Fresh News:

Poesie

 

Il Novecento

Gustavo Adolfo Bequer
Emily Dickinson
Wolfgang Goethe
Olindo Guerrini
Hermann Hesse
Rudyard Kipling
Giacomo Leopardi
Hugh Macdiarmid
Pablo Neruda
Francesco Petrarca
Jacques Prevert
Umberto Saba
Pedro Salinas
Camillo Sbarbaro
William Shakespeare
Giuseppe Ungaretti
Paul Verlaine


 

Camillo Sbarbaro
 

Ora  che  sei  venuta ,

che  con  passo  di  danza  sei  entrata

nella  mia  vita

quasi  folata in  una  stanza  chiusa -

a  festeggiarti , bene  tanto  atteso ,

le  parole  mi  mancano  e  la  voce

e  tacerti  vicino  già  mi  basta .

Il  pigolìo  così  che  assorda  il  bosco

al  nascere  dell 'alba , ammutolisce ,

quando  sull 'orizzonte  balza  il  sole .

Ma  te  la  mia  inquietudine  cercava

quando  ragazzo

nella  notte  d ' estate  mi  facevo 

alla  finestra  come  soffocato :

che  non  sapevo , m ' affannava  il  cuore .

E tutte tue  son  le parole

che , come  l 'acqua  all ' orlo  che  trabocca ,

alla  bocca  venivano  da  sole ,

l 'ore  deserte , quando  s' avanzavan

puerilmente  le  mie  labbra  d 'uomo

da  sè , per  desiderio  di  baciare........

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Umberto Saba
 

A mia moglie 

Tu  sei  come  una  giovane,

una  bianca  pollastra .

Le  si  arruffano  al  vento 

le  piume , il  collo  china 

per  bere , e  in  terra  raspa ;

ma, nell'andare , ha  il  lento

 tuo  passo  di  regina ,

ed  incede  sull'erba

pettoruta  e superba .

E'  migliore del maschio .

E' come  sono  tutte

le  femmine  di  tutti

i  sereni  animali

che  avvicinano  a  Dio.

Così  se  l' occhio ,se  il  giudizio  mio

non  m ' inganna , fra  queste  hai  le  tue  uguali ,

e  in  nessun ' altra  donna .

Quando  la  sera  assonna

le  gallinelle ,

metton  voci  che  ricordan  quelle,

dolcissime , onde  a  volte  dei  tuoi  mali ,

ti  quereli , e  non  sai 

che  la  tua  voce  ha  la  soave  e  triste

musica  dei  pollai .

Tu  sei  come  una  gravida

giovenca ;

libera  ancora  e  senza 

gravezza , anzi  festosa ;

che , se  la  lasci , il  collo

volge , ove  tinge  un  rosa

tenero  la  sua  carne.

Se  l ' incontri  e  muggire 

l'odi , tanto  è  quel  suono

lamentoso , che  l ' erba

strappi , per  farle  un  dono .

E' così  che  il  mio  dono

t ' offro  quando  sei  triste .

Tu  sei  come  una  lunga 

cagna , che  sempre  tanta

dolcezza  ha  negli  occhi ,

e  ferocia  nel  cuore .

Ai  tuoi  piedi  una  santa 

sembra , che  d ' un  fervore

indomabile  arda ,

e  così  ti  riguarda

come  il  suo  Dio  e  Signore .

Quando  in  casa  o  per  via

segue , a  chi  solo  tenti

avvicinarsi , i  denti

candidissimi  scopre .

Ed  il  suo  amore  soffre

di  gelosia.

Tu  sei  come  la  pavida 

coniglia . Entro  l ' angusta

gabbia  ritta  al  vederti

s 'alza ,

e  verso  te gli  orecchi 

alti  protende  e  fermi ;

che  la  crusca  e  i radicchi

tu  le  porti , di  cui 

priva  in  sé  si  rannicchia,

cerca  gli  angoli  bui .

Chi  potrebbe  quel  cibo

ritoglierle? Chi  il  pelo

che  si  strappa  di  dosso ,

per  aggiungerlo  al  nido

dove  poi  partorire?

Chi  mai  farti  soffrire?

Tu  sei  come  la  rondine

che  torna  in  primavera .

Ma  in  autunno  riparte ;

 e  tu  non  hai  quest ' arte .

