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Personaggi Malvagi della Storia 

 

Idi Amin Dada
Attila
Bruto e Crasso
Caino

Caligola
Dionisio di Siracusa
Erode il Grande
Roland Freisler
Adolf Hitler

Ivan il Terribile

Benito Mussolini
Lenin

Nerone

Pol Pot

Rasputin
Maximilien Robespierre

Saddam Hussein
Stalin
Torquemada

Vlad Tepes

 

 

 

Idi Amin fu un ufficiale dell'esercito e presidente dell'Uganda.
Prese il potere con un golpe militare nel gennaio del 1971, deponendo Milton Obote.
Il suo governo fu caratterizzato da violazioni dei diritti umani, repressione politica, persecuzione etnica, esecuzioni extragiudiziali e l'espulsione degli asiatici indiani dall'Uganda.
Il numero delle persone uccise a causa del suo regime è sconosciuto: stime vanno da 80.000 a 500.000.
Il 4 agosto 1972 Amin emise un decreto che disponeva l'espulsione dei 60.000 asiatici che non erano cittadini ugandesi (la maggior parte di loro tenevano passaporti britannici).
Amin fu infine rovesciato ma fino alla sua morte dichiarò che l'Uganda aveva bisogno di lui e non espresse mai rimorso per gli abusi del suo regime.

 

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Attila fu Khan dell'Impero degli Unni dal 434 fino alla sua morte nel 453.

L'Impero era esteso dalla Germania al fiume Ural e dal Danubio al Mar baltico.

In gran parte dell'Europa occidentale è ricordato per la sua crudeltà e rapacità.

Dopo l'invasione dell'Impero Romano d'Oriente fu incoraggiato ad invadere l'Occidente.

Passò senza ostacoli attraverso l'Austria e la Germania, attraverso il Reno in Gallia, saccheggiando e devastando tutto sul suo cammino con una ferocia senza pari nella storia delle invasioni barbariche.

Attila annegato nel proprio sangue la sua prima notte di nozze.

 

 

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Bruto e Cassio
Marco Giunio Bruto (85ac-41ac) era figlio di Marco Giunio Bruto, tribuno della plebe nell'83 a.C e di Servilia, sorellastra di Catone Uticense. Bruto studiò in Grecia. Venne considerato un filosofo di tendenze stoiche. Nel 53 fu questore di Appio Claudio in Cilicia. Bruto prestava denaro ad usura, anche del 48 per cento quando il tasso normale era del 12, e non mancava di utilizzare i soldati romani per riavere indietro i denari prestati. Nella guerra civile tra Cesare e Pompeo fu sostenitore di Pompeo, nonostante questi nel 77 avesse fatto uccidere suo padre, nonostante si fosse arreso a Modena.

Dopo Farsalo (48 a.C.) venne perdonato da Cesare ed entrò a far parte del suo stato maggiore, abbandonando Pompeo in fuga verso l'Egitto. Nel 46 divorziò dalla moglie Claudia, figlia di Appio Claudo, e sposò Porcia, figlia di Catone Uticense, che era stato acerrimo nemico di Cesare. Porcia fu l'unica donna a conoscenza della congiura. Nel 46 ebbe il governo della Gallia Cisalpina. Nel 44 fu nominato praetor urbanus da Cesare. Cassio fu l'istigatore nella congiura contro Cesare. La sua motivazione per l'avvio di una tale trama è una combinazione di ideologia politica e invidia personale.

Alle Idi di marzo, mentre aspettava Cesare nella Curia, gli giunse la notizia che sua moglie Porcia stava morendo. Bruto mantenne la calma e decise di non andare a casa. In realtà Porcia era solo svenuta a causa di un attacco di ansia non avendo notizie del marito, ma questo Bruto non lo poteva sapere. Dopo la morte di Cesare fu, insieme a Cassio, il capo della guerra contro Ottaviano e Antonio. Nel 42 morì suicida a Filippi.

Caio Cassio Longino (85 - 42 a.C.) fu questore di Crasso nella spedizione contro i Parti nel 53 a.C. Dopo la sconfitta ebbe l'incarico di difendere la Siria. Fu cognato di Bruto, avendo sposato la di lui sorella Iunia Tertia. Nel 49 fu tribuno della plebe. Fu dalla parte di Pompeo durante la guerra civile che oppose questi a Cesare. Venne perdonato da Cesare dopo Farsalo (48 a.C.). Divenne praetor peregrinus. Cesare gli aveva promesso il consolato entro tre anni. Nel 42 morì suicida a Filippi, dove comandava l'ala sinistra dello schieramento dei congiurati. Cassio stava per essere sconfitto e non sapeva che all'ala destra Bruto stava vincendo.


