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I Conti con me stesso

 

 


Silvio Bertoldi

Alfio Caruso

Erik Durschmied
Joachim Fest
Marco Innocenti
Ian Kershaw
Guido Knopp
Indro Montanelli
Sergio Romano
Luigi Romersa

 

Fascismo
Terzo Reich


 

 

 

Silvio Bertoldi

 



  
2009
pagine 72
Mursia
Il fascismo raccontato attraverso la fulminea ascesa dei suoi gerarchi. La corte del Duce fa incetta di giornali, interi edifici, titoli azionari; specula sulle guerre, si dà al contrabbando di oro, passaporti e valute straniere. Al setaccio gli affari della famiglia Petacci, dei Ciano e di altre personalità come Dino Grandi e Roberto Farinacci. Il saggio è arricchito da una prefazione e da un'intervista all'autore.

 

 


2008
pagine 245
Rizzoli

Che fine hanno fatto le memorie di Vittorio Emanuele III, la cui esistenza è comprovata dalle testimonianze di autorevoli giornalisti, storici e diplomatici, ai quali il sovrano le ha mostrate? E i celeberrimi diari di Benito Mussolini? Chi uccise il dittatore e Claretta Petacci, se l'unica certezza è che non fu il giustiziere ufficiale, il famigerato "colonnello Valerio"? E ancora, come morì il Maresciallo Ugo Cavaliere: suicida, secondo quanto venne dichiarato o "suicidato" dai tedeschi? E per concludere, chi uccise Ettore Muti, il fedelissimo di Mussolini, figura popolarissima negli ambienti fascisti, mentre scortato da un grande numero di carabinieri veniva portato per un controllo in caserma? Probabilmente si trattò del primo delitto di Stato dalla fine del fascismo: l'inizio di quelle "deviazioni" dei servizi segreti che hanno contrassegnato da allora i così numerosi misteri italiani. Ricco di aneddoti e citazioni che ricreano la cupa vita quotidiana del tempo, questo è il racconto di una serie di enigmi dei quali viene rievocata la storia e proposta una logica soluzione.

 

 

 


2005
pagine 178
Rizzoli
La Marna, Tannenberg, Verdun, Caporetto: sono queste le grandiose battaglie della Grande Guerra al centro del nuovo libro di Silvio Bertoldi. L'autore si sofferma su una serie di elementi imponderabili e tuttavia fondamentali per imprimere un certo corso agli eventi. Le ambizioni dei generali, le loro rivalità, la fortuna o la sfortuna, i presentimenti sono fattori che possono trasformare una battaglia in un evento epocale, quasi a testimonianza dell'esistenza di un fato nelle vicende umane. Grazie all'abilità narrativa di Bertoldi, e agli aneddoti che ricreano la vita quotidiana del tempo, questo libro è un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati della grande Storia.





1994
pagine 265
Rizzoli
"Dalle parole ai fatti e misfatti del fascismo. La vita quotidiana tra la marcia di Roma e il 25 aprile viene raccontata da Silvio Bertoldi in "Camicia nera". Lo squadrismo, il delitto Matteotti, l'avventura d'Africa, la guerra mondiale, Salò. Ogni pagina del ventennio viene rivisitata. Ma a finire sotto la lente di ingrandimento è soprattutto la storia "minima" di quegli anni: la moda, le canzoni, l'educazione dei giovani, il lavoro, insomma la cronaca quotidiana di un'illusione, di un bluf che si trasformò in tragedia." (Il Messagero)


 

  
1987
pagine 296
Rizzoli

Silvio Bertoldi racconta in questo libro la storia dei centoventi anni dei Savoia - Aosta e dei loro complessi rapporti con i Savoia regnanti. Grandi nobiltà e meschine ripicche, momenti di gloria e piccoli opportunismi, ambizioni malcelate e gelosie si alternano in una ricostruzione condotta con rigore storico, ma anche con gusto dell'indiscreto e dell'aneddoto: il tutto in stile piacevolmente giornalistico. Da fratelli a cugini litigiosi e rivali con l'idea fissa di scalzare i Savoia dai trono, gli Aosta (prestanti nel fisico, ma bizzarri di carattere) appaiono qui nella loro dimensione più vera e "privata". Amedeo, viceré di Etiopia ed eroe dell'Amba Alagi, Luigi Amedeo duca degli Abruzzi, soldato impetuoso e amante sfortunato, Aimone duca di Spoleto e re di una Croazia in cui non mise mai piede, non sono che alcuni dei tanti protagonisti di questa brillante ricostruzione di una rivalità che dura tutt'oggi.





2003
pagine 259
Rizzoli
Il Regno del Sud fu, tra il 10 settembre 1943 e i 4 giugno 1944, l'estremo lembo dell'Italia legale, dopo la catastrofe dell'armistizio e l'occupazione tedesca fino alla liberazione di Roma. Mentre al Nord si assisteva all'ultimo saprassalto del fascismo intorno a Mussolini, nel Mezzogiorno approdavano Vittorio Emanuele III, suo figlio Umberto, la regina Elena, Badoglio con due ministri e un numero cospicuo di generali in fuga. Sbarcarono a Brindisi e là si unirono agli Alleati; così il re divenne il sovrano di uun regno di quattro province: Brindisi, Bari, Lecce e Taranto. Fu da lì che cominciò la rinascita della patria, si formò il nucleo del nuovo esercito che affiancò gli Alleati, si stabilì il rapporto fiduciario con gli angloamericani.

 

 


2006
pagine 271
Rizzoli
Lissa, Trafalgar, Lepanto, Tsushima, l'Invincibile Armata, Bismarck, Alessandria: setta battaglie navali di epoche diverse. Alcune grandiose, come l'impresa dell'Invincibile Armata, o come Trafalgar, altre addirittura epocali, come Lepanto, momento di massimo scontro tra potenze cristiane e Islam, alcune infine minori, per dimensioni e conseguenze, tutte rievocate con grande partecipazione da un maestro della divulgazione storica. Condotto con un taglio da grande reportage, "Sangue sul mare" non si esaurisce nel racconto dei fatti politici e militari, ma esplora ogni evento in tutti i suoi risvolti, mostrando soprattutto ciò che si svolge "dietro le quinte". Rivivono così le meschine rivalità tra gli ammiragli di una stessa flotta, le drammatiche condizioni della quotidiana vita di bordo dei marinai, i lunghi, estenuanti percorsi in mare alla ricerca della flotta nemica, le scorte alimentari che si deteriorano, lo scorbuto che falcidia gli equipaggi, le tempeste che scompaginano la disposizione delle navi. Infine, il drammatico, in genere breve, duello, e tutto è compiuto.





1963
pagine 318
Sugar

 

 

 

 


2004
pagine 276
Rizzoli






2001
pagine 278
Rizzoli
uando si sposarono il mondo credette di assistere al coronamento e all'inizio di una bella favola: lui, Umberto di Savoia, erede al trono di una delle più antiche monarchie d'Europa: bello, ricco di fascino, l'incarnazione perfetta del Prince Charmant delle favole. Lei Maria José del Belgio: viso da cammeo, bionda, sportiva, coltissima, piena di gioia di vivere. Ma subito cominciarono le incomprensioni: lei educata a una corte liberale e che trascurava le ritualità, lui cresciuto nella rigida etichetta della corte sabauda. Dopo la catastrofe dell'8 settembre lei avrebbe voluto unirsi alle forze partigiane, lui fu costretto dal padre a svolgere la funzione di Luogotenente fino al referendum del 1946.





2002
pagine 410
UTET Università
Ricorrendo a un'ampia documentazione, oltre che a testimonianze dirette e a colloqui personali con Dino Grandi, l'autore ha scritto una biografia rigorosa che dopo anni dalla sua prima apparizione, resta ancora una delle opere più importanti nella biografia su quel periodo storico. Il ritratto che ne esce è quello di un re del piccolo compromesso, di un conservatore furbo e cinico, interessato agli interessi del casato più che a quelli del Paese.






1989
pagine 288
Rizzoli

 

 

 

 

 
1991
pagine 212
Rizzoli

Cosa volevano i poveri soldati italiani buttati nel gelo dell’Epiro, Grecia, nel 1940? I più giovani avevano vent’anni e volevano tornare dalla loro ragazza, la “Rosina” .

Poi volevano mangiare ma di cibo ce ne’era poco per loro. Sedevano per terra e spesso avevano solo qualche galletta e una lattina di carne in scatola. Per gli ufficiali era differente. Loro avevano tavoli apparecchiati in sale eleganti, il cibo era buono, abbondante e servito da camerieri in livrea.






1996
pagine 320
Rizzoli
"Savoia : album dei re d'Italia" - È un libro che narra della storia d'Italia. Con questo libro l'autore vuole descrivere i personaggi che hanno reso celebre la storia d'Italia: si parte con la proclamazione del regno d'Italia ad opera di Vittorio Emanuele II, alla partenza per l'esilio dell'ultimo Savoia, Umberto II. Meno di un secolo di storia, infatti, hanno coperto i quattro sovrani della dinastia sabauda che, partita da una piccola regione tra Svizzera, Francia e Italia, approdò alla città eterna. Di questi quattro sovrani, l'autore ne delinea un ritratto appassionato e sincero attento alle loro caratteristiche umane oltre che alle vicende della monarchia.





pagine 272
Rizzoli
Da Caporetto al Piave, alla conquista di Addis Abeba, alla disastrosa condotta dell'esercito nella seconda guerra mondiale, agli ambigui giorni tra il 25 luglio e l'8 settembre 1943. Inoltre le speranze di impadronirsi del potere, il brusco congedo da parte dei rinati partiti politici... La storia, tra luci e ombre, di un personaggio che ancora oggi rimane un enigma.

 

 


1197
pagine 308
Rizzoli
La guerra - diceva Paul Valéry - è la vicenda in cui innumerevoli persone che non si conoscono si massacrano per la gloria e il profitto di alcune persone che si conoscono e che non si massacrano affatto. In queste pagine rivive la tragedia e l'erosimo di migliaia di giovani soldati che in Africa come in Russia, sulle Ardenne come a Berlino furono immolati sull'altare della follia mistica della guerra da uomini ambiziosi e ostinati, che sacrificarono la dignità e la libertà dei popoli alla loro volontà di potenza. Rivivono la grandezza epica di figure come Rommel, Patton, Paulus, Zukov, ma anche il cinismo, l'opportunismo, l'astuzia, gli errori dei comandanti dei diversi schieramenti e dei capi politici che precipitano l'Europa nell'assurda atrocità della guerra.


 


1996
pagine 306
Rizzoli

Dopo aver dominato senza contrasti l'Italia per ventun anni, il fascismo si dissolse nella drammatica notte del 25 luglio 1943 quando il Gran Consiglio votò a larga maggioranza la "mozione Grandi", che esprimeva la sfiducia dei gerarchi nei confronti di Mussolini. Silvio Bertoldi rilegge quella famosa seduta, e gli intrighi che la precedettero e accompagnarono, per mettere in luce un dato importante: su quella tardiva ma coraggiosa espressione di dissenso si innestò un vero e proprio golpe, voluto e orchestrato dalle gerarchie militari in accordo con il re Vittorio Emanuele III. Fu questo il piano vincente; fu questo il gruppo di potere che prese n mano le redini del Paese affidandole a Badoglio. 

 

 

 


1975
pagine 498
Rizzoli
Tre sono in genere gli eventi descritti nei 21 mesi che vanno dall'8 settembre 1943 al maggio 1945: l'occupazione tedesca, la Resistenza e la vicenda della Repubblica Sociale. In questo libro viene descritta esclusivamente la storia di Salò: i fatti e i personaggi. Una storia di Salò vista dal di dentro: la storia tragica e appassionata della Repubblica di Mussolini e degli uomini che lo seguirono per opportunismo, per fede, per "mantenere la parola data", per amore di strage, per "cercar la bella morte". 21 mesi disperati in cui l'Italia fu divisa in due e che lasciarono una profonda ferita nell'anima degli italiani.





