carica, mette in fuga disordinata i dragoni di Lechtenstein, che non attendono la carica della cavalleria francese, disperde i granatieri di Lattermann e li spinge contro Boudet. L'intera avanguardia austriaca è sbaragliata ed in parte si arrende. Il generale Zach è tra i prigionieri.
Kellermann riceve in rinforzo un reggimento di Champeaux e, seguito dai granatieri a cavallo e dai cacciatori a cavallo della Guardia Consolare, insegue i dragoni di Lechtenstein che portano il disordine alla brigata Pilati (che fiancheggia il grosso), alla colonna del generale Ott e quindi all'intera colonna austriaca. Il generale Kaim tenta inutilmente di schierare i battaglioni di testa che, travolti dalla cavalleria, sono trascinati nella fuga ed inseguiti dalla cavalleria di Kellermann.
Gli Austriaci in fuga superano il Fontanone e proseguono in disordine verso i ponti. La brigata granatieri di Weidenfeld resiste a Spinetta consentendo il ripiegamento alla colonna di O'Reilly da Fugarolo e di Ott, rimasto isolato, che si apre la strada a forza.
22:00
I Francesi raggiungono le posizioni del mattino guadagnando 3.000 prigionieri, 13 cannoni e 12 bandiere. Gli Austriaci lasciano inoltre 9.400 caduti e feriti contro 5.600 Francesi.
23:00
La divisione Lapoype giunge a Voghera (non ha preso parte alla battaglia).

Il giorno seguente Melas chiede di trattare e Napoleone, a corto
di munizioni, accetta. A sera è firmato l'armistizio con il quale
Melas abbandona il terreno fino al Chiese e ripiega oltre il
Mincio cedendo 12 piazze e cittadelle in Piemonte, Liguria e Lombardia.

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HOCHSTÄDT 19 VI 1800 Francesi Austriaci


HOHENLINDEN 3 XII 1800 Francesi Austriaci
Sulla strada Erding-Hohenlinden si radunano le divisioni
Legrand, Bastoul e Ney (dell’armata di Grenier), la divisione
Grouchy dell’armata di Moreau, con l’ala sinistra a Hörlkofen
 e l’ala destra a sud di Hohenlinden.
Le divisioni Richepanse e Decaen (dell’armata di Moreau) sono all’estrema destra dirette a Mattenboett.
All’estrema destra la divisione Richepanse oltrepassa San Cristoforo ed è attaccata sul fianco destro da una colonna austriaca proveniente da Albaching (ore 7:00) ma secondo gli ordini prosegue la marcia su Mattenboett lasciando la divisione Dicaen che la segue a trattenere gli austriaci da San Cristoforo.
Frattanto le altre divisioni sono attaccate frontalmente. Davanti la divisione Grouchy una grossa colonna austriaca esce dalla foresta di Hohenlinden, a cavallo della strada di Mattenboett (ore 8:00). Poco dopo anche la divisione Ney è impegnata dagli austriaci provenienti da Isen che cercano di sboccare dalla foresta a nord di Hohenlinden. Gli austriaci sono ricacciati nel bosco e rimangono indecisi sul da farsi, subendo il contrattacco francese.
Richepanse giunge a Mettenboett dove incontra un forte nucleo di cavalleria austriaca, che trattiene lanciando la sua meno numerosa cavalleria divisionale, mentre la fanteria è inviata alle calcagna delle colonne austriache che avanzano nel bosco, cattura un convoglio di artiglieria e carriaggi (87 pezzi e 300 veicoli) e raggiunge una colonna austriaca in disordine, già impegnata frontalmente da Ney e Groucy. La colonna austriaca è dispersa.
Altre due colonne austriache ripiegano verso l’Inn. Gli austriaci credevano i francesi in ritirata ed avanzavano senza precauzioni.
L’arciduca Carlo ripiega oltre l’Inn, poi a Salzach inseguito dai francesi che tra Salzach e Traun si fa più incalzante (dopo il 15 XI) costringendolo ad accettare l’armistizio di Steyr (25 XII).

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Terza Coalizione

ELCHINGEN 14 X 1805 Francesi Austriaci

CALDIERO (IIa) 30 X 1805 Francesi Austriaci

MARIA ZELL 8 XI 1805 Francesi Austriaci

HOLLABRUNN 16 XI 1805 Francesi Russi

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AUSTERLITZ 2 XII 1805 Francesi (N) Austro-Russi

Francia

73.000 uomini
139 cannoni

Austria e Russia

85.400 uomini
278 cannoni

Perdite:
4.000 austriaci
11.000 russi
12.000 prigionieri
180 cannoni
50 bandiere

1.305 francesi morti
6.940 francesi feriti
573 prigionieri

Presso Olomouc si trovano l’Imperatore Francesco I d’Asburgo, lo czar Alessandro I, 72.000 russi e 14.000 austriaci. Dalla Vistola è in arrivo l’ultima colonna di 12.000 russi guidata dal generale Essen.
I francesi sono così disposti:
Murat con l’avanguardia si trova presso Viskov (Moravia),
Napoleone dietro di lui dispone dei C.A. IV° (Soult), V° (Lannes) e della Guardia Imperiale () per un totale (compresa l’avanguardia) di 50-55.000 uomini.
Il I° C.A. (Bernadotte) si trova a Morayske Budejovice per parare la minaccia dell’arciduca Ferdinando in Boemia,
Il II° C.A. (Marmont) si trova a Loeben per sbarrare la strada agli 80.000 austriaci guidati dagli arciduchi Carlo e Giovanni
Il III° C.A. (Davout) è tra Vienna e Presburgo per parare l’avanzata dell’arciduca Carlo.
Altre fonti indicano 80.000 russi e 15-25.000 austriaci (o 85-86.000 in tutto, con 280-300 pezzi d’artiglieria) contro 75-85.000 francesi con 139 pezzi d’artiglieria.
28 XI - Gli austro-russi, preceduti da nugoli di cosacchi, attaccano l’avanguardia (Murat) che secondo gli ordini ripiega fino Posorice (a est di Bruna) inducendo gli avversari ad una ritirata generale francese. Presso Wiskov sono catturati 50 dragoni del 6° reggimento francese. Napoleone propone una tregua.
29-30 XI - Gli austro-russi lasciano la strada di Olomouc-Viskov-Posorice per dirigersi verso Austerlitz/Slavkov, tagliare la ritirata dei francesi su Vienna e spingerli in Moravia. Napoleone capisce le intenzioni dell’avversario che deve prima salire sull’altopiano di Pratzen, largo e scoperto, poi scendere nella valle del Goldbach e risalire sulle altrure alla destra del fiume, quindi sceglie di fermarli nella valle appoggiandosi ai villaggi. All’ala sinistra le truppe occupano la sinistra del Goldbach per impossessarsi dell’altopiano di Pratzen.
Napoleone sgombra gli avamposti a nord della strada di Olomouc ed a est della Littava, schiera il grosso lungo il Goldbach e richiama i C.A. I° (Bernadotte) e III° (Davout).
2 XII - Napoleone è da un anno imperatore e visita le posizioni francesi (1:00).
 All’ala sinistra il V° C.A. (Lannes, divisione Suchet a sinistra e Cafarelli, con i corazzieri italiani, a destra) si schiera a cavallo della strada Bruna-Bosorice, sulla strada del Goldbach, appoggiato al dosso isolato del Santon che viene fortificato, munito di 18 pezzi da 12" e presidiato dal 18° reggimento di fanteria leggera.
Al centro il IV° C.A. (Soult, divisioni Vandamme e Saint-Hilaire, 23.000 uomini e 35 cannoni) si schiera lungo il Goldbach tra Girzikovice a Tellnice. Le divisioni di sinistra (Vandamme e Saint Hilare) sulla riva sinistra del fiume, quelle di destra (divisione Legrand e cavalleggeri di Morgaron) in difesa dietro il fiume. I russi già nella notte hanno effettuato un tentativo di prendere Sokolnitz.
All’ala destra è previsto l’arrivo del III° C.A. (Davout, divisioni Friant, Gudin e dragoni di Bourcier, 6.300 uomini), che deve prolungare la destra fino ai laghi ghiacciati di Tellnice/Telnitz con compito difensivo.
Il grosso della riserva è schierato dietro l’ala sinistra e dietro al centro, comprende la cavalleria di Murat (nell’ordine, Kellerman con ussari e cacciatori, Valther e Beaumont con dragoni, Namsouty e d’Hautpoult con corazzieri, con 24 artiglierie a cavallo), la Guardia Imperiale (10 battaglioni e 40 cannoni, compresi 6 pezzi della batteria della Guardia Reale Italiana comandata dal tenente Fortis) e la divisione di granatieri Oudinot (10 battaglioni, sottratta al V° C.A.). Inoltre è atteso il I° C.A. (Bernadotte, divisioni Rivaud e Drouet) da Bruna.
Al mattino il tempo è nebbioso ed i russi iniziano l’attacco (ore 6:00):
All’ala sinistra Buksgèvden con 50-59.000 uomini avanza in due colonne (Doctorov, Langeron) dalle alture di Pratzen verso Tellnice e Sokolnice per varcare il Goldbach e schierarsi.
All’ala destra il generale Bagration ed il principe Giovanni di Liechtenstein con 17.000 uomini impegnano i francesi verso Posorice.
Un grosso corpo è lanciato sulla strada di Bruna oltre Posorice.
La riserva, dietro il fianco destro alleato, è costituita dalla Guardia Imperiale russa guidata da Costantino Pavlovic granduca di Russia (fratello dello czar).
Dopo un’ora di combattimenti i russi di Dictorv cacciano la divisione Langrand da Telnitz e si fermano ad attendere la colonna guidata da Langeron, impegnato contro l’abitato di Sokolnitz. L’altra divisione del IV° C.A. (Soult) riprende entrambi i paesi.
La lotta nel basso Goldbach segue esito incerto, ma l’arrivo del III° C.A. (Davout) rende sicure le posizioni francesi.
Buksgèvden fa affluire nuove truppe dall’altipiano del Pratzen, movimento previsto da Napoleone che ne prende atto dal suo punto d’osservazione; la collina di Zurlan (8:12).
Napoleone lancia il IV° C.A. (Soult, divisioni Vandamme e Saint Hilaire) seguito dal I° C.A. (Bernadotte), dalla Guardia Imperiale e dalla divisione granatieri di Oudinot contro le alture di Pratzen (8:45). La nebbia si dirada e sul campo di battaglia inizia a splendere il sole (9:00). Kutüsof tenta inutilmente di fermare l’attacco sulle alture con le poche truppe rimaste. Le colonne richiamate indietro giungono in disordine e sono facilmente respinte dai francesi.
Il I° C.A. (Bernadotte) prende Blasowitz, il villaggio è ripreso dalla fanteria leggera russa (9:30) ed è riconquistato dopo mezz’ora di dura lotta, garantendo il collegamento tra il centro (Pratzen) e l’ala sinistra (Santon). Soult, padrone delle colline, piazza 24 pezzi in batteria (11:00).
A nord il V° C.A. (Lannes) rinforzato da Murat trattiene e respinge le forze avversarie (i cavalieri smontano per aprire il fuoco) separando dal centro l’ala sinistra russa, che lascia 4.000 caduti e 2.500 prigionieri. I francesi giungono al bivio di Posorice (12:00), dove ricevono l’ordine di fermarsi da Napoleone che poi raggiunge Soult.
La Guardia Imperiale russa carica i francesi sull’altopiano per riaprire le comunicazioni con il grosso (13:00): 3.000 fanti e 1.000 cavalieri con 6 cannoni. Il primo battaglione del 4° reggimento della 2a divisione francese (Vandamme) respinge due battaglioni russi e cattura due stendardi ma poi è messo in rotta perdendo l’aquila. I caduti francesi sono 600, Vandamme è tra i feriti ed un secondo reggimento è messo in fuga.
Il tiro a mitraglia dell’artiglieria seguito dall’intervento dei granatieri di Bassières e della Guardia francese (compresi 250 cavalieri mammelucchi) ferma il contrattacco russo. La guardia russa è messa in rotta lasciando 700 caduti, le bandiere, l’artiglieria ed il principe Repnin (comandante della cavalleria della guardia), catturato dal generale Rapp. Costantino Pavlovic granduca di Russia si salva a stento ed il suo reggimento è distrutto. Napoleone commenta dicendo "Molte belle donne di San Pietroburgo piangeranno questo giorno".
Occupate le alture, i francesi serrano gli austro-russi nella vallata (14:30).
Verso sera l’estrema sinistra austro-russa è avvolta da nord e da est ed è costretta a ritirarsi tra i laghi di Satzchau e Monice, una stretta striscia di terra battuta dalle artiglierie avversarie (compresa la batteria della Guardia Reale Italiana, guidata dal tenente Fortis). L’unico ponte sul Littawa è bloccato dall’esplosione di un carro di munizioni, colpito dall’artiglieria francese. Numerosi uomini, cavalli e cannoni finiscono nelle acque a causa della rottura dello strato di ghiaccio. 8.000 russi depongono le armi e si arrendono. I combattimenti cessano verso le 17:00 e la stanchezza impedisce l’inseguimento (che inizia il giorno seguente).
Le perdite austro-russe ammontano a 27.000 uomini tra caduti e prigionieri (rispettivamente 15.000 e 11-20.000 in altre fonti, compresi 12-15 generali), 40 bandiere (in aggiunta alle 14 già catturate nella campagna). Gli austriaci perdono più di 5.000 uomini. I resti ripiegano verso l’Ungheria.
I francesi denunciano 1.300 caduti (800 in altre fonti), 7.000 feriti (2.000 in altre fonti), compresi i generali divisionali Saint Hillaire, Kellermann, Walther, i generali di brigata Valhuber, Thiébaut, Sebastiani, Compan e Rapp, e 573 prigionieri (7-8.000 tra caduti e feriti in altre fonti).
La battaglia è chiamata "Dei Tre Imperatori". Il bollettino della vittoria inizia con la frase "Soldats, je souis content de vous". Le 1.200 artiglierie catturate nella campagna militare sono fuse per innalzare una colonna trionfale alta 44 metri dedicata alla Grande Armée a Parigi (odierna piazza Vendôme).

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Quarta Coalizione


MAIDA 6 VII 1806 Inglesi Francesi


SAALFELD 10 X 1806 Francesi Prussiani

All’ala destra il V° C.A. (Lannes) trova presso Saalfeld da 7.500 fanti, 2.500 cavalieri e 40 cannoni (solo 8.000 uomini secondo fonti tedesche) guidati dal trentaquattrenne Friedrich Ludwig Christian principe di Prussia (chiamato spesso Louis Ferdinand), schierati ai piedi delle colline secondo la rigida tattica lineare prussiana, con alle spalle le sponde paludose del fiume Saale. Il generale svizzero Muller osserva che la ritirata è ostacolata ma il principe di Prussia risponde che per sconfiggere i francesi è sufficiente attaccarli.
Le pendici rotte e coperte sono abbandonate ai francesi.
Suchet sbocca per primo ed aggira la destra prussiana coperto dai boschi. Un battaglione e 2 cannoni leggeri avanzano per la strada verso Saalfeld mentre 1.500 metri più a sinistra muove la cavalleria di Treillard in due colonne (ore 9:45).
Il combattimento è iniziato da numerosi tirailleurs francesi che escono dai boschi e sfruttano il terreno rotto (ore 11:00).
Il principe di Prussia, che cerca lo scontro contrariamente agli ordini ricevuti, protegge il fianco destro attacca con il classico ordine obliquo: 6 battaglioni prussiani e sassoni in linea, affiancati a sinistra da 4 battaglioni in colonna.
Da parte francese giungono due battaglioni del 34° reggimento di linea che sono subito lanciato contro il fianco destro avversario. L’attacco prussiano è fermato ed i francesi continuano ad avanzare.
Frattanto 3 brigate di Suchet si schierano nel piano e Lannes ordina l’attacco (ore 13:00). Il generale Reille guida il 34° reggimento attraverso un bosco e cattura 15 cannoni avversari, il 40° avanza in colonna, il 64° in parte sostituisce i tirailleurs che hanno finito le cartucce ed in parte rinforza le due ali, l’88° con il generale Vedel scende nel piano sostenuto dalla cavalleria e coperto dall’artiglieria, il 9° e 10° ussari caricano i prussiani e ne fanno strage.
Luois Ferdinand principe di Prussia carica i francesi con 5 squadroni di ussari ma è circondato dal 9° e dal 10°, riesce a fuggire ma è raggiunto, rifiuta di arrendersi ed è ucciso con due aiutanti da campo.
I prussiani tentano una difficile ritirata attraverso le paludi. Victor con un battaglione d’elite e numerose compagnie del 17° reggimento passa la Saale e li insegue fino oltre Rudolfstadt, il generale Claparède spinge gli avversari nella Schwarza, una compagnia del 40° snida i fuggiaschi da un cimitero, 4 compagnie del 17° passano il fiume e proseguono l’inseguimento fino a Blankenburg.
Gli sconfitti lasciano 1.000 prigionieri (1.500-1.800 secondo Souchet), 33 cannone e 4 stendardi.


JENA 14 X 1806 Francesi (N) Prussiani

I Prussiani.
Friedrich Ludwig principe di Hohenhole ritiene di dover proteggere il fianco della ritirata e si limita a disporre le sue truppe senza fornire ordini precisi per il reciproco appoggio, ritenendo che l’attacco si svilupperà il giorno successivo:
la divisione Tauenzien (8.000 uomini) fronteggia Jena, sulla cresta tra i villaggi di Closewitz e Lützenrode, con 4 battaglioni sassoni di rincalzo. Una divisione sassone presidia Schnecke (sulla strada tra Jena e Weimar) mentre 4 battaglioni sassoni e truppe leggere presidiano il bosco di Isserstedt. Gli scontri precedenti hanno già ridotto a metà effettivi i battaglioni leggeri;
il grosso (22.000 uomini), guidato da Hohenhole, è schierato presso Weimar, tra Isserstedt e Capellendorf;
il corpo di Rüchel, di 28 squadroni e 26 battaglioni (15.000 uomini), è atteso a Weimar;
un corpo d’osservazione di 3 battaglioni e qualche squadrone di cavalleria (5.000 uomini) guidato da Holtzendorff è davanti Donnbourg (a nordest).
I Francesi.
4:00 - Napoleone si sveglia e da ordine di schierarsi secondo le indicazioni impartite la sera precedente:
sull’altipiano di Landgrafenberg al centro si trova la Guardia Imperiale (Lefebvre, 5.000 uomini e 14 pezzi d’artiglieria), schierata su 5 linee; la prima formata dai cacciatori;
davanti sono schierate le divisioni Gazan (a sinistra, su tre linee) e Suchet (a destra) appartenenti al V° C.A. (Lannes, 20.000 uomini, 28 cannoni). A destra è inoltre previsto l’intervento del VI° C.A. (Ney) mentre a sinistra quello del IV° C.A. (Soult);
all’ala sinistra sono schierate la prima divisione e la cavalleria del VII° C.A. (Augereau, 8.000 uomini, 12 cannoni). La divisione è in colonna sulla strada per Weimar, deve garantirsi gli sbocchi al piano con i tirailleurs, dare il tempo al generale Gazan di disporre l’artiglieria su un’altura, quindi sboccare in pianura con l’intero corpo.
I cavalleggeri sono a disposizione dei generali mentre la cavalleria pesante è di riserva dietro la Guardia.
A Jena sono giunte durante la notte la divisione Saint-Hilaire (9.000 uomini e 12 pezzi d’artiglieria) del IV° C.A. (Soult) e l’avanguardia del VI° C.A. (Ney, 3-4.000 uomini, 4 pezzi d’artiglieria).
In tutto 84.000 fanti e 12.000 cavalieri.
La Sconfitta di Tauenzien.
Si trovano di fronte 46.000 francesi con 70 pezzi d’artiglieria contro 45.000 prussiani con 120 pezzi d’artiglieria, avvolti nella nebbia.
6:00 - L’ordine è di cacciare i prussiani dalle loro prime posizioni per poter disporre di spazio sufficiente a schierare gli altri corpi d’armata e dare battaglia il giorno successivo. Il primo colpo di cannone prussiano passa sopra tutto lo schieramento francese uccidendo un cuciniere. Napoleone incita le truppe che rispondono gridando "Marchons!" (Marciamo!).
All’ala destra la divisione Suchet, parte in linea e parte in colonna, si prepara ad attaccare il villaggio di Closewitz. La brigata Claparède con il 17° reggimento leggero in testa, appoggiata da due cannoni, seguita dalla brigata Reille con il 34° spiegato ed il 40° in colonna, e dalla brigata Vedel in colonne serrate, tuttavia la nebbia consente solo tiri di moschetteria alla cieca ed il 17° leggero avanza troppo a destra, urtando i prussiani in un bosco.
La divisione prussiana Grawert giunge in sostegno verso il villaggio di Vierzehn-Heiligen.
7:00 - Il 17°, con il quale si trova Suchet, continua il fuoco vivace che causa la perdita di 2 ufficiali. Clapérade caccia a forza i prussiani che tirano da un boschetto, passato il quale la divisione si trova di fronte numerosa cavalleria avversaria. Suchet sostituisce il 17°, che ha finito le cartucce, con il 34°.
La nebbia si dirada e Suchet si vede attaccato su un fianco da 3 battaglioni di granatieri, verso i quali fa cambiare fronte a due battaglioni del 34°. I granatieri sono respinti oltre Lützenrode perdendo l’artiglieria. Tutto il piano davanti il Landgrafenberg è abbandonato da Tauenzien ed occupato da Lannes.
La Sconfitta di Holtzendorff.
8:30 - I francesi dispongono quindi dello spazio per schierarsi e combattere: A destra del V° C.A. (Lannes) interviene la divisione Saint-Hilaire che grazie alla superiorità numerica ed all’artiglieria prende facilmente il villaggio di Closewitz ed il bosco a sinistra del villaggio.
Al rumore della battaglia accorre da nord-est il corpo di Holtzendorff (5.000 uomini) che ingaggia la divisione Saint-Hilaire con i tiragliatori e schiera la fanteria secondo il rigido ordine obliquo di Federico, la cavalleria alle ali e 22 pezzi d’artiglieria con un ristretto campo di tiro.
La divisione Saint-Hilaire si schiera con l’ala destra dietro il villaggio di Rödigen, fuori tiro dall’artiglieria prussiana, ed effettua una marcia al coperto dalla creste delle alture contro il fianco sinistro degli attaccanti.
La minaccia è sufficiente ad indurre Holtzendorff ad ordinare la ritirata dietro il ruscello di Lehesten, coperto efficacemente dai cavalleggeri della Guardia Reale e dai dragoni sassoni che caricano la divisione Saint-Hilarie ma subiscono gravi perdite dal tiro del 10° leggeri e del 36° di linea, sono contrattaccati dai generali Margaron e Guyot con la cavalleria del corpo e costretti a ripiegare.
La cavalleria disperde i cavalieri ed i tiragliatori prussiani e piomba sulle colonne in ritirata catturando 400 uomini, un generale, 6 cannoni, 2 o 3 stendardi.
Il corpo di Holtzendorff si riordina dietro Nerkwitz ma anche qui è minacciato d’aggiramento da sinistra e caricato dalla cavalleria francese, e dopo breve combattimento è messo in rotta disordinata verso Apolda perdendo quasi tutta l’artiglieria. La divisione Saint-Hileire interrompe l’inseguimento per partecipare all’azione degli altri corpi avvolgendo l’ala sinistra prussiana verso Vierzehn-Heiligen.
Holtzendorff raduna la fanteria ad Apolda dove si ferma, limitandosi ad inviare la cavalleria ed una batteria a Hohenhole.
La Sconfitta di Hohenhole.
Friedrich Ludwig principe di Hohenhole che sta progressivamente facendo intervenire le sue forze.
Una divisione sassone si porta a ovest di Mühlthal senza averne ricevuto l’ordine, la cavalleria e le batterie a cavallo si schierano attorno Vierzehn-Heiligen, seguite dalla divisione Grawert. Questo movimento induce Tauenzien ad arretrare verso Weimar per Klein-Romstedt, abbandonando il villaggio di Vierzehn-Heiligen.
Frattanto all’ala sinistra, presso Cospeda, entra nel combattimento la divisione del VII° C.A. (Augereau). La prima brigata (16° leggero e 14° di linea) attacca sostenuto da parte della seconda brigata, prende un bosco e respinge i tiragliatori prussiani.
10:00 - I combattimenti si estendono su tutta la linea da Krippendorf (nord), attorno Vierzehn-Heilgen (centro), al bosco di Isserstedt (a sud), presidiato da tiragliatori prussiani.
Clepérade occupa Krippendorf ed inizia a salire sulle alture di fronte. Napoleone fa avanzare l’artiglieria della Guardia che tira su quella sassone piazzata presso Vierzehn-Heilgen, dietro la quale si schierano 4 battaglioni sassoni freschi e numerosa cavalleria (5.000 uomini in tutto).
Il primo attacco francese è respinto da un vigoroso contrattacco dei prussiani che avanzano fino quasi Krippendorf.
11:00 - 15 battaglioni prussiani in linea, con la divisione sassone distante sulla destra, fronteggiano il V° C.A. (Lannes) al quale Napoleone ordina di attendere da Lützenrode la divisione Desjardins del VII° C.A. (Augereau), ma rimane sorpreso nel vedere la battaglia ravvivarsi all’estrema sinistra.
Infatti Ney ha deciso di intervenire senza attendere il resto dei suo corpo d’armata ed attacca con il 10° cacciatori in colonna di squadroni fiancheggiato, cattura sette pezzi d’artiglieria, è fermato dai più numerosi gendarmi ed i corazzieri di Heinkel. Ney è soccorso dal 3° ussari, che lo fiancheggiano a sinistra, e ripara con i cacciatori in un quadrato di due battaglioni di granatieri e voltiguers, che aprono il fuoco a 20 passi. I cavalieri prussiani, minacciati anche dall’arrivo dei cavalleggeri di Treillard, ripiegano rapidamente ma il fuoco dell’artiglieria prussiana costringe Ney, che ha solo 3 o 4 pezzi, a retrocedere.
11:30 - Napoleone, benché in inferiorità numerica, decide di sostenere l’attacco di Ney e lancia in avanti il 21° cacciatori (della brigata Treillard), il 9° e 10° ussari, il 21° leggeri (brigata Gazan) e la divisione Desjardins del VII° C.A. (Augereau) che occupano facilmente Vierzehn-Heilgen ed il bosco di Isserstedt, penetrando per primo tra la destra prussiana ed il piccolo corpo sassone avanzato a Mühlthal.
Hohenhole schiera 38 squadroni di cavalleria in seconda linea e lancia all’attacco in ordine obliquo contro il villaggio la brigata Grawert (28 battaglioni).
La moschetteria e l’artiglieria francese infligge agli attaccanti ordinati pesante perdite ma non impedisce loro di riprendere Isserstedt con i boschi vicini e di avvolgere da nord il villaggio di Vierzehn-Heilgen.
Alcuni voltiguers della guardia gridano "En Avant!" impazienti di combattere e sono rimproverati da Napoleone che dice loro di attendere di aver guidato 30 battaglie prima di dargli consigli.
Hohenhole non sostiene l’attacco ed arretra le sue truppe che restano sotto il fuoco dei tirailleurs francesi subendo pesanti perdite. Un reggimento tedesco molto provato ripiega ed è riportato in linea a colpi di sciabola. L’artiglieria sostiene entrambi gli schieramenti infliggendo gravi perdite.
A destra di Vierzehn-Heilgen, dove il 21° leggeri ed il 40° lottano duramente, prendono posto il 100° reggimento guidato dal generale Graindorge e da Lannes, ed il 103° ma Hohenhole li fa caricare da 28 squadroni di cavalleria che li costringe a ripiegare.
13:00 - Grawert si complimenta con Hohenhole per la vittoria riportata e lo trattiene dall’inseguimento dicendo di lasciarlo alle truppe fresche di von Rükel in arrivo. Massenbach invece insiste per l’attacco a fondo dicendo che "attendere, è la morte!", ma non è ascoltato.
A nord di Krippendorf, contro l’ala sinistra prussiana, giunge anche la divisione Saint-Hilaire affrontata dalla cavalleria prussiana con alcune batterie.
Il tiro dei francesi continua a dimostrarsi micidiale mentre quello a raffiche dei plotoni e dei battaglioni prussiani produce scarsi risultati. Vierzehn-Heilgen è bombardata ed incendiata dai prussiani.
Frattanto affluiscono i rinforzi francesi: le divisioni Marchand e Gardanne del VI° C.A. (Ney), la divisione Heudelet del VII° C.A. (Augereau), i dragoni di Klein ed i corazzieri di Hautpoul della Riserva di Cavalleria (Murat)
13:30 - Napoleone fa intervenire con le truppe finora tenute di riserva (secondo l’Imperatore sono in campo 250-300.000 uomini e 7-800 cannoni delle due parti).
Le colonne francesi avanzano accompagnate dai musici e precedute da nugoli di tiraillerus, appoggiati da una batteria di 25 pezzi ed i prussiani cedono subito. Lannes oltrepassa Vierzehn-Heilgen in fiamme, Soult avvolge Hohenolhe.
I battaglioni che tentano di resistere sono investiti a mitraglia dall’artiglieria montata di Lannes, avanzata velocemente.
Nell’inseguimento si distingue la divisione dragoni di Klein che rompe numerosi quadrati prussiani.
La ritirata prussiana, coperta dalla cavalleria, sotto la pressione francese si spezza: una parte ripiega presso Weimar, il resto verso nord raggiungendo in ordine i resti della divisione Tauenzien, tormentati dalla cavalleria francese che cattura 2.500 prigionieri, 16 pezzi d’artiglieria ed 8 bandiere.
13:30 - Murat interviene nell’inseguimento con i suoi dragoni e corazzieri.
Verso Weimar la ritirata prussiana si tramuta in piena rotta. Solo il battaglione di granatieri sassoni di Winkel rimane ordinato e respinge tutti gli attacchi francesi.
Augereau frattanto fronteggia i sassoni presso Mühlthal, raggiunto dalla sua seconda divisione (Heudelet). I sassoni si ritirano formano quadrati di battaglione ma metà di questi sono rotti e dispersi. Gli altri raggiungono la strada per Weimar.
La Sconfitta di von Rüchel.
Al suono del cannone il corpo di von Rüchel muove verso Jena e Eckartsberg ma riceve l’ordine di dirigersi su Weimar da Hohenhole (ore 10:00). Durante la marcia raccoglie i resti della divisione Tauenzien (alla sua sinistra) ed altri 1.500 fuggiaschi.
14:00 - Von Rüchel e Tauenzien si uniscono ai 22.000 uomini di Hohenhole e si schierano in ordine obliquo con la fanteria al centro e la cavalleria alle ali, ed avanzano a passo di parata. Tra Köttenschau e Gross i prussiani sono attaccati dalla cavalleria francese impegnata nell’inseguimento, che è respinta, poi sono fatti a segno a mitraglia da numerosa artiglieria ippotrainata, approntata su una cresta da Lannes (che è colpito ma rimane illeso) e Ségur. Sul fianco destro prussiano intervengono i tirailleurs francesi, appoggiati a Gross Romsedt.
I prussiani muovono decisamente contro le artiglierie avversarie, che dopo sette ore di combattimento hanno quasi esaurito le munizioni, e nonostante le enormi perdite le costringono a ripiegare, ma giungono le fanterie di Lannes e Ney occupano la cresta mentre la divisione Saint-Hilaire arriva a ovest di Gross Romsedt, dietro i tirailleurs. Dopo pochi attimi i prussiani iniziano la ritirata, eseguita in ordine da una parte dei battaglioni mentre altri si danno alla fuga. Gli ussari francesi sono respinti dalla cavalleria prussiana e sassone che è però ricacciata dal fuoco della fanteria. I corazzieri di Murat spazzano il campo di battaglia, rompono 5 quadrati di battaglioni prussiani, catturano 4.000 uomini e 5 stendardi. Von Rüchel è tra i caduti.
Frattanto il corpo sassone da Mühlthal (6.000 uomini, 8.000 per Napoleone) ripiega a Köttschau respingendo le cariche della cavalleria di Augereau, ma qui è caricato dalla cavalleria di Ney e di Lannes ed è sconfitto. Tutti gli uomini sono caduti o catturati.
L’Inseguimento.
15:00 - La battaglia ha termine. L’ultima resistenza prussiana ha luogo dietro il ruscello di Capellendrof, allo scopo di proteggere la ritirata. I prussiani in ritirata verso Apolda, minacciati sul fianco sinistro dal corpo di Soult, deviano verso Weimar.
16:00 - Murat continua l’inseguimento con i suoi dragoni, una brigata di corazzieri ed una batteria, catturando altri prigionieri, cannoni e stendardi. I francesi vanno a cercare 6 squadroni lasciati a guardia della Saale a sud di Iena che non si sono accorti della battaglia. Letrot con i suoi dragoni forza l’ingresso a Weimar, difesa da un battaglione.
17:00 - Murat, Rapp e Ségur entrano a Weimar disperdendo alcuni reparti sassoni. In città scoppiano alcuni incedi. L’oscurità pone fine all’inseguimento.
I prussiani lasciano 25.000 uomini tra caduti, feriti (tra i quali il maresciallo Mollendorff) e prigionieri contro 1.200 caduti e 3.000 feriti francesi.
La vittoria è commemorata con la costruzione del ponte "Jena" presso il campo di Marte a Parigi (1808-1810), che nel 1814 Blücher vuole distruggere, ma trova l’opposizione di Luigi XVIII re di Francia.


