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  il Portale di Storia e Cronologia

 

 

Nazional Socialismo




Adolf Hitler



~ la Seduzione del Male ~

"La cosa peggiore non è che Hitler fosse un Mostro,
ma che fosse un Uomo.
Il Male fa parte dell'Uomo:
non possiamo espellerlo parlando di Mostri".
Joachim fest



Le pagine di Portale Storia dedicate al Nazional Socialismo vogliono ricordare alle generazioni cresciute dopo la seconda guerra mondiale che gli errori di un passato non molto lontano devono essere conosciuti soprattutto divulgandoli sulla rete perchè l'oblio è la peggiore medicina del futuro. (Editore)

 

 

 


I partiti politici accettano di scendere a patti, le idee del mondo no. I partiti politici contano anche sui nemici, le idee del mondo dichiarano la propria infallibilità. Pure i partiti politici hanno, alla base, quasi sempre la tendenza a conquistare per sè il potere: è spesso nascosta in essi una piccola tendenza ad un'idea del mondo. Ma già la limitatezza del loro programma li priva di quel sentimento eroico che una tale idea richiede. Lo spirito di accordo che vivifica le loro volontà porta ad essi le teste mediocri e fragili, con le quali non si può cominciare una crociata. Perciò spesso restano fermi alla loro mediocrità, rinunciano a combattere per un'idea universale, e cercano di ottenere, con la cosiddetta "collaborazione positiva" in fretta, un piccolo posto nella mangiatoia del governo presente e di rimanervi più tempo possibile.

Adolf Hitler

 

 


"Noi Nazional Socialisti siamo socialisti, genuinamente nazionalisti, tedeschi socialisti.

Gregor Strasser

 

 

 

Adolf Hitler
Canti e Musiche
Cinema
Conferenza di Wansee
Cronologia del Nazismo
Educazione dei Giovani
Esoterismo
Gregor Strasser
Horst Wessel Lied
Legge sulla Cittadinanza
Legge sulla Reichsbank
Legge sulla Protezione degli animali
Nazismo e Fascismo
N.S.D.A.P.
Rivoluzione Totale
Spazio Vitale
Olocausto
Programma del NSDAP
Protagonisti
Quei maledetti nazionalsocialisti
Radio
Simboli del Terzo Reich
Stampa
Svastika
Televisione



 

 


   

 

 

 

 

 

Adolf Hitler il Primo e l'Ultimo
Drittes Buch Il Terzo Libro del Mein Kampf

di Giovanni Fontana

pagine complessive 2.040

 

Una Nuova Storia.
Un Terzo Reich che non persegue la Soluzione Finale. Un Adolf Hitler che riconosce gli eccessi e gli errori commessi, sopravvivendo a una guerra nè persa nè vinta.
Un Uomo, un Caporale cresciuto nell’odio per il prossimo che, responsabilmente, rispetta i diversamente tedeschi e non nazionalsocialisti.
Una via diversa e, possibilmente, positiva della Storia della Germania chiudendo, definitivamente, le porte del Tempio di Giano.









Il Mein Kampf di Adolf Hitler, una Storia reale

1.158 pagine complessive



 


Nazionalsocialismo. Origini. Lotta. Weltanschauung
di Johannes Ohquist

Thule Italia Editrice
Pagine 344

Con questa interessante opera di Johannes Öhquist abbiamo finalmente a disposizione un esauriente studio sulle origini, la struttura e la Weltanschauung del Nazionalsocialismo. Una seria documentazione di inestimabile valore politico e culturale che imprime una svolta decisiva negli studi, fino ad oggi conosciuti, dedicati all’analisi del movimento nazionalsocialista e soprattutto in quelli relativi all’organizzazione e alla forma statuale che il Nazionalsocialismo assunse all’indomani della conquista del potere. Inoltre, la serietà e l’attendibilità dell’opera venne ufficialmente attestata dalla Parteiamtlichen Prüfungskommission zum Schutze des NS. Schrifttums, ed inserita a pieno titolo nella Nationalsozialistische Bibliographie. Johannes Öhquist illustra, con entusiasmo e con profonda cognizione di causa, i contenuti della trasformazione rivoluzionaria impressa dal Nazionalsocialismo alla società tedesca, proprio partendo dalla fondazione del movimento, soffermandosi poi sulla personalità politica del Führer, per giungere ad una acuta e puntuale analisi del patrimonio ideologico nazionalsocialista ed infine ad una precisa descrizione delle articolazioni politiche e culturali dello Stato nazionalsocialista…

 




Il nazionalsocialismo. Storia di un'ideologia
di Nicolao Merker
Carocci Editore
Pagine 295

Il volume analizza l'intero edificio dell'ideologia del Terzo Reich: i presupposti storici, la dinamica strutturale, il modo in cui essa è penetrata nella vita quotidiana, nel diritto e nella filosofia, nella scienza e nell'arte, nella religione e nella scuola, le applicazioni nell'eugenetica e nell'antisemitismo, nella concezione di un impero ariano e nella conduzione della guerra, nonché nei maniacali obiettivi di geopolitica. Infine, con un occhio alle sue sopravvivenze e ai necessari antidoti, si tenta un bilancio storico-politico di questo formidabile esempio di populismo. Scorrevole come un reportage ma rigoroso e documentato, il volume è arricchito da un glossario, da una cronologia ragionata e da un'ampia bibliografia.




Il carisma oscuro di Hitler
di Laurece Rees
Bruno Mondadori

Pagine 337

"La mia vita si può riassumere in un incessante tentativo di convincere gli altri". Queste parole, pronunciate da Adolf Hitler nel 1942, quando il nazismo comincia a mostrare le prime crepe, racchiudono il senso e il mistero della sconcertante parabola di un goffo ragazzo di provincia affacciatosi alla politica quasi per caso e trasformatosi in un leader adorato dalle folle, in grado di trascinare la Germania in una delle più grandi tragedie della storia umana. Analizzando i complessi intrecci tra persona e personaggio pubblico e mettendo a confronto le testimonianze delle vittime del suo fascino e dei suoi più accaniti oppositori, Laurence Rees indaga i modi e gli strumenti con cui il Führer ha edificato il proprio mito ed esercitato il suo oscuro carisma fino a diventare una figura messianica dai contorni semidivini, passando dalla retorica tronfia e acerba dei primi discorsi antisemiti a Monaco fino ai mostruosi capolavori propagandistici del Mein Kampf e delle pellicole di Leni Riefenstahl. Lungi dall'essere una convenzionale biografia, questo libro è, al contempo, un sorprendente spaccato storico-psicologico sulla figura di Adolf Hitler e un lucido studio sui meccanismi della manipolazione e della credulità umana, capaci di indurre le masse a consegnarsi ciecamente nelle mani di un leader folle e criminale.

 




Il carisma di Hitler. L'invenzione di un messia tedesco
di Ludolf Herbst
Feltrinelli

Pagine 320

Come è potuta avvenire la trasformazione dell'apparentemente insignificante Adolf Hitler nel Führer del Terzo Reich? In che cosa consisteva davvero il suo presunto carisma e in che modo rispondeva alle attese messianiche del popolo tedesco? Secondo Ludolf Herbst, Hitler non fu sin dall'inizio quello che oggi si ricorda. La sua visione del mondo e la sua consapevolezza di sé, prima della pubblicazione di Mein Kampf, erano ancora incerte e non era scontata la direzione della loro evoluzione. Le possibilità di manipolazione della moderna propaganda, che il partito nazionalsocialista usò e sfruttò come nessun altro partito, sono ancora oggi sottovalutate e tutte le rappresentazioni della dittatura nazista come "governo carismatico" risultano fuorvianti. L'attribuzione di un'autorità carismatica a Hitler si basa su inappropriate applicazioni della sociologia del potere di Max Weber, che se correttamente interpretata consente invece di sfatare il luogo comune del suo carisma come dono soprannaturale e di rintracciare i fondamenti reali della sua autorità. Sono infatti concrete condizioni - di ordine politico, economico, sociale, culturale più che personali - a determinare davvero il carisma hitleriano, e più in generale dei leader nei regimi totalitari. Il Führer fu così trasformato dagli anni trenta in avanti in un messia dalla propaganda nazionalsocialista. La concezione tuttora diffusa del suo carattere carismatico viene dunque relegata da Ludolf Herbst nel novero delle leggende.

 


 

Mein Kampf
di Adolf Hitler

Thule Editore

Due Volumi

Pagine 408 e 320

Completamente ritradotto e reso conforme all’originale tedesco, questo volume corrisponde a quanto è noto (soltanto all’estero) come “Mein Leben”. Si è utilizzata la prima edizione del 1925, tant’è che vi sono presenti circa 35 pagine d’Appendice che Adolf Hitler poi decise di non allegare nelle edizioni successive. Assenza di commenti, note soltanto dov’è stato necessario.






Politica Nazionalsocialista

di Adolf Hitler

Thule editore

Pagine 240
Dettato a Max Amman nell’estate del 1928, questo documento è il secondo libro di Hitler, o meglio, volendo contare separatamente i due volumi del Mein Kampf, è il terzo. Pur rappresentando un’elaborazione delle idee sulla politica estera tedesca come furono espresse nel secondo volume del Mein Kampf, non si tratta di una mera ripetizione degli scritti anteriori ma – come Telford Taylor giustamente afferma – “è nei particolari, nelle spiegazioni e nelle sfumature che sta il suo principale valore storico”. Dalla controversa questione del Sud Tirolo all’amicizia con lo Stato italiano “sotto la guida del brillante statista Benito Mussolini”, dalla condanna dei capi della Germania imperiale dopo Bismarck alle osservazioni sull’esercito tedesco, dalle considerazioni sull’Unione Americana quale potenza economica alla teoria di una Russia niente “affatto uno stato anticapitalista”. Questi alcuni degli argomenti trattati attraverso i quali si potrà seguire lo svolgimento logico del pensiero politico di Hitler. Pensiero che da lì a qualche anno sarebbe divenuto azione.






I presupposti storici del nazionalsocialismo e la «Presa del potere» del gennaio 1933

Marinotti, Milano, 1998
Presentazione di Massimo Amato
188 pagine
Nolte, autore di libri ormai famosi sulle guerre mondiali, civili e ideologiche del XX secolo, muove in questo nuovissimo testo, inedito persino in Germania, all'individuazione dei presupposti storici del nazionalsocialismo. In queste pagine Nolte mostra come né Hitler né il suo movimento possono essere pensati come qualcosa di semplicemente «creato» dalle circostanze, per quanto eccezionali, nelle quali sono potuti emergere e hanno potuto assumere la figura nella quale oggi li riconosciamo. D'altra parte, il rischio storiografico più forte è, oggi, quello di reinterpretare le circostanze di partenza alla luce del punto di arrivo cui è giunto ciò che esse hanno permesso. Nolte, invece, capovolge l'analisi dirigendo il suo sguardo alle radici di tutti quei temi ideologici e storico-politici che, con straordinaria efficacia e virulenza, di quelle circostanze sono stati alimento e retroterra. La diffusione nella società, europea e non solo tedesca, dell'antisemitismo, del darwinismo sociale, del nazionalismo a base razziale e del bolscevismo; la loro natura ideologica; la guerra mondiale e la rivoluzione sovietica intese come catalizzatori di tali temi ideologici; la loro ulteriore distorsione nell'ideologia del Mein Kampf, al contempo reattiva e «creativa»: questi sono i temi del libro e attraverso tali temi passa l'analisi noltiana dei presupposti del nazionalsocialismo.
Sintesi e ampliamento, sul problema dell'avvento del nazismo in Germania, delle tesi esposte in «Nazionalsocialismo e bolscevismo. La guerra civile europea 1917-1945». Si tratta del testo di alcune lezioni tenute all'Università Bocconi di Milano.