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Caino fu il primo omicida, il criminale, il sovvertitore dell'ordine, l'irrompere della violenza, la barbarie. La Bibbia dice che Caino (Gen.4,17) è il fondatore della città, cioè della civiltà, l'instauratore dell'ordine e della legge. Dopo l'assassinio del fratello Abele, il Signore gli mostra quanto è orrendo il suo atto e visto il terrore di Caino (“Chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere”), proclama:“Chiunque ucciderà caino subirà la vendetta sette volte!”. Poi “impose a Caino un segno, perchè non lo colpisse chiunque lo avesse incontrato”. Una pagina profonda e misteriosa. Da cui prendiamo questi elementi: il divieto da parte di Dio di uccidere Caino e il fatto che proprio lui, l'assassino, diventa il fondatore della civiltà, cioè di una città (Enoch, dal nome del figlio) che sorge dal deserto.



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Caligola succedette a Tiberio di cui era pronipote a venticinque anni e protendeva infatti verso la repubblica, e iniziò ben presto una efficace collaborazione con i Pater Conscriptis della città. Tutti lo giudicavano con favore, come persona e come Imperatore. Caligola promosse amnistie, diminuì le tasse, organizzò giochi e feste, rese di nuovo legali i comizi. Questo periodo felice non durò in eterno. Dopo soli sette mesi da Imperatore Caligola venne colto da una improvvisa e strana malattia. Ne uscì sconvolto nel fisico ma soprattutto nella mente. Divenne rapidamente cinico, megalomane, sanguinario e assolutamente folle. Condannava a morte per i motivi più futili, e spesso condannava due volte la stessa persona, non ricordando di averla già fatta uccidere. I senatori, visto il pericolo che era diventato, tentarono di farlo assassinare, ma inutilmente. Quando poi morì la sorella di Caligola, Drusilla, con la quale pare avesse avuto rapporti incestuosi, la salute mentale dell'imperatore ne risentì ancora di più. Divenne rapidamente un autentico despota, facendosi chiamare Imperator, oltre che padre della patria. Davanti a lui tutti dovevano genuflettersi, e aveva stabilito che il 18 marzo di ogni anno doveva diventare festa in suo onore. Si faceva chiamare come gli dei: Giove, Nettuno, Mercurio, e Venere. Spesso infatti si vestiva con abiti femminili, e portava braccialetti e gioielli vistosi. In confronto ai suoi i crimini attribuiti a Tiberio impallidivano.
Il suo regno durò solo quattro anni. Fu infatti ucciso il 24 gennaio del 41, quando stava lasciando una arena durante i Ludi Palatini. Lo pugnalarono trenta volte. Assieme a lui vennero giustiziati tutti i parenti prossimi. Neppure la sua giovane bambina Giulia Drusilla venne risparmiata: fu scaraventata contro un muro. Come suo padre, anche Caligola verrà ricordato come un tiranno.

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Dionisio di Siracusa fu considerato dagli antichi come un tipo della peggior specie di despota crudele, sospettoso e vendicativo. Like Peisistratus, he was fond of having distinguished literary men about him, such as the historian Philistus, the poet Philoxenus, and the philosopher Plato , but treated them in a most arbitrary manner. Dionisio, tiranno di Siracusa, fu un uomo di grande empietà. E infatti era così desideroso di ricchezze, che derubava anche i tempi degli dei. Una volta, dopo aver saccheggiato il santuario di Proserpina, ritornò a Siracusa. Una volta vide il simulacro di Giove, ricoperto con un mantello dorato. Dopo aver subito portato via quel mantello di grande peso, aggiunse queste oltraggiose parole:”Questo rivestimento è insopportabile in estate, inutile d’inverno”. Allora, gettando sopra a quel simulacro un mantello di lana, disse ridendo che quello era adatto ad ogni periodo dell’anno.


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Erode il Grande

(73 a.C. - ibid., 4 a.C.) fu re di Giuda sotto il protettorato romano dal 37 a.C. alla morte. Governò tutta la Giudea dopo la morte del padre, prima per incarico di Marco Antonio e poi di Ottaviano Augusto dalla parte del quale era prontamente passato dopo la sconfitta di Antonio ad Azio. Di carattere estremamente diffidente e sospettoso, dotato di notevole spietatezza e crudeltà fu spesso angosciato da timori di complotti e cospirazioni e fece uccidere la moglie ed alcuni dei suoi figli temendo che complottassero per spodestarlo. Dotato di spiccato senso ambizioso fece costruire le città di Cesarea marittima, di Sebaste e le possenti fortezze di Masada, Macheronte e l'Herodion, oltre all'ingrandimento ed all'abbellimento della stessa città di Gerusalemme. In questo ultimo aspetto rientra il rifacimento e l'ampliamento del Tempio di Gerusalemme, che viene perciò chiamato Tempio di Erode. Nella tradizione cristiana è noto soprattutto per essere il malvagio re che ordinò la strage degli innocenti, nel tentativo di uccidere Gesù bambino.