AUERSTÄDT 14 X 1806 Francesi Prussiani

Federico Guglielmo III re di Prussia e Karl Wilhelm Ferdinand duca di Brunswick guidano l’avanguardia delle 5 divisioni prussiane e la riserva (50-60.000 prussiani) che si ritirano da Naumburg per Halle ed Erfurt verso Kösen.
3:00 - Davout riceve l’ordine di avanzare per Kösen verso Apolda, mette in moto i suoi 26-27.000 uomini e 44 cannoni e raggiunge a Naumburg Bernadotte che gli assicura di portarsi a Camburg.
6:30 - La 3a divisione (Gudin), all’avanguardia francese, attraversa nella nebbia la Saale sul ponte di Kösen ed avanza verso Hassenhausen.
7:00 - Davout, in avanscoperta con il colonnello Bruke ed alcuni cavalieri del 1° cacciatori, si scontra con alcuni cavalieri prussiani al villaggio di Poppel, sulla sinistra del ruscello Liss Bach, cattura alcuni prigionieri e torna oltre Hassenhausen. La divisione Gudin si schiera a cavallo della strada in colonna serrata, pronta a formare i quadrati, e riprende l’avanzata mentre la nebbia si dirada.
Presso Hassenhausen è avvistata la cavalleria prussiana che investe il 25° reggimento di linea in quadrato. Davout invia in rinforzo i reggimenti 12° e 85° con 10 pezzi d’artiglieria. Davout con i generali Gaudin, Gauthier e Petit passano di quadrato in quadrato per animare la resistenza.
Il reggimento di cavalleria prussiano (4 squadroni) è appoggiato da una batteria ma appena questa è messa fuori combattimento i prussiani ripiegano. Per affrontare la fanteria avversaria, la divisione Gudin schiera i tiralleurs del reggimento di testa sul Liss Bach ed attende le divisioni 2a (Friant) e 1a (Morand).
8:00 - La 2a divisione francese (Friant) esce da Kösen mentre la 1a divisione (Morand) è più indietro.
La 3a divisione prussiana (Schmettau), che fiancheggia la ritirata prussiana, si avvicina al Liss Bach mentre la 2a divisione (Wartensleben) sta togliendo i bivacchi ed il resto dell’armata prussiana è ancora ai bivacchi.
Il generale Blücher, convinto di avere di fronte solo un piccolo distaccamento, cerca di raccogliere la cavalleria prussiana ma riesce a radunare solo 13 squadroni delle varie divisioni, con i quali raggiunge Spielberg per colpire sul fianco destro i francesi.
8:30 - I tiragliatori della 3a divisione (Schmettau) respingono quelli francesi verso Hassenhausen.
Contro la 3a divisione francese (Gudin) sono lanciati frontalmente 9 battaglioni e 3 squadroni con 24 cannoni, e contro il fianco destro 13 squadroni. Tuttavia l’attacco sul fianco giunge prematuramente ed è respinto dall’85° con 2 cannoni da 8 libbre, prima dell’arrivo delle forze frontali.
Blücher esegue una serie di cariche che gli costano perdite enormi (rimane ucciso anche il suo cavallo) poi deve ritirare gli squadroni esausti in disordine fino ad Eckartsberg, dove rimangono essendo inutilizzabili.
8:45 - Il battaglione di testa della 3a divisione prussiana (Schmettau) passa il ponte sulla Liss Bach, seguito dagli altri battaglioni che Federico Guglielmo III ed il duca di Brunswick fanno schierare sotto il fuoco dell’artiglieria francese. Sono piazzate le artiglierie prussiane ma per l’attacco si attende la 2a divisione (Wartensleben).
9:30 - Giunge la 2a divisione francese (Friant) che Davout schiera a nord, a destra della 3a divisione (Gudin), verso Spielberg, coperta dalla brigata di cavalleria leggera del C.A.. Una batteria di 12 pezzi è schierata a nord del villaggio di Hassenhausen, che è evacuato.
9:45 - All’arrivo della 2a divisione prussiana (Wartensleben) i prussiani iniziano l’attacco:
all’ala sinistra la 3a divisione (Schmettau), su un fronte ristretto, è presa d’infilata dal fuoco delle divisioni Gudin e Friant;
all’ala destra la 2a divisione (Wartensleben) si trova di fronte un unico reggimento della divisione Friant (a sud di Hassenhausen) che è caricato frontalmente da un battaglione, preso sul fianco da numerosi squadroni, fugge dentro Hassenhausen, dove si rianima, si schiera in quadrato e respinge la cavalleria aprendo il fuoco a distanza ravvicinato.
I prussiani non approfittano di questo vantaggio ma si fermano per riordinarsi e sono fronteggiati dai due reggimenti della 3a divisione (Gudin) rimasti in seconda linea. Il 111° reggimento della brigata Grandeau (composto unicamente da ufficiali e truppe italiani) attacca una batteria oltre Hassenhausen ma è accolto da 6 scariche a mitraglia che abbattono 18 ufficiali e 250 uomini. La batteria è presa da un battaglione del 108°. L’altro battaglione del 108° attacca a nord il villaggio di Spielberg per prevenire la minaccia di aggiramento della brigata del Principe di Prussia (divisione d’Orange). Il 33° ed il 48° sono inviati a sloggiare i tiragliatori dal bosco all’ala destra francese. La cavalleria francese lancia una serie di cariche. Davout è privo di riserve.
10:00 - All’ala destra prussiana la 2a divisione (Wartensleben) e parte della fanteria della divisione Schmettau, con un duro combattimento frontale respingono lentamente l’ala sinistra francese. Contro Hassenhausen, difeso dal 21° francese, sono lanciati 4 battaglioni che lasciano perdite enormi e non conquistano che poche case (sarebbero stati meglio utilizzati sull’altra ala, dove l’85° francese resiste grazie al soccorso dal 12°).
Prosegue su tutto il fronte lo scambio di fuoco con gravi perdite per entrambi, ma soprattutto tra le dense file prussiane: Il duca di Brunswick, attaccando Hassenhausen, è ferito mortalmente lasciano i prussiani privi di un abile comandante. Schmettau è gravemente ferito.
Il principe Guglielmo di Prussia raduna la cavalleria della 2a divisione (Wartensleben) e tutta quella che riesce a trovare per un totale di 30 squadroni, ma il loro intervento contro la sinistra francese è ritardato dalla mancanza di spazio di manovra.
11:00 - Giunge la 1a divisione prussiana (principe d’Orange) alla quale Federico Guglielmo III ordina di sostenere le ali:
una brigata si dispone dietro l’ala destra, dove la 2a divisione (Wartensleben) è in vantaggio;
l’altra brigata prende posto dietro l’ala sinistra dove la 3a divisione (Schmettau) è minacciata sul fianco da Friant.
I reparti così distribuiti si rivelano di nessuna efficacia.
Poco dopo giunge da parte francese la 1a divisione (Morand). Il 13° leggero, in testa alla divisione con 2 cannoni, riprende Hassenhausen ma è respinto dall’enorme superiorità numerica prussiana e prende posizione a fianco della 3a divisione (Gudin), prolungando l’ala sinistra fino alla Saale. Le due ali francesi effettuano un tiro incrociato contro lo schieramento prussiano.
La 1a divisione (Morand) è caricata dai 30 squadroni prussiani (ma privi d’artiglieria), si schiera in quadrati di battaglione, attende la carica per aprire il fuoco a distanza ravvicinata al grido "Vive l’Emepreur!". Il quadrato del 17° leggero alza i cappelli sulle baionette e l’ufficiale ordina "Mais tirez donc!" ("Ma tirate dunque"), sentendosi rispondere da un soldato che ne hanno tutto il tempo. Davout, all’interno di un quadrato, ha il cappello portato via da una pallottola. La cavalleria prussiana è respinta in disordine ed è impossibilitata a continuare i combattimenti. Il principe Guglielmo è tra i feriti. Solo ora entra in azione l’artiglieria prussiana.
La 1a divisione (Morand) avvolge l’ala destra prussiana, respinge il primo debole contrattacco della 2a divisione (Wartensleben) ed anche il successivo più vigoroso, che le costa la perdita dell’allineamento con la brigata della 1a divisione (d’Orange).
Da parte prussiana non c’è più manovra. I francesi sono privi di riserve ma è loro sufficiente mantenere lo schieramento a semicerchio per fare strage di avversari e respingerli verso Auerstädt. La resistenza prussiana è tuttavia eroica e causa molte perdite ai francesi. La 1a divisione (Morand) conquista alcune rovine presidiate dalla fanteria e l’artiglieria prussiana al prezzo di gravi perdite.
11:30 - I francesi raggiungono la linea da Zachwar per Hassenhausen fino allo sperone a est di Rehhausen.
12:00 - Giunge Kalckreuth con 2 divisioni della riserva prussiana (14 battaglioni, 5 squadroni e 3 batterie, pari a 17.000 uomini) che Federico Guglielmo III, convinto di aver di fronte un’intera armata, impiega a spizzico senza riuscire a fermare i francesi: a nord i reggimenti Principe Augusto, Rheinbahden ed il battaglione granatieri Knebe, a sud la cavalleria, 2 battaglioni sono schierati a Poppel (sulla riva destra del Liss Bach) ed altri sulla cresta del Finne, per proteggere la ritirata.
12:30 - A nord la 3a divisione prussiana (Schmettau), minacciata d’aggiramento dalla 2a divisione (Friant), ripiega disordinatamente su Poppel dove entrano anche i francesi. La brigata del principe Enrico di Prussia, la sola capace di combattere, riprende il villaggio aprendo così una via ai fuggitivi. Un migliaio di uomini e una bandiera restano comunque nelle mani di Friant.
La 1a divisione (Morand) è fermata tra l’Inn ed il Liss Bach dalle truppe leggere del corpo di Blücher e può solo disporre le sue artiglierie sullo sperone sopra Sonnenkuppe, batte d’infilata la 2a divisione (Wartensleben) e ne accelera la rotta.
14:00 - I prussiani combattendo ripiegano su tutta la linea verso Auerstädt e Echartsberg abbandonando gran parte dei loro cannoni. Il re, che ha un cavallo ucciso sotto di sé, ordina la ritirata verso Weimar, affidando il compito di copertura ai 10.000 uomini non ancora impegnati che ha evitato di gettare nella mischia. Blücher cerca di predisporre una carica di cavalleria ma non trova neppure uno squadrone.
15:00 - Davout attacca la retroguardia prussiana con le divisioni disposte a semicerchio:
all’ala destra la 2a divisione (Friant) appoggiata al bosco, avvolge e conquista Eckartberg, presso la quale cade il generale Debilly, ucciso da un colpo di mitraglia. Il soldato semplice Péré, che somiglia a Napoleone, avanza gridando "Mes amis, suiviez l’Empereur!" (è poi promosso caporale e decorato con la Legion d’Honneur. Petit cattura 20 pezzi d’artiglieria prussiana;
al centro avanza la 3a divisione (Gudin);
all’ala sinistra la 1a divisione (Morand) avanza verso Auerstäd respingendo i deboli contrattacchi prussiani.
I prussiani perdono le alture di Gernstedt, rischiano l’aggiramento e sono costretti a ripiegare.
16:30 - I prussiani sono in piena rotta inseguiti dal generale Viallanes con 3 reggimenti di cavalleria francese e dal battaglione rimasto a guardia del ponte di Kösen. Il grosso dei francesi è troppo stanco e provato per inseguire gli sconfitti.
La 3a divisione (Schmettau) fugge verso Eckartsberg, la 2a divisione (Wartensleben) verso Reisdorf e la 1a divisione prussiana (d’Orange) oltre Auerstädt, dove incontra i prussiani che ripiegano rapidamente da Jena creando un ingorgo di carriaggi che ostacola la fuga. L’inseguimento prosegue fino a tarda sera verso Erfurt.
I francesi catturano 115 pezzi d’artiglieria e 3.000 uomini. I prussiani lasciano 15.000 caduti e feriti contro 6.000 francesi (circa 1/4 degli effettivi e 1/2 dei generali di brigata e dei colonnelli). Tra i caduti c’è il generale Billy, tra i feriti i generali Morand, Gudin.
Davout paragona il III° C.A. di Napoleone alla gloriosa X Legio di Giulio Cesare ed è premiato per la vittoria con la nomina a duca di Auerstädt.


PULTUSK 26 XII 1806 Francesi Russi

GOLYMIN 26 XII 1806 Francesi Russi


EYLAU 7-8 II 1807 Francesi (N) Russo-Prussiani

Il terreno è ondulato ed il tempo è nevoso.
I russi sono schierati tra Serpallen e Schmoditten: 50.000 uomini ammassati su un fronte di 2 Km, altri 24.000 uomini estesi all’ala destra, oltre l’ala francese. Da questo lato è atteso l’arrivo di 8-9.000 prussiani di Anton Wilhelm von Lestocq (a 15 km). L’artiglieria ammonta a 4-500 pezzi, in gran parte riunita in tre grosse batterie di 40-60 pezzi.
8:00 - I francesi, 63-65.000 uomini e 200 pezzi d’artiglieria (450 in altre fonti) più 10.000 uomini di Ney attesi nel tardo pomeriggio, si schierano su un fronte di 3 Km tra Eylau (odierna Bagrationovsk) e Rothenen:
Il IV° C.A. (Soult) deve logorare l’ala destra ed il centro russi con l’artiglieria ed una sottile linea di fanteria.
Lo stato maggiore e la Guardia Imperiale (Bassieres) si trovano al centro, presso il cimitero di Eylau.
Il VII° C.A. (Augereau) e la divisione di cavalleria di riserva (Murat) sono schierati verso Rothenen ed hanno l’ordine di attaccare l’ala sinistra russa, contro la quale è previsto anche l’intervento del III° C.A. (Davout), a 16 km.
Il VI° C.A. (Ney), all’estrema sinistra, ha l’ordine di raggiungere Eylau impedendo ai prussiani di arrivarci.
Altre fonti riportano 70-80.000 francesi contro 58-70.000 russi e 5.500 prussiani.
La battaglia inizia con una lunga azione di fuoco a scapito soprattutto del IV° C.A. francese, a causa della numerosa artiglieria russa.
10:00 - Arriva il III° C.A. (Davout) verso Serpallen ed è lanciato all’attacco il VII° C.A. (Augereau) ma un’improvvisa bufera di neve e vento riducono drasticamente la visibilità. Il VII° C.A. piega a sinistra e si trova di fronte il munito centro russo, è bersagliato a mitraglia da 70 pezzi d’artiglieria, caricato dalla riserva di cavalleria russa (principe di Galizia) ed in meno di un quarto d’ora subisce la perdita di ben 5.200 uomini.
La cavalleria russa giunge fino al cimitero di Eylau.
12:00 - L’avanzata russa è fermata dall’intervento di Murat con quattro intere divisioni di cavalleria (80 squadroni), permettendo ad Augereau di disimpegnarsi. È una delle più grosse cariche di cavalleria delle guerre moderne.
Una colonna di 4.000 russi lanciata contro il cimitero è fermata da alcuni battaglioni della guardia appoggiati da alcuni squadroni dello stato maggiore, presa sul fianco da una brigata di cacciatori a cavallo di Murat ed è sbaragliata lasciando numerosi prigionieri.
Ad est il III° C.A. (Davout) è avanzato fino Klein-Sausgarten e Kuschitten i russi, alleggeriti al centro, riescono a respingerlo fino ad Auklappen, grazie anche all’arrivo dei prussiani di Lestocq, che hanno eluso Ney e sono giunti ad Eylau dove Bènnigsen li ha fatti sfilare alle spalle dello schieramento russo.
21:30 - Dopo tre ore di combattimenti, nei quali i russi dimostrano la loro tenacia ed il loro sprezzo per la morte, presso Althoff contro l’ala destra russa giunge Ney ed occupa Schmoditten, che i russi tentano inutilmente di riprendere. Bènnigsen, temendo l’arrivo del I° C.A. francese (Bernadotte), approfitta del calare dell’oscurità ed ordina la ritirata su Königsberg, che è eseguita ordinatamente lasciando in mano francese 16 cannoni e tutti i feriti.
La sanguinosa battaglia, alla quale è presente lo scrittore Stendhall, è definita da Ney un “massacro senza risultato ”.
I dispacci ufficiali riportano 1.900 caduti e 5.700 feriti francesi contro 7.000 caduti russi. Altre fonti e stime riportano 3.000 caduti e 15.000 feriti francesi contro 6.000 caduti e 20.000 feriti russi oppure 18-20-25.000 tra caduti e feriti per parte.
Tra i generali francesi si contano 6 caduti, tra i quali il generale dei corazzieri d’Hautpoul (Napoleone ordina di fondergli una statua con i cannoni russi catturati) e 15 feriti, tra i quali Augereau.
Napoleone non insegue i russi in ritirata, rimane ad Eylau fino al 17, poi ritira la Grand Armée dietro il Passarge lasciando alcuni avamposti del VI° C.A. sulla Alle.
 