Hitler e il Nazismo Magico
Giorgio Galli

Rizzoli

Pagine 347

Perché Hitler ha attaccato la Polonia con la convinzione che l'Inghilterra e la Francia non sarebbero intervenute, trasformando così una guerra, che doveva essere limitata, in un conflitto prima europeo e poi mondiale? Domanda inquietante, alla quale gli storici hanno provato a dare risposte cercando di individuare una logica in comportamenti che sembravano del tutto estranei a qualsiasi logica. Giorgio Galli, invece, accetta la possibilità che Hitler e il nazismo avessero una logica e una cultura proprie e in questo libro dimostra come alcune radici culturali del nazismo affondino in quegli antichi mondi di conoscenza che erano stati sconfitti, ma non cancellati, dal pensiero scientifico del Cinquecento e del Seicento e dall'Illuminismo.

 

 

 

 

Intervista sul Nazismo Magico

di Giorgio Galli e Paolo A. Dossena

Lindau

Pagine 280

Esiste una tradizione esoterica occidentale? Sotto quali forme si manifesta? Qual è il rapporto tra questa cultura "altra" e le diverse forme politiche di matrice razionalistica dell'Occidente? E tra esoterismo e nazismo? Hitler e i vertici del partito erano in possesso di una dottrina segreta? Che cosa è invece possibile dire riguardo alle altre dittature del XX secolo? E in che modo, oggi, la democrazia rappresentativa si rapporta a questa cultura alternativa? Questo libro è molto più di un tentativo di rispondere alle domande su una tradizione occidentale occulta, dai contorni ancora incerti: è un viaggio appassionato e appassionante dalle origini del sapere umano fino ai giorni nostri che, affacciandosi sul futuro prossimo, disegna un suggestivo panorama del mondo attuale.

 

 

 

 

La Svastica e le Tenebre

di Marco Castelli

Ass. Culturale Il Foglio

Pagine 240

Questo studio parla del nazismo ma va oltre la comune conoscenza di un movimento politico razzista, responsabile dell'Olocausto e di altri terribili crimini contro l'umanità. L'autore analizza il volto nascosto del nazismo e i motivi occulti alla base di molte decisioni e viaggi dei gerarchi di Hitler. Il testo esamina gli aspetti interni del fenomeno, svelandone il mistero. Si parte dall'Ariosofia e dalla Società Thule fino a rivelare la fonte luciferina della mistica, della tecnologia e dell'antropologia nazista. Un libro ricco non solo di storia e di orrore, ma anche di mistero e di magia.

 

 



Hitler nascita di una dittatura
di Alfred Grosser
Res Gestae

Pagine 256
Come si prepara il terreno per una dittatura? Quali sono gli strumenti necessari per annichilire la capacità critica di discernimento del bene e del male di un'intera nazione? Cosa vuol dire progettare un sistematico progetto di sterminio? Alfred Grosser ci conduce direttamente nella mente di colui che ha saputo rispondere a queste domande, mettendo in atto la più cruenta dittatura politica di cui la storia abbia memoria. Un viaggio nelle viscere dell'abisso, per capire come un uomo possa aver concepito la più grande aberrazione della storia dell'Occidente.


 



Programma del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori
Tedeschi   N.S.D.A.P 



1. Noi chiediamo la riunione di tutti i tedeschi in una Grande Germania, in base al diritto di autodecisione dei popoli.

2. Noi chiediamo la parità di diritto del popolo tedesco di fronte alle altre nazioni, nonché l'abolizione dei trattati di pace di Versailles e S. Germain.

3. Noi chiediamo terra e suolo (colonie) per nutrire il nostro popolo e per insidiarvi la nostra eccedenza di popolazione.

4. Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale (Volksgenosse). Può essere connazionale solo chi sia di sangue tedesco, senza riguardo alla sua religione. Nessun ebreo può quindi essere connazionale.

5. Chi non è cittadino dello Stato deve poter vivere in Germania solo in veste di ospite e deve sottostare alla legislazione che regola il soggiorno degli stranieri.

6. Il diritto di influire sulla condotta e sulle leggi dello Stato può spettare solo al cittadino dello Stato. Per questo noi chiediamo che tutte le cariche pubbliche di qualsiasi genere, cioè del Reich, dei Länder o dei comuni, possano venire occupate solo da cittadini dello Stato. Noi lottiamo contro il parlamentarismo corruttore, contro la attribuzione di cariche in base a considerazioni di partito, senza tenere conto del carattere e delle capacità.

7. Noi chiediamo che lo Stato si impegni ad avere cura m primo luogo di assicurare lavoro e possibilità di esistenza ai cittadini dello Stato. Qualora non sia possibile nutrire la popolazione dello Stato, gli appartenenti ad altre nazionalità (cio�� coloro che non sono cittadini dello Stato) dovranno venire espulsi dal Reich.

8. Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-tedeschi. Noi chiediamo che tutti i non-tedeschi che sono immigrati in Germania dopo il 2 agosto 1914 vengano costretti a lasciare immediatamente il Reich.

9. Tutti i cittadini dello Stato devono possedere eguali diritti ed eguali doveri.

10. Primo dovere di ogni cittadino dello Stato deve essere quello di produrre, spiritualmente e materialmente. L'attività del singolo non deve urtare contro gli interessi della comunità, ma deve applicarsi nel quadro della collettività e per il bene di tutti.

Per questo noi chiediamo:

11. Abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica. Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse.

12. Considerando l'immane sacrificio di beni e di sangue che ogni guerra chiede al popolo, l'arricchimento personale per mezzo della guerra deve venire dichiarato delitto contro il popolo. Noi chiediamo quindi la confisca integrale di tutti i profitti di guerra.

13. Noi chiediamo la statizzazione di tutte le imprese associate (trusts) esistenti.

14. Noi chiediamo la partecipazione agli utili nelle grandi imprese.

15. Noi chiediamo una completa riforma delle previdenze per la vecchiaia.

16. Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato, ai Länder e ai comuni.

17. Noi chiediamo una riforma fondiaria adatta ai nostri bisogni nazionali, l'emanazione di una legge per l'espropriazione senza indennizzo del suolo per fini di pubblica utilità, l'abolizione dell'interesse fondiario e il divieto di ogni speculazione sui terreni.

18. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l'interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta.

19. Noi chiediamo che il diritto romano, che serve il mondo materialistico, venga sostituito da un diritto comune germanico.

20. Lo Stato deve provvedere a una radicale riforma di tutto il nostro sistema di istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni tedesco capace ed attivo di raggiungere un'istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. I programmi di studio di tutti gli istituti scolastici devono conformarsi ai bisogni della vita pratica. La comprensione del concetto di Stato deve venire diffusa dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l'intelligenza del fanciullo. Noi chiediamo che i figli di genitori poveri, dotati di particolare intelligenza, vengano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione sociale o alla professione dei genitori.

21. Lo Stato deve provvedere a migliorare la salute pubblica, proteggendo la madre e il fanciullo, vietando il lavoro giovanile, rafforzando la prestanza fisica mediante l'istituzione di ginnastica e sport obbligatori, dando il massimo appoggio a tutte le associazioni che si occupano della educazione fisica della gioventù.

22. Noi chiediamo che venga abolito l'esercito di mestiere e che venga formato un esercito di popolo.

23. Noi chiediamo la lotta legale contro le menzogne politiche consapevoli e contro la loro diffusione a mezzo della stampa. Per rendere possibile la creazione di una stampa tedesca, noi chiediamo:

a) che tutti i redattori e collaboratori di giornali pubblicati in lingua tedesca debbano essere connazionali (Volksgenossen);

b) che i giornali non tedeschi debbano ottenere, per esser pubblicati, una espressa autorizzazione dello Stato; e che non possano venire stampati in lingua tedesca;

c) che ogni partecipazione o influenza finanziaria su giornali tedeschi da parte di non tedeschi venga vietata legalmente, e che la violazione di questa norma venga punita con la chiusura del giornale e con l'immediata espulsione dal Reich delle persone non tedesche implicate. I giornali che contrastano con l'interesse della comunità devono essere vietati. Noi chiediamo la lotta legale contro una organizzazione artistica e letteraria che esercita un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale, e chiediamo la chiusura delle istituzioni che violano i principio sopra esposti.

24. Noi chiediamo la libertà di tutte le confessioni religiose entro lo Stato, in quanto esse non minaccino la sua esistenza o non urtino contro la coscienza morale della razza germanica. Il Partito, come tale, difende la concezione di un cristianesimo positivo, senza legarsi confessionalmente ad una determinata fede. Esso lotta contro lo spirito ebraico-materialista entro noi e fuori di noi, ed è convinto che un durevole risanamento del nostro popolo può avvenire soltanto dall'interno, sulla base del principio: l'interesse comune deve prevalere sull'interesse privato.

25. Per attuare tutto questo noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale del Reich. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto il Reich e sui suoi uffici in genere. Creazione di camere sindacali e professionali per l'esecuzione nei singoli Länder delle leggi generali emanate dal Reich.

I Capi del Partito promettono di lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l'attuazione di questi punti.


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Cronologia del Nazismo

 

1918

9 novembre

Abdicazione del Kaiser. Nasce la Repubblica di Weimar.

1919

5 gennaio

Anton Drexler e Michael Lotter fondano la Deutsche Arbeiterpartei.

1920

24 febbraio

Il partito di Drexler si ribattezza in NSDAP e proclama il programma dei 25 punti.

1921

10 luglio

Hitler diventa capo della NSDAP.

1923

8-9 novembre

Fallito putsch di Hitler a Monaco.

1924

1 aprile

Condannato a 5 anni di detenzione, Hitler entra nella fortezza di Landsberg.

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20 dicembre

Hitler viene liberato.

1925

27 febbraio

Ricostituzione del Partito nazionalsocialista che era stato messo al bando dopo il putsch del 1923.

1928

6 maggio

Alle elezioni per il Reichstag la NSDAP conquista il 2,6 per cento dei suffragi.

1930

23 gennaio

La NSDAP entra per la prima volta nel governo di un Land, in Turingia.

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14 settembre

Alle elezioni per il Reichstag la NSDAP ottiene il 18,3 per cento dei suffragi.

1931

11 ottobre

Fronte di Harzburg dell' "opposizione nazionale" con la partecipazione della NSDAP.

1932

13 marzo-10 aprile

Nei due turni delle elezioni presidenziali Hitler ottiene rispettivamente il 30,1 e il 36,8 per cento dei suffragi (Hindenburg il 49,6 e il 53 per cento).

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6 novembre

Nuove elezioni del Reichstag: leggero arretramento della NSDAP con il 33,1 per cento dei suffragi.

1933

30 gennaio

Dopo che i grandi gruppi industriali e finanziari ritirano l'appoggio al gabinetto Schleicher, il presidente Hindenburg affida la carica di cancelliere ad Adolf Hitler.

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28 febbraio

Dopo l'incendio del Reichstag vengono emanate le prime leggi repressive contro gli avversari del nazionalsocialismo.

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5 marzo

Elezioni terroristiche: la NSDAP ottiene il 43,9 per cento dei suffragi, i suoi alleati tedesco nazionali 1'8 per cento.

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20 marzo

Apertura del Lager di Dachau

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21 marzo

Istituzione del Tribunale speciale

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23 marzo

Il Reichstag amputato vota i pieni poteri a Hitler.

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31 marzo

Prima legge contro l'autonomia dei Lander.

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1 aprile

Boicottaggio contro le attività ebraiche.

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7 aprile

La legge per l'epurazione della burocrazia introduce la discriminazione contro gli ebrei.

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10 maggio

Rogo dei libri per "purificare la cultura tedesca"

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22 giugno-5 luglio

Scioglimento e auto-scioglimento di tutti i partiti del sistema di Weimar.