 

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Roland Freisler
(30 Ottobre 1893 - 3 Febbraio 1945)
Giudice nazista, polemista nato, giovane intelligente. Studiò legge all'Università di Kiel. Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale Freisler fu inviato al fronte russo dove fu fatto prigioniero di guerra dai russi da ottobre 1915 al 1920 ma imparando in prigionia la lingua russa che gli sarà successivamente utile durante la sua carriera. Era un prigioniero modello e fu presto promosso a commissario del campo. Successivamente ottenne la Croce di Ferro per il suo servizio. Dopo il suo congedo dall'esercito, Freisler completò la formazione giuridica e si guadagnò un dottorato in legge. Simpatizzante si iscrisse anche al Partito comunista tedesco. Si trasferì a Berlino nel 1923 per esercitare la sua professione di avvocato. In politica gradualmente si spostò a destra e nel luglio 1925 entrò a far parte del partito nazionalsocialista tedesco dei Lavoratori (NSDAP). Membro della Dieta prussiana. A giugno 1933, segretario di Stato (Staatssekretär) presso il Ministero della Giustizia prussiano, membro del Consiglio di Stato prussiano, e nell'ottobre del 1933 segretario di stato del Ministero della Giustizia di Prussia. Quando Adolf Hitler salì al potere ritenendo l'allora sistema giudiziario troppo clemente istituì la "Corte Nazionalsocialista del Popolo / Volksgerichtshof (VGH). Il VGH riguardava unicamente i casi di tradimento contro Hitler e il nazismo. Roland Freisler, ammiratore di Hitler, divenne presidente del VGH nel 1942 fino alla sua morte nel 1945. Sotto Freisler, il VGH condannò migliaia di azioni politiche, di parola e pensiero considerati come tradimento perchè contro lo stato totalitario e ogni difesa era inutile. I verdetti di colpevolezza erano una conclusione scontata e le condanne a morte inevitabili. Freisler si scagliava con violenza sugli imputati con esplosioni verbali in aula leggendarie. Nel luglio 1942 Freisler con Reinhard Heydrich, Heinrich Muller e Adolf Eichmann partecipò alla Conferenza di Wannsee dove si decise l'olocausto. Freisler a Monaco presiedette il processo di Hans e Sophie Scholl e del loro amico Christoph Probst il 22 febbraio 1943 privando gli imputati di ogni difesa e condannandoli a morte per ghigliottina. Freisler fu poi il protagonista del processo agli attentatori del colpo di stato del 20 luglio 1944. Freisler umiliò i cospiratori urlando contro di loro.Morirà durerà durante un bombardamento aereo su Berlino il 3 febbraio 1945.

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Adolf Hitler nasce a Braunau (Austria 1889), figlio di un doganiere frequentò un istituto tecnico a Linz fino alla morte del padre.

Nel 1914 si arruolò volontario in un reparto bavarese partecipando alla grande guerra dove rimase ferito.

Hitler come molti altri tedeschi diede la colpa della disfatta militare ai marxisti e agli ebrei.

Forse fu questo che lo fece entrare in politica, per cercare di uscire dalle imposizioni di Versailles e vendicarsi dei "nemici interni" alla Germania.

Nel '24 con il generale Ludendorff organizzò il Putch di Monaco contro il governo locale ma il deciso intervento delle autorità politiche fece fallire il colpo di stato.
Hitler fu condannato a 5 anni di carcere ma dopo pochi mesi fu scarcerato.

Nei mesi di prigionia scrisse buona parte del Mein Kampf (La mia battaglia) dove esprimeva le sue idee antisemite, razziste sulla superiorità della razza ariana.

Nel 1932 vinse tutte le tornate elettorali ma senza ottenere la maggioranza assoluta.

Il 30 gennaio 1933 fu nominato cancelliere dal presidente Hindenburg vista l'impossibilità di costituire un governo di responsabilità tra le forze democratiche del Zentrum e della SPD in forte antitesi per le teorie marxiste professate da quest'ultima formazione politica.

Nel marzo 1933 ottenuti  i pieni poteri potè eliminare ogni libertà democratica e quindi di creare una dittatura personale e di partito.

Nella notte del 30 giugno 1934 (la notte dei lunghi coltelli) Hitler fece eliminare alcune frange estremiste delle S.A. compreso il loro capo E. Rohm, colpevoli di essersi ricavati un'autonomia ritenuta eccessiva all'interno del partito, e di essere malvisti dai generali dell'esercito, che d'ora innanzi rimarranno fedeli al nazismo.

Il 2 agosto grazie a una legge deliberata dal consiglio dei ministri le cariche di presidente del Reich e cancelliere vennero unificate.

Il Fuher divenne così il capo assoluto dello stato (confermato tra l'altro dal plebiscito del 19 agosto 1934).

Potè così dedicarsi alla creazione e affermazione della razza ariana in Europa e alla distruzione di tutti quegli stati e popoli ritenuti inferiori causando lo scoppio della seconda guerra mondiale il 1° settembre '39.

Nel 1941 si autoproclamò capo dell'esercito, ma la sua eccessiva ambizione gli fece commettere errori gravissimi come a Stalingrado dove non permise la ritirata alla sesta armata, forte di 300.000 uomini, che fu così costretta alla resa.