HEILSBERG 10 VI 1807 Russi Francesi


FRIEDLAND 14 VI 1807 Francesi (N) Russi

2:00 - Presso Friedland giunge Lannes con la divisione granatieri (Oudinot, 10.000 uomini) ed una brigata di cavalleria (Nansouty, 3.500 corazzieri e carabinieri a cavallo).
Il 9° reggimento ussari in avanscoperta è attaccato da 30 squadroni russi appoggiati da artiglieria ippotrainata. Al levare del sole il 9° vede l’armata russa sui piani alla destra dell’Alle, impegnata al passaggio del fiume sul ponte di Friedland, ed altri due ponti in costruzione (poi è gettato anche il terzo). Sulla riva destra si trovano anche due grosse batterie d’artiglieria che dominano la città e parte del piano sulla riva sinistra, tra Posthenen ed Heinrichsdorf.
Sono già schierati 30.000 russi con la destra di fronte al villaggio di Heinrichsdorf, il centro al Mülhenfluss (ruscello del Mulino), profondamente incassato, e la sinistra al villaggio di Sortlack.
Lannes occupa con alcune truppe il villaggio di Posthenen ed il bosco di Sortlack mentre due divisioni devono rallentare l’avanzata russa verso Heinrichsdorf, sulla strada tra Friedland e Könnigsberg.
All’inizio dello scontro a fuoco arrivano anche la divisione Dupas (6.000 uomini) dell’VIII° C.A. (Mortier) e la divisione Verdier (7.000 uomini) del V° C.A. che occupano il villaggio di Heinrichsdorf e lo spazio tra questo ed il villaggio di Posthenen. I francesi ammontano ora a 26.000 uomini.
Benngsen crede di avere di fronte un solo C.A. ed intende aprirsi la strada verso Könnigsberg a forza:
l’ala destra comprende le divisioni 3a, 6a, 7a ed 8a guidate dal luogotenente colonnello Gortchakov coperte da nugoli di cosacchi, appoggiate dalla cavalleria guidata dal generale Uvarow ed avanza contro Heinrichsdorf;
l’ala sinistra comprende le divisioni 1a e 2a (18.000 uomini) guidate dal principe Bagration ed alcuni distaccamenti di cacciatori, appoggiati dalla cavalleria della guardia del generale Kollogribov, ed avanza tra l’Alle ed il Mülhenfluss.
Le due ali, per un totale di 60-75.000 uomini, sono appoggiate da 200 cannoni oltre l’Alle e collegate (insufficientemente) da 4 ponti gettati sul Mülhenfluss presso Friedland.
6:00 - L’avanzata dei russi su Heinrichsdorf è fermata dall’intervento di Groucy con una brigata granatieri (Albert) ed i dragoni di Milet, mentre la brigata Carriè aggira il villaggio. I dragoni francesi sono caricati dalla cavalleria russa e sono sostenuti dai corazzieri di Nansouty.
Sul campo giunge Mortier alla testa della divisione Dupas che prende posto tra Heinrichsdorf e Posthenen. Mortier perde il cavallo sotto di sé ma piazza abilmente la sua artiglieria e causa gravi perdite ai russi.
Nel settore sud i granatieri di Oudinot approfittano di tutte le asperità del terreno pur di fermare l’avanzata russa. In loro appoggio Lannes schiera la divisione Verdier nel bosco di Sortlack in due colonne, e le impiega alternativamente. I russi credono questo settore ben presidiato e lo evitano, cercando piuttosto di aprirsi la strada per Könnigsberg.
9:00 - I 6.000 cavalieri di Groucy sono attaccati da 12.000 cavalieri russi. Groucy schiera i corazzieri distesi su tutta la linea, seguiti dai dragoni, dai carabinieri a cavallo e dall’artiglieria, finge di contro caricare ed invece ripiega rapidamente attirano in avanti i russi, che sono presi sul fianco dalle truppe dietro Heinrichsdorf. Groucy fa dietro-front con i corazzieri e li respinge. La stessa manovra è ripetuta una seconda volta dopo di che la piana di Heinrichsdorf, coperta di caduti, rimane in mano francese.
Frattanto all’altra ala, presso Posthenen, i dragoni ed i corazzieri francesi e sassoni effettuano alcune cariche e si impossessano di 4 cannoni.
11:00 - Arriva Napoleone e si accerta che i russi stiano procedendo il passaggio dell’Alle (sta passando la Guardia Imperiale Russa) e prepara dietro il bosco tre grosse colonne con i reparti francesi che arrivano:
all’ala destra è disposto il IV° C.A. (Ney, 14.000 uomini), oltre Posthenen verso Sortlack, in sostegno dei granatieri di Oudinot, che hanno l’ordine di poggiare a sinistra per attirare il nemico;
il centro, tra Posthenen e Heinichsdorf, è lasciato al V° C.A. (Lannes);
all’ala sinistra l’VIII° C.A. (Mortier, 10.000 uomini) presidia Heinrichsdorf a cavallo della strada per Könnigsberg, con i corazzieri del generale Espange ed i dragoni di Groucy esternamente a sinistra.
16:00 - Con l’arrivo della Guardia (Bessières, 7.500 uomini), del I° C.A. (Victor, 22.000 uomini) di una divisioni di corazzieri (La Hussaye), una di dragoni (Latour-Maubourg) e 2 di cavalleggeri (Beaumon e Colbert) per un totale di 11.500 cavalieri, Napoleone dispone di 81.000 uomini dei quali 20.000 cavalieri, contro 70.000 russi (un’altra fonte indica 70.000 francesi contro 55.000 russi). Bennigsen vede l’arrivo dei rinforzi francesi ed è indeciso sul da farsi.
L’Imperatore ordina a Ney di raggiungere i ponti di Friedland e dice a Mortier "Cet Homme Est Un Lion".
17:30 - Una salva di 20 cannoni dà a Ney il segnale d’attacco. Coperta da un vivace fuoco d’artiglieria, la colonna di Ney attacca gridando "Vive l’Empereur! En Avant! A Friedland!". L’artiglieria russa risponde al fuoco e colpisce alcuni cassoni francesi. Il fumo nasconde Ney ma la divisione Bisson obliqua troppo a destra e lascia un varco, nel quale si lancia la cavalleria russa guidata dal granduca Costantin che semina il disordine. Anche altri reggimenti francesi obliquano troppo a destra, ma il fuoco di moschetteria francese abbatte quasi tutti i cannonieri russi. Il corpo di Ney è respinto dai cosacchi seguiti dalla cavalleria ma è soccorso dalla divisione Dupont del I° C.A. (Victor) che carica gli inseguitori. Ney riforma velocemente le sue truppe e riprende l’avanzata ma è fatto a segno dall’artiglieria russa sulla destra dell’Alle.
A sostenere l’avanzata di Ney, Napoleone fa avanzare il generale Sérnarmont con due batterie (del I° C.A.), ciascuna di 15 cannoni, che poco a poco sono spostate in avanti (questa manovra non sarebbe possibile con personale civile addetto al traino). In tre ore tirano 2.600 colpi e 400 scatole a mitraglia. La sinistra russa arretra, Bennigsen si rende conto del pericolo che corre l’armata se perde i ponti ed inizia la ritirata che però porta i russi ad ammassarsi davanti a Friedland dove l’artiglieria francese demolisce i quadrati russi.
18:00 - La fanteria francese attacca i russi disordinati, che iniziano a fuggire sotto il fuoco dei cannoni di Sérnarmont, giunto a portata dei ponti che vengono distrutti. Ney entra combattendo a Friedland per la strada di Eylau mentre Dupont entra da quella per Könnigsberg. Al centro avanzano le divisioni Oudinot e Verdier, inutilmente contro caricati dalla fanteria e dalla cavalleria russe.
A nord l’ala destra russa guidata da Gortchakoif carica la divisione Mortier, sostenuta dalla brigata della guardia Savary e dall’artiglieria del colonnello Balbois, che causa pesanti perdite ai russi, questi allora caricano i francesi già a Friedland in fiamme ignorando la distruzione dei ponti, ed urtano le truppe di Ney. Numerosi russi rifiutano di arrendersi e combattono fino alla morte, altri cercano di fuggire a nuoto ed annegano nell’Alle. Parte dell’ala destra russa si salva grazie ad un guado, dove tuttavia la fuga avviene in disordine.
Ventidue squadroni russi proteggono la ritirata dell’ala destra, ma sono sconfitti dalla cavalleria di Groucy, dietro di lui 40 squadroni francesi rimangono privi di ordini e non montano a cavallo. Anche la Guardia Imperiale francese e due divisioni del I° C.A. (Victor) non prendono parte ai combattimenti.
20:00 - L’oscurità interrompe l’inseguimento ed i francesi bivaccano sul campo di battaglia.
I russi lasciano 25.000 tra caduti e feriti (30.000 secondo Napoleone, 16.000 in altre fonti), 80 cannoni, numerosi cassoni e bandiere, contro 7.000 tra caduti e feriti francesi (7 generali); 25 generali russi sono caduti, feriti o catturati. La Guardia Imperiale russa è massacrata.
Bennigsen annuncia allo czar di aver perduto 10.000 uomini e di essersi ritirato in ordine, non inseguito dai francesi a causa delle gravi perdite da loro subite.

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Guerra di Spagna

L'invasione e la 1a Spedizione Inglese

MEDINA DE RIO SECO 14 VII 1808 Francesi Spagnoli
BAYLÈN 20 VII 1808 Spagnoli Francesi
VIMIERO 21 VIII 1808 Inglesi Francesi
DURANGO X 1808 Francesi Spagnoli
PAN CORBO 31 X 1808 Francesi Spagnoli
VALMACEDA 5 XI 1808 Spagnoli Francesi
ESPINOSA 10 XI 1808 Francesi Spagnoli
TULEDA 23 XI 1808 Francesi Spagnoli
SOMOSIERRA 30 XI 1808 Francesi (N) Spagnoli
BONAVENTE 29 XII 1808
LA CORUÑA 16 I 1809 Inglesi Francesi

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Quinta Coalizione

SACILE 16 IV 1809 Austriaci Francesi
TEUGEN 19 IV 1809 Francesi Austriaci
ABENSBERG 20 IV 1809 Francesi Austriaci
LANDSHUT 21 IV 1809 Francesi (N) Austriaci
EGGMÜHL 22 IV 1809 Francesi Austriaci
EBELSBERG 3 V 1809 Francesi Austriaci


ASPERN-ESSLING 22-23 V 1809 Francesi (N) Austriaci

Durante la mattinata passano sulla riva sinistra del Danubio la divisione di fanteria Legrand, i corazzieri di Espagne, i cavalleggeri di Marulaz e parte dell’artiglieria. I francesi, 25.000 uomini in tutto, assumono schieramento difensivo:
· All’ala sinistra, affidata a Massena, la divisione Molitor presidia il villaggio di Aspern.
· Al centro sono schierati i cavalleggeri di Lasalle ed i corazzieri di Espagne.
· All’ala destra, affidata a Lannes, la divisione Boudet difende Essling.
· La riserva è formata dalla divisione Lagrand ed i cavalleggeri di Marulaz.
13:00 - Con, dall’altipiano di Wagram, interviene l’arciduca Karl con 103 battaglioni (85.000 fanti), 148 squadroni (15.000 cavalieri) e 270 pezzi d’artiglieria, in 5 colonne:
· Hiller assalta Aspern ed il bosco tra questo villaggio ed il fiume.
· Hohenzoller, a sinistra del precedente, assale Aspern, seguito da numerosi reparti di granatieri.
· Davdovitch, seguito dalla cavalleria di Liechtenstein, garantisce il collegamento tra le due ali.
· Klenau assale Essling.
· Rosenberg, all’ala sinistra, punta su Enzersdorf avvolgendo Essling.
14:00 - Gli attacchi austriaci si intensificano alle ali. Hiller entra a Aspern e nel vicino bosco, ma la divisione Molitor, sorretta dalla divisione Lafrand, disputa con accanita lotta il villaggio che per 6 volte è perso e ripreso dai francesi.
All’altra ala la divisione Boudet è attaccata da Klenau ed aggirata da Rosenberg che ha occupato Enzersdorf.
Al centro la cavalleria francese effettua delle decise cariche respingendo gli austriaci che rinforzano inutilmente questo settore. Durante questi combattimenti il generale Espagne, alla testa della sua divisione, è colpito da un colpo di sciabola ed è ucciso.
19:00 - Dall’isola di Lobau giunge la brigata Saint Germain, guidata dal generale Nansoutym, che Bessières utilizza al centro per continuare le efficaci cariche. I francesi ammontano a circa 22.000 fanti, 8.000 cavalieri e 90 cannoni.
Con l’oscurità gli austriaci si ritirano fuori dalla portata del cannone, ma mantengono l’occupazione di Aspern.
I francesi pernottano sulle loro posizioni, raggiunti dal corpo di Oudinot, la divisione Saint Hilaire, due brigate di cavalleggeri ed altra artiglieria.
4:00 - I combattimenti riprendono con maggior accanimento. Gli austriaci attaccano Aspern appoggiati da numerosa artiglieria, prendono il villaggio ma sono ricacciati alla baionetta dal 24° reggimento. Gli austriaci, grazie all’arrivo di rinforzi, tornano all’attacco e prendono la chiesa, ma anche questa è ripresa dal 4°, dal 46° e da alcuni reggimenti del Baden. Dopo quattro assalti gli austriaci devono rinunciare al villaggio.
Napoleone ordina a Lannes un deciso attacco contro il vasto e sguarnito centro austriaco per spezzare in due l’esercito avversario: a sinistra Oudinot, al centro la divisione Saint Hilaire ed a destra la divisione Boudet, seguite dalla Guardia, la cavalleria di Marulaz, di Lasalle, d’Espagne (morto il giorno precedente) e la divisione Saint Souplice (in tutto 20 reggimenti di cavalleria).
Sulla riva destra del Danubio è arrivato Davout con le divisioni Friant, Morand, e Goudin, Vandamme con i Wurttemberghesi, la divisione Nansouty ed il resto della guardia a cavallo.
7:00 - Gli austriaci hanno portato avanti l’artiglieria e bersagliano le fitte colonne di truppe causando numerosi caduti. La fanteria austriaca forma i quadrati ed apre il fuoco sulle truppe francesi è più volte caricata dai corazzieri guidati d Bessières che la respinge fino al villaggio di Breitenlee.
L’arciduca Karl alla testa di 17 battaglioni di granatieri contrattacca e con un violento fuoco disordina i francesi costringendoli a fermare la loro avanzata.
9:00 - Napoleone (50.000 francesi) sta per lanciare i battaglioni della Guardia Imperiale, potendo disporre come riserva del corpo di Davout in arrivo, ma è informato che gli austriaci hanno lanciato dei barconi lungo la corrente del Danubio abbattendo due ponti alle sue spalle. Sono persi 14-15 barconi.
Il grande ponte è rotto mentre transita la brigata Colbert a piedi tenendo i cavalli per le briglie. Uno squadrone del 9° ussari si trova sulla riva sinistra mentre gli altri squadroni del 9° ussari, il 7° e 22° cacciatori restano sulla riva destra. Le munizioni, traghettate dalle barche in numero insufficiente, cominciano a scarseggiare tra le truppe.
Napoleone ordina a Lannes di ripiegare lentamente sulla linea Aspern-Essling.
La ritirata avviene sotto il fuoco dell’artiglieria austriaca. Quella francese è impossibilita a rispondere. All’ala sinistra ed al centro i francesi arretrano combattendo. Gli austriaci lanciano un attacco contro l’ala destra e cacciano la divisione Boudet da Essling, minacciando di arrivare ai ponti prima di Massena e di Lannes.
Napoleone lancia all’attacco il generale Mouton con i fusiliers della Guardia, che riprende Essling in fiamme e lo difende dai più numerosi austriaci, finché riceve l’ordine di evacuarlo. Georges Mouton è ferito ed è più tardi nominato conte di Lobau.
Napoleone piazza l’artiglieria sull’isola di Lobau per proteggere la ritirata delle truppe sull’isola di Lobau. Coperti da Massena, appoggiato ad Aspern, si ritirano la Guardia, la cavalleria pesante, la divisione Saint Hilaire, le truppe di Oudinot, le divisioni di Legrand, Carra Saint-Cyr, Boudet e Molitor. I ponti dall’isola alla sponda sinistra sono smontati per riparare quelli verso la sponda destra.
Gli austriaci non intervengono, secondo l’arciduca Karl per la stanchezza e la mancanza di munizioni. Hanno perso 22.518 tra caduti e feriti, compresi 762 ufficiali, ed in due giorni hanno sparato 51.000 colpi di cannone.
I francesi hanno 5.130 tra caduti e dispersi e 10.387 feriti (1/6 dei quali non sopravvive). Il generale Pouzet, il generale Jean Louis Brigitte d’Espagne ed il generale Saint Hilaire sono tra i caduti. Sull’isola di Lobau il maresciallo Jean Lannes duca di Montebello (che ha iniziato la carriera militare come volontario nel 1792) è gravemente ferito alla gamba da un colpo di cannone da 3 libbre sparato da Enzersdorf (muore a Vienna il 31 V). I francesi hanno sparato 24.000 colpi di cannone e 1.600.000 cartucce.
19:00 - L’imperatore convoca un consiglio di guerra (per la prima volta dalla vigilia della battaglia di Castiglione) nel quale Massena e Davout sono d’accordo con lui per rimanere sull’isola.