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14 luglio

La NSDAP è proclamata unico partito consentito; legge per la tutela della razza dalle malattie ereditarie.

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20 luglio

Concordato con la Santa Sede.

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14 ottobre

Uscita della Germania dalla Società delle Nazioni.

1934

27 febbraio

Legge sull'ordinamento del "lavoro nazionale".

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26 aprile

La Gestapo autorizzata a procedere ad arresti in "Custodia preventiva".

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30 giugno

Resa dei conti con le SA e uccisione di Rohm.

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2 agosto

Alla morte di Hindenburg Hitler diventa anche presidente del Reich.

1935

13 gennaio

Trionfo nazista nel plebiscito della Saar.

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16 marzo

Reintroduzione della coscrizione obbligatoria.

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15 settembre

Leggi di Norimberga contro gli ebrei.

1936

7 marzo

Il Reich rioccupa la Renania smilitarizzata a Versailles.

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17 giugno

Heinrich Himmler nominato Reichfuehrer delle SS e capo della polizia.

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28 luglio

Primo intervento di aerei tedeschi in Spagna.

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9 settembre

Deciso il piano quadriennale per l'economia di guerra.

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23 ottobre

Conclusione dell'Asse Roma Berlino.

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25 novembre

Stipulazione del Patto anti-Comintem con il Giappone.

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1 dicembre

La Hitlerjugend diventa l'organizzazione statale della gioventù.

1937

5 novembre

Conferenza di Hitler con i capi militari: direttive per l'invasione dell'Austria e della Cecoslovacchia.

1938

4 febbraio

Sostituzione dei capi militari e del ministro degli esteri in vista della preparazione bellica.

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12 marzo

Annessione (Anschluss) dell'Austria.

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30 settembre

Il Patto di Monaco riunisce i Sudeti alla Germania.

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9 novembre

"Notte dei cristalli" e pogroms contro gli ebrei.

1939

15 marzo

Invasione e distruzione della Cecoslovacchia.

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22 maggio

Conclusione del Patto d'acciaio con l'Italia.

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23 agosto

Conclusione del Patto di non aggressione con l'Urss.

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1 settembre

Aggressione della Polonia e inizio della seconda guerra mondiale.

1940

20 maggio

Apertura di Auschwitz

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14 giugno

La Wehrmacht entra a Parigi.

1941

22 giugno

Inizio dell'aggressione all'Unione Sovietica.

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12 dicembre

Decreto "Notte e nebbia"

1942

20 gennaio

La conferenza di Wannsee coordina le direttive per la "soluzione finale" della questione ebraica.

1943

31 gennaio

La sesta armata tedesca capitola a Stalingrado.

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18 febbraio

Goebbels proclama la "guerra totale".

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25 agosto

Himmler è nominato ministro dell'interno del Reich.

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9 settembre

Dopo la capitolazione dell'Italia la Wehrmacht inizia l'occupazione del territorio dell'ex alleata.

1944

6 giugno

Sbarco degli anglo-americani in Normandia: D-DAY

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20 luglio

Rastenburg: attentato contro Hitler nel suo quartier generale.

1945

4-11 febbraio

La conferenza di Yalta tra Roosevelt, Churchill e Stalin decide l'occupazione quadripartita della Germania sconfitta.

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27 gennaio

Liberazione di Auschwitz 

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30 aprile

Hitler si uccide nel bunker della Cancelleria nella Berlino assediata dall'Armata rossa.

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5 maggio

Liberazione di Mauthausen.

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8 maggio

Capitolazione senza condizioni delle forze armate tedesche.

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17 luglio-2 agosto

La conferenza di Potsdam stabilisce i criteri per l'occupazione quadripartita della Germania.

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19 novembre

Inizio del processo dinanzi al tribunale militare internazionale di Norimberga.      

                   

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L'Educazione dei Giovani



... La mia scienza pedagogica è dura. Il debole deve essere spazzato via. Nei centri del mio nuovo Ordine verrà allevata una gioventù che spaventerà il mondo. Io voglio una gioventù che compia grandi gesta, dominatrice, ardita, terribile. Gioventù deve essere tutto questo. Essa deve sopportare il dolore, non deve avere nulla di debole o di effeminato. L'animale rapace, libero e dominatore, deve brillare ancora dai suoi occhi. Forte e bella voglio la mia gioventù. La farò istruire in ogni esercizio fisico. Voglio una gioventù atletica. Questa è la prima cosa e la più importante. Così distruggerò i millenni di addomesticamento dell'umanità ed avrò di fronte a me il materiale nobile, puro della natura e potrò creare cose nuove.

Non voglio un'educazione intellettuale. Il sapere mi rovina la gioventù. Al più la lascio imparare quello per cui si sente portata seguendo il gioco dei suoi istinti. Ma i giovani debbono imparare il senso del dominio. Debbono imparare a vincere nelle prove più difficili la paura della morte. Questa è la fase della gioventù eroica che fa nascere l'uomo libero, misura e centro del mondo, dell'uomo creativo, dell'uomo divino. Nei centri del mio nuovo Ordine l'uomo divino, bello, spontaneo verrà posto come un'immagine del culto e preparerà la gioventù alla prossima fase della maturità virile...





bandiera della Hitler Jugend




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Esoterismo

 

 

Anni fa, lo storico italiano Giorgio Galli mise in rilievo gli aspetti spirituali e paganeggianti che costituivano il substrato dell'ideologia del nazismo di Adolf Hitler.
I nazisti aderivano ai principi fondamentali dell'esoterismo e dell'occultismo. Hitler, poi, era anche un cultore dello spiritismo. Il motto del nazismo "Dio con noi" non si riferiva al Dio biblico. Il Dio nazista era Odino, il Dio della Guerra di vichinga memoria.
Le SS, infatti, celebravano dei riti in onore di Odino e ne invocavano la protezione ed il rafforzamento delle loro virtù guerriere. Si sa anche che Hitler riceveva spesso di notte dei misteriosi monaci tibetani. Hitler era attratto da tutte le pratiche che potevano dare al nazismo sempre più forza e potenza per poter soggiogare gli altri popoli.
A questo proposito ricercava anche l'Arca biblica e la lancia con cui Longino aprì il costato di Gesù Cristo. Era infine anche un ricercatore del Sacro Graal.

 




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La Rivoluzione Totale



... La rivoluzione che noi abbiamo fatto è totale. Essa ha investito tutti i campi della vita pubblica e li ha trasformati dalle fondamenta. Essa ha mutato completamente e dato una nuova forma ai rapporti tra gli uomini ed ai rapporti degli uomini con lo stato ed i problemi dell'esistenza. In realtà si è trattato dell'irruzione di una giovane ideologia, che per 14 anni ha lottato all'opposizione per il potere, per dare tramite questo un nuovo senso dello stato al popolo tedesco. Tutto quanto è avvenuto dal 30 gennaio di quest'anno [1933] è soltanto l'espressione visibile di questo processo rivoluzionario. Col 30 gennaio la rivoluzione è giunta alla sua conclusione, ma la rivoluzione in quanto tale prende le sue mosse da tale data.

... Il sistema che noi abbiamo abbattuto aveva la sua caratterizzazione più precisa nel liberalismo. Mentre il liberalismo parte dall'individuo e pone l'individuo al centro di ogni cosa, noi abbiamo sostituito l'individuo con il popolo (Volk) e l'uomo singolo con la comunità (Gemeinschaft). Ovviamente la libertà dell'individuo doveva in tal caso venire limitata nella misura in cui si trovava in contrasto con la libertà della nazione. Ciò non è una riduzione del concetto di libertà in sé. Se questo però diventa un paradosso individualistico, finisce col mettere in gioco o addirittura in serio pericolo la libertà del popolo. Il concetto di libertà individuale trova il suo limite nel concetto di libertà popolare.

Nessun singolo individuo, si trovi in alto o in basso nella scala sociale, può avere il diritto di fare uso della sua libertà a spese del concetto di libertà nazionale. Perché soltanto la fiducia nel concetto di libertà nazionale gli garantisce durevolmente la libertà personale. Quanto maggiore libertà possiede un popolo, con tanto maggiore libertà possono muoversi i suoi singoli membri. Quanto più ristretta è la sua base d'esistenza nazionale, tanto più illusoria è la libertà di cui spera possano godere i suoi figli.

Questo vale anche per l'artista creatore. L'arte non è un concetto assoluto; essa acquista vigore nella vita del popolo. Questo fu forse l'errore più grave dei creatori d'arte dell'epoca passata, che non erano più in un rapporto organico col popolo e quindi avevano perduto le radici che giorno per giorno portavano loro nuovo nutrimento. L'artista si staccò dal popolo e nel far questo rinunciò alla fonte della sua fertilità. Da allora s'inizia in Germania la minacciosa crisi dell'uomo creatore di cultura. La cultura è la massima espressione delle energie creative di un popolo e l'artista è colui che ha la grazia di esprimerla. Sarebbe temerario credere che egli possa completare la sua divina missione al di fuori del popolo perché questa missione viene compiuta per il popolo e l'energia di cui egli si serve per assolverla proviene dal popolo. Se l'uomo creatore d'arte perde la salda base popolare, sulla quale egli deve tenacemente e vigorosamente poggiare per poter affrontare le avversità della vita, egli si espone allora alle insidie della civilizzazione, alle quali presto o tardi dovrà soggiacere.


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Lo Spazio Vitale

... La politica estera dello stato popolare deve salvaguardare l'esistenza su questo pianeta della razza raccolta nello stato, creando un sistema di rapporti sano, adatto alla vita, naturale nel promuovere la crescita numerica del popolo, la grandezza è fecondità del suolo e della terra.

Come sistema sano s'intende sempre quello stato di cose che assicura il nutrimento di un popolo dai prodotti della propria terra. Qualunque altro sistema, possa durare secoli ed anche millenni, è nondimeno insano e diventa presto o tardi una calamità, se non porta addirittura allo sterminio del popolo che ne viene toccato.

Soltanto il possesso di uno spazio sufficientemente vasto su questa terra assicura ad un popolo la libertà dell'esistenza.

In questo caso non si può giudicare la grandezza occorrente del territorio d'insediamento partendo esclusivamente dalle esigenze del presente, né la quantità del prodotto del suolo calcolata in base alla grandezza numerica del popolo. Infatti, come ho già esposto nel primo volume sotto il titolo "Politica delle alleanze tedesca prima della guerra", l'estensione territoriale di uno stato non ha soltanto importanza come fonte di nutrimento diretta di un popolo ma anche un'altra importanza, di tipo politico-militare...

... Quindi noi nazionalsocialisti rifiutiamo consapevolmente le direttive della politica tedesca dell'anteguerra, per stabilire il nostro punto di partenza là dove si era conclusa la nostra storia sei secoli fa. Noi arrestiamo l'eterna spinta dei Germani verso sud e verso ovest e rivolgiamo lo sguardo verso oriente. Noi facciamo definitivamente cessare la politica coloniale e commerciale dell'anteguerra e passiamo alla politica del suolo dell'avvenire.

Se noi parliamo oggi di nuovo suolo e nuova terra in Europa, possiamo pensare soprattutto e soltanto alla Russia ed agli stati ad essa sottoposti,

... Desidero ancora brevemente prendere posizione nei confronti di chi si chiede se l'esigenza di un acquisto di nuovi territori trovi una sua giustificazione etica e morale. Ciò si rende necessario dal momento che purtroppo persino nei circoli orientati in senso popolare esiste della gente la quale, con discorsi vani e melensi, si sforza in ogni modo di presentare al popolo tedesco, come fine della sua politica estera, la riparazione del torto fattogli nel 1918, ma oltre a questo ritiene necessario rassicurare tutto il mondo sulle sue buone intenzioni, ai fini di uno stabilirsi di rapporti fraterni e di simpatia tra i popoli.