Ciò fece cambiare il corso alla guerra a sfavore della Germania.

Il malcontento che generarono le sempre più numerose sconfitte fece crescere l'opposizione al leader nazista (ma solo da parte dei militari mentre  la popolazione era ancora ingannata dall'abile propaganda di Goebbels) tanto che il 13 marzo '43 fu vittima di un attentato ad opera di Fabian von Schlabrendorff.

Il 20/7/1944 fu  organizzata una  congiura da alcuni alti ufficiali della Wehrmacht ma anche questo attentato non diede gli effetti sperati perchè  Hitler sopravvisse e, anzi, fece uccidere gli stessi cospiratori.

Si ritirò infine a Berlino  a causa della veloce avanzata dell'Armata Rossa e  vi morì suicida nel suo bunker quando i russi ormai erano a poche centtinaia di metri dalla cancelleria del reich il il 30 aprile 1945.

 

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Ivan il Terribile all'inizio del suo regno parve manifestare le stesse qualità che avevano ispirato i giovani re e principi guerrieri dell'Europa occidentale: Enrico V, Giovanni Senza Paura, Carlo VIII, Enrico VIII. Ma la sua tragedia familiare coincise con il primo dei numerosi e gravi attacchi di paranoia che sconvolsero totalmente il suo equilibrio, e la crudeltà e il sadismo scatenati sull'élite di governo finirono per propagarsi in cerchi sempre piú ampi in tutto il paese, in un'orgia di depravazioni culminate nella moltiplicazione di supplizi e atrocità. Persino le persone piú assuefatte agli orrori del XX secolo non possono fare a meno di inorridire di fronte al numero di uomini, donne e bambini ("i cui nomi erano noti solo a Dio") che furono sacrificati dalla mania di persecuzione dello zar al demone della paura. Uomini uccisi in battaglia, nelle camere di tortura o giustiziati, spesso senza i conforti religiosi e senza sepoltura; cadaveri gettati in pasto ai cani; donne disonorate; bambini massacrati con modalità sconosciute: quanto odio deve aver consumato una società in cui carnefici e vittime avevano legami molto stretti e dove per sopravvivere occorreva passare sui cadaveri di amici e parenti. Ivan e il suo regno erano una cosa sola, fisicamente e spiritualmente. La fusione dell'umano con il divino lo autorizzò a purificare il mondo dal peccato servendosi della violenza divina.

 

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Benito Mussolini nasce nel 1883 vicino Forlì, figlio di Alessandro, fabbro, socialista più volte processato, e Rosa Maltoni maestra elementare. 
Con lo scoppio della Grande Guerra Mussolini cambiò radicalmente idea sui doveri dell'Italia che, pensava, dovesse entrare nel conflitto.
Venne richiamato alle armi nel 1915 e due anni più tardi venne ferito in un esercitazione e, una volta guarito, tornò alla direzione del Popolo d'Italia.
Nel dopoguerra fondò il movimento fascista il 23 marzo 1919 che nel 1922 con la marcia su Roma completò il suo cammino verso il potere ottenendo dal Re l'incaricò di formare il nuovo governo il 30 ottobre. Nel 1924 consolidò il suo potere grazie anche al netto risultato delle elezioni politiche.
Il potere di Mussolini nel giugno 1924 dopo l'assassinio di Matteotti che aveva denunciato irregolarità nelle elezioni, entrò in crisi ma i partiti antifascisti non ne approfittarono e Mussolini ne uscì con un atto di forza.
Col discorso alla Camera (3 gennaio 1925) e le misure adottate di seguito (le leggi fascistissime) sconvolse la struttura liberale dello stato italiano.
Nacque il culto del Duce. Concluse con la Chiesa un accordo, i Patti Lateranensi, per cui la Chiesa riconobbe lo stato italiano e la sua capitale mentre a sua volta il governo italiano riconosceva l'indipendenza dello Stato della Città del Vaticano; inoltre l'Italia si impegnava a pagare una forte indennità per ripagare il Papa della perdita dello Stato Pontificio.
Il concordato intaccava il carattere laico dello stato che in politica interna seguì una politica conservatrice.
La politica estera faceva perno sulle rivendicazioni nazionalistiche tentando di essere al centro delle vicende internazionali, a volte con successo, come durante il tentativo di evitare l'annessione tedesca dell'Austria, o quando promosse il convegno di Stresa con l'Inghilterra e la Francia dove sembrava essere nato un fronte antitedesco, ma le cose cominciarono a cambiare quando conquistò l'Etiopia, cosa che pose l'Italia contro gli interessi inglesi, fece sprecare grandi quantità di entrate dello stato come nel finanziamento dei reparti  dell'esercito a fianco del generale Franco nella rivoluzione spagnola o che  permise infine senza opporsi l'Anschluss e la persecuzione ebraica mentre il destino dell'Italia si legava sempre più a quello di Hitler.
Nel 1939 scoppiò la guerra e Mussolini nonostante i venti anni avuti a disposizione non aveva preparato militarmente l'Italia ad una guerra. Infatti cercò di non entrare subito nel conflitto dichiarando la "non belligeranza"  decidendosi alla guerra solo quando la vittoria tedesca sembrava a portata di mano. Ma i suoi calcoli si rivelarono subito esageratamente ottimistici di una veloce fine del conflitto e il fallimento prima della guerra parallela (intendeva combattere contro l'Inghilterra impegnadola in fronti diversi da quelle tedeschi), poi anche di quella a fianco della Germania, oltre allo sbarco alleato effetuato in Sicilia il 10 luglio 1943, diedero il pretesto al Gran Consiglio del Fascismo di approvare un ordine del giorno contro di lui il 24 luglio del 1943 .