1966
pagine 247
Longanesi

 




Contro Salò - S.Bertoldi - Bompiani Ed - 1984
1984
pagine 259
Bompiani




I TEDESCHI IN ITALIA di Silvio Bertoldi I EDIZIONE 1964 
1964
pagine 317
Rizzoli




TEDESCHI IN ITALIA ALBUM DI UNA OCCUPAZIONE (167)
1994
pagine 352
Rizzoli




  
2003
pagine 300
Rizzoli
Silvio Bertoldi racconta le storie di uomini e donne che hanno attivamente partecipato ai tre sanguinosi conflitti del Novecento italiano: la Grande Guerra, la conquista dell'Etiopia, la seconda guerra mondiale. Incontriamo così il generalissimo Luigi Cadorna e i suoi riottosi subordinati, tutti responsabili della catastrofe di Caporetto, e i fanti gettati al massacro nell'assalto contro le trincee nemiche; gli intrepidi aviatori come Francesco Baracca (o, trent'anni dopo, il controverso Carlo Emanuele Buscaglia), e marinai come Luigi Rizzo, che sul suo Mas affonda le corazzate austriache Wien e Santo Stefano; i gerarchi che vanno in Etiopia a fare carriera e Amedeo d'Aosta asserragliato sull'Amba Alagi...





1980
pagine 365
Rizzoli





2002
pagine 317
Rizzoli
In questo libro Silvio Bertoldi offre un ritratto del primo re dell'Italia unita, il più provvisto di coraggio e di intuito politico, il più amato. Sullo sfondo, una giovane nazione dove già si profilano i problemi che tuttora ci affligono, la questione meridionale, la corruzione, il trasformismo e i ribaltoni parlamentari, che si chiamano pudicamente 'connubi', e la vita quotidiana di una capitale, Torino, sonnolenta e provinciale, dove uno dei divertimenti preferiti dei diplomatici stranieri consisteva nel recarsi nei pressi della stazione per veder passare i treni.




BERTOLDI SILVIO - I NUOVI ITALIANI -
1972
pagine 238
Rizzoli




Hitler. La sua battaglia - S.Bertoldi - Rizzoli Ed-1990   
1990
pagine 304
Rizzoli

Con questo libro Silvio Bertoldi, basandosi su fatti e documenti inoppugnabili, ha deciso di rendere un po' meno certe le nostre certezze e ci invita a riflettere su alcuni semplici dati.

Una cosa è vera, spaventosamente vera: Hitler è stato uno dei più grandi criminali della storia, ha scatenato deliberatamente la seconda guerra mondiale, ha progettato e realizzato l'Olocausto, per colpa sua sono morte milioni di persone, ha portato freddamente a termine tutto quello che aveva preannunciato - ma nessuno gli aveva creduto - nel Mein Kampf.

Ecco quello che ci racconta, con il consueto stile brillante e sicuro, Silvio Bertoldi in questo libro: un libro che ci ammonisce giustamente a non relegare nella categoria della follia tutto ciò che non abbiamo il coraggio di saper affrontare e guardare in faccia.






1998
pagine 350
Rizzoli





2000
pagine 294
Carlo Alberto di Savoia Carignano è una delle figure più controverse del nostro Risorgimento. Reggente del regno di Sardegna durante i moti liberali del marzo 1821, concesse la Costituzione ma venne subito esiliato dal re Carlo Felice; per far dimenticare le passate simpatie liberali partecipò alla repressione della Rivoluzione in Spagna e, divenuto re nel 1831, perseguì una politica reazionaria; ma nel 1848, in un'Europa infiammata dalla rivoluzione, promulgò lo Statuto e scese in guerra contro l'Austria: la sconfitta nella prima guerra d'Indipendenza lo costrinse all'abdicazione e all'esilio in Portogallo.





2004
pagine 274
Rizzoli
Il nuovo libro di Silvio Bertoldi è dedicato a Umberto I (1844-1900), il secondo re dell'Italia unita, ed è incentrato sulla storia d'amore e sul matrimonio con la cugina Margherita (1851-1926). In questo modo la biografia di Umberto si trasforma in un affresco sociale e di costume che tocca alcuni punti cruciali della storia italiana: la creazione dell'immagine di una monarchia non più piemontese ma nazionale (grazie alla popolarità di Margherita, cantata da Carducci e D'Annunzio), il sogno di un'espansione coloniale in Africa (finito nella tragedia di Adua), l'aspro conflitto politico tra i notabili liberali, l'ascesa del movimento socialista e anarchico e le spinte reazionarie e autoritarie assecondate dal re.



1999
pagine 299
Rizzoli
Silvio Bertoldi racconta in questo libro le biografie tutt'altro che oscure e secondarie di molte donne del nazismo: da Geli Raubal, la nipote e amante di Hitler morta (ufficialmente suicida) nel 1931, a Eva Braun, la donna che la sostituì e rimase fino alla morte fedele al Fuhrer; da Winifried Wagner, nuora inglese del celebre compositore, a Paula Hitler, sorella dimenticata di Adolf; da Leni Riefenstahl, diva suprema del cinema tedesco, a Magda Goebbels, che finì per uccidersi nel bunker di Berlino con il marito e i sei figlioletti.





1983
pagine 203
Bompiani
      















1981
pagine 211
Rizzoli



     












1993
pagine 280
Rizzoli





2001
pagine 265
Rizzoli

"Dalle parole ai fatti e misfatti del fascismo. La vita quotidiana tra la marcia di Roma e il 25 aprile viene raccontata da Silvio Bertoldi in "Camicia nera". Lo squadrismo, il delitto Matteotti, l'avventura d'Africa, la guerra mondiale, Salò. Ogni pagina del ventennio viene rivisitata. Ma a finire sotto la lente di ingrandimento è soprattutto la storia "minima" di quegli anni: la moda, le canzoni, l'educazione dei giovani, il lavoro, insomma la cronaca quotidiana di un'illusione, di un bluf che si trasformò in tragedia." (Il Messagero) 

 





1976
pagine 191
De Agostini





1984
pagine 224
Bompiani

 


 


1995
pagine 298
Rizzoli

 

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Alfio Caruso


Alfio Caruso







La Battaglia di Stalingrado
2012
Longanesi

La più sanguinosa battaglia di svolta della Seconda guerra mondiale non si sarebbe dovuta combattere, visto che nella conferenza del 1° giugno 1942, dedicata ai piani dell'offensiva estiva verso il grano dell'Ucraina, il bacino industriale del Donez, il petrolio del Caucaso, Hitler aveva dedicato a Stalingrado un'attenzione molto limitata. Ma il 23 agosto ondate di Junkers 88, di Heinkel 111, di Stuka scaricano mille tonnellate di bombe su palazzi, monumenti, acciaierie e stabilimenti. È cominciata la battaglia che si concluderà il 2 febbraio 1943 dopo un lungo e cruento assedio. L'Armata Rossa conterà 485.751 morti e 652.249 feriti. Le cifre tedesche sono molto meno precise: il numero complessivo oscilla su 250.000 morti e altrettanti feriti. All'inizio dell'assedio c'erano pure 77 italiani, si salveranno in 2.






In cerca di una patria
2012
Longanesi

La sera dell'8 settembre 1943, alla notizia dell'armistizio, tanti militari italiani impugnano le armi contro il tedesco; in Italia, in Francia, in Jugoslavia, in Grecia, in Albania, nelle isole del Mediterraneo. In tre settimane sono circa 25.000 i caduti, non pochi di essi fucilati dopo la resa, come accade a Cefalonia e Corfù, ma anche a Lero, a Spalato, a Nola, a Santi Quaranta. Si dissolvono gli alti comandi, ma i ragazzi della generazione sfortunata rispondono alla chiamata per ricostituire un esercito da schierare accanto agli Alleati. Molti di loro sono fascisti, hanno creduto nelle fandonie del regime, tuttavia nello sfacelo di quei giorni si aggrappano all'ultima àncora, l'Italia. Attraverso la dolorosa presa di coscienza di quindici giovani e giovanissimi fanti, artiglieri, alpini, bersaglieri, In cerca di una patria racconta i venti mesi di guerra al nazi-fascismo. Inconsapevoli di essere soltanto le pedine del grande gioco gli ex balilla di Mussolini affrontano le sanguinose tappe di una lenta resurrezione. Alla fine a morire sui campi di battaglia e nei lager tedeschi sono più di 86.000 militari.






Arrivano i nostri
2012
Longanesi

Cosa c'è dietro la storia ufficiale riguardante la condotta della guerra e la caduta del fascismo? Un libro di storia militare, ma non solo: oltre alle vicende pubbliche vi sono quelle dei singoli, ciascuno con una sua propria storia.






Italiani dovete morire
2012
Longanesi

Il ricordo della strage di Cefalonia è stato al centro di un acceso dibattito giornalistico che ha riproposto antiche e nuove domande sui molti perché di quella vicenda.







Tutti i vivi all'assalto
2012
Longanesi
La ricostruzione della disastrosa ritirata dell'Armata italiana dalla pianura russa.






Noi moriamo a Stalingrado
2012
Longanesi

Erano contadini, artigiani, operai, commercianti, 77 italiani, tra i 20 e i 35 anni, precipitati nel peggior mattatoio della seconda guerra mondiale: Stalingrado. Erano del 127° e 248° autoreparto e dovevano rientrare dopo aver riempito gli autocarri con la legna per affrontare l'inverno. Furono invece bloccati dall'avanzata dell'Armata Rossa alla fine di novembre del 1942. L'evento che cambiò le sorti del conflitto viene vissuta dal basso, il massacro dei combattimenti s'intreccia ai tormenti di poveri soldati: freddo, malattia, fame crescente. La loro lenta agonia è raccontata dalle lettere spedite a casa. Le ultime, in gennaio, testimonia la fine di ogni speranza.







I Siciliani
2012
Neri Pozza

Da Federico “stupor mundi” a Telesio Interlandi improbabile cantore del razzismo mussoliniano con tanto di prezzario degli aggettivi; da Ettore Majorana convinto estimatore del nazismo a Giuseppe Peri oscuro vicequestore angariato, insultato e fatto morire di crepacuore per aver denunciato in grande anticipo la strategia della tensione; dai fratelli Lanza di Trabia saltellanti fra i Ciano, Eisenhower e Togliatti per difendere feudi e privilegi a Vito Guarrasi signore incontrastato e sconosciuto di cinquant'anni di potere in Italia; da Mario Ciancio padrone incontrastato di giornali, televisioni e destini a Leoluca Orlando Cascio schierato pervicacemente in difesa del proprio tornaconto travestito da bene comune; da Falcone e Borsellino uccisi per non farli indagare su Milano, dal 1970 capitale economica di Cosa Nostra, a Giuseppe Francese suicidatosi subito dopo la condanna degli assassini mafiosi del padre Mario, il libro racconta una storia siciliana del mondo e del nostro Paese, spesso segnata dagli odi inestinguibili tra comparuzzi: Concetto Marchesi contro Giovanni Gentile; il generale Vito Miceli contro il generale Giovanni De Lorenzo per finire con la sfida di cui ancora oggi portiamo i segni: Enrico Cuccia contro Michele Sindona. Una galleria di oltre sessanta personaggi divisi in dieci categorie (I figli della Storia - I figliastri della Storia - Sperti e malandrini - C'eravamo tanto odiati - La vita è un film senza il lieto fine - I nipotini di Platone - Le padrone dell'Universo - I devoti di un dio maggiore - I devoti di un dio minore - I paladini di carta) per addentrarsi nel mistero senza fine della sicilitudine. La cui massima rappresentazione è il silenzioso e ultramillenario dominio delle donne: stanno da sempre cento passi avanti agli uomini e questi non hanno trovato di meglio che riporre il proprio onore nell'organo di riproduzione femminile.