RAAB 14 VI 1809 Francesi Austriaci

WAGRAM 5-6 VII 1809 Francesi (N) Austriaci


Francia
170.000 uomini
500 cannoni

Austria
155.000 uomini

Perdite:
32.500 francesi morti o feriti
7.000 francesi prigionieri

37.146 austriaci morti,feriti e prigionieri

Mentre Napoleone con il grosso procede lungo la destra del Danubio verso Vienna, Davout insegue l’arciduca Karl (con 90.000 uomini) verso la Boemia, dove da Dresda convergono anche le divisioni sassoni (Bernadotte).
L’arciduca Karl raduna uomini e materiale tra Cham e Bruck e si ritira lentamente, ma potrebbe anche scendere lungo la sinistra del Danubio e da Passau raggiungere il corpo di Hiller, che mantiene un atteggiamento aggressivo. Infatti frontalmente gli austriaci passano l’Inn e costringono la cavalleria francese a ritirarsi a Neumarkt (23 IV).
Il giorno seguente una divisione bavarese è respinta da Neumarkt su Vilsbiburg lasciando gravi perdite (24 IV) ed anche la divisione Jellachich da Monaco mostra segni aggressivi contro i francesi in marcia verso l’Inn. Queste notizie si aggiungono a quelle preoccupanti del Tirolo, della Westfalia, della sconfitta di Sacile, ed inducono Napoleone ad avanzare con maggior cautela (26 IV):
· Davout deve interrompere l’avanzata verso la Boemia e raggiungere invece Passau per riunirsi con il grosso.
· Bernadotte interrompe egualmente l’avanzata verso la Boemia e rimane a coprire Ratisbona.
· Il grosso passa l’Isar ed avanza verso l’Inn, con il IV° C.A. (Massena) all’ala sinistra che deve occupare Passau e Linz per separare l’arciduca Karl dal corpo di Hiller. Bessières e Lannes giungono a Mühldorf. Napoleone commenta "Nous Voilà en Autriche!" (Eccoci in Austria).
· Il VII° C.A. "Bavarese" (Lefebvre) è distaccato in Tirolo.
· È creato il Corpo d’Osservazione dell’Elba (Kellerman conte di Valmy) con 4 quarti battaglioni di fanteria (a Parigi), 3 mezze brigate di riserva (a Mayence, Metz e Sedan), 3 reggimenti di dragoni in formazione e 12 cannoni per un totale di 14.000 uomini. Il suo compito è di sorvegliare i tedeschi dalla contea di Hanau, dando notizia di essere 50.000, e presidiare le coste contro il pericolo di sbarchi inglesi.
· Altri quarti e quinti battaglioni sono impiegati per presidiare fortemente Augusta e Ratisbona, allo scopo di garantire le retrovie e prevenire rivolte.
· Federico re del Württemberg presidia le frontiere con il Voralberg.
Hiller con il corpo dell’arciduca Johan (40.000 uomini) ripiega verso Vienna rallentando l’avanzata francese dietro l’Inn, il Traun e l’Ems, mentre Kellachich deve ripiegare in Tirolo.
Nella presa di Passau da parte del IV° C.A. (Massena) si distinguono i Cacciatori del Po (parmigiani e piemontesi) che si lanciano sul ponte parzialmente interrotto ed occupano la città facendo 300 prigionieri (26 IV). La città è organizzata come piazza di deposito e munita con le artiglierie catturate agli austriaci a Ratisbona.
Il IV° C.A. (Massena) occupa Linz, evacuata dagli austriaci affinché non subisca danni, e attacca sul Traun 30.000 austriaci, forzando il passaggio presso Ebersberg (3 V) con un sanguinoso combattimento che si rivela inutile poiché il Corpo "Provvisorio" (Lannes) ha già occupato Wels e minaccia Ebersberg scendendo lungo la destra del fiume.
L’arciduca Karl da Budweis può raggiungere Hiller per la valle del Traun o attaccare i francesi alle spalle per Passau o Linz, che Napoleone fa quindi presidiare dalle divisioni Rouyer e Dupas, del Corpo "Württemberghese" (Vandamme).
Dopo aver riparato i ponti sull’Ems (4-6 V), l’Armeé d’Allemagne è costretta dalla mancanza di strade ad assumere uno schieramento in profondità. L’avanzata prosegue con l’occupazione di Melk (7 V), per tenere separato l’arciduca Karl da Hiller, ma quest’ultimo riesce a passare sulla sinistra del Danubio a Krems (8 V).
I francesi investono Vienna (11 V) ed effettuano un breve bombardamento (1.600 proiettili). Il ventitreenne arciduca Maximilian (fratello dell’imperatore) si ritira sulla sinistra del Danubio e distrugge i ponti, lasciando che la città si arrenda (12 V). A meno di un mese dall’inizio delle ostilità Napoleone entra nella capitale nemica, ma il grosso dell’esercito austriaco (100.000 uomini) è ancora in campo.
I Tentativi di Forzare il Danubio.
Saint Hilaire effettua il primo tentativo di passare il Danubio, attraverso l’isola di Shwarze-Laken di fronte al sobborgo di Nussdorf (a nord di Vienna), ma i 500 francesi sono attaccati da forze superiori austriache e devono ritirarsi (13 V).
Il grosso dell’esercito austriaco, guidato dall’arciduca Karl, si avvicina giungendo a Stockerau (15 V).
Vadamme è attaccato presso Linz (19 V), sul fianco francese, da numerose forze austriache che Napoleone crede siano quelle dell’arciduca. Il Corpo "Württemberghese" (Vandamme, 9.000 uomini), sostenuto dalle divisioni sassoni (Bernadotte, 22.000 uomini), respinge gli attaccanti e scopre dai prigionieri che si trattava del III° corpo austriaco (generale Kollowrath, 22.259 uomini).
Napoleone si appresta a forzare il Danubio da Ebersdorf, all’estesa isola di Lobau per poi sfociare nella piana di Marchfeld. Il Corpo "Württemberghese" (Vandamme) e Davout, con le divisioni Friant, Morand e Gudin, devono sorvegliare il Danubio a nord di Vienna mentre più a monte Berandotte deve passare il Danubio per coprire Linz, allontanare gli austriaci dal fiume e scoprire le loro posizioni (19 V).
Molitor con numerosi voltiguers del 2° di linea in 5 grandi barche caccia un centinaio di austriaci dall’isola di Lobau (19 V). Per la costruzione dei ponti sono necessari da 60 a 80 battelli per una lunghezza complessiva di 920 metri.
Ad Ebesdorf sono raccolti il il IV° C.A. (Massena), la divisione di corazzieri Espagne, la divisione Saint Souplice, la divisione Nansouty, le brigate di cavalleggeri Piré e Bruvères (affidate a Lannes) e la divisione di cavalleggeri Marulaz.
Alcuni dei ponti gettati verso l’isola di Lobau sono distrutti da una piena (20 V) ma alla sera il IV° C.A. (Massena) riesce a prendere posizione sull’altra riva tra i villaggi di Aspern ed Essling con 2 divisioni di fanteria ed una di cavalleria, più 2 divisioni della Riserva di Cavalleria (Bessières). A nord numerosi fuochi segnalano la presenza dell’armata austriaca.
Il giorno seguente (21 V) la cavalleria smentisce la presenza degli austriaci, che si limitano a sorvegliare i francesi dalle alture del Bisamberg. Napoleone si convince che l’arciduca Karl sia ancora lontano ed ordina a Massena di far posto agli altri corpi, ma così è trascurato il lavoro alle fortificazioni campali.
Gli austriaci attaccano in forze i francesi lungo tutta la linea ASPERN-ESSLING (22-23 V) e sono respinti ma inducono Napoleone ad abbandonale la riva sinistra e ripiegare sull’isola di Lobau.
L’imperatore chiama a sé anche le Eugene Beauharnais vicerè d’Italia con le sue truppe, Marmont dalla Dalmazia, il VII° C.A. "Bavarese" (Lefebvre) dal Tirolo ancora ribelle e sollecita l’arrivo di 24.000 uomini in arrivo dalla Francia.
I ponti sono riattati (25 V) e Napoleone torna sulla riva sinistra del Danubio lasciano il IV° C.A. (Massena) sull’isola di Lobau.
La Ritirata Austriaca dall’Italia.
Eugene de Beauharnais viceré d’Italia riceve rinforzi da Murat re di Napoli ed insegue l’arciduca Johann in ritirata, riportando alcuni successi sul Piave (7 V), dove gli causa 2.500 tra caduti e feriti ed altrettanti prigionieri, a Conegliano (9 V) e sul Tagliamento (10 V), causandogli altri 1.500 tra caduti e prigionieri.
· Giulay con 10.000 uomini ripiega verso Laybach (Lubiana), poi verso Grätz, inseguito da Marmont con 16.000 uomini.
· L’arciduca Johann con 20.000 uomini si ritira per Vipacco, il Predil e per la val Fella, inseguito da Eugene con 30.000 uomini. L’inseguimento è ritardato al forte di Malborghetto che è infine preso d’assalto dai francesi (17 V) con la perdita da parte austriaca di altri 3.000 uomini e 15 bandiere.
L’arciduca Johann e Giulay si riuniscono a Grätz (metà V). La campagna d’Italia si conclude per gli austriaci con un bilancio passivo di 25.000 prigionieri, 60 cannoni e 15 bandiere.
Napoleone invia ad Eugene Colbert ed il generale Montbrun con le brigate Jaquinot e Pirè a Bruck portando gli effettivi di cavalleria a 11 reggimenti di cavalleria e 3 reggimenti di dragoni. L’armata ammonta a 36.000 uomini, ai quali si unisce poi anche la divisione Marulaz.
L’arciduca Johann, tallonato da Eugene de Beauharnais per Leoben, Wiener Neustadt e Spron, è costretto a scendere lungo la Raab verso l’Ungheria, è raggiunto presso Györ sulla RAAB (14 VI) ed è sconfitto ma riesce a sottrarsi dall’inseguimento, passa sulla riva sinistra del Danubio a Komaron ed arriva con i resti della sua armata Presburgo (la cui testa di ponte sulla riva destra è stata inutilmente attaccata da Davout).
La divisione italiana Saveroli è lasciata a fronteggiare l’arciduca Johann mentre il grosso dell’Armée d’Italie raggiunge Napoleone.
Gli Altri Fronti.
· In Galizia l’armata dell’arciduca Ferdinand è (tardivamente) minacciata dall’armata russa del principe Sergio Galitsyne: 4 divisioni di fanteria, 4 divisioni della riserva di fanteria ed 1 divisione della riserva di cavalleria, per un totale di 30-45-60.000 uomini, che varca la frontiera (3 VI 1809) ed avanza lentamente.
· In Tirolo Lefebvre con 2 divisioni attacca il generale Chasteler che ha occupato una buona posizione difensiva presso Worgell (13 V), lo mette in piena rotta catturando 3.000 uomini, ed occupa Innsbruk. Liofer ed il maggiore Teiner riparano sulle Alpi del Brennero mentre Chasteler e Jellachich ripiegano verso l’Ungheria. La divisione Jelacich tuttavia ha la strada tagliata dall’Armée d’Italie e si arrende a Saint-Michel. La rivolta si riaccende alla notizia dello scacco subito da Napoleone ad Aspern-Essling.
· La Sassonia, la Franconia ed il Palatinato sono invase da colonne austriache che sperano di provocare insurrezioni contro i governi filo-francesi, a Dresda, Bayreut e Norimberga, ma i tedeschi rimangono tranquilli ed in Franconia intervengono anche Jerome Bonaparte re di Westfalia e Kellerman
· In Spagna Ney è costretto ad evacuare la Galizia (VI 1809).
· In Calabria ed a Villa San Giovanni (presso Sapri) sbarcano 3.000 uomini guidati da Leopoldo di Borbone principe di Salerno (figlio del re nominale di Napoli) e dal generale inglese Stuard che dispone di 60 vascelli di linea e 206 bastimenti da trasporto (11 VI). La spedizione occupa poi Ischia e Procida (24 VI).
I Preparativi Francesi ed Austriaci.
In sei settimane 35.000 uomini colmano i vuoti dell’Armeé d’Allemagne attorno Vienna. Giungono munizioni, materiali ed equipaggiamenti. Dalla Francia sono chiamati 40.000 coscritti e 13.000 cavalli, a fianco di contingenti tedeschi, toscani e napoletani. Giungono anche l’Armée d’Italie e (lentamente) l’Armèe de Dalmatie. L’artiglieria campale è accresciuta e sono assegnati i pezzi ai battaglioni.
Le truppe ricevono doppia razione giornaliera di vino, grazie alla requisizione delle scorte dei principi e dei grandi signori dalle cantine di Vienna.
I ponti all’isola di Lobau sono rinforzati, sono erette palafitte frangiflutti, un ponte galleggiate è largo 3 corsie ed è illuminato. È utilizzata anche la "Catena dei Turchi" conservata nell’arsenale di Vienna dal tempo dell’assedio degli osmani (1684). Sono approntati altri 7 ponti da gettare dall’isola di Lobau alla sponda sinistra del Danubio (ma più a valle, dietro un’ansa). Il Danubio è sorvegliato da una flottiglia di cannoniere. L’isola si riempie di strade, baracche, fortificazioni e sono messi in batteria 113 pezzi d’artiglieria mascherati da finta vegetazione.
Frattanto l’arciduca Karl riceve altri 50.000 uomini della riserva, delle guarnigioni e le leve di Moravia ed Ungheria, delle landwerher provinciali. Sono requisiti il maggior numero di cavalli. Tra Aspers ed Enzersdorf sono erette fortificazioni, ridotte, palizzate, abbattute. La linea è presidiata da 150 pezzi d’artiglieria asportati dalle fortezze di Boemia e Moravia. Alla "Casa Bianca", presso Enzersforf, è costruita una ridotta con 6 cannoni.
Il Forzamento del Danubio.
31 V - Gli austriaci effettuano un tentativo di passare il Danubio tra Krems e Hollenburg ma i 1.200 uomini sono respinti dal corpo di Vandamme appoggiato dalla cavalleria di Pajol.
30 VI - Il IV° C.A. (Massena) getta un ponte di barche in fondo all’ansa del Mulino e passa il fiume con una divisione, protetto da un poderoso fuoco d’artiglieria, creando un diversivo. La notte gli austriaci si schierano tra Aspern ed Essling.
1 VII - Le truppe francesi iniziano il passaggio sull’isola di Lobau. Gli austriaci lanciano inutilmente alcuni burlotti contro i ponti.
4 VII - L’artiglieria francese induce l’arciduca Karl a ritirarsi oltre la Russ, garantendosi la via di ritirata per la Boemia o la Moravia. Il cavallo di Massena cade con il suo cavaliere che è leggermente ferito.
Durante tutta la notte l’artiglieria continua il fuoco sulle posizioni austriache, le cannoniere effettuano attacchi di disturbo, il Danubio è attraversato dalle vetture che trasportano viveri e munizioni e sono gettati 4 ponti dall’isola alla riva sinistra, a sud di Enzerdorf (ore 23:30). La testa di ponte è subito rinforzata da 4-5 ridotte munite da pezzi d’assedio e mortai.
5 VII - Napoleone, ignaro dell’arretramento austriaco, inizia il passaggio del grosso sulla riva sinistra (ore 4:00) sotto la protezione del continuo fuoco d’artiglieria e della cannoniere. Sono necessari solo brevi combattimenti a Enzersdorf (Saint-Croix con 2.500 granatieri), al castello di Sachsengang, ed a Mühlletten. La manovra sorprende l’arciduca Karl che ha presidiato questo settore solo con il corpo di Nordmann.
I francesi passano con 70.000 uomini (ore 9:00) ed iniziano a schierarsi:
· I corpi di Massena (ala sinistra, presso Enzerdorf,), Oudinot (centro) e Davout (ala destra, presso Ratzendorf,) si schierano ed avanzano lentamente per far posto agli altri corpi.
· In seconda fila si dispongono il corpo di Bernadotte (ala sinistra), Marmont e Wrède (centro), e L’Armée d’Italie (ala destra).
· In terza fila si dispongono la Guardia Imperiale i corazzieri di Bessières.
Ultimato il passaggio e lo schieramento, i francesi proseguono decisamente l’avanzata contro gli austriaci allargando il loro schieramento:
· Bernadotte ed Eugene affiancano il centro della prima linea permettendo alle ali di allargarsi.
· Massena occupa Essling e Breitenlee, con le orami inutili fortificazioni erette dagli austriaci.
· Oudinot si sposta all’ala destra ed avanza contro il villaggio di Rutzendorf, fatto occupare dall’arciduca Karl.
· Davout prende il posto di Oudinot al centro, raggiunge ed occupa Glinzerdorf, ostacolato dai campi incendiati dagli obici austriaci (i cassoni rischiano di saltare).
A sera Bernadotte, Eugene e Oudinot passano il profondo ruscello paludoso di Russbach sotto il fuoco austriaco.
Davout ha l’ordine di prendere Wagram ma l’oscurità disordina due divisioni sassoni e due francesi che si scambiano alcune fucilate, scambiano la brigata di cavalleria Salme per austriaca e ripiegano prese dal panico (il giorno seguente non possono essere impiegate). Al centro l’attacco confuso contro Baumersdorf è respinto e solo Neusiedel, all’ala destra, è occupato perché poco presidiato, ma Napoleone ordina di ripassare il Russbach e la ritirata avviene in disordine, senza che gli austriaci intervengono.
Alla fine degli scontri (ore 23:00) i francesi hanno scoperto che gli austriaci sono in forze sulla linea Stadelau-Gerarsdorf-Wagram-Neusiedel e non sono intenzionati a disimpegnarsi. Oudinot lascia 5.000 caduti.
L’arciduca Johann da Presburgo ha raggiunto Marchfeld per unirsi al grosso.
Napoleone rafforza il centro ed emana le disposizioni per la battaglia, mentre l’arciduca Karl estende e rafforza le ali del proprio schieramento. La notte è fredda ed all’armata francese manca legna per i bivacchi.
6 VII - Battaglia di WAGRAM: I francesi, guidati da Napoleone, sconfiggono gli austriaci.
L’Inseguimento.
7 VII - Bellegarde, Klenau e Kolowrarh con 60.000 austriaci ripiegano per Karl, Znaym ed Iglau verso Praga, protetti da principe di Reuss alla retroguardia, mentre Rosenberg e Hohenzollern con altri 20.000 uomini si ritirano verso Nikolsburg. I francesi devono scoprire la direzione della ritirata avversaria:
All’estrema sinistra Massena avanza verso Kornneuburg; Davout avanza verso Wolkersdorf, Napoleone verso Stammersdorf, Montbrun verso Brünn (e la Moravia) con tre brigate leggere (500 cavalieri), Eugenio e Nansouty verso Stocherau e Marmont verso Nikolsburg.
8 VII - Napoleone con la cavalleria pesante della guardia raggiunge Wolkersdort dove a causa della stanchezza sta male e deve fermarsi. Bassières, Oudinot e la Guardia Imperiale procedono per Nikolsburg e Znaïm.
Jerôme con 20-25.000 avanza verso Dresda, Massena con una divisione di cavalleria pesante e tre divisioni di fanteria (Legrand, Carra Saint-Cyr e Molitor) avanza oltre Stocherau e scopre la retroguardia austriaca (principe di Reuss). Marmont, con il corpo giunto dalla Dalmazia ridotto ad 1/4 degli uomini, giunge a Laa.
9 VII - Massena raggiunge il principe di Reuss. Napoleone fa convergere a Nikolsburg Marmont, Davout, la cavalleria e l’artiglieria della Guardia, seguiti da Oudinot con la fanteria della Guardia.
10 VII - Massena con 8.000 uomini ingaggia presso Hollabrunn la retroguardia il principe di Reuss e la respinge in disordine.
16 VII - Combattimento di Znaïm: Marmont supera la Thaya a valle di Znaïm. La divisione Glauser caccia 5-6.000 austriaci dal bacino di Znaïm e cattura due bandiere del reggimento Arciduca Karl. Oltre la Thaya i francesi scoprono il grosso degli austriaci in marcia sulla strada di Hollabrunn.
Montbrun accerchia il villaggio di Znaïm, cattura 300 austriaci e se ne trova davanti 40.000, quindi assume posizione difensiva su una scarpata appoggiandosi al villaggio di Tesswitz. Massena accorre al tuono del cannone.
Gli austriaci attaccano e prendono e perdono più volte il villaggio che a sera è ancora in mano ai francesi.
17 VII - Napoleone rimuove Marmont, colpevole di non aver dato sue notizie, e raggiunge Massena con i cavalleggeri polacchi. Massena invia verso Schallersdorf la divisione Lagrand, questa attacca il ponte sulla Thaya, barricato dagli austriaci, e se ne impossessa. Nel pomeriggio un temporale obbliga la temporanea sospensione dei combattimenti, poi gli austriaci riprendono il ponte ma arriva la divisione Carra Saint-Cyr che riconquista i ponte e cattura 800 uomini.
Arrivano poi Marmont, che avvolge Tesswitz, e la cavalleria della Guardia (Montbrun ed i corazzieri di Saint-Suplice). Napoleone propone un armistizio (ore 21:00) che gli austriaci accettano.
Massena lascia 2.000 tra caduti e feriti contro 5.000 prigionieri, 3.000 caduti e feriti austriaci ed i combattimenti terminano alle grida di "Vive L’Empereur!" e "La Paix!".
La Spedizione Inglese in Olanda.
Gli inglesi approntano una spedizione contro Anversa stimando che l’Olanda sia difesa da 8.000 uomini, mentre sono presenti solo qualche brigata provvisoria e le guardie nazionali, senza artiglieria né cavalleria.
25 VII - La spedizione esce dai porti inglesi. L’ammiraglio John Stracham guida 40 vascelli, 30 fregate, 82 corvette e brigantini, 500 trasporti e numerose scialuppe (ma il tonnellaggio è 1/4 di quello previsto). Lord Chatham dispone di 30.000 fanti, 2.500 cavalieri e 3.000 artiglieri con 150 cannoni.
29 VII - La flotta inglese è in vista delle coste della Fiandra, presso l’isola di Walcheren, ma un forte vento impedisce lo sbarco. I trasporti restano all’imboccatura del canale di Walcheren (entro il quale si è rifugiato l’ammiraglio Missiessy con la flotta francese) mentre le navi penetrano nel canale di Weeregat, sbarcano 15.000 uomini, sconfiggono il generale Osten con 1.500 uomini, catturando 2 cannoni e prendono Middlebourg.
2 VIII - La divisione inglese Hope, sbarcata sull’isola di Sud-Bevelard, ottiene la resa del forte di Batz dal generale olandese Bruce che nonostante abbia 30 cannoni non offre resistenza. Napoleone chiede il suo arresto e la sua esecuzione. Fouchè ed il ministro della guerra Clarke dirigono su Anversa 20.000 uomini tra truppe francesi, polacche, gendarmi, guardie nazionali e 10.000 olandesi. Louis Bonaparte re d’Olanda propone di allagare vaste zone e di bloccare tutti i canali affondano alcune navi, ma Decaux lo calma. Napoleone crea l’"Armeé du Nord" affidata a Bernadotte.
11 VIII - Gli inglesi bombardano Flessinga con 1.000 cannoni della flotta e 60 sbarcati.
15 VIII - L’"Armeé du Nord" (Bernadotte, 20.000 uomini e 24 cannoni) entra ad Anversa.
16 VIII - Il generale Monnet, difensore di Flessinga, si arrende.
25 VIII - I primi vascelli inglesi, risalendo il canale di Walcheren verso Anversa, giungono davanti Batz ma la febbre decima le truppe. I malati sono 7.000.
2 IX - La spedizione è sospesa. I malati (25.000 su 44.000) sono evacuati. A Walcheren restano 12.000 inglesi.
Gli Altri Fronti.
· In Galizia il principe Sergio Galitsyne con due divisioni russe (24.000 uomini) giunge sulla Saar ma non sostiene il generale polacco Sokolncki che è costretto ad evaquare Sandomir. Alla notizia della battaglia di Wagram, Poniatowski riprende l’avanzata e costringe gli austriaci ad evacuare Cracovia (14 VIII), ma dopo l’armistizio gli austriaci consegnano la città ai russi. Poniatowski entra a Cracovia e dopo uno scontro con gli ussari russi sulla piazza d’armi raggiunge un accordo per l’occupazione in comune.
· In Calabria il generale Partouneaux ributta in mare i 3.000 siciliani che bloccano il forte di Scilla e lo fa saltare. Gli Inglesi sgombrano la Calabria.
· Le ribellioni in Germania si dissolvono. Il maggiore Ferdinand von Schill è catturato e fucilato.
· In Tirolo le truppe bavaresi di Lefebvre sono raggiunte da Baraguay d’Hilliers con 6.000 italiani e da truppe würtemberghesi. La regione, a prezzo di gravi sforzi, è apparentemente sottomessa.
La Pace di Schönbrunn.
L’armistizio di Znaïm è trasformato nella pace di Schönbrunn, detta anche Pace di Vienna (14 X 1809). L’Austria accetta le seguenti imposizioni:
· sciogliere la Landwehr, ridurre l’armata di linea della metà e distruggere le fortificazioni di Vienna, Brünn, Grätz, Klagenfurt, Raab e Spitz,
· riconoscere le conquiste francesi, l’annessione di Roma, i diritti francesi sul Portogallo, quelli di Murat sulla Sicilia,
· impegnarsi a partecipare al Blocco Continentale,
·      espellere i francesi ed i belgi al suo servizio,
· cedere parte della Galizia al granducato di Varsavia e parte alla Russia, il Salisburghese al regno di Baviera, la Carniola, parte della Carinzia ed il Friuli al regno d’Italia, ed infine l’Istria, Fiume, la Dalmazia e la Croazia alla Francia, che istituisce le Provincie Illiriche (29 XI).
A Parigi 100 cannoni salutano la pace. L’Impero è al suo apogeo.

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Guerra di Spagna

La 2a Spedizione Inglese

MEDELLIN 25 III 1809 Francesi Spagnoli
OPORTO 12 V 1809 Inglesi Francesi
TALAVERA 27 VII 1809 Anglo-Spagnoli Francesi
OCANA 19 XI 1809 Francesi Spagnoli
BUSACO 27 IX 1810 Anglo-Portoghesi Francesi
BARROSA 5 IV 1811 Inglesi Francesi
FUENTES DE ONORO 3-5 V 1811 Inglesi Francesi
LA ALBUERA 16 V 1811 Anglo-Portoghesi Francesi
ARROYO DOS MOLINOS 11 X 1811
SALAMANCA 22 VII 1812 Anglo-Spagnoli Francesi
VITORIA 21 VI 1813 Anglo-Spagnoli Francesi
RONCESVALLES 25 VII 1813
MAYA 25 VII 1813 Francesi Inglesi
SORAUREN 28-30 VII 1813 Anglo-Spagnoli Francesi

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Sesta Coalizione

Campagna di Russia
INKOVO 8 VIII 1812 Russi Francesi
SMOLENSK 17 VIII 1812 Russi Francesi
POLOTSK (Ia) 17-18 VIII 1812 Francesi Russi

BORODINO 7 IX 1812 Francesi (N) Russi

Il feld-maresciallo Mikhail Ilarionovic Golenitchev Kutùsof dispone di 72.000 fanti, 10.000 miliziani, 17.000 cavalieri, 7.000 cosacchi, 14.500 artiglieri con 640 pezzi d’artiglieria per un totale di 120-140.000 uomini ben motivati.
I russi sono schierati su un fronte di 7 chilometri:
L’ala destra, guidata da Miloradovitch, è schierata dalla Moskowa alla grande strada per Mosca.
Il centro, guidato da Barclay, è schierato dalla strada per Mosca a Semenofskoie, appoggiato alla "Grande Ridotta", munita di 21 pezzi d’artiglieria.
L’ala sinistra, guidata da Bagration (2a Armata Occidentale), è schierata da Semenofskoie alla foresta di Ulitza, appoggiato alle tre ridotte chiamate "Frecce Bagration".
Nella foresta di Ulitza è schierato un corpo incaricato di attaccare il fianco avversario e spingerlo verso il profondo letto della incassato Kolocza.
Il giorno prima della battaglia, Kutùsof fa sfilare davanti alle truppe l’icona della Madonna di Smolensk.
 2:00 - Napolone si alza.
 3:30 - I Francesi, 56.000 fanti, 28.000 cavalieri e 587 pezzi d’artiglieria, iniziano a schierarsi (altre fonti indicano 130.000 uomini, non tutti motivati):
All’ala sinistra il IV° C.A. (italo-francesi di Eugene) rinforzato con due divisioni del I° C.A. (Davout), seguito dal 3° Corpo di Cavalleria, con l’incarico di prendere Borodino, passare sulla destra della Kolocza ed attaccare la "Grande Ridotta".
Al centro il III° C.A. (Ney), seguito dal 2° e dal 4° Corpo di Cavalleria, deve attaccare Semenofskoie e le "Tre Frecce" (tre ridotte a punta in terra battuta).
All’ala destra il resto del I° C.A. (Davout) ed VIII° C.A. (westfaliani di Junot), seguiti dal 1° Corpo di Cavalleria, devono impegnare l’ala sinistra russa mentre il V° C.A. (Poniatowski, 10.000 polacchi) deve avvolgerla da sud attraverso i boschi di Ulitza.
La riserva, schierata dietro centralmente presso il villaggio di Schwaradin, comprende la Guardia Imperiale (18.000 uomini), la divisione Friant del I° C.A. e due batterie da 60 pezzi.
 5:30 - Sorge il sole, che Napoleone paragona al "Sole di Austerlitz".
 6:00 - L’artiglieria della guardia francese, schierata presso la ridotta di Schwaradino, apre il fuoco, segnalando l’inizio della battaglia.
 6:30 - La divisione Companas, del I° C.A., appoggiata da 30 pezzi d’artiglieria e seguita dalla divisione Dessè, inizia l’assalto contro le "Frecce". Companas rimane tra i feriti. A nord La divisione Delzons, dopo un breve combattimento, respinge i cacciatori russi da Borodino. I francesi prendono il ponte sulla Kolocza ma i russi lo riconquistano e lo incendiano.
 7:00 - Il III° C.A. (Ney), appoggiato da 60 pezzi d’artiglieria capitanati da Foucher, impegna il centro russo ma il pesante fuoco lo fa deviare a destra, verso le "Frecce". Violenti e ripetuti assalti frontali sono lanciati contro le postazioni russe. Le dense formazioni russe sono fatte a segno da 110 cannoni e 16 obici francesi, piazzati contro Semenofskoie.
Davout, ferito davanti le "Frecce", è sostituito da Kupp. I russi impiegano subito le loro riserve.
All’altra ala invece il VIII° C.A. (westfaliani di Junot) è lasciato a Mojaik.
 8:00 - Le "Frecce" sono prese dai francesi, che vi issano 300 cannoni. I russi iniziano una serie di vani e sanguinosi contrattacchi sotto il fuoco dell’artiglieria francese. La cautela con cui Napoleone invia i rincalzi permette a Kutùsof di spostare forze dall’ala destra al centro.
 9:00 - All’ala sinistra il 30° reggimento della divisione Morand è respinto dalla Grande Ridotta. La Guardia Imperiale russa contrattacca al centro, soccorso dalla divisione Friant con 80 cannoni.
 9:30 - Murat carica al centro, tra le "Frecce" e la "Grande Ridotta", con il 4° Corpo di Cavalleria, la divisione Caulaincourt, il 5° reggimento corazzieri. Eugène da nord e Latour-Maubourg dal centro attaccano la Grande Ridotta. Murat chiede l’intervento della Guardia per sfondare il centro russo, ma Napoleone rifiuta.
10:00 - I francesi, appoggiati da 400 cannoni, proseguono i sanguinosi attacchi contro la Grande Ridotta, difesa da Bagration. Al centro Murat, appoggiato da Junot, guida un’altra grossa carica di cavalleria ma è respinta. Bagration rimane tra i caduti.
12:30 - La divisione Friant, coadiuvata dai corazzieri, occupa definitivamente il villaggio di Semenofskoie.
14:00 - L’attacco generale alla Grande Ridotta deve essere rimandato perché i russi contrattaccano a nord. La fanteria russa è agevolmente respinta. La cavalleria russa ed i cosacchi di Platov tentano di avvolgere la sinistra francese ma sono contenuti. Un reggimento ussari della guardia russa carica tre volte un quadrato di italiani che lo respingono aprendo il fuoco a 30 passi.
14:30 - Riprendono gli attacchi contro la "Grande Ridotta", ridotta ad un cumulo di terra dall’artiglieria. Cinque reggimenti di cavalleria francese lanciano un attacco avvolgente contro la Grande Ridotta, lasciano gravi perdite ma tenengono impegnati gli artiglieri russi mentre la fanteria avanza.
15:00 - I francesi riconquistano la "Grande Ridotta" (17°, 21° e 35° reggimento), catturano venti cannoni e li girano verso i russi. All’ala destra il V° C.A. (Poniatowski) occupa le alture di Ulitza. I russi, respinti ai villaggi di Kniaskowo e di Psarewo, iniziano a ripiegare in ordine, lentamente, portando via tutto il materiale e senza lasciare prigionieri, disturbati solo dall’artiglieria francese. Napoleone evita di lanciare la Guardia Imperiale.
20:00 - La battaglia è finita.
I russi lasciano 12-13-30-40-44-45-50-60.000 tra caduti e feriti, compresi Bagration, 40 generali ed 8-9.000 cavalieri (il 60%), oltre a 5.000 prigionieri.
I francesi hanno 9.000 caduti e 15.000 feriti o 28-30.000 perdite in tutto. Tra i caduti ci sono 110 colonnelli e 43 generali: Montrun, a causa di un colpo d’artiglieria, Caulaincourt, Tharreau, i generali di brigata Compère, Plouzonne, Marion, Huard. Il bollettino della Grande Armée dichiara 2.500 caduti e 7.500 feriti. L’artiglieria francese ha tirato 70-91.000 colpi, la fanteria un milione e mezzo di cartucce.
Ney è nominato principe della Moskowa (25 III 1813). Napoleone la chiama "Battaglia de La Moskowa", il nome del fiume, per sottolineare che è avvenuta presso Mosca, e la definisce la sua "Battaglia dei Giganti" (paragonandola alla battaglia di Marignano, 1515).
Kutùsof, per tenere alto il morale della nazione, emana un bollettino di vittoria in cui dichiara di aver fatto a pezzi i francesi, distrutto la Guardia Imperiale di Napoleone, catturato 100 cannoni e 16.000 uomini, tra i quali Eugene, Ney e Davout.


MALOYAROSLAVETZ 24-25 X 1812 Russi Francesi
FIORDOROIVSKOY 3 XI 1812 Russi Francesi
POLOTSK (IIa) 14 XI 1812 Francesi Russi
KRASNOE 17 XI 1812 Francesi Russi
BEREZINA 27-28 XII 1812 Francesi (N) Russi

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Sesta Coalizione
Campagna di Germania

LÜTZEN 2 V 1813 Francesi (N) Russo-Prussiani

Napoleone ordina di sorvegliare Pegau ed avanza sulla sinistra della Saale, verso Jena e Naumburg:
Il IV° C.A. (francesi, italiani e tedeschi di Bertrand) avanza da sud su Kaja venendo a porsi sull’ala destra dello schieramento.
Il VI° C.A. (Marmont) avanza a centro verso il Grünabach.
Il III° C.A. (franco-tedeschi di Ney), costituisce l’avanguardia ed avanza verso Zwenkau.
A nord l’XI° C.A. (Macdonald), costituisce l’ala sinistra, avanza verso Markranstädt per procedere poi su Lipsia o Zwenkau.
Il V° C.A. (Lauriston) avanza da Merseburg verso Lipsia (dietro al precedente).
In mattinata (tra le 8:00 e le 9:00) i francesi scoprono che il nemico risale la Pleisse verso Zwenkau e Borna, quindi il IV° C.A. (Bertrand) riceve l’ordine di fermarsi a Stossen, per coprire Naumburg, minacciare Zeitz e Pegau, mentre il III° C.A. (Ney) è fermato a Kaja.
A nord le due divisioni del V° C.A. (Lauriston) trovano forte resistenza al passaggio del Elster verso Lipsia (ore 9:00) e sono raggiunte da Napoleone, poi anche da Ney.
Al centro il III° C.A., privo del maresciallo Ney, è attaccato violentemente da reparti di cavalleria nemica presso Kaja. I francesi si dispongono in quadrato e Napoleone commenterà con la frase "È una battaglia d’Egitto".
Su Kaja Napoleone fa convergere da nord l’XI° C.A. (Macdonald), che scende da Markranstädt, da sud il VI° C.A. (Marmont) mentre il IV° C.A. (Bertrand) da Stossen deve raggiungere Pegau per avvolgere il nemico da sud. La Guardia deve disporsi dietro il III° C.A. e fare da riserva. Alle 5 divisioni del III° C.A. è dato l’ordine di resistere sul posto.
Kaja e gli altri villaggi sono più volte persi e riconquistati. Alcuni battaglioni francesi finiscono in rotta. Gerard è ferito ma rimane infine padrone di Kaja. A sera Drouot, i generali Dulavloy e Devaux schierano una grande batteria di 80 pezzi dietro il III° C.A. e la Giovane Guardia (Mortier) interviene su Kaja. Intervengono all’ala destra Eugenio ed a quella sinistra l’XI° C.A. (Macdonald).
Wittingenstein, che ha impiegato 70.000 uomini sui 150.000 ai suoi ordini, lascia 15.000 tra caduti e feriti (tra questi il generale prussiano Scharnhorst), 2.000 prigionieri e ripiega oltre l’Elster protetto dalle cariche della cavalleria. Non può essere inseguito a causa della stanchezza e della poca cavalleria disponibile.
Napoleone stima le forze russo-prussiane sui 160-200.000 uomini, i caduti coalizzati 20-30.000 contro 3.000 caduti, 10.000 feriti e 2.000 prigionieri francesi.
Alla battaglia hanno preso parte 85.000 francesi. Non hanno partecipato i C.A. II°, V°, VII°, XII°, alcune divisioni del IV° C.A. e della Guardia.
 