Poche ore dopo il Re ne approfittò per riprendere il potere, lo fece arrestare  e imprigionarlo prima a Ponza e poi alla Maddalena, infine al Gran Sasso (Campo Imperatore), dove venne liberato il 12 settembre e portato in Germania dai paracadutisti tedeschi, pochi giorni dopo l'armistizio del governo italiano (8 settembre 1943).
Mussolini ritornò nel nord Italia per fondare la Repubblica Sociale Italiana (o Repubblica di Salò) cercando di far rivivere il mito fascista ma ormai era troppo tardi e anche la Germania dava segni di cedimento.
Negli ultimi mesi di guerra lo si vide raramente in pubblico e, una volta crollata la linea gotica, pensò di rifugiarsi a Milano tentando di venire a patti col Comitato di Liberazione Nazionale ma, temendo la cattura, fuggì verso Como per poi andare in Svizzera.
Vestito con una divisa da  soldato tedesco per non farsi riconoscere partì con una colonna militare tedesca in ritirata ma venne riconosciuto ad posto di blocco partigiano e dopo un sommario processo venne fucilato (28 aprile 1945).

Il suo corpo venne esposto lucubremente a testa in giù appeso ad un gazometro in Piazzale Loreto a Milano il 29 aprile assieme ai corpi della compagna Claretta Petacci e ad alcuni gerarchi fascisti finchè solo dopo numerose traversie venne sepolto definitivamente a Predappio.


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Lenin 

Nikolaj Lenin (pseud. di Vladimir Il'ic Ul'janov, Simbirsk 1870 - Gor'kij 1924).

Rivoluzionario e politico russo, fondatore dell'Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche e del movimento comunista internazionale.

Al culmine di una complessa maturazione politica (populista, socialdemocratica, marxista), prima ancora di partecipare alla rivoluzione russa del 1905, che lo confermerà nel suo pensiero, Lenin aveva già indicato nel gradualismo, nel parlamentarismo e nella fiducia che il socialismo arrivasse "inevitabilmente" dopo il capitalismo i principali errori della Seconda Internazionale socialista.

Da qui, nel 1903, la fondazione della frazione "bolscevica" in seno al Partito socialdemocratico operaio russo.

Dopo il fallimento della rivoluzione approfondisce ed amplia la sua riflessione a livello internazionale ("l'imperialismo fase suprema del capitalismo") e della società russa (con la valorizzazione dei nuclei di classe operaia), indicando nel partito lo strumento che con i suoi rivoluzionari di professione e la sua rigida disciplina può rappresentare l'avanguardia politica cosciente del proletariato.

È da queste posizioni che si impegna in una battaglia politica all'interno della Seconda Internazionale e del suo partito russo, battaglia acutizzatasi durante la prima guerra mondiale, che Lenin propone di trasformare in guerra civile internazionale contro il capitale.

Nel 1917, tornato in Russia, si impegna per far prevalere la frazione bolscevica e i soviet come rottura rivoluzionaria, contro anche una ipotesi di soluzione democratica.

Da qui l'insurrezione e la presa del Palazzo d'Inverno e l'instaurazione della repubblica dei soviet, anche se inizialmente con i bolscevichi in minoranza rispetto ad altre forze politiche.

Essendo in minoranza rappresentativa Lenin ebbe una forte inflessibilità nell'attuazione del suo programma rivoluzionario comunista.

Da allora la politica di Lenin si intreccia con quella dell'URSS (e dal 1919 con quella della Terza Internazionale, comunista).

Gravemente ammalato, però, già nel 1922 deve ridurre i propri impegni.

Ancora criticamente lucido, scrisse però un suo "testamento politico" nel quale ammoniva i suoi colleghi di partito sul carattere e sulla politica di Stalin.

Morì nel 1924, mentre Stalin era pronto per salire al potere.