L'onore dell'Italia
2012
Longanesi
Per i ragazzi dell'Ariete, della Trento, della Folgore, della Trieste, della Littorio, della Bologna, della Brescia, della Pavia, del 4° e del 50° stormo d'assalto, El Alamein rappresentò l'appuntamento con un destino ingrato, onorato al meglio. A mandarli al massacro furono il tradimento degli ammiragli e la sanguinaria follia di Mussolini che preferì inviare undici divisioni e il meglio dell'artiglieria nel mattatoio sovietico anziché in Africa. Pur ignorati dalle ricostruzioni ufficiali, gli italiani scrissero pagine memorabili: non solo non scapparono, ma spesso coprirono gli errori di un Rommel strategicamente travolto da Montgomery. E gli stessi successi del maresciallo tedesco furono frutto, finché gli inglesi non se ne accorsero, di una straordinaria operazione di spionaggio condotta dal maggiore dei carabinieri Manfredi Talamo, in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine. A El Alamein incominciò la presa di coscienza dei ragazzi della generazione sfortunata, che avrebbe poi indotto gran parte dei pochi sopravvissuti della Folgore ad arruolarsi, dopo l'8 settembre, con gli anglo-americani.







Il lungo intrigo
2012
Longanesi

La storia si nutre di misteri: ma quello che per gli altri paesi è l'eccezione, in Italia sembra essere la regola. Anche l'unico chiarito nella sostanza, la strage di piazza Fontana a Milano nel dicembre 1969, lo rimane nella forma. È l'alto prezzo pagato all'essere stati per decenni una democrazia imperfetta: sede del Vaticano e con il più importante partito comunista d'Occidente. C'era la pretesa di conciliare le prerogative di uno stato libero e indipendente con l'ingombrante presenza sul territorio nazionale degli Stati Uniti. Fino alla dissoluzione del comunismo, la penisola è stata teatro della più calda delle guerre fredde. Ripercorrendo i più famosi misteri di questi sessant'anni imperfetti, dall'attentato a Mattei all'omicidio di Dalla Chiesa (eseguita dalla mafia, ma voluta da chi?); dalla morte di papa Luciani all'assassinio di Aldo Moro; dalla prima strage politica (l'esecuzione di otto carabinieri vicino a Gela nel '46) al complotto per eliminare Giovanni Paolo II; dalla necessità di chiudere la bocca a Pasolini al risiko bancario; dai titoli falsi del Tesoro americano approdati in Vaticano all'eterna deviazione dei servizi segreti, Alfio Caruso miscela vero e verosimile per raccontare questo lungo intrigo denso di compromessi, d'impunità, di complotti sin dall'inizio: sotto la tenda di Cassibile nel '43 fu firmato un armistizio deciso quattro mesi prima ad Algeri.







Milano ordina uccidete Borsellino
2012
Longanesi

Da 17 anni sappiamo che a uccidere Paolo Borsellino fu la mafia. Ma per conto di chi? Di chi non lo voleva procuratore nazionale antimafia? Di chi temeva le sue inchieste sui rapporti tra Cosa Nostra e la grande imprenditoria? Di chi voleva sbarazzarsene per proseguire nella trattativa fra Stato e Antistato? La strage di via D'Amelio è stata fin qui un insieme di domande senza risposte: il pomeriggio dell'attentato in che modo è sparita l'agenda rossa di Borsellino? Dov'era posizionato il misterioso uomo con il timer? Fino a che punto il Sisde è stato coinvolto? Le recenti rivelazioni del boss Gaspare Spatuzza, che ha sbugiardato la ricostruzione ufficiale della mattanza su cui si sono basati tre processi con 47 condannati, e soprattutto le ammissioni di Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, consentono di ridisegnare l'intera vicenda. Allora la minuziosa rilettura di vecchi verbali, le dichiarazioni di antichi testimoni fatti passare all'epoca per inattendibili, l'incrociarsi di vecchie e nuove verità aprono uno scenario rabbrividente dove ciò che appare non è e ciò che è non appare. E sullo sfondo campeggia il Ros (Reparto operativo speciale) dei carabinieri: a che gioco giocava?0 Probabilmente la strage di via D'Amelio rimarrà uno dei tanti misteri insoluti dei quali si nutre la storia italiana. Tuttavia, un dato è certo: Paolo Borsellino è apparso un ostacolo da abbattere ed è stato tradito da qualcuno di cui si fidava. Questo libro vi racconta come e perché.







Willy Melodia
2012
Einaudi

Willy Melodia nasce nella Catania poverissima del 1910, a otto anni abbandona la scuola e per guadagnarsi un piatto di pasta aiuta il sacrestano del Crocefisso della Buona Morte. Qui scopre di avere l'orecchio assoluto: le sue dita scorrono veloci e fatate sui tasti dell'organo. Comincia a suonare nelle feste del vicinato: l'abilità, l'avvenenza e la protezione di un boss mafioso gli. procurano ingaggi nelle sale cinematografiche e nel più famoso bordello cittadino. A Catania assiste a un omicidio e per scansare l'arresto viene spedito da Cosa Nostra a New York. Sulla nave s'innamora della diciassettenne Rosa. Inizia a lavorare in diversi locali tra Chicago e New York: Frank Costello lo ingaggia al piano bar dell'Hollywood, entra nelle grazie di Luciano. Per Willy sembrano spalancarsi le porte del paradiso. Ma Rosa da alla luce Turiduzzu e pretende che il marito si liberi dall'invadente tutela dei compari. Luciano e Costello lo fanno suonare durante le loro partite a poker e nelle grandi orge organizzate per politici e industriali. Sono tanti dollari in più ai quali Willy non vuole rinunciare, ma che gli costano un inferno familiare. Con l'arresto di Luciano la situazione sembra precipitare; ma sono ancora molte le avventure, sentimentali e di mafia, che attendono Willy prima del suo rientro in Italia.









L'uomo senza storia
2012
Longanesi

Matteo Corsini, un ex brigatista condannato in contumacia per omicidio, dopo un periodo a Berlino Est si è trasferito in Israele con la copertura del Mossad. Rientrato in Italia con un falso passaporto, viene pedinato da un funzionario del servizio segreto che cerca di arrivare alla pensione senza scosse. Ma ben presto la sorveglianza diventa un contatto: a Corsini viene promessa la liberazione di una compagna di cui è da sempre innamorato, e l'espatrio in Svizzera. In cambio di un patto scellerato con i servizi segreti. Una bomba esplode nel Duomo di Milano il giorno stesso delle elezioni politiche, provocando numerose vittime. Ma qualcosa va storto, e il destino dei due è nelle mani di un potere più forte di loro...







L'arte di una vita inutile
2012
Einaudi

Attraverso Willy Melodia, Alfio Caruso racconta un altro pezzo di storia importante, stavolta quella dell’Italia del dopoguerra, delle trame di una nuova spartizione del potere, della ricostruzione del Paese dall’indomani della Seconda guerra mondiale fino all’inizio del boom economico. È l’ottobre del 1947 quando Willy sbarca a Napoli; qui ha trovato rifugio Lucky Luciano dopo essere stato rilasciato (a patto che espatriasse) dal governo americano. Luciano vuole aprire un locale a Taormina e decide di affidarne la gestione a Willy. Il pianista crede che grazie al locale potrà scrollarsi di dosso la patina da perdente che gli ha attaccato l’America. Del resto, la sua famiglia a Catania lo accoglie come un “signuruni” quando si presenta con la sua Delahaye coupé. Ma l’Italia attraversa un momento delicato, gli assetti politici non sono ancora ben delineati. Willy si ritrova presto imbrigliato in questioni ben più grandi di lui; e anche quando il suo locale sarà di gran moda, saranno molti i sogni, e soprattutto gli affetti (con le donne, con i due figli rimasti in America - sempre amati ma mai davvero cercati) che l’“uomo delle stelle” si accorgerà di non aver nemmeno sfiorato.







io che da morto vi parlo
2012
Longanesi

Il 2 ottobre 2008 si ammazza in Sicilia Adolfo Parmaliana, cinquantenne professore di chimica industriate all'università di Messina, considerato uno dei massimi esperti mondiali nella ricerca delle nuove fonti di energia rinnovabile". All'impegno accademico Parmaliana ha unito per trent'anni un accanito impegno civile. Iscritto giovanissimo al Pci, ha difeso le ragioni della legalità, della correttezza, del buongoverno nella sua piccola patria, Terme Vigliatore. Un paesino che si trova a pochissimi chilometri da Barcellona Pozzo di Gotto, zona franca dei grandi boss di Cosa Nostra, da Santapaola a Provenzano, fondamentale snodo del Gioco Grande, lì dove confluiscono e s'intrecciano mafia-massoneria, alta finanza, pezzi rilevanti delle Istituzioni. Così il piccolo professore amante dei libri, dei vestiti eleganti, della Juve e idolatrato dai suoi allievi diventa, quasi a sua insaputa, un testimone scomodo da zittire, soprattutto dopo che le sue denunce hanno portato allo scioglimento del comune di Terme per infiltrazioni mafiose.





Da cosa nasce cosa
2012
Longanesi

La storia criminale di Cosa Nostra costituisce l’eredità più pesante trasmessa dal Novecento al nostro Paese. Un’eredità con cui dovremo fare i conti a lungo, almeno finché non si sarà posto fine al mortale abbraccio tra economia, politica e crimine che soffoca lo sviluppo sociale della Sicilia e di ampie zone del Paese. Ripercorrendo più di mezzo secolo di storia italiana, con l’ausilio di una sterminata letteratura - libri, verbali d’interrogatorio, atti processuali, relazioni delle Commissioni Antimafia, informative e rapporti di questure, prefetture, carabinieri - e la collaborazione di cento siciliani che hanno raccontato l’episodio di cui sono stati testimoni, Alfio Caruso ci restituisce, per la narrazione pura e semplice di un’impresa criminale, con i suoi «padri fondatori», le sue fazioni, le sue alleanze. Dall’ingresso dei villalbesi di «don Calò» Vizzini nella DC del 1945 al primo eccidio di carabinieri a opera della «banda dei niscemesi »; dal ruolo avuto da Pisciotta e Leggio nella morte di Giuliano all’anno orribile (il 1979) con i delitti irrisolti ma tra loro collegati di Ambrosoli, Boris Giuliano, Terranova; dalla presenza di Sindona a Palermo fino alla disfatta dell’ala militare dei corleonesi e alla nuova vocazione «governativa» della mafia (che non è mai stata così forte), Caruso ci svela la storia di un’associazione segreta che non ha mai avuto né «codici» né «uomini d’onore», ma ha sempre e soltanto inseguito l’arricchimento smodato dei suoi affiliati.





Breve storia d'Italia
2012
Salani
personaggi, le mode, i costumi, le invenzioni: una storia narrata con l'occhio bene aperto su quanto oggi accade intorno a noi e anche lontano da noi, come in Cina e in America; l'individuazione di cosa costituisce da sempre il mestiere di essere italiani.




Perchè non possiamo non dirci mafiosi
2012
Longanesi

Duemila e più anni di storia e di vita siciliana attraverso episodi grandi e piccoli, una feroce invettiva di un innamorato della sua terra, contro i mali di una regione in cui trionfano ambiguità e connivenze.






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Erik Durschmied

 

 

 

 


Rivoluzione
Dall'Ottobre rosso all'epopea di Zapata e di Che Guevara, dalla rivoluzione francese a quella khomeinista, tutte le insurrezioni, tra le loro innumerevoli differenze, mostrano un denominatore comune: l'incapacità del potere di riconoscere i segni dei tempi. I grandi rivoluzionari hanno deviato il fiume della storia, trasformato nazioni, influenzato il mondo. Alcuni hanno incarnato un sogno di libertà, e il loro sacrificio ha ispirato milioni di persone a vivere una vita diversa; altri non hanno portato che terrore e tenebre.

 

 

 

L'altra faccia degli eroi

Lo scontro frontale tra Romani e Unni nella pianura dei Campi Catalaunici, l'attacco inglese a Kabul, la disastrosa sconfitta del generale Custer, la carneficina di Stalingrado, la conquista di Costantinopoli, l'assedio di Dien Bien Phu nel Vietnam del Nord, dimostrano che la storia è stata marchiata a fuoco non solo da impavidi eroi e geniali strateghi, ma soprattutto da fatali imprevisti, da banali dimenticanze, da clamorosi episodi di incompetenza. Dalle sanguinose zuffe corpo a corpo dell'antichità ai tecnologici conflitti contemporanei, il "fattore chiave" che ha determinato le sorti delle battaglie è spesso stato rappresentato da elementi minimi, regolarmente trascurati dalla storiografia ufficiale.