Come premessa vorrei dire al proposito quanto segue: La richiesta di un ripristino dei confini del 1914 è, dal punto di vista politico, una tale assurdità e può avere delle conseguenze tali da farla sembrare un delitto. E questo senza considerare il fatto che i confini del Reich nell'anno 1914 erano dei confini tutt'altro che logici, poiché in realtà essi erano insufficienti per contenere tutti gli uomini di nazionalità tedesca ed erano irrazionali circa la loro funzione geografica militare. Essi non erano il risultato di una meditata azione politica, bensì dei confini momentanei determinati da una lotta politica per nulla conclusa e persino, in parte, conseguenza di un gioco del caso.


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Legge per la Cittadinanza del Reich    15 settembre 1935





Il Reichstag ha approvato all'unanimità la seguente legge che qui viene promulgata.

[par. 1]

1) 2 cittadino dello stato (Staatsangebbriger) colui che fa parte della comunità protettiva del Reich tedesco, con il quale ha dei legami che lo impegnano in maniera particolare.

2) L'appartenenza allo stato viene acquisita in base alle norme della legge che regola l'appartenenza al Reich ed allo stato.


[par. 21]

1) Cittadino del Reich (Reicbsbúrger) è soltanto l'appartenente allo stato di sangue tedesco o affine il quale con il suo comportamento dia prova di essere disposto ed adatto a servire fedelmente il popolo ed il Reich tedesco.

2) Il diritto alla cittadinanza del Reich viene ottenuto attraverso la concessione del titolo di cittadino del Reich.

3) Il cittadino del Reich è il solo depositario dei pieni diritti politici a norma di legge.


[par. 31]
Il ministro degli interni del Reich in accordo con il sostituto del Führer provvederà all'emanazione delle norme giuridiche ed amministrative necessarie per l'attuazione e l'integrazione della legge.


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Legge sulla Reichsbank


Il governo del Reich ha approvato la seguente legge, che viene così emanata :
La Banca Tedesca del Reich è, in quanto banca d’emissione, alle dirette dipendenze della totale sovranità del Reich. è al servizio della realizzazione degli scopi fissati dal governo nazionalsocialista nei limiti della sfera di competenza affidatale, soprattutto per la garanzia del valore della valuta tedesca. Per regolamentare i rapporti giuridici della Banca del Reich, costituita con la legge del 14 Marzo 1875 (RGBI. S. 177), il governo del Reich ha approvato la seguente legge, che viene qui proclamata:



I. Forma giuridica e Incombenze


(1) La Banca Tedesca del Reich fa capo direttamente al Führer e Cancelliere del Reich.
(2) è persona giuridica di diritto pubblico con sede a Berlino. Può istituire delle filiali.

I compiti della Banca Tedesca del Reich derivano dalla sua posizione di banca d’emissione del Reich. Essa sola ha il diritto di emettere banconote. Deve inoltre regolamentare le transazioni e le operazioni finanziarie in Germania e all’estero. Deve anche provvedere alla utilizzazione dei mezzi economici disponibili dell’economia tedesca nel modo più appropriato per l’interesse collettivo e politico-economico.

II. Direzione e Amministrazione

(1) La Banca Tedesca del Reich è diretta e amministrata dal presidente e dagli altri componenti del comitato direttivo, secondo le disposizioni e con la supervisione del Führer e Cancelliere del Reich.
(2) Nel comitato direttivo della Banca del Reich, è il presidente che prende le decisioni.
§4
Il Führer e Cancelliere nomina il presidente della banca e gli altri componenti del comitato direttivo. Egli decide la durata del loro incarico.
Gli stipendi, gli assegni di aspettativa, le pensioni e le pensioni di guerra del presidente della banca e degli altri componenti del comitato direttivo, vengono definiti da un contratto con la Banca Tedesca del Reich. II contratto necessita dell’approvazione del Führer e Cancelliere del Reich.
Il Führer e Cancelliere del Reich può rimuovere il presidente della banca e gli altri componenti del comitato direttivo in qualsiasi momento, nel rispetto della salvaguardia dei diritti contrattuali.

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Legge sulla Protezione degli animali


La legge è suddivisa nelle seguenti sezioni:

Crudeltà contro gli animali
Misure per la protezione degli animali
Esperimenti sugli animali vivi
Provvedimenti per le pene
Conclusione
La legge era stata preceduta da varie iniziative locali, specialmente in Prussia e in Baviera.

Legge sulla protezione degli animali (24 novembre 1933) Il governo ha deciso la seguente legge, che qui viene resa nota:

Sezione I - Crudeltà contro gli animali

§ 1
È proibito tormentare o maltrattare rudemente un animale senza necessità.
Si tormenta un animale quando gli si causano ripetutamente o continuamente sensibili sofferenze o dolori. Il tormento non è necessario quando non serve ad un proposito razionale giustificabile. Si maltratta un animale quando gli si causa sensibile dolore; il maltrattamento è rude quando è connesso con uno insensibile stato della mente.
Sezione II - Misure per la protezione degli animali

§ 2

È proibito:

trascurare un animale di cui si è proprietari, trattarlo o dargli una sistemazione che gli provochi sensibile dolore o sensibile danno;
Utilizzare non necessariamente un animale per ciò che chiaramente eccede le sue capacità o gli provoca sensibile dolore, o che, a causa delle sue condizioni, non è in grado di fare;
Utilizzare un animale per mostre, film, spettacoli, o altri pubblici eventi, in tutti i casi in cui questi eventi provochino all'animale sensibile dolore o sensibile danno alla salute;
Utilizzare un animale debole, ammalato, sovraffaticato o vecchio, per il quale l'ulteriore vita sia un tormento, per ogni altro proposito che non sia quello di causargli o procurargli una morte rapida e senza dolore;
Abbandonare un animale domestico per liberarsi di lui;
sviluppare o provare il potere dei cani sui gatti, sulle volpi e sugli altri animali;
agliare le orecchie o la coda di un cane più vecchio di due settimane, questo è permesso se è fatto con anestesia;
Tagliare la coda di un cavallo, questo è permesso se è per rimediare a un difetto o malattia della coda ed è fatto da un veterinario e sotto anestesia;
Eseguire una operazione dolorosa su di un animale in modo non professionale o senza anestesia, se l'anestesia in casi particolari è impossibile l'operazione deve essere eseguita in accordo con le regole veterinarie;
Uccidere un animale in un allevamento di pellicce a meno che non si usi l'anestesia ed in ogni caso senza dolore;
Alimentare forzatamente il pollame;
Strappare o tagliare le cosce delle rane vive.
§ 3
L'importazione di cavalli con le code accorciate è proibita. Il Ministro dell'Interno può fare eccezioni se speciali circostanze lo richiedano.

§ 4
L'uso temporaneo di animali ungulati per il trasporto nelle miniere è consentito solo con il permesso delle autorità responsabili.

Sezione III - Esperimenti sugli animali vivi

§ 5
È proibito operare o trattare animali vivi in modo che possa essere provocato sensibile dolore o danno a scopo sperimentale, a meno che non sia diversamente stabilito dai paragrafi da 6 a 8.

§ 6

Il Ministro dell'Interno può, su proposta del responsabile governativo o delle locali autorità, conferire permessi a laboratori e istituti scientifici di condurre esperimenti su animali vivi, quando il direttore dell'esperimento ha sufficiente conoscenza professionale e affidabilità, sono disponibili adeguate strutture per eseguire gli esperimenti sugli animali, ed esistono garanzie per la cura e il sostentamento degli animali durante l'esperimento.
Il Ministro dell'Interno può delegare la concessione del permesso ad altri alti ufficiali del governo.
Il permesso può essere revocato senza compenso in qualsiasi momento.
§ 7
Nel condurre gli esperimenti sugli animali (§ 5), devono essere osservate le seguenti condizioni:

Gli esperimenti possono essere effettuati solo sotto la completa autorità del direttore scientifico o del rappresentante che è stato incaricato dal direttore scientifico.
Gli esperimenti possono essere effettuati solo da chi ha ricevuto precedentemente una formazione scientifica o sotto la direzione di una tale persona, ed ogni dolore deve essere evitato per quanto compatibile con l'obiettivo dell'esperimento.
Gli esperimenti di ricerca possono essere effettuati solo quando si aspetta un risultato specifico che non sia stato confermato precedentemente dalla scienza o se gli esperimenti possono aiutare a rispondere a problemi ancora non risolti.
Gli esperimenti possono essere condotti solo sotto anestesia, a meno che il direttore scientifico non escluda categoricamente l'anestesia o se il dolore connesso con l'operazione sia superato dal danno alle condizioni dell'animale come risultato dell'anestesia.
Non più di una difficile operazione o doloroso ma non sanguinoso esperimento può essere fatto su di un animale non anestetizzato.
Gli animali che soffrono sensibile dolore dopo il completamento di un difficile esperimento, specialmente a seguito di una operazione, devono essere immediatamente messi a morte, dopo il giudizio del direttore scientifico, compatibilmente con l'obiettivo dell'esperimento.
Gli esperimenti sui cavalli, i cani, i gatti, le scimmie possono essere effettuati solo quando l'obiettivo non possa essere raggiunto su altri animali.
Non possono essere utilizzati più animali di quanto necessario per risolvere la questione esaminata.
Gli esperimenti animali a scopo pedagogico sono permessi solo quando altri strumenti come disegni, modelli, tassonomie e film non siano sufficienti.
Devono essere effettuate registrazioni sulla specie di animali usati, il proposito, la procedura e il risultato dell'esperimento.
§ 8
Esperimenti sugli animali a scopi giudiziari come le vaccinazioni e l'estrazione di sangue da animali vivi allo scopo di diagnosticare malattie di persone o di animali, o per ottenere siero o vaccini secondo le procedure che sono già state testate o sono riconosciute dallo Stato, non sono soggetti alle disposizioni dei paragrafi da 5 a 7. Questi animali, tuttavia, devono essere uccisi senza dolore se soffrono sensibile dolore e se è compatibile con gli obiettivi dell'esperimento.

Sezione IV - Provvedimenti per le pene

§ 9

Chiunque non necessariamente tormenti o maltratti rudemente un animale sarà punito con la prigione fino a due anni, con una ammenda o con entrambe le pene.
Chiunque, a parte il caso di cui in (1), conduca un esperimento su animali vivi (§ 5) senza il richiesto permesso, sarà punito con la prigione fino a sei mesi, con un'ammenda o con entrambe le pene.
Una ammenda fino a cinquecentomila marchi o l'imprigionamento, a parte la punizione comminata in (1) e (2), sarà la pena per chiunque intenzionalmente o con negligenza:

Viola le proibizioni da § 2 a § 4;
Agisce contro quanto previsto a § 7;
iola le linee guida emanate dal Ministero dell'Interno o dal governo provinciale secondo quanto stabilito in § 14;
Trascura di prevenire che i bambini o altre persone che sono sotto il suo controllo o appartengono alla sua casa violino i provvedimenti di questa legge.
§ 10

In aggiunta alle pene di cui a § 9 per una violazione intenzionale della legge, un animale appartenente al condannato può essere confiscato o ucciso. Invece della confisca si può ordinare che l'animale sia accolto e nutrito fino a nove mesi a spese del reo.
Se nessuna persona può essere identificata o condannata, la confisca o l'uccisione dell'animale può essere effettuata in ogni caso quando gli altri prerequisiti sono presenti.
§ 11

Se qualcuno è ripetutamente colpevole di violazione intenzionale delle norme che sono punibili secondo il § 9 le locali autorità responsabili possono proibire che la persona tenga certi animali o sia coinvolto nel loro commercio per uno specificato periodo di tempo o permanentemente.
Dopo un anno dall'imposizione della pena le autorità locali responsabili possono revocare il provvedimento.
Un animale soggetto a sensibile negligenza nell'alimentazione, cura e mantenimento può essere sottratto al proprietario dalle autorità locali responsabili e risistemato altrove finché sia garantito che l'animale sarà curato in modo superiore ad ogni biasimo. Il costo di questa sistemazione sarà pagato dal reo.