BAUTZEN 20-21 V 1813 Francesi (N) Russo-Prussiani

Dopo la sconfitta di Lützen, lo czar Alessandro e Federico Guglielmo III re di Prussia lasciano rapidamente Dresda e Wittingenstein si ritira dietro l’Elba per coprire Berlino e Breslavia.
Il grosso dei francesi raggiunge Dresda (10 V), Ney con i C.A. III°, II° (Victor) e VII° (franco-sassoni di Reynier) avanza a nord su Wittenberg e Torgau, il V° C.A. (Lauriston) garantisce il collegamento tra le due masse. Frattanto a nord Davout avanza su Amburgo. La linea dell’Elba superiore è occupata (10 V). Napoleone e Federico Augusto re di Sassonia si trattengono a Dresda (11-18 V).
I Russi ripiegano verso Breslavia (Slesia) mentre Blücher retrocede ad Haynau ma Napoleone non ha notizie dei prussiani e ritiene che siano usciti dalla battaglia di Lützen troppo malconci per rappresentare un pericolo immediato. A Stransuld sbarcano le truppe svedesi (18 V) guidate dal francese Bernadotte, principe ereditario di Svezia.
Eugenio è inviato in Italia. Ney con i C.A. II° (Victor), III° (franco-tedeschi), V° (Lauriston) e VII° (franco-sassoni di Reynier) raggiunge Luckau (13 V), a metà strada tra Berlino e Dresda, mentre il grosso avanza verso Breslavia.
Davanti Berlino si trovano solo alcuni corpi di cavalleria guidati da Bülow, i russo-prussiani sono sull’Alta Sprea presso Bautzen (Sassonia), famosa per la vittoria Federico II "Il Grande" re di Prussia nel 1758.
Su Bautzen avanzano frontalmente i C.A. IV° (francesi, italiani e tedeschi di Bertrand), VI° (Marmont), XI° (Macdonald), XII° (franco-bavaresi di Oudinot), la Guardia ed il 1° Corpo di Cavalleria (Latour-Maubourg) appena giunto al fronte.
Sul fianco deve intervenire Ney con i C.A. III° (franco-tedeschi), V° (Lauriston) e VII° (franco-sassoni di Reynier), da Spremberg, Hoyerswerda e Drehsa, tagliando la ritirata in Slesia.
Il piccolo II° C.A. (Victor, 2 divisioni) è lasciato a fronteggiare Bülow.
I francesi giungono in vista della forte posizione di Bautzen (18 V), posta sulle pendici frastagliate dietro al profondo fossato della Sprea, rinforzato da ridotte e trinceramenti. Napoleone prepara l’assalto.
Bertrand invia alcuni battaglioni italiani della 15a divisione (Peyri) a cercare il collegamento con Ney ma nei boschi presso Königswartha sono sorpresi e sbaragliati da preponderanti forze nemiche che sono poi respinte dall’arrivo del V° C.A. (Lauriston).
Alcuni reparti francesi passano la Sprea a monte ed a valle di Bautzen ed occupano la città ma non si impegnano a fondo attendendo l’arrivo di Ney. I russo-prussiani credono che le forze in arrivo da nord siano poco numerose e rimangano nella forte posizione di Bautzen.
I francesi attaccano le posizioni principali nemiche al centro e a destra (25 V).
Ney passa la Sprea a Klix ed arriva a Preititz, ma invece di procedere per Drehsa ed Hochkirch secondo gli ordini piega a destra direttamente verso Bautzen ed urta le riserve nemiche, che lo respingono rioccupando Preititz.
Premuti frontalmente e da Klix, i russo-prussiani ripiegano verso sud-est, a Hochkirch ed a Löbau. Ney sbocca a Wurschen e si congiunge a Marmont ma oramai è troppo tardi.
Alla battaglia hanno preso parte 150.000 francesi e 90.000 russo-prussiani. Napoleone cattura alcuni cannoni e poche centinaia di prigionieri.
La vittoria, benché non sia decisiva, permette ai francesi di continuare l’avanzata:
Reynier procede con combattimenti contro le retroguardie avversarie a Reickenbach, dove una cannonata uccide il maresciallo di palazzo Gerard Christophe Michel Duroc ed è ucciso il generale Kirgener, con l’occupazione di Görlitz (23 V).
Ney passa la Neiss (24 V), entra a Buntzlau ed affronta i russo-prussiani di Blücher ad Haynau, costringendoli ad assestarsi a Schweidnitz (Swidnica), addossati alla Boemia austriaca.
Il V° C.A. (Lauriston) occupa Breslavia (1 VI).
Il XII° C.A. (franco-bavaresi di Oudinot) sconfigge Bülow che è sceso dietro Ney fino ad Hoyerswerda (26 V) ed insieme al II° C.A. (Victor) avanza verso Berlino fino a Luckau (4 VI).
Più a nord il I° C.A. (Davout) raggiunge Amburgo (31 V) ed avanza verso la Pomerania.

GROSS-BEEREN 23 VIII 1813 Francesi Austriaci
PIRNA 26 VIII 1813 Francesi Prussiani
KATZBACH 26 VIII 1813 Francesi Prussiani

DRESDEN 26-27 VIII 1813 Francesi (N) Austro-Russo-Prussiani

L’Armata di Boemia (Schwarzenberg) frattanto avanza per Peterswald e Königstein verso Dresda (21 VIII). Napoleone sposta le truppe per assalirla e raggiunge Görlitz (sera del 23 VIII):
In Slesia, dietro il Bober, rimane Macdonald con i C.A. XI°, V° (Lauriston), III° (Scrhamm), il 2° corpo di cavalleria (Sebastiani), per un totale di 80-100.000 uomini, con il compito di fronteggiare l’Armata di Slesia (Blücher, 98.000 uomini).
Ney raggiunge il XII° C.A. (franco-bavaresi di Oudinot) per riprendere l’avanzata su Berlino.
La Guardia, giunta da Förlitz raggiunge Stolpen (25 VIII).
Dalla Slesia il VI° C.A. (Marmont) ed il 1° corpo di cavalleria (Latour-Maubourg) convergono a Stolpen (25 VIII).
Dai Sudeti i C.A. I° (Vandamme), II° (Victor) ed il 4° corpo di cavalleria (Kellermann), convergono anch’essi a Stolpen, dove si trova quindi il grosso dei francesi.
L’VIII° C.A. (polacchi di Poniatowski) è Zittau, di collegamento tra il grosso e Macdonald.
Il grosso procede quindi per Dresda (24 VIII), difficilmente difendibile da sola contro le preponderanti forze dei coalizzati, mentre il I° C.A. (Vandamme) è inviato a passare l’Elba a Pirna per colpire alle spalle Schwarzenberg.
L’Armata di Boemia (Schwarzenberg) avanza lentamente su quattro colonne e sbocca sui colli tra Dohna e Mariensberg (22 VIII). In quattro giorni compie poco più di 50 Km ed attacca Dresda il pomeriggio del 26. Nel frattempo Napoleone ha fatto percorrere alle sue truppe 150 Km in 3 giorni ed è a Dresda alle 10:00 del 26 agosto.
Alle 15:00 i Coalizzati dalle colline attaccano i ridotti e le opere campali difese da due divisioni XIV° C.A. (S. Cyr) e dalla guarnigione. Dopo tre ore gli attaccanti appaiono stanchi e non hanno conseguito alcun risultato. La terza divisione di S. Cyr, rimasta di riserva, e 20.000 cavalieri guidati da Murat, Pajol e Latou-Maubourg contrattaccano.
Il reggimento dragoni del Regno d’Italia effettua 7 cariche e cattura 3.000 prigionieri. I Coalizzati sono respinti sulla linea Plauen-Racknitz. Solo all’ala sinistra una divisione della Giovane Guardia (Mortier) ed il 1° corpo di cavalleria (Latour-Maubourg) non riescono a cacciare dalla riva sinistra del Weisseritz gli austriaci, che restano quindi a contatto delle fortificazioni. Sono catturati 3 generali, 15 bandiere e 26 cannoni.
Alle 21:00 gli scontri hanno termine e durante la notte giungono i C.A. II° (Victor) e VI° (Marmont) che portano i francesi a 170.000, contro 200.000 coalizzati.
Frattanto il I° C.A. (Vandamme) sconfigge una divisione russa a Pirna forzando il passaggio dell’Elba ed il giorno seguente questa notizia induce Schwarzenberg ad ordinare una ritirata generale per rompere il contatto, approfittando della pioggia torrenziale.
Napoleone infatti sta preparando un attacco generale (h 6:00) alla quale partecipano la Giovane Guardia (Mortier, all’ala destra), due battaglioni della Vecchia Guardia, Saint-Cyr, Nansouty, Victor, Murat (che con i corazzieri ed i carabinieri sconfigge gli austriaci presso Plauen). Un colpo di cannone uccide Moreau.
I francesi catturano 25-30.000 prigionieri, 40 bandiere e 60 cannoni, ma questa è l’ultima vittoria di Napoleone in Germania.


KULM 30 VIII 1813 Russo-Prussiani Francesi
DENNEWITZ 6 IX 1813 Prussiani Francesi
LINDENAU 16 X 1813 Francesi Austriaci

LEIPZIG - LIPSIA  16-19 X 1813 Austro-Russo-Prussiani Francesi (N)

Francia
195.000 uomini
700 cannoni

Austria:
203.000

Prussia:
54.000 uomini

Perdite:
54.000 morti, feriti austro-russo-prussiani
38.000 morti, feriti francesi
325 cannoni francesi catturati

La terza riga è soppressa per estendere il fronte ed ingannare il nemico sul numero. È creato il 5° corpo di cavalleria con la divisione di Milhaud ed un’altra divisione, affidato a Pajol.
Sono in arrivo da est l’XI° C.A. (Macdonald) ed il 2° corpo di cavalleria (Sebastiani) mentre una divisione del III° C.A. ed il VII° C.A. (franco-sassoni di Reyiner) sono in avvicinamento da Delizsch e Düben (da nord).
Sabato, 16 X.
Napoleone vuole contenere Blücher a nord per attaccare gli avversari a sud di Lipsia dove schiera il grosso delle sue forze:
A destra l’VIII° C.A. (polacchi Poniatowski), poggiato alla Pleisse ed al villaggio di Markkleeberg, supportato dal 4° corpo di cavalleria (Kellerman), presso il villaggio di Dösen.
Al centro il II° C.A. (Victor), appoggiato ai villaggi di Wachau e Liebertwolkwitz (incassato in una valle e punto d’incrocio).
A sinistra il V° (Lauriston) è appoggiato al colle di Kolm.
Di riserva la Giovane Guardia (Marmont) ed una divisione della Vecchia Guardia.
Più indietro, presso il villaggio di Propstheida, la cavalleria della Guardia, l’altra divisione della Vecchia Guardia ed il 5° corpo di cavalleria (Pajol).
Da sud l’Armata di Boemia, detta "Vecchia Armata", (Schwarzenberg, 134.000 uomini) inizia gli attacchi (9:00) che diventano generali. I Coalizzati piazzano 200 cannoni (48 russi contro Wachau). L’ala destra francese è respinta minacciando i villaggi di Markkleeberg e Dölitz, presso la Pleisse. L’avanzata è fermata da un contrattacco di reparti di fanteria polacca del VIII° C.A. (Poniatowski) assieme ai francesi del IX° C.A. (Augereau) e della divisione di cavalleria di Milhaud.
Da parte francese giunge l’XI° C.A. (Macdonald) ed il 2° corpo di cavalleria (Sebastiani) da est e prende posizione presso il villaggio di Holzausen, pronto ad intervenire (ore 11:00).
Le forze del principe del Württemberg, dei generali Gorzakoff e Klenau attaccano i villaggi di Wachau e Liebertwolkwitz, difesi dal II° C.A. (Victor), ed il colle di Kolm, tenuto dal V° C.A. (Lauriston).
Napoleone ordina un massiccio contrattacco con l’appoggio di una batteria di 150 pezzi della Guardia disposta da Drout: All’ala sinistra le unità appena arrivate, cioè il XI° C.A. (Macdonald) ed il 2° corpo di cavalleria (Sebastiani), attaccano gli austriaci di Klenau mentre Mortier con 2 divisioni della Guardia rafforza Lauriston; al centro Oudinot rinforza Victor; all’ala destra il generale Curial rinforza Poniatowski a Dölitz. Murat è alla testa di 8.000 cavalieri.
Il principe del Württemberg è sconfitto ed inseguito da Victor ed Oudinot fino al villaggio di Güldengossa. Klenau è respinto da Mortier e Lauriston. Macdonald e Sebastiani guadagnano terreno.
Presso il villaggio di Wachau i Coalizzati lasciano 20.000 tra caduti e feriti mentre la cavalleria francese cattura 26 cannoni nemici ma è caricata dai cosacchi della guardia che la sconfiggono e riprendono 24 pezzi. Le riserve austriache intervengono per fermare il contrattacco francese. Il villaggio di Güldengossa e preso e perso per 10 volte. Qui la divisione Maison perde i 5/6 dei suoi effettivi. Soprattutto la cavalleria austriaca si dimostra più manovriera di quella avversaria ed i francesi sono fermati. Il poderoso schieramento di artiglieria francese non è riuscito a bilanciare la scarsa aggressività dimostrata dalle altre due armi.
Frattanto si è combattuto anche negli altri settori:
A nord di Lipsia Ney con il VI° C.A. (Marmont) a destra presso il villaggio di Breitenfeld (famosa per la battaglia del 1642), due divisioni del III° C.A. (Scrhamm) a sinistra, presso quello di Möckern, appoggiati dal 3° corpo di Cavalleria (Arrighi) per un totale di 28.000 uomini, non è riuscito a fermare i 60.000 uomini (90.000 in altre fonti) dell’Armata di Slesia (Blücher). L’attacco prussiano è iniziato verso le 12:00.
A ovest, oltre la Pleisse, Bertrand con il suo IV° C.A. (francesi, italiani e württemberghesi), attaccato del 3° corpo prussiano (Giulay), rimane saldamente in possesso di Lindenau garantendo le comunicazioni con la Saale e la Francia.
Alla fine della giornata Napoleone dichiara di aver perso 2.500 uomini tra caduti e feriti, tra questi c’è generale di cavalleria Latour-Maubourg, che perde una gamba per un colpo d’artiglieria. Il reggimento dragoni Napoleone ha 200 tra caduti e feriti, 60 dei quali da artiglieria (compreso l’ufficiale e storico Antonio Lissoni).
Il capitano Pleineselve della divisione Curial ha catturato il generale austriaco Marfeld. Poniatowski è promosso maresciallo.
Domenica, 17 X.
L’intensa pioggia provoca una quasi completa inattività. Gli eserciti si assestano sulle loro posizioni.
Nuovi rinforzi portano i Coalizzati a 300.000 uomini. L’Armata di Riserva (Bènnigsen) giunge da sud-est (dopo aver sfilato davanti Dresda) e l’Armata del Nord (Bernadotte, 50.000 uomini) da est.
Da parte francese giungoe il VII° C.A. (1 divisione francese e 2 divisioni sassoni) da Düben, e si schierano presso Paunsdorf fronte a est.
Lunedì, 18 X.
Si affrontano 160.000 Francesi contro 255.000 Coalizzati. I Francesi sono ovunque in inferiorità numerica 1:2 ed hanno dovuto ridurre il fronte. La battaglia diviene intensa in tutti i settori (ore 10:00).
Schwarzenberg attacca da sud in tre colonne: a destra Bénnigsen contro il colle di Kolm, che resiste fino alle 14:00; al centro Barclay de Tolly prende Warchau e respinge i francesi fino a Probstheida, attaccata con l’aiuto della terza colonna guidata dal principe ereditario d’Assia-Homburg. I franco-polacchi respingono poi quattro assalti dei Coalizzati contro i villaggi di Connewitz (sulla Pleisse) e di Probstheida.
A nord il corpo prussiano di York attacca Gohlis, poi l’Armata di Slesia (Blücher) attacca il sobborgo di Halle che resiste fino a sera causando 4.000 caduti agli attaccanti. 
Ad est il corpo russo di Langeron attacca il villaggio di Schönenfeld dove Ney resiste fino al pomeriggio, quando i Sassoni e la cavalleria Würtemberghese del VII° C.A. passano quasi interamente dalla parte dei Coalizzati (ore 15:00). Con i francesi rimane il generale Zeshau con 500 uomini. 40 cannoni Sassoni e Würtemberghesi sono voltati contro la divisione Durutte. L’Armata del Nord (Benadotte) varca la Parthe ed occupa il sobborgo di Reudnitz.
I generali Sorbier e Dulauloy comunicano a Napoleone che rimangono munizioni d’artiglieria e dei moschetti per due sole ore di fuoco (ore 19:00). In cinque giorni sono stati sparati 220.000 colpi d’artiglieria.
Napoleone ordina di ritirarsi verso Lindenau e la Saale (ore 20:00). Sono levate le tende.
I resti dei C.A. II° (Victor) e IX° (Augereau) costituiscono l’avanguardia mentre Marmont difende il sobborgo di Halle, Renyer quello di Rosenthal (a nord) e Ney tiene il fronte sud. I C.A. VIII° (Poniatowski), XI° (Macdonald) e V° (Lauriston) costituiscono la retroguardia.
Martedì, 19 X.
Durante la ritirata il bilancio della sconfitta francese si aggrava notevolmente.
I reparti affluiscono confusamente su Lipsia. Dalle mura di Lipsia anche i sassoni sparano sui francesi in ritirata. I prussiani del battaglione landwher di Königsberg sono i primi ad entrare a Lipsia (ore 11:00) ed iniziano un sanguinoso combattimento per la città.
Oltre la città la Pleisse e l’Elster, ingrossati dalle recenti piogge, sono attraversati dai ponti di un’unica strada. Il colonnello Monfort abbandona la propria posizione presso il ponte dell’Elster ad un sergente dei zappatori lo fa saltare prima del passaggio degli ultimi 4 corpi d’armata (40.000 uomini e 200 cannoni): Pochi si salvano attraversando il fiume a nuoto, tra questi Macdonald. Poniatowski annega nel tentativo, Reynier e Lauriston sono tra gli uccisi o gli annegati. il re di Sassonia è catturato dai Coalizzati. Il colonnello Monfort ed il sergente sono processati da Napoleone.
Bilancio della Battaglia.
Alla battaglia hanno partecipato 500.000 uomini con 2.000 cannoni. Napoleone disponeva di 180.000 uomini e 700 cannoni; i Coalizzati 200.000 nel primo giorno, saliti a 300.000 dopo l’arrivo di Bénnigsen, Colloredo e l’Armata del Nord.
I francesi lasciano 15.000 caduti, 15.000 feriti (tra i quali Marmont), 23.000 infermi e 25-30.000 prigionieri (22 generali), per un totale di 78.000 uomini perduti (12.000 secondo Napoleone), oltre alla cattura di 250-300 cannoni e 600-1.000 carri.
I Coalizzati hanno, tra caduti e feriti, 21.000 russi (600 ufficiali), 14.000 austriaci, 16.000 prussiani (600 ufficiali) e 300 svedesi per un totale di circa 51.000 uomini.
La battaglia è la più grande combattuta fino allora sul suolo europeo ed è chiamata "Wölkerschlacht bei den Franzosen" (Battaglia dei Popoli contro i Francesi) o "Battaille des Géants".

HANAU 30 X 1813 Francesi (N) Austro-Bavaresi

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Sesta Coalizione
Campagna di Francia

BRIENNE 29 I 1814 Francesi (N) Russo-Prussiani
LA ROTHIERE 1 II 1814 Francesi (N) Prussiani
CHAMPAUBERT 10 II 1814 Francesi (N) Russi
MONTMIRAIL 11 II 1814 Francesi Russo-Prussiani
VAUCHAMPS 14 II 1814 Francesi (N) Russo-Prussiani
VALJOUAN 17 II 1814 Francesi Austriaci
MONTEREAU 18 II 1814 Francesi Austriaci
CRAONNE 7 III 1814 Francesi (N) Prussiani
LAON 9-10 III 1814 Francesi (N) Russo-Prussiani
REIMS 13 III 1814 Francesi (N) Russi
ARCIS-SUR-AUBE 20-21 III 1814 Austro-Russi Francesi (N)
CLICHY 30 III 1814 Austro-Russo-Prussiani Francesi

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Settima Coalizione

QUATRE BRAS 16 VI 1815 Inglesi Francesi

La Mattina del 16 VI.
Mentre Ney attende ordini a Gosselies, dove ha posto il quartier generale, l'armata di Wellington prosegue il raggruppamento iniziato il giorno precedente.
02:30
Giunge a Quatre Bras la 1a brigata belgo-olandese (Bylandt), che ha lasciato un battaglione a Nivelles.
04:00
La 5a divisione britannica (Picton) esce da Bruxelles.
Poiché non gli sono arrivati i bagagli, il generale Picton è in abiti civili e cilindro.
05:00
Wellington si alza a Charleroi. Ordina la concentrazione delle truppe a Mont-Saint-Jean.
A Quatre Bras Perponcer ordina un attacco dimostrativo che sloggia gli avamposti francesi dal bosco di La Hutte. Ney crede di aver di fronte maggiori forze.
06:00
Il Principe d'Orange giunge a Quatre Bras.
La cittadina è presidiata dalla 2a divisione belgo-olandese (Perponcer) che comprende la 1a brigata Bylandt (2 battaglioni, pari a 3.000 uomini), la 2a brigata Sassonia-Weimer (5 battaglioni del Nassau, pari a 4.500 uomini) e due batterie pari 16 pezzi d'artiglieria.
Sono inoltre presenti una cinquantina di ussari prussiani sbandati.
Ney invia un messaggio a Napoleone segnalando la presenza di poche truppe Inglesi a Quatre Bras.
06:30
Ney riceve la richiesta dello Stato Maggiore di comunicare le posizioni del I° e del II° C.A.
07:00
Ney risponde alla richiesta dello Stato Maggiore.
09:00
Giungono a Quatre Bras due battaglioni del Nassau dalla strada per Woluwe (s'ignora dove sia il terzo battaglione). E' in marcia anche il corpo del Brunswick che comprende un battaglione Guardie, 6 battaglioni di fanteria leggera, un battaglione d'Avente Garde (circa 4.000 uomini), una brigata di cavalleggeri (900 uomini) e due batterie (giungeranno scaglionati a Quatre Bras).
10:00
Wellington giunge a Quatre Bras ed invia a Picton ed a Brunswick l'ordine di raggiungerlo.
Il generale Flahaut raggiunge Reille con l'ordine di Napoleone di raggiungerlo, questo attende la conferma da parte di Ney.
11:00
Napoleone raggiunge Vandamme oltre Fleurs e prende atto della concentrazione dei Prussiani.
Ney riceve le istruzioni di Napoleone delle 8:00 di tenere Quatre Bras con 6 divisioni (sparse nei 28 Km tra Gosselies e la Sambre) mentre il resto dell'esercito si concentra contro gli Inglesi.
11:30
Flahaut raggiunge Ney che mette in moto il II° C.A (Reille), dalla zona attorno Grosselies, Mellet, Frasnes, e le altre divisioni. Solo 3 battaglioni e due reggimenti di lancieri sono con Ney.
La 5a divisione (Bachelu) muove verso le alture di Genappe.
La 9a divisione (Foy) muove per schierarsi in seconda linea attorno Banteriez.
La 6a divisione (Guilleminot) muove su Quatre Bras.
La 7a divisione (Girard), ala destra del II° C.A., muove da Wangenies su Quatre Bras.
La 1a divisione di cavalleria (Jaquinot) copre il fronte ed i fianchi dello schieramento.
Tre divisioni del I° C.A. (d'Erlon), ala sinistra dell'armata, muovono da Marchienne-Gosselies verso Frasnes.
Il II° Corpo di Cavalleria (Exelmans) con una divisione di cavalleria muove su Marbais.
La divisione di cavalleria leggera della Guardia (Lefebvre) rimane a Frasnes.
Il III° corpo di Cavalleria (Kellerman) muove con una divisione su Frasnes e l'altra su Liberchies.


Lo Schieramento Belgo-Olandese.

Il principe d'Orange ed il generale Perponcer schierano le truppe belgo-olandesi in difesa di Quatre Bras:
Due battaglioni del Nassau sono schierati a ovest del bosco di Bossu (a ovest della strada).
Altri due battaglioni del Nassau sono schierati nel bosco, con due cannoni ed elementi avanzati nella fattoria Grand-Pierre-Pont (alla fine del bosco di Bossu).
Un battaglione di Nassau con 11 cannoni sono schierati sulla strada.
Due battaglioni olandesi occupano la fattoria di Gemioncourt (100 m più avanti).
Un battaglione olandese è alla fattoria di Lairalle (nel bosco di Hutte, a est di Quatre Bras).
Di riserva restano due battaglioni olandesi con tre pezzi d'artiglieria, schierati presso la strada 500 metri dietro l'incrocio di Quatre Bras (il paesino comprende un albergo, una fattoria e due o tre case).
12:00
Napoleone scrive a Ney avvisandolo dell'attacco contro i Prussiani.
Il II° C.A. (Reille) è in marcia.
La 5a divisione britannica (Picton) riparte da Mont-Saint-Jean verso Quatre Bras.
13:00
Wellington ha raggiunto Blücker sulle alture di Brye.
13:30
La prima brigata della 5a divisione (Bachelu), avanguardia del II° C.A. (Reille) è a Les Bous, il resto del corpo d'armata ha oltrepassato Frasnes.
14:00
I Francesi si Schierano.

La seconda brigata della 5a divisione (Bachelu) e la 9a divisione (Foy) passano Les Bous e si schierano in colonne di battaglione.
La 9a divisione (Foy) sulla strada e a sinistra.
La 5a divisione (Bachelu) a destra, l'artiglieria è piazzata sul fronte.
I due reggimenti di cacciatori della 2a divisione di cavalleria (Pirè) coprono le ali mentre i due reggimenti di lancieri della stressa divisione rimangono di riserva.
A destra di Les Bous rimangono la divisione di cavalleria leggera della Guardia (Lefebvre) e la 1a brigata di Corazzieri del III° corpo di Cavalleria (Kellerman) che ha le altre 3 brigate tra Liberchies e la strada di Brunehaut (3 Km indietro).
La 6a divisione (Guilleminot) marcia da Gosselies a Frasnes (4 Km indietro).
Le divisioni del I° C.A. (d'Erlon) si trovano in marcia a Gosselies (10 Km indietro).
Wellington lascia i Prussiani promettendo di aiutarli secondo le circostanze.
Napoleone scrive a Ney l'ordine di respingere gli Inglesi e prendere i Prussiani sul fianco destro.