 

 

 Attenti al dragone

"Tra 25 anni i cinesi ci daranno un sacco di problemi". "Non tra 25 anni. Tra dieci." Era il 1973 e a parlare erano Richard Nixon, presidente americano, e il russo Breznev. Dopo quel colloquio, per precauzione, Nixon chiese alla Cia un prospetto sullo sviluppo della Cina nei successivi 10 e 15 anni. Avevano ragione entrambi. La Russia si è dovuta preoccupare dieci anni dopo. L'America - e il resto del mondo occidentale - oggi. Gli effetti del risveglio del dragone sono sotto gli occhi di tutti e i giochi olimpici del 2008 rappresenteranno l'apoteosi della potenza cinese. Il mondo trema quando la Cina varca i confini della Grande Muraglia, perché ogni volta che è successo, ogni incontro dell'Oriente con l'Occidente è stato in realtà uno scontro. Dalla nascita dell'impero mongolo al regno della famigerata imperatrice vedova Tsu Hsi, dalla lunga marcia di Mao al ritiro degli inglesi da Hong Kong, fino alle minacce economiche delle ultime ore, un'analisi del Fattore Cina e il quadro di un futuro in cui il sole, domani più che mai, sorgerà ad oriente.

 

 

 

Il generale inverno
Nel corso della storia gli elementi climatici sono stati la principale causa di morte violenta. Più di lance e spade, più di granate e proiettili, ben più della bomba atomica. Alluvioni, siccità e carestie hanno cancellato interi popoli, il gelo ha costretto armate che parevano invincibili a drammatiche ritirate e le tempeste hanno distrutto flotte che sembravano inaffondabili. Il clima ha ragione di tutto e anche la guerra non fa eccezione. Tra i tanti esempi analizzati dall'autore, quello del 9 a.C. in cui le legioni di Varo, terrorizzate dalla furia divina di un nubifragio, si lasciarono macellare dai barbari senza quasi opporre resistenza. E fu la fine della penetrazione romana nell'Europa centrale.

 

 

 

 Eroi senza gloria
L'eroico, impossibile tentativo di rovesciare Hitler da parte dei giovani studenti della Rosa Bianca. La strenua difesa dell'atollo di Wake dopo l'attacco giapponese a Pearl Harbor, quando il capitano Elrod sfidò la flotta nipponica con un aereo tenuto assieme con il fil di ferro. L'abnegazione di Louis Slotin, che perse la vita a Los Alamos pur di evitare un incidente nucleare dalle proporzioni incalcolabili. Il coraggioso intervento del nazista Duckwitz, che consentì a migliaia di ebrei danesi di fuggire verso la salvezza. Un grande corrispondente di guerra racconta le sorprendenti vicende degli eroi che hanno cambiato la Storia e che la Storia ha cercato di rendere invisibili.

 

 

 

 Eroi per forza
Ben prima degli ipertecnologici conflitti contemporanei e delle nostre stupidissime "bombe intelligenti", furono alcune sanguinose zuffe corpo a corpo a indirizzare il corso della storia. E la storia, si sa, non riconosce gli sconfitti. Quelle battaglie furono vinte e perse per coraggio, inganni, sorte, genio, stupidità, supremazia militare. Chi ha perso è stato ridotto in schiavitù, ha visto i propri campi razziati e le proprie città rase al suolo. I vincitori, invece, sono diventati leggendari semidei, icone che hanno attraversato i secoli, i millenni, fino ai giorni nostri. In questo libro Durschmied racconta diciassette conflitti decisivi dell'antichità, quando un singolo eroe poteva cambiare gli equilibri del pianeta.

 

 

 

 Eroi per caso

Dalla guerra di Troia ai conflitti ipertecnologici del nostro tempo, più che da invincibili armate o da strategie geniali l'esito di tante battaglie è stato spesso determinato dai capricci del tempo, dall'imperizia di qualche protagonista e da clamorosi colpi di fortuna.

 

 


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Joachim Fest

 

 

 



Obiettivo Hitler
Fest racconta come sia nata e si sia raccolta, dalla fine degli anni Trenta, una opposizione al nazismo in grado di coinvolgere persone motivate non tanto da ragioni tradizionalmente ideologiche o partitiche ma da motivazioni religiose, dal disgusto morale per i comportamenti del regime (a cominciare dal massacro degli ebrei), dall'allarme suscitato dal prevedibile disastro cui Hitler stava conducendo la Germania. Questa opposizione condurrà poi all'attentato di von Stauffenberg del 20 luglio 1944 contro Hitler, ricostruito in tutti i suoi risvolti.

 

 

 

 La disfatta

Nella storia recente non c'è avvenimento catastrofico che possa essere paragonato alla fine del Terzo Reich germanico nel 1945. Non furono solo gli orrori inevitabili di una sconfitta, accentuati dal potere distruttivo delle guerre moderne. Nell'agonia che cancellò l'impero, quando ormai tutti sapevano che la guerra era perduta, compreso il Führer, sembra che fosse all'opera una forza deliberata che portò alla distruzione un intero paese. Dal suo bunker Hitler stesso diede ordine di demolire tutte le infrastrutture necessarie alla continuazione della vita. In questo libro l'autore ricostruisce l'apocalisse tedesca, che condusse un esercito e un intero popolo a eseguire fino all'ultimo ordini di cui potevano comprendere la follia e l'insensatezza.

 

 

 

 

 Speer

Albert Speer, architetto personale del Fuhrer e, dal 1941, ministro degli armamenti del Reich, responsabile dell'intera macchina bellica tedesca, è, come dice Fest, "una delle figure più interessanti e contraddittorie del nazismo". L'autore affronta questa enigmatica figura utilizzando la grande massa di documenti accumulati dagli studiosi, ma anche gli appunti dei suoi incontri personali con lo stesso Speer, con il quale lo storico tedesco ha avuto una lunga frequentazione personale a partire dal 1966.

 

 

 

 Hitler

La biografia hitleriana scritta da Fest è ormai un classico della storiografia contemporanea: pubblicata la prima volta nel 1973, tradotta in decine di lingue, diffusa in milioni di copie in tutto il mondo, resta l'opera di riferimento per chi voglia cercare di capire il "fenomeno Hitler". Con lucidità, riordinando una mole vastissima di materiali, Fest affronta la vita del dittatore partendo dalle sue umili origini e dalla sua insignificante giovinezza, e scioglie i nodi essenziali delle ragioni psicologiche che accompagnarono la sua ascesa e il suo trionfo fino agli ultimi, tragici anni, quando trascinò tutto il popolo tedesco nel suo delirio autodistruttivo.

 

 

 

 Dialoghi con Albert Speer

Durante la sua detenzione nel carcere di Spandau, Albert Speer, l'architetto del Terzo Reich, stretto confidente di Hitler e dal 1942 ministro degli Armamenti del regime nazista, fu assistito da Joachim Fest nella redazione delle sue "Memorie" e dei "Diari di Spandau". Fra il 1966 e il 1981 i due conversarono a lungo e in numerose occasioni. Dopo ogni incontro Joachim Fest annotava, in parte testualmente, ciò che si erano detti. Questi appunti - dai quali emerge il profilo di una personalità complessa ed enigmatica, oltre alla costante diffidenza da parte Fest -, vengono ora pubblicati per la prima volta e forniscono uno straordinario primo piano di Albert Speer. Costituiscono un contributo importante per comprendere la psicologia della dirigenza nazista e sono nello stesso tempo un documento fondamentale sulla storia di quel periodo.

 

 

 

 Il volto del Terzo Reich
Chi erano davvero i capi del movimento nazista, i padroni del Terzo Reich di Germania? Da quali ambienti sociali provenivano, qual era il loro background culturale? Il libro indaga su una serie di interrogativi per comprendere, attraverso le scelte personali di questi uomini, le ragioni di un'ascesa di fronte alla quale gli storici si stupiscono ancora oggi e il mondo non cessa di inorridire. Fest scava nei personaggi più cupi del XX secolo, convinti seguaci di una fede nuova, eversiva dei canoni morali, alcuni soltanto piccoli opportunisti frustrati per incapacità, i quali videro nel nazismo uno strumento per realizzare obiettivi distorti. E tutti attratti dal plagio delle masse, affascinati dal potere assoluto esercitato sul popolo.

 

 

 

 La natura precaria della libertà

Joachim Fest è stato tra I più lucidi intellettuali europei degli ultimi decenni. Dal cuore dell'Europa - la Germania - ha vissuto la catastrofe del nazismo e la rinascita del suo paese. E ha mantenuto vivo - e ha ricucito - il rapporto con la tradizione del proprio paese e dell'Europa, nei valori che possono e devono ancora ispirare le nostre vite e il nostro comportamento quotidiano. Il punto di partenza è la libertà e la responsabilità del singolo, che comprende anche la possibilità di diventare "qualcosa di meglio": è il nucleo, argomenta Fest, del concetto borghese di cultura, con la sua enfasi sulla critica e sull'autocritica, così come lo ha messo a fuoco Thomas Mann. È proprio nella rinuncia a questo cardine (o nella sua perversione) che si può rintracciare l'origine della tragedia che ha segnato l'intera civiltà occidentale. In questa chiave, Fest analizza le figure dei "criminali politici" responsabili della follia nazista - Adolf Hitler e Joseph Goebbels -, ma anche quelle dei congiurati dell'attentato del 20 luglio 1944. E fotografa il percorso, tra illusioni e delusioni, di molti intellettuali nell'epoca dei totalitarismi, che invece di farsi "portavoce dell'umanità" si rivelarono "avvocati dell'inumanità".

 

 

 

Io no
Nessun altro come Joachim Fest ha dato un contributo altrettanto importante per la comprensione della storia del Terzo Reich. La sua fondamentale biografia di Hitler, quella di Albert Speer e la descrizione degli ultimi giorni del Führer nel bunker di Berlino nella Disfatta, hanno raggiunto milioni di lettori in tutto il mondo. Ma come ha vissuto lui stesso quegli anni terribili dominati dal nazismo e dalla guerra? Con questa autobiografia della propria giovinezza Fest offre per la prima volta un quadro personale della sua vita durante quel periodo oscuro. Descrive la casa paterna nei sobborghi di Berlino; racconta l'ostracismo nei confronti di suo padre, importante uomo politico e oppositore del nazismo; narra l'incontro con l'ambiente operistico della capitale tedesca; illustra le proprie letture durante il servizio militare; ricorda il tentativo di fuga da un campo di prigionia americano dentro una cassa di legno. In "Io no", che già nel titolo segnala inequivocabilmente la propria posizione e quella della sua famiglia nei confronti del nazismo, Fest racconta sé stesso e mostra così l'ambiente di quella borghesia liberale della Germania degli anni Trenta e Quaranta che ha saputo coraggiosamente offrire resistenza alla barbarie dilagante

 

 

 

 Incontri da vicino e da lontano
Una serie di ritratti di personaggi che hanno in vario modo segnato la storia della Germania e l'identità tedesca del Novecento. In questa galleria figurano compatrioti di Fest molto diversi fra loro, come Thomas e Golo Mann, Sebastian Haffner, Hannah Arendt, Ulrike Meinhof, Rudolf Augstein; ma anche due inglesi, Winston Churchill e Hugh Trevor­Roper, che hanno profondamente segnato l'autore.






Il sogno distrutto libro di Fest Joachim C.