 

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Nerone (37-68 d.C.) ultimo della gente Giulio-Claudia fu imperatore romano (54-68). Figlio di Gneo Domizio Enobarbo e di Agrippina Minore, cambiò il suo nome (Lucio Domizio Enobarbo) in Nerone Claudio Cesare dopo essere stato adottato dall'imperatore Claudio, che sua madre aveva sposato in seconde nozze. Nel 53 sposò la figlia di Claudio, Ottavia. Alla morte di Claudio, nel 54, i pretoriani, guidati dal prefetto del pretorio Sesto Afranio Burro (fedele ad Agrippina) lo proclamarono imperatore. Sotto la guida di Burro e del filosofo Seneca, suo tutore, Nerone si mostrò inizialmente deferente nei confronti del senato, la cui autorità era notevolmente diminuita durante i regni degli ultimi imperatori. Entrato in contrasto con la madre, che si opponeva alla sua relazione con Poppea Sabina e intendeva esercitare sempre maggiore influenza, Nerone fece uccidere Britannico, figlio di Claudio e di Messalina, considerato un possibile pretendente al trono e allontanò la madre da Roma, facendola uccidere nel 59. Con la morte di Burro e il ritiro di Seneca dalla vita pubblica, Nerone modificò radicalmente la propria politica: divenuto ostile al senato, iniziò a favorire i ceti popolari e militari e a esercitare un potere sempre più dispotico. Quando, nel luglio del 64, Roma fu distrutta da un incendio, l'imperatore ne fu ritenuto responsabile e cercò invano di incolpare dell'incendio i cristiani. In seguito, fece costruire per sé la nuova residenza imperiale (la domus aurea). Il contrasto con il senato si acuì in seguito alla riforma monetaria introdotta da Nerone (59-60), secondo cui veniva privilegiato il denarius (la moneta d'argento di cui si serviva soprattutto la plebe urbana) all'aureus (moneta dei ceti più agiati). Nel 65 Caio Calpurnio Pisone ordì una congiura ai danni di Nerone, che tuttavia la represse e fece uccidere tra gli altri Seneca e il poeta Lucano, accusati di aver preso parte alla cospirazione. Nel 66-67 Nerone si recò in Grecia, alla quale rese la libertà, rendendo più difficili i rapporti con le altre province dell'impero. Nel 68 le legioni stanziate in Gallia e in Spagna, guidate rispettivamente da Vindice e da Galba, si ribellarono all'imperatore, costringendolo a fuggire da Roma. Dichiarato nemico pubblico dal senato, Nerone si suicidò.

 

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Pol Pot fu il capo dei Khmer rossi e primo ministro della Cambogia dal 1976 al 1979, essendo stato leader de facto dalla metà del 1975.
Durante il suo regime impose un'applicazione estrema del comunismo agrario con il trasferimento di tutti gli abitanti della città nelle campagne per lavorare forzatamente nelle fattorie collettive.
L'effetto combinato di lavoro in schiavitù, la malnutrizione, la scarsa assistenza medica ed esecuzioni sommarie e arbitrarie causarono circa 2 milioni di cambogiani morti (circa un terzo della popolazione).
Furono sterminati soprattuttoi intellettuali e borghesi.
I Khmer Rossi si macchiarono di enormi esecuzioni di massa seppellendo i corpi in grandi fosse comuni.
Per risparmiare le munizioni, le esecuzioni furono effettuate utilizzando martelli, ascie, picche o bastoni di bambù affilati.


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Grigorij Efimevič Rasputin nacque il 10 gennaio 1869 a Prokovskoe, un piccolo villaggio della Siberia, sulle rive del fiume Tara, presso Tobolsk, vicino ai Monti Urali. Crebbe nella cultura contadina e rimase fondamentalmente un semianalfabeta per tutta la vita. Si narra che da piccolo cadde nel fiume gelido con suo fratello e che riuscì a guarire da una grave polmonite, dopo giorni di deliri e strane visioni. Suo fratello, invece, morì, lasciando un vuoto incolmabile nella sua esistenza. Da bimbo turbolento si trasformò in fretta in un giovane uomo irrequieto che infilava un guaio dopo l’altro. Si ubriacava, rubava e correva dietro alle donne per soddisfare un appetito sessuale che sembrava non placarsi mai (Rasputin è il soprannome che si guadagnò proprio in quegli anni e, in russo, significa depravato). Durante una delle tante scorribande, finì al monastero di Verhoturje dove si imbatté nella setta Khlysty rinnegata dalla Chiesa ufficiale ortodossa. Gli adepti di tale setta sostenevano che per comprendere appieno l’essenza di Dio era necessario peccare. Tramite l’intima conoscenza del male il peccatore poteva pentirsi, confessare e infine ottenere il perdono. Un circolo vizioso, che aveva come obiettivo la catarsi, in cui l’uomo si macchiava di ogni tipo di colpa per continuare a godere della grazia divina.
Rasputin, allora diciottenne, abbracciò con entusiasmo la nuova religione: cominciò a vestirsi come un monaco, si attenne con costanza ai dogmi della setta, adattandoli però a suo piacimento a seconda delle occasioni, e si proclamò veggente e guaritore. Diceva di aver avuto delle visioni e di essere guidato dal volere di Dio. Ebbero inizio i suoi pellegrinaggi attraverso il paese, durante i quali attirò l’attenzione di chi vedeva in lui una piacevole novità in un impero incatenato ad antiche regole ferree. Il successo arrivò quando fu chiamato alla corte dello zar Nicola II per guarire il figlio emofiliaco. A un anno di vita infatti rischiò di morire per un banale incidente. Alessandra incolpava se stessa e il sangue malato che scorreva nelle vene di molti membri della sua famiglia, afflitti dalla stessa malattia.Gli affranti sovrani videro in lui il miracolo tanto invocato quando riuscì a bloccare l’ennesima emorragia del piccolo Alessio. Alcuni suppongono che ipnotizzò il bambino e lo guidò verso una sorta di autoguarigione (oggi è assodato che una forte emozione può dare un temporaneo sollievo a un emofiliaco) altri che utilizzò i suoi poteri soprannaturali per far coagulare il sangue. In ogni caso l’episodio fu sufficiente a trasformare un semplice ex contadino e pseudoprete in un membro della famiglia reale. Rasputin continuò la sua attività di guaritore e consigliere spirituale anche all’esterno della corte. Riceveva quotidianamente tutti coloro che chiedevano il suo aiuto. La Russia intera non sapeva spiegarsi come fosse possibile che gli imperatori accettassero un individuo così ambiguo a palazzo. Nessuno sapeva della malattia del piccolo Alessio e questo portò molte persone a dubitare dell’integrità morale dello Zar e della Zarina. Fu assassinato nel 1916.