I Francesi iniziano l'attacco.

I tiragliatori della 5a divisione (Bachelu) avanzano contro i tiragliatori della Guardia olandese.
Il battaglione olandese che difende la fattoria di Lairalle è caricato dai Cacciatori a cavallo e viene respinto in disordine verso la fattoria di Gemioncourt.
Bachelu poi obliqua a destra, secondo gli ordini di Ney, per impedire eventuali comunicazioni con i Prussiani, e punta su Pireaumont, per interdire la strada Nivelles-Namur.
L'artiglieria di Foy e Pirè sgombrano la strada dalle batterie nemiche, respingendo sulla sinistra l'attacco del secondo battaglione olandese e di uno del Nassau nel vallone di Gemioncourt.
Il principe d'Orange lancia un battaglione contro le artiglierie di Foy e Pirè ma questo subisce la carica dei cacciatori a cavallo ed è ributtato su Gemioncourt lasciando numerose perdite, tra cui l'aiutante di campo del principe. L'Orange riordina le unità a Gemioncourt rinforzandole con i due battaglioni lasciati di riserva.
La prima brigata della 9a divisione (Foy) impegna duramente gli Olandesi nel vallone mentre l'altra brigata li assale a ovest nel bosco di Bossu.
14:30
A Quatre Bras giunge da Nivelles l'ultimo battaglione della brigata Bylandt che rinforza i battaglioni del Nassau nel bosco di Bossu.
Dalla parte francese interviene la 6a divisione (Guilleminot) che assale la fattoria Grand-Pierre-Point respingendo dal bosco verso la strada per Nivelles i due battaglioni del Nassau della brigata Sassonia-Weimer.
15:00
L'arrivo di Wellington e di Picton.

Il principe d'Orange ridispone i cannoni davanti a Quatre Bras per coprire la ritirata dei suoi, quando arrivano Wellington, da Brye, ed i seguenti corpi:
Da Mont-Saint-Jean (NW): La 5a divisione britannica (Picton), che comprende gli Inglesi e gli Highlanders dell'8a brigata (Kempt) e della 9a Royals (Pack), i 4 battaglioni di Landwehr della 5a brigata Hannoveriana (von Wincke) e due batterie (7.000 uomini e 12 pezzi).
Sulla strada per Nivelles (W), dopo 50 Km di marcia: La 2a brigata di cavalleria leggera belgo-olandese (van Merlen) comprendente il 5° reggimento Dragoni Leggeri Belgi, l'8° reggimento Ussari Olandesi (1.100 cavalieri) ed una sezione d'artiglieria (Van Merlen ha combattuto per Napoleone fino l'anno precedente mentre suo fratello è nello stato maggiore di Reille).
Van Merlen dispone i suoi cavalleggeri tra il bosco di Bossu e Quatre Bras, per proteggere la divisione Picton in fase di schieramento, ma il principe d'Orange ordina la carica degli ussari sui cacciatori in appoggio della fanteria. Il generale Pirè guida la carica del 6° Cacciatori seguito dal 5° Lancieri, disperde gli Ussari Olandesi, respinge la fanteria di sostegno e abbatte alcuni artiglieri mettendo fuori uso una batteria.
Anche i Dragoni Leggeri Belgi sono caricati dai lancieri e dai cacciatori, sono respinti in disordine e vanno a ricomporsi dietro Quatre Bras, dove sono accolti dalle fucilate del 1/92° Gordon Highlanders di Picton che li ha scambiati per Cacciatori francesi. La brigata lascia un centinaio di caduti e il reggimento di Dragoni Leggeri Belgi non torna più in linea.
16:00
A Quatre Bras giunge la prima colonna del Brunswick da Mont-Saint-Jean (NW).
La 5a divisione britannica (Picton) si è schierata tra Quatre Bras e Pireaumont. Wellington sposta un battaglione del Brunswick sul fianco di Pireaumont ed uno squadrone sull'altra ala, sulla strada di Nivelles, dove Nassau affronta sui bordi del bosco la 6a divisione francese (Guilleminot).
I battaglioni olandesi provati sono passati alla riserva.

I Progressi dei Francesi.

Reille raggruppa le artiglierie sul piano di Gemioncourt.
Bachelu lascia un battaglione a Pireaumont e marcia contro Picton scendendo dal piano di Gemioncout protetto dalle artiglierie, bersagliato dai tiragliatori inglesi nei valloni. Oltrepassato il pendio della strada per Namur trovano 6 battaglioni di Picton accucciati che si alzano e aprono il fuoco di sorpresa. I Francesi sono colpiti da raffiche micidiali e caricati alla baionetta dagli Highlanders ma questi sono a loro volta presi sul fianco da un battaglione del 108° reggimento, rimasto indietro, caricati dai lancieri guidati da Pirè con il suo stato maggiore e respinti in disordine.
Frattanto Foy lascia il vallone di Gemioncourt e lancia una colonna sulla strada per Bruxelles verso Quatre Bras, fiancheggiata da un'altra colonna a sinistra lungo il bosco di Bossu. Le due colonne sono precedute da tiragliatori e protette dal fuoco dell'artiglieria, che mette fuori uso due pezzi piazzati da Wellington davanti l'incroci per sostenere Brunswick.
I tiragliatori e le avanguardie della Legione Nera del Brunswick sono respinti dai tiragliatori francesi mentre l'artiglieria a mitraglia falcia la fanteria del Brunswick. Il duca di Brunswick allora guida gli Ulani contro le colonne francesi ma queste si dispongono in quadrato e li falciano, li obbligano a ripiegare e riprendono l'avanzata in colonna. La fanteria del Brunswick ripiega per metà verso il bosco di Bossu e per metà verso la strada di Namur mentre il duca di Brunswick è ferito mortalmente (muore la sera stessa).
Intervengono nuovamente il 6° Cacciatori ed il 5° Lancieri di Pirè che dalle ali di Foy si gettano sui fuggitivi.
Nello slancio i Lancieri urtano l'ala destra di Picton che stava riformandosi. Gli uomini del 1/42° (Royal Highlanders), 2/44° (East Essex) formano velocemente il quadrato ma questo viene rotto e subiscono un massacro. Cadono il tenente-colonello ed il maggiore. I Lancieri caricano il quadrato vicino ma non riescono a disperderlo e si ritirano sotto il fuoco.
I Cacciatori inseguendo la fanteria e la cavalleria del Brunswick urtano il 1/92° (Gordon Highlanders), inviato di rinforzo al duca di Sassonia-Weimer, ma sono respinti, altri piombano su Wellington e lo stato maggiore che fuggono sulla strada per Nivelles.
16:30
La 5a divisione francese (Bachelu) respinge la 5a divisione britannica (Picton) verso Quatre Bras, minacciata anche da una colonna della 9a divisione francese (Foy). L'altra colonna della divisione Foy attacca il bosco di Bossu, dove si sono ritirati i resti delle brigate Sassonia-Weimar, Perponcer e Bylandt, assaliti frontalmente sulla strada da Nivelles a Houtain-Le-Val dalla 6a divisione francese (Jerome-Guilleminot). 
Ney riceve il dispaccio di Soult delle 14:00 e scopre che gli hanno tolto le riserve. Gli resta solo la divisione di Cavalleria Leggera della Guardia (Lefebvre) che Napoleone gli ha affidato ordinandogli di non impiegarla.

L'Arrivo di Von Alten.

Giungono a Quatre Bras, da Sognies via Nivelles, l'hannoveriano tenente generale von Alten, comandante della 3a divisione britannica (veterano della Spagna) con due delle sue brigate: la 5a  brigata inglese (Halkett) e la 1a  brigata Hannoveriana (Kielsmansegge) per un totale di 6.000 uomini e 16 pezzi d'artiglieria.
A questo punto gli Inglesi sono in superiorità numerica.

La Carica dei Corazzieri.

Ney disobbedisce agli ordini di Napoleone ed invia il generale Delcambre a richiamare il I° C.A. (d'Erlon) e fa radunare il III° Corpo di Cavalleria (Kellerman).
Giunge Kellerman con una brigata e per ordine di Ney guida la carica degli 800 corazzieri contro la 5a  brigata inglese (Halkett) appena giunta. Il 69° reggimento (chiamato dall'ammiraglio Nelson "The Old Agamemnons", perché imbarcati sull'Agamemnon) effettua una scarica a 30 passi ma non rallenta l'impeto dei corazzieri che ne massacrano la metà, compreso il colonnello, e ne catturano la bandiera.
I Corazzieri aggirano il solido quadrato formato dal 2/30°, travolgono il 33°, falciando 3/4 degli uomini, travolgono due battaglioni del Brunswick, giungono a Quatre Bras dove catturano una batteria e costringono Wellington ed il suo stato maggiore ad un altro rapido ripiegamento.
A questo punto i Corazzieri sono investiti da tiro di fucileria e mitraglia che abbatte un centinaio di cavalli, compreso quello di Kellerman, e li mette in fuga. Frattanto Piré ha guidato la carica dei suoi Lancieri e Cacciatori, ma invece di penetrare nel varco aperto dai corazzieri carica più a destra la 5a divisione britannica (Picton), i cui quadrati lo respingono agevolmente.
Kellerman è portato in salvo da due Corazzieri, disarmato e senza cappello. La rotta dei corazzieri è fermata dai Lancieri della Guardia schierati.
18:00
L'Arrivo di Von Kruse e delle brigate Guardie.

Prima che le disordinate fanterie di Foy possano approfittare del varco questo è chiuso da Wellington con gli Olandesi che erano passati in riserva.
Ney dirige la battaglia a piedi, avendo già perduto due cavalli sotto di se'.
Gli uomini della 9a divisione francese (Foy) riprendono gli attacchi coperti dai cavalleggeri di Piré ma giunge sul campo il generale von Kruse con il 1° reggimento di Nassau (2.800 uomini), la seconda colonna del Brunswick, ed i 4.000 uomini della 1a e della 2a brigata Guardie (Maitland e Byng).
Gli Inglesi ora sono doppi di numero rispetto ai Francesi ed hanno una notevole superiorità d'artiglieria.
Piré è accolto dal fuoco dei tre battaglioni del Brunswick con i cannoni davanti Quatre Bras. I resti della 9a divisione inglese (Picton), e delle brigate Sassonia-Weimar, Perponcer e Bylandt respingono l'attacco della 9a divisione francese (Foy). La Guardia inglese respinge dal bosco di Bossu la 6a divisione francese (Jerome-Guilleminot). Solo la 5a divisione francese (Bachelu) mantiene la propria posizione sulla destra.
Torna Delcambre e comunica a Ney che il I° C.A. (d'Erlon) è ancora molto indietro.
19:00
I Francesi sono respinti su tutta la linea.
La 6a divisione francese (Jerome-Guilleminot) è respinta dalla fattoria di Grand-Pierre-Pont.
I battaglioni del Nassau e le brigate del Brunswick, sostenuti dalla 5a brigata inglese (C. Halkett) e dalla 9a brigata Royals (Pack), respingono la 9a divisione francese (Foy) che si arrocca alla fattoria di Gemioncout.
Gli Inglesi e gli Highlanders dell'8a brigata (Kempt), la 1a  brigata Hannoveriana (Kielsmansegge) ed i resti della 9a divisione inglese (Picton) cacciano la 5a divisione francese (Bachelu) da Pireaumont.
20:00
Piove.
La 1a brigata Guardie (Maitland) attacca la fattoria di Grand-Pierre-Pont tenuta da truppe della 6a divisione (Jerome-Guilleminot) che resistono e sono appoggiate da una carica dei Lancieri di Piré che costringe le Guardie a rifugiarsi nel bosco.
I Corazzieri di Kellerman disperdono il 7° battaglione di linea belga della brigata Bylandt.
21:00
I Combattimenti Cessano.

Guilleminot conserva la fattoria di Grand-Pierre-Pont mentre tutti gli altri reparti francesi sono sulle posizioni del mattino. Il I° C.A. (d'Erlon) è a Frasnes.
A Quatre Bras giunge la cavalleria di Uxbridge (12.000 uomini e 5 batterie ippotrainate), una batteria da campo, la 2a  brigata KGL (von Ompteda) della divisione Alten da Arquennes.
Vengono raccolti i caduti ed i feriti che ammontano complessivamente a 4.125-4.300 per i Francesi e 4.659-4.700-4.800 per i Coalizzati.
Tra i più provati ci sono il contingente del Brunswick (circa 800 caduti compreso il duca), la 1a brigata Hannoveriana di Kielsmansegge (700 caduti), la 2a divisione Belga-Olandese del ten.gen. Perponcher (lascia anche 6 pezzi d'artiglieria), i Gordon Highlanders del 1/92° (300 caduti e la bandiera) con la 9a brigata Royals (Pack) e l'8a brigata (Kempt), entrambe della 5a divisione (Picton), la 2a brigata di cavalleria leggera belgo-olandese di van Merlen (un centinaio di caduti).
Per i francesi le perdite più gravi le hanno subite la 5a divisione (Bachelu) e la 9a divisione (Foy) ridotte a 3.000 uomini.

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LIGNY 16 VI 1815 Francesi (N) Prussiani
02:00
Le Manovre dei Due Eserciti.

A Charleroi Napoleone si sveglia, sbriga le pratiche inviate da Parigi ed esamina i rapporti di Ney e di Grouchy della sera precedente.
04:00
Napoleone invia l'aiutante da campo Bussy a Frasnes.
05:00
Napoleone tramite Soult si informa delle posizioni esatte del I° e del II° C.A. (d'Erlon e Reille).
06:00
Napoleone comunica a Soult gli ordini per concentrare le truppe contro gli Inglesi.
06:30
Napoleone riceve un messaggio di Grouchy (spedito alle 5:00 da Fleurs) che segnala forti colonne prussiane su Brye e Saint Amand.
08:00
Il maresciallo Soult e lo Stato Maggiore Francese, molto disorganizzati, hanno completato la stesura in dettaglio degli ordini:
Il III° C.A. (Vandamme), il IV° C.A. (Gerard) e la Cavalleria di Riserva (Grouchy) devono dirigersi verso Sombreffe, con avanguardie a Gembloux, ricognitori in avanti e sulla strada per Namur.
La Guardia Imperiale (Drouot) deve dirigersi a Fleurs.
Il VI° C.A. (Lobau) deve avanzare tra Charleroi e Fleurs.
Il III° corpo di cavalleria (Kellerman) deve raggiungere a Grosselies il maresciallo Ney, incaricato di tenere "Trois Bras" (sbagliando questo nome, Grouchy dimostra di non aver compreso l'importanza strategica del quadrivio).
La IIa divisione di cavalleria (Piré) deve raggiungere Genappe.
La Ia divisione di cavalleria (Jaquinot) e la divisione di cavalleria leggera della Guardia (Lefebvre) devono prendere posizione tra Sombreffe e "Trois Bras", effettuando ricognizioni sulle strade per Nivelles e Bruxelles.
Napoleone, dopo aver ricevuto la segnalazione di reparti Prussiani a Wangenies, scrive a Ney di non curarsene e di riunire a Qutre Bras il I° C.A. (d'Erlon), il II° C.A. (Reille), il III° corpo di cavalleria (Kellerman), e di tenere a Charleroi il VI° C.A. (Lobau). Dopo di ciò parte il carrozza per Fleurs.
09:00
Napoleone invia a Ney ed a Grouchy la conferma degli ordini emanati.
Il III° C.A. (Vandamme) ed il IV° C.A. (Gerard) ricevono gli ordini e muovono per Fleurs.
10:00
Il generale Flahaut raggiunge Reille con l'ordine di Napoleone di raggiungerlo, questo attende la conferma da parte di Ney.
10:30
Il III° C.A. (Vandamme) è a Fleurs. Grouchy è poco oltre.
Poco dopo a Fleurs giungono la Guardia Imperiale (Drouot) ed il IV° corpo di cavalleria (corazzieri di Milhaud), seguiti poi dalla IIa divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di Piré) ed il II° corpo di cavalleria (dragoni di Exelmans).
11:00
Il III° C.A. (Vandamme) ha superato Fleurs e schiera le sue divisioni.
Il IV° C.A. (Gerard) ultima l'attraversamento della Sambre.
Napoleone raggiunge Vandamme oltre Fleurs e prende atto, sorpreso, della concentrazione dei Prussiani. Gli viene approntato un osservatorio sopra il mulino Nauveau.
Di fronte ai Francesi si trova il I° C.A. prussiano (von Ziethen) forte di circa 28.000 uomini (a causa delle perdite del giorno precedente), che Napoleone stima siano 24.000.
I Prussiani sono spiegati lungo la riva sinistra del fiume Ligne, ampio circa 5 metri, tra il bosco di Loup e Wagnelée, con presìdi sulla riva destra nei villaggi di Balâtre, Boignée, Tongrinelle, Rongrine (tutti verso est), Ligny e Sombreffe (a nord-est) e sulle colline di Brye e Wagnelée (ancora più a est).
11:30
Ney riceve gli ordini delle 9:00 ed inizia a muovere i suoi reparti per attaccare Quatre Bras.
12:00
Napoleone comunica a Ney che Grouchy è in procinto di attaccare un corpo d'armato prussiano ma dietro ai villaggi di Sombreffe e Tongrine giungono il II° ed il III° C.A. prussiani (Pirch I e Thielmann).
Giunge oltre Fleurs il generale Gerard con una scorta di cavalleria.
13:00
Giungono altre Fleurs le avanguardie del IV° C.A. francese (Gerard).
Wellington raggiunge Blücher e Gneisenau sulle altura di Brye. L'osservatorio prussiano è posto al mulino di Bussy che dista 4 Km dal mulino Nauveau.
Cominciano alcune scaramucce tra tiragliatori e sono sparate delle cannonate sporadiche.
14:00
Wellington lascia i Prussiani promettendo di aiutarli secondo le circostanze.
I Francesi iniziano a schierarsi per l'attacco. I IV° C.A. francese (Gerard) è giunto al completo.
Napoleone comunica a Ney l'attacco di Grouchy previsto per le 14:30 e gli ordina di respingere gli Inglesi e poi colpire i Prussiani sul fianco destro.
Il II° C.A. prussiano (Pirch I) giunge a Sombreffe seguito dal III° C.A. (Thielmann).

Gli Schieramenti.
14:30
Al centro, un chilometro a sud-est del borgo di Ligny, il IV° C.A. (Gerard) si schiera i battaglioni in linea mentre la 14a divisione (Hulot) blocca la strada proveniente da Point-du-Jour (NW).
L'ala sinistra francese (NW) è coperta dal I° corpo di cavalleria (ussari, lancieri e cacciatori di Pajol) e dal II° (dragoni di Exelmans), guidati da Grouchy, che fiancheggiano la divisione Hulot.
All'ala destra (E) il III° C.A. (Vandamme) attacca Saint-Amaud, con l'8a divisione (Lefol) presso il ruscello omonimo, le altre con fronte fino La Haye e la 3a divisione di cavalleria (cacciatori di Domon) all'estremità sinistra, all'altezza di Hameau.
La 7a divisione (Girard), l'unica presente del II° C.A. (Reille) prende posizione dietro il III° C.A. centralmente.
A ovest di Fleurs, tra il cimitero ed il ruscello di Berlaimont, dietro il III° C.A. è schierata la Guardia Imperiale (esclusa la divisione di Cavalleria Leggera che è con Ney).
A est di Fleurs, tra il ponte d'Amour ed il ruscello Plomcot, è schierato il IV° corpo di cavalleria (corazzieri di Milhaud).
Nel frattempo gli altri due corpi d'armata prussiani hanno proseguito l'avanzata:
Il I° C.A. (Zieten), giunto per primo, è sparso su tutto il fronte ed occupa i villaggi di Ligny, Saint-Amand, La Haye, Le Hameau e Brye. Una divisione di cavalleria con l'artiglieria blocca la strada, l'altra divisione di cavalleria è di riserva presso il mulino di Bussy. Il resto della cavalleria è al bosco di Loup (1 Km da Sombreffe).
Il II° C.A. (Pirch I) è schierato in seconda linea tra Bry e Ligny con le riserve a Trois-Butrettes (a 8 Km da Wellington) e sulla strada Nivelles-Namur fino a Sombreffe.
Il III° C.A. (Thirlmann) prolunga l'ala sinistra a sud-est di Sombreffe, occupando il mulino di Potriaux ed i villaggi di Boignée, Balâtre e Tongrinelle, tutti sulla riva sinistra della Ligne.
15:00
L'attacco Francese.

L'artiglieria della Guardia spara i tre colpi di cannone che segnano l'inizio dell'attacco.
Soult prepara la conferma a Ney di marciare su Saint-Amand e Brye ma giunge la segnalazione del VI° C.A. che a Quatre Bras si trovano 20.000 Inglesi ed Alleati. La conferma non viene spedita e viene chiamato solo il I° C.A. (d'Erlon) che si trova dietro Gosselies, mentre al VI° C.A. (Lobau) è inviato l'ordine di spostarsi a Fleurs.
Vandamme lancia su Saint Amand l'8a divisione (Lefol) in tre colonne intonando il "Chant du Depart" e alle grida "Vive L'Empereur" sotto il fuoco dei tiratori prussiani piazzati negli edifici. I tre battaglioni della 1a brigata (von Steinmetz) che difendono il villaggio sono respinti verso il fiume ma 8 pezzi prussiani aprono il fuoco a mitraglia contro i Francesi costringendoli a ripiegare nell'abitato.
Von Steinmetz chiama le riserve, guida il contrattacco e rientra in paese. Parte delle forze prussiane aggirano la sinistra della divisione francese verso un castello ed una fattoria ma sono affrontati da una brigata guidata dal generale di divisione Berthézène, inviato da Vandamme, che occupa il castello e la fattoria.
La 7a divisione (Girard), schierata dietro Vandamme, gli si affianca a destra ed attacca La Haye e Hameau, su un fronte di 2 Km, ributtando i Prussiani oltre la Ligne ma i tentativi Francesi di passare il fiume sono bloccati dal fuoco di fucileria, dei cannoni a mitraglia e degli obici.
15:15
Frattanto è cominciato l'attacco a Ligny dove gli 8-9.000 uomini della 3a e 4a brigata (von Jagov e von Henkel) del 1° C.A. (Ziethen) sono trinceate, appoggiate al castello di Looz (100 metri a destra) e sostenute da 2 batterie su ogni lato (32 pezzi in tutto).
Il generale Gerard piazza 24 cannoni e obici , affiancati poi da altri pezzi della 14a divisione (Hulot), e fa avanzare la 12a divisione (Pecheux) seguita dalla 13a divisione (Vichery) per un totale di 10.000 uomini che cantano accompagnati da trombe e tamburi.
La 12a divisione (Pecheux) attacca in tre colonne, una sul castello, una sul borgo ed una sulla destra ma sono respinti per tre volte dai Prussiani che effettuano dei contrattacchi con le riserve. I combattimenti si fanno accaniti con gravi perdite per entrambi. L'artiglieria francese, rinforzata dai cannoni da 12" della Guardia, incendia il castello ed altri edifici.
Il generale Gerard fa intervenire la 1a brigata (Le Capitaine) della divisione Vichery che penetra a Ligny di slancio abbattendo le barricate e passa la Ligne, che scorre in mezzo al villaggio. Von Jagov lancia al contrattacco un battaglione della 6a brigata (von Kraft), sua ultima riserva, ributtando Pecheux e Vichery oltre la Ligne. I combattimenti continuano accaniti e confusi nella cittadina e lungo il fiume.
Anche Vandamme, che ha ricevuto altra artiglieria, sta cercando di forzare l'attraversamento della Ligne.
Per bloccarlo Von Ziethen fa intervenire la 2a brigata (Pirch II) da Brye alla quale Blücher unisce anche 2 brigate di cavalleria del II° C.A. guidate dal generale von Wahlen-Jürgas.
Pirch II avanza a destra, schiera su due linee i suoi nove battaglioni (quattro di linea, due di fucilieri, tre di Landwehr di Westfalia ed uno di Jäger) e guida personalmente la prima linea contro La Haye ma viene respinto. Attacca nuovamente impiegando anche la seconda linea ma dopo un duro combattimento è respinto oltre la Ligne. Lo stesso Blücher arringa le truppe e le spinge ancora all'attacco.

I Francesi sono respinti da Ligny.

A Ligny il generale Girard è gravemente ferito (morirà il 27 a Parigi dopo aver ricevuto la nomina a duca di Ligny). La sua divisione, che ha perduto un quarto degli effettivi e due generali di brigata, arretra ordinatamente su Hameau tenendo a distanza i Prussiani con il fuoco di fucileria.
Vandamme invia una brigata di cacciatori della 3a divisione di cavalleria (Domon) verso Wegnelée. I cacciatori sono attaccati dalla cavalleria di von Wahlen-Jürgas, la accolgono a fucilete e la mettono in fuga ma l'inseguimento è interrotto dal fuoco di copertura delle artiglierie prussiane ed i cavalieri francesi ripiegano.
17:00
All'ala destra francese la cavalleria di Grouchy e la 14a divisione (Hulot) si limitano a contenere il III° C.A. prussiano (Thirlmann) sulla Ligne, nei villaggi di Boignée e Balâtre, effettuando solo delle puntate contro i villaggi di Tongrinelle e Potriaux.
La battaglia, che va invece intensificandosi sull'altra ala, tra Saint Amaud e Hameau.
17:30
Napoleone muove la Guardia.

