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Appello in difesa della Geografia

La passione per la Storia non poteva che essere seguita da quella per la Geografia.
Cominciai cosi' a scrivere un mio Atlante Geografico e Politico su un quaderno a quadretti ripetendo lo schema del mio testo scolastico: Popoli e Paesi.
Negli anni '70 la Geografia Fisica e Politica era una materia alla pari di tutte le altre. Grazie allo studio sulla conformazione fisica della Terra avevo apprezzato la bellezza del pianeta in cui viviamo da migliaia d'anni.
Studiando i confini degli Stati avevo appreso che intorno a ogni lembo di terra esiste un confine invisibile, che gli uomini hanno segnato per delimitare il proprio potere sugli altri uomini. Una perfetta suddivisione di tutta la Terra in Stati grandi e piccoli, con una propria bandiera, un popolo omogeneo nella lingua e, a volte, nella religione.
Una suddivisione che fa la differenza nel peso che ogni Nazione ha nell'equilibrio
di potere politico ed economico.
Negli anni trascorsi però, la riforma scolastica Gelmini del 2008 aveva ridotto le ore di insegnamento della geografia, abolendola addirittura in alcuni corsi come negli istituti nautici, per il turismo e alberghieri, cioè dove la conoscenza dei luoghi e dei popoli sono il sale della conoscenza.
I governi avevano perciò deciso che la materia scolastica della Geografia Fisica e Politica fosse superflua se non inutile cancellando una tradizione riconosciuta in tutti i corsi scolastici di tutto il mondo.
Il risultato è stato che una generazione dopo l'altra sta crescendo senza sapere nulla del pianeta in cui vive, ignorando la bellezza del sapere.
La facoltà triennale di Geografia ha solo 203 iscritti cioè lo 0,07% degli immatricolati a tutte le università ed è esistente solo alla Statale di Milano e alla Sapienza di Roma. I corsi biennali di specializzazione a Matera, Bologna, Firenze e Roma hanno solo 9 iscritti contro le 80 facoltà e i 60.000 iscritti della "Grande" Gran Bretagna, fucina di Storia e Geografia. 
Una tragica decisione tipica dell'ottusita' della nostra classe politica, attratta dal mito dell'onnipotenza nel decidere sulla pelle altrui cosa fosse più giusto, senza valutare o chiedere se questa decisione fosse gradita a chi, dello studio a prescindere, ne fa una questione di diritto alla conoscenza, a dispetto di chi, con fatica e passione, desidera studiare la Geografia per conoscere come il Mondo sia diviso, per meglio comprendere i meccanismi della Politica e sapere come difendersi da chi, sapendoci ignoranti, crede di poter fare cio' che ritiene, a suo unilaterale giudizio, corretto.


Descrizione: G:\atlaswords.com\images\croce templare.jpg


Appello per lo studio della Storia. Hanno già “t e r m i n a t o” lo studio della materia della Geografia, per preparare le generazioni a non opporsi a quello della materia della Storia.
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Quando una dozzina di anni fa i politici decisero di uccidere la Geografia quasi nessuno si era alzato per protestare, non intuendo che la scomparsa dalla Geografia dai programmi scolastici, avrebbe tolto la possibilità di studiarla a chi ne fosse più direttamente interessato, e sarebbero stati in tanti a desiderarlo, se ne avessero avuto il tempo. Politici senza “passione e amore per la conoscenza” avevano deciso di cancellare gli studi geografici, bollandoli come "inutili" al conseguimento di una coscienza istruttiva.
Quel "delitto" passato sotto silenzio sta, di conseguenza, precludendo il piacere della scoperta del nostro meraviglioso pianeta, a una prima generazione di giovani nati successivamente a questi atti legislativi, inaridendo la sapienza emanata dalla conoscenza della “Geografia". Anche le generazioni che già studiavano la Geografia sono state, improvvisamente, private di questa preziosa materia, come un meteorite caduto sulla Terra che spazza via tutto, lasciando il vuoto dell'ignoranza scientifica.
Hanno ucciso la Geografia per preparare le generazioni a non opporsi all'uccisione della Storia. Poi uccideranno anche il Latino e il Greco, adducendo l'obsolescenza del loro vetusto contenuto, inferiormente debole se paragonato alla banalità della cultura basata sulla messaggistica in rete, che è, pur sempre, un patrimonio da non cancellare.
Togliere dalle prove d’esame della maturità il tema di Storia equivale al suicidio della conoscenza, perché senza la Storia non è possibile capire lo sviluppo della Letteratura Italiana e straniera, non è possibile allineare la sequenzialità delle scoperte scientifiche, lo sviluppo di tutte le Arti, o non è possibile comprendere la ragione della nostra esistenza riguardo alle risposte della Filosofia. Quante altre cose sarebbero cancellate o derubricate, come la passione per la conoscenza dei Miti, dei Personaggi, della grande genialità dell’Essere Umano, della creatività scritta o parlata. Quante volte non si potrà più ricordare la straordinaria fortezza dell’esperienza umana per la strategia militare che, seppure legata alla eutanasia della guerra, è pur sempre il frutto della capacità umana di creare scenari e trovare soluzioni in Pace e in Guerra, là dove questi scenari sono stati causa ed effetto della Linea del Tempo, che vede il Genere Umano competere in modo naturale nella corsa verso l’egemonia o la sudditanza, elementi non impregnati di odio ed egoismo, ma bensì intima essenza del Cervello che la Natura ci ha donato.
Si prevede infine il taglio di un ora su due settimanali dello studio della Storia, per far posto allo studio della necessaria Educazione Civica, legata da vincoli pur sempre storici alla prima, come per esempio riguardo alla grande storia delle Costituzioni. La materia Storia verrebbe perciò confinata a tempi impossibili per il corretto svolgimento del vasto programma di studi, mentre l'Educazione Civica ne avrebbe di ridondanti, sproporzionati per la sua proposizione scolastica. In ultima analisi tagliare gli spazi scolastici della materia scolastica di nome Storia, come è già avvenuto per la cancellata Geografia, significa privare la straordinaria intelligenza umana di un catalizzatore metodico e imprescindibilmente legato alla natura umana.
Amare la Vita è amare, anche, la Conoscenza, qualunque essa possa far brillare la Bellezza dell’Intelligenza della nostra Umanità.
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Giovanni Fontana

 

 

Update 16-01-20