Tu  questo  hai  della  rondine :

le  movenze  leggere ;

questo  che  a  me , che  mi  sentiva  ed  era

vecchio , annunciavi  un 'altra  primavera .

Tu  sei  come  la  provvida

formica. Di  lei, quando

escono dalla campagna ,

parla  al  bimbo  la  nonna

che  l ' accompagna .

E  così  nella  pecchia

ti  ritrovo , ed  in  tutte 

le  femmine di  tutti

i  sereni  animali

che  avvicinano a  Dio ;

e  in  nessun 'altra  donna .

 


Sera di Febbraio

Spunta  la  luna .

Nel  viale  è  ancora

giorno , una  sera  che  rapida  cala .

Indifferente  gioventù  s 'allaccia ;

sbanda  a  povere  mète .

Ed  è  il  pensiero  della  morte 

che , in  fine , aiuta  a  vivere .

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Eugenio Montale

Non chiederci la parola  (da Ossi di seppia) 

Non  chiederci  la  parola che  squadri  da  ogni  lato

l ' animo  nostro  informe , e  a  lettere  di  fuoco 

lo  dichiari  e  risplenda  come  un  croco

perduto  in  mezzo  a  un  polveroso  prato .

Ah  l ' uomo  che  se  ne  va  sicuro ,

agli  altri  ed  a  se  stesso amico ,

e  l ' ombra  sua  non  cura  che  la  canicola

stampa  sopra  uno  scalciato  muro !

Non  domandarci  la  formula  che  mondi  possa  aprirti ,

sì  qualche  storta  sillaba  e  secca  come  un  ramo .

Codesto  solo  oggi  possiamo  dirti ,

ciò  che  non  siamo , ciò  che  non  vogliamo .

 

                                                                                                      

Spesso il male di vivere  (da Ossi di seppia) 

Spesso  il  male  di  vivere  ho  incontrato :

era  il  rivo  strozzato  che  gorgoglia ,

era  l ' incartocciarsi  della  foglia

riarsa , era  il  cavallo  stramazzato .

Bene  non  seppi , fuori  del  prodigio

che  schiude  la  divina  Indifferenza :

era  la  statua  nella  sonnolenza

del  meriggio , e  la  nuvola , e  il  falco  alto  levato .

 


Cigola la carrucola del pozzo (da Ossi di seppia) 

Cigola  la  carrucola  del  pozzo ,

l ' acqua  sale  alla  luce  e  vi  si  fonde .

Trema  un  ricordo  nel  ricolmo  secchio ,

nel  puro  cerchio  un ' immagine  ride .

Accosto  il  volto  a  evanescenti  labbri :

si  deforma  il  passato , si  fa  vecchio ,

appartiene  ad  un  altro.....

Ah  che  già  stride

la  ruota , ti  ridona  all' atro  fondo ,

visione , una  distanza  ci  divide .

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Hermann Hesse

Perchè ti amo

Perché ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l'anima tua sono venuto a rubare.

Ora lei è mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.

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Emily Dickinson

Tutto imparammo dell' amore

Tutto imparammo dell'amore -
Alfabeto, parole.
Il capitolo, il libro possente -
Poi la rivelazione terminò.

Ma negli occhi dell'altro
Ciascuno contemplava l'ignoranza
Divina, ancora più che nell'infanzia:
L'uno all'altro, fanciulli.

Tentammo di spiegare
Quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
E molteplice il vero!

up


Rudyard Kipling

Se.....

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
La perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;

Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;

Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient'altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;

Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!

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Giacomo Leopardi

Infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
 

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Pablo Neruda

Se non fosse per i tuoi occhi

Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,
se non fosse perché sei una settimana d'ambra,

se non fosse perché sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,

oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,
e tutto vive perché io viva:
senz'andare sì lungi posso veder tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.


 

Fanciulla snella e bruna

Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta
quello che incurva le alghe e fa granire i grani,
creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce
e la tua bocca che sorride col sorriso dell'acqua.

Un sole nero e ansioso ti avvolge a ogni filo
dei tuoi capelli neri, quando stiri le braccia.
Tu giochi con il sole con un ruscello
e due oscuri ristagni lui ti lascia negli occhi.

Fanciulla snella a bruna, niente a te mi avvicina.
Tutto da te mi scosta come dal mezzogiorno.
Tu sei la gioventù frenetica dell'ape,
l'ubriachezza dell'onda, la forza della spiga.

Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca:
amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve.
Farfalla bruna, dolce e definitiva,
come il frumento e il sole, il papavero e l'acqua.

Mi piaci silenziosa 

Mi piaci silenziosa, perché sei come assente
mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.
Par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.

Tutte le cose sono colme della mia anima
e tu da loro emergi, colma d'anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia.

Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.
E sembri lamentarti, tubante farfalla.
E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:
lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,
lucido come fiamma, semplice come anello.
Tu sei come la notte, taciturna e stellata.
Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.

Mi piaci silenziosa perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Basta allora un sorriso, una parola basta.
E sono lieto, lieto che questo non sia vero.

up


Wolfgang  Goethe

Presenza

Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso,
e tu dietro a lui,spero.

Esci fuori in giardino
e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.

Quando nel ballo ti muovi
si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.

Notte!E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore
soave e seducente della luna.

Seducente e soave sei tu,
e fiori,luna e stelle
a te s'inchinano,o sole!

Sole,sii anche per me
artefice di giorni radiosi!
Questa è vita,è eternità.

up


Francesco Petrarca


Chiare fresche e dolci acque

Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.

S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.

Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Da' be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".

Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ò pace.

Se tu avessi ornamenti quant'ai voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco e gir infra la gente.

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Edgar Allan Poe

Ad Elena

Elena, la tua bellezza è per me
come quei navigli nicei d'un tempo
che, mollemente, sull'odorato mare
riportavano il pellegrino stanco d'errare
alla sua sponda natia.

Da tempo avezzo a disperati mari,
la tua chioma di giacinto, il tuo classico volto,
la tua grazia di Naiade riportano me anche in patria,
a quella gloria che fu la Grecia,
a quella maestà che fu Roma.

Là, nel rilucente vano della finestra,
come statua eretta io ti vedo,
con in mano la tua lampada d'agata!
Ah, Psyche, qui venuta dalle regioni
che son Terra Santa.

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Olindo Guerrini

Nell' aria della sera

Nell'aria della sera umida e molle
Era l'acuto odor de' campi arati
E noi salimmo insieme su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiu' nei prati.

L'occhio tuo di colomba era levato.
Quasi muta preghiera al ciel stellato;

Ed io che intesi quel che non dicevi
M'innamorai di te perche' tacevi.

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Gustavo Adolfo Bequeur

Come un libro aperto

Come un libro aperto
leggo nel fondo dei tuoi occhi.
Perché la bocca sorride
se gli occhi la smentiscono?
Piangi, non vergognarti
di confessare
che mi amasti.
Piangi. Nessuno vede.
Guarda.
Io sono un uomo, eppure piango.

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William Shakespeare


Sonetto n. 88

Quando ti disporrai a ignorarmi
l'occhio sprezzante volgendo ai miei meriti
avverso a me combatterò al tuo fianco:
spergiuro sei, ti proverò valente.
Assai conosco la mia debolezza
e a difenderti inventerò una storia
di colpe che mi macchiano in segreto
sì che ti venga, a perder me, gran gloria.
Ma così fra chi vince anch'io sarò,
ché i pensieri amorosi in te riparo,
tutti, e se i torti che in me stesso volgo
ti dan vantaggio, a me doppio lo danno.

Tale è il mio amore, così t'appartengo
che per darti valor m'addosso il peggio.

 


Sonetto n. 90

Odiami dunque adesso, se lo vuoi,
ora che il mondo a contrastarmi seguita,
piegami giù, fa' lega con la sorte,
non affacciarti per estrema perdita.
Oh no, se scampa a queste strette il cuore
non dar rinforzi a un'angoscia in disfatta,
non dare a un vento buio alba di pioggia
a tardare, già certa, la catastrofe.
Se vuoi lasciarmi non lasciarmi all'ultimo,
di già sfiancato da futili pene,
ma assalta primo, perchè prima io gusti
di possente Fortuna il più e il peggio.

E ogni altra angoscia che ora par mortale,
di fronte al perder te, non parrà uguale.