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Marco Innocenti








L'Italia nel 1940. Come eravamo nel primo anno della guerra di Mussolini
L'Italia del 1940 è la storia di un anno fatale, un anno lungo un secolo. E' una cronaca di vita e di costume dell'Italia di allora, un "come eravamo", un affresco di un paese povero e bello, fragile e granitico, il paese delle maiuscole (Duca, Re, Nazione, Fascismo, Vittoria) che finirà schiantato da una piccola parola con la "g" minuscola: guerra.
1990 - Mursia Editore
pagien 199






L'Italia del 1943
pagine 206
Mursia 1993









L'italia del 1945

COME ERAVAMO NELL'ANNO IN CUI SCOPPIO' LA PACE

MURSIA EDITORE 1994
pag.200
Sono passati cinquant'anni ma il 1945 non è ancora sepolto nel tempo. È stato un anno chiave, l'anno dei vincitori e dei vinti, quello in cui muore la guerra e nasce la pace, in cui finisce un mondo e ne comincia un altro. Un anno di tragedia, perché tragica è la guerra. Un anno di euforia, perché piena di euforia è la pace. Tanti morti e tanta musica, per dimenticare. Tanta gioia e tanti conti da saldare. Un capitolo che si chiude, una generazione che passa la mano. Il sapore di amaro in bocca in chi si accorge che gli hanno rubato una vita. Per i vincitori la gloria, per i vinti l'infamia. Per tutti la necessità, forse la voglia, di ricominciare. Il 1945 degli italiani è la piccola storia di piccoli uomini presi in mezzo dalla grande storia. E fatto di guerra, quando sembra che il mondo ti crolli addosso, ma è fatto anche di pace, che ti sorride e sembra una grande fantasia di colori, un arcobaleno in ciclo, un aquilone che vola, il sogno di una vita. Il 1945 è ricominciare a vivere, è ricostruire, ballare, amare, dimenticare, è correre verso un nuovo destino. È accarezzare la pace, con tutto ciò che sa dare. Questo libro vuole raccontare un anno della nostra vita, nei suoi fatti di guerra, di diplomazia e di politica, ma anche e soprattutto nella sua quotidianità, una quotidianità intensa, fatta di atmosfere, umori, ansie, gioie e dolori, speranze, ricordi e sacrifici.






L'Italia del 1948
QUANDO DE GASPERI BATTE' TOGLIATTI
MURSIA 1997
E' un anno che conta, uno di quelli che lasciano il segno. E' il 1948, la stagione di un Italia povera ma dignitosa, carica di speranze e di illusioni,divisa dal colore delle bandiere e dalle idee, piena di vita e di fermento politico.
pp. 210





L’Italia del dopoguerra 1946 - 1960. Come eravamo negli anni dal boogie - woogie alla dolce vita.
Mursia 1995
Pag. 237 con 62 fotografie fuori testo.







Fuggiaschi ed Eroi
Il 1943 degli italiani è un anno lungo un secolo, con due date che ancora ci portiamo dentro: il 25 luglio e l'8 settembre, il crollo del fascismo e il crollo del Paese. Un anno fatto di uomini che vanno a morire. Un anno crudele perché segnato da tante croci, umiliante per la sconfitta militare e morale, drammatico per l'Italia che si spezza in due e per i giovani, costretti a scegliere da che parte stare. Del 1943 Fuggiaschi ed eroi racconta l'estate: una lunga stagione colorata del nero del tradimento ma anche del rosso orgoglioso del coraggio, quello di uomini e donne che rompono il clima di viltà, seguono la propria coscienza e si sacrificano per un ideale. La memoria corre ai difensori senza speranza di Roma, agli scugnizzi caduti a Napoli, ai soldati dell'Acqui a Cefalonia, a Mafalda di Savoia, all'ammiraglio Bergamini, a Ferrante Gonzaga, a Bellomo, a Salvo D'Acquisto, a Fecia di Cossato. A loro, ai grandi e piccoli eroi silenziosi del '43, è dedicato questo libro.
Numero di pagine 168
Editore Ugo Mursia Editore





Vedi l
Ciano. Il fascista che sfidò Hitler
Di Ciano si è scritto molto. Marco Innocenti, rievocandolo in queste pagine, fra i tanti tagli ha scelto il più drammatico. Galeazzo l'antitedesco, il nemico di Hitler. Galeazzo che dice presago: "Hitler al potere? Mio Dio, è una catastrofe". Galeazzo che percepisce per primo la pericolosità dei tedeschi. Galeazzo che si fa odiare da Hitler, mettendosi di traverso sulla strada della guerra. Galeazzo che dice sì, forte e chiaro, nella notte del 25 luglio. Galeazzo nella cella degli Scalzi, a Verona, ad attendere l'esito già scritto di un processo farsa. Galeazzo che finisce con sette pallottole in corpo, nell'erba ghiacciata di un fossato. Pallottole fasciste ma partite da Berlino, per ordine di Hitler, il monomaniaco massacratore da tavolino che Ciano, il "traditore", aveva osato sfidare.
Pagine 176
Mursia 2013






Autunno 1943: Mussolini, padre-padrone dell'Italia imperiale, è diventato il prestanome della Repubblica di Salò un sopravvissuto, un uomo finito. Ora è un essere umano che trascina con sé il suo destino, stanco, insicuro, apatico, malato. Nel libro la storia dell'ultimo Mussolini, il perdente, con le sue paure e le sue malinconie.
Numero di pagine 152
Editore Ugo Mursia Editore





Marco Innocenti
I CANNONI DI SETTEBRE
LA TRAGICA ESTATE DEL 1939
Ed. Mursia 2000
pagg. 147+(5)
Nel mondo dei sogni, nell'estate del 1939, c'è posto per tutti, e l'Europa si fa bella per morire. Gran gala, feste mondane, voglia di vivere: è la notte la vedette più ambita. Fino al colpo al cuore che fulmina l'estate che declina.
Il primo settembre tuonano i cannoni: Hitler innesca la miccia che brucerà il mondo intero. Getta gli ultimi spiccioli di pace, attacca, vuole la guerra ma non «quella» guerra. Farà a pezzi la Polonia scatenando una reazione a catena che, alla fine, gli salderà il conto. Il 1939 è l'anno in cui si giocano tante vite e tanti destini, l'anno che riporta gli europei in trincea e che brucia un'intera generazione. Scrive Albert Camus: «È cominciato il regno delle bestie». L'ammiraglio Wilhelm Canaris spende due sole parole: finis Germaniae. Raccontando il fatale 1939 e la sua estate incosciente e orgogliosa, i cannoni di settembre traccia la storia di un suicidio: quello dell'Europa intera sulla quale, malinconica, scenderà la sera.


 



I gerarchi del fascismo
Mursia 1992

 

 





Lui e Loro. Mussolini e i suoi gerarchi

Pagine 328
Editore Ugo Mursia Editore
Nella storia di questi uomini c'è un pezzo di storia del fascismo e di vent'anni d'Italia: ognuno di loro incarna una diversa anima del fascismo e un diverso modo di rapportarsi con Mussolini. Una classe politica poco amata dagli italiani e anche dal Duce, senza un forte potere sul Paese, fino al 25 luglio 1943 quando saranno loro, gli eterni secondi, raccolti intorno a Dino Grandi, a prendere in mano il gioco. Ma solo per poco: Mussolini è giunto al capolinea e loro insieme a lui. Oggi gli uomini del Duce sono ombre del passato. Non esistono più, ma qualcosa resta: la loro storia, la loro vita, la loro fine. Resta la certezza che, nel bene e nel male, non ci fu un altro Mussolini ma che, attorno al suo io e alla sua sospettosa e irritata solitudine, non ci fu solo un volo di tacchini. È vero, a Palazzo Venezia, come in Casa Savoia, comandava uno solo, ma gli uomini del Duce non vissero solo di luce riflessa, non furono dei "potenti impotenti". Rappresentarono una classe ...






Gli Anni Folli. Parigi e gli artisti delle generazioni perdute.

Marco Innocenti, Laura Levi Manfredini
Editore: Ugo Mursia Editore 2007
p. 224
Hemingway, Pound, Joyce, Fitzgerald, Man Ray, Sylvia Beach, Natalie Barney, Gertrude Stein, Tamara de Lempicka, Djuna Barnes, Kiki de Montparnasse e tanti altri: gli artisti che fecero della Parigi degli anni Venti uno straordinario laboratorio di idee, di sperimentazioni, di creatività. Sono gli uomini e le donne della "generazione perduta", secondo la definizione di Gertrude Stein, che hanno visto la guerra e vivono perennemente oltre i limiti. Artisti ma anche editori, librai, fotografi che con le loro vite e la loro arte hanno segnato in modo indelebile il Novecento. Gli autori ce li restituiscono in un'intensa galleria di ritratti dove le storie si mescolano agli aneddoti. Amori e odi, follia e genio, sregolatezza e affari: nella Parigi degli anni Venti tutto si mescola in un caos creativo che non smette di affascinare.

 

 

 

 

ATLANTE POLITICO
Principi e vassalli. USA, URSS, Cee, Cina e Terzo Mondo.

Marco Innocenti

Pan Editrice 1978

pp. 172.



 


MARCO INNCOCENTI
PRINCIPESSE E CORTIGIANE, LE PIU' BELLE DELL'OTTOCENTO
MURSIA,2003





 Marco Innocenti racconta in queste pagine l'album dei ricordi di una generazione, intrecciando la memoria della Storia con quella della vita quotidiana di milioni di italiani. È un salto nel passato per rivivere atmosfere che i più hanno conosciuto solo dai racconti dei nonni. L'Italia dei Balilla, di Meazza e di Pirandello, delle sartine, dei ricchi che mangiano la carne e dei poveri che si nutrono di polenta, dei bambini che giocano al Corsaro Nero, ma sognano di fare il ferroviere. Un'Italia ancora contadina, con sogni ingenui su cui vigila il fascismo: il saluto è fascista, il partito è fascista, lo stile è fascista, la befana è fascista, il sindacato è fascista. Tutto è fascista. E sul fascismo si proietta l'ombra lunga del Duce, l'uomo che molto ha creato e che tutto distruggerà.
360 pagine









Fiamme su quattro continenti
di Marco Innocenti
Editore Pan
Anno: 1981
pagine: 265







LE GUERRE DEGLI ANNI OTTANTA
Pagine 300
1988









Gli amori "impossibili" sono i più belli perché durano tutta la vita. Anche quando si spezzano, si chiudono o non nascono neppure, sono forti, esaltanti, violenti. Di amori disperati sono piene la storia, la letteratura, il cinema, la vita. Sono passioni malate, febbrili, irregolari, precarie, scomode, folli. Senza futuro e senza speranza. Amori liberi amanti scomodi racconta storie e personaggi che hanno radicate dentro di sé libertà e disperazione. Nelle sue pagine rivivono artisti dell'estremo come Modigliani e Jeanne Hébuterne, la contessa nera Maria Tarnowska, le regine lesbo della Belle Epoque Liane de Pougy e Natalie Barney, Scott e Zelda Fitzgerald, Colette e il sedicenne de Jouvenel, gli amanti rossi Tina Modotti e Julio Mella, la coppia folle di Salò Valenti-Ferida. E poi la Piaf e Cerdan, la Bergman e Rossellini, Dean e la Pierangeli, Margaret e il suo aviatore, Marilyn e Joe DiMaggio. E ancora il fuoco Greco della Callas e di Onassis, la fine di Sylvia Plath in ...
Numero di pagine 208
Editore Ugo Mursia Editore




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Ian Kershaw














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Guido Knopp


 

 



 

Olocausto

Guido Knopp analizza tutte le fasi dell'Olocausto negli aspetti più noti e meno noti, come l'atteggiamento degli Alleati verso il massacro che si stava compiendo e di cui erano a conoscenza, i movimenti di resistenza interna e i tentativi di ribellione, gli episodi di vendetta post '45 degli ebrei internati nei confronti dei loro aguzzini. L'orrore è palpabile dalla descrizione del primo assassinio nell'Est occupato fino all'industria dell'omicidio rappresentata dai campi di sterminio.