§ 12
Se in un processo giudiziale appare incerto se un atto viola le proibizioni di cui a § 1, (1) o (2), dovrà essere convocato quanto prima nel processo un veterinario e, per quanto concerne un'azienda agricola, sarà sentito un ufficiale dell'agricoltura del governo.

Sezione V Conclusione

§ 13
L'anestesia, come è intesa in questa legge, significa tutte le procedure che portano ad assenza generalizzata di dolore o eliminano un dolore localizzato.

§ 14
Il Ministro dell'Interno può emettere decreti giudiziari e amministrativi per il completamento e il rafforzamento di questa legge. Se il Ministro dell'Interno non utilizza questo potere, i governi locali possono emettere i necessari decreti per l'attuazione della legge.

§15
Questa legge diviene obbligatoria il 1° febbraio 1934, ad eccezione di § 2, (8) e § 2, (11) per cui il Ministro dell'Interno deve verificare il tempo di attuazione sentito il parere del Ministro dell'Alimentazione e dell'Agricoltura.
Le norme § 1456 e § 360, (13) della legge 30 maggio 1908 rimangono invariate.
Berlino, 24 novembre 1933

Firmato:
Adolf Hitler
Cancelliere

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Quei maledetti nazionalsocialisti    di Joseph Goebbels


Perché siamo Nazionalisti?

Siamo nazionalisti perché consideriamo la nazione l'unica via per riconciliare tutte le sue forze allo scopo di conservare e migliorare la nostra esistenza e le nostre condizioni di vita. La Nazione è l'unione organica di un popolo allo scopo di proteggere la propria vita. Essere nazionalisti significa affermare quest'unione con le parole e con le azioni. Essere nazionalisti non ha nulla a che vedere con una forma di governo o con un simbolo. E' un'affermazione di contenuti, non di forme esteriori. Le fogge possono mutare, ma i loro contenuti restano. Se le forme e i contenuti coincidono, in quel caso il nazionalista sostiene entrambi. Se entrano in conflitto, il nazionalista lotta per il contenuto e contro la forma. Non si può coprire il contenuto con un simbolo. Se ciò accade, si sta conducendo la battaglia nel campo sbagliato e si perde forza in vuoti formalismi. L'obiettivo reale del nazionalismo, la nazione, viene smarrito.
Oggi, in Germania, le cose stanno così. Il nazionalismo si è trasformato in patriottismo borghese e i suoi difensori stanno combattendo contro i mulini a vento. Si parla della Germania e s'intende la monarchia. Altri proclamano la libertà e intendono nero, bianco e rosso. Sarebbe forse diversa, oggi, la nostra situazione se sostituissimo la repubblica con una monarchia e sventolassimo la bandiera nera, bianca e rossa? La colonia avrebbe una carta da parati diversa, ma la sua natura, il suo contenuto rimarrebbe esattamente lo stesso. Veramente le cose potrebbero essere perfino peggiori, perché una facciata che nascondesse i fatti disperderebbe le forze che oggi lottano contro la schiavitù. Il patriottismo borghese è il privilegio di una classe. Ed è la vera ragione del suo declino. Quando 30 milioni di persone sono favorevoli a qualcosa ed altrettante sono contrarie, le parti si bilanciano e non accade nulla.
Questo è ciò che accade da noi. Noi siamo divenuti i paria del mondo intero non perché non abbiamo il coraggio di resistere, ma perché tutta la nostra energia nazionale viene sprecata in battibecchi, infiniti quanto sterili, fra la destra e la sinistra. Questa nostra strada va solo in discesa e potremmo già predire oggi quando cadremo nell'abisso. Il nazionalismo raggiunge maggiormente le masse dell'internazionalismo. Vede le cose come sono. Solo chi rispetta se stesso può rispettare gli altri. Se come nazionalista tedesco sostengo la Germania, come posso negarlo a un nazionalista francese che fa lo stesso per la Francia? Solo quando queste due posizioni si scontrano su questioni vitali vi sarà lotta politica e di potere.
L'internazionalismo non può annullare questa realtà. I suoi tentativi alla prova dei fatti falliscono completamente. Ed anche quando i fatti paiono avere una certa validità, allora la natura, il sangue, la volontà di vivere, e la lotta per l'esistenza sulla dura terra dimostrano la falsità delle sue belle teorie. La colpa del patriottismo borghese era quella di confondere una certa forma economica con la Nazione. Associava due cose che sono totalmente diverse. Le forme economiche, per quanto possano apparire definitive, sono variabili. La Nazione è eterna. Se si lega ciò che è eterno con ciò che è temporaneo, il primo, l'immortale, inevitabilmente crollerà quando cadrà il secondo, il provvisorio. Questo fu il reale motivo del crollo della società liberale. Essa non era radicata in ciò che è immortale, ma in ciò che è effimero, e quando il provvisorio iniziò il proprio declino trascinò con se anche ciò che è perenne.
Oggi il patriottismo è solo una comoda giustificazione per un sistema che porta con sé una crescente miseria economica. Questo è l'unico motivo per cui il giudaismo internazionale organizza la lotta delle classi proletarie contro ambedue queste forze, quella economica e la Nazione, e le sconfigge. Compreso ciò, il giovane nazionalismo formula le proprie richieste perentorie. La fede nella Nazione è cosa di tutti, non di un solo gruppo, di un'unica classe o di una cricca economica soltanto. Ciò che è eterno deve essere distinto da ciò che è mortale. Sostenere un sistema economico marcio non ha nulla a che vedere col nazionalismo, che è l'affermazione della Patria. Si può amare la Germania e odiare il capitalismo. E non solo si può, ma si deve. Solo annientando un sistema di sfruttamento si raggiunge il cuore della rinascita del nostro popolo. Siamo nazionalisti perché, come tedeschi, amiamo la Germania. E siccome amiamo la Germania, la vogliamo proteggere e vogliamo combattere contro coloro che vogliono distruggerla. Quando un comunista urla Abbasso il nazionalismo!, parla dell'ipocrita patriottismo borghese che vede l'economia solo come un metodo di riduzione in schiavitù.
Se noi spieghiamo agli uomini di sinistra che il nazionalismo, cioè l'affermazione della Patria, e il capitalismo, che rappresenta l'abuso delle sue risorse, non hanno nulla a che spartire, anzi sono come il fuoco e l'acqua, allora anche loro, come socialisti, giungeranno a sostenere la Nazione, che ora vogliono conquistare. Questo è il nostro vero compito di Nazionalsocialisti. Siamo stati i primi a riconoscere questi rapporti e i primi ad iniziare la lotta. Come socialisti abbiamo percepito i più profondi auguri che ci manda la Nazione, e come nazionalisti vogliamo stimolare la giustizia sociale in una nuova Germania. Una giovane patria si leverà quando il fronte socialista sarà compatto. Il socialismo diverrà realtà quando la Patria sarà libera.


Perché siamo Socialisti?