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Maximilien Robespierre fu un uno dei più feroci leader della rivoluzione francese che attraverso il governo rivoluzionario fece assassinare il re senza un processo.
E' stato uno dei principali fautori del regno del terrore in cui persero la vita da 18.500 a 40.000 persone di cui 1.900 uccisi nell'ultimo mese del suo potere.
Tra i condannati a morte dai cosidetti tribunali rivoluzionari l'8% erano aristocratici, il 6% del clero, 14% della classe media, 70% operai o contadini accusati soprattutto di crimini solo presunti.


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Saddam Hussein nasce ad Auja nel 1937. Si dedica alla politica molto presto, militando nel partito socialista arabo Bath. Nel 1959 viene condannato per l’uccisione del leader politico Qasim e fugge prima in Siria, successivamente al Cairo. Solo nel 1964, dopo essere rientrato in Iraq, viene eletto nelle file del Bath e ne diventa uno dei protagonisti carismatici, tanto che nel ‘68 è l’indiscusso promotore della rivoluzione irachena, che lo vede agire in diversi colpi di stato tesi a rovesciare il governo allora in carica. Nel 1979 è segretario del Bath e nello stesso anno diventa il presidente della repubblica Irachena. Un anno dopo gli attriti fra Iraq e Iran si fanno sempre più aspri a causa dell’occupazione iraniana di alcuni territori iracheni. Il risultato è una dura guerra, cruenta e drammatica.
Saranno migliaia i morti contati alla fine del conflitto durato quindici anni, e nessuno ne uscirà vincitore. E’ il 1988. Lo Stato iracheno in quel periodo è debole ed estenuato dalla guerra da cui è appena uscito, ma la sete di potere di Saddam non si placa. Due anni dopo, nel 1990, invade il Kuwait. Ignorando completamente le ripercussioni non solo nei paesi arabi, ma anche nei paesi ad essi alleati, continua la sua avanzata fino al gennaio 1991, quando partirà la controffensiva americana denominata “desert storm”.
La ritirata non sarà la giusta via di fuga. I telegiornali di tutto il mondo mostreranno il fallimento iracheno. Migliaia di invasori giaceranno per le strade che vanno dal Kuwait all’ Iraq senza vita, ma con un bottino in mano. Un presepe di morte annunciata.
Nonostante la dura sconfitta inflittagli, Saddam resta al potere e continua il suo sterminio a scapito delle minoranze curde, da sempre emarginate dai vertici dirigenziali della dittatura irachena. Si parla di 100.000 curdi eliminati nelle maniere più efferate, ma questi dati restano pressoché sconosciuti. Le limitazioni di sorvolo sull’area irachena impediscono a Saddam di portare avanti questo nuovo olocausto contro i popoli curdi, ma la sua ben radicata egemonia inizia a traballare a causa delle sanzioni imposte dall’ Onu e per la fragile congiuntura economica che si va prospettando, dovuta anch’essa agli embarghi internazionali.
Nonostante il petrolio sia una fonte indiscussa di introiti sicuri, la popolazione è privata completamente di tutti i beni necessari alla propria sopravvivenza. Il declino di Saddam inizia lentamente a profilarsi, benchè lui stesso abbia ordinato la costruzione di un monumento a Baghdad per celebrare la vittoria sui Kuwatiani. Dopo l’ attacco terroristico dell’11 settembre 2001 gli Stati Uniti, alla ricerca dei mandanti dei presunti terroristi complici e di armi chimiche letali, attaccherrano l’ Afghanistan e successivamente l’Iraq.
Nel 2003 l’ Iraq è invasa dalle truppe americane, e il 13 dicembre dello stesso anno viene catturato Saddam Hussein. Il rais viene trovato all’interno di un buco scavato nella terra. Il volto trasfigurato da una barba incolta e uno sguardo perso nel vuoto farà il giro del mondo.
Viene processato da un tribunale iracheno per la strage di Dujail di 148 sciiti. Il 5 novembre il proclama della sentenza viene espresso dalla stessa giuria: condanna a morte per impiccagione per crimini contro l’umanità. 