 

 

 Tutti gli uomini di Hitler

Il Terzo Reich non fu soltanto Adolf Hitler. Attorno a lui si mossero e agirono alcuni gerarchi, devotamente consacrati alla causa del Führer e della Germania nazista: i fedeli paladini, i docili esecutori degli ordini del dittatore. Primo di questa galleria di ritratti è Joseph Goebbels. Genio della propaganda, tribuno del popolo, maestro della menzogna, è l'"incendiario" del Terzo Reich, vive i trionfi e le sconfitte di Hitler e rimane con lui sino alla fine. Segue, poi, Hermann Göring, il numero due del regime. Spaccone e megalomane, corrotto dal potere e schiavo della morfina, è un presuntuoso dilettante: in guerra fallisce clamorosamente con la sua Luftwaffe. È il turno di Heinrich Himmler, il capo delle SS, il più potente dei "gregari" del Führer. Pedante, opaco, incolore, è il burocrate dello sterminio: progetta e realizza con spietata efficienza l'assassinio di milioni di ebrei. Seguono, poi, Rudolf Hess, il prototipo del suddito totalitario, cui però non vengono mai conferiti poteri reali, e Albert Speer, l'"architetto" del Reich, il regista dei trionfi hitleriani. Chiude la carrellata Karl Dönitz, l'"ammiraglio del diavolo", gelido stratega e successore di Hitler, il curatore fallimentare delle rovine del Reich.

 

 

 

 

Meno di cinquant'anni separano il pontificato di Pio XII da quello di Giovanni Paolo II. Cinquant'anni che scindono però due epoche: una in cui alla Chiesa cattolica spetta ancora il diritto di porsi come massima istituzione della cristianità, e un'altra in cui essa si vede costretta a tentare di frenare l'irrompere della modernità. Il ventesimo secolo ha costretto il Vaticano a porsi di fronte a problemi enormi che hanno messo a dura prova l'operato dei papi: i genocidi, la corsa agli armamenti nucleari, l'aborto, la contraccezione, un crescente disordine mondiale. Il libro ripercorre gli ultimi cinque pontificati esaminando i misteri irrisolti, i contrasti interni e gli effetti politici di un'istituzione fondamentale per milioni di persone.

 

 



Hitler: un bilancio

A oltre un sessantennio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, Guido Knopp torna indietro nel tempo, al terribile dodicennio del Terzo Reich, per tentare un bilancio di quell'epoca funesta. Fu il popolo tedesco vittima impotente del "grande seduttore" austriaco, oppure il seme dell'ideologia nazista venne piantato in un terreno fertile? "Hitler, un bilancio" prende le mosse da questo problema ancora irrisolto, sviluppando una sorta di "inchiesta sul campo" densa di sorprese, approfondimenti, considerazioni illuminanti. A metà strada tra il saggio storico e il reportage giornalistico, particolareggiato fin nei minimi dettagli e raccontato con senso della suspense, "Hitler, un bilancio" ricostruisce scrupolosamente i fatti e gli eventi conosciuti, ma soprattutto quelli meno noti della persona di Hitler, della sua politica, dei suoi crimini e dei loro esecutori. Il libro rielabora dunque un tema di enorme complessità, permettendo anche ai lettori più giovani di avvicinarsi con spirito critico a un periodo che ha segnato per sempre la vita dei loro padri e dei loro nonni.

 





Tedeschi in fuga

Nel gennaio 1945 l'Armata Rossa combatte ormai in territorio tedesco, e centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne, vecchi e bambini, si danno a una fuga precipitosa. A piedi e su carri o slitte, in un clima polare, si avventurano lungo strade secondarie, esposti agli attacchi dei sovietici. Una tragedia che si protrae ben oltre la fine della guerra: in totale saranno quindici milioni i tedeschi scacciati o deportati dai territori orientali della Germania e più di due milioni non sopravviveranno all'esodo. Frutto di un lavoro di ricerca negli archivi e di raccolta di centinaia di testimonianze, il libro di Guido Knopp è una ricostruzione storica in cui, accanto all'esposizione oggettiva dei fatti, emergono vicende personali e familiari, affiorano sentimenti e emozioni di persone che senza volerlo si trovarono scaraventate nel vortice della Storia.

 

 

 

 Wermacht 1935-1946

Sulla Wehrmacht ci sono molti studi parziali e relativi a singoli episodi della guerra o a teatri di operazioni belliche. Wehrmacht di Guido Knopp, invece, si propone come un libro complessivo sull'esercito tedesco dal 1935, quando fu riformato da Adolf Hitler, fino al suo dissolvimento dopo la disfatta del Terzo Reich. Numerosi sono i temi affrontati, dal riarmo all'ingresso in guerra, dalla scelta di attaccare l'Unione Sovietica alle battaglie d'Africa, dai crimini commessi dall'esercito alla resistenza interna al nazismo, fino agli ultimi, disperati mesi di combattimento. Knopp si pone alcune questioni cruciali: come è stato possibile che un'arma elitaria come l'esercito prussiano, si sia trasformata in uno strumento politico del nazismo? Come ha fatto a diventare una gigantesca macchina da guerra risorgendo in pochi anni dalla sconfitta del 1918? È vero che ha attivamente collaborato ai crimini di guerra di cui si ritengono responsabili le SS? Qual è stato il suo contributo nella resistenza ad Hitler? Perché ha combattuto fino alla fine, quando la Germania era ormai una nazione sconfitta?

 

 

 


Tra il 1933 e il 1945 quasi tutti i ragazzi fisicamente validi vennero inquadrati in un ingranaggio che li inghiottiva a dieci anni e li restituiva a diciotto ma soltanto per arruolarli nelle file della SA o delle SS. Ogni anno, le nuove leve facevano il loro solenne ingresso nella 'Hitlerjugend', la sezione giovanile del movimento nazista. Nelle cerimonie d'iniziazione, durante i corsi di ideologia, nelle esercitazioni ginniche e militari, i giovani di Hitler imparavano a diventare forti e coraggiosi, apprendevano il senso dell'onore e il culto delle tradizioni germaniche, lo spirito combattivo, l'odio per gli ebrei e gli zingari, e soprattutto la devozione al Führer.

 

 

 

Complici ed esecutori di Hitler

Continuazione di "Tutti gli uomini di Hitler", "Complici ed esecutori di Hitler" completa la galleria dei ritratti dei gerarchi nazisti che costituirono l'apparato di potere del Terzo Reich. I personaggi presi in esame sono: Adolf Eichmann, il "ragioniere della morte"; Baldur von Schirach, capo della gioventù hitleriana; Joachim von Ribentrop, ministro degli esteri del Reich cui Hitler affidò il compito di rappresentare la Germania nazista nel mondo; Roland Freisler, il grande inquisitore, presidente del Tribunale speciale; Josef Mengele, lo scienziato di Auschwitz. Sei uomini travolti dal fascino di Hitler, che gli dedicarono la loro esistenza e che divennero gli strumenti di un potere assoluto e sanguigno.

 

 

 

 

Goodbye DDR

DDR. Ovvero: Germania Est, il centro nevralgico della Guerra Fredda. Per raccontare la storia, la politica e la vita della Germania Est durante questi decenni per molti versi ancora oscuri, Knopp ha scelto come chiave di lettura le biografie di alcuni personaggi di primo piano, che si intrecciano con l'evoluzione e involuzione della DDR nei suoi rapporti con il blocco sovietico e con la Germania Ovest.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Indro Montanelli


 

 

 

 





Ricordi sott'odio. Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti

È risaputo. L'alta società assomiglia in tutto e per tutto a un ballo di gala: sotto i lustrini e gli abiti da sera pulsano le rivalità e le discordie più accese, circolano le peggiori malignità e i più infondati pettegolezzi. Eppure c'è chi in questa zona oscura del bel mondo ha imparato a camminare a occhi chiusi, armato solo di un inseparabile taccuino e di una penna affilatissima. Il suo nome è Indro Montanelli. Cosa c'entra una delle firme più prestigiose del Novecento italiano con i retroscena del jet-set e dei salotti letterari? La risposta è in questo libro, un concentrato di frecciate che sbeffeggia senza risparmio le ipocrisie e le piccolezze di amici, nemici, conoscenti e colleghi, riuscendo sempre a trasformare lo sdegno in ironia, il disprezzo in aforisma, la cattiveria in arte. In questi fulminanti testi, scritti per puro divertimento negli anni Cinquanta (sotto lo sguardo spietato del suo "cattivo maestro" Leo Longanesi), Montanelli rivela tutto il suo talento di dissezionatore del malcostume e mette a frutto il suo fiuto da segugio per stanare le contraddizioni e le magagne di chi gli sta intorno. Ma questi "Ricordi sott'odio" non sono solo un gustosissimo esercizio di crudeltà, sono anche e soprattutto la foto di gruppo di una stagione culturale che nella storia recente del nostro Paese non ha eguali.





 

Le stanze. Dialoghi con gli italiani

Il dialogo quotidiano con i lettori è stato uno dei momenti più importanti del lavoro di giornalista di Montanelli e la sua "stanza" era uno dei punti di forza del "Corriere della Sera". In queste pagine Montanelli esprime penetranti giudizi sulla politica, la cronaca, il costume dei nostri anni e rievoca gli incontri con i protagonisti del secolo scorso ed episodi della sua vita avventurosa, fornendo così al lettore, allineati in ordine sparso, i frammenti di quell'autobiografia che non ha mai scritto.

 

 

 

 Le Nuove stanze

"Testimone sempre, protagonista mai". Così Indro Montanelli amava spiegare il senso della sua lunga carriera di giornalista, un "mestiere" che lo aveva visto battersi sempre e comunque in difesa della libertà. Tornato al "Corriere della Sera" dopo la breve avventura della "Voce", intrattenne nella sua "Stanza" - rubrica di punta del giornale milanese - un dialogo appassionato con i lettori parlando di tutto: di storia, di politica, di personaggi famosi, ma anche di spunti di cronaca, di riflessioni sul presente. Questa edizione dell'opera è introdotta da uno scritto di Ferruccio De Bortoli.


 

 XX Battaglione eritreo
"Questa guerra è per noi come una bella lunga vacanza dataci dal Gran Babbo (Mussolini) in premio di tredici anni di scuola. E, detto fra noi, era ora." Così Montanelli definì l'esperienza africana, "raccontata nel suo primo romanzo, dato alle stampe nel 1936 e da allora non più pubblicato per oltre settant'anni. In queste pagine ritrovate, Montanelli porta alla luce la dimensione umana che la guerra mette alla prova, descrive la situazione dei soldati e delle truppe indigene, le loro paure, il rapporto con la morte. "Questo libro non è nato dentro la guerra, fra le ansie del combattimento. [...] È soltanto la vita di un Battaglione solitario, vita mia e di tutti." E infatti l'eco della battaglia è lontano e si perde in un turbine di sensazioni e immagini che, più che a un diario dal fronte, fanno pensare alla cronaca di una crescita, il definitivo salto nell'età adulta che segna il percorso di formazione di un grande scrittore. Per dar voce al lato nascosto di quel profondo mutamento, questa edizione arricchisce il testo di una testimonianza finora rimasta nel buio: l'epistolario che Montanelli tenne coi suoi genitori dall'aprile 1935 ai primi mesi del 1936. In quelle lettere Indro annotava le condizioni di vita dei soldati, appuntava con irritazione le lunghe attese di uno scontro che tardava a venire ed esortava i suoi coetanei "imboscati" a unirsi a lui.

 

 

 

 Per Venezia. Con DVD

Indro Montanelli, tra gli anni Sessanta e Settanta per la Rai realizzò tre reportage televisivi dedicati alla salvaguardia delle città che egli aveva maggiormente nel cuore. Approdò a Portofino per impedire alla speculazione edilizia di deturpare i boschi. A cinque anni dall'alluvione del 1964, ritornò a Firenze, raccontando le ferite in via di guarigione. Ma è di Venezia che Montanelli prese le difese, con veemenza, a tutto campo, in tv e sulle pagine del giornale. Quando, nel 1968, decise di raccontare a gamba tesa l'incuria, la caduta e il degrado della grande città veneta, fece con una prima serie di quattro articoli pubblicati sul "Corriere della Sera", 22, 23, 24 e 26 novembre del 1968. Alle inchieste, pubblicate sul quotidiano, affiancò quella televisiva "Montanelli - Venezia", trasmessa in Rai il 12 novembre del 1969. Nel film-inchiesta, l'esordio di Indro fu perentorio. Il cronista dominava la scena, al centro del palcoscenico sul Canal Grande, sgombrando il campo da equivoci o preamboli di circostanza. Nei racconti di Indro per Venezia, agiva il dèmone del passato, la dura e solenne voce dei dogi, la maestria tecnica degli antichi veneziani, la grandeur politica, artistica, diplomatica e commerciale della Serenissima. L'inchiesta giornalistica e il documentario televisivo di Indro Montanelli che, al di là del dibattito su Venezia moderna o antica, su Venezia viva o agonizzante, a distanza di anni, si confermano due autentici documenti storici.