Siamo socialisti perché vediamo nel socialismo, che rappresenta l'unione di tutti i cittadini, la sola occasione di conservare la nostra eredità razziale, di riacquistare la nostra libertà politica e di rinnovare lo stato tedesco. Il socialismo è la dottrina della liberazione della classe lavoratrice. Esso promuove l'ascesa della quarta classe e la sua incorporazione nell'organismo politico della Patria, ed è inestricabilmente legato alla rottura dell'attuale schiavitù e alla riconquista della libertà tedesca.
Quindi il socialismo non è una questione che riguarda esclusivamente la classe degli oppressi, ma è cosa di tutti, perché liberare il popolo tedesco dalla schiavitù è lo scopo della politica contemporanea. Il socialismo raggiunge la sua vera forma soltanto attraverso una fratellanza totale che si batte con le prorompenti energie di un nazionalismo nuovamente vigile.
Senza il nazionalismo, il socialismo non è nulla, è un fantasma, una pura teoria, un castello in aria, un bel testo. Con esso è tutto, è il futuro, la libertà, la Patria! La colpa del pensiero liberale è stata quella di trascurare le forze del socialismo che volevano edificare la Nazione, permettendo in tal modo che le loro energie sfociassero verso direzioni anti-nazionali.
La colpa del marxismo è stata di degradare il socialismo ad una faccenda di salari e di ventri , ponendolo in conflitto con lo Stato e con l'esistenza nazionale. La comprensione di questi due fatti ci porta verso un nuovo significato di socialismo, che rivede la propria natura in funzione nazionalista, di edificazione dello Stato, liberatrice e costruttiva. Il borghese sta per lasciare la scena della storia. Al suo posto giungerà la classe dei lavoratori che producono, la classe lavoratrice, che fino ad oggi è stata oppressa. Essa sta cominciando a realizzare la propria missione politica. E' coinvolta in una lotta aspra e dura per il potere politico poiché cerca di divenire parte dell'organismo della Nazione.
La battaglia ha avuto inizio sul piano economico; finirà su quello politico. Non è semplicemente una questione di salari, non è neppure una faccenda di ore di lavoro giornaliere -sebbene non si debba mai scordare che queste cose sono essenziali, forse la parte più significativa della piattaforma socialista - ma, assai più importante, il nodo è quello di incorporare una classe potente e responsabile nello Stato, forse perfino di renderla la forza dominante nella futura politica della Patria. La borghesia non vuole riconoscere la forza della classe lavoratrice.
Il marxismo l'ha rinchiusa in una camicia di forza che la condurrà alla rovina. Mentre la classe lavoratrice, gradualmente, si disintegra nel fronte marxista, dissanguandosi, la borghesia e il marxismo si sono accordati sui capisaldi del capitalismo, e ora si preoccupano di salvaguardarlo e difenderlo in molti modi, spesso occulti. Noi siamo socialisti perché riteniamo la questione sociale una questione di necessità e di giustizia proprio per l'esistenza di uno Stato per il nostro popolo, e non una questione di carità a buon mercato o d'insulso sentimentalismo.
Il lavoratore ha diritto a un livello di vita che corrisponda a quello che produce. Non intendiamo chiederlo per favore, questo diritto. Incorporare il lavoratore nell'organismo dello Stato non è questione critica solo per lui, ma lo è per la Nazione intera. La cosa è ben più importante delle otto ore giornaliere. Si tratta di dar forma ad un nuovo Stato, consapevole, che includa ogni cittadino che produce. Dato che i poteri politici odierni non vogliono o non sono capaci di far ciò, è il socialismo che deve battersi per questo. Questo è uno slogan di lotta sia interno che esterno. All'interno è diretto allo stesso tempo sia ai partiti borghesi che ai marxisti, poiché ambedue sono nemici giurati del futuro Stato dei lavoratori. All'estero è diretto a tutti quei poteri che minacciano la nostra esistenza nazionale e quindi la possibilità di un futuro Stato socialista e nazionale. Il socialismo è possibile soltanto in uno Stato che sia unito all'interno e libero a livello internazionale. La borghesia e il marxismo sono responsabili di aver fallito ambedue questi obiettivi, l'unità interna e la libertà internazionale. E non ha importanza quanto queste due forze asseriscano di essere nazionali o sociali, rimangono nemiche giurate dello Stato socialista e nazionale. Quindi dobbiamo battere politicamente ambedue queste forze. Le linee del socialismo tedesco sono nette e il nostro cammino chiaro.
Noi siamo contro la borghesia politica, per un nazionalismo autentico!
Noi siamo contro il marxismo, per un vero socialismo!
Noi vogliamo il primo Stato nazionale tedesco di tipo socialista!
Noi sosteniamo il partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi!
Perché un partito dei lavoratori?
Il lavoro non è la maledizione del genere umano, ma la sua benedizione. Si diventa uomini attraverso il lavoro. Esso ci migliora, ci fa forti e consapevoli, ci eleva sopra tutte le altre creature. Il lavoro, nel suo significato più profondo, è creativo, fecondo e creatore di cultura. Senza il lavoro, non c'è cibo. Senza cibo, non esiste la vita. L'idea che più si hanno le mani sporche, più il lavoro è degradante, è una falsità giudaica,non un'idea tedesca. Ovunque, il tedesco prima chiede come, poi cosa. Non è tanto una questione della posizione che si occupa, quanto un problema di come si svolge il lavoro che Dio ci ha dato. Abbiamo scelto il nome di partito dei lavoratori perché vogliamo riscattare la parola lavoro dal suo attuale significato e restituirgli quello originario. Chiunque produce valore è un creatore e quindi un lavoratore. Noi ci rifiutiamo di fare distinzioni fra un lavoro ed un altro. Il nostro unico principio è se il lavoro serve alla comunità, o perlomeno non la danneggia, oppure se è nocivo per essa. Il lavoro è servizio. Se agisce contro il benessere generale, allora è tradimento della patria.
Le assurdità marxiste rivendicavano la liberazione dal lavoro, denigrando così anche quello dei propri sostenitori e vedendolo come una maledizione e un disonore. Abolire il lavoro non è assolutamente il nostro scopo, piuttosto vogliamo restituirgli un nuovo significato e un nuovo contenuto. Nello stato capitalista, il lavoratore - ed è la sua sfortuna più grande -non è più un essere umano vivo, un creatore, un realizzatore. E' divenuto una macchina. Un numero, una rotella dell'ingranaggio senza più alcun senso o comprensione. Egli è del tutto alienato da ciò che produce. Per lui il lavoro è soltanto un modo per sopravvivere, e non il cammino per fortune più elevate, non una gioia, non qualcosa del quale andare fiero, o soddisfatto, o qualcosa da cui trarre stimolo o il modo per costruire il proprio carattere. Siamo un partito di lavoratori perché nella battaglia prossima fra la finanza e il lavoro vediamo l'inizio e la fine della struttura del ventesimo secolo.
Noi siamo dalla parte del lavoro e contro la finanza. Il danaro è l'unità di misura del liberalismo, il lavoro e il suo risultato sono quelli dello stato socialista. Il liberale chiede: "Cosa fai?". Un socialista invece domanda: "Chi sei?". Li divide un abisso. Noi non vogliamo che tutti facciano la stessa cosa. E non vogliamo neppure livelli nella popolazione, alto e basso, sopra o sotto. L'aristocrazia del nostro Stato non sarà decisa dal possesso del danaro, ma solo dalla qualità dei risultati individuali. Sarà il servizio a far guadagnare i meriti. Gli uomini si distingueranno dai risultati del loro lavoro, che è il segno più sicuro del carattere e del valore di una persona. Il valore del lavoro per il socialismo sarà determinato dal suo valore per lo Stato, per l'intera comunità. Lavoro significa creare valore, non contrattare. Il soldato è un lavoratore quando sguaina la spada per proteggere l'economia nazionale.
Anche l'uomo di stato è un lavoratore quando da alla Nazione forma e volontà che l'aiutano a produrre ciò di cui ha bisogno per la vita e la libertà. Una fronte pensosa è un segno di duro lavoro quanto un braccio potente. Un impiegato non deve vergognarsi di rivendicare con orgoglio ciò di cui si vanta il lavoratore manuale: il lavoro. Le relazioni fra questi due gruppi di persone determinano il loro reciproco destino. Nessuno dei due può sopravvivere senza l'altro, poiché entrambi sono membri di un organismo che hanno insieme l'obbligo di sostenere se vogliono difendere e sviluppare il proprio diritto di esistere. Ci definiamo partito dei lavoratori perché vogliamo liberare il lavoro dalle catene del capitalismo e del marxismo.
Nel combattere per il futuro della Germania, noi l'ammettiamo liberamente, ed accettiamo l'odio della borghesia liberale come conseguenza. Sappiamo che avremo successo e dalle loro maledizioni faremo scaturire nuove benedizioni. Dio ha concesso alle Nazioni il territorio perché vi cresca il grano. Il seme diventa grano e il grano pane. L'intermediario di tutto questo è il lavoro. Chi disprezza il lavoro ma ne accetta i benefici è un ipocrita. Questo è il significato più profondo del nostro movimento: esso restituisce alle cose il proprio significato originario, senza preoccuparsi se oggi esse sono in pericolo di sprofondare nella palude di una visione del mondo fallimentare. Chi crea valore lavora e quindi è un lavoratore. Un movimento che vuole liberare il lavoro è un partito dei lavoratori. Perciò noi nazionalsocialisti ci definiamo un partito dei lavoratori.


Perché ci opponiamo agli ebrei?

Ci opponiamo agli ebrei perché difendiamo la libertà del popolo tedesco. Gli ebrei sono la causa e i beneficiari della nostra schiavitù. Hanno abusato della sofferenza sociale delle grandi masse per approfondire la già terribile divisione fra la destra e la sinistra del nostro popolo, per dividere la Germania in due parti, nascondendo in tal modo la vera ragione della sconfitta nella Grande Guerra e falsificando la natura della rivoluzione.
L'ebreo non ha alcun interesse a risolvere la questione tedesca. Non può avere un interesse di tal genere. Egli conta che rimanga irrisolta. Se il popolo tedesco costituisse una comunità unita e riacquistasse la propria libertà, non ci sarebbe più posto per l'ebreo. Egli è più forte se un popolo vive in uno stato di schiavitù interna e internazionale, ma non lo è più quando il popolo è libero, industrioso, consapevole e determinato. L'ebreo è causa dei nostri problemi e vive di questi. Questa è la ragione per cui ci opponiamo agli ebrei, sia come nazionalisti che come socialisti. Hanno rovinato la nostra razza, corrotto la nostra moralità, svuotato i nostri costumi e spezzato la nostra forza. Lo dobbiamo a loro se oggi siamo i paria del mondo.
Fino a quando eravamo tedeschi, loro erano solo dei lebbrosi. Nel momento in cui abbiamo scordato la nostra natura, essi hanno trionfato su di noi e sul nostro futuro. L'ebreo è il vero demone della decomposizione. Viene a galla dove trova sporcizia e putridume, e comincia il proprio lavoro di macellaio fra le Nazioni. Si nasconde dietro una maschera e si presenta alle proprie vittime come amico, e prima d'essere riconosciuto spezza loro il collo.
L'ebreo non è creativo. Non produce nulla, contratta soltanto. Contratta stracci, abiti, immagini, gioielli, grano, titoli, medicine, popoli e stati. E, in un modo o nell'altro, ha rubato qualsiasi cosa con cui fa affari. Quando attacca lo Stato è un rivoluzonario. Non appena ha preso il potere, predica pace e ordine così da poter divorare comodamente le proprie conquiste. Cosa ha a che fare l'antisemitismo col socialismo? Io porrei la domanda in questo modo: Cosa hanno a che spartire gli ebrei col socialismo? Il socialismo ha a che fare col lavoro. Quando mai si è visto lavorare uno di loro, invece di saccheggiare, rubare e vivere del sudore degli altri? Come socialisti siamo avversari degli ebrei perché vediamo in loro l'incarnazione del capitalismo, e dell'abuso dei beni della Nazione. Cosa ha a che fare l'antisemitismo col nazionalismo? Io porrei la domanda in questo modo: Cosa hanno a che spartire gli ebrei col nazionalismo? Il nazionalismo ha a che fare col sangue e con la razza. L'ebreo è il nemico e il distruttore della purezza del sangue, il distruttore consapevole della nostra razza. Come nazionalisti ci opponiamo agli ebrei perché in loro vediamo l'eterno nemico del nostro onore nazionale e della nostra libertà.
Ma l'ebreo, dopo tutto, è anche un essere umano. Certamente, nessuno di noi ne dubita. Dubitiamo solo che sia un essere umano decente. Non ha nulla a che vedere con noi. Lui vive secondo leggi diverse dalle nostre. Il fatto che sia un essere umano non è una ragione sufficiente per permettergli di sottometterci in modo disumano. Può darsi che sia un essere umano, ma che razza di essere umano! Se qualcuno schiaffeggia vostra madre, commentate forse: "Grazie! Dopo tutto è un essere umano!?" Quello non è un essere umano, è un mostro. E l'ebreo, che ha fatto molto di peggio alla madre di tutti noi, la Germania, e continua a farlo? Ci sono anche ebrei bianchi. E' vero, ci sono fra noi dei farabutti che, benché tedeschi, agiscono in modo immorale contro i propri camerati di sangue e di razza. Ma perché li chiamiamo ebrei bianchi? Usiamo questo termine per descrivere qualcosa di inferiore e spregevole.
Proprio per questo lo facciamo. Perché ci chiedete il motivo della nostra opposizione agli ebrei quando siete, senza saperlo, dei loro? L'antisemitismo non è cristiano. Ciò significa che è da cristiani consentire agli ebrei di continuare così: strapparci la pelle e deriderci. Essere cristiano significa amare il nostro simile come noi stessi! Il mio simile è il mio camerata di razza. Se lo amo, devo odiare i suoi nemici. Chi si sente tedesco deve disprezzare gli ebrei. La prima condizione esige la seconda.
Cristo stesso si rese conto che l'amore non sempre era efficace. Infatti quando trovò i mercanti nel tempio, non disse: "Ragazzi, amatevi l'un l'altro!". Afferrò la frusta e li cacciò via. Ci opponiamo agli ebrei perché sosteniamo il popolo tedesco. L'ebreo è la nostra sventura più grande. Non è vero che mangiamo gli ebrei a colazione. E' vero che, lentamente ma sicuramente, essi ci stanno derubando di tutto quello che abbiamo. Le cose sarebbero diverse se ci comportassimo da tedeschi.


Richieste rivoluzionarie.