Napoleone ordina alla 5a divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di Subervie) di unirsi al III° C.A. (Vandamme) e muove contro La Haye i 4.280 uomini della divisione della Giovane Guardia (Voltigeurs e Tirailleurs di Duhesme) rinforzata dalla 2a brigata cacciatori a piedi della "Guardia Media". L'altra metà della Guardia Imperiale (1a brigata Granatieri e 1a brigata Cacciatori della Vecchia Guardia, 2a brigata Granatieri della Guardia Media) sono guidate da Fleurs verso Ligny dallo stesso Napoleone, in groppa alla bianca giumenta Desirée.
Il VI° C.A. (Lobau), il cui è arrivo è previsto da Charleroi, formerebbe la riserva.
18:00
Il movimento d'avvicinamento della Guardia Imperiale a Ligny è interrotto a metà strada per l'arrivo di un messaggio di Vandamme che segnala una colonna nemica verso Fleurs, alle spalle del III° C.A. francese. Napoleone invia in esplorazione un aiutante di campo. Solo tre battaglioni proseguono per sostenere il IV° C.A. (Gerard) a Ligny e le brigate Guardie guidate da Duhesme raggiungono Vandamme.
A Ligny la 13a divisione (Vichery) continua gli attacchi senza riuscire ad avanzare. Lo stesso accade a Saint- Amand all'8a ed all'11a divisione (Lefol e Berthézène).
Solo Vandamme, unendo ai resti della malridotta 7a divisione (Girard) la 10a divisione (Habert) ed i 1.000 cacciatori a cavallo della 3a divisione di cavalleria (Domon) riesce a riconquistare La Haye ma l'artiglieria prussiana inizia un intenso fuoco che precede un attacco combinato di fanteria e cavalleria guidato dallo stesso Blücher contro il fianco sinistro francese.

Il Contrattacco di Blücher.

La 2a brigata (Pirch II) unita alle forze fresca della 7a brigata (von Brause) e di un battaglione della 6a brigata (von Krafft) caccia l'8a e l'11a divisione (Lefol e Berthézène).dal centro di Sait-Amaud.
La 5a brigata (von Tippelskirch) con 60 squadroni delle 3 brigate di von Wahlen-Jürgas (del II° C.A.) e della 2a brigata von der Marwitz (del III° C.A.), guidati da Blücher al grido "Worwärts Kamaraden !", respingono la 7a e la 10a divisione (Girard e Habert). A causa dalla violenza dell'attacco il 1° reggimento Pomerania (della 5a brigata) in pochi minuti vuota le giberne e ottiene nuove cartucce dagli ussari che lo fiancheggiano.
La 10a divisione (Habert) si ritrova sulle posizioni inziali, la 7a divisione (Girard) e la 3a divisione di cavalleria (Domon) sono costretti ad abbandonare Hemeau.
18:30
Torna l'aiutante di campo e avvisa Napoleone che la colonna avvistata è il I° C.A. (d'Erlon), che era invece atteso sul fianco destro prussiano. L'ordine diceva "all'altura di Saint-Amaud" e non "sull'altura di Saint-Amaud" e d'Erlon si è invece portato per Willers-Pervin al villaggio di Saint-Amaud, dove serve ormai a poco. Inoltre è privo dei 6.000 uomini della 4a divisione (Durutte) e della 1a divisione di cavalleria (Jaquinot) che sono distaccati verso Marbais agli ordini di Ney.
A Marbais, nonstante le proteste dei suoi uomini e ufficiali subalterni, Durutte si limita a cannoneggiare i Prussiani poiché è privo di ordini e nessuno sa che è lì.
Saputo che la colonna non è Prussiana né Inglese, Napoleone riprende il movimento della Guardia verso Ligny mentre Vandamme contrattacca l'ala destra prussiana.
Gli otto battaglioni freschi della Guardia portati da Duhesme sono lanciati su La Haye con la 7a e la 10a divisione (Girard e Habert) mentre la 5a divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di Subervie), giunta stanca dopo aver percorso 7 Km per la campagna, è tenuta di riserva a nord-est di Saint-Amand a sostegno dell'8a e dell'11a divisione (Lefol e Berthézène).
I Francesi cacciano la 2a brigata (Pirch II) da Saint-Amand, la 5a brigata (von Tippelskirch) da La Haye e da Hameau, mentre la 3a divisione di cavalleria (Domon) e parte della 5a (Subervie) ributtano le 3 brigate di cavalleria di von Wahlen-Jürgas su Wagnelée, dove intervengono anche 2 compagnie della dimenticata 4a divisione di Durutte (ma solo dopo che i Prussiani l'hanno evacuata). Durutte ha inoltre lanciato la cavalleria di Jaquinot contro la brigata di cavalleria di von der Marwitz.
Vandamme ha quindi recuperato tutto il terreno perduto.
Blücher raduna 6.000 uomini dai reparti già impiegati e riprende subito Hamenau mentre la 2a brigata (Pirch II) contrattacca a Saint-Amand ma è respinto dalla 2a brigata cacciatori a piedi della "Guardia Media". In questo attacco, e parte in rinforzo a Ligny, sono impiegate le ultime riserve fresche prussiane.
19:00
La Guardia Imperiale attacca Ligny.

Il cielo coperto minaccia pioggia mentre 10.000 uomini della Guardia avanzano in colonne di battaglioni, affiancati a destra da 36 tra cannoni ed obici in fila per otto ed a sinistra dai 2.000 uomini della 1a brigata cacciatori della Vecchia Guardia (Cabronne) e da 600 corazzieri della 14a divisione (Delort). Seguono 112 zappatori e le 1.700 sciabole della divisione di cavalleria pesante della Guardia (Guyot).
19:20
Mentre i reparti della Guardia si schierano, i 36 pezzi sono piazzati presso i 24 pezzi già in posizione ed aprono un intenso fuoco sulle case di Ligny oltre la Ligne, sul castello e sulle batterie prussiane. Gli zappatori aprono dei varchi nei muri e nei recinti.
Mentre inizia a piovere il generale Roguet dice agli ufficiali ed ai sottoufficiali "Messiers, prevenez les Granatier que le premier d'entre eux qui m'amenerà un prisionier serà fusillé" (Signori, fate sapere ai Granatieri che il primo tra loro che mi porta un prigioniero sarà fucilato).
19:40
I tamburini della Guardia suonano la carica.
Al grido "Vive L'Empereur" e "Point de Quartier!" la fanteria avanza dritta al ponte del Mulino affiancata ad est dalla cavalleria che muove verso il ponte principale chiamato Bon-Pont. Anche le truppe provate del IV° C.A. (Gerard) attaccano e raggiungono l'altra riva aprendo la strada alle truppe fresche.
I difensori del castello sono massacrati. I resti delle brigate 3a (von Jagov), 4a (von Henkel) e 6a (von Kraft), malgrado il rinforzo della cavalleria di Zieten, abbandonano Ligny in rotta verso Brye. Napoleone grida ai corazzieri di Delort "Ménagez vos Chevaux".
Frattanto all'ala desta francese Grouchy con il I° corpo di cavalleria (ussari, lancieri e cacciatori di Pajol), il II° (dragoni di Exelmans) e la 14a divisione (Hulot) ha tolto Balâtre, Boignée e Tongrine al III° C.A. prussiano (Thirlmann), ha superato la Ligne e lo attacca violentemente a Potriaux.
20:30
Il III° C.A. prussiano (Thirlmann) è costretto a ritirarsi verso Sombreffe e Point-du-Jour inseguito dai dragoni di Exelmans e dagli ussari di Pajol.
Blücher, ignaro della caduta di Lingy e dalla ritirata della propria ala sinistra, unisce le sue ultime riserve, 2.000 uomini di tre battaglioni del II° C.A. (Pirch I), ai reparti già provati ed attacca Saint-Amand, La Haye e Hameau ma riceve un messaggio di Gneisenau che lo avvisa della situazione al centro della battaglia, quindi corre sulle alture di Bussy e rianima le truppe in ritirata, fa piazzare le artiglierie e gridando "March, march !" rilancia la fanteria all'attacco preceduta dalle due brigate di cavalleria di von Röder (del I° C.A.).
Il ten.col. von Lützow guida 4 squadroni di ulani contro il fianco destro della Guardia ma questa li accoglie in quadrato ed apre il fuoco a 20 passi. Lützow è abbattuto (poi catturato) con 13 ufficiali e 70 cavalieri.
Gli 8 squadroni di Landwehr che seguono sono caricati dai corazzieri della 14a divisione (Delort).che li sbaragliano e proseguono fino alle artiglierie, mettendole fuori combattimento.
Blücher galoppa verso al bosco De Loup per raccogliere altre truppe ma gli uccidono il cavallo rimanendovi sotto. I corazzieri gli passano oltre senza riconoscerlo. Il suo aiutante da campo Nostiz resta presso di lui e con l'aiuto di alcuni dragoni lo porta il salvo verso Genrinnes (a 8 Km).
La linea prussiana tra Brye e Ligny è ceduta completamente. I Prussiani abbandonano i cannoni e sono in rotta inseguiti. Al mulino di Bussy un quadrato di Landwehr, dopo breve resistenza, è travolto e massacrato dai corazzieri.
I combattimenti cessanto. La banda del 1° reggimento Granatieri della Guardia suona "La Victorie est a Nous", ripresa dai resti delle altre bande reggimentali.
21:30
La Ritirata Prussiana.

I 10.000 uomini e 32 cannoni del I° C.A. francese (Lobau), che non hanno sparato un colpo, giungono al mulino di Potriaux.
Sulle ali i Prussiani si ritirano in ordine con le artiglierie ed i bagagli.
Gneisenau riunisce tre battaglioni (2.000 uomini) guidati dal gen. Grölmann, sottocapo di stato maggiore, dietro Brye (a un Km dai Francesi che ne ignorano la presenza).
I provati I° e II° C.A. (von Zieten e von Pirch I) si ritirano verso Tilly, Mellery e Gentisse (rispettivamente a 4, 6 ed 8 Km a nord, verso Wavre).
Il III° C.A. (Thielmann), numerose divisioni del quale non hanno preso parte alla battaglia, rimane indisturbato tra Sombreffe e Pont-du-Jour.
Il IV° C.A. (Bülow), che non è giunto in tempo per la battaglia, si trova a Dion-le-Mont (4 Km a est di Wavre).
Circa 8-10.000 Prussiani disertano e si dirigono a est verso Namur.
I Prussiani lasciano 12-13.000 tra caduti, feriti, 4.000 prigionieri, 8-10.000 dispersi e disertori e 21-30 cannoni catturati da sommare alle perdite del giorno precedente : 3-4 battaglioni, 2-3 squadroni (1.500 prigionieri e 6 pezzi d'artiglieria). Rimangono 90.000 uomini e 280 pezzi d'artiglieria.
Napoleone rientra a Fleurs stimando 30.000 Prussiani fuori combattimento e 20.000 tra dispersi e disertori.
I Francesi, che hanno 8.500 tra caduti e feriti (10.000-11.000-12.500 in altre fonti), bivaccano nei luoghi dove hanno combattuto. Il 22° reggimento di linea è tra le unità più provate, con 220 caduti. La 7a divisione (Girard), decimata davanti La Haye, si occupa dei feriti.
Poiché alcune guardie del I° C.A. (Lobau) e della 14a divisione (Hulot) sentono rumori e voci prussiane sulla strada di Namur e gridano "Aux Armes !", il 75° reggimento francese (del I° C.A.) apre erroneamente il fuoco sui connazionali dell'11° reggimento.
23:00
Ha luogo un ultimo scontro tra i dragoni di Exelmans ed i Prussiani di Thielmann.
Grouchy raggiunge Napoleone a Fleurs e riceve l'ordine di inseguire i Prussiani all'alba con la cavalleria leggera.
23:00
Blücher scrive a Wellington della sconfitta ma di essere pronto a combattere ancora.


WAVRE 18 VI 1815 Francesi Prussiani
04:10
Grouchy Cerca i Prussiani.

Sorge il sole.
Il IV° C.A. prussiano (Bülow) inizia a muoversi da Dion-Le-Mont verso Wavre (2-4 Km ad ovest) per portarsi a Mont Saint Jean.
Il maresciallo Grouchy (incaricato di controllare i Prussiani) invia Pajol con la 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult) da Gembloux verso Wavre a cercare il contatto con i Prussiani.Grouchy dispone di 33.000 uomini e 96 pezzi d'artiglieria dei seguenti reparti:
Il III° C.A. (Vandamme), senza la 3a divisione di cavalleria (Domon).
Il IV° C.A. (Gérard) con la 7a divisione di cavalleria (ussari, cacciatori e dragoni di Maurin).
Il II° corpo di cavalleria (dragoni di Exelmans).
La 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult, fratello del maresciallo) del I° corpo di cavalleria (Pajol).
La 21a divisione (Teste), unica presente del VI° C.A. (Lobau).
06:00
Grouchy scrive a Napoleone che tre corpi d'armata prussiani sono nei pressi di Wavre. [Napoleone riceve questo messaggio tra le 10 e le 11].
07:00
A Wavre scoppia un incendio che fa perdere tempo al IV° C.A. prussiano (Bülow).
10:00
Grouchy inizia a muoversi con il IV° C.A. (Gérard).
11:00
Blücher lascia Wavre verso Mont St. Jean.
11:30
Grouchy, al villaggio di Walhain (a 15-20 Km da Mont Saint Jean, 4 Km da Wavre) sente i colpi di cannone e vede il fumo alzarsi da Mont Saint Jean. Dopo una discussione con Gerard e Valazè, che vorrebbero dirigersi verso la battaglia, decide di attenersi agli ordini di inseguire i Prussiani ed invia un messaggio a Napoleone segnalando che i Prussiani sono in ritirata verso est (si tratta invece di circa 6.000 disertori). [Napoleone lo riceve alle 15:30].
13:00
Grouchy si sposta a Nil-Saint-Vincent dove invia Vandamme a nord-est verso i villaggi di La Baraque e Neuf-Sart e l'ordine a Exelmans di avanzare verso Wavre.
Il II° C.A. (Pirch I) sta passando la Dylle seguito dal III° C.A. (Thielmann), coperti da due battaglioni, un reggimento ussari e due cannoni guidati dal ten. col. Ledebur schierati nel bosco di Huzelle, presso La Barauque, sulla strada tra Gembloux e Wavre.
14:00
Grouchy aggancia i Prussiani.

Due squadroni dell'avanguardia di Exelmans urtano gli ussari prussiani a La Baraque, sono soccorsi da altri squadroni ma la presenza dei battaglioni prussiani li costringe ad arretrare ed aspettare la fanteria.
Giunge l'11a divisione (Berthézène) che si schiera ed attacca. I Prussiani sono rinforzati da due battaglioni del II° C.A. (Pirch I).
15:00
Il II° C.A. (Pirch I) ha oltrepassato Wavre. Il III° C.A. (Thielmann) ha passato la Dyle. Il ten. col. Ledebur è richiamato e ripiega su Wavre, incalzato da Vandamme.
Grouchy giunge a Limelette e comprende l'intensità dello scontro che si sta svolgendo a Mont-Saint-Jean (a 12 Km) ma si attiene agli ordini.
15:30
Le Posizioni.

Grouchy è sulla strada per Wavre e riceve l'ordine di portarsi in questa località [inviato da Soult alle 10].
La 14a divisione (Hulot), avanguardia del IV° C.A. (Gérard), è a La Baraque.
Il fianco sinistro del corpo d'armata è coperto dagli ussari e cacciatori della brigata di cavalleria Vallin, a 4 Km dalla Dyle.
La 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult) guidata da Pajol è a Tourinnes-Les-Ourdons (3 Km più a est) e sulle alture di Nil-Saint-Vincent (12 Km dalla Dyle), diretto a Limale.
Il II° C.A. prussiano (Pirch I) marcia su Chapelle-Saint-Lambert.
Il III° C.A. (Thielmann) ha lasciato a Wavre solo due battaglioni ma visto l'arrivo dei Francesi interrompe la marcia dietro al II° C.A. e si dispone in difesa lungo un fronte di 6 Km:
A Wavre ed a Basse-Wavre (NE): 3 battaglioni e 2 squadroni.
Tra Wavre w Bierges (SW): 2 brigate.
A Bierges ed al mulino di Bierges: 9 battaglioni.
Tre Ohain e Limelette (S): 3 battaglioni e 2 squadroni lasciati dal II° C.A. (Pirch I).
I ponti di Ottingnes, di Mousty e la strada per Fichermont sono lasciati sgombri ma vengono ignorati da Grouchy.
16:00
L'attacco Francese.

Grouchy ordina a Pajol di dirigersi a Limal con la sua cavalleria e la 21a divisione (Teste) quindi si porta a Wavre dove iniziano le cannonate. Infatti, senza aver atteso ordini, Vandamme attacca impetuosamente.
La 10a divisione (Habert) avanza in colonne, prende i sobborghi di Wavre ma è fermata sul ponte dal fuoco di un migliaio di tiragliatori appostati nelle case sull'altra riva e dei cannoni posti sulle alture dominanti. Cadono il generale Habert, il colonnello Dubalen e 600 uomini. Gli altri si appostano negli edifici sulla riva destra.
Thielemann invia la notizia dei combattimenti a Blücher [gli arriva alle 16:30 quando è in vista di Mont-Saint-Jean].
17:00
Grouchy ordina due attacchi diversivi.
Il II° corpo di cavalleria (dragoni di Exelmans) con le artiglierie ippotrainate attaccano Basse-Wavre.
Un battaglione dell'8a divisione (Lefol) attacca il mulino di Bierges.
Dopo aver emanato questi ordini, Grouchy riceve l'ordine di Soult di raggiungere Napoleone [inviato dalle 13], quindi arretra fino a La Baraque, devia verso Limale la 12a e 13a divisione (Pécheux e Vichery) del IV° C.A. (Gérard), ed invia a Pajol l'ordine di sospendere il movimento verso Limal.
Tornato a Wavre prende atto che gli attacchi francesi sono proseguiti senza esito.
Un battaglione della 14a divisione (Hulot) è inviato a sostenere l'8a divisione (Lefol) al mulino di Bierges ma attraversando la prateria paludosa davanti al ponte di Bierges è decimato senza essere di alcun aiuto.
Grouchy e Gérard guidano in avanti altri battaglioni ma Gérard viene gravemente ferito ed il generale Baltus rifiuta di prenderne il posto. Lo stesso Grouchy scende allora da cavallo e guida l'attacco esclamando "Si l'on ne peut sa faire obeir, il faut savoir se fair tuer" (Se non ci si può far obbedire, bisogna sapere farsi uccidere).
19:00
L'attacco al ponte di Limale.

Pajol, a metà strada tra La Baraque e Limal, riceve l'ordine di sospendere il movimento, torna a La Baraque e trova il generale Vallin che lo aspetta privo di ordini. Pajol osserva la battaglia ed invia l'aiutante di campo Biot con uno squadrone di ussari a riconoscere il ponte di Limale, verso il quale si dirige con gli ussari ed i cacciatori a cavallo freschi della brigata Vallin, seguiti dalla 21a divisione (Teste) e dalla 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult), esausta perché in marcia dalle 4:10.
A Limale Biot è accolto da fucilate e da tiri a mitraglia ma scopre che il ponte, largo 4 metri, non è barricato.
Pajol dispone la brigata Vallin in colonna per quattro e si lancia al galoppo oltre al ponte sotto il fuoco prussiano. Dietro di lui giungono la 21a divisione (Teste) e la 4a divisione di cavalleria (Soult).
20:00
I Prussiani, pressati dalle forze guidate da Pajol, devono ritirarsi combattendo da Limale e Limelette sulle alture della Dyle.
Frattanto gli attacchi di Grouchy al ponte di Wavre sono respinti.
21:00
Grouchy lascia l'8a e la 14a divisione (Lefol e Hulot) a Wavre, prende con sé la 12a e 13a divisione (Pécheux e Vichery) e muove su Limale dove ingaggia un combattimento con 12 battaglioni prussiani raccolti da Bierges e da Wavre appoggiati dalla cavalleria di riserva del III° C.A. (Thielmann).
22:00
Blücher, dopo l'incontro con Wellington a La Belle Alliance, raggiunge Genappe ed invia l'esausto e decimato II° C.A. (Pirch I) verso Wavre.
23:00
L'oscurità pone fine ai combattimenti.
Grouchy ha preso la cresta dell'altipiano si Limale mentre i Prussiani tengono Wavre ed il bosco di Rixensart, a nord di Bierges.
03:00
Riprendono i Combattimenti.

Il III° C.A. (Thielmann), saputo della sconfitta di Napoleone a Mont-Saint-Jean, attacca i Francesi di Grouchy.
07:00
Tutta la linea prussiana tra Rixensart e Bierges è compromessa.
08:00
I Prussiani sono costretti ad abbandonare il bosco di Rixensart.
Thielmann riceve un messaggio che gli annuncia l'arrivo del II° C.A. (Pirch I) quindi si arrocca sulle sue posizioni, riprende il bosco di Rixensart ma lo perde nuovamente.
La 21a divisione (Teste) prende Bierges. Vandamme invia l'11a divisione (Berthézène) oltre la Dyle ed il mulino contro la sinistra prussiana mentre con il resto delle forze attacca Wavre. Thielmann è costretto ad ordinare la ritirata generale verso Lovanio.
10:30
Il Disimpegno.

Grouchy pressa la retroguardia prussiana raggiungendo le alture tra Rosieren e Bawette.
Giunge il capitano Domonceau dopo 10 ore di marcia ed in stato di agitazione. Dopo un cordiale, annuncia la disfatta subita da Napoleone. Grouchy raduna il consiglio di guerra al castello di Bawette e decide di effettuare una rapida ritirata per Fleurs, Charleori, Namur, Dinant e Givet, dove si trova la frontiera (70 Km).
Parte il II° corpo di cavalleria (dragoni di Exelmans), seguito dal IV° C.A. (Gérard) coperto a destra dalla brigata di cavalleria Vallin.
Pajol con la 21a divisione (Teste) e la 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult) tallona i Prussiani in ritirata.
16:00
Il III° C.A. (Vandamme) lascia Wavre. La brigata (Bonnemains) è a Namur.
19:00
Il grosso del III° C.A. (Vandamme) è a Namur. Dopo un breve riposo riparte per Dinant.
Grouchy è a Point-Du-Jaor.
23:00
Il II° C.A. (Pirch I) è a Mellery, ignorando di essere a 8 Km da Grouchy.
Thielmann, che solo il 18 ha perso 2.476 uomini tra morti e feriti, si è ritirato a Lovanio ed a Rhode-Saint-Agate, ignorando che i francesi si sono ritirati e sono ormai 30 Km più a sud.
Vandamme bivacca oltre Grand-Leez. Pajol bivacca a Gembloux (8 Km a ovest di Grand-Leez). Grouchy bivacca a Temploux (a 8 Km da Namur). Vallin è di retrogardia a Mazy.


WATERLOO 18 VI 1815 Anglo-Prussiani Francesi (N)


01:00
I Preparativi.

Napoleone a Caillou non riesce a prendere sonno e si alza per ispezionare le linee francesi.
02:00
Wellington riceve da Blücher la notizia che il IV° C.A. prussiano (l'unico assente a Ligny) marcerà al mattino da Wavre a Mont St Jean (distanti 4 Km) seguito da altri due corpi.
03:00
Napoleone riceve il rapporto degli ufficiali inviati in perlustrazione e degli agenti segreti infiltrati nelle linee nemiche che gli confermano l'intenzione di Wellington di dare battaglia.
04:10
Sorge il sole.

Il IV° C.A. prussiano (Bülow) inizia a muoversi da Dion-Le-Mont verso Wavre (2-4 Km ad ovest).
Grouchy (incaricato di controllare i Prussiani con 33.000 uomini) invia Pajol con la 4a divisione di cavalleria (ussari di Soult) da Gembloux verso Wavre a cercare il contatto con i Prussiani.
Napoleone interroga un contadino e due disertori belgi che gli confermano l'intenzione di Wellington di dare battaglia.
05:00
Lo Schieramento Francese.

Dopo aver consultato lo Stato Maggiore, Napoleone fa inviare gli ordini alle unità fissando l'attacco alle 9:00 per permettere al terreno bagnato di asciugarsi (era previsto per le 6:00). Lo schieramento è quello comunicato la sera precedente:
A destra il I° C.A. (d'Erlon), la 7a divisione (Girard), con esternamente la 1a divisione di cavalleria (ussari, cacciatori e lancieri di Jaquinot), seguiti dal III° corpo di cavalleria (dragoni, carabinieri e corazzieri di Kellerman).
A sinistra il II° C.A. (Reille, senza la 7a divisione), con esternamente la 2a divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di Piré), seguito dal VI° C.A. (Lobau) e dal IV° corpo di cavalleria (corazzieri di Milhaud)
Al centro della seconda linea due divisioni di cavalleria.
In Terza linea la Guardia Imperiale
L'esercito ammonta a 49.000 baionette, 16.000 sciabole e 7.000 artiglieri con 246 pezzi d'artiglieria.
06:00
Lo Schieramento dei Coalizzati.