 

 



Il 22 luglio 2001, a Milano, moriva Indro Montanelli e il giornalismo italiano perdeva non solo una delle sue firme più acuminate, ma soprattutto una delle intelligenze più lucide, intense e naturalmente eretiche che abbiano accompagnato il percorso sociale e culturale del Paese durante tutto il Novecento. Perché per Indro Montanelli l'attività giornalistica è stata sempre esercizio di osservazione e di analisi dei fatti, e poi di interpretazione spiazzante e dissacrante. In un contesto giornalistico spesso paragonabile a una giungla, la sua voce è stata sempre netta e inconfondibile, al punto che a sette anni dalla sua scomparsa, mancano le sue prospettive e le sue tirate d'orecchie ai potenti di turno. In questa antologia di testi montanelliani emerge il ritratto di un grande intellettuale, ma anche di un uomo colto nei suoi momenti più privati e nei suoi affetti più cari.

 

 

 

 I Conti con me stesso

I diari sono documenti segreti scritti per divenire pubblici. Nella maggior parte dei casi sono nelle intenzioni dell'autore la sua ultima opera, quella che gli permetterà di prendere ancora una volta la parola dopo la morte e di costringere gli altri ad ascoltare [...]. Credo che i diari di Montanelli non facciano eccezione alla regola e siano quindi, nelle intenzioni dell'autore, destinati alla pubblicazione. Per alcune ragioni. In primo luogo l'autore parla sempre e soprattutto di se stesso. Attenzione. Vi sono in queste pagine non meno di un centinaio di personaggi, da Leo Longanesi, a Giovanni Ansaldo, da Giuseppe Prezzolini a Eugenio Montale, da Ugo La Malfa a Leo Valiani, da Giovanni Agnelli a Bruno Visentini, da Mariano Rumor ad Amintore Fanfani, da Vittorio Cini a Guido Carli, da Wally Toscanini a Joséphine Baker, da Giovanni Spadolini a Silvio Berlusconi, da Henry Kissinger a Raymond Aron. Vi è la lunga galleria dei colleghi: Eugenio Scalfari, Piero Ottone, Giorgio Bocca, Gaetano Afeltra, Michele Mottola, Enzo Bet-tiza, Bino Buzzati, Alberto Ronchey, Giovanni Russo. Ma entrano in scena, dicono qualche parola, talvolta un breve monologo, e lasciano il palcoscenico. Sono caratteristi e comparse che ruotano intorno al sole del protagonista. Il loro scopo è quello di porgere la battuta a Montanelli o di sollecitare il suo talento di ritrattista. [...]. (Dalla prefazione di Sergio Romano)

 

 

 

 L' Impero bonsai

vicino la metamorfosi, dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, di quello che era stato un impero militarista e aggressivo. Alla fine dell'occupazione americana stava nascendo la democrazia e si avviava quella straordinaria espansione economica che avrebbe di lì a poco minacciato il primato delle economie occidentali. Negli articoli scritti per il "Corriere della Sera" Montanelli ne coglie con occhio acuto gli aspetti essenziali, e li fa risaltare attraverso gli incontri, il confronto con la parallela realtà italiana, il rifiuto di clichè, pregiudizi, luoghi comuni.

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Ve lo avevo detto

"A questo punto non avevo scelta. O rassegnarmi a diventare il megafono di Berlusconi. 0 andarmene. Me ne vado." Questo scriveva Indro Montanelli nel suo ultimo articolo per "il Giornale". Così, nel gennaio 1994, l'uomo che vent'anni prima aveva fondato quella testata lasciò la poltrona da direttore per imbarcarsi nella sua ultima grande battaglia: quella contro una destra nella quale non si riconosceva e che, a suo parere, era il nemico numero uno di chiunque avesse a cuore la libertà d'espressione. Questo libro raccoglie in modo organico gli interventi più accesi degli ultimi anni d'attività di Montanelli: editoriali, risposte ai lettori e articoli sferzanti che oggi suonano come una profezia della cronaca dei nostri giorni. Basta leggere cosa scriveva nel 1998, quando, preoccupato che il caso Berlusconi paralizzasse il Paese, proponeva un referendum con questa formula: "Volete voi l'abrogazione dei reati in base ai quali è stato condannato l'on. Silvio Berlusconi?" 0 ancora quando metteva alla berlina i difetti del Cavaliere: bugiardo congenito, con un'innata tendenza al vittimismo, circondato da un drappello di parassiti servili, eccessivo, ignorante, volgare. La metastasi del berlusconismo oggi è più evidente di allora e, anche se Indro non c'è più da dieci anni, questo suo atto d'accusa delinea il ritratto dell'Italia dei nostri giorni, un Paese che Montanelli non ha fatto in tempo a vedere, ma che si era perfettamente immaginato. Prefazione di Massimo Fini.

 

 

 

 Instantanee-Caro direttore-Caro lettore-Il meglio di controcorrente
Indro Montanelli è stato il più grande giornalista italiano del Novecento: inviato speciale del "Corriere della Sera", fondatore del "Giornale nuovo" nel 1974 e della "Voce" nel 1994, è tornato nel 1995 al "Corriere" come editorialista. Ha scritto migliaia di articoli e più di cinquanta libri.

 

 

 

 

 La Sublime pazzia della rivolta

Inviato dal "Corriere della Sera" a seguire le drammatiche giornate della rivolta in Ungheria, Indro Montanelli arriva a Budapest il l° novembre, mentre i carri armati russi abbandonano la città; vi rientreranno però pochi giorni dopo. Raccoglie gli entusiasmi dei patrioti, certi di un futuro "indipendente, neutrale e occidentale". Assiste poi alla fulminea occupazione sovietica della città con cinquemila carri armati; alle "cento ore di disperata battaglia" e, infine, alla repressione violenta. Costretto a liberarsi dei propri appunti si rifugia a Vienna dove comincia a stendere il suo racconto. In primo piano, la cronaca in diretta della battaglia di Budapest; sullo sfondo gli intrighi della politica internazionale: le incertezze di Tito, i raggiri di Kruscev, le cautele di Nixon, lo stallo delle democrazie occidentali. La riflessione politica dei suoi scritti, raccolti in questo volume, individua i semi del collasso del comunismo, che sopraggiungerà più di trent'anni dopo.

 




Morire in piedi
Questo libro, che Indro Montanelli pubblicò nel 1949, racconta la storia dei tedeschi che dall'inizio della guerra tentarono di rovesciare Hitler e salvare così l'onore della Germania, pagando quasi sempre con la vita il loro dissenso. È la cronaca - condotta su fonti allora non disponibili in italiano e su interviste dirette ai testimoni - di incertezze, esitazioni, tradimenti, ma anche di atti di straordinario coraggio, narrata con lo stile secco e partecipe del Montanelli giornalista e narratore. Con una prefazione di Sergio Romano.

 

 

 

 Senza Voce
"'La Voce' di Montanelli uscì ogni giorno per pochi mesi a cavallo del '94-'95 ma non rimase inascoltata e nemmeno priva di eredi e allievi. Dimostrò la difficoltà, se non l'impossibilità, di fare un giornale "senza un padrino o un patrono". Ma anticipò molti temi dell'attualità politica degli anni successivi. Il Montanelli de 'La Voce' fu trattato come un pericoloso oppositore, quasi come un neocomunista. In realtà non smise mai, nemmeno per un attimo, di essere un conservatore. Libero, però."(dalla Prefazione di Ferruccio de Bortoli)

 

 

Il testimone

Si tratta di una raccolta di 146 articoli pubblicati sul Giornale Nuovo, scritti fra il 1974 e il 1992, dedicati ai fatti più importanti della cronaca nazionale e mondiale del trentennio.

 

 




Dante e il suo secolo
Dopo la "Storia di Roma" e la "Storia dei Greci", nel 1964 Montanelli pubblicò quella che sarebbe diventata la vera anteprima della "Storia d'Italia": un affresco sul Medioevo - in cui l'autore si sofferma anche su moda, dieta, giochi, sport, arredamento "e perfino sui bagni e sui gabinetti di decenza" con un grandioso protagonista al suo centro, Dante Alighieri. Allo storico-giornalista Montanelli interessano "soltanto l'uomo, il suo carattere, le sue emozioni, le sue passioni" e il suo scopo è riaccostare Dante alla "intelligenza umana del pubblico".

 

 

 

 Qui non riposano
Questo romanzo fu pubblicato in Svizzera nel 1945, dove l'autore si era rifugiato per sfuggire ai nazifascisti, con il titolo di Drei Kreuze (Tre croci). Ispirandosi liberamente al romanzo di Wilder, "Il ponte di San Luis Rey" Montanelli racconta in prima persona le sorti di tre italiani qualunque trovati misteriosamente assassinati in Val d'Ossola il 17 settembre 1944. Chi li ha uccisi? Perché? A queste domande non è possibile dare una risposta finché il vecchio parroco, in procinto di essere deportato in Germania, consegna all'autore alcuni fogli manoscritti in cui è contenuta un'incredibile verità.

 

 

 

 Il Generale Della Rovere

La storia di un enigma vissuto personalmente da Indro Montanelli: chi era realmente il suo compagno di cella a San Vittore nel 1944? Era il generale Francesco Della Rovere, fucilato dai tedeschi, o il pregiudicato Giovanni Bertone? In questo libro sono presenti anche un prefazione di Gianni Riotta e un'intervista di Michele Brambilla all'autore.

 




I Libelli

 

 

 

 Storia dei Greci

 

 

 

 Gli Incontri
Una delle opere più riuscite, lette, e discusse di Indro Montanelli. I suoi incontri ravvicinati con personaggi che hanno segnato un'epoca della nostra storia nell'immediato dopoguerra: i ritratti - graffianti, incisivi e mai scontati - di Francesco Saverio Nitti, uno dei padri del liberalismo italiano; Anna Magnani, l'interprete insuperabile del cinema neo-realista; Guglielmo Giannini, "inventore" del Partito dell'Uomo qualunque; Dino Grandi, il fascista che contribuì a rovesciare il fascismo; e poi Marotta, Guareschi, Spadolini, Longanesi, il Campesino combattente della Spagna repubblicana, Agnelli, Rossellini, un "insolito" Gomulka e tanti altri ancora.

 

 


 

 

 

 


Storia di Roma

Quando, nel pieno degli anni Cinquanta, pubblicò a puntate sulla "Domenica del Corriere" la "Storia di Roma", Montanelli cominciò a ricevere lettere sempre più indignate, che lo accusavano di faciloneria, leggerezza, disfattismo e perfino di empietà, per il suo modo di trattare un argomento considerato sacro. Con quest'opera Indro Montanelli intendeva infatti avvicinare gli italiani alla loro storia, raccontando le gesta e il carattere di uomini vivi e veri, e non di monumenti.