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Josif Stalin nato a Tiflis nel (1879) da un ciabattino alcolizzato e da una lavandaia.
Lenin lo notò a causa delle sue azioni spregiudicate.

Dopo la rivoluzione dell'ottobre 1917 si adoperò per vincere la guerra civile, divenne segretario del comitato generale il 3 aprile 1922 e col progredire del processo di burocratizzazione del partito il suo potere aumentò notevolmente. Con la morte di Lenin (24 gennaio 1924) Stalin iniziò uno duro scontro con Trockji.

Quest'ultimo voleva imporre le sua idea di socialismo in un solo paese, il secondo avrebbe voluto continuare con le idee di Lenin.
Prevalse il segretario di partito che avviò delle riforme per perseguire le sue idee che vedevano un distacco dalla tradizione internazionale del Marxismo  con la realizzazione della collettivizzazione delle campagne e l'estensione dei primi piani quinquennali per industrializzare la Russia.

Nel 1936 Stalin per aver più libertà di agire, decise di eliminare ogni tipo di opposizione e iniziò le cosidette purghe staliniane, partendo dai leader come Kamenev, Zinov'ev, Trozkji, Radek che avrebbero potuto sostituirlo in caso di crisi e che vennero o esiliati o fatti uccidere come Trozkji in Messico da un sicario nel 1940.
Nel 1941 cominciò la guerra che mise a dura prova le capacità di Stalin che, comunque, seppe resistere anche nei momenti più difficili e seppe sfruttare  il conflitto contro la Germania per reintrodurre i valori tradizionali, come il patriottismo, la solidarietà slava, la valorizzazione della storia russa.

A fine guerra riuscì a imporre regimi comunisti in quei paesi occupati dall'armata rossa, alterando così la teoria di socialismo in solo paese mentre i contrasti con i paesi occidentali si accentuarono dando inizio alla guerra fredda.

Superata le crisi delle rivolte antisovietiche nei paesi socialisti e la crisi coreana morirà il 5/3/1953.

        

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Vlad III di Romania (noto anche come Vlad l'Impalatore) fu principe di Valacchia per tre volte tra il 1448 e il 1476.
Vlad è più noto per aver inflitto pene estremamente crudeli durante il suo regno e per essere stato accomunato al protagonista del romanzo di vampiri Dracula di Bram Stoker.
Il suo principale metodo di tortura fu quello di legare a un cavallo diverso ciascuna delle gambe della vittima che veniva anche impalato.
L'elenco delle torture impiegate è ampia: chiodi in testa, taglio degli arti, cecità, strangolamento, bruciature, taglio di nasi e orecchie, mutilazione degli organi sessuali (specialmente nel caso delle donne), scalpatura, scuoiatura, esposizione agli agenti atmosferici o agli animali, ebollizione da vivo. C'è chi sostiene che in alcune occasioni diecimila persone furono impalati nel solo 1460.

 

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Torquemada

Inquisitore Generale di Castiglia e Aragona (Valladolid, 1420 - Avila, 1498). Proveniva da una famiglia influente di giudei convertiti della Castiglia, suo zio, Juan de Torquemada, era cardinale e priore dei domenicani di Valladolid. Thomas entrò giovanissimo nell'ordine dello zio e divenne priore del convento di Santa Cruz de Segovia. Fu confessore di diverse persone influenti alla corte di Ferdinando e Isabella, che lo misero in contatto con la Regina Elisabetta.
Nel 1483 fu nominato inquisitore generale con autorità su tutti i regni delle Corone di Castiglia e Aragona, per porre fine alla confusione che vi aveva regnato in quanto l'Inquisizione spagnola è stata fondata nel 1478. Anche se non è il primo inquisitore generale, era il vero organizzatore della Corte. Con il nuovo Consiglio Supremo dell'Inquisizione ne fu il primo presidente. Creò il sistema di procedimento inquisitorio per perseguitare gli eretici con denunce anonime, interrogatori sotto tortura e pene che potevano arrivare al rogo.
Torquemada fu un persecutore di tutto il dissenso religioso e il suo zelo ortodosso arrivò alla pura crudeltà. Convinto della necessità di unità religiosa fu uno dei fondatori della cacciata dalla Spagna degli ebrei convertiti al cristianesimo pur essendo egli stesso un ebreo convertito. Morì nel 1948.

 

 


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Update 20-04-14

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