Noi non entriamo in parlamento per usare i metodi parlamentari. Sappiamo che il destino dei popoli è determinato dalle personalità, mai dalle maggioranze parlamentari. L'essenza della democrazia parlamentare è il principio di maggioranza, che distrugge la responsabilità personale e esalta la massa. Poche decine di mascalzoni e di rottami muovono le fila dietro le quinte. L'aristocrazia dipende dal risultato, che è la legge del più capace, e la subordinazione del meno abile alla volontà del capo. Ogni forma di governo - non importa se esteriormente appaia democratico o aristocratico-si appoggia sulla costrizione.
L'unica differenza è se questa è una benedizione o una maledizione per la comunità. Ciò che vogliamo è nuovo, decisivo, radicale e rivoluzionario del senso più profondo della parola. Ciò non ha nulla a che vedere con le sommosse e le barricate. Anche se cose del genere possono talvolta accadere. Le rivoluzioni sono atti spirituali. Fanno la prima apparizione nel popolo, poi in politica e quindi nell'economia. Un popolo nuovo crea strutture nuove. La trasformazione che vogliamo è innanzi tutto spirituale; ciò cambierà necessariamente le cose. Quest'atto rivoluzionario inizia a manifestarsi in noi.
Il risultato è un nuovo tipo umano, evidente per chi è perspicace: il nazionalsocialista. Coerente col suo atteggiamento spirituale, il nazionalsocialista in politica fa delle richieste intransigenti. Per lui non ci sono né se né ma, soltanto o questo o quello. Egli pretende: La restituzione dell'onore Tedesco. Senza onore, non si ha diritto di vivere. Una Nazione che ha impegnato il proprio onore, ha dato in pegno il proprio pane. L'onore è il fondamento di ogni comunità popolare. La perdita del nostro onore è la vera ragione della perdita della nostra libertà. Al posto dell'attuale colonia di schiavi, vogliamo sia restaurato uno Stato nazionale tedesco. Per noi, lo Stato non è un fine a se, ma piuttosto un mezzo per raggiungere un fine. Il fine ultimo è la razza, che riassume tutte le forze viventi e creative del popolo.
La struttura statale che oggi prende il nome di repubblica tedesca non è la via per mantenere la nostra eredità razziale. E' divenuta qualcosa di fine a se stesso che non ha più un legame reale col popolo e coi suoi bisogni. Noi vogliamo abolire questa colonia di schiavi e sostituirla con un libero stato popolare. Vogliamo pane e lavoro per ogni tedesco che produce e per ogni camerata di sangue. Il salario deve essere commisurato al risultato. Ciò significa paghe maggiori per i lavoratori tedeschi!
E fermerà gli scontri privi di senso in cui oggi siamo impegnati. Prima di tutto case e lavoro per il popolo, poi pagare le riparazioni! Non c'è democratico o repubblicano che abbia il diritto di lagnarsi di questa richiesta, perché fu proclamata come una bandiera, per la prima volta, dalla Germania di Novembre! Vogliamo soltanto che quello slogan divenga realtà. Prima provvedere a ciò che è essenziale! Prima di tutto dobbiamo far fronte ai bisogni del popolo, poi potremo produrre il superfluo. Dare lavoro a chi ha volontà di lavorare! Dare la terra ai contadini! La politica estera tedesca, che oggi vende ciò che abbiamo a tariffe sottocosto deve essere completamente ribaltata e deve fissarsi in modo radicale sulla necessità tedesca dello spazio vitale, traendone le necessarie conclusioni politiche.
Vogliamo pace fra chi produce! Ognuno deve compiere il proprio dovere per il benessere dell'intera comunità. Lo Stato ha quindi la responsabilità di proteggere l'individuo, garantendogli il frutto del proprio lavoro. La comunità del popolo non deve essere un semplice modo di dire, ma una realizzazione rivoluzionaria che scaturisce dalla soddisfazione dei bisogni vitali primari della classe dei lavoratori. Una battaglia spietata contro la corruzione! Una guerra contro lo sfruttamento; vogliamo la libertà per i lavoratori! L'eliminazione di tutte le pressioni economico-capitalistiche sulla politica nazionale.
Una soluzione del problema ebraico! Richiediamo l'eliminazione sistematica da ogni settore degli elementi di razza straniera. Dovrà esserci un cordone sanitario fra tedeschi e non tedeschi realizzato esclusivamente su basi razziali, e non sulla nazionalità o addirittura sul credo religioso. Basta col parlamentarismo democratico! Creare un parlamento basato sui mestieri e sulle professioni che determinano la produzione.
La leggi nazionali saranno decise da un organismo politico che conquisterà il proprio ruolo secondo le leggi della forza e della selezione. Vogliamo il ripristino della lealtà e della fiducia nella vita economica. Il rovesciamento totale dell'ingiustizia che ha sottratto a milioni di tedeschi ciò che possedevano. Rivendichiamo il diritto della personalità prima di quello della massa. I tedeschi avranno sempre la precedenza su stranieri ed ebrei. Vogliamo una battaglia contro il veleno distruttivo della cultura internazionale ebraica! Il rafforzamento delle forze tedesche e dei costumi tedeschi. L'eliminazione dei corrotti principi semitici e della decadenza razziale. Chiediamo la pena di morte per i crimini contro la comunità popolare! La forca per i profittatori e gli usurai! Un programma inflessibile realizzato da uomini che lo adempiano ardentemente. Basta con gli slogan, vogliamo delle energie viventi. Questo è ciò che vogliamo!


 

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Protagonisti






Nato ad Halberstadt nel 1900, fù esponente del Partito nazista tedesco e uno dei più stretti collaboratori di Adolf Hitler. Entrò a far parte del partito nel 1927,e l'anno seguente ottenne il comando delle Sturmabteilungen o SA, la milizia armata del partito. Nel 1933 divenne segretario di Rudolf Hess, cancelliere del partito.Gli subentrò nella carica nel 1941,quando Hess venne fatto prigioniero in Scozia. Dopo la caduta di Berlino,e durante le fasi conclusive della seconda guerra mondiale, Bormann scomparve facendo perdere le proprie tracce; nel 1946, il tribunale militare di Norimberga lo processò in contumacia per crimini di guerra e lo condannò alla pena di morte. Le voci che circolavano negli anni Sessanta,ritenevano che Bormann fosse ancora in vita e che si nascondesse in Sud America,ma furono parzialmente smentite nel 1972, quando uno scheletro rinvenuto a Berlino Ovest fu identificato da un dentista il quale lo aveva avuto in cura e riconobbe una protesi da lui costruita. Nel 1973 Bormann fu ufficialmente dichiarato morto dalle autorità della Germania Occidentale.



Nato a Reval, oggi Tallinn,nel 1893,fù tra i principali esponenti del Partito nazionalsocialista. Nel 1919 incontrò Adolf Hitler ed Ernst Röhm e aderì al movimento nazionalsocialista appena formatosi. Nel 1921 divenne uno dei redattori responsabili dell'organo ufficiale del partito, il giornale "Völkischer Beobachter"(come teorico del movimento hitleriano, pubblicò opuscoli antisemiti e anticomunisti). La sua opera principale, Il mito del XX secolo (1930), fu un tentativo di dimostrare la superiorità della razza tedesca. Nel 1933, quando i nazisti ascesero al potere in Germania, Rosenberg venne incaricato di coordinare la politica estera del partito. Nel marzo 1941, durante la guerra, fu nominato ministro dei Territori orientali occupati. Condannato dal tribunale di Norimberga durante i processi per crimini di guerra, nel 1945, venne giustiziato nel 1946.






Nato a Tingleff, Schleswig,nel 1877, finanziere tedesco iniziò la propria attività nel 1903 nella Dresdner Bank di cui divenne amministratore dal 1908 al 1915. Presidente della Reichsbank dal 1924 al 1929 (fu rieletto nel 1933), partecipò all'elaborazione del piano Daves e di quello Young. Ministro dell'economia (1934-1937), riassestò la bilancia commerciale bloccando in Germania i capitali stranieri e riportò l'equilibrio tra le importazioni e le esportazioni sviluppando il settore industriale. In contrasto col regime nazista, nel corso della seconda guerra mondiale fu internato (1944) in un campo di concentramento. Liberato alla fine della guerra, fu processato e poi assolto dal tribunale alleato di Norimberga (1946). Morì a Monaco nel 1970.




Albert Speer



Architetto e uomo politico tedesco,nato a Mannheim nel 1905,aderì al Partito Nazista nel gennaio 1931. In pochi anni la sua efficienza e il suo talento ne fecero uno dei favoriti di Hitler. Nel 1933 venne nominato architetto personale del Fhurer Il quale gli commissionò la costruzione di molti edifici,tra i quali il progetto dello stadio di Norimberga, sede del congresso del partito nel 1934, e la nuova cancelleria del Reich a Berlino (in seguito distrutta). Durante la seconda guerra mondiale, Speer divenne ministro per gli Armamenti e la produzione bellica(1942), e con il lavoro forzato dei soldati e dei prigionieri di guerra realizzò strade e roccaforti difensive. A partire dal 1944, resosi conto che la Germania avrebbe perso la guerra, cercò invano di persuadere Hitler ad accettare la resa; in seguito egli stesso dichiarò di aver pensato di assassinarlo. Al termine del conflitto venne processato per crimini di guerra dal tribunale di Norimberga, e fu condannato a vent'anni di reclusione, che scontò nel carcere di Spandau. Uscito dal carcere (1966) pubblicò le sue memorie, considerate un'importante testimonianza dell'epoca nazista. Morì a Londra nel 1981.

Uomo politico e giornalista tedesco,nasce a Fleinhausen, Baviera nel 1885. Fu uno dei membri fondatori del Partito nazionalsocialista e partecipò al fallito tentativo insurrezionale detto Putsch di Monaco, organizzato da Adolf Hitler nel 1923. Dal 1923 al 1945 fu direttore del giornale nazista "Der Stürmer", noto per i suoi violenti attacchi antisemiti; fu anche Gauleiter (governatore) del distretto amministrativo - in tedesco Gau - della Franconia. Fu processato come criminale di guerra a Norimberga e, riconosciuto colpevole,nel 1946 venne condannato a morte e giustiziato.






Rudolf Hess,il "Delfino"di Hitler, nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1894. Nel 1920 entra a far parte del partito Nazionasocialista da poco costituito. Nel 1923 prende parte insieme ad Hitler,al Putsch di Monaco, riesce a farla franca,ma preferisce tenere compagnia ad Hitler in carcere. Una volta usciti,nasce così una stretta collaborazione dei due. Nel 1933 riveste un ruolo di rilievo nel partito,e nel 1939 diventa successore ufficiale di Hitler dopo Göring. Rudolf Hess,credente dell'Isoterismo,nel 1941 pilotando un aereo si dirige in Scozia, probabilmente per contattare gruppi di riti iniziatici inglesi,a loro volta in contatto con altre gruppi in Germania.Ma viene catturato e incarcerato. Rudolf Hess si rivede soltanto nel 1946 a Norimberga,isieme ad altri gerarchi Nazisti, dove viene processato e condannato all'ergastolo. Muore in carcere a Berlino in circostanze misteriose(suicidio o assasinio)nel 1987.


Himmler nacque a Monaco il 7 ottobre 1900 da una solida famiglia borghese che vantava amicizia alla corte di Baviera. Nell'ottobre del 1919 entrò all'università, si iscrisse al corso di agraria e si diplomò nel 1922. Nell'agosto del 1922 lavorò in qualità di assistente in una ditta di fertilizzanti e Rohm lo nominò portabandiera del reparto di uno dei tanti raggruppamenti paramilitari di Baviera. Nel 1923 partecipò con Rohm al Putsch di Monaco tentato da Hitler nel 1923 e con l'ingloriosa fine perse il lavoro ma rafforzò i legami con Rohm e i fratelli Strasser. Nel 1924 Himmler si iscrisse alle SS e poco tempo dopo venne nominato vice comandante e presenziò al raduno del partito a Weimar. Il 6 gennaio 1928 Hitler nominò Himmler Reichsfuhrer-SS e nella notte dei lunghi coltelli (30 giugno 1934) eliminò i capi di stato maggiore delle SA fra cui Rohm. Da lì cominciò la sua lunga marcia verso il ruolo più temuto nel Reich come secondo uomo di Hitler. Il 20 luglio del 1944 rimase feele a Hitler. Il 4 maggio 1945 Himmler discutè con Montgomery la resa con gli alleati, ma pochi giorni dopo Doenitz lo congeda consegnandogli una lettera di ringraziamento per i servizi resi al Reich. Il 21 maggio parte per la Baviera mascherato con una divisa mezza militare e mezza civile e falsificò la carta d'identità con il nome Heinrich Hitzinger. Il 23 maggio venne bloccato dagli inglesi e mandato al campo interrogatori 031 dove, riconosciuto dal capitano Silvester, venne incarcerato. Poche ore dopo si avvelenò con una fiala di cianuro di potassio nascosta fra i denti e morì.