 

 





 Italia dell'Asse (13) (L')

 

 

 Italia littoria (12) (L')

 

 

 

L' Italia del Millennio


 

 L' Italia del Novecento

 

 

 

 

 Italia dei notabili (9) (L')

 

 

 

 Italia del Risorgimento (8) (L')

 

 

 

Italia di Giolitti (10) (L')

 

 

 Italia in camicia nera (11) (L')

 

 

 

 Italia giacobina e carbonara

 

 

 

 Storia d'Italia vol.4

 

 

 

 Storia d'Italia vol.2

 

 

 


Storia d'Italia vol.3

 

 

 

 Storia d'Italia vol.5

 

 

 

 

 Storia d'Italia vol.1

 

 

 


Storia d'Italia vol.6

 

 

 

 

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Sergio Romano

 

 

 

 

Mussolini. Una biografia per immagini
Mussolini, una biografia per immagini
Longanesi
Pagine 187
Dalla prima immagine, che lo raffigura a un anno e mezzo in braccio a sua madre, al tragico epilogo di piazzale Loreto a Milano, la turbinosa esistenza di Benito Mussolini viene presentata in questo libro attraverso circa 250 fotografie (alcune delle quali rarissime) che ripercorrono l'ascesa, l'affermazione e il declino del "duce" del fascismo. Il testo di Sergio Romano accompagna e "legge" le immagini, componendo un ritratto non soltanto del personaggio pubblico del dittatore, ma anche dell'uomo privato.




Storia d'Italia dal Risorgimento ai giorni nostri
Storia d'Italia dal Risorgimento ai nostri giorni.
Longanesi

Pagine 504
Sergio Romano esplora in ogni sua manifestazione la singolare ®identit௠dell'Italia, ripercorre i meccanismi che l'hanno fatta nascere, il suo ruolo nei conflitti mondiali, il periodo del fascismo, i drammi del dopoguerra, e si spinge fino all'analisi del cosiddetto ®miracolo¯ economico a cavallo degli anni '50-'60 nonché della Prima e Seconda Repubblica.




La pace perduta
La Pace perduta
Longanesi
Pagine 276
Dopo la caduta del Muro di Berlino, 1989, si è creato un nuovo ordine che ha posto fine alla guerra fredda, la più lunga delle guerre del secolo, combattuta sia su teatri periferici come Corea e Vietnam, sia con le armi dello spionaggio e della propaganda ideologica. L'equilibrio che si era creato anche con il deterrente della minaccia nucleare si è sgretolato. La conseguenza è stata la caduta dell'URSS come potenza mondiale, ma un vero vincitore non c'è stato. Nel volume sono presenti gli eventi storici e bellici più importanti di questi ultimi undici anni.





L'Italia negli anni della Guerra Fredda.
L'Italia negli anni della guerra fredda
Longanesi
pagine 276
Come un sismografo la storiografia registra avvenimenti grandi e piccoli: la nascita degli Stati, le guerre, le crisi economiche, i movimenti spirituali, le innovazioni tecnologiche, il mutamento dei costumi. Per raccontare la storia degli ultimi cinquant'anni l'autore ha scelto, fra le improwise impennate della lancetta del sismografo, quelle che gli sono parse più importanti, dal piano Marshall al trattato di Maastricht, dalla guerra di Corea ai numerosi conflitti regionali degli anni Novanta, dalla nascita della Repubblica popolare cinese alla disintegrazione dei Balcani e dell'Africa. In queste venti "lezioni" di storia tratte da un seguitissimo programma radiofonico trasmesso dalla Rai, Sergio Romano ha rievocato la parte - ora modesta ora significativa - che l'ltalia ha avuto in queste vicende raccontandole con uno stile giornalistico "radiofonico": chiaro, conciso, brillante e accessibile a tutti.





Memorie di un conservatore
Memorie di un conservatore
Longanesi
pagine 240
L'autore delinea, con il ricordo degli anni della sua fanciullezza, uno spaccato dell'Italia nel periodo fascista. Lungo il percorso narrato si incontrano i nomi di molti politici che hanno fatto la storia del Novecento, da Mussolini a Gorbacev.




L'Europa: storia di un'idea
Europa, storia di un'idea
Longanesi
Pagine 227
Che cos'è l'Europa? Per rispondere a questa domanda, l'autore ci aiuta a capire che cosa è stato, nella sua lunga storia, il Vecchio Continente.






I confini della storia
I confini della storia
Rizzoli
pagine 441

La storia ottocentesca dell'Afghanistan nel Grande Gioco delle potenze mondiali, la formazione del Medio Oriente attuale, l'America tra isolazionismo e interventismo: un'analisi delle svolte del passato nel tentativo costante di capire il nostro presente.



Anatomia del terrore
Anatomia del terrore
Rizzoli
pagine 141
Anatomia del terrore" è un libro firmato a quattro mani dall'inviato del Corriere della Sera Guido Olimpio e dall'ex-ambasciatore Sergio Romano. Un'analisi dei molti terrorismi che insidiano le società odierne. L'occasione per commentare con gli autori gli ultimi allarmi che vengono dagli Stati Uniti, il rischio di nuove "spettacolari" azioni di Al Qaeda.





La quarta sponda
La quarta sponda
Longanesi
pagine 302

Una cronaca fedele della guerra italo-turca del 1911-1912, episodio culminante della politica colonialistica e nazionalistica italiana avviata da Crispi, in cui Sergio Romano riconosce un'anteprima dei conflitti attuali tra Occidente e Islam.




I giudizi della storia
I giudizi della storia
Rizzoli
pagine 519
La drammatica importanza che in questi anni ha assunto la politica estera nella nostra vita quotidiana (e nella graduatoria delle nostre preoccupazioni) ci ha resi sempre più attenti alle radici dei conflitti attuali. Conoscere e capire i giudizi che la storia ha pronunciato su eventi e protagonisti ci aiuta a immaginare il possibile esito delle grandi questioni irrisolte di oggi. I saggi di approfondimento di Sergio Romano (usciti negli ultimi tre anni sul “Corriere della Sera” e su settimanali e riviste, e qui ordinati e rielaborati in questo volume) svolgono proprio questa funzione: ci consentono di giudicare il presente attraverso la prospettiva del passato. Impariamo così a conoscere i nuovi Paesi che dal 2004 fanno parte dell’Unione Europea, vediamo scorrere davanti agli occhi il film dei tanti crolli di un regime, osserviamo il succedersi delle crisi nelle aree calde del pianeta, ci addentriamo nelle zone grigie della nostra memoria. Non mancano i divertissements della “storia fatta con i se”: anche questi raffinati esercizi di intelligenza ci ricordano che, in realtà, nulla è mai “già scritto”.






Storia di Francia
Storia di Francia
Longanesi
pagine 300
Questo saggio, che ripercorre il cammino politico-istituzionale, sociale e culturale compreso fra la caduta di Napoleone III e l’inizio della presidenza di Nicolas Sarkozy, si propone di dimostrare che tutti i regimi francesi dal 1870 a oggi sono «restaurazioni» e che il progresso in Francia è un moto continuo e inquieto verso modelli incompiuti di perfezione perduta: la società della monarchia prerivoluzionaria, la repubblica giacobina, la grandezza dell’impero, la monarchia liberale degli Orléans, il populismo autoritario del secondo Napoleone («il piccolo», secondo un brillante pamphlet di Victor Hugo), l’utopia libertaria della Comune. Paese «immobile» perché teso a ricostituire il passato, la Francia è tuttavia decisa a difendere il proprio equilibrio e la propria identità in un mondo che cambia (e questo nonostante alcune battaglie perse in partenza come quella contro lo strapotere linguistico dell’inglese; ma, come dice Sergio Romano, «vi è più nobiltà in una battaglia perduta di quanta non ve ne sia in certe vittorie»). Paese antistorico, essa riesce ad affermare e difendere con meglio di altri si sottrae alla duplice tentazione di attendere il futuro e giustificare l’accaduto.



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Luigi Romersa


Romersa e Wernher von Braun

 


 

 


«Un viaggio in Antartide, che poi è una mezza impresa spaziale dato che il Polo Sud ha tutte le caratteristiche di un pianeta a sé, è un fatto che nella vita succede soltanto una volta e sicuramente a pochi.» Comincia così Il Pianeta del Silenzio, il reportage di uno straordinario viaggio compiuto in Antartide nel 1960, agli albori della colonizzazione scientifica del continente, da Luigi Romersa, che può essere annoverato tra i primi italiani arrivati al Polo Sud. Nell’epoca in cui il giornalismo si faceva consumando la suola delle scarpe e non il fondo delle sedie, Romersa ha raccontato vicende scientifiche, emozioni, suggestioni dei pionieri tra i ghiacci dell’Antartide: i fondatori del programma di ricerche antartiche americano «Deep Freeze», coloro che rischiando in prima persona hanno «posto le basi» in senso reale e metaforico per lo sviluppo delle attività scientifiche e per l’attuale assetto geopolitico del continente antartico.

 

 

 

 All'ultimo quarto di luna

 

 

 

Von Braun racconta














 

Le ultime interviste a Von Braun e Otto Skorzeny del giornalista che ha raccontato il fascismo. Negli anni Cinquanta Luigi Romersa, ultimo grande cronista del Novecento, ha incontrato a Huntsville, negli Stati Uniti, Wernher Von Braun, l'ingegnere del Terzo Reich che dopo il crollo del nazismo si consegnò alle truppe americane con tutti i segreti della scienza missilistica di Hitler. Sotto la bandiera a stelle e strisce Von Braun, insieme ad altri scienziati tedeschi, mise a punto la tecnologia che avrebbe portato l'uomo sulla Luna. Romersa ritrova Von Braun, che aveva conosciuto a Peenemünde negli anni della guerra, nel suo luminoso studio di Huntsville. Il loro è un incontro tra vecchi amici e ne nasce una lunga conversazione durante la quale lo scienziato tedesco rivive con il giornalista gli ultimi giorni del nazismo, i suoi difficili rapporti con Hitler che lo accusava di tradimento, e poi l'arrivo negli Stati Uniti, l'inizio di una nuova vita, le difficoltà ma anche gli entusiasmi per i mezzi e le risorse che gli consentono di portare avanti le sue ricerche. In questo volume, che esce postumo, abbiamo raccolto anche il resoconto dei colloqui che Romersa ebbe con Otto Skorzeny, l'ufficiale dell'intelligence nazista che venne mandato in Italia per liberare Mussolini.

 

 

Nel quarto volume dedicato alle memorie dell'autore, si ritrovano i ritratti e le storie di protagonisti della Seconda guerra mondiale: Elia Rossi Passivanti, medaglia d'oro della Prima e della Seconda guerra mondiale; Luigi Durand de la Penne, ufficiale della Marina Militare che affondò le navi da battaglia Valiant e Queen Elizabeth, la petroliera Sagona e danneggiò il cacciatorpediniere Jervis; l'asso degli aerosiluranti Giuseppe Cimicchi; il pilota modenese Fulvio Setti, l'affondatore solitario, Medaglia d'oro al valor militare, Luigi Ferraro, il tenente di vascello Gino Birindelli, il generale di squadra aerea Alberto Briganti, Giulio Cesare Graziani, pilota di aerosiluranti. Una galleria di uomini fuori dall'ordinario che Luigi Romersa, inviato speciale dai fronti della Seconda guerra mondiale per i grandi quotidiani, fa rivivere con l'energia e il coraggio della loro giovinezza.

 

 

 

Tra i documenti di Mussolini spariti durante i fatti di Dongo, c'era una cartella con otto rapporti segreti redatti dal generale Francesco Pricolo. Luigi Romersa racconta ai lettori di oggi cosa c'era in quei rapporti segreti basandosi sull'informazione diretta del generale Pricolo. Un quadro sconfortante della preparazione militare italiana alla vigilia della guerra di Grecia, conflitti tra i gerarchi, silenzi colpevoli, le responsabilità di Badoglio.

 

 

 


Un documento storico che ripercorre la missione che Romersa compì per conto di Mussolini nel 1944. Un reportage giornalistico che racconta i segreti militari della Seconda guerra mondiale.



 

 

 

L'autore ricostruisce le storie e le imprese di soldati e ufficiali che combatterono sul fronte africano, e delinea un ritratto del Feldmaresciallo Rommel finora inedito.


 



 

 


All'ultimo quarto di luna

Le gesta dei "siluri umani" raccontate attraverso la cronaca, i documenti top secret, le confidenze dei protagonisti di missioni impossibili in un reportage giornalistico d'epoca che ha il rigore della ricostruzione storica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




 

 

 

 

 




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Update 27-10-14

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