Gli Inglesi e gli alleati prendono posizione sulle alture di Mont St Jean (su un fronte di 4-5 Km) sotto il controllo di Wellington che monta il cavallo Copenhagen.
Il fianco sinistro è tenuto dal Corpo di Riserva guidato dal ten.gen. Picton (in abiti civili e cilindro) preceduto dalla 2a divisione belgo-olandese (Perponcher), già provata a Quatre Bras. L'ala poggia alla foresta di Soignes ed alle fattorie fortificate di Papelotte, La Haye e Château de Flochermont.
Il centro è tenuto dal I° C.A. (Principe d'Orange) seguito dalla riserva di cavalleria (Uxbridge). Davanti le linee viene fortificata la fattoria La Haye Sainte, difesa dal giovane maggiore von Baring con il 2° battaglione leggero della KGL (la King's German Legion, corpo che arruola mercenari di tutte le nazionalità, principalmente Tedeschi, esclusi Spagnoli ed Italiani). La strada per Bruxelles viene bloccata con un'abbattuta di alberi presidiata dalla sezione di Congreave Rockets.
Il fianco destro è tenuto dal II° C.A. (Hill). Circa mezzo chilometro avanti viene fortificata la villa signorile di Hougoumont, presidiata da 1.500 Tedeschi, Hannoveriani e del Nassau più 1.000 uomini delle 4 compagnie di Coldstream Guard. Ad Hougoumont il giorno precedente una gatta ha partorito ed ha poi sorprendentemente trasportato i gattini al sicuro a Braune L'Alleud.
Per prevenire il pericolo d'aggiramento del fianco destro sono schierate ad Halle (3 Km a ovest) la 6a brigata inglese (Johnstone), la 6a Brigata Hannoveriana (Lyon), entrambe della 4a divisione inglese (Colville), e tre brigate dei Paesi Bassi (15-17.000 uomini con 30 pezzi d'artiglieria).
L'esercito ammonta a 49.608 baionette (20.000 Inglesi), 12.408 sciabole (meglio montate dei francesi) e 5.500 artiglieri con 156 pezzi d'artiglieria.
Secondo la nazionalità (ad inizio campagna): 25.000 dall'Inghilterra, Scozia ed Irlanda, 6.000 dall'Hannover (sudditi del re d'Inghilterra), 30.000 dai Paesi Bassi, 7.000 dal Brunwick, 3.000 dal Nassau.
Caso ironico, l'unica lingua in comune tra i coalizzati è il francese.
07:00
A Wavre scoppia un incendio che fa perdere tempo al IV° C.A. prussiano (Bülow).
08:00
Dopo essersi rasato Napoleone fa colazione a Caillou con alcuni ufficiali superiori (Soult, Drouot, Ney, Reille, Bertrand, Bassano e D'Erlon) dimostrandosi fiducioso della vittoria. Durante la colazione giunge suo fratello Jérôme portando notizie di reparti prussiani a Wavre che Napoleone giudica non importanti.
09:00
Smette di Piovere. Gli Inglesi e gli alleati hanno completato lo schieramento.
Dei Francesi sono in posizione solo il I° C.A. (d'Erlon), la 1a, 3a e 5a divisione di cavalleria (Jaquinot, Domon e Subervie), il IV° corpo di cavalleria (Milhaud) e la divisione di cavalleria pesante della Guardia.
La fanteria della Guardia è ancora ferma ai bivacchi presso Maison-du-Roi mentre il II° C.A. (Reille) è in marcia presso Caillou.
10:00
Napoleone, dopo aver ispezionato il campo di battaglia acclamato dalle truppe, giunge a Rossomme ed invia un messaggio al generale Grouchy ordinandogli di raggiungere Wavre. Il 7° Ussari ed un battaglione di fanteria sono dislocati a Couture-St-Germain (6 Km a nord-est di Placenoit) per schermare il fianco destro francese.
Il VI° C.A. (Lobau) ed il III° C.A. di cavalleria (Kellerman) sono in marcia verso Maison-du-Roi, dov'è ancora la Guardia.
10:30
Le avanguardie del IV° C.A. prussiano (Bülow) giungono in vista del campo di battaglia.
11:00
Blücher lascia Wavre verso Mont St. Jean.
Napoleone termina l'ispezione delle truppe e poiché il terreno si è in po' asciugato ordina l'inizio delle operazioni.
11:30
L'attacco diversivo a Hougoumont (Jérôme).

L'artiglieria della Guardia Imperiale spara le tre salve che segnano l'inizio della battaglia.
Il VI° C.A. (Lobau) è ancora in marcia dietro La Belle Alliance per prendere posizione dietro la brigata Bachelu. Domon e Subervie stanno posizionandosi dietro la 1a divisione (Quiot) mentre la Guardia, con 56 cannoni, è a Rossomme.
Inizia l'attacco diversivo contro Hougoumont guidato da Jérôme Bonaparte con la 5a divisione (Bachelu), la 9a (Foy), ridotte a 3.000 dopo Quatre Bras, e la 6a (Guilleminot). I sette battaglioni leggeri, della brigata Baudouin (della 6a divisione) avanzano verso i boschi davanti Hougomont e si dispiegano per l'attacco appoggiati da tiragliatori ed artiglieria. La 2a divisione di cavalleria (cacciatori e lancieri di Piré) controlla sulla destra la strada da Nivelle, mentre il III° C.A. di cavalleria (Kellerman) la divisione di Cavalleria Pesante della Guardia (Guyot) rimangono di riserva.
L'artiglieria britannica apre il fuoco sui reparti che avanzano. I Francesi respingono la compagnia carabinieri Hannoveriani ed il battaglione del Nassau nei boschi e proseguono l'attacco alla baionetta. Baudouin rimane tra i caduti.
Le avanguardie del IV° C.A. prussiano (Bülow) giungono a Chapelle St-Lambert (8 Km da Placenoit) mentre il II° C.A. (Pirch I) è 10 Km indietro.
I colpi dei cannoni si sentono fino al villaggio di Walhain (a 15-20 Km, 4 Km da Wavre) dove Grouchy, pur vedendo il fumo alzarsi da Mont St. Jean, decide di attenersi agli ordini di inseguire i Prussiani, sconsigliato dai sottoposti Gerard e Valazè che vorrebbero dirigersi verso la battaglia. Grouchy invia un messaggio a Napoleone segnalando che i Prussiani sono in ritirata verso est (si tratta invece di circa 6.000 disertori).
12:00
Napoleone fissa l'attacco principale alle 13:00.
Anche la brigata Durette raggiunge la posizione assegnatale all'estrema destra davanti Papelotte.
12:30
Dopo una lotta con gravi perdite per entrambi, i Francesi restano padroni dei boschi intorno Hougomont.
Il primo attacco contro le mura del castello è respinto a 300 metri dall'intensa fucileria. Wellington non vede muovere le riserve francesi, capisce che si tratta di una diversione e non invia rinforzi, ma ordina agli obici di tirare oltre al castello sulle truppe francesi. L'unico rinforzo francese è infatti costituito dalle due batterie ippotrainate di Kellerman, inviate per ordine di Napoleone.
I Francesi lanciano il secondo assalto contro la porta sud (fortificata), mentre la brigata Soye (della 6a divisione) aggira la posizione da ovest sotto il fuoco dei mortai ed attacca la porta nord, ma viene respinta e contrattaccata dalle Guardie inglesi della brigata Byng. Una dozzina di francesi del 1° reggimento leggeri ed alcuni zappatori guidati dal luogotenente Liagros, armato d'ascia, penetrano nel cortile ma il colonnello Macdonnell chiude loro la porta alle spalle e vengono tutti uccisi (eccetto un tamburino). Con una sortita gli Inglesi respingono i Francesi che lasciano sul terreno il colonnello Cubieres.
Wellington invia in rinforzo un battaglione di Brunswich ed altre 4 compagnie di Coldstream Guard.
La 9a divisione (Foy) si unisce all'attacco ad Hougoumont e la sua prima brigata (Gautier) aggira il castello da est ma viene sbaragliata dalle Guardie inglesi della brigata Maitland.
13:00
La Grande Batteria.

I Francesi piazzano davanti al I° C.A. (d'Erlon) una grande batteria composta da 24 pezzi da 12 libbre (i più grossi a disposizione) del I°, II° e VI° C.A., dai pezzi da 8 libbre del I° C.A. e 3 batterie della Guardia Imperiale (altri 60 pezzi secondo Napoleone).
Napoleone da Rossome avvista a nord-est una nuvola che gli rivela movimenti di truppe quindi invia alcuni reparti di cavalleria in esplorazione. Gli viene condotto un sottufficiale degli Ussari Slesiani catturato con una lettera di Gneisenau che gli conferma l'arrivo dei Prussiani da Wavre. A fronteggiarli sono inviati la 3a divisione di cavalleria (cacciatori di Domon) e la 5a (lancieri e cacciatori di Subervie), seguiti dal VI° C.A. (Lobau), ridotto da 10.000 a 7.500 uomini e con solo 3 batterie. La 21a  divisione (Teste) si trova infatti con Grouchy.
13:30
La grande batteria francese inizia il violento fuoco di sbarramento a 700 metri. Tra le più colpite c'è la brigata Belga-Olandese di Bylandt e la 5a divisione (Picton).
Gli Inglesi rispondono con palle e canister (shrapnel) contro il corpo d'armata d'Erlon. Anche i Congreave Rockets apre fuoco ma dopo aver tirato 52 razzi sono ritirati da Wellington perché spaventano i cavalli inglesi.
14:00
L'attacco del I° C.A. Francese (d'Erlon).

Al grido "Vive l'Empererur ! " i 16-17.000 uomini del I° C.A. (d'Erlon) attaccano il fronte di 1.800 metri tra le fattorie La Haye Sainte e Papelotte.
Avanzano, da sinistra a destra leggermente a scalare, la 1a divisione (Quiot) sulla strada verso La Haie Sainte, guidata da Ney, la 2a divisione (Donzelot), la 3a (Marcognet) e la brigata Brue della 4a (Durette) su Papelotte, guidate da d'Erlon. Temendo il fuoco di fucileria delle linee inglesi, d'Erlon (già in Spagna) schiera le divisioni sono schierate in colonne di divisione, cioè con i battaglioni in linea uno dietro l'altro precedute dai tiragliatori del solo battaglione frontale, impossibilitate a disporsi in quadrato e fornendo un ottimo bersaglio all'artiglieria nemica.
Solo l'85° reggimento (della divisione Durette) rimane presso la grande batteria.
In fondo al vallone i cannoni della 1a divisione (Quiot) rimangono impantanati. La divisione giunge per prima a contatto con le linee inglesi ed i tiragliatori della 2a brigata (Bourgeois) subiscono il tiro preciso delle carabine del 95° rifles (3 compagnie), appostato in una cava di sabbia a est di La Haie Sainte. La 2a brigata avvolge lentamente La Haie Sainte, dove si ripiegano anche i rifles dalla cava.
La brigata belga-olandese Bylandt (3.000 uomini), schierata con tre battaglioni in linea e uno di riserva, subisce il tiro dei tiragliatori francesi. Lo stesso comandante della divisione Perponcher ha due cavalli uccisi sotto di sé. I Belgo-olandesi subiscono l'attacco della 2a e 3a divisione (Donzelot e Marcognet) dalle quali sono respinti in disordine sulla 9a brigata (Pack). All'estrema destra la 4a divisione (Durette), appoggiata da 3 batterie ippotrainate, affronta la 4 a e la 5a brigata Hannoveriana (Best e von Wincke), subendo da Papelotte il fuoco dalla brigata di Sassonia-Weimar (che ha subito numerose perdite a Quatre Bras).
Prevedendo uno sfondamento Napoleone sposta su questo fronte il III° corpo di cavalleria (dragoni e corazzieri di Milhaud) da Houguomont ed il IV° corpo di cavalleria (corazzieri di Kellerman).
Mentre la 2a divisione francese si ferma per spiegarsi, la 3a giunge alla sommità. La grande batteria cessa il fuoco ma la divisione viene accolta dai 3.000 uomini dell'8a e 9a brigata (Kempt e Pack) della 5a divisione britannica (Picton) che attendevano accucciati, si alzano in piedi ed aprono il fuoco da 40 metri causando numerosi caduti. Picton ordina il contrattacco e viene ucciso da una fucilata.
La 8a brigata (Kempt) carica alla baionetta i Francesi sul fianco sinistro, dove hanno perso il contatto con la 2a divisione (Donzelot). La 9a brigata (Pack) invece contrattacca con un solo battaglione per fronteggiare a sinistra la brigata Brue della 4a divisione (Durette) ed evitare di essere aggirata.
Frattanto alla sinistra francese la 1a divisione (Quiot) respinge il contrattacco del battaglione Landwehr del Luneburg (Hannoveriano) che viene sbaragliato dai corazzieri del 7° e 12° reggimento (brigata Travers). I corazzieri disperdono i tiragliatori della 1a brigata Hannoveriana (Kielsmansegge) che si dispone in quadrato entro il quale trova velocemente riparo anche Wellington. Pozzo di Borgo, ambasciatore dello Zar, fugge nella boscaglia mentre il gen.mag. Vincent, delegato dello stato maggiore austriaco, viene ferito.

La Carica della Cavalleria Pesante Inglese (Uxbridge).

I due reggimenti di corazzieri francesi sono caricati dai quattro reggimenti di cavalleria pesante della Brigata Guardie (Somerset) guidati dal comandante della divisione di cavalleria ten.gen. Uxbridge.
Alla carica si affiancano anche i 2.000 dragoni della Union Brigate (Ponsonby), chiamata così perché comprende i Royal Dragons, i Royal Scots Grey e gli Inniskillings irlandesi.
Al grido "Scotland Forever" e "No Quarter" gli Scots Grey con il resto della brigata caricano la 2a divisione (Donzelot) e la 3a (Marcognet), che stava riordinandosi, impossibilitate ad aprire un fuoco efficace. Gli Scots catturano la bandiere del 45° reggimento, sono inoltre prese la batteria della 3a divisione e la bandiera del 105° reggimento (le uniche perse in tutta la campagna). La brigata Pégot della 4a divisione (Durette), in seconda fila a destra, riesce a disporsi in quadrato e respinge gli Scots Grey ma viene sorpresa sul fianco dai Royal Dragons e messa in rotta.
Con l'eccezione della brigata Quiot che ha assalito La Haye Sainte, e la brigata Brue che arretra in ordine, tutta la fanteria del I° C.A. è respinta lasciando numerosi caduti. Le brigate di sinistra sono in rotta e solo piccoli gruppi riescono a formare alcuni quadrati di fortuna. L'artiglieria francese apre il fuoco colpendo sia gli Inglesi che i Francesi.
Gli squadroni della Guardia raggiungono la batteria impantanata, uccidono il col. Chaudon, gli inservienti ed i cavalli (i cannoni sono poi recuperati dai Francesi) e continuano caricando in salita la 5a divisione (Bachelu) mentre Uxbridge e Ponsonby tentano inutilmente di fermare i propri uomini.
Contro le due esauste brigate di cavalleria inglese intervengono i corazzieri della 2a brigata di Milhaud (frontalmente) ed i lancieri di Jaquinot (sul fianco). Cadono 800 dragoni e lo stesso Ponsonby è catturato da un ufficiale dei lancieri che lo trafigge appena vede l'arrivo del 12° ed il 16° reggimento dragoni leggeri in soccorso delle due brigate pesanti (viene salvato il giorno seguente).
I dragoni leggeri mettono in rotta un reggimento di lancieri e sono affiancati a sinistra dalla 1a brigata leggera belgo-olandese (dragoni leggeri ed ussari di Ghigny) chiamata da Mont-Saint-Jean. Insieme caricano la brigata Quiot, l'unica ancora in ordine, che li respinge con gravi perdite per entrambi e rimane con 5-600 uomini, soccorsi dal 3° lancieri e dal 3° cacciatori di Jaquinot.
L'intervento dei dragoni leggeri ha permesso a molti dragoni inglesi di ripiegare ma le perdite ammontano a un migliaio tra caduti, feriti e catturati (su 2.300-2.500). Rimane sul terreno anche Dash, il cane del capitano Hay (del 12° Dragoni).
Anche la fanteria è stata duramente provata. L'8a e la 9a brigata (Kempt e Pack), già ridotte dalle perdite a Quatre Bras, sono a un terzo degli effettivi mentre i 1.500 superstiti della brigata belgo-olandese Bylandt sono inviati alla riserva, oramai inutilizzabili in combattimento.
Il corpo d'armata d'Erlon, l'unico a non aver combattuto due giorni prima, lascia 3.000 prigionieri, 2.000 tra caduti e feriti e 16 cannoni.

I Combattimenti a Hougomont ed a La Haye Sainte.

Nonostante gli ordini, l'offensiva del I° C.A. non è stato sostenuto a sinistra dal II° C.A. (Reille) perché è duramente impegnato all'attacco ad Hougoumont. Solo la 9 a divisione (Foy) e la 5a (Bachelu), già provate a Quatre Bras, non partecipano all'assalto.
Lo stesso Jérôme Bonaparte è ferito da una pallottola ed è richiamato da Napoleone che invia 8 obici da 8" ed ordina di bersagliare il castello con proiettili incendiari. Numerosi edifici sono colpiti ed incendiati (compresa la cappella, dove la croce di legno rimarrà miracolosamente intatta) ma gli obici non hanno la potenza di abbattere le mura ed il fuoco ostacola sia i difensori che gli attaccanti.
Wellington rinforza Hougoumont facendo avanzare la 3a brigata (Mitchell), composta da leggeri, highlanders leggeri e rifles, e la 4a (Adam), mentre a La Haie Sainte invia 2 compagnie.
15:00
Wellington rinforza anche il resto dello schieramento utilizzando le riserve ed invia un ufficiale dello stato maggiore incontro a Bülow. L'ufficiale torna annunciano che l'arrivo dei Prussiani e previsto per le 16:00.
La divisione del Brunswick è inviata nel settore destro del centro, dietro le brigate 1a Guardie (Maitland), 5a (C. Halket) e 1a Hannoveriana (Kielmansegge).
Sul fianco sinistro la 9a brigata (Pack) e la 4a Hannoveriana (von Best) serrano tra loro mentre l'8a brigata (Kempt) è rinforzata dalla 10a (Lambert).
La 1a brigata KGL (Du Platt) è inviata in supporto ad Hougoumont.
Gli ultimi reparti del IV° C.A. prussiano (Bülow) giungono a Chapelle St-Lambert, in vista del campo di battaglia.
Napoleone ordina a Ney di prendere La Haye Sainte con le forze riordinate di d'Erlon ed alcune distaccate da Reille. Le batterie da 12 libbre della Guardia vengono piazzate a sostegno dell'ala destra. I cacciatori a cavallo della 1a brigata (Hubert) ed i lancieri della 2a brigata (Wathiez) aggirano Hougoumont ed effettuano una finta contro la destra inglese, dove Uxbridge invia tre reggimenti di cavalleria.
La Haye Sainte è attaccata dalla 2a brigata (Bourgeois), con l'appoggio, in formazione sparsa, di un reggimento della 5a divisione (Bachelu) e tre battaglioni della 2a divisione (Donzelot), ma a causa delle precedenti perdite gli effettivi risultano troppo scarsi.
Visto l'intenso fuoco dell'artiglieria francese, Wellington ordina alla fanteria di ripiegare dietro la cresta.
15:30
I difensori di La Haye Sainte, supportati dall'artiglieria inglese, dalle brigate 8a (Kempt) e 10a (Lambert) fresca, respingono i Francesi causando loro gravi perdite.
Napoleone riceve il messaggio di Grouchy delle 11:30 e capisce che non può raggiungerlo, quindi invia la cavalleria di riserva a sostenere gli attacchi di Ney, ma la 14a divisione di cavalleria (corazzieri di Delort) rimane priva di ordini.
Grouchy aggancia presso Wavre la retroguardia prussiana del III° C.A. (Thielemann).
Grouchy riceve l'ordine di Napoleone di raggiungere Wavre.

PARIGI 2 VII 1815 Francesi Prussiani

I prussiani continuano l’avanzata su Parigi:

Il I° C.A. (von Zieten) da Saint German su Châtillon,
Il III° C.A. (Thielmann) da Marly su Les Mulineaux,
Il III° C.A. francese (Vandamme) presidia le cittadine di Montrouge, Vaugirard, Vanves, Issy e Les Moulineaux, con avamposti a Gentilly ed Arcueil. Un battaglione si trova a Sèevres, uno a Châtillon ed il resto della 14a divisione (Hulot) a Bellevue.
In sostegno del III° C.A. francese sono giunti la Guardia (Drouot) e la cavalleria pesante di Kellerman, che sono passati sulla riva sinistra della Senna.
Il I° C.A. (d’Erlon) ed il II° C.A. (Reille) sono rimasti nella piana di Saint Denis, a prevenire l’avanzata inglese, mentre Exelmans è a Parigi.
12:00
La 1a brigata prussiana (von Steinmetz, 6.000 uomini, del I° C.A.) attacca Sèvres, costringe alla ritirata il battaglione che la occupa e lo segue verso Bellevue.
La 14a divisione (Hulot) raggiunge Vaugirard e difende il paese passo a passo.
Il I° C.A. prussiano (guidato però da Von Jagow) tenta di forzare il ponte di Sèvers e quello di Saint-Cloud ma dopo due ore di combattimenti, ai quali hanno partecipato anche gli abitanti dei due villaggi, deve ritirarsi.
15:00
Von Jagow, abbandonati i caduti e raccolti i feriti, raggiunge von Zieten che è arrivato davanti Les Moulineaux.
Le brigate 1a (von Steinmetz) e 2a (von Prich II) attaccano il villaggio dove la 13a divisione francese (Vichery) tiene loro testa per due ore.
17:00
La 13a divisione francese (Vichery) si ritira dentro Issy, si riforma, contrattacca ma è respinta dalla superiorità numerica dei prussiani, riesce tuttavia a tenere Issy fino al tramonto.
Von Zieten avanza da Marly ed invia una colonna verso Les Moulineaux ed una per Clamart.
Vichery e gli avamposti di Vannes sono rigettati su Vaugirard.
Il III° C.A. prussiano (Thielmann) si ferma davanti Châtillon, solo alla sera la occupa per non ingaggiare prematuramente un combattimento generale. Il battaglione francese minacciato sulla destra si è ritirato.
I prussiani restano a 3 Km da Parigi. I francesi assestano la linea difensiva tra Vaugirard e Mont-Rouge, mantenendo i ponti sulla Senna a Nevilly, Saint-Cloud e Sèvers.

Il giorno successivo i prussiani non osano attaccare e si limitano a rafforzare le proprie posizioni:
Il I° C.A. (von Zieten) a Meudon e Issy,
Il III° C.A. (Thielmann) a Bagneux ed a Châtillon,
Il IV° C.A. (Bülow) attorno Versailles.
3:00
Vandamme ordina a Vichery di riprendere Issy.
Il generale Valée inizia una forte preparazione d’artiglieria. Il I° C.A. (d’Erlon) difende il fronte nord con tiragliatori federati ed altri ausiliari mentre il grosso delle forze è concentrato a sud-ovest:
Il parco e l’artiglieria di riserva alla spianata Des Invalides,
Il II° C.A. (Reille) al campo di Marte,
La fanteria della Guardia (Drouot) rimane di riserva nella scuola militare di Le Petit-Mont-Rouge,
La cavalleria pesante di Kellerman e Milhaud sul piano di Grenelle,
Il III° (Vandamme) ed il IV° C.A. (Groucy) in prima linea, guidati da Vandamme:

l’8a divisione (Lefol) sbarra la strada per Orleans,
la divisione di Teste tiene Grand-Montrouge con la 9a divisione di cavalleria (dragoni di Exelmans) e la cavalleria della guardia,
l’11a divisione (Berthézène) e la divisione (Habert) sono a Vaugirard,
la 14a divisione (Hulot) è all’estrema destra, tra Vaugirard e la Senna.
6:00
I combattimenti si intensificano.

la 14a divisione (Hulot) rinforza al 13a divisione francese (Vichery) ed i francesi attaccano per la terza volta Issy, dove è arroccato il I° C.A. prussiano (von Zieten). Vichery rimane tra i feriti.
7:15
Giunge l’ordine di cessare il fuoco per l’apertura delle trattative di resa a Saint Cloud.

 
Waterloo 18/6/1815

fattoria di Hougmount

fattoria di Haie Sainte
la collina del Leone
il monumento di Gordon
il monumento di Hannover
Monumento ai soldati francesi

Francia

69.000 uomini: 48.000 fanti
14.000 cavalieri
7.000 artiglieri
250 cannoni

I corpo d'armata di D'Erlon con 16.000 uomini, 46 cannoni, 1.500 cavalieri
II corpo d'armata di Reille con 13.000 uomini, 36 cannoni
VI corpo d'armata di Mouton con 6.000 uomini e 30 cannoni
Guardia imperiale con 13.000 uomini e 72 cannoni
IV corpo di Milhaud con 2.700 corazzieri, 2.000 lancieri e cacciatori
III corpo di Kellermann con 3.000 corazzieri, carabinieri e dragoni e
1.600 granatieri e dragoni della Guardia; 60 cannoni

Forze alleate:

68.000 uomini: 51.000 fanti
11.000 cavalieri
6.000 artiglieri
150 cannoni

di cui 24.000 inglesi
4.000 belgi
9.000 olandesi
30.000 tedeschi

British Regiments present at the battle:

1st Life Guards now the Life Guards
2nd Life Guards now the Life Guards
Royal Horse Guards now the Blues and Royals
King’s Dragoon Guards now the Queen’s Dragoon Guards
Royal Dragoons now the Blues and Royals
Royal Scots Greys now the Royal Scots Dragoon Guards
6th Inniskilling Dragoons later the 5th Inniskilling Dragoon Guards and now the Royal Dragoon Guards
7th Hussars later the Queen’s Own Hussars and now the Queen’s Royal Hussars
10th Hussars later the Royal Hussars and now the King’s Royal Hussars
11th Hussars later the Royal Hussars and now the King’s Royal Hussars
12th Light Dragoons now the 9th/12th Lancers
13th Light Dragoons later the 13th/18th King’s Royal Hussars and now the Light Dragoons
15th Light Dragoons later the 15th/19th Hussars and now the Light Dragoons
16th Light Dragoons later the 16th/5th Lancers and now the Queen’s Royal Lancers
18th Light Dragoons later the 13th/18th King’s Royal Hussars and now the Light Dragoons
Royal Artillery
Royal Engineers
1st Foot Guards now the Grenadier Guards
2nd Coldstream Guards
3rd Foot Guards now the Scots Guards
1st Foot now the Royal Scots
4th King’s Own Regiment of Foot now the King’s Own Royal Border Regiment
14th Foot later the West Yorkshire Regiment and now the Prince of Wales’s Own Regiment of Yorkshire
23rd Royal Welch Fusiliers
27th Foot, the Inniskilling Fusiliers and now the Royal Irish Regiment
28th Foot later the Gloucestershire Regiment and now the Royal Gloucestershire, Berkshire and Wiltshire Regiment
30th Foot later the East Lancashire Regiment and now the Queen’s Lancashire Regiment
32nd Foot later the Duke of Cornwall’s Light Infantry and now the Light Infantry
33rd Foot the Duke of Wellington’s Regiment
40th Foot later the South Lancashire Regiment and now the Queen’s Lancashire Regiment
42nd Highlanders now the Black Watch (the Royal Highland Regiment)
44th Foot later the Essex Regiment and now the Royal Anglian Regiment
51st Light Infantry later the King’s Own Yorkshire Light Infantry and now the Light Infantry
52nd Light Infantry later the Oxfordshire and Buckinghamshire Light Infantry and now the Royal Green Jackets
69th Foot later the Welsh Regiment and now the Prince of Wales’s Regiment
71st Highland Light Infantry now the Royal Highland Fusiliers
73rd Highlanders the Black Watch
79th Highlanders later the Queen’s Own Cameron Highlanders, then the Queen’s Own Highlanders and now the Highlanders
92nd Highlanders the Gordon Highlanders and now the Highlanders
95th Rifles later the Rifle Brigade and now the Royal Green Jackets

IV corpo d'armata prussiano di Von Bulow:

25.000 uomini
3.000 cavalli
2.000 artiglieri
88 cannoni


Perdite:

francesi: 40.000 complessivamente
inglesi: 3.500 morti, 3.300 dispersi, 10.200 feriti
prussiani: 1.200 morti, 1.400 dispersi, 440 feriti

 


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Update 20-04-14

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