 


Sonetto n. 97

Come un inverno è stata la mia assenza
da te, dolcezza dell'anno che fugge:
quali ghiacci ho provato, quali tenebre
e che squallore del dicembre ovunque!
Pur quel tempo diviso era l'estate,
l'autunno che, di pingui frutti greve,
degli amorosi mesi la pregnanza
recava come grembo in lutto, vedovo
del suo signore; una speranza d'orfani
m'appariva la stessa sua abbondanza:
ché te corteggia dell'estate il volo
e muti son gli uccelli se tu manchi
o, se cantano, al lor molle lamento
sbianca le foglie un brivido d'inverno.
 


Sonetto n. 115

Mentono i versi che una volta ho scritto,
dissi:" Di più non ti potrei amare";
ma all'intelletto era allora incredibile
ch'io, sì colmo, avvampassi ancor più chiaro.
Guardando al tempo, che in vicende a mille
scongiunge i voti e muta legge ai re,
scurisce la beltà sacra, i più fini
stempra, i forti nel suo flusso traveste;
ah del tempo implacato nel timore
come non dirti: "Ora t'amo nel culmine"
quando l'incerto m'era certo e l'oggi
incoronavo, del futuro in dubbio?

E' un bimbo Amore, non dire dovevo,
lasciar pienezza a quel che ancora cresce.
 


Sonetto n. 116

Alle nozze sincere di due anime
impedimenti non so. Non è amore
l'amor che muta se in mutare imbatte
o, rimovendosi altri, si rimuove,
oh no: è faro che per sempre è fisso
e guarda alle bufere non dà crollo,
amore, è stella ai vaganti navigli,
nota in altezza, nel valore ignota.
Non è zimbello al tempo, s'anche a teneri
labbri s'incurva quella falce e chiude,
non tramuta con l'ore e i giorni brevi
ma inoltra sino all'estrema sventura.

Se errore è questo, e su di me provato,
io mai non scrissi, e mai nessuno ha amato.
 


Sonetto n. 128

Quando musica tu suoni, mia musica,
su quel beato legno che alle dita
gentili replica mentre conduci
la vibrante armonia che mi smarrisce,
quanto invidio quei tasti che in su e in giù
tenendo il cavo di tua mano baciano -
e dal raccolto le mie labbra escluse,
lì accanto, si fan rosse a tanta audacia.
Ben situazione e stato muterebbero,
purché tu le sfiorassi, con quei rapidi
in danza - e tu scorri sì che lieto
fai morto legno più che vive labbra.

Se tanta sorte hanno quegli sfrontati,
dà lor le dita, a me le labbra al bacio.


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Jacques Prevert
 

La ragazza d' acciaio

Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo
Non amavo nessuno eccetto colui che amavo
Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva
Ora tutto è cambiato è lui che ha cessato di
amarmi
Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io?
Non lo so e poi cosa cambia?
Sono ora stesa sulla paglia umida
dell'amore
Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata
Ragazza di latta ragazza arrugginita
O amore amore mio morto o vivo
Voglio che tu ricordi del passato
Amore che mi amavi da me ricambiato.

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Pedro Salinas

La voce a te dovuta

Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guerdare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d' amarti solo io.

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Paul Verlaine


Vola, canzone presto

Vola, canzone, rapida
davanti a Lei e dille
che, nel mio cuor fedele,
gioioso ha fatto luce
un raggio, dissipando,
santo lume, le tenebre
dell'amore: paura,
diffidenza e incertezza.
Ed ecco il grande giorno!
Rimasta a lungo muta
e pavida - la senti?
- l'allegria ha cantato
come una viva allodola
nel cielo rischiarato.
Vola, canzone ingenua,
e sia la benvenuta
senza rimpianti
vani colei che infine torna.

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Hugh Macdiarmid

Ubriaco di luna

Quando il sonoro vortice del mondo
E' sibilo di trottola, quel chiaro
Corpo di corvo che è la luna siede
Ai crocicchi del vento e scruta attorno.
E mi vede - mi vede - mi balza
Con esattezza sul vivo del cuore,
E il suo raggio dorato con freddezza
Completamente ubriaco mi rende.
Il ruggito di tutti gli oceani mi sembra
Ora soltanto un suono debolissimo, il tuono,
Soltanto il tintinnio d'una campana,
E il tempo il volteggiare d'una mosca.
 

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Giuseppe Ungaretti

Il porto sepolto

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde

Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d'inesauribile segreto.


San Martino del Carso

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato.
 

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Umberto Saba

Ulisse
 

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

 


up





Update 11-08-12

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