 


 



Joachin von Ribbentrop, nasce a Wesel sul Reno il 30 Aprile 1893, discendente di una famiglia che vantava molti militari, lo spinsero ad intraprendere una carriera militare. Nel 1914 quando scoppia la prima guerra mondiale, Ribbentrop si arruola nel 12° Reggimento, dove ottiene un croce di ferro di seconda classe e una di prima; poco dopo un anno di guerra, il giovane viene richiamato per essere adibito al lavoro diplomatico. La sua vera grande esperienza diplomatica la vive a Versailles come componente della commissione tedesca incaricata di trattare le clausule del trattato di pace. Il suo incontro con Hitler risale all'autunno del 1929. Nel 1935 prepara il negoziato per il trattato con il Belgio ed afferma che la neutralità belga non sarà mai infranta dalla Germania. Quando le truppe tedesche invadono la Renania nel 1936, Ribbentrop, viene nominato delegato alla conferenza di Londra e nella capitale rimane come ambasciatore e poco tempo dopo ritornando a Berlino, Hitler lo nomina ministro degli esteri del terzo reich. Nel 1938 firma a Parigi il trattato di Monaco con la Francia e Inghilterra che violerà un anno dopo. Nell' Agosto del 1939, Ribbentrop arriva segretamente a Mosca e firma con Molotov il patto di non aggressione con l'U.R.S.S. Il 14 Giugno 1945 cade nelle mani di un tenente della Seconda Armata britannica; subirà così il processo Norimberga e riconosciuto colpevole verrà condannato a morte per cospirazione contro la pace, atti di aggressione, crimini di guerra, crimini contro l'umanità e violazione delle convenzioni di Ginevra. La sentenza viene eseguita il 16 Ottobre 1946.





Nato a Rheydt in Renania nel 1897, a quattro anni si ammala di poliomielite. Goebbels si avvicina nel 1924 al partito nazionalsocialista per caso, quando un suo amico lo invita ad ascoltare un discorso di propaganda tra nazisti e socialisti e viene invitato, a intervenire al dibattito. I socialisti lo accusano di essere uno sfruttatore capitalista ma, Joseph con un abile mossa propagandista, invita un uomo della folla a salire sul palco e a mostrare al pubblico quanti soldi avesse nel portafoglio. Joseph svuota anch'egli il portafoglio che conteneva solo pochi spiccioli, il pubblico applaude ormai conquistato. Nel 1924 inizia quindi la sua attività politica divenendo Gauleiter della Renania e s'iscrive al partito nazionalsocialista e Hitler lo incarica di riorganizzare il partito, irreggimentare le S.A., e di conquistare propagandisticamente le piazze più difficili della Germania. Nel 1945 Hitler lo nominò difensore di Berlino e per la sua prima volta nella vita Goebbels ebbe la divisa da ufficiale. Hitler alla vigilia della morte lo nominò Cancelliere del Reich e il primo e ultimo atto ufficiale di Goebbels quale capo del governo fu un telegramma a Doenitz che era a Flensburg. Alle 18,15 del primo maggio mise a letto i suoi figli addormentandoli con il sonnifero poi li fece avvelenare da un ufficiale medico. Dieci minuti più tardi Joseph con la moglie Magda salirono abbracciati nel giardino della Cancelleria e si uccisero con il cianuro e la rivoltella: Goebbels aveva 48 anni, Magda 44.




Nato a Solingen nel 1906,trasfertosi da giovane con la famiglia in Austria,Adolf Eichmann entrò a far parte del partito nazionalsocialista, dove,nel 1938,divenne ufficiale delle SS dopo l'Anschluss. Capo dell'ufficio per l'emigrazione ebraica di Vienna,nel 1941 venne nominato direttore del dipartimento Eichmann, costituito dall'unione dell'ufficio di ripartizione ebraica della Gestapo con il centro dell'emigrazione ebraica di Berlino,e incaricato dall'organizzazione dello sterminio degli Ebrei in tutti i paesi occupati dai nazisti e in quelli di futura occupazione. Terminata la guerra,si rifugiò prima in Siria,nel 1948, e in seguito,nel 1950,in Argentina , dove visse sotto falso nome fino a quando ne 1960, alcuni agenti israeliani lo scoprirono.Rapito,fù trasportato a Tel Aviv, dove venne processato,e condannato a morte per impiccagione nel 1962.




Nato ad Halle nel 1904,Reinard Heydrich,ufficiale tedesco detto "il Boia", fù tenente della Marina fino al 1931. Aderì quello stesso anno al Partito nazista,e nel 1933,quando Hitler divenne cancelliere,fù nominato capo della polizia a Monaco e incaricato del controllo del campo di concentramento di Dachau. Dal 1934 fu responsabile delle SS di Berlino, e poco tempo dopo fu nominato comandante in seconda, sotto Himmler, dell'intera organizzazione. Nel 1941 divenne viceprotettore del Reich in Boemia e in Moravia, guadagnandosi il soprannome di "Boia" per la spietatezza con cui governò quelle regioni. Il 27 maggio 1942 i partigiani cechi tirarono una bomba sulla sua vettura: Heydrich rimase ferito e morì qualche giorno dopo. Per vendicarsi, i tedeschi rasero al suolo il villaggio di Lidice, vicino a Praga, e ne massacrarono gli abitanti.




(Lidice)





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La Stampa



Volkischer Beobachter



 

Le date:


8/1919

il Münchner Beobachter rinominato Volkischer Beobachter

17/12/1920
il partito acquista il Völkischer Beobachter giornale bisettimanale

8/2/1923

trasformazione in quotidiano


9/11/1923
cessazione delle pubblicazioni

26/2/1925
ripresa dell pubblicazioni

 

30/4/1945
ultimo numero del giornale

 

 

Il Volkischer Beobachter che Hitler aveva acquistato nel 1920, serviva anche a comunicare ai membri del Partito le date e i luoghi delle riunioni e altre notizie importanti, ma anche a estendere l'influenza del Nazismo ben al di là dei circoli nei quali si era formato.
La diffusione del giornale crebbe di pari passo al successo del Movimento Nazista, raggiungendo le 120,000 copie nel 1931 e il milione e settecentomila all'inizio del 1944.
Curato dallo scrittore antisemita e ideologo nazista Alfred Rosenberg, il Volkischer Beobachter era specializzato nella creazione di brevi e iperbolici slogan sui temi preferiti dai Nazisti: l'umiliazione subita con il Trattato di Versailles, la debolezza del parlamentarismo di Weimer, e la malvagità del mondo ebraico e del bolscevismo, che venivano messi in contrasto con gli ideali patriottici del Nazismo.




Direttori

Hansjörg Maurer

25/12/1920

Hugo Machhaus

25/12/192025/5/1921
Hermann Esser

15/5/1921

12/8/1921 

Dietrich Eckart

12/8/1921

3/1923

Alfred Rosenberg

3/1923

1938


Wilhelm Weiss

1938

1945


 



Der Angriff


 

giornale fondato il 4 luglio 1927 a Berlino da Joseph Goebbels (dal 1926 gau del partito nella capitale) come giornale del partito nazionalsocialista.

Dal 1 novembre 1930 divenne un quotidiano.

Cessò le pubblicazioni il 24 aprile 1945.



Direttori 1927/1945

Joseph Goebbels

1927

1933

Julius Lippert

1933

.

Karoly Kampmann

1933

1935

Hans Schwarz van Berk

1935

1945



 

Der Stürmer



Giornale fondato da Julius Streicher il 20/4/1923 per supportare il partito nazista utilizzando un violento stile scandalistico basato su menzogne, oscenità e volgari caricature, spesso a sfondo pornografico, che mettevano in guardia la popolazione tedesca dal pericolo della perversione giudaica.

Cessò le pubblicazioni il 22 febbraio 1945.

 




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Il Cinema


La consapevolezza di poter usare il mezzo cinematografico per fini propagandistici fu la geniale intuizione di Goebbels.
Quando questi era alla guida della sezione propaganda del partito (1928), iniziò a far circolare un cortometraggio intitolato Lotta per Berlino come film pubblicitario del movimento intuendo, appunto, l'importanza della produzione cinematografica ai fini propagandistici.
Il suo successo portò Goebbels a progettare la nascita di una sezione cinematografica del partito nazionalsocialista: tutto ciò avveniva il I novembre 1930.
Il 13 marzo 1933 Joseph Goebbels è nominato ministro per l'istruzione popolare e la Propaganda.
Nel giro di pochissimi mesi egli costruisce pietra su pietra il suo impero in tutto il mondo della cultura, dalla stampa, alla radio, al cinema, etc.
Secondo Goebbels il cinema non doveva rimanere schiavo dell'obbiettivo di divertire le masse, ma piuttosto di educarle, migliorandone il gusto.
Il primo passo che avrebbe portato l'industria cinematografica tedesca ad essere lo strumento più importante di tutta la propaganda nazista fu fatto il 1° luglio 1933, giorno dell'entrata in vigore della cosiddetta Arierparagraph, la clausola ariana che bandiva gli ebrei da ogni parte dell'industria cinematografica.
Nessuna produzione fu permessa a compagnie straniere in Germania che non avessero sul loro libro paga operatori di nascita tedesca.
Il 12 luglio arrivarono restrizioni ancora più gravi; i lavoratori che avevano intenzione di occuparsi, a qualsiasi livello, nell'industria cinematografica avrebbero dovuto portare prove tali da confermare la loro arianità da almeno due generazioni.
Il secondo passo, il più importante, è l'istituzione il 22 settembre dello stesso anno della Reichskulturkammer (la Camera della cultura del Reich) che aveva il compito di controllare ogni attività produttiva nel campo dell'arte e della cultura; era suddivisa in sette sezioni fra le quali vi era la Camera del cinema.
Ovviamente la scalata all'industria cinematografica da parte del partito nazista non poteva trascurare le grandi compagnie di produzione, la prima delle quali era l'UFA.
Fondata nel 1918, aveva quale maggiore azionista Alfred Hugemberg, magnate della carta stampa, molto vicino a Hitler (ricordiamo che fu per breve tempo ministro dell'economia del nuovo regime).
Nel 1945 l'UFA aveva ormai inglobato tutte le case di produzioni minori e conquistato il monopolio assoluto di tutte le branche dell'industria del cinema.
Nel 1934 viene creato il Reichfilmdramaturg, un ufficio a cui spettava "l'incombenza di consigliare l'industria cinematografica su tutte le questioni importanti della produzione, di esaminare tutti i soggetti e le sceneggiature" che obbligatoriamente bisognava sottoporre all'ufficio.
Goebbels era in grado, ora, di incidere direttamente e, quasi di persona, sugli indirizzi culturali e di avere un controllo preventivo sui contenuti e sugli schemi narrativi dei film in corso di progettazione.
Non si possono non ricordare Triumph des Willens (Il trionfo della volontà) e Olympia di Leni Rienfesthal.
Artista di grandissimo talento, pur essendo ancora molto giovane, era già famosa quando Hitler la scelse per un documentario sul congresso del partito del 1934 (la Rienfesthal aveva già girato per il partito un cortometraggio intitolato La vittoria della fede, scomparso dopo la guerra).
Da un punto di vista tecnico le riprese della regista tedesca sono realizzate con grande maestria, usando decine di telecamere e inquadrature ardite.

(fonte Storiain)


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La Radio

 

 

 

VE301 DEL 1933




DKE 38 del 1938




 





Dopo il 1933, la radio tedesca cominciò a portare i discorsi di Hitler direttamente nelle case, nelle fabbriche e, grazie all'uso di altoparlanti, persino nelle strade.
I funzionari del Ministero della Propaganda guidato da Goebbels compresero subito il grande potenziale che l'uso della radio possedeva per i loro fini propagandistici.

Così, il Ministero finanziò fortemente la produzione di "Apparecchi Radio per il Popolo" (Volksempfonger) poco costosi e quindi più facilmente acquistabili. All'inizio del 1935 circa un milione e mezzo di queste radio era già stato venduto, dando alla Germania uno dei pubblici radiofonici più vasti al mondo.

In quello stesso anno, essa diventò anche la prima nazione a introdurre un servizio televisivo regolare.


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Televisione

 

 

 

 

 

 

 

 




Loewe 1935



 

 


Telefunken 1937

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





































































































































































































































